XVI LEGISLATURA


Resoconto sommario dell'Assemblea

Seduta n. 359 di martedì 27 luglio 2010

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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROCCO BUTTIGLIONE

La seduta comincia alle 9,30.

La Camera approva il processo verbale della seduta di ieri.

I deputati in missione sono sessantatré.

Seguito della discussione del disegno di legge S. 2228, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 78 del 2010: Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (approvato dal Senato) (A.C. 3638).

Nella seduta del 26 luglio 2010 è iniziata la discussione sulle linee generali.

ORIANO GIOVANELLI (PD). Paventa il rischio che dall'attuazione delle misure recate dal decreto-legge in discussione deriveranno deleteri effetti per i lavoratori e le famiglie, segnatamente stigmatizzando il prevedibile mancato rinnovo del contratto per migliaia di lavoratori precari attualmente impiegati presso vari comparti della pubblica amministrazione. Nel ritenere inoltre la manovra economica in discussione indice del declino dell'attuale maggioranza, giudica inaccettabile l'idea di Paese ad essa sottesa, stigmatizzando i gravosi tagli agli enti territoriali e locali, che deterioreranno, sino allo smantellamento, la rete dei servizi pubblici, con conseguenze devastanti sulle categorie sociali più deboli. Ribadisce pertanto l'orientamento nettamente contrario al provvedimento d'urgenza in esame.

GIULIO CALVISI (PD). Giudica particolarmente grave il preannunziato intendimento del Governo di ricorrere alla questione di fiducia, che non consente alla Camera di pronunciarsi sul merito di norme di grande rilevanza; pur convenendo, inoltre, sulla necessità di una manovra che determini anche una riduzione della spesa pubblica, ritiene che il provvedimento d'urgenza in discussione si inserisca nel contesto delle errate scelte di politica economica compiute dal Governo, prevedendo tagli indiscriminati delle risorse destinate a settori strategici senza delineare interventi finalizzati a favorire la crescita, lo sviluppo, l'occupazione e la riduzione strutturale del debito pubblico.

LINO DUILIO (PD). Stigmatizzato l'improprio ricorso da parte del Governo alla decretazione d'urgenza che, unitamente alla collegata posizione della questione di fiducia, comprime inaccettabilmente le prerogative della Camera e sottrae l'Esecutivo ed i suoi provvedimenti al confronto parlamentare, lamenta la mancata presentazione al Parlamento di esaustive indicazioni circa lo stato della finanza pubblica, che reputa versare in una condizione molto più allarmante di quanto demagogicamente asserito dalla maggioranza di centrodestra. Ascritti alla responsabilità del Governo l'aumento incontrollato della spesa e del debito pubblico ed il crollo della competitività del sistema Paese, manifesta contrarietà alle misure previste in materia di pubblico impiego, giudicando peraltro inattendibili le previsioni d'entrata. Contestata infine l'iniquità dei tagli lineari operati dall'Esecutivo, ribadisce l'orientamento contrario del suo gruppo ad una manovra economica incompleta, inutile e dannosa.

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SANDRO GOZI (PD). Esprime un giudizio fortemente negativo sulla manovra economica in discussione, che ritiene del tutto inutile ed emblematica di un Governo che compie scelte improvvisate in assenza di una visione strategica del quadro macroeconomico nazionale ed internazionale. Manifestato inoltre sconcerto per la totale assenza di compatibilità comunitaria delle misure contenute nel provvedimento d'urgenza in discussione, in particolare di quelle relative alla riduzione dell'IRAP e alle quote latte, lamenta il rifiuto opposto dall'Esecutivo all'ipotesi di prevedere un'imposta sulle transazioni finanziarie.

SIMONETTA RUBINATO (PD). Nell'esprimere forte preoccupazione per il sensibile e costante deterioramento dei conti pubblici e dell'avanzo primario evidenziatosi nell'ultimo decennio, ascrive alla responsabilità degli Esecutivi di centrodestra la crescita modesta del Paese e l'aumento incontrollato della spesa pubblica. Paventa quindi il rischio che gli effetti recessivi indotti dalla manovra economica varata nel 2008 vengano accentuati dal provvedimento d'urgenza in discussione, sottolineando gli effetti distorsivi dei frequenti interventi correttivi apportati dall'Esecutivo in luogo di una unica manovra strutturale, come quelle poste in essere in altri Paesi europei. Manifestata netta contrarietà ai tagli lineari delle risorse destinate alla pubblica amministrazione ed agli enti locali, rileva la necessità di riqualificare la spesa pubblica per restituire vitalità e competitività al sistema Paese, esprimendo altresì riprovazione per le disposizioni del decreto-legge in esame concernenti la secretabilità delle procedure inerenti l'affidamento di appalti pubblici.

FRANCO NARDUCCI (PD). Paventato il rischio che la manovra economica in discussione, risultando iniqua nel suo complesso, incida negativamente sulla coesione sociale del Paese, manifesta sconforto per lo svilimento del ruolo del Parlamento, che non potrà contribuire alla definizione di necessarie modifiche al testo in discussione, rivolte in particolare a favorire gli investimenti destinati al futuro dei giovani ed i cittadini italiani residenti all'estero, gravemente penalizzati dalle misure finora adottate dal Governo.

FRANCESCO SAVERIO GAROFANI (PD). Nel giudicare iniqua e classista la manovra economica in discussione, in quanto volta a penalizzare i percettori di reddito fisso, gli impiegati pubblici e gli enti locali, manifesta contrarietà sulle misure concernenti il comparto difesa e sicurezza che reputa in grado di dispiegare effetti devastanti sullo strumento militare e sulla qualità della vita del personale ivi impiegato. Stigmatizzato altresì l'atteggiamento contraddittorio assunto dai competenti rappresentanti del Governo, lamenta la carenza di una strategia tesa al perseguimento di reali obiettivi di sviluppo per il Paese, paventando il rischio di ulteriori effetti recessivi sul ciclo economico. Ribadisce quindi l'orientamento convintamente contrario del suo gruppo al provvedimento d'urgenza in discussione.

SIMONE BALDELLI (PdL). Chiede, ai sensi dell'articolo 44 del Regolamento, la chiusura della discussione sulle linee generali.

Decorrono da questo momento i termini regolamentari di preavviso per eventuali votazioni elettroniche.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI

Sulla richiesta di chiusura della discussione intervengono i deputati ROBERTO GIACHETTI (PD), contro, e SIMONE BALDELLI (PdL), a favore.

PRESIDENTE. Avverte che è stata chiesta la votazione nominale.
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Per consentire l'ulteriore decorso dei termini regolamentari di preavviso, sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle 11,10, è ripresa alle 11,25.

La Camera, con votazione nominale elettronica, approva la richiesta di chiusura della discussione sulle linee generali.

PRESIDENTE. Ricorda che, essendo stata deliberata la chiusura della discussione sulle linee generali, ha facoltà di parlare un deputato tra gli iscritti non ancora intervenuti nella discussione per ciascuno dei gruppi che ne facciano richiesta.

MARCO CAUSI (PD). Pur ritenendo apprezzabili talune disposizioni recate dalla manovra in discussione in materia di entrate fiscali, le considera non sufficienti a ridurre i danni causati dalla politica fiscale finora portata avanti dall'Esecutivo. Nel giudicare, in particolare, condivisibili l'obbligo di fatturazione elettronica per pagamenti di importo superiore a 3 mila euro ed il contrasto agli usi distorti della compensazione fiscale, ritiene poco convincente il rilancio dell'accertamento preventivo, propagandistica la partecipazione degli enti locali all'attività di accertamento delle imposte erariali ed inutile la riproposizione dei Consigli tributari locali. Richiamate, quindi, le proposte emendative presentate dal suo gruppo - che la preannunciata intenzione di porre la questione di fiducia impedirà di discutere - volte ad introdurre elementi di equità e sostegno allo sviluppo in un provvedimento insoddisfacente da tale punto di vista, manifesta preoccupazione per il declino del potere d'acquisto delle famiglie e per l'andamento crescente delle tariffe pubbliche e regolamentate, in merito al quale propone l'istituzione di una Consulta per il controllo dei prezzi, stigmatizzando l'assenza di un Ministro per lo sviluppo economico. Invita, infine, il Governo ad emanare le linee guida del documento di finanza pubblica per dare certezze economiche al Paese.

LEOLUCA ORLANDO (IdV). Stigmatizzato l'ennesimo ricorso del Governo alla decretazione d'urgenza ed alla posizione della questione di fiducia che comprimono inaccettabilmente le prerogative del Parlamento, esprime netta contrarietà ai contenuti della manovra economica che colpisce segnatamente i lavoratori precari, il pubblico impiego ed il comparto sicurezza e difesa. Manifestata preoccupazione per la scarsa crescita del sistema e per l'aumento del debito pubblico, lamenta l'incapacità del Governo di fronteggiare la crisi economica producendo viceversa ulteriori danni ai conti pubblici ed alla coesione sociale del Paese. Nel richiamare quindi le proposte alternative avanzate dal suo gruppo, ribadisce tra l'altro la necessità di perseguire con maggiore efficacia l'evasione fiscale, di applicare una sovrattassa ai capitali rientrati dall'estero, di tassare adeguatamente le stock option, di sopprimere le province, tagliando altresì spese pubbliche improduttive quali quella per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Sottolineata la necessità di sostenere equamente le famiglie, lamenta la scarsa attenzione riservata dal Governo ai contributi offerti dalle opposizioni per elaborare una manovra economica efficace, ricordando le battaglie condotte dal suo gruppo durante l'iter in Commissione.

PRESIDENTE. Prende atto che i relatori e il rappresentante del Governo rinunziano alla replica.

LEOLUCA ORLANDO (IdV). Giudica poco decorosa la decisione del Governo di non intervenire in sede di replica.

(Esame e votazione di questioni pregiudiziali)

PRESIDENTE. Avverte che sono state presentate le questioni pregiudiziali Ventura n. 1, Borghesi n. 2 e Casini n. 3.

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ROBERTO ZACCARIA (PD). Illustra la questione pregiudiziale Ventura n. 1, sottolineando l'eterogeneità delle disposizioni recate dal decreto-legge, come si evince anche dai pareri espressi dal Comitato per la legislazione e dalla I Commissione. Rilevato, quindi, che il provvedimento presenta numerosi profili di illegittimità costituzionale, con particolare riferimento agli articoli 11 e 117 della Costituzione, e che determina una lesione delle competenze regionali, rileva che l'eccessivo numero di ulteriori norme introdotte al Senato costituisce un aggiramento della funzione di controllo esercitata dal Capo dello Stato, giudicando particolarmente grave la posizione della questione di fiducia in entrambi i rami del Parlamento.

ANTONIO BORGHESI (IdV). Nell'illustrare la sua questione pregiudiziale n. 2, reputa insussistenti i requisiti di straordinaria necessità ed urgenza costituzionalmente prescritti, sottolineando altresì la disomogeneità del testo del provvedimento d'urgenza in discussione, atteso che le numerose modifiche apportate rispetto al testo sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica, hanno introdotto disposizioni di carattere nettamente ultroneo e recanti evidenti profili di incostituzionalità, segnatamente quelle concernenti le quote latte e quelle volte a novellare la disciplina del diritto penale fallimentare.

GIUSEPPE RUVOLO (UdC). Illustra la questione pregiudiziale Casini n. 3, rilevando che l'articolo 40-bis del decreto-legge in esame, introdotto nel corso dell'iter al Senato, costituisce una palese violazione dell'articolo 117, primo comma, della Costituzione. Ritiene, infatti, la disposizioni in materia di quote latte una scelta miope del Governo che recherà grave nocumento all'agricoltura italiana e determinerà una delegittimazione del Ministro per le politiche agricole in ambito europeo.

GIORGIO LA MALFA (Misto-RRP). Nel sottolineare come la presentazione del decreto-legge in esame sconfessi di fatto le ottimistiche affermazioni rese da rappresentanti del Governo circa l'esito della crisi economica, malgrado le criticità evidenziate dalle politiche economiche messe in atto dall'Esecutivo, reputa un irrinunciabile atto di responsabilità sostenere la manovra, manifestando quindi un orientamento contrario alle questioni pregiudiziali presentate.

ANTONIO LEONE (PdL). Nel rilevare che l'articolo 40-bis prevede esclusivamente una rateizzazione nel pagamento delle multe relative ad infrazioni in materia di quote latte e non inficia il rispetto degli obblighi comunitari, ritiene che l'articolo 6, comma 21-quinquies, non rechi effetti negativi per la finanza pubblica. Dichiara quindi il voto contrario del suo gruppo sulle questioni pregiudiziali presentate, che giudica basate su motivazioni incomprensibili ed irresponsabili, atteso che la manovra in esame costituisce un intervento correttivo assolutamente necessario.

La Camera, con votazione nominale elettronica, respinge le questioni pregiudiziali Ventura n. 1, Borghesi n. 2 e Casini n. 3.

(Esame dell'articolo unico)

La I Commissione ha espresso il prescritto parere.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Parlando per un richiamo al Regolamento, considerato che l'eventuale posizione della questione di fiducia comporterebbe la sospensione dei lavori della Camera, ne reputa più opportuna la posticipazione al termine della riunione del Parlamento in seduta comune, attesa l'applicazione anche a tale organo del Regolamento della Camera, in quanto compatibile.

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PRESIDENTE. Precisa che il Parlamento in seduta comune è un organo diverso dalla Camera.

ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Pone la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI (PD). Stigmatizza la posizione, per l'ennesima volta, della questione di fiducia, che lede le prerogative della Camera, impedendole di procedere ad un confronto di merito su un provvedimento il cui testo è stato radicalmente modificato dal Senato; nel ritenere inoltre che tale scelta sia assolutamente ingiustificata, alla luce dell'atteggiamento costruttivo assunto dall'opposizione, chiede alla Presidenza di garantire un congruo spazio per il prosieguo del dibattito.

ANTONIO BORGHESI (IdV). Parlando per un richiamo al Regolamento, giudica la posizione della questione di fiducia, peraltro annunciata con largo anticipo, gravemente lesiva delle prerogative parlamentari, sottolineando l'impossibilità di svolgere un adeguato dibattito sia in Commissione sia in Assemblea.

PRESIDENTE. Avverte che alle 13,30 è convocata la Conferenza dei presidenti di gruppo, che organizzerà il seguito del dibattito conseguente alla posizione della questione di fiducia.

La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 16,45.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROCCO BUTTIGLIONE

I deputati in missione alla ripresa pomeridiana della seduta sono sessantasette.

Modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea e conseguente aggiornamento del programma.

PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte a seguito dell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di gruppi relativamente al prosieguo dell'iter del disegno di legge di conversione n. 3638 ed all'articolazione dei lavori dell'Assemblea nella settimana in corso (vedi resoconto stenografico pag. 41).

Annunzio di petizioni.

EMILIA GRAZIA DE BIASI (PD), Segretario. Dà lettura del sunto delle petizioni pervenute alla Presidenza (vedi resoconto stenografico pag. 42).

Sull'ordine dei lavori.

FILIPPO ASCIERTO (PdL). Chiede che il Governo riferisca alla Camera sulla grave emergenza causata da una tromba d'aria verificatasi in provincia di Padova, ritenendo altresì necessaria la dichiarazione dello stato di calamità naturale.

Si riprende la discussione.

Interviene in fase di illustrazione delle proposte emendative il deputato ETTORE ROSATO (PD).

ROBERTO GIACHETTI (PD). Parlando per un richiamo al Regolamento, osserva come la decisione del Governo di ricorrere alla questione di fiducia umili il Parlamento ed obblighi i deputati ad illustrare in tempi ristretti le proposte emendative presentate.

Interviene in fase di illustrazione delle proposte emendative il deputato EMILIA GRAZIA DE BIASI (PD).

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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MAURIZIO LUPI

Intervengono, inoltre, per illustrare le proposte emendative rispettivamente sottoscritte i deputati MARCO FEDI (PD), ALESSANDRO NACCARATO (PD), AMALIA SCHIRRU (PD), DELIA MURER (PD), LUCIA CODURELLI (PD), FEDERICO TESTA (PD) e GIULIO CALVISI (PD).

PRESIDENTE. Rinvia il seguito del dibattito alla seduta di domani.

Ordine del giorno della seduta di domani.

PRESIDENTE. Comunica l'ordine del giorno della seduta di domani:

Mercoledì 28 luglio 2010, alle 15,30.

(Vedi resoconto stenografico pag. 81).

La seduta termina alle 19,55.