Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento Difesa
Titolo: Cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi a favore della Marina militare della Repubblica d'Indonesia
Riferimenti: SCH.DEC N.383/XIX
Serie: Atti del Governo   Numero: 383
Data: 27/02/2026
Organi della Camera: III Affari esteri, IV Difesa


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Cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi a favore della Marina militare della Repubblica d'Indonesia

27 febbraio 2026
Atti del Governo


Indice

Premessa|Presupposti normativi|Contenuto|Inquadramento del Paese, politica militare e struttura della difesa|Cooperazione bilaterale|


Premessa

Lo scorso 19 febbraio il Ministro della Difesa ha trasmesso alle Camere lo schema di decreto interministeriale (atto del Governo n. 383), concernente la cessione, a titolo gratuito, di "Nave Garibaldi" a favore della Marina Militare della Repubblica d'Indonesia.

Lo schema di decreto è stato, quindi, assegnato, alla Camera, alle Commissioni riunite III (Affari esteri) e IV (Difesa) e, al Senato, alla III Commissione Affari esteri e Difesa.

Le richiamate Commissioni devono esprimere il relativo parere entro il 16 marzo 2026.

Allo schema di decreto in esame è allegata una Il contenuto dell'Allegato tecnicorelazione redatta dal IV Reparto - Logistica e Infrastrutture dello  Stato maggiore della Difesa (datata febbraio 2026), recante informazioni di dettaglio sia in relazione al contenuto della cessione in esame sia, più in generale, alla situazione interna del Paese, con particolare riferimento al quadro securitario e delle relazioni internazionali.

Con riferimento alle finalità della cessione in esame, il Governo fa presente che la medesima "ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate indonesiane, si inquadra nell'ambito del sostegno alle istituzioni del citato Paese. Lo scambio di materiali nell'ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l'interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell'ottica di un desiderio condiviso di operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale)."

In relazione alla materia in esame Cessioni a titolo gratuito disposte nella XVIII legislatura ex art. 303 comma 1 del COM  si ricorda che nel corso delle ultime legislature  il Governo ha sottoposto al parere parlamentare diversi schemi di decreto ministeriale concernenti cessione a titolo gratuito di materiale di armamento non più in uso allo Stato italiano ad altri Stati.
In particolare, nella precedente legislatura le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole sullo s chema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala  di n. 2 VM-90P (Veicolo Multiruolo nella versione Protetta); n. 200 scudi quadrati (marca Mirafan); n. 200 caschi con maschera (marca Protos9; n. 50 scudi tondi (atto del Governo n. 195).
Sempre nel corso della XVIII legislatura le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole sullo   schema di decreto n. 98, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento al   Dipartimento delle truppe dei carabinieri  (DTC)  moldavo e e sullo  schema di decreto  n. 258,  concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger.
Per quanto riguarda la corrente legislatura il Governo ha presentato alle Camere i seguenti schemi di decreto:
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate della Repubblica del Niger (Atto n. 251).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (Atto n. 252).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate di Gibuti (Atto n. 256).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (Atto n. 273).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di Nave Libra con i relativi materiali iscritti negli inventari a favore della Repubblica di Albania (Atto n. 278).

Presupposti normativi

La cessione a titolo gratuito di materiale di armamento difensivo obsoleto per cause tecniche trova la propria base giuridica nell'I presupposti della cessione a titolo gratuito di armamentiarticolo 311 del decreto legislativo n. 66/2010 (Codice dell'ordinamento militare) in forza del quale il Ministero della difesa è autorizzato a cedere a titolo gratuito materiali non d'armamento, dichiarati fuori servizio o fuori uso, a Paesi in via di sviluppo e Paesi partecipanti al Partenariato per la Pace, nell'ambito dei vigenti accordi di cooperazione, ovvero a organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri (comma 1, lettere a) e b)).

Per completezza di informazione si ricorda che con riferimento alla cessione di beni mobili a titolo oneroso l'articolo 310 del Codice dell'ordinamento militare prevede una differente regolamentazione. In particolare, il regolamento (TUOM), secondo le procedure di modifica da esso previste, individua, nell'ambito delle pianificazioni di ammodernamento connesse al nuovo modello organizzativo delle Forze armate, i materiali e i mezzi suscettibili di alienazione e le procedure, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato, nel rispetto della legge 9 luglio 1990,n. 185.

La cessione di materiali d'armamento dichiarati obsoleti per cause tecniche in favore dei soggetti indicati al comma 1 - nello specifico dell'Unità Navale Garibaldi in favore della Marina Militare indonesiana - è pertanto consentita esclusivamente per materiali difensivi previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari (comma 2, art. 311). 

In relazione alla citata disciplina, la Relazione allegata allo schema di decreto in esame sottolinea che nel caso di specie sussistono Requisiti giuridici per la cessionei requisiti giuridici necessari per la formalizzazione della cessione:

  • in primo luogo, la relazione riporta che la Repubblica d'Indonesia rientra tra i Paesi in via di sviluppo come stabilito dal Development Assistance Committee (DAC) of the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD);
  • viene citato, inoltre, che l'Unione Europea e la Repubblica d'Indonesia hanno firmato un "Accordo quadro di partenariato globale e cooperazione tra l'Unione europea e l'Indonesia", sottoscritto a Giacarta il 9 novembre 2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 26 aprile 2014 n. L125/17 e ratificato dall'Italia con la legge 27 ottobre 2011, n. 192 che prevede il rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione bilaterale e multilaterale in un'ampia gamma di settori di reciproco interesse, includendo, tra l'altro, la sicurezza, i trasporti e la sicurezza dei trasporti, la lotta alla criminalità transnazionale e al terrorismo, nonché il contrasto alle attività illecite e la tutela delle vie di comunicazione e degli spazi marittimi, consentendo altresì ai singoli Stati membri di adottare iniziative attuative coerenti con le finalità generali dell'Accordo stesso;
  • la relazione evidenzia che le Parti, a partire dal 2021, hanno avviato interlocuzioni di carattere generale, nell'ambito delle quali la Repubblica d'Indonesia ha rappresentato la volontà di ricevere unità navali dismesse, allo scopo di promuovere la valorizzazione di assetti navali non più in servizio, successivamente individuati in Nave Garibaldi. La relazione riporta come tali interlocuzioni - riconducibili alle finalità e agli ambiti di cooperazione previsti dal quadro pattizio allora vigente (in particolare il Memorandum d'intesa sulla cooperazione nei settori degli impianti, della logistica e dell'industria per la difesa, firmato a Giacarta il 18 febbraio 1997 ed entrato in vigore il 9 aprile 2013) - si collocano nel solco del rapporto di cooperazione instaurato tra le Parti e risultano, tra l'altro, coerenti con l'applicazione del principio di ultrattività degli accordi internazionali;
  • in aggiunta, viene sottolineato che "Nave Garibaldi" è stata posta nella posizione amministrativa di Riserva, a decorrere dal 31 dicembre 2024, in ragione del raggiungimento del termine del ciclo di vita operativo e della sopravvenuta obsolescenza tecnico-operativa;
  • infine, la relazione riporta che Nave Garibaldi è stata progettata e realizzata quale unità portaeromobili a spiccata connotazione difensiva, destinata a funzioni di comando e controllo, sicurezza aeronavale e supporto a operazioni multinazionali di gestione delle crisi.

Accordo quadro di partenariato globale e cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Indonesia dall'altra (A.C. 4192 / A.S. 2858) - Legge 192/2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2011

L'Accordo quadro di partenariato globale e cooperazione (PCA - Partnership and Cooperation Agreement) tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte, e la Repubblica di Indonesia, dall'altra, firmato a Giacarta il 9 novembre 2009, corrisponde al reciproco interesse dei contraenti per l'instaurazione di una partnership strategica.

Tale Accordo quadro era infatti destinato non solo a fornire il nuovo quadro giuridico di riferimento della cooperazione bilaterale, al tempo disciplinata dall'Accordo CEE-ASEAN entrato in vigore il 1° ottobre 1980, ma prevedeva, altresì, una parte politica comprensiva di impegni vincolanti in materia di tutela dei diritti umani.

L'Accordo infatti prevede quattro aeree di cooperazione prioritarie: commercio e investimenti; ambiente e cambiamento climatico; istruzione e cultura; diritti umani e democrazia. In esso veniva inoltre previsto l'avvio della collaborazione sia in una serie di settori di mutuo interesse, sia nelle sfide globali (tra cui contrasto del terrorismo e della criminalità transnazionale) nelle quali l'Indonesia, membro del G20, svolge una politica attiva e che consentono di inquadrare le relazioni bilaterali in un contesto di ampia portata strategica.

Per ulteriori approfondimenti si rinvia al relativo dossier di ratifica dell'Accordo.

Memorandum d'intesa sulla cooperazione nei settori degli impianti, della logistica e dell'industria per la difesa (A.C. 4810 / A.S. 3031) - Legge 322/2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2005

Il presente Memorandum è stato firmato a Giacarta il 18 febbraio 1997. Lo stesso è stato ratificato dall'Italia con legge 29 dicembre 2004, n.322, notificata in data 22 marzo 2005. La notifica dell'Indonesia presenta la data del 9 aprile 2013, pertanto la sua entrata in vigore risale al 9 aprile 2013.

Il Memorandum d'Intesa, come affermato all'articolo 1 del Memorandum stesso, ha lo scopo di di favorire la cooperazione bilaterale tra Italia e Indonesia nel settore degli impianti, della logistica e dell'industria per la difesa, in conformità alle rispettive leggi e ai rispettivi regolamenti nazionali. Per raggiungere questo scopo e nel reciproco interesse nazionale, le parti si impegneranno a promuovere la cooperazione reciproca con particolare riferimento alla logistica della difesa oltre che all'approvvigionamento e alla produzione di impianti per la difesa.

Il Memorandum prevede che a cooperazione nei settori degli impianti, della logistica e dell'industria della difesa può comprendere le seguenti forme:

  • cooperazione nel settore dell'uso e della gestione di impianti della difesa;
  • cooperazione nel trasferimento di articoli, impianti e servizi della difesa;
  • cooperazione sull'addestramento per la logistica;
  • ricerca e sviluppo, insieme, oltre alla produzione di oggetti di interesse comune;
  • cooperazione per le esportazioni a terzi oltre che approvvigionamento reciproco di impianti per la difesa;
  • scambio di informazioni e dati sulla logistica e sull'industria per la difesa;
  • scambio di seminari e riunioni miste sulla logistica e sull'industria per la difesa;
  • altre aree di cooperazione come stabilito di comune accordo da entrambe le Parti.

L'Accordo prevede inoltre, allo scopo di avviare, coordinare e controllare le attività eseguite nell'ambito del presente Memorandum d'Intesa, che sarà istituito un Comitato Misto italo-indonesiano sui settori degli impianti, la logistica e l'industria della Difesa, di seguito chiamato «Comitato Misto».


Contenuto

Lo schema di decreto in oggetto reca la cessione a titolo gratuito, in favore delle Marina Militare della Repubblica d'Indonesia, dell'Unità Navale Garibaldi.

Come sopra rilevato, il Governo fa presente che la stessa è stata posta nella posizione amministrativa di Riserva, a decorrere dal 31 dicembre 2024. Ciò in ragione del raggiungimento del termine del ciclo di vita operativo e della sopravvenuta obsolescenza tecnico-operativa. 

Nave Garibaldi è entrata in servizio nei primi anni '80. L'unità ha accumulato oltre quarant'anni di impiego operativo, durante i quali ha rappresentato una piattaforma di riferimento per la proiezione aeronavale della Marina Militare. La relazione, tuttavia, sottolinea come l'evoluzione del contesto operativo, unitamente all'usura strutturale e all'obsolescenza dei sistemi di bordo, rendano l'unità non più rispondente agli attuali requisiti capacitivo-operativi. Nonostante gli interventi di ammodernamento condotti nel corso degli anni, le capacità di comando e controllo, di autodifesa, di integrazione con i moderni sistemi aerei e di sostenibilità logistica risultano oggi non pienamente allineate agli standard tecnologici e dottrinali vigenti, anche in considerazione dell'entrata in servizio di nuove unità di classe più recente, caratterizzate da maggiore flessibilità, interoperabilità e proiezione multi-dominio.

La scheda tecnica predisposta dallo Stato Maggiore della Difesa ed allegata allo schema in esame sottolinea, inoltre, che Nave Garibaldi è stata progettata e realizzata quale unità portaeromobili a spiccata connotazione difensiva, destinata a funzioni di comando e controllo, sicurezza aeronavale e supporto a operazioni multinazionali di gestione delle crisi. In relazione alla configurazione prevista in caso di cessione, la stessa relazione precisa che l'Unità verrebbe resa disponibile priva di capacità operative offensive in quanto i sistemi d'arma presenti non sono funzionanti. Vengono mantenuti esclusivamente i sistemi essenziali alla sicurezza (safety), alla vivibilità di bordo e alla propulsione, al solo fine di consentire la navigazione per trasferimento.

La relazione sul punto conclude affermando pertanto che "alla luce di tali elementi, la qualificazione dell'assetto quale mezzo a carattere difensivo discende non solo dalla piattaforma in astratto, ma anche dalla configurazione tecnica, dall'assenza di capacità offensive autonome e dalla destinazione d'uso prevedibile, limitata a finalità di sicurezza e difesa passiva". 

Nave Garibaldi

 L'incrociatore Portaeromobili Giuseppe Garibaldi, prima unità di questo genere della Marina Militare italiana, è stata costruita nei Cantieri Navali di Monfalcone, ivi varata il 4 giugno 1983 ed entrata in servizio nel 1985. A partire dal 2014, è stata posta alle dipendenze organiche ed operative del Comando del Terzo Gruppo Navale, di stanza nella base di Brindisi. Grazie alla propria versatilità d'impiego, ha svolto negli anni un ruolo fondamentale in tutte le principali missioni internazionali che hanno visto impegnata la Marina Militare.

La prima attività a cui la Nave ha preso parte è stata l'operazione RESTORE HOPE in Somalia, dal 18 febbraio al 5 aprile del 1994, in supporto alle operazioni anfibie per il rientro del contingente italiano. Sempre in Somalia, dal gennaio al marzo del 1995, l'unità ha fatto parte dalla Task Force UNOSOM in supporto al contingente ONU.

Nell'ambito dell'operazione DINAK, quando l'Italia ha fornito un fondamentale supporto operativo e logistico alle operazioni alleate per la risoluzione della crisi jugoslava, Nave Garibaldi è stata impiegata nell'Adriatico dal 26 aprile al 17 giugno 1999.

Dal novembre 2001 al marzo 2002 l'Unità ha partecipato come portaerei e sede di Comando all'operazione ENDURING FREEDOM, restando continuativamente in mare per 87 giorni senza scali tecnici e percorrendo circa 20000 miglia. Per tutto il periodo, l'Unità è stata impiegata come mezzo navale per le attività di controllo, intercettazione ed interdizione in mare, nonché come piattaforma di lancio per i velivoli AV8B+ che, unitamente ad altri assetti aerei della coalizione, hanno effettuato missioni di supporto ed interdizione aerea sul territorio afghano.

Nell'estate del 2006 la Marina Militare è intervenuta nella crisi in Libano, in un primo momento con l'operazione MIMOSA e successivamente con l'operazione LEONTE di cui, dal 29 agosto al 19 ottobre, Nave Garibaldi è stata sede di Comando. In questo periodo l'attività del gruppo aereo imbarcato ha contribuito al controllo del traffico mercantile in transito verso le coste libanesi, mentre l'attività della forza navale è stata incentrata sullo sbarco anfibio nel Libano meridionale per l'introduzione di un contingente interforze di circa 1000 militari dell'allora Reggimento San Marco, dei Lagunari e delle Forze Speciali.

Nel marzo 2011, nell'ambito della crisi libica, Nave Garibaldi ha fornito supporto alle attività internazionali nell'operazione ODISSEY DAWN. Successivamente, dal 26 marzo al 26 luglio, l'Unità ha preso parte all'operazione UNIFIED PROTECTOR, di cui per circa due mesi è stata anche la sede di Comando. L'attività condotta dagli assetti navali ed aerei della coalizione, in ottemperanza alle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stata finalizzata a garantire il rispetto dell'embargo del traffico di armi via mare e l'implementazione della No-Fly Zone nei confronti della Libia. Anche in quest'occasione Nave Garibaldi ha dato prova di eccellenti capacità operative e logistiche restando in mare continuativamente per 78 giorni e percorrendo oltre 20000 miglia.

Nel biennio precedente la sosta lavori APP presso l'Arsenale Militare Marittimo di Taranto, iniziata nell'ottobre 2013 e terminata nell'ottobre 2014 con 4 mesi d'anticipo, l'unità ha partecipato a tutte le attività addestrative avanzate MARE APERTO - AMPHEX in qualità di Flagship del Comando delle Forze d'Altura. Da giugno 2016 fino ad aprile 2017 è stata la nave ammiraglia dell'Operazione Sophia (missione EUNAVFOR Med), sostituendo la Cavour (C 550). Inoltre, il 22 agosto 2016, a largo dell'isola di Ventotene, ha ospitato il vertice fra i tre leader dell'unione europea: l'italiano Matteo Renzi, il francese François Hollande e la tedesca Angela Merkel. (fonte: dossier Camera)

Nel 2018 prende parte all'esercitazione Mare Aperto 2018, la più grande esercitazione nazionale della Marina Militare, condotta dal Comando in Capo della Squadra Navale, che si addestra nel Mediterraneo Centrale insieme ad assetti dell'Esercito e dell'Aeronautica Militare e ad unità della Forza Marittima Europea e del dispositivo EunavforMed. (fonte: Marina Militare)

Nel 2019, allo stesso modo, prende parte all'esercitazione Mare Aperto 2019. (fonte: Marina Militare)

Nel marzo 2022 prende parte alla Esercitazione NATO "Cold Response 22", organizzata in Norvegia. Essa ha rappresentato la più importante esercitazione condotta nell'Artico dagli anni '80, banco di prova dell'interoperabilità degli assetti dell'Alleanza Atlantica e dei Paesi partner anche in ambienti estremi, tipici dell'inverno norvegese. (fonte: Marina Militare)

Nel marzo 2024 l la portaerei Garibaldi e la nave d'assalto anfibia San Giorgio hanno navigato attraverso le acque ghiacciate del Circolo Polare Artico, per partecipare all'esercitazione "Nordic Response 24". Si tratta di un'esercitazione anfibia pianificata dalla Norvegia e guidata dal personale del Comando congiunto della forza NATO (JFC) a Norfolk (USA) e dal Quartier generale congiunto norvegese (JHQ). La stessa rappresenta la continuazione dell'esercitazione Cold Response. (fonte: Marina Militare)

Infine, come riportato anche dalla relazione del presente atto in esame, la stessa è stata posta nella posizione amministrativa di Riserva, a decorrere dal 31 dicembre 2024.

Scheda tecnica

Fonte: allegato A schema di decreto A.G.383


Tipologia: Classe: Altro:
Portaeromobili (LHA) Distintivo ottico 551

Impostata il: 26 marzo 1981
Varata il: 4 giugno 1983
Cantiere: Italcantieri presso Monfalcone (GO)
Dislocamento: 10.100 t – 14.150 tpc
Lunghezza: 180,2 m
Larghezza: 30,4 m
Immersione: 6,7 m
Apparato motore: 4 turbine a gas GE-Avio LM2500; 2 assi con eliche a passo fisso
Apparato Elettrico: 6 diesel generatori; 1 diesel generatore di emergenza
Potenza: 60.400Kw (82.000 HP)
Velocità: 30 nd
Autonomia: 7.000 nm
Armamento: 3 mitragliere 40/70 mm; 2 lanciasiluri tripli da 324 mm; 2 lanciamissili binati Teseo Mk2; 2 lanciamissili ottupli per missili terra-aria Albatros/Aspide. L'Unità verrebbe resa disponibile priva di capacità operative offensive in quanto i sistemi d'arma presenti non sono funzionanti. Vengono mantenuti esclusivamente i sistemi essenziali alla sicurezza (safety), alla vivibilità di bordo e alla propulsione, al solo fine di consentire la navigazione per trasferimento
Equipaggio: 570

Finalità della cessioneCome in precedenza rilevato, scopo del provvedimento è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate dell'Indonesia, nell'ambito delle attività di sostegno alle istituzioni di detto Paese. La relazione riporta che lo scambio di materiali nell'ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l'interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell'ottica di un desiderio condiviso di voler operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale).

La scheda dichiara inoltre che "la cessione a titolo gratuito dell'unità navale in favore della controparte, per un valore complessivo stimato in circa €54.022.426,67, non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, in quanto non determina nuovi impegni di spesa per l'Amministrazione della Difesa".

Tale cessione sarà finalizzata presumibilmente entro dicembre 2026.

La relazione afferma infatti che la cessione consente di evitare rilevanti costi di mantenimento attualmente sostenuti dalla Marina Militare, che per l'anno 2025 sono stati quantificati in circa 5 milioni di euro, principalmente riconducibili a consumi di energia elettrica, servizi di vigilanza, sicurezza e attività minime necessarie a garantire la vivibilità e l'integrità della piattaforma. 

La medesima relazione prende in esame anche ipotesi alternative, evidenziando che, qualora l'unità non fosse ceduta, la Marina Militare dovrebbe avviare la procedura di alienazione finalizzata alla successiva demolizione. Tale iter avrebbe una durata stimata non inferiore a 24 mesi e comporterebbe costi complessivi quantificabili in circa 18,7 milioni di euro.

A tali importi potrebbero aggiungersi ulteriori oneri a carico dell'Amministrazione qualora la demolizione dovesse avvenire a titolo oneroso, nell'eventualità – già verificatasi, secondo la relazione, in precedenti esperienze – che nessun operatore economico presenti offerte valide per l'acquisizione dello scafo destinato alla demolizione. In tale contesto, secondo quanto raffermato nella relazione, la cessione a titolo gratuito dell'unità navale rappresenterebbe l'opzione economicamente più sostenibile e, nel complesso, più conveniente rispetto alle ipotesi alternative di mantenimento in riserva o di alienazione, poiché consente di eliminare costi certi e significativi e di contenere l'esposizione dell'Amministrazione a ulteriori potenziali oneri futuri.

Sotto il profilo industriale ed economico, la relazione segnala come la recente cessione all'Indonesia di due unità navali classe PPA, per un valore complessivo di circa 1,25 miliardi di dollari, ha avviato un canale di cooperazione industriale di particolare rilievo.

Tale percorso potrebbe essere ulteriormente rafforzato anche mediante la cessione di Nave Garibaldi, con possibili ricadute positive per il sistema industriale nazionale.

Tra queste, la relazione segnala, a titolo esemplificativo:

  • la conclusione di ulteriori commesse nel settore navale, tra cui la fornitura di sei sommergibili classe DGK (DRASS), per un valore stimato di circa 480 milioni di euro;

  • la definizione di contratti per la fornitura di velivoli M-346, per un importo indicativo di circa 600 milioni di euro;

  • la fornitura di tre velivoli da pattugliamento marittimo, per un valore stimato di circa 450 milioni di euro.


Inquadramento del Paese, politica militare e struttura della difesa

Ordinamento giuridico In via generale, si ricorda che l'Indonesia è una Repubblica presidenziale, ufficialmente denominata Repubblica d'Indonesia (Republik Indonesia), dotata di un ordinamento costituzionale riformato a partire dai primi anni 2000, che ha consolidato un sistema democratico di relativamente recente istituzione. Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e del Governo ed esercita il potere esecutivo. Il Presidente e il Vice Presidente sono eletti direttamente dal popolo a suffragio universale per un mandato quinquennale. Il Presidente è altresì Comandante Supremo delle Forze Armate e nomina i Ministri, che lo coadiuvano nell'esercizio delle funzioni di governo. Il potere legislativo è esercitato da un sistema parlamentare bicamerale, composto dalla Camera dei Rappresentanti (Dewan Perwakilan Rakyat – DPR), formata da 575 membri eletti, e dalla Camera dei Rappresentanti Regionali (Dewan Perwakilan Daerah – DPD), composta da 136 membri, quattro per ciascuna provincia. Le due Camere si riuniscono congiuntamente, almeno una volta l'anno, nell'ambito dell'Assemblea Consultiva del Popolo (Majelis Permusyawaratan Rakyat – MPR), che costituisce il massimo organo rappresentativo dello Stato ed è competente, tra l'altro, per l'insediamento del Presidente e del nuovo Esecutivo. Il potere giudiziario è articolato su tre livelli – Tribunali distrettuali, Corti d'Appello e Corte Suprema – ed è affiancato da una Corte Costituzionale, nonché da Tribunali speciali (amministrativi, religiosi, commerciali e militari). Le Corti operano in posizione di indipendenza dall'Esecutivo, essendo la gestione e l'organizzazione del sistema giudiziario poste sotto il controllo diretto della Corte Suprema. Nell'ordinamento indonesiano è tuttora prevista la pena di morte. Dal punto di vista amministrativo, il territorio nazionale è suddiviso in province, dotate di autonomia amministrativa e rappresentanza propria negli organi legislativi, cui fanno capo le ulteriori articolazioni territoriali di livello inferiore.
Per un'analisi più completa del profilo del Paese dopo le elezioni del febbraio 2024 si veda l'approfondimento dell'Osservatorio di politica internazionale n. 225 del marzo 2025 " L'Indonesia dopo le elezioni: prospettive di crescita e nuovi equilibri"
La Politica militaremissione delle Forze Armate della Repubblica d'Indonesia è orientata a garantire la sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza nazionale dello Stato, nonché a contribuire alla stabilità interna e alla tutela degli interessi nazionali in tempo di pace, crisi e conflitto. In tale quadro, particolare rilievo assume la dimensione difensiva marittima, coerente con la natura insulare del Paese e con la visione strategica dell'Indonesia quale fulcro marittimo regionale. La politica di difesa indonesiana è delineata nel Libro Bianco della Difesa, pubblicato nel 2016, che definisce le principali minacce alla sicurezza nazionale, le priorità strategiche e le linee di sviluppo delle Forze Armate. Il documento evidenzia l'esigenza di rafforzare le capacità di controllo del territorio e degli spazi marittimi, nonché di sviluppare una "forza minima effettiva", compatibilmente con le risorse disponibili. In tale contesto, il Governo promuove un progressivo ammodernamento dello strumento militare, pur in presenza di vincoli di bilancio che incidono sulla rapidità del rinnovamento capacitivo. L'Indonesia persegue una politica estera e di difesa improntata ai principi di non allineamento, cooperazione regionale e multilateralismo, partecipando attivamente alle iniziative di sicurezza nell'ambito ASEAN e mantenendo rapporti di collaborazione con numerosi partner internazionali. Il Paese contribuisce regolarmente alle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, considerandole uno strumento prioritario di proiezione internazionale e di accrescimento della credibilità politico-militare. Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di una industria nazionale della difesa, considerata elemento strategico per il rafforzamento dell'autonomia tecnologica e operativa del Paese. La normativa in materia di procurement privilegia infatti, ove possibile, il ricorso a prodotti nazionali, prevedendo il coinvolgimento dell'industria locale, il trasferimento di tecnologia e l'adozione di misure compensative nei casi di acquisizioni dall'estero. Nel complesso, la cooperazione internazionale dell'Indonesia in ambito sicurezza e difesa mira a consolidare la stabilità regionale, rafforzare le capacità delle Forze Armate e sostenere un ruolo attivo del Paese nei principali consessi multilaterali, mantenendo al contempo una postura strategica prevalentemente difensiva e orientata alla tutela degli interessi nazionali.
Il Presidente della Repubblica d'Indonesia è il Struttura della difesa Comandante Supremo delle Forze Armate. La politica della difesa e l'organizzazione dello strumento militare sono di competenza del Ministro della Difesa, dal quale dipende il Comandante in Capo delle Forze Armate (Panglima TNI). La catena di comando militare è fortemente centralizzata e fa capo direttamente al Presidente della Repubblica, cui il Panglima TNI risponde in via diretta. Le Forze Armate indonesiane (Tentara Nasional Indonesia – TNI) sono articolate nelle tre componenti tradizionali: Forza Terrestre (TNI–AD ─ Tentara Nasional Indonesia Angkatan Darat), Forza Navale (TNI-AL, Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut) e Forza Aerea (TNI-AU Tentara Nasional Indonesia ─ Angkatan Udara), ciascuna posta alle dipendenze del rispettivo Capo di Stato Maggiore. L'organizzazione della Difesa presenta una marcata connotazione interforze, con funzioni operative, di pianificazione, intelligence, addestramento e logistica coordinate a livello centrale. La Forza Terrestre è caratterizzata da una struttura territoriale estremamente capillare, che ricalca l'organizzazione amministrativa dello Stato fino al livello locale, affiancata da comandi operativi dedicati alla proiezione rapida e alle operazioni speciali. La Forza Navale è organizzata su tre Comandi di Flotta (KOARMADA), responsabili delle aree occidentale, centrale e orientale dell'arcipelago, ed è dotata di una componente anfibia, aeronavale e di forze speciali. La Forza Aerea esercita il controllo dello spazio aereo nazionale attraverso due Comandi Operativi (occidentale e orientale) ed un Comando interforze per la Difesa Aerea Nazionale. Il personale complessivo delle Forze Armate indonesiane ammonta a circa 395.000 effettivi, di cui circa 300.000 nell'Esercito, 65.000 nella Marina (inclusi Marines e Aviazione Navale) e circa 30.000 nell'Aeronautica. Le Forze Armate sono composte prevalentemente da personale volontario e presentano un livello di professionalità complessivamente positivo, sebbene condizionato da limitazioni di bilancio e da criticità nel settore manutentivo e logistico.

Cooperazione bilaterale

La Cooperazione bilateralecooperazione bilaterale tra Italia e Indonesia nel settore della difesa non è attualmente strutturata su base continuativa e non prevede, allo stato, la sottoscrizione di piani di cooperazione annuali né lo svolgimento regolare di staff talks a livello SMD. Un rappresentante dello Stato Maggiore della Difesa partecipa tuttavia ai lavori del Joint Committee for Defence Cooperation (JCDC), a cadenza biennale e a guida indonesiana. Nel settore navale, si registra un recente rafforzamento dei contatti, testimoniato dallo svolgimento della seconda edizione dei Navy-to-Navy Staff Talks (marzo 2025), che costituisce il principale canale di dialogo operativo-addestrativo tra le rispettive Marine. Peraltro si segnala che in data 1° ottobre 2025, il Ministero della Difesa italiano e il Ministero della Difesa indonesiano hanno sottoscritto una Letter of Intent relativa alla cooperazione nel campo della difesa marittima; conseguentemente, è stato sottoscritto un Joint Statement che prevede la costituzione di un Coordination Committee (CC) Italia–Indonesia, finalizzato alla definizione degli aspetti di dettaglio relativi alla cessione della nave Garibaldi.

Nel campo della formazione, l'Indonesia è inclusa tra i Paesi ammessi alla frequenza di corsi presso gli enti e istituti della Difesa italiana; tuttavia, negli ultimi due cicli accademici non sono pervenute richieste di partecipazione ai corsi offerti.

In ambito operativo, l'Indonesia mantiene una significativa presenza nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, rappresentando uno dei principali contributori di personale militare a livello globale. Tale orientamento costituisce un potenziale ambito di interesse per future iniziative di cooperazione multilaterale.

Nel complesso, la cooperazione militare bilaterale si colloca attualmente su un piano limitato e settoriale, con margini di sviluppo concentrati prevalentemente nei settori marittimo, addestrativo e tecnico-industriale, subordinatamente alla definizione di un quadro giuridico di riferimento aggiornato.

Obiettivi strategiciObiettivi strategici della cooperazione militare con l'Indonesia sono:

- incrementare il dialogo e la conoscenza reciproca con un Paese partner strategico nell'area Indo-Pacifico, di crescente rilevanza geopolitica e marittima;

- favorire lo sviluppo di forme di capacity building selettivo, in particolare nei domini marittimo, addestrativo e dottrinale;

- promuovere l'interoperabilità e la cooperazione operativa nell'ambito di iniziative multilaterali e ONU;

- sostenere, ove possibile, la penetrazione industriale nazionale nel settore della difesa, nel rispetto del quadro normativo vigente.

La deliberazione del Consiglio dei ministri del 19 febbraio 2025 - presentata al Parlamento - che prevede la partecipazione dell'Italia ad una nuova missione internazionale (Doc. XXV n. 3) e la prosecuzione delle missioni in corso e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo per il sostegno ai  ​processi di pace e di stabilizzazione (Doc. XXVI n. 3), nell'ambito della descrizione del quadro politico relativamente all'area asiatica, riporta che l'Asia vive una fase di rapido sviluppo economico e crescente peso geostrategico, cui si intrecciano l'instabilità politica e istituzionale che caratterizza alcuni Paesi e le minacce alla sicurezza connesse al fenomeno terroristico e agli effetti degli eventi climatici estremi quali siccità e alluvioni e le conseguenze della guerra in Ucraina e della crisi in Medio Oriente.

La stessa analisi contenuta nella deliberazione sopra citata prosegue affermando che, in questo contesto, la Commissione UE e i Paesi membri sono impegnati ad attuare la Strategia dell'Unione Europea per la cooperazione nell'Indo-Pacifico del 2021. La strategia si fonda su sette pilastri, tra i quali assume particolare rilievo quello dedicato alla difesa ed alla sicurezza.
L'Italia ha sostenuto con convinzione la pubblicazione della strategia UE sull'Indo-Pacifico ed è pienamente impegnata nella sua attuazione attraverso il documento nazionale attuativo della Strategia UE, pubblicato nel febbraio 2022. L'aver colto le dinamiche in atto nella macro-regione ha portato il nostro Paese ad intensificare gli sforzi per consolidare il proprio posizionamento nell'area, tramite una maggiore presenza navale e aerea (nell'estate 2024, dispiegamento di velivoli dell'Aeronautica nel quadro dell'iniziativa "Indo-Pacific Jump" e campagne navali del Gruppo Portaerei Cavour, del Pattugliatore Montecuccoli e di Nave Vespucci). L'impegno dell'Italia si declina anche tramite i partenariati stabiliti con gli organismi regionali maggiormente rappresentativi: con il PIF (Pacific Islands Forum) e la IORA (Indian Ocean Rim Association) siamo "partner di dialogo" rispettivamente dal 2007 e dal 2019 e con l'ASEAN (Association of South East Asian Nations) siamo Partener di sviluppo dal 2020.

In aggiunta, si ricorda che nell'ottobre 2025, il Consiglio dell'UE ha approvato le conclusioni sull'attuazione della strategia per la cooperazione nell'Indo-Pacifico, confermando l'impegno a rafforzare la presenza e l'azione dell'Unione nella regione. L'obiettivo per l'UE è quello di proseguire e intensificare ulteriormente il suo orientamento strategico al fine di promuovere stabilità, sicurezza, prosperità e sviluppo sostenibile comune, sulla base della promozione della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e del diritto internazionale.

Infine, si segnala che nel corso dell'indagine conoscitiva sulle tematiche relative alla proiezione dell'Italia e dei Paesi europei nell'indo-pacifico, il Comitato permanente per la politica estera nell'Indo-pacifico della III Commissione (Affari esteri e comunitari) della Camera dei deputati ha approfondito, in particolare, le implicazioni geopolitiche di questa vastissima area che riveste un ruolo sempre più strategico nelle dinamiche globali anche al fine di valutare le possibilità per l'Italia di sviluppare sinergie e collaborazioni con i partner della regione che condividono il medesimo quadro di valori e la preoccupazione per i rischi di instabilità che possono prodursi nell'Indo-pacifico.

Il Documento conclusivo evidenzia infatti proprio nelle sue premesse come la necessità avvertita di dare avvio all'indagine conoscitiva abbia preso le mosse dal peso che lo scacchiere dell'Indo-Pacifico ha assunto nel contesto della definizione degli equilibri globali. Il Documento conclusivo ha sottolineato come l'Indo-Pacifico ospiti il 60% della popolazione mondiale, produca il 60% del PIL globale e sia un'area cruciale per i flussi commerciali internazionali e per la sicurezza economica.

Per un'approfondimento sulla strategia italiana nell'Indo-pacifico si rinvia al relativo tema.