Allegato A
Seduta n. 729 del 12/1/2006


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(A.C. 458 ed abb. - Sezione 2)

QUESTIONE PREGIUDIZIALE PER MOTIVI DI MERITO

La Camera,
premesso che:
l'iter parlamentare del testo unificato delle proposte di legge in esame ha subito un'improvvisa ed imprevista accelerazione nell'ultimo mese che, considerata la pausa dei lavori per il periodo natalizio, ha impedito un adeguato esame da parte della Commissione di merito, anche attraverso l'auspicabile conseguimento di un'intesa tra tutte le forze politiche, come invece avrebbero richiesto questioni così delicate come quelle in esame;


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i tempi insolitamente ristretti con i quali si tenta ora di giungere all'introduzione di misure di clemenza non permettono, inoltre, di accertare li numero dei soggetti beneficiari e l'ampiezza complessiva dell'applicazione del provvedimento, aumentando così sensibilmente l'allarme sociale generato nei cittadini dall'iniziativa;
l'atto in esame contravviene al fondamentale principio della certezza della pena, destando forte preoccupazione nell'opinione pubblica, cui un simile provvedimento appare suscettibile di mettere a repentaglio la propria libertà e la propria sicurezza;
l'eventuale approvazione del provvedimento, inoltre, minerebbe il basilare principio della inderogabilità della pena, che, una volta minacciata dall'ordinamento, deve essere applicata nel caso di violazione della norma;
la concessione dell'amnistia e dell'indulto prevista dal testo unificato delle proposte di legge in esame avverrebbe sulla scia di un'onda emotiva che condiziona inopportunamente l'attività del Parlamento, organo sul quale ricade la responsabilità politica di un simile provvedimento;
le misure previste dal provvedimento in esame comunque non risolvono in modo reale il lamentato problema del sovraffollamento delle carceri, che, invece, deve essere affrontato con interventi seri e duraturi nell'ambito di un idoneo piano di edilizia carceraria teso, da un lato, alla riqualificazione ed all'ammodernamento degli istituti esistenti, e, dall'altro, alla realizzazione di nuove strutture, che già da tempo costituiscono oggetto dell'azione del Governo;
i precedenti provvedimenti generalizzati di clemenza, a differenza di quanto ora si prevederebbe, sono sempre stati adottati in occasione di importanti eventi, come ad esempio, nel 1990, in seguito all'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale,

delibera

di non procedere nell'esame del testo unificato.
n. 1. Menia, Cirielli, Gasparri, Gamba, Anedda, Ascierto, Alberto Giorgetti.

La Camera,
premesso che:
la Lega Nord Federazione Padana ha sempre espresso, anche in sede parlamentare, netta contrarietà alla concessione di provvedimenti di clemenza, specialmente quando non siano minimamente risolutivi dei problemi legati al sovraffollamento carcerario;
in passato il Parlamento ha optato per la adozione di provvedimenti di clemenza al fine di far fronte a situazioni eccezionali, quali la immediata ed improrogabile necessità di far decollare il difficile meccanismo correlato all'attuazione del nuovo codice di procedura penale del 1989 e di assicurare una certa equità di trattamento a coloro che erano stati condannati con il vecchio rito, rispetto a coloro che avevano beneficiato del nuovo processo penale ed in particolare della possibilità di utilizzare i riti alternativi che consentivano consistenti sconti di pena;
il provvedimento in esame, a differenza di quello del 1990, non è giustificato da nessuna riforma in materia penale o processuale;
per sollecitare l'adozione di questo provvedimento di condono si è arrivati ad evidenziare la situazione di attesa che si è creata all'interno delle carceri, anche a seguito delle prese di posizione assunte dal mondo politico, che dà luogo a timori e minacce di agitazioni e disordini;
la Lega Nord non ritiene convincenti e comunque decisivi tali ultimi argomenti dal momento che l'amnistia e


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l'indulto non serviranno ad eliminare o ridurre le difficoltà che oggi affliggono le carceri del Paese;
pur avendo previsto che, rispettivamente, dallo sconto di quattro anni di reclusione per l'amnistia, e dallo sconto di due anni per l'indulto, siano esclusi reati di terrorismo, reati di mafia, reati di tipo ambientale e di tipo finanziario, nonché i sequestri di persona a scopo di estorsione, le stragi, la devastazione e il saccheggio, il traffico di droga, tuttavia, non possono essere condonate pene quando la criminalità si espande a macchia d'olio, destando nella gente comune preoccupazione vivissima e quando scippatori, rapinatori e ladri con spregiudicatezza e temerarietà imperversano in ogni luogo, in tutte le città, in tutte le regioni, costituendo insidia quotidiana al quieto ed onesto vivere dei cittadini;
in una situazione di degrado e di delinquenza tanto elevata e crescente, che desta forte preoccupazione nella società civile, non possono essere poste in libertà per atto di clemenza le persone che sono finite in cella nonostante il garantismo cui si ispirano le nostre leggi;
non possono, non debbono essere elargiti provvedimenti di clemenza proprio quando si impone un atteggiamento di fermezza da parte dello Stato per garantire ordine pubblico e giustizia, quando si rende necessario intensificare l'attacco alla criminalità organizzata, quando debbono essere combattuti in modo efficace i crimini più efferati che sensibilmente scuotono l'opinione pubblica e colpiscono i cittadini innocenti che ne subiscono le gravi e deplorevoli conseguenze, quando Governo, Parlamento e partiti sono impegnati nella lotta contro il crimine e la malavita, e non solo contro la supercriminalità, ma anche contro la recrudescenza della criminalità comune, nella quale la supercriminalità attinge e arruola complici e gregari al suo servizio;
la Lega Nord ritiene responsabilmente di non poter condividere tale scelta ed il relativo proponimento perché teme che i criminali, che tali rimangono anche dopo «l'indulgere», rimessi in libertà, possano riprendere a delinquere ingrossando ulteriormente le fila delle varie associazioni malavitose che con spregiudicatezza ed anche con crudeltà operano nell'intero territorio nazionale;
il provvedimento in esame evidenzia in modo preoccupante il venir meno della certezza della pena, attenuando ulteriormente il valore del dettato legislativo, senza dare alcun contributo positivo allo sviluppo di un'azione efficace ed equilibrata del Parlamento che sia contemporaneamente contro il delitto e a favore della rieducazione del condannato;
la Lega Nord non può consentire che l'amnistia e l'indulto, così come enucleati nel testo in esame, possano essere concessi in un momento politicamente e socialmente inopportuno, mentre dovrebbero essere rigorosamente fondati sull'avveramento di eventi ed esigenze di comprovata eccezionalità e comunque di sussistente necessità che la Lega Nord, al contrario, non ritene ricorrano in questo momento e che comunque possono essere risolte con altri strumenti, come la realizzazione di carceri civili, o comunque con altri interventi strutturali;
la Lega Nord, pur comprendendo molte delle ragioni umanitarie che consigliano di adottare questo provvedimento, ritiene che il suo esame sia, oltretutto, inopportuno in quanto l'Assemblea della Camera non ha ancora adottato alcuna decisione sulla modifica costituzionale in materia di amnistia e di indulto,

delibera

di non procedere nell'esame del testo unificato.
n. 2. Lussana, Gibelli, Dario Galli, Caparini, Guido Giuseppe Rossi, Ballaman, Didonè, Guido Dussin, Ercole, Rizzi, Parolo, Luciano Dussin, Fontanini, Giancarlo Giorgetti, Francesca Martini, Pagliarini, Polledri, Rodeghiero, Sergio Rossi, Stucchi, Vascon.