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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito dell'esame della proposta di relazione sul fenomeno delle «navi a perdere». Prima, però, dovremmo prendere due decisioni: una è relativa all'utilizzo dei documenti che hanno oltre quindici anni e l'altra all'eventuale inserimento di questo capitolo - non so come possiamo fare dal punto di vista della procedura - nella relazione.
I due problemi mi sembrano chiari. Il primo riguarda l'utilizzo dei documenti che hanno un'anzianità superiore ai quindici anni. La seconda questione è se, utilizzando quei documenti e stralciandone eventualmente altri, inseriamo anche quella parte di relazione che riguarda i servizi, che però non è ancora a disposizione.
PAOLO RUSSO. Io farei riferimento, nella relazione, al fatto che ci è stato espresso un parere contrario alla desegretazione e mi limiterei a questo.
PRESIDENTE. Il problema è che non sono segreti. Possiamo dire che non li vogliamo utilizzare e che non possiamo dire nulla sui servizi, però se leggiamo bene la legge (che vi è stata distribuita) appare che in realtà non sono segreti e non sono neanche più riservati. Questo è il problema.
Dopodiché possiamo dire che ci è stato detto di non utilizzare le audizioni e i documenti e, per rispetto istituzionale, sui servizi segreti non possiamo dire niente.
FRANCESCO PROIETTI COSIMI. Visto che noi abbiamo fatto una richiesta, a cui hanno risposto in maniera negativa, e che noi vorremmo utilizzare le audizioni, perché spetta a noi decidere, utilizziamo le audizioni e lasciamo perdere tutta la parte scritta.
PRESIDENTE. Però vorrei anche una motivazione sul perché non utilizzare documenti che oggi sono privi di classificazione dal punto di vista normativo.
FRANCESCO PROIETTI COSIMI. Anche perché sono irrilevanti.
PRESIDENTE. Questo è un altro discorso. Se sono irrilevanti, non li utilizziamo perché sono irrilevanti.
FRANCESCO PROIETTI COSIMI. Altrimenti dobbiamo verificare se rientrano nei casi elencati dalla legge all'articolo 42. Non sappiamo se c'è stato qualche decreto del Presidente del Consiglio che ha prorogato i termini. Noi abbiamo letto la legge, ma magari il Presidente del Consiglio ha decretato la proroga e noi non lo sappiamo, perché forse non l'abbiamo chiesto.
Oggi noi possiamo tranquillamente non parlarne e rinviare dicendo che dobbiamo verificare se il Presidente del Consiglio ha apposto o meno la proroga del segreto. Oggi la vicenda potrebbe chiudersi così.
GERARDO D'AMBROSIO. La Presidenza del Consiglio avrebbe dovuto comunicarcelo, ma non l'ha fatto, quindi...
PRESIDENTE. Noi abbiamo fatto una richiesta ai servizi e non ci è stato comunicato
che c'è stata una proroga, ma soltanto che la procedura per la desegretazione è una procedura complessa e lunga. A me pare che la questione più complicata sia l'eventuale inserimento della parte sui servizi quando approviamo la relazione. Non so se mi spiego. Questa parte è stata sospesa in attesa della risposta dei servizi. La risposta dei servizi è stata negativa su tutto. Adesso, se vogliamo inserire quella parte, dovremmo adattarla alle decisioni.
PAOLO RUSSO. Non vedo altra strada.
PAOLO RUSSO. Adattare questa parte ulteriore sui servizi al fatto che non desegretiamo nulla. Altrimenti, dovremmo approfondire questa materia e dovremmo avere qualche settimana per capire se magari c'è stato un provvedimento del Presidente del Consiglio. Insomma, io sarei cauto.
PRESIDENTE. La Commissione ha già desegretato le audizioni.
PAOLO RUSSO. Non sto parlando delle audizioni. Sto parlando di tutti i documenti. Quindi, facciamo riferimento solo alle audizioni e arrivederci e grazie.
PAOLO RUSSO. Nemmeno arrivederci per la verità.
PRESIDENTE. A questo punto se non ci sono altri interventi, votiamo sull'utilizzazione dei documenti oltre i quindici anni.
PAOLO RUSSO. Mi permetterei di suggerire di votare sull'indicazione che ci è stata data dai servizi. I servizi ci hanno chiesto di non desegretarli e noi prendiamo atto di questa loro sollecitazione, non per quel che riguarda le audizioni. In questo modo, non facciamo una votazione su ogni singola questione.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato sulle audizioni e abbiamo già deciso la loro utilizzazione. Se dovessimo seguire la tua indicazione non dovremmo votare niente, perché non abbiamo un potere di desegretazione. Possiamo solo o prenderne atto e dire che non abbiamo tutti gli elementi per potere stabilire se per caso questi documenti sono stati...
MAGDA NEGRI. Ho una domanda naïf: perché dovremmo tener conto in modo così imperativo della sollecitazione dei servizi? Il Presidente ha fatto riferimento a una questione di correttezza istituzionale. In che senso? Il Parlamento è autonomo e i servizi sono uno strumento dell'Esecutivo.
PRESIDENTE. Ho fatto riferimento a una questione di correttezza istituzionale per avere chiesto ai servizio la loro opinione. La decisione è una cosa completamente diversa. Non è vero che per correttezza istituzionale non decidiamo quello che sarebbe giusto decidere. Questo è un altro problema.
MAGDA NEGRI. Ringrazio della risposta.
PRESIDENTE. Mi pare ci sia una proposta di prendere atto che non abbiamo elementi ulteriori e sufficienti per valutare se si sono verificate tutte le condizioni previste dall'articolo 42 al fine di ritenere non più segreti questi documenti. Questa mi pare l'unica votazione che potremmo fare. Infatti, non possiamo fare una votazione sulla desegretazione. Se sono desegretati dovremmo valutare se utilizzarli o meno e questo mi pare un voto inutile. Quindi, l'unico voto possibile è su questo aspetto: ci mancano gli elementi che prevede l'articolo 42 per stabilire se, pur decorsi quindici anni, questi documenti sono da ritenersi ancora segreti. Siamo d'accordo su questo?
Non possiamo più fare la verifica, perché ci hanno detto che ci vuole tempo. Noi abbiamo già chiesto una verifica e ci hanno risposto che per loro sono ancora
riservati; tuttavia, per desegretarli ci vuole una procedura molto lunga certamente non fattibile nei tempi brevi che abbiamo davanti. Se volete vi leggo la lettera così facciamo prima. Comunque il senso è questo. Non l'hanno riproposto. Hanno detto che per loro sono ancora segreti, cioè non ci autorizzano all'uso, ma non hanno detto di aver prorogato.
ALESSANDRO BRATTI. Se noi li pubblichiamo cosa capita? Ci arrestano? Cosa succede?
PRESIDENTE. Se sono segreti sarebbe un reato. Non c'è dubbio. Ecco il motivo della prudenza che viene dalla mia destra.
PAOLO RUSSO. Io non sono contrario a renderli pubblici. Sono favorevole ad essere cauto. Non abbiamo il tempo di verificare se è possibile desegretare o meno.
PRESIDENTE. Lo abbiamo fatto prima e ci hanno risposto adesso dicendo che non c'erano i tempi per desegretarlo. Questa è la loro risposta. Quindi?
PAOLO RUSSO. Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Loro ci hanno interloquiti. La questione necessiterebbe di un ulteriore approfondimento, che non abbiamo il tempo di fare.
ALESSANDRO BRATTI. Io credo che non possiamo evitare di parlare dei servizi nella relazione sulle navi. Non so se è tutto legato alla segretazione di questi documenti, ma non possiamo redigere una relazione dove l'80 per cento del problema gira attorno a questo tema. Allora facciamo a meno di farla.
PRESIDENTE. Qui però sorge il secondo problema: questa parte, proprio in attesa delle risposte, non è inserita nel testo oggi all'esame. Quindi noi possiamo approvare la parte nota oppure rinviare per la definitiva approvazione su questo. Fino al 15 marzo possiamo riunirci ancora.
PAOLO RUSSO. Presidente, cerchiamo di concludere oggi nel modo più garbato possibile.
PRESIDENTE. Il modo più garbato sarebbe autorizzare i relatori a inserire, con o senza questi documenti a seconda della decisione, la parte relativa ai servizi, capendo se, secondo chi ha già steso questa parte, senza i documenti e solo con le audizioni possiamo dire qualcosa sui servizi.
Scusate, risolviamo il problema procedurale, perché credo che nessuno abbia più voglia di riunirsi nuovamente per deliberare su questo. Mi viene suggerito, invece, e mi pare un'idea interessante, di allegare le audizioni.
Se siamo d'accordo, seguiamo questa procedura e magari nel coordinamento, se dovesse essere approvato, come accade spesso in Aula, inseriamo qualche passaggio che chiarisce meglio. Siamo d'accordo con questa soluzione?
PAOLO RUSSO. Quindi, in buona sostanza, alleghiamo solo le audizioni e non deliberiamo nemmeno sul resto.
PRESIDENTE. Non deliberiamo. Prendiamo atto dell'indicazione che ci è stata data. È disponibile la lettera, per chi vorrà leggerla.
Ricordo che nella seduta del 15 febbraio 2013 i relatori, il sottoscritto e l'onorevole Bratti, hanno presentato una proposta di relazione sul fenomeno delle cosiddette «navi a perdere». Non essendo pervenute proposte di modifica - prendiamo comunque atto dell'allegazione delle audizioni - chiedo se ci sono parlamentari che intendono intervenire in dichiarazioni di voto sulla complessiva proposta di relazione.
ALESSANDRO BRATTI. Vorrei dire due cose. Innanzitutto, ho una richiesta per il presidente. Dentro questa relazione è inglobata di fatto anche quella sulla morte del capitano De Grazia. Nella relazione del professor Arcudi si afferma che la morte è dovuta a una sostanza tossica
e si mette in dubbio la morte naturale. Ultimamente, abbiamo mandato tutta la documentazione alla procura di Nocera Inferiore, che era la procura interessata fino a quando si pensava che il capitano fosse morto di morte naturale. Se non si trattasse di morte naturale - non lo sappiamo, perché sarà la procura competente a stabilirlo, eventualmente alla luce della nuova documentazione - mi chiedo se la procura di riferimento sarà ancora la procura di Nocera Inferiore oppure quella di Salerno.
I fatti, in realtà, sono avvenuti nel territorio campano. Se non è morto di morte naturale, vuol dire che forse qualcuno l'ha ucciso. Potrebbe essere un'ipotesi. Non sta a noi dirlo, però la procura interessata può farlo. Visto che l'ultimo posto in cui si è fermato è un ristorante in provincia di Salerno ed è morto prima di arrivare all'ospedale di Nocera, bisognerebbe verificare se è morto nel territorio di un'altra provincia. In questo caso, la procura competente sarebbe un'altra.
PRESIDENTE. La competenza dipende certamente dal luogo della morte, ma siccome non è un problema nostro, secondo me dovremmo mandare la documentazione a Nocera e a Salerno e poi se la vedranno loro. Non credo che sia un problema. Mi pare che si dica che è arrivato in ospedale già defunto. Comunque, se lo risolvano loro. Noi mandiamo i documenti a tutte e due le procure.
ALESSANDRO BRATTI. La seconda considerazione riguarda la relazione. Noi abbiamo dedicato un capitoletto alla questione delle fonti e del rapporto con i giornalisti. Io l'ho letto e risulta un po' pesante. Noi abbiamo fatto delle audizioni e queste sono riportate, però non so quanto questo capitolo sia necessario al fine della relazione finale. Invito a una riflessione. Mi riferisco alle pagine 205-210, in cui noi esprimiamo una serie di valutazioni su alcuni giornalisti. Insomma, inviterei a riflettere su questo.
PRESIDENTE. Su alcuni giornalisti o su quello che hanno scritto? Certamente hanno creato un caso che è stato in gran parte sgonfiato dall'esame della Commissione.
ALESSANDRO BRATTI. Se fosse stato meno dettagliato andrebbe bene.
PRESIDENTE. Lo facciamo rientrare nella parte del coordinamento formale. Non sono pervenute proposte di modifica.
Pongo in votazione la proposta di relazione.
(È approvata).
Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si riserva di procedere al coordinamento del testo approvato. Ricordo, inoltre, che la relazione sarà inviata ai Presidenti delle Camere ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge istitutiva e sarà successivamente trasmessa alle autorità interessate perché ne sia data la più ampia divulgazione.
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