Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 623 del 10/5/2005
Back Index Forward

TESTO AGGIORNATO AL 12 MAGGIO 2005

Pag. 19


...
(Esame dell'articolo unico - A.C. 5827)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5827 sezione 3), approvato dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 5827 sezione 4), nel testo delle Commissioni (vedi l'allegato A - A.C. 5827 sezione 5).
Ricordo che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge, nel testo recante le modificazioni apportate dalle Commissioni (vedi l'allegato A - A.C. 5827 sezione 6).
Avverto, inoltre, che sono state presentate proposte emendative riferite all'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo delle Commissioni (vedi l'allegato A - A.C. 5827 sezione 7).
Avverto, altresì, che tutti gli emendamenti presentati da deputati appartenenti ai gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo sono stati sottoscritti dagli onorevoli Russo Spena e Mascia.
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 96-bis


Pag. 20

comma 7, e 86, comma 1, del regolamento, le seguenti proposte emendative, già dichiarate inammissibili in Commissione: gli articoli aggiuntivi Duca 1.01 e 1.02 e Gambini 2-bis.01; gli emendamenti Duca 4.6 e 4.3, Rava 4.2, Vigni 5.7 e Stucchi 5-bis.1; gli articoli aggiuntivi Duca 5-bis.01 e 5-bis.02, Rosato 5-bis.03 e 5-bis.04, Duca 5-bis.06 e 5-bis.07; l'emendamento Pinotti 6.3; gli articoli aggiuntivi Rosato 6-bis.02 e 6-bis.03, Minniti 6-bis.04, Realacci 7.01; gli emendamenti Morgando 8.4, Delbono 8.6, Morgando 8.7, nonché l'articolo aggiuntivo Pistone 13.06; gli articoli aggiuntivi Delbono 8.06 e 8.07; l'emendamento Rava 10.1; gli articoli aggiuntivi Franci 10-ter.02 e 10-ter.01, Rossiello 10-ter.03, Rava 10-ter.05 e 10-ter.04; gli emendamenti Dario Galli 11-ter.1, 11-ter.2 e 11-sexies.4, nonché Realacci 11-sexies.5; gli articoli aggiuntivi Vigni 11-sexies.01 e 11-sexies.02; gli emendamenti Gambini 12.1, limitatamente ai commi 20 e 21, Gambini 12.2, limitatamente al comma 20, e Vigni 12.10; gli articoli aggiuntivi Mantini 12.01 e 12.02; gli emendamenti Guerzoni 13.14 e 13.15, nonché Delbono 13.16; gli articoli aggiuntivi Pistone 13.02, 13.01, 13.03, 13.09, 13.04, 13.05, 13.07 e 13.08, e Stucchi 13.010; l'emendamento Rava 13-ter.1.
La Presidenza, inoltre, non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 86, comma 1, del regolamento, le seguenti ulteriori proposte emendative non riferite ad argomenti considerati nel testo del provvedimento o negli emendamenti presentati in Commissione e non previamente presentate in Commissione: Carboni 2.33, Zanella 2.39, Lusetti 4.33, Adduce 5-bis.30, Zanella 6.35, Ercole 6.36, Zanella 7.30, Molinari 8-bis.030, Zanella 8-bis.031, 10.37, 10.38, 10.33, 10.34, 10.35 e 10.36, Molinari 10-ter.30, Labate 11.30, Molinari 11-ter.30, Gambini 12.31, limitatamente al comma 20, e 12.030, Bindi 13.30, Adduce 13.31, Burtone 13.32, Benvenuto 13-ter.030, 13-ter.031, 13-ter.032, 14-ter.30 e Dis. 1.31 (vedi l'allegato A - A.C. 5827 sezione 2).

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, come ho avuto modo di comunicare in sede di Comitato dei diciotto, il Governo ha presentato due piccolissime proposte di modifica al testo già approvato dalle Commissioni. Tali proposte si limitano all'espunzione di due parti sulle quali, peraltro, nel corso della discussione sulle linee generali di ieri in quest'aula, l'opposizione ha puntato uno sguardo critico.
Chiedo, pertanto, una breve sospensione dei lavori dell'Assemblea; credo sia utile per consentire alle Commissioni di valutare tali proposte.

PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio del provvedimento nelle Commissioni, vorrei ascoltare il parere del presidente della V Commissione, onorevole Giancarlo Giorgetti.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, credo che la I e la V Commissione si possano riunire per esaminare e valutare le proposte emendative presentate dal Governo che, al momento, non conosciamo. Ritengo che, se le modifiche sono limitate nel numero - come ha annunciato il sottosegretario Vegas -, si possa riprendere l'esame del provvedimento in Assemblea intorno alle 14.

PRESIDENTE. Sulla proposta di rinvio del provvedimento nelle Commissioni, darò la parola ad un deputato per gruppo. Per il gruppo Misto, naturalmente, vi sarà un solo intervento.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, non intendo pronunciarmi in senso contrario alla richiesta di rinvio, perché credo che il collega Innocenti o il presidente Violante vogliano intervenire. Tuttavia, vorrei capire con certezza quale sia la questione. Il sottosegretario Vegas ha parlato


Pag. 21

di sospensione dei lavori ed il presidente Giancarlo Giorgetti ha proposto di sospendere i lavori fino alle 14. Lei, Presidente ha parlato, invece, di rinvio nelle Commissioni. Sono due cose diverse. Vorrei capire esattamente cosa faremo.

PRESIDENTE. Ho creduto di interpretare le parole del senatore Vegas. Senatore Vegas, penso che lei intendesse dire «rinvio nelle Commissioni». Ho capito bene?

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Sì.

PRESIDENTE. Ci siamo chiariti. Dunque, si tratta di un rinvio nelle Commissioni.

FRANCESCO BONITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, riteniamo opportuno che si torni nelle Commissioni, ma salutiamo con soddisfazione la decisione di modificare, ancorché in aspetti di dimensione non rilevante, il decreto-legge in esame. I pratici direbbero: re melius perpensa; non è mai troppo tardi per fare questo.
Mi rivolgo al sottosegretario, se cortesemente mi presta un po' di attenzione. Sono un esponente dei Democratici di sinistra che lavora nella Commissione giustizia da tre legislature. Credo che la parte peggiore di questo decreto-legge - lo dico come componente della Commissione giustizia e di una forza di opposizione - sia quella riguardante la delega per ridisciplinare il procedimento giurisdizionale davanti alla Corte suprema di Cassazione.
In un decreto-legge che cerca di introdurre elementi di maggiore competitività del sistema, si propone una legge delega attraverso la quale il giudizio di Cassazione diventerà assai più difficoltoso di quello di oggi. Se attualmente pendono davanti alla suprema Corte 93 mila ricorsi, quando la legge delega diventerà legge positiva e ci saranno i decreti legislativi, dopo due anni, davanti alla Cassazione, i ricorsi saranno 180 mila.
In questi principi di delega - la prego, signor sottosegretario, di prestarmi attenzione; so che è molto impegnato, ma le sto parlando del futuro e della giurisdizione del nostro paese - scrivete che il ricorso ordinario deve diventare identico al ricorso straordinario; davanti alla Cassazione, per legge, si stabilisce il principio che sono ricorribili non solo le sentenze, ma tutti i provvedimenti. Non contenti di questo, stabilite che bisogna inserire meccanismi idonei, modellati sull'articolo 363 del codice di procedura civile, concernente il ricorso nell'interesse della legge, perché siano ricorribili altri provvedimenti anche al di fuori dell'attuale ricorso ordinario e straordinario; ossia si potrà andare in Cassazione sempre e comunque, per qualsiasi cosa. Trasformate il giudizio di legittimità - e lo scrivete! - in giudizio di merito.
Trasformate la Cassazione in giudice di merito di terza istanza; non contenti di ciò, introducete un quarto giudizio di merito. Infatti, le sezioni semplici della suprema Corte, se vogliono essere di avviso contrario all'opinamento delle sezioni unite, dovranno investire queste ultime, talché si verificherà il seguente paradosso - signor sottosegretario, mi perdonerà se le chiedo attenzione al riguardo -; accadrà che il giudice di pace potrà essere di contrario avviso rispetto alle sezioni unite mentre il giudice di Cassazione, assegnato ad una sezione semplice, non potrà esserlo. Sono, questi, tutti interventi che voi definite, in modo assai antipatico, funzione nomofilattica - si è sempre fatto riferimento alla funzione di nomofilachia della Cassazione -; ebbene, introducete principi destinati ad appesantire ed aggravare in modo insostenibile il lavoro del giudice di legittimità.
Procedete dunque in direzione esattamente opposta rispetto a quella auspicabile; ma, poiché, re melius perpensa, stiamo modificando taluni elementi del provvedimento, cambiamo anche il comma in questione che, tra l'altro, avete scorrettamente,


Pag. 22

con villania istituzionale, inserito nel testo del disegno di legge di conversione. Infatti, prevedendo una delega in un disegno di legge di conversione eludete il principio di cui all'articolo 15 della legge n. 400 del 1988, che fa espresso divieto di inserire principi di delega in un decreto-legge. Quindi, recuperiamo la correttezza istituzionale e riprendiamo il governo della ragione, compiendo un'opera utile, per il paese ma anche per voi - ve lo assicuro! -, anche per voi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, il nostro gruppo non è contrario al rinvio del provvedimento alle Commissioni riunite; però, andrebbe bandita ogni ipocrisia.
La richiesta del Governo circa il ritorno del provvedimento alle Commissioni rappresenta la metafora di come si è lavorato su un decreto che dovrebbe riguardare la competitività ma che, invece, come abbiamo visto, concerne perfino il mutamento della funzione, invero molto importante - non solo per i giuristi ma per lo stato di diritto - della Cassazione, come or ora il collega, onorevole Bonito, ha ben argomentato. Ebbene, alla fine, l'iter del provvedimento avrà conosciuto la posizione di tre questioni di fiducia, con l'introduzione al Senato di molte materie ignorate dal testo iniziale del decreto, e, ora, con un ritorno all'esame delle Commissioni. Ciò, dopo che già il Governo aveva dovuto presentare, quarantotto ore fa, un primo emendamento (quello, famoso, sulla penalizzazione ridotta della bancarotta fraudolenta) e oggi, probabilmente, presenterà gli emendamenti riguardanti il silenzio-assenso.
Si tratta di una metafora di come si è lavorato; si è trattato dell'espropriazione del dibattito in Parlamento, anche perché - è il secondo argomento, Presidente, che voglio addurre e così concludo il mio intervento - tutti sappiamo (e perciò ravviso l'ipocrisia della situazione) che ora, per breve tempo, si riuniranno le Commissioni V e I le quali voteranno su questo punto mentre, poi, si tornerà in Assemblea dove il Governo porrà la questione di fiducia. Quindi, il rinvio in Commissione non prelude ad una reale discussione, altrimenti saremmo pienamente d'accordo; prelude, piuttosto, alla predisposizione di un rimedio all'ennesimo errore del Governo che non si è confrontato con il Parlamento. Governo che, tuttavia, tra breve, verrà in Assemblea per chiedere la fiducia.
Noi non possiamo, signor Presidente, essere d'accordo su tale metodo e mi pare che lei non dovrebbe avallarlo (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di rinvio alle Commissioni del disegno di legge di conversione n. 5827 fino alle 14,30.
(È approvata).
Il provvedimento è, pertanto, rinviato alle Commissioni.
Il presidente Giancarlo Giorgetti mi invita a comunicarvi che sono immediatamente convocate le Commissioni I e V.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 14,30.

Back Index Forward