Cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi a favore della Marina militare della Repubblica d'Indonesia 27 febbraio 2026 |
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| Premessa|Presupposti normativi|Contenuto|Inquadramento del Paese, politica militare e struttura della difesa|Cooperazione bilaterale| |
PremessaLo scorso 19 febbraio il Ministro della Difesa ha trasmesso alle Camere lo schema di decreto interministeriale (atto del Governo n. 383), concernente la cessione, a titolo gratuito, di "Nave Garibaldi" a favore della Marina Militare della Repubblica d'Indonesia.
Lo schema di decreto è stato, quindi, assegnato, alla Camera, alle Commissioni riunite III (Affari esteri) e IV (Difesa) e, al Senato, alla III Commissione Affari esteri e Difesa. Le richiamate Commissioni devono esprimere il relativo parere entro il 16 marzo 2026. Allo schema di decreto in esame è allegata una Il contenuto dell'Allegato tecnicorelazione redatta dal IV Reparto - Logistica e Infrastrutture dello Stato maggiore della Difesa (datata febbraio 2026), recante informazioni di dettaglio sia in relazione al contenuto della cessione in esame sia, più in generale, alla situazione interna del Paese, con particolare riferimento al quadro securitario e delle relazioni internazionali. Con riferimento alle finalità della cessione in esame, il Governo fa presente che la medesima "ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate indonesiane, si inquadra nell'ambito del sostegno alle istituzioni del citato Paese. Lo scambio di materiali nell'ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l'interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell'ottica di un desiderio condiviso di operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale)."
In relazione alla materia in esame
Cessioni a titolo gratuito disposte nella XVIII legislatura ex art. 303 comma 1 del COM
si ricorda che nel corso delle ultime legislature
il Governo ha sottoposto al parere parlamentare diversi schemi di decreto ministeriale concernenti cessione a titolo gratuito di materiale di armamento non più in uso allo Stato italiano ad altri Stati.
In particolare, nella precedente legislatura le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole sullo s
chema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala
di n. 2 VM-90P (Veicolo Multiruolo nella versione Protetta); n. 200 scudi quadrati (marca Mirafan); n. 200 caschi con maschera (marca Protos9; n. 50 scudi tondi (atto del Governo n. 195).
Sempre nel corso della XVIII legislatura le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole sullo
schema di decreto n. 98, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento al
Dipartimento delle truppe dei carabinieri
(DTC)
moldavo e e sullo
schema di decreto n. 258,
concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger.
Per quanto riguarda la corrente legislatura il Governo ha presentato alle Camere i seguenti schemi di decreto:
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate della Repubblica del Niger (Atto n. 251).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (Atto n. 252).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate di Gibuti (Atto n. 256).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (Atto n. 273).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di Nave Libra con i relativi materiali iscritti negli inventari a favore della Repubblica di Albania (Atto n. 278).
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Presupposti normativiLa cessione a titolo gratuito di materiale di armamento difensivo obsoleto per cause tecniche trova la propria base giuridica nell'I presupposti della cessione a titolo gratuito di armamentiarticolo 311 del decreto legislativo n. 66/2010 (Codice dell'ordinamento militare) in forza del quale il Ministero della difesa è autorizzato a cedere a titolo gratuito materiali non d'armamento, dichiarati fuori servizio o fuori uso, a Paesi in via di sviluppo e Paesi partecipanti al Partenariato per la Pace, nell'ambito dei vigenti accordi di cooperazione, ovvero a organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri (comma 1, lettere a) e b)).
Per completezza di informazione si ricorda che con riferimento
alla cessione di beni mobili a titolo oneroso l'articolo 310 del Codice dell'ordinamento militare prevede una differente regolamentazione. In particolare, il regolamento (TUOM), secondo le procedure di modifica da esso previste, individua, nell'ambito delle pianificazioni di ammodernamento connesse al nuovo modello organizzativo delle Forze armate, i materiali e i mezzi suscettibili di alienazione e le procedure, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato, nel rispetto della legge 9 luglio 1990,n. 185.
La cessione di materiali d'armamento dichiarati obsoleti per cause tecniche in favore dei soggetti indicati al comma 1 - nello specifico dell'Unità Navale Garibaldi in favore della Marina Militare indonesiana - è pertanto consentita esclusivamente per materiali difensivi previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari (comma 2, art. 311). In relazione alla citata disciplina, la Relazione allegata allo schema di decreto in esame sottolinea che nel caso di specie sussistono Requisiti giuridici per la cessionei requisiti giuridici necessari per la formalizzazione della cessione:
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ContenutoLo schema di decreto in oggetto reca la cessione a titolo gratuito, in favore delle Marina Militare della Repubblica d'Indonesia, dell'Unità Navale Garibaldi. Come sopra rilevato, il Governo fa presente che la stessa è stata posta nella posizione amministrativa di Riserva, a decorrere dal 31 dicembre 2024. Ciò in ragione del raggiungimento del termine del ciclo di vita operativo e della sopravvenuta obsolescenza tecnico-operativa. Nave Garibaldi è entrata in servizio nei primi anni '80. L'unità ha accumulato oltre quarant'anni di impiego operativo, durante i quali ha rappresentato una piattaforma di riferimento per la proiezione aeronavale della Marina Militare. La relazione, tuttavia, sottolinea come l'evoluzione del contesto operativo, unitamente all'usura strutturale e all'obsolescenza dei sistemi di bordo, rendano l'unità non più rispondente agli attuali requisiti capacitivo-operativi. Nonostante gli interventi di ammodernamento condotti nel corso degli anni, le capacità di comando e controllo, di autodifesa, di integrazione con i moderni sistemi aerei e di sostenibilità logistica risultano oggi non pienamente allineate agli standard tecnologici e dottrinali vigenti, anche in considerazione dell'entrata in servizio di nuove unità di classe più recente, caratterizzate da maggiore flessibilità, interoperabilità e proiezione multi-dominio. La scheda tecnica predisposta dallo Stato Maggiore della Difesa ed allegata allo schema in esame sottolinea, inoltre, che Nave Garibaldi è stata progettata e realizzata quale unità portaeromobili a spiccata connotazione difensiva, destinata a funzioni di comando e controllo, sicurezza aeronavale e supporto a operazioni multinazionali di gestione delle crisi. In relazione alla configurazione prevista in caso di cessione, la stessa relazione precisa che l'Unità verrebbe resa disponibile priva di capacità operative offensive in quanto i sistemi d'arma presenti non sono funzionanti. Vengono mantenuti esclusivamente i sistemi essenziali alla sicurezza (safety), alla vivibilità di bordo e alla propulsione, al solo fine di consentire la navigazione per trasferimento. La relazione sul punto conclude affermando pertanto che "alla luce di tali elementi, la qualificazione dell'assetto quale mezzo a carattere difensivo discende non solo dalla piattaforma in astratto, ma anche dalla configurazione tecnica, dall'assenza di capacità offensive autonome e dalla destinazione d'uso prevedibile, limitata a finalità di sicurezza e difesa passiva".
Finalità della cessioneCome in precedenza rilevato, scopo del provvedimento è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate dell'Indonesia, nell'ambito delle attività di sostegno alle istituzioni di detto Paese. La relazione riporta che lo scambio di materiali nell'ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l'interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell'ottica di un desiderio condiviso di voler operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale).
La scheda dichiara inoltre che "la cessione a titolo gratuito dell'unità navale in favore della controparte, per un valore complessivo stimato in circa €54.022.426,67, non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, in quanto non determina nuovi impegni di spesa per l'Amministrazione della Difesa".
Tale cessione sarà finalizzata presumibilmente entro dicembre 2026.
La relazione afferma infatti che la cessione consente di evitare rilevanti costi di mantenimento attualmente sostenuti dalla Marina Militare, che per l'anno 2025 sono stati quantificati in circa 5 milioni di euro, principalmente riconducibili a consumi di energia elettrica, servizi di vigilanza, sicurezza e attività minime necessarie a garantire la vivibilità e l'integrità della piattaforma. La medesima relazione prende in esame anche ipotesi alternative, evidenziando che, qualora l'unità non fosse ceduta, la Marina Militare dovrebbe avviare la procedura di alienazione finalizzata alla successiva demolizione. Tale iter avrebbe una durata stimata non inferiore a 24 mesi e comporterebbe costi complessivi quantificabili in circa 18,7 milioni di euro. A tali importi potrebbero aggiungersi ulteriori oneri a carico dell'Amministrazione qualora la demolizione dovesse avvenire a titolo oneroso, nell'eventualità – già verificatasi, secondo la relazione, in precedenti esperienze – che nessun operatore economico presenti offerte valide per l'acquisizione dello scafo destinato alla demolizione. In tale contesto, secondo quanto raffermato nella relazione, la cessione a titolo gratuito dell'unità navale rappresenterebbe l'opzione economicamente più sostenibile e, nel complesso, più conveniente rispetto alle ipotesi alternative di mantenimento in riserva o di alienazione, poiché consente di eliminare costi certi e significativi e di contenere l'esposizione dell'Amministrazione a ulteriori potenziali oneri futuri. Sotto il profilo industriale ed economico, la relazione segnala come la recente cessione all'Indonesia di due unità navali classe PPA, per un valore complessivo di circa 1,25 miliardi di dollari, ha avviato un canale di cooperazione industriale di particolare rilievo. Tale percorso potrebbe essere ulteriormente rafforzato anche mediante la cessione di Nave Garibaldi, con possibili ricadute positive per il sistema industriale nazionale. Tra queste, la relazione segnala, a titolo esemplificativo:
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Inquadramento del Paese, politica militare e struttura della difesa
Ordinamento giuridico
In via generale, si ricorda che l'Indonesia è una
Repubblica presidenziale, ufficialmente denominata Repubblica d'Indonesia (Republik Indonesia), dotata di un ordinamento costituzionale riformato a partire dai primi anni 2000, che ha consolidato un sistema democratico di relativamente recente istituzione. Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e del Governo ed esercita il potere esecutivo. Il Presidente e il Vice Presidente sono eletti direttamente dal popolo a suffragio universale per un mandato quinquennale. Il Presidente è altresì Comandante Supremo delle Forze Armate e nomina i Ministri, che lo coadiuvano nell'esercizio delle funzioni di governo. Il potere legislativo è esercitato da un
sistema parlamentare bicamerale, composto dalla
Camera dei Rappresentanti (Dewan Perwakilan Rakyat – DPR), formata da 575 membri eletti, e dalla
Camera dei Rappresentanti Regionali (Dewan Perwakilan Daerah – DPD), composta da 136 membri, quattro per ciascuna provincia. Le due Camere si riuniscono congiuntamente, almeno una volta l'anno, nell'ambito dell'Assemblea Consultiva del Popolo (Majelis Permusyawaratan Rakyat – MPR), che costituisce il massimo organo rappresentativo dello Stato ed è competente, tra l'altro, per l'insediamento del Presidente e del nuovo Esecutivo. Il
potere giudiziario è articolato su tre livelli – Tribunali distrettuali, Corti d'Appello e Corte Suprema – ed è affiancato da una
Corte Costituzionale, nonché da Tribunali speciali (amministrativi, religiosi, commerciali e militari). Le Corti operano in posizione di indipendenza dall'Esecutivo, essendo la gestione e l'organizzazione del sistema giudiziario poste sotto il controllo diretto della Corte Suprema. Nell'ordinamento indonesiano è tuttora prevista la
pena di morte. Dal punto di vista amministrativo, il territorio nazionale è suddiviso in
province, dotate di autonomia amministrativa e rappresentanza propria negli organi legislativi, cui fanno capo le ulteriori articolazioni territoriali di livello inferiore.
Per un'analisi più completa del profilo del Paese dopo le elezioni del febbraio 2024 si veda l'approfondimento dell'Osservatorio di politica internazionale n. 225 del marzo 2025 "
L'Indonesia dopo le elezioni: prospettive di crescita e nuovi equilibri"
La Politica militaremissione delle Forze Armate della Repubblica d'Indonesia è orientata a garantire la sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza nazionale dello Stato, nonché a contribuire alla stabilità interna e alla tutela degli interessi nazionali in tempo di pace, crisi e conflitto. In tale quadro, particolare rilievo assume la dimensione difensiva marittima, coerente con la natura insulare del Paese e con la visione strategica dell'Indonesia quale fulcro marittimo regionale. La politica di difesa indonesiana è delineata nel Libro Bianco della Difesa, pubblicato nel 2016, che definisce le principali minacce alla sicurezza nazionale, le priorità strategiche e le linee di sviluppo delle Forze Armate. Il documento evidenzia l'esigenza di rafforzare le capacità di controllo del territorio e degli spazi marittimi, nonché di sviluppare una "forza minima effettiva", compatibilmente con le risorse disponibili. In tale contesto, il Governo promuove un progressivo ammodernamento dello strumento militare, pur in presenza di vincoli di bilancio che incidono sulla rapidità del rinnovamento capacitivo. L'Indonesia persegue una politica estera e di difesa improntata ai principi di non allineamento, cooperazione regionale e multilateralismo, partecipando attivamente alle iniziative di sicurezza nell'ambito ASEAN e mantenendo rapporti di collaborazione con numerosi partner internazionali. Il Paese contribuisce regolarmente alle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, considerandole uno strumento prioritario di proiezione internazionale e di accrescimento della credibilità politico-militare. Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di una industria nazionale della difesa, considerata elemento strategico per il rafforzamento dell'autonomia tecnologica e operativa del Paese. La normativa in materia di procurement privilegia infatti, ove possibile, il ricorso a prodotti nazionali, prevedendo il coinvolgimento dell'industria locale, il trasferimento di tecnologia e l'adozione di misure compensative nei casi di acquisizioni dall'estero. Nel complesso, la cooperazione internazionale dell'Indonesia in ambito sicurezza e difesa mira a consolidare la stabilità regionale, rafforzare le capacità delle Forze Armate e sostenere un ruolo attivo del Paese nei principali consessi multilaterali, mantenendo al contempo una postura strategica prevalentemente difensiva e orientata alla tutela degli interessi nazionali.
Il Presidente della Repubblica d'Indonesia è il
Struttura della difesa
Comandante Supremo delle Forze Armate. La politica della difesa e l'organizzazione dello strumento militare sono di competenza del Ministro della Difesa, dal quale dipende il Comandante in Capo delle Forze Armate (Panglima TNI). La
catena di comando militare è fortemente centralizzata e fa capo direttamente al Presidente della Repubblica, cui il Panglima TNI risponde in via diretta. Le Forze Armate indonesiane (Tentara Nasional Indonesia – TNI) sono articolate nelle tre componenti tradizionali: Forza Terrestre (TNI–AD ─ Tentara Nasional Indonesia Angkatan Darat), Forza Navale (TNI-AL, Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut) e Forza Aerea (TNI-AU Tentara Nasional Indonesia ─ Angkatan Udara), ciascuna posta alle dipendenze del rispettivo Capo di Stato Maggiore. L'organizzazione della Difesa presenta una
marcata connotazione interforze, con funzioni operative, di pianificazione,
intelligence, addestramento e logistica coordinate a livello centrale. La
Forza Terrestre è caratterizzata da una struttura territoriale estremamente capillare, che ricalca l'organizzazione amministrativa dello Stato fino al livello locale, affiancata da comandi operativi dedicati alla proiezione rapida e alle operazioni speciali. La
Forza Navale è organizzata su tre Comandi di Flotta (KOARMADA), responsabili delle aree occidentale, centrale e orientale dell'arcipelago, ed è
dotata di una componente anfibia, aeronavale e di forze speciali. La
Forza Aerea esercita il controllo dello spazio aereo nazionale attraverso due Comandi Operativi (occidentale e orientale) ed un Comando interforze per la Difesa Aerea Nazionale. Il personale complessivo delle Forze Armate indonesiane ammonta a circa 395.000 effettivi, di cui circa 300.000 nell'Esercito, 65.000 nella Marina (inclusi Marines e Aviazione Navale) e circa 30.000 nell'Aeronautica. Le
Forze Armate sono composte prevalentemente da personale volontario e presentano un livello di professionalità complessivamente positivo, sebbene condizionato da limitazioni di bilancio e da criticità nel settore manutentivo e logistico.
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Cooperazione bilateraleLa Cooperazione bilateralecooperazione bilaterale tra Italia e Indonesia nel settore della difesa non è attualmente strutturata su base continuativa e non prevede, allo stato, la sottoscrizione di piani di cooperazione annuali né lo svolgimento regolare di staff talks a livello SMD. Un rappresentante dello Stato Maggiore della Difesa partecipa tuttavia ai lavori del Joint Committee for Defence Cooperation (JCDC), a cadenza biennale e a guida indonesiana. Nel settore navale, si registra un recente rafforzamento dei contatti, testimoniato dallo svolgimento della seconda edizione dei Navy-to-Navy Staff Talks (marzo 2025), che costituisce il principale canale di dialogo operativo-addestrativo tra le rispettive Marine. Peraltro si segnala che in data 1° ottobre 2025, il Ministero della Difesa italiano e il Ministero della Difesa indonesiano hanno sottoscritto una Letter of Intent relativa alla cooperazione nel campo della difesa marittima; conseguentemente, è stato sottoscritto un Joint Statement che prevede la costituzione di un Coordination Committee (CC) Italia–Indonesia, finalizzato alla definizione degli aspetti di dettaglio relativi alla cessione della nave Garibaldi. Nel campo della formazione, l'Indonesia è inclusa tra i Paesi ammessi alla frequenza di corsi presso gli enti e istituti della Difesa italiana; tuttavia, negli ultimi due cicli accademici non sono pervenute richieste di partecipazione ai corsi offerti. In ambito operativo, l'Indonesia mantiene una significativa presenza nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, rappresentando uno dei principali contributori di personale militare a livello globale. Tale orientamento costituisce un potenziale ambito di interesse per future iniziative di cooperazione multilaterale. Nel complesso, la cooperazione militare bilaterale si colloca attualmente su un piano limitato e settoriale, con margini di sviluppo concentrati prevalentemente nei settori marittimo, addestrativo e tecnico-industriale, subordinatamente alla definizione di un quadro giuridico di riferimento aggiornato. Obiettivi strategiciObiettivi strategici della cooperazione militare con l'Indonesia sono: - incrementare il dialogo e la conoscenza reciproca con un Paese partner strategico nell'area Indo-Pacifico, di crescente rilevanza geopolitica e marittima; - favorire lo sviluppo di forme di capacity building selettivo, in particolare nei domini marittimo, addestrativo e dottrinale; - promuovere l'interoperabilità e la cooperazione operativa nell'ambito di iniziative multilaterali e ONU; - sostenere, ove possibile, la penetrazione industriale nazionale nel settore della difesa, nel rispetto del quadro normativo vigente. La deliberazione del Consiglio dei ministri del 19 febbraio 2025 - presentata al Parlamento - che prevede la partecipazione dell'Italia ad una nuova missione internazionale (Doc. XXV n. 3) e la prosecuzione delle missioni in corso e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo per il sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione (Doc. XXVI n. 3), nell'ambito della descrizione del quadro politico relativamente all'area asiatica, riporta che l'Asia vive una fase di rapido sviluppo economico e crescente peso geostrategico, cui si intrecciano l'instabilità politica e istituzionale che caratterizza alcuni Paesi e le minacce alla sicurezza connesse al fenomeno terroristico e agli effetti degli eventi climatici estremi quali siccità e alluvioni e le conseguenze della guerra in Ucraina e della crisi in Medio Oriente. La stessa analisi contenuta nella deliberazione sopra citata prosegue affermando che, in questo contesto, la Commissione UE e i Paesi membri sono impegnati ad attuare la Strategia dell'Unione Europea per la cooperazione nell'Indo-Pacifico del 2021. La strategia si fonda su sette pilastri, tra i quali assume particolare rilievo quello dedicato alla difesa ed alla sicurezza. In aggiunta, si ricorda che nell'ottobre 2025, il Consiglio dell'UE ha approvato le conclusioni sull'attuazione della strategia per la cooperazione nell'Indo-Pacifico, confermando l'impegno a rafforzare la presenza e l'azione dell'Unione nella regione. L'obiettivo per l'UE è quello di proseguire e intensificare ulteriormente il suo orientamento strategico al fine di promuovere stabilità, sicurezza, prosperità e sviluppo sostenibile comune, sulla base della promozione della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e del diritto internazionale. Infine, si segnala che nel corso dell'indagine conoscitiva sulle tematiche relative alla proiezione dell'Italia e dei Paesi europei nell'indo-pacifico, il Comitato permanente per la politica estera nell'Indo-pacifico della III Commissione (Affari esteri e comunitari) della Camera dei deputati ha approfondito, in particolare, le implicazioni geopolitiche di questa vastissima area che riveste un ruolo sempre più strategico nelle dinamiche globali anche al fine di valutare le possibilità per l'Italia di sviluppare sinergie e collaborazioni con i partner della regione che condividono il medesimo quadro di valori e la preoccupazione per i rischi di instabilità che possono prodursi nell'Indo-pacifico. Il Documento conclusivo evidenzia infatti proprio nelle sue premesse come la necessità avvertita di dare avvio all'indagine conoscitiva abbia preso le mosse dal peso che lo scacchiere dell'Indo-Pacifico ha assunto nel contesto della definizione degli equilibri globali. Il Documento conclusivo ha sottolineato come l'Indo-Pacifico ospiti il 60% della popolazione mondiale, produca il 60% del PIL globale e sia un'area cruciale per i flussi commerciali internazionali e per la sicurezza economica.
Per un'approfondimento sulla strategia italiana nell'Indo-pacifico si rinvia al relativo tema.
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