Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 729 del 12/1/2006
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Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Cento; Carboni; Trantino; Pisapia; Pisapia e Russo Spena; Boato e Cima; Boato e Cima; Russo Spena ed altri; Taormina; Biondi e Cicchitto; Siniscalchi ed altri; Cento; Giuseppe Gianni; Finocchiaro ed altri; Kessler ed altri; Jannone; Moretti ed altri; Cento; Cento e Bulgarelli; Santori; Perrotta; Perrotta; Craxi e Milioto; Minniti ed altri; Fanfani: Disposizioni in materia di amnistia e di indulto (A.C. 458 -523-1260-1283-1284-1606-1607-2417-3151-3152-3178-3196-3332-3385-3395-3399-3465-4187-4188-4768-5444-5456-5772-5881-6207) (ore 11,15).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge d'iniziativa dei deputati Cento; Carboni; Trantino; Pisapia; Pisapia e Russo Spena; Boato e Cima; Boato e Cima; Russo Spena ed altri; Taormina; Biondi e Cicchitto; Siniscalchi ed altri; Cento; Giuseppe Gianni; Finocchiaro ed altri; Kessler ed altri; Jannone; Moretti ed altri; Cento; Cento e Bulgarelli; Santori; Perrotta; Perrotta; Craxi e Milioto; Minniti ed altri; Fanfani: Disposizioni in materia di amnistia e di indulto.
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione sulle linee generali.

(Esame di questioni pregiudiziali e di una questione sospensiva - A.C. 458 ed abbinate)

PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 40, comma 2, del regolamento, sono state presentate la questione pregiudiziale per motivi di costituzionalità Gamba ed altri n. 1 (vedi l'allegato A - A.C. 458 ed abbinate sezione 1), le questioni pregiudiziali per motivi di merito Menia ed altri n. 1 e Lussana ed altri n. 2 (vedi l'allegato A - A.C. 458 ed abbinate sezione 2) e la questione sospensiva Cirielli ed altri n. 3 (vedi l'allegato A - A.C. 458 ed abbinate sezione 3).
Onorevoli colleghi, mi rivolgo, segnatamente, ai presidenti dei gruppi parlamentari per chiedervi di prestare un'attenzione particolare su alcune questioni, perché non esistono precedenti cui potersi richiamare. Mi riferisco alle questioni relative al quorum che, come sapete, non riguarda


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solo il voto finale, ma, per quanto concerne l'amnistia, anche i singoli articoli.
Naturalmente, questo quorum si estende alle proposte emendative che...

MARCO BOATO. No, no!

PRESIDENTE. Onorevole Boato, mi scusi, il mio scrupolo è proprio questo. Tra breve vi leggerò una comunicazione: secondo me è incontestabile (Commenti del deputato Boato)...
Onorevole Boato, mi faccia la cortesia di non agitare la testa! Mi ascolti.
Voglio dirvi con chiarezza che dopo aver letto le conclusioni cui è arrivato il Presidente, in collaborazione con gli Uffici, poiché non vi sono precedenti e desidero che tale questione sia affrontata con chiarezza, se i presidenti di gruppo non converranno sulla comunicazione, farò immediatamente una verifica - sospendendo i lavori, eventualmente per quindici minuti - con la Giunta per il regolamento, proprio per rispetto nei loro confronti.
Vorrei che mi seguiste, perché, se mi seguite, non credo sorgeranno questioni: come potete immaginare, non è solo il prodotto del mio lavoro ma è il risultato cui è arrivato unanimemente lo staff della Camera.
Vi prego dunque di prestare attenzione.
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 79 della Costituzione, l'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
Il dettato costituzionale è molto chiaro. L'articolo 79 prevede espressamente un quorum speciale per l'approvazione dei singoli articoli e per il voto finale. Si tratta, evidentemente, di una deroga al principio generale contenuto nell'articolo 64, secondo cui le deliberazioni della Camera si adottano con maggioranza semplice, deroga che, in quanto tale, non è suscettibile di interpretazione analogica.
L'articolo 79 non fa alcun riferimento alle votazioni intermedie che caratterizzano il procedimento legislativo, quali gli emendamenti riferiti ai singoli articoli, per cui a tali votazioni si applica il principio generale della maggioranza semplice, salvo le eccezioni di cui dirò più avanti.
In altre parole, l'oggetto per il quale la norma costituzionale prevede il requisito dell'approvazione a maggioranza dei due terzi è l'articolo e non le singole deliberazioni che concorrono a determinarne il testo, perché la Costituzione fa riferimento al voto finale e agli articoli (Commenti del deputato Boato)...
Onorevole Boato, stia attento, perché alla fine sarà d'accordo, anche se ora dice di no.
Fanno eccezione, naturalmente - è qui il punto, Boato -, gli emendamenti la cui votazione tiene luogo integralmente della votazione di un articolo, quali le proposte emendative interamente sostitutive di un articolo ovvero quelle che mirano ad introdurre un articolo aggiuntivo.
Facciamo un esempio: se si pone in votazione un emendamento interamente sostitutivo di un articolo e non si raggiunge la maggioranza dei due terzi, è chiaro che ad esso si applica (Commenti)...
La norma costituzionale citata non si applica inoltre, ovviamente, alle votazioni di carattere negativo, dalla cui eventuale approvazione non consegue, con tutta evidenza, l'introduzione nell'ordinamento di un articolo o di un complesso normativo che conceda l'amnistia o l'indulto, ma che sono volte ad impedire innovazioni normative lasciando intatto l'ordinamento vigente.
Mi riferisco innanzitutto agli emendamenti soppressivi di articoli, nonché alle questioni pregiudiziali.
Adottando un diverso ragionamento - nel senso di ritenere cioè il requisito dei due terzi prescritto anche per le suddette deliberazioni negative -, le conseguenze sarebbero del tutto paradossali, in quanto si richiederebbe la stessa maggioranza qualificata sia per approvare provvedimenti di clemenza sia per respingerli, determinandosi un'evidente e insanabile contraddizione logica e un'incertezza assoluta sull'esito delle votazioni.
Peraltro, le suddette deliberazioni negative non precludono l'applicazione del


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principio stabilito dalla norma costituzionale. Infatti, come è noto, nel caso in cui ad un articolo sia stato presentato un unico emendamento soppressivo, il regolamento prescrive che si voti il mantenimento dell'articolo (per il quale nel caso di specie sarebbe prevista la maggioranza dei due terzi). Nel caso in cui vi siano più emendamenti, dopo la reiezione di quello soppressivo e la votazione degli altri emendamenti si darebbe comunque luogo alla votazione dell'articolo con il prescritto quorum.
Analogo ragionamento, come detto, deve farsi sulle pregiudiziali, la cui assimilazione al voto finale è stata affermata dalla Presidenza soltanto con riguardo all'effetto conseguente alla loro approvazione (equivalente alla reiezione del progetto di legge) e non certo con riguardo agli effetti conseguenti alla loro reiezione, che non possono in alcun caso ovviamente essere assimilati a quelli del voto finale e che sono volti a consentire all'Assemblea la prosecuzione dell'iter, lasciando impregiudicate le scelte di merito.
A titolo di esempio, nel caso di un emendamento interamente sostitutivo di un articolo è previsto il requisito dei due terzi; un emendamento soppressivo richiede la maggioranza semplice. Naturalmente questo vale anche per le pregiudiziali.
Se vi è accordo unanime, si procede, altrimenti no.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Anzitutto, la ringrazio per l'attenzione e per aver illustrato tutta la problematica leggendo questa nota. Lei ha interloquito rispondendo esclusivamente ai miei gesti; in realtà, avevo fatto ampi segni di dissenso quando lei, inizialmente, in modo «ellittico», aveva affermato che anche per gli emendamenti si applica il requisito dei due terzi. In quel momento ho espresso il mio totale dissenso, che confermerei; mentre in base all'ampia e articolata motivazione che lei ci ha fornito, i singoli emendamenti, ovviamente, non si possono votare con maggioranza dei due terzi. Il requisito in base al quale un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo o una proposta che aggiunge un articolo debbono essere approvati con la maggioranza dei due terzi è conforme al testo della Costituzione.
Se posso sommessamente aggiungere una considerazione, con affetto e amicizia, mi pare che in questi casi lei, signor Presidente, debba, come ha fatto, assumersi le sue responsabilità e mai citare gli Uffici (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e Alleanza Nazionale). È lei il Presidente della Camera, lei assume le decisioni o, eventualmente, le sottopone alla Giunta per il regolamento: gli Uffici non c'entrano nulla. In aula è lei l'interlocutore, e ciò a salvaguardia sua e anche degli Uffici.

PRESIDENTE. La ringrazio.
A norma dei commi 3 e 4 dell'articolo 40 del regolamento, nel concorso di più questioni pregiudiziali ha luogo un'unica discussione, nella quale potrà intervenire, oltre ad uno dei proponenti (purché appartenenti a gruppi diversi), per illustrare ciascuno degli strumenti presentati per non più di dieci minuti, un deputato per ognuno degli altri gruppi, per non più di cinque minuti. Al termine della discussione, si procederà a due distinte votazioni, rispettivamente sulla questione pregiudiziale per motivi di costituzionalità e su quelle per motivi di merito.
In caso di reiezione delle questioni pregiudiziali, passeremo, quindi, alla discussione e al voto sulla questione sospensiva presentata.
L'onorevole Gamba ha facoltà di illustrare la questione pregiudiziale n.1

PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fra i molteplici e diversificati motivi che giustificano la contrarietà del gruppo di Alleanza nazionale al provvedimento in esame, in parte già illustrati nella discussione sulle linee generali, ve ne sono


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naturalmente alcuni anche in ordine - a nostro avviso - alla violazione e al contrasto (perlomeno di alcune delle disposizioni recate dalle proposte di legge in discussione) nei confronti del dettato costituzionale. Quindi, a nostro modo di vedere, si configurano delle forme di illegittimità, dei vizi che questa Camera deve esaminare nella fase attuale: la discussione delle questioni pregiudiziali.
L'azione di Alleanza nazionale, quindi, si articola attraverso i diversi strumenti che il regolamento consente. In ordine alle violazioni del dettato costituzionale, riteniamo che almeno due elementi debbano essere tenuti in considerazione. Mi riferisco all'articolo 27 della Costituzione che, come è noto, indica i principi, le modalità e le caratteristiche che la pena deve avere nell'ordinamento italiano. Alla pena infatti viene attribuita anche una funzione di rieducazione del condannato.
Questo però, a nostro avviso, non si rinviene, di fatto, in alcune parti dell'articolato che viene proposto all'esame dell'aula; perché con la riduzione consistente della pena (in particolare per reati che ne prevedono una di dimensioni non particolarmente rilevanti) si finisce per annullare l'esistenza della pena stessa. Così avviene naturalmente in ordine al provvedimento di amnistia, per molti dei reati che vengono ricompresi nell'ambito applicativo. Con ciò di fatto escludendo qualsiasi funzione delle pene stesse, in particolare di quelle di tipo rieducativo.
Ma al di là di questo e dell'incidenza del principio - da noi più volte ricordato e sostenuto - della certezza della pena, che evidentemente grava sul merito del provvedimento, vi sono poi diverse ulteriori questioni che riguardano il sistema di applicazione sia dell'amnistia sia dell'indulto, come risulta dal combinato disposto delle esclusioni ed inclusioni di reati, derivante dall'articolato delle misure in esame. Riteniamo che le disposizioni del testo in discussione configurino una irragionevole, incongrua, comunque non giustificata predisposizione di un sistema che pur incide sul principio fondamentale di uguaglianza, previsto dall'articolo 3 della nostra Carta costituzionale. Ciò risulta assolutamente evidente soltanto se si fa riferimento, anzitutto, alla parte del testo che riguarderebbe l'amnistia, laddove vengono inclusi reati con pene che sarebbero in qualche modo superiori a quella massima edittale, che guida la comprensione dei reati nell'ambito della possibile applicazione dell'amnistia.
Ad esempio, nei commi dell'articolo 1 successivi al primo, si aggiungono dei reati (per i quali sarebbe applicabile all'amnistia) le cui vittime, guarda caso, sono i pubblici ufficiali. Consideriamo particolarmente odioso, illegittimo, e quindi in violazione dell'articolo 3 della Costituzione, che siano previsti dei reati come la violenza, la minaccia e la resistenza a pubblico ufficiale, nonché tutti gli altri reati successivamente indicati e che, viceversa, nell'ambito delle esclusioni siano previsti alcuni reati che francamente non si capisce in base a quale logica - ferma restando la nostra contrarietà generale sulla amnistia - debbano essere esclusi dal provvedimento.
Talché, addirittura, sono ricompresi, nell'ambito delle esclusioni, taluni reati la cui sanzione è comunque risibile, come quello previsto e punito dagli articoli 590 (lesioni colpose oppure in violazione di norme antinfortunistiche) o 674 del codice penale (reato di scarsissima rilevanza).
In definitiva, vi è una distribuzione e una risultanza dei sistemi di inclusione e di esclusione dei reati, compresi sia nell'applicazione dell'amnistia sia in quella dell'indulto - anche nella modulazione tra le diverse quantità di riduzione della pena prevista dagli articoli sull'indulto -, che ci sembrano assolutamente in contrasto con il principio di ragionevolezza, che è assolutamente ineludibile in generale, nell'ambito della produzione legislativa, e, in particolare, nell'ambito penale.
C'è un ulteriore aspetto che riteniamo vada a confliggere con il principio di eguaglianza: mi riferisco al fatto che, per alcune disposizioni, si inseriscono elementi notevoli di discrezionalità da parte del giudice, che finirebbero per determinare delle diseguaglianze nell'applicazione sia


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dell'amnistia sia dell'indulto (anche in ordine a valutazioni che nemmeno riguardano l'applicazione dell'aumento delle pene e della loro diminuzione), attraverso il sistema delle attenuanti e delle aggravanti. In particolare, per quanto riguarda l'amnistia, si amplia notevolmente il campo di applicazione, perché, in linea di massima, non vengono tenute in conto, nel computo della pena a cui fa riferimento, le aggravanti, mentre vengono tenute in conto le attenuanti.
Si tratta di un sistema, quindi, che ci sembra anche tecnicamente e assolutamente squilibrato e che, nel caso di approvazione del provvedimento, porterebbe di fatto ad una diseguaglianza tra situazioni che viceversa meriterebbero, come noto, il medesimo trattamento. Per questo, proponiamo all'Assemblea di non procedere all'esame del provvedimento e di approvare la questione pregiudiziale per motivi di costituzionalità (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale - Congratulazioni).

PRESIDENTE. L'onorevole Gasparri ha facoltà di illustrare la questione pregiudiziale per motivi di merito Menia n. 1, di cui è cofirmatario.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le motivazioni di ordine costituzionale espresse dall'onorevole Gamba si collegano direttamente ad ulteriori valutazioni di merito che il gruppo di Alleanza nazionale ha voluto richiamare in una ulteriore questione pregiudiziale.
C'è stata una forte pressione affinché si accelerassero i tempi per la discussione in aula di questo provvedimento. Già nel corso della seduta di ieri, il gruppo di Alleanza nazionale ha evidenziato la propria contrarietà al fatto che non si sia data precedenza ad un provvedimento che, a nostro avviso, è assai più importante e necessario - calendarizzato, per la verità, per i prossimi giorni -, sicuramente più utile per la sicurezza dei cittadini: mi riferisco al provvedimento di riordino delle carriere riguardanti l'Arma dei carabinieri, la Polizia di Stato e le altre forze dell'ordine.
Noi da tempo abbiamo chiesto la discussione ed il varo di questo provvedimento, per il quale - lo voglio ricordare - la legge finanziaria ha anche previsto degli appositi accantonamenti economici e non abbiamo ritenuto di avallare il fatto di aver anticipato a ieri l'esame di quest'altro provvedimento (certo, con un voto dell'Assemblea, del quale abbiamo preso atto, ma certamente con una forzatura politica che non abbiamo condiviso).
Abbiamo utilizzato e utilizzeremo le facoltà che il regolamento ci mette a disposizione per evidenziare la contrarietà di Alleanza nazionale all'amnistia, all'indulto e il nostro favore a provvedimenti riguardanti le forze dell'ordine, il loro status giuridico, normativo ed economico, ricordando peraltro che la coalizione di centrodestra ha svolto un'azione positiva al riguardo: due rinnovi contrattuali per le forze dell'ordine, che contengono risorse economiche ben maggiori degli esigui stanziamenti dei contratti miserevoli conclusi ai tempi dei Governi di centrosinistra; numerosi provvedimenti ordinamentali; la stessa istituzione di poliziotti e carabinieri di quartiere. Inoltre, apprezziamo l'annuncio fatto ieri dal Governo, dal ministro Pisanu in particolare, della decisione di incrementare le unità applicate sul territorio in questa funzione.
Alleanza nazionale ritiene necessario raddoppiare nei prossimi mesi il numero di poliziotti e carabinieri di quartiere, per poterlo addirittura quadruplicare nei prossimi anni; se la maggioranza sarà la stessa che oggi governa l'Italia, tale scelta potrà essere adottata e concretizzata.
L'amnistia e l'indulto vanno in una direzione assolutamente contraria a questo orientamento. Riteniamo che la certezza della pena sia uno dei capisaldi della società e riteniamo che si possa ampliare il ricorso a sanzioni di carattere non detentivo per reati minori. Questa ipotesi non ci scandalizza e la incoraggiamo. L'ho detto anche in interventi svolti nelle sedute precedenti: piccoli reati possono essere puniti in maniera più incisiva attraverso


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l'applicazione di misure che prevedano l'impiego in lavori di pubblica utilità: lavare autobus dell'azienda comunale dei trasporti o mettere a posto giardini pubblici può essere, per piccoli reati, una punizione non detentiva assai più afflittiva.
Su questo siamo apertissimi a tutte le evoluzioni del diritto penale; peraltro sanzioni di questo tipo sono state già ipotizzate in alcuni provvedimenti (penso alle proposte riguardanti i reati collegati alla tossicodipendenza e ad altre realtà).
Riteniamo, altresì che si debba produrre uno sforzo per rendere più vivibili le strutture carcerarie. La detenzione è già una sanzione: non ci può essere una sanzione ulteriore, non prevista da alcun ordinamento, consistente nella detenzione scontata in luoghi degradanti e mortificanti per i diritti della persona.
Siamo perfettamente consapevoli che il detenuto è portatore di diritti e non deve essere mortificato; tuttavia, le considerazioni sulle carenze del sistema carcerario, cari colleghi, sono state ricorrenti. Se poi - lo abbiamo ascoltato anche ieri sera, nella seduta che si è protratta fino a notte - fosse così vero che le strutture carcerarie sono tutte assolutamente invivibili, non bisognerebbe fare un'amnistia per alcuni, bisognerebbe abbattere le carceri, scarcerare immediatamente tutti! Infatti, non si capisce perché alcuni dovrebbero rimanere in carceri degradate ed altri uscire. Se fossimo a livelli di precarietà assoluta, dovremmo essere coerenti e proporre - lo dico per paradosso - la scarcerazione di tutti i detenuti. Perché quelli che restano devono andare incontro ad un destino di afflizione?
Voglio sottolineare che il Governo ha creato strutture apposite per la realizzazione di nuove strutture carcerarie. È stata appaltata la realizzazione di nuove carceri e ne sono state aperte alcune altre; il gruppo di Alleanza nazionale è favorevole ad una accelerazione della dismissione di edifici, impianti, stabili antiquati, non adeguabili alle esigenze moderne, e alla destinazione di vecchie carceri, che sono nel centro cittadino, soprattutto nelle grandi città, ad altri scopi. In questo modo, con gli incassi realizzati dallo Stato, sarebbe possibile accelerare la costruzione di nuovi edifici, che possano garantire quelle condizioni di umanità e di rispetto della persona, che sono per noi sacrosanti. Non riteniamo di qualificarci in questo dibattito come persone che auspicano una cieca repressione o una mortificazione della persona, che rappresenta una scelta mai accettabile e praticabile. Al riguardo, il nostro gruppo non si sente né sotto accusa né nella necessità di prendere lezioni da alcuno.
Ma la certezza della pena, la sanzione dei reati, riteniamo che rappresentino un'esigenza insopprimibile della società. Nel nostro gruppo parlamentare i valori di solidarietà, i valori della cultura cattolica, sono ampiamente sentiti e condivisi da tutti quanti noi. Anche gli appelli che provengono da alcuni settori sono stati già accolti dal Parlamento. Si è dibattuto in questi giorni anche sul fatto che il Parlamento sarebbe stato insensibile al richiamo che anche il Santo Padre, Giovanni Paolo II, fece in quest'aula, in una storica giornata che è impressa nelle emozioni, nei sentimenti e nei ricordi di tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di vivere questa legislatura e quel momento. Ma anche il Presidente della Camera ha ricordato nei giorni scorsi che il Parlamento non è stato insensibile a quell'elevatissimo appello. Ricordiamo che il cosiddetto indultino favorì la scarcerazione di diverse migliaia di detenuti. Pertanto, non ci sentiamo incoerenti rispetto a quell'appello, rispetto a quella giornata, rispetto a quella lapide, che ricorda quel momento che fa parte della storia della Camera dei deputati e del Parlamento repubblicano.
Ricordiamo anche che nei precetti che riguardano il mondo cattolico, del quale facciamo parte, il rispetto per gli altri e per i beni altrui è un valore sacrosanto, quanto quelli della solidarietà e della redenzione del reo. Quindi, noi siamo contrari per ragioni di merito a provvedimenti di questa natura.
Avviandomi alla conclusione, vorrei precisare che noi non abbiamo un atteggiamento


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di preclusione totale rispetto alla discussione, anche perché, se si dovesse passare più tardi al voto, credo che emergeranno contraddizioni palesi. Ieri, infatti, ma anche questa mattina in dichiarazioni giornalistiche, molti esponenti dell'opposizione si sono dichiarati contrari all'amnistia.
Peraltro, ricordo che sono richiesti quorum qualificati. Il Presidente Casini ci ha ricordato con precisione tutta una serie di parametri che dobbiamo rispettare in fase di votazione degli emendamenti e degli articoli. Ben vengano manifestate, allora, queste contraddizioni, perché c'è uno schieramento politico, un'area di centrosinistra, che promuove sit-in, lobbying e pressioni - atteggiamento legittimo e lecito, che non ci scandalizza, perché fa parte del dibattito e della democrazia - ma vogliamo vedere se quello schieramento sarà omogenea e compatta nell'aula di Montecitorio! Da quello che abbiamo sentito, non lo sarà.
Noi siamo i più coerenti e i meno ipocriti, perché abbiamo detto al paese, assumendoci questa responsabilità, «no» all'amnistia, «no» all'indulto, «sì» alla certezza della pena. Alleanza nazionale rivendica la coerenza nell'arco dell'intera legislatura e - se ci consentite - nell'arco di un lungo ed onorato percorso politico e concepisce questo dibattito anche come impegno per il futuro a privilegiare i valori della sicurezza e della legalità e la solidarietà alle Forze armate.
Per queste ragioni, invitiamo a votare a favore della nostra pregiudiziale di merito contro l'amnistia e di indulto (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale - Congratulazioni).

PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Dussin ha facoltà di illustrare la questione pregiudiziale per motivi di merito Lussana n. 2, di cui è cofirmatario.

LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, colleghi, noi abbiamo presentato una pregiudiziale di merito; illustriamo, però, quale sarà la nostra posizione anche sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata dai colleghi di Alleanza nazionale.
Ebbene, non serve perdere tanto tempo a sfogliare la nostra Costituzione per capire quale sia la nostra posizione a difesa dei principi costituzionali. Basta fermarsi al primo articolo: «La sovranità appartiene al popolo». Si tratta di un tema così importante che la Costituzione prevede addirittura una maggioranza dei due terzi degli appartenenti a questa Camera per la sua approvazione, mentre dobbiamo ricordare che per approvare una modifica della Carta costituzionale è sufficiente la maggioranza assoluta dei parlamentari. Quindi, l'argomento, costituzionalmente, è tra i più rilevanti.
Noi, su delle proposte deleterie, ci accingiamo ad esprimere un voto senza avere chiesto ai cittadini, che hanno la sovranità, cosa ne pensano. Per essere ancora più chiari, bisognerebbe chiedere ai cittadini in campagna elettorale, sulla base di programmi elettorali chiari, cosa ne pensano di queste proposte. Ciò non è stato fatto nel 2001.
Mi auguro che le questioni incidentali presentate blocchino il voto su amnistie e indulti, in modo che, tra poche settimane, quando comincerà la vera campagna elettorale, ogni partito si presenti, senza raccontare bugie, utilizzando, magari, i mass media attraverso i quali qualche milione di italiani possa capire cosa si vuol fare, magari chiedendo semplicemente questo: cari cittadini, dateci il vostro voto, perché noi, come prima priorità di governo del paese, avremo quella di svuotare le carceri dai ladri che vi assediano di notte, dai truffatori che vi rendono la vita impossibile e da chi spaccia droga fuori dalle scuole e rovina i nostri figli! Ebbene, ciò vorrebbe dire voti zero! Nessuna campagna elettorale, né della sinistra, né tantomeno all'interno della parte «confusa» della Casa delle libertà, ha il coraggio di farlo, e si continua con l'imbroglio del cittadino (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
Qui la sovranità popolare viene messa da una parte e prevalgono gli interessi del digiunatore di turno, che riemerge ogni


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volta che c'è da conquistare qualche apertura di telegiornale in prossimità delle campagne elettorali.
Poi, ci sono l'amico Pisapia e l'amico Pecorella che continuano a portare in Assemblea proposte che mettono in difficoltà anche chi è contro di esse e ci costringono a votare provvedimenti su argomenti che non abbiamo chiesto ai cittadini. Questa è la vergogna infame (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!
Devo dire anche qualcos'altro, caro Presidente della Camera. Sicuramente, all'interno del nostro programma c'era la sicurezza dei cittadini che vuol dire metterli in condizione di vivere tranquillamente e essere messi in condizione di non essere condannati, com'è successo ad un cittadino di Oderzo, comune vicino al mio, che è stato condannato a sette anni di reclusione da un giudice pazzo, perché si è difeso, a casa, sparando un colpo di pistola contro chi metteva a repentaglio l'integrità fisica dei suoi familiari. È un giudice matto, perché poi il Presidente della Repubblica è intervenuto concedendo la grazia a questo «povero» cittadino.
All'interno del nostro programma elettorale c'era la sicurezza, che significa che lo Stato garantisce la sicurezza, ma anche la sicurezza dei cittadini di non finire in galera se si difendono, quindi la legittima difesa.
Questa c'era nei programmi e la proposta è già stata approvata al Senato della Repubblica mentre alla Camera non arriva per precise scelte. Ricordo benissimo quante mezze giornate di lavoro abbiamo perso in Assemblea, finalizzate a protrarre i tempi per non arrivare a votare il provvedimento relativo alla legittima difesa, che interessa la sovranità popolare e i quattro quinti degli elettori della Casa della libertà, ma che vede anche molti parlamentari di questo schieramento confusi, che non capiscono, dato che si continuano a perdere «vagonate» di voti ogni volta che si fa campagna elettorale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
Inoltre, noi siamo a favore del fatto che il perdono venga concesso da chi ha subito il reato e non dai vari Pecorella, Pisanu o Pannella. Se qualcuno compie un reato contro me o contro qualche mio familiare devo essere io a decidere se perdonarlo e non il Pannella, il Pecorella, o il Taormina di turno! Sono convinto che sia un fatto confermato dalla volontà dei cittadini, ma si passa sopra le vittime (Commenti)... L'importante è che chi danneggia i cittadini venga scarcerato...

ALFONSO GIANNI. Sei proprio ignorante!

LUCIANO DUSSIN. Non interessano i cittadini né altro...!
Il fatto che nel nostro paese nove reati su dieci restano impuniti, vuol dire che viviamo già in un regime di amnistia permanente; non c'è quindi alcuna necessità di liberare i carcerati!
C'è anche chi riesce ad offendere la memoria del Papa, «tirandolo» ogni volta dalla sua parte, estrapolando ciò che gli interessa e raccontando molte bugie (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale).
Leggiamo quello che ha detto il Papa; è agli atti. Se qualcuno lo ha dimenticato, visiti il sito della Camera e potrà leggere ciò che ha detto. Il Papa ha semplicemente detto che, senza compromettere la sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, dove si vive spesso in condizioni di sovraffollamento. Quindi non ha parlato di amnistie, di indulti o altro.
La risposta è semplice: per garantire la sicurezza dei cittadini, chi è in galera deve restarci e perché le condizioni della loro vita in galera siano migliorate si costruiscano nuove carceri (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale)! Ed è quello che stiamo facendo noi!
Altrimenti, chi cita il Papa in maniera infame, dovrebbe ricordare cos'altro chiede il Papa perché o ha sempre ragione o ha sempre torto. Il Papa, ad esempio,


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chiedeva l'introduzione del riferimento delle radici cristiane nella Costituzione europea ma gli «amici» di Prodi se ne fregano di queste cose (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale e di deputati del gruppo di Forza Italia).
Ricordo anche che il Papa continua ad essere contro l'aborto che per lui equivale ad uno sterminino legale degli esseri concepiti e non nati (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale e di deputati del gruppo di Forza Italia). Ebbene, il Papa è tale sempre e non solo quando interessa a qualche matto della vostra parte e a qualche confuso della nostra parte (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale e di deputati del gruppo di Forza Italia).
Anche le unioni gay, i matrimoni tra uomini che si vogliono bene - tanto care alla sinistra del paese - sono un concetto mal digerito dal Papa.
Allora, smettetela di portare avanti istanze di cui non si è fatto interprete il Papa in quest'aula! Anche i telegiornali continuano a fare riferimento alle affermazioni del Papa, ma nessuno ha ascoltato le parole che ha proferito in questa sede. Dovete smetterla di imbrogliare i cittadini in ordine a tale questione, perché ne abbiamo le «scatole» piene!
Stiamo costruendo 20 nuove carceri (vi sono 60 appalti nuovi) ed è dal 1989 che non si spende così tanto per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri!
Vorrei ricordare anche un'altra questione: per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini, oggetto del nostro programma elettorale, occorre parametrarci agli altri paesi, anche riferendoci, ad esempio, a ciò che accade negli Stati Uniti d'America, in cui si registrano un milione e mezzo, due milioni di carcerati; in Italia, facendo un rapporto, dovrebbero essere almeno 400-450 mila i delinquenti nelle patrie galere, invece ve sono otto volte di meno! Quindi, in galera nel nostro paese non vi è nessuno, ma, forse, solo all'interno di quest'aula non se ne ha cognizione. Basterebbe recarsi fuori da quest'aula e chiedere ai cittadini se si sentano sicuri (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
È per tali motivi e per tanti altri (che ci vedranno impegnati nella prosecuzione della giornata) che intendiamo bloccare questa infamia (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di Alleanza Nazionale - Congratulazioni)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, intervengo a nome dell'Ulivo sulle questioni pregiudiziali di merito illustrate dai colleghi, riferendomi, in particolare, agli argomenti esposti dal collega Gasparri, il quale ha fatto riferimento a questioni innanzitutto regolamentari. Mi sembra che, in ordine a tale aspetto, non si possa insistere. Il provvedimento di amnistia e di indulto è in discussione ormai da quasi quattro anni, con fasi intense in Commissione giustizia e, in modo diverso, anche in aula. Dunque, non mi sembra che si possano lamentare accelerazioni inopportune o particolari.
Vorrei, invece, sottolineare un aspetto: gli argomenti che ho ascoltato nel corso dell'illustrazione delle diverse questioni pregiudiziali hanno molto a che fare con la campagna elettorale. Ho ascoltato slogan, molta irresponsabile demagogia, nonché propaganda elettorale condotta sulla sofferenza dei cittadini detenuti, nell'interesse di partito, invece che nell'interesse del paese!
È sufficiente leggere - mi permetterò di farlo - una parte del testo della questione pregiudiziale presentata dai colleghi della Lega, che risulta del seguente tenore: «pur avendo previsto che, rispettivamente, dallo sconto di quattro anni di reclusione per l'amnistia e dallo sconto di due anni per l'indulto, siano esclusi reati di terrorismo, reati di mafia, reati di tipo ambientale e di tipo finanziario, nonché i


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sequestri di persona a scopo di estorsione, le stragi, la devastazione e il saccheggio, il traffico di droga, tuttavia, non possono essere condonate pene quando la criminalità si espande a macchia d'olio, destando nella gente comune preoccupazione vivissima e quando scippatori, rapinatori e ladri con spregiudicatezza e temerarietà imperversano in ogni luogo, in tutte le città, in tutte le regioni, costituendo insidia quotidiana al quieto ed onesto vivere dei cittadini».
Questa è l'analisi compiuta dal gruppo della Lega, riconoscendo che si tratta di un provvedimento di indulto limitato e con serie eccezioni rispetto ai reati più gravi e che il paese è in preda al crimine, all'aumento molto preoccupante dei reati.
Devo chiedere ai colleghi della Lega - e lo dico con senso di responsabilità - dove siano stati finora, se non facciano parte di questa maggioranza di Governo e cosa ne sia stato della dissennata promessa «meno reati per tutti» fatta all'inizio di questa legislatura, cosa ne sia stato delle misure di castrazione chimica, delle taglie e delle altre baggianate promesse a fronte invece di una politica di sicurezza che è difficile per tutti, ma che segna regressi e aspetti assolutamente negativi.
Siamo convinti di voler tutelare e sostenere - come sempre abbiamo fatto - il principio della certezza della pena e del forte contrasto della criminalità, ma francamente siamo con Beccaria, vale a dire per le pene pronte, tempestive e per un diritto mite. Crediamo che tra le misure di prevenzione del crimine vi sia anche quella di una pena scontata in condizioni umane, dove non si neghi neanche ai detenuti e a chi ha commesso crimini la speranza di ritrovare fiducia nella società e di non commettere altri reati.
Questa è la nostra responsabile preoccupazione. Vorremmo politiche efficienti sui processi penali, politiche efficienti nel contrasto alla criminalità e vorremmo che la Costituzione fosse rispettata anche per i cittadini detenuti, esattamente attraverso la possibilità di non scontare la pena in condizioni da tutti giudicate incivili e disumane. Dunque, abbiamo ritenuto di presentare un provvedimento di indulto limitato e revocabile nei confronti di chi dovesse commettere nuovi reati.
Siamo invece contrari alla demagogia e all'irresponsabilità, siamo contrari all'amnistia, che è tecnicamente inutile in quanto si riferisce a reati anteriori al 2001 e dunque quasi tutti prescritti o in via di prescrizione, siamo contrari a sprecare l'occasione di una amnistia, che invece è necessaria per i reati bagattellari e per alleggerire l'enorme carico di processi pendenti. Tuttavia, vorremmo realizzare ciò insieme a riforme strutturali che rendano più efficiente la macchina della giustizia e vorremmo farlo senza illudere nessuno e senza creare ansie nel paese in modo inutile.
La destra in realtà è divisa sul provvedimento di clemenza - un provvedimento logico, moderato - e vuol nascondere la propria divisione rilanciando il bleuf dell'amnistia. Avremo modo di parlarne, ma credo che toccherà esattamente all'Ulivo e al centrosinistra realizzare le riforme che l'Italia da tempo attende.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cento. Ne ha facoltà.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, i deputati Verdi esprimeranno un voto contrario sulle questioni pregiudiziali presentate con riferimento al provvedimento sull'amnistia e sull'indulto e ciò per una ragione costituzionale e per una ragione politica.
La ragione costituzionale è che, francamente, non si comprende dove stia il fondamento di una pregiudiziale su una previsione che è addirittura scritta nero su bianco nella nostra Carta costituzionale. L'articolo 79, infatti, prevede la possibilità del ricorso ad uno strumento di clemenza, che nel nostro ordinamento assume il nome di indulto (intervento sulla pena, riduzione della pena) e di amnistia (intervento anche sui procedimenti penali in corso). Semmai la riflessione la dovremmo fare sulla costituzionalità dell'articolo 79, modificato agli inizi degli anni Novanta, nel quale si prevede un quorum di due


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terzi nelle votazioni di ogni articolo e nel voto finale.
Si tratta di una norma che addirittura alza la soglia del quorum al di sopra di quello previsto dall'articolo 138 della Carta costituzionale. Semmai questo sarebbe il dubbio di costituzionalità, ed è anche la ragione per cui i Verdi hanno sostenuto per tutta la legislatura la necessità di modificare quella norma, con le proposte presentate dall'onorevole Boato e da chi vi parla che, purtroppo, non hanno trovato il consenso necessario per essere esaminate.
La ragione politica, che peraltro avremo modo di affrontare nel corso dell'esame degli articoli, è costituita dal fatto che ci troviamo di fronte a un'emergenza carceraria, ci troviamo di fronte a un supplemento di pena che contrasta con la finalità del nostro sistema penitenziario garantita anche dalla Costituzione, laddove si afferma che la sanzione penale deve reinserire e rieducare colui che ha commesso un reato, affinché non commetta più reati una volta scontato il proprio debito con la giustizia, garantendo in tal modo anche il rispetto del principio di sicurezza dei cittadini, che è un principio altrettanto importante e intangibile del nostro ordinamento.
Si tratta dunque di un intervento indispensabile e necessario, in questo quadro di emergenza, per togliere quel supplemento di pena, che non è dichiarato e non è scritto ma sta nei fatti, e per costruire le condizioni di una riforma della giustizia che possa efficacemente intervenire in maniera strutturale sui temi che stanno a cuore a noi e che stanno a cuore agli italiani: umanità della pena, certezza della pena, che non è garantita con i milioni di procedimenti penali pendenti, e necessità di riequilibrio del nostro sistema sanzionatorio.
Queste sono le ragioni del voto contrario dei deputati verdi sulle questioni pregiudiziali in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Unione).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Buemi. Ne ha facoltà.

ENRICO BUEMI. Signor Presidente, i deputati della Rosa nel Pugno esprimeranno voto contrario sulle questioni pregiudiziali e sulla questione sospensiva presentate, ma la vera questione sospensiva non è quella posta dai colleghi di Alleanza nazionale e della Lega: la sospensione è quella del diritto dei cittadini italiani ad avere una giustizia giusta, che nello stato di sfascio della giustizia italiana non possono avere. Questa è la vera questione sospensiva.
Ed esiste anche una questione di costituzionalità, vale a dire quella della lesione dei diritti costituzionali dei cittadini davanti alla giustizia italiana: i cittadini innocenti, i cittadini colpevoli, vittime e carnefici. Chiunque oggi aspetti giustizia dal nostro paese è in una condizione di lesione dei suoi diritti.
Dunque, le questioni presentate tendono semplicemente a perpetuare uno status quo. Dobbiamo invece proporre un cambiamento, introdurre un cambiamento effettivo, e l'amnistia e l'indulto, quali atti di risposta straordinaria ed emergenziale rispetto a una crisi della giustizia ormai decennale, sono il primo passo. Certo, si tratta di risposte inadeguate e sono necessarie altre riforme strutturali, ma le questioni non si risolvono promettendo venti nuove carceri che nella migliore delle ipotesi saranno realizzate fra dieci anni e che comunque non affronteranno il problema dell'arretrato giudiziario, dei processi e della negazione di giustizia che in questi anni i cittadini italiani hanno dovuto subire.
Queste sono le vere questioni aperte, e riteniamo pertanto che si debba procedere rapidamente con un atto che costituisca un punto di partenza per introdurre nel nostro sistema modifiche che siano in grado di alleggerire il lavoro dei magistrati e di consentire che all'interno delle carceri si realizzi la finalità rieducativa della pena, come abbiamo scritto, in maniera un po' troppo affrettata, nella nostra Costituzione.

PRESIDENTE. Sono così esauriti gli interventi sulle questioni pregiudiziali.


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Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla questione pregiudiziale per motivi di costituzionalità Gamba ed altri n. 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 450
Votanti 445
Astenuti 5
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 86
Hanno votato
no 359).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulle questioni pregiudiziali per motivi di merito Menia ed altri n. 1 e Lussana ed altri n. 2.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 446
Votanti 443
Astenuti 3
Maggioranza 222
Hanno votato
sì 87
Hanno votato
no 356).

Passiamo all'esame della questione sospensiva Cirielli ed altri n. 1.
A norma del comma 3 dell'articolo 40 del regolamento, la questione sospensiva può essere illustrata per non più di dieci minuti da uno solo dei proponenti. Potrà altresì intervenire un deputato per ognuno degli altri gruppi, per non più di cinque minuti.
L'onorevole Cirielli ha facoltà di illustrare la sua questione sospensiva n. 1.

Una voce: Ex Cirielli!

PRESIDENTE. Non ex Cirielli, ma proprio lui!

EDMONDO CIRIELLI. Presidente, onorevoli colleghi, certamente parlare in una delle ultima sedute della Camera con l'appellativo di «ex» dovrebbe far preoccupare in molti, ma comunque io la prendo con filosofia e quindi cercherò di illustrare brevemente la questione, che non ha assolutamente uno scopo ostruzionistico. Tengo a precisare che noi abbiamo una posizione estremamente critica rispetto al come e al perché è stato anteposto questo punto all'ordine del giorno, ma sulla vicenda della sospensiva vorrei fare invece un discorso equilibrato, prendendo anche lo spunto da alcuni comportamenti in passato tenuti dal centrosinistra.
Innanzitutto, su una cosa tutti i gruppi, questa mattina e nei giorni scorsi, convengono e hanno convenuto: la portata di questo provvedimento è un fatto grave, importante e non superficiale, tale da poter essere affrontato senza dare un esatto significato a ciò che si fa. Noi riteniamo che sia stato un errore non aver valutato la portata e la necessità del provvedimento sulla base soprattutto di un esame specifico teso ad acquisire la quantità e la qualità dei detenuti che potranno usufruirne, nonché i processi ed i procedimenti che verranno dichiarati estinti dall'applicazione del provvedimento, e d'altro canto una cosa ci sorprende e dimostra la strumentalità del comportamento dell'opposizione. In altri provvedimenti ricordo la gazzarra, a volte anche giustificata, scatenata dall'opposizione perché il ministro competente sulla materia non era presente per relazionare sulla gravità, presunta o tale, del provvedimento che si discuteva. Oggi mi sarei aspettato, magari anche a scopo propagandistico, da parte del centrosinistra un analogo comportamento perché non è presente il ministro della giustizia.
Chiedo allora all'Assemblea di valutare la vicenda non in chiave semplicemente elettoralistica, cercando di comprendere che si tratta un provvedimento importantissimo, a prescindere dal fatto che si sia favorevoli o contrari. Peraltro, si tratta di un provvedimento, come giustamente ha rilevato il collega Dussin, largamente contrastato


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dall'opinione pubblica; ancora una volta dimostriamo che il Parlamento è lontano dal sentire comune del popolo che ci vota. Ci fa piacere andare alle elezioni chiarendo bene chi è favorevole e chi è contrario, e ci dispiace, ovviamente, non che la destra, ma la parte centrale della Casa delle libertà abbia preso una posizione per noi sbagliata e contraddittoria nei confronti del nostro programma elettorale, che puntava sulla sicurezza dei cittadini. Mettere in libertà decine di migliaia di delinquenti rappresenta certamente un attentato alla sicurezza dei cittadini; proprio per questo pretendiamo che il ministro della giustizia ed il Governo possano avere il tempo di acquisire dagli uffici tutti i dati necessari relativi a valutare la portata di ciò che stiamo facendo, perché non soltanto i gruppi, ma anche i singoli deputati sappiano realmente cosa stanno votando (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lussana. Ne ha facoltà.

CAROLINA LUSSANA. Signor Presidente, intervengo sulla questione sospensiva per invitare i colleghi a soprassedere dall'esame del provvedimento di amnistia e di indulto. Tale provvedimento, lo ricordo, è giunto all'esame dell'Assemblea dopo una serie molteplice di forzature e, soprattutto per quanto concerne l'amnistia, con una maggioranza che non c'è, come abbiamo appreso ieri ascoltando gli interventi dei colleghi durante la discussione sulle linee generali del provvedimento. Quegli interventi, svolti dai colleghi dei Democratici di sinistra e della Margherita, saranno stati magari anche timidi e un po' imbarazzati, ma comunque evidenziano un notevole disagio di queste forze politiche nel confrontarsi e nel votare un provvedimento di amnistia.
Il provvedimento di amnistia, lo sottolineo, caro onorevole Mantini, è oggi al nostro esame non tanto a seguito di un bluff posto in essere da qualcuno dei suoi sostenitori presenti nella Casa delle libertà - a tale riguardo, colgo l'occasione per invitare, ancora una volta, i colleghi di Forza Italia e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro a riflettere -, quanto a seguito di un'iniziativa dell'onorevole Buemi della componente politica de La Rosa nel Pugno e, quindi, dell'Unione.
Colleghi, è chiaro che voi oggi prendiate le distanze da quella posizione perché quella proposta dall'onorevole Buemi è un'amnistia imbarazzante per tutti. Onorevole Buemi, a cosa e a chi servirà l'amnistia che ci state proponendo? Certo, ai Radicali, a Pannella, a farvi la vostra tribuna politica sulla pelle dei detenuti! È questo quello che voi ci state propinando oggi!
Il provvedimento di amnistia in esame si riferisce ai reati commessi fino al 1o giugno del 2001. Non passeranno, tengo ad evidenziarlo, i vostri artifizi diretti a procrastinare la data: la Costituzione a questo riguardo è assolutamente chiara! Si tratta, quindi, di un'amnistia per reati commessi nel 2001, con una pena massima di quattro anni.
Faccio inoltre presente che di questo provvedimento di clemenza, così come è stato congegnato, non sappiamo chi potrà effettivamente beneficiare. Per esso non sono sufficienti le assicurazioni di quanti ci dicono: è un colpo di spugna che non andrà a colpire i cosiddetti reati di allarme sociale. Questa, a nostro avviso, è una motivazione che non sta in piedi! Se fosse veramente così, come mai allora i Democratici di sinistra hanno presentato un emendamento per escludere dall'amnistia quei reati che il nostro codice definisce come più gravi? Allora, qualcosa di veramente strano c'è in questa proposta di legge di amnistia. Si tratta di qualcosa di cui nessuno, neanche voi che siete i proponenti, riuscite a comprenderne gli sviluppi. Comprendiamo, pertanto, il vostro imbarazzo.
Abbiamo ascoltato la «grancassa» in questi ultimi anni e, in particolare, negli ultimi mesi, e le polemiche che avete fatto sulla cosiddetta ex Cirielli e, in particolare, sull'inasprimento delle pene sulla recidiva. Voi avevate detto che quella era un'amnistia


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mascherata. Ma con quale coraggio avete fatto affermazioni del genere quando proprio voi oggi, con questo provvedimento, vi schierate a favore di un colpo di spugna nei confronti dei reati al fine di liberare le scrivanie dei magistrati o dei pubblici ministeri? Onorevole Mantini, non è questo il modo di risolvere nel nostro paese il problema della giustizia penale! Se c'è un debito giudiziario invitiamo allora i magistrati a celebrare i processi.
Caro onorevole Buemi, anche qui, la sua ipocrisia: crisi della giustizia. Ma come mai non vi siete mai voluti confrontare sui provvedimenti che cercavano veramente di trovare delle possibili soluzioni alla crisi della giustizia? Tra questi, primo fra tutti, il provvedimento sull'ordinamento giudiziario, da voi ampiamente osteggiato, e che, invece, consentirà al nostro paese di avere una magistratura, forse meno politicizzata e meno impegnata nelle manifestazioni pro PACS del prossimo 14 gennaio, ma comunque più attenta alle esigenze dei cittadini che attendono giustizia.
Onorevole Mantini, anche per quanto concerne il provvedimento in tema di indulto sorgono tante preoccupazioni. È vero, c'è un lungo elenco di esclusioni oggettive al quale si è arrivati grazie anche all'apporto della Lega Nord Federazione Padana che, lo ricordo, continuerà a fare ostruzionismo e opposizione seria e forte e che ha comunque dato un proprio contributo positivo a questo dibattito.
Voi vi eravate dimenticati di escludere dallo sconto di pena i reati di mafia (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). Una dimenticanza alla quale noi abbiamo posto rimedio! Ma la svista sui «picciotti» c'era già stata (forse, la ricorda l'onorevole Bonito).
Comunque, nonostante alcune esclusioni oggettive, il provvedimento è ancora pericoloso per la sicurezza dei cittadini. Torno a dire che condoniamo la pena per due anni a usurai, a chi ha commesso estorsioni, ai violentatori, agli omicidi! Non è questo che ci chiede il paese onesto, che sta fuori da qui, a cui la Lega tiene.
Forse, qualcuno di Forza Italia e dell'UDC, che fa parte della Casa delle libertà, è sordo o ha dimenticato l'impegno che abbiamo sottoscritto con i nostri elettori. Per noi, invece, ci sono sicuramente prima i cittadini onesti; viene prima il bisogno di sicurezza, di legalità e di ordine: in questa direzione intendiamo proseguire (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega Nord Federazione Padana e di deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era previsto: la discussione di un provvedimento di amnistia alla fine della legislatura diventa una palestra per esercitazioni propagandistiche!
Ma che si disattenda il dato oggettivo mi pare, però, un po' più grave. L'onorevole Lussana è stata capace, in pochi minuti, di snocciolare una serie di affermazioni assolutamente false - non affermazioni non vere, ma proprio false - una dietro l'altra. Mi spiego, perché immagino che qualcuno ci ascolterà, ovvero leggerà i resoconti di questa seduta.
La collega ha attribuito alla Margherita e ai DS, e non a Forza Italia, la volontà di concedere l'amnistia. Noi siamo contrari all'amnistia. Onorevole Lussana, lei è stata molto distratta in questi giorni, molto distratta: l'esclusione dall'indulto dei reati più gravi (di mafia ed anche di omicidio) l'abbiamo proposta noi. Onorevole Lussana, non si è guardata neanche gli emendamenti! Controlli, studi, legga (Commenti dei deputati della Lega Nord Federazione Padana)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di fare silenzio!

ANNA FINOCCHIARO. ... deduca (Commenti dei deputati della Lega Nord Federazione Padana)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!


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ANNA FINOCCHIARO. Un altro elemento di contraddizione (Commenti del deputato Lussana)...

PRESIDENTE. Onorevole Lussana, scopra le sue doti di femminilità e di cortesia, non quelle di aggressività...!

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, l'onorevole Lussana è stata poco attenta in questi giorni; è soltanto distratta. La conosciamo e sappiamo che è una parlamentare che segue sempre con attenzione i lavori della Commissione. Stavolta, si è fatta prendere un po' la mano dalla propaganda e non è andato a controllare le carte con la consueta attenzione e diligenza.
Mi pare anche abbastanza contraddittorio che venga da questi banchi - che sono quelli che hanno votato la prescrizione abbreviata della Cirielli - una reprimenda nei nostri confronti. Ma tant'è! Se ne sono sentite tante oggi, anche dai banchi di Alleanza nazionale!
Francamente, ciò che mi interessa è tentare di recuperare, almeno per quel poco di spazio che ci riguarda, un minimo di serietà alla discussione: la serietà e la responsabilità che questa discussione imporrebbe e che, invece, mi pare vengano troppo spesso travolte, nel clima del dibattito di questi giorni, da altri intenti, da altre finalità, da altre strumentalità.
Noi non ci opponiamo affatto alla prosecuzione della discussione, in Parlamento, sulle questioni dell'amnistia e dell'indulto. La nostra posizione è chiara: riteniamo l'amnistia, così come proposta, assolutamente miserrima quanto agli effetti, perché siamo obbligati, come sappiamo, purtroppo, a tenere conto soltanto dei reati che sono stati commessi entro il 1o giugno 2001.
Peraltro, con una decisione che - lo ripeto ancora una volta - non avvertiamo limpida, rigorosa e responsabile, si comprometterebbe la possibilità, da qui ad un anno, di avere un'amnistia che dispieghi davvero i suoi effetti e che venga accompagnata da misure minime, quelle che questo Governo e questa maggioranza non hanno mai adottato, per restituire un minimo di ragionevole durata al processo ed una migliore funzionalità agli uffici giudiziari.
L'indulto, invece, lo vogliamo. Se davvero prendessimo sul serio la drammatica condizione di sovraffollamento e di mortificazione della dignità della vita dei detenuti nelle carceri, allora non ci dovrebbe essere neanche discussione né, tanto meno, ricatto (e mi rivolgo ai colleghi di Forza Italia). Diamo l'indulto, subito, oggi stesso! Facciamo in modo che si sollevi da quella condizione drammatica chi ha già scontato la pena, sotto la condizione, prevista per beneficiare dell'indulto, che, se si commette un ulteriore reato, si perde il diritto all'indulto e si torna in carcere. Facciamolo subito! In ogni caso, non saranno certamente i Democratici di sinistra ad impedire che si svolga, in questa Assemblea, una discussione libera sui due temi. Andremo a votare e vedremo chi raggiungerà il quorum. Questo non ci importa. L'importante è che si recuperi, in questa discussione, serenità, serietà, rigore e responsabilità (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Intini. Ne ha facoltà.

UGO INTINI. Signor Presidente, concedendo l'amnistia e l'indulto si compirebbe, oggi, un atto di buonsenso e di umanità e si riconoscerebbe solennemente che le carceri sono la vergogna dell'Italia e che la nostra giustizia, troppo spesso, per il suo funzionamento non è il medico ma la malattia. Purtroppo, un muro fatto di responsabilità meno gravi e più gravi ostacola l'amnistia. I Democratici di sinistra, con la decisione di partito per l'astensione, si sono assunti una responsabilità e hanno compiuto un errore, per almeno tre motivi. Innanzitutto, non ci si astiene su una questione morale e di coscienza. Inoltre, il voto è segreto non per caso e deve restare segreto; l'astensione, invece, lo rende palese perché, per una assurda prassi, in


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questa Assemblea ci si può pronunciare segretamente a favore o contro ma non per l'astensione. Infine, non si impartisce una linea di partito su un problema di coscienza e spero che i deputati del gruppo dei Democratici di sinistra votino secondo coscienza.
Mi permetta, onorevole Fassino: l'amnistia non è un possibile pericolo. No, il possibile pericolo è costituito dai 9 milioni di processi inevasi che soffocano la giustizia e che l'amnistia sfoltisce, eliminando i procedimenti minori. Il pericolo per la sicurezza, in questo paese, è la paralisi della giustizia, un pericolo che l'amnistia cancella.
Le responsabilità maggiori, naturalmente, se le assumono Alleanza nazionale e la Lega nord, che vogliono fare propaganda usando questo dibattito e tentano di impedire il voto con l'ostruzionismo. Il loro ostruzionismo, che vedremo tra poco, è uno spot elettorale assolutamente spregiudicato. Lo spot di Alleanza nazionale, sostanzialmente, è il seguente: non ci vogliamo occupare di liberare i ladri ma di pagare i carabinieri. Infatti, prima chiedono l'approvazione delle norme sulla retribuzione delle Forze dell'ordine.
Lo spot della Lega, invece, è il seguente (Applausi ironici dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana): non ci vogliamo occupare...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, per cortesia...

UGO INTINI. Bravi! Il vostro ostruzionismo, certamente, vi procurerà qualche percentuale di voto in più, ma sarà un'offesa per l'intelligenza degli italiani. Lo spot della Lega è questo (Applausi ironici dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)... Volete sentire il vostro spot?

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego...

UGO INTINI. Il vostro spot è questo: non ci vogliamo occupare di liberare i ladri, ma di consentire ai cittadini di sparare ai ladri. Infatti, prima chiedete che si approvino le nuove norme sulla legittima difesa.
Noi diciamo «sì» all'aumento delle retribuzioni delle Forze dell'ordine, come è naturale, ma diciamo «no» al far west proposto dalla Lega Nord (Applausi ironici dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). Soprattutto, diciamo «no» a questa destra che cavalca con cinismo le paure degli italiani e che divide anche la maggioranza di Governo. Non dimentichiamolo: mentre voi gridate e applaudite, mentre Alleanza nazionale e la Lega nord praticano l'ostruzionismo, Forza Italia è assolutamente d'accordo sul provvedimento di amnistia.
Oggi scriviamo una brutta pagina in questo Parlamento, ma non inutile. Una cosa è chiara e deve esserlo a tutti: forse non sarà approvata l'amnistia, oggi; certamente, se il centrosinistra vincerà, sarà approvata subito dopo le elezioni. Questo avverrà perché nel centrosinistra nessuno fa le barricate contro l'amnistia - le fanno la Lega Nord (Applausi ironici dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana) e Alleanza nazionale - e perché la maggioranza dei deputati del centrosinistra è certamente a favore dell'amnistia.
Questo è l'impegno della Rosa nel Pugno; anche per questo, per una giustizia più umana e liberale, andremo a chiedere il voto degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-La Rosa nel Pugno)!

ALDO CENNAMO. Signor Presidente, lei era al telefono e non ha sentito gli insulti dei colleghi della Lega Nord (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.

GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare il voto contrario del gruppo di Rifondazione comunista sulla questione sospensiva e per formulare alcune osservazioni in relazione sia alle questioni di incostituzionalità che, seppure superate,


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credo debbano ricevere una risposta anche in questa sede. Da più parti, a proposito delle questioni di incostituzionalità e delle questioni pregiudiziali, si è parlato di un principio costituzionale di certezza della pena. Allora, chiedo a chiunque di voi, a chiunque sia intervenuto in questa Assemblea contro la amnistia e l'indulto, dove sia presente nella Costituzione questo principio. L'unica norma della Costituzione che si riferisce alla pena è contenuta nell'articolo 27, che recita testualmente: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».
Oggi solo un provvedimento di amnistia e di indulto può far sì che questo articolo della Costituzione - che è così chiaro e limpido da non poter creare dubbie interpretazioni - possa essere concretamente applicato.
L'argomento della certezza della pena, anzi, in più occasioni è stato ritenuto dalla Corte costituzionale ininfluente in relazione all'articolo 27; ad esempio, nel momento in cui ha ritenuto costituzionalmente legittima la legge Gozzini, che ha creato un sistema di gradualità del reinserimento sociale e, addirittura, di sospensione e cancellazione della pena in presenza di un comportamento di reinserimento sociale. Ma penso anche alla decisione di ritenere costituzionalmente legittimo il cosiddetto indultino, una norma ben precisa di sospensione - seppur, chiaramente, in presenza di determinati requisiti - dell'esecuzione della pena.
In secondo luogo, riteniamo urgente che si discuta e finalmente si voti e si decida; sarà poi il Parlamento sovrano a decidere sul provvedimento di amnistia e di indulto. Ciò, anche perché sappiamo che in questa fine di legislatura, così come purtroppo è accaduto negli anni scorsi, nulla può esser ancora fatto di positivo rispetto alle questioni delle carceri e della sanzione penale, nonché rispetto al problema, per noi fondamentale, di rendere la nostra giustizia penale più celere, più efficiente, più garantista e più garantita.
Per tali motivi, non solo voteremo a favore, successivamente, di un provvedimento di clemenza, ma in questo momento riteniamo assolutamente inopportuna - proprio per dare dignità al Parlamento ed alla discussione parlamentare che vi è stata in questi giorni - la questione sospensiva. Per questo il nostro voto sarà contrario (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla questione sospensiva Cirielli ed altri n. 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 432
Votanti 427
Astenuti 5
Maggioranza 214
Hanno votato
sì 83
Hanno votato
no 344).

Prendo atto che gli onorevoli Finocchiaro e Zanella non sono riusciti a votare e che avrebbero voluto esprimere voto contrario.

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