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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5464 sezione 3).
Qual è il parere del Governo?
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il contenuto di alcuni ordini del giorno fa riferimento a ciò che è stato detto più volte da diversi deputati intervenuti in aula (mi riferisco, ad esempio, alla questione della nomina). Quindi, nell'esprimere il parere risponderò anche in merito ad alcune osservazioni che sono state formulate.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/5464/1, mentre non accetta gli ordini del giorno Rugghia n. 9/5464/2, Nieddu n. 9/5464/3 e Raffaldini n. 9/5464/4. A proposito di quest'ultimo, vorrei svolgere alcune considerazioni sul tema delle nomine. Ricordo che la «legge Prodi» si riferisce all'anno 1979; da allora, nessun ministro dell'industria (così si chiamava prima, oggi si chiama ministro delle attività produttive) ha mai redatto un regolamento per definire quali devono essere le caratteristiche di un commissario straordinario. Noi abbiamo cercato di seguire alcuni criteri, alcuni principi, che riguardano la necessità che tutte le leggi sulla gestione straordinaria si riferiscano ad una primaria volontà di continuità aziendale, per mantenere i livelli produttivi e occupazionali del nostro paese. In base a questo, laddove siamo riusciti ad individuare imprenditori-manager, li abbiamo utilizzati, e questo è il criterio che si è seguito anche per questo tipo di nomina.
Richiamo l'esempio - citato anche da alcuni di voi - di Enrico Bondi, commissario Parmalat, che è un manager, e di altre persone, come ad esempio, nel caso Cirio, Mario Resca, manager-imprenditore, coadiuvato da commercialista e avvocato.
Questi sono stati i criteri che noi abbiamo sempre seguito. È evidente che non si può aprire in un'aula parlamentare un dibattito sulle qualità personali e sulle esperienze di un commissario; penso che siano altri gli strumenti parlamentari a disposizione (quindi, non durante il dibattito e il voto di un provvedimento che ritengo utile per superare gli stati di crisi di alcune aziende), che possono sollecitare risposte del ministero, del ministro, del sottosegretario delegato.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Cazzaro n. 9/5464/5, a condizione che la parte iniziale del dispositivo sia riformulata nel seguente modo: «impegna il Governo a valutare la possibilità di adottare le opportune iniziative (...)».
Anche con riferimento all'ordine del giorno Agostini n. 9/5464/6 propongo una riformulazione della parte iniziale del secondo capoverso del dispositivo, sostituendo le parole da «superare» a «fallimentare» con le seguenti: «ad adottare opportune iniziative volte a prevedere procedure
extragiudiziarie, che siano in grado di operare in modo efficiente e che siano applicabili non più solo alle grandi imprese (...)». Con questa riformulazione, il Governo accetta l'ordine del giorno.
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Gambini n. 9/5464/7, mentre accetta l'ordine del giorno Lulli n. 9/5464/8, purché la parte iniziale del primo capoverso del dispositivo sia riformulata nel seguente modo: «impegna il Governo a valutare la possibilità di adottare opportune iniziative volte ad integrare (...)».
Il Governo accetta l'ordine giorno Molinari n. 9/5464/9, mentre accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Pasetto n. 9/5464/10.
Quanto all'ordine del giorno Ruggieri n. 9/5464/11, propongo di riformulare nel modo seguente la parte iniziale del dispositivo: «impegna il Governo a valutare la possibilità di riesaminare (...)».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Stradiotto n. 9/5464/12 purché riformulato nel senso di sostituire, nel dispositivo, le parole da «trasporto aereo» fino alla fine del dispositivo stesso, con le seguenti: «del trasporto aereo, a valutare la possibilità di assicurare che a tale personale siano garantiti i più ampi strumenti di assistenza».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Lumia n. 9/5464/13, purché riformulato, nel senso di considerare la parte dispositiva del seguente tenore: «impegna il Governo a sostenere l'iniziativa del commissario straordinario affinché operi nella direzione di non interrompere le attività dell'azienda ed a sostenere la continuità produttiva della Parmalat, mantenendo i livelli occupazionali e garantendo agli operatori agricoli e alle aziende dell'indotto le adeguate certezze economiche».
PRESIDENTE. Prendo atto che presentatori dell'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/5464/3, accettato dal Governo, non insistono per la votazione.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno Rugghia n. 9/5464/2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rugghia. Ne ha facoltà.
ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, il decreto relativo alla Parmalat prevede che l'ammissione alla disciplina prevista dalla legge sulla ristrutturazione delle aziende in stato di insolvenza venga determinata attraverso un procedimento di competenza del ministro delle attività produttive. Tra l'altro, prevede anche che sia lo stesso ministro a procedere successivamente alla nomina del commissario straordinario.
Tale previsione viene ora confermata dalla conversione in legge del decreto varato appositamente per la compagnia aerea Volare Web; ciò costituisce uno dei punti del provvedimento governativo che noi consideriamo più critici. Anzitutto, vorrei ricordare, infatti, che, con la previsione di affidare al Ministero delle attività produttive l'avvio della procedura per le aziende in stato di insolvenza e anche - e soprattutto - la nomina del commissario straordinario, la normativa rischia di essere impugnata in sede europea. Così già avvenne con la prima legge Prodi che, infatti, per tale motivo, fu trasformata, poi, nella cosiddetta legge Prodi-bis.
Riteniamo, poi, che, attraverso la ristrutturazione delle aziende in stato di crisi e di insolvenza prevista da questo provvedimento, i diritti dei creditori e dei lavoratori - quei diritti che determinano tanti danni per le aziende del comparto entrato in crisi a seguito delle difficoltà delle grandi imprese - debbano essere garantiti in modo inequivocabile, senza alcuna discrezionalità. Quindi, proponiamo che venga affidata alla terzietà del giudice la competenza per l'attivazione di tutte le procedure previste dalla legge e proponiamo, altresì, che, soprattutto, venga affidata al giudice la possibilità di procedere alla nomina del commissario straordinario.
È evidente che in un mercato libero deve essere garantito un intervento terzo - quale quello del giudice - in situazioni così complesse, a garanzie di tutti i soggetti coinvolti in questo tipo di vicende; altrimenti, vi è il rischio di scelte clientelari, il rischio che il potere politico possa assumere atteggiamenti discrezionali.
A tale proposito la risposta fornita dal sottosegretario alle osservazioni fatte dal collega Agostini e da altri deputati è assolutamente deludente; riteniamo che non si possa procedere a nomine di commissari straordinari di aziende in crisi - così come è stato fatto per la compagnia Volare Web - senza garantire criteri di competenza, cui devono rispondere le persone nominate a questo importante incarico, e senza procedure trasparenti.
Per tale motivo, attraverso l'ordine del giorno, chiediamo al Governo di modificare la normativa prevista; è dunque soprattutto per tale aspetto critico, contenuto nella disposizione in esame, che assumiamo una posizione molto dura nei riguardi del provvedimento. Riteniamo che quando si debbano comporre interessi così diversi e garantire un futuro ai lavoratori di aziende entrate in crisi, si debba altresì scongiurare qualsiasi tentativo clientelare e qualsiasi tentativo di prevaricazione del potere politico (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rugghia n. 9/5464/2, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 403
Maggioranza 202
Hanno votato sì 190
Hanno votato no 213).
Chiedo all'onorevole Nieddu se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/3.
GONARIO NIEDDU. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, vorrei ricordare che questa mattina abbiamo espresso, attraverso le proposte emendative presentate e gli interventi dei colleghi, le nostre preoccupazioni e perplessità in ordine al provvedimento in esame; del resto, anche lo stesso relatore, onorevole Gastaldi, ne ha ammesso i limiti con molta chiarezza.
Vorrei rilevare che gli ordini del giorno che abbiamo presentato costituiscono uno strumento ulteriore quanto meno per impegnare il Governo a migliorare il provvedimento in esame.
Per quanto concerne l'ordine del giorno di cui sono firmatario, che il sottosegretario Valducci, in nome e per conto del Governo, non ha accettato, ritengo che, per assicurare una più rapida ed efficace definizione dei procedimenti giurisdizionali in materia di crisi di impresa, la trattazione dei procedimenti previsti dalla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza e delle relative controversie richieda che i giudici abbiano competenze specifiche in tale materia.
Occorre, inoltre, che giudici con tali competenze siano assegnati, in via esclusiva, a specifiche sezioni specializzate nella trattazione dei procedimenti previsti dalla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, in modo da garantire adeguati criteri di rotazione e al fine di evitare la dispersione delle competenze professionali acquisite; occorre altresì prevedere adeguati strumenti di formazione e di aggiornamento professionale dei magistrati che compongono tali sezioni specializzate.
Dopo tali considerazioni, chiediamo al Governo - e chiedo al sottosegretario di rivedere il proprio parere - di istituire presso i tribunali delle città sedi di corte d'appello, nonché presso i tribunali individuati in relazione all'estensione del territorio di competenza, del volume del contenzioso in essere e del numero delle imprese iscritte presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura del circondariato, sezioni specializzate nella trattazione di procedimenti previsti
dalla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.
In secondo luogo, il mio ordine del giorno impegna il Governo ad integrare tali sezioni specializzate con esperti in materia di amministrazione straordinaria, nominati dal Consiglio superiore della magistratura o, per sua delega, da presidenti di corte di appello, in considerazione dell'esigenza di evitare conflitti di interessi, iscritti in albi speciali presso le corti di appello medesime.
Si chiede al Governo, inoltre, di istituire parimenti, presso le corti di appello e la Corte di cassazione, sezioni specializzate nella trattazione dei procedimenti nelle medesime materie, senza peraltro oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, né incrementi di dotazioni organiche. Si impegna il Governo, infine, ad attribuire alle sezioni specializzate competenza territoriale estesa all'ambito dell'intero distretto o circondario.
Ribadisco che il mio ordine del giorno non comporta alcun onere aggiuntivo per lo Stato, né tanto meno incrementi di dotazioni organiche, e pertanto non comprendo le ragioni per le quali il sottosegretario di Stato non lo abbia accettato. Pur non volendo aprire una trattativa con il senatore Valducci, come lei chiedeva, signor Presidente, lo invito tuttavia a rivedere il parere espresso sul mio ordine del giorno n. 9/5464/3 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Nieddu n. 9/5464/3, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 392
Maggioranza 197
Hanno votato sì 185
Hanno votato no 207).
Prendo atto che l'onorevole Buontempo non è riuscito a votare.
Chiedo all'onorevole Raffaldini se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/4.
FRANCO RAFFALDINI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, con il mio ordine del giorno intendo riprendere alcuni temi che sono stati oggetto di discussione anche in occasione dell'esame del precedente provvedimento in tale materia, e desidero altresì illustrarne sinteticamente il contenuto anche in base al parere espresso dal sottosegretario di Stato.
Il commissario straordinario, nell'ambito della disciplina vigente in materia di amministrazione straordinaria, come previsto dall'articolo 3 del decreto-legge n. 347 del 2003, che svolge anche le funzioni attribuite al commissario giudiziale dal decreto legislativo n. 270 del 1999 nella fase preliminare del procedimento, è pubblico ufficiale e ha la gestione dell'impresa.
Inoltre, il medesimo decreto legislativo n. 270 del 1999 ha previsto, con regolamento del Ministero delle attività produttive, di concerto con quello della giustizia, specifici requisiti di professionalità e onorabilità dei commissari straordinari. Non è vero, pertanto, che non ci sono dei criteri.
Se poi si considera quanto previsto dalla disciplina speciale di ammissione immediata all'amministrazione controllata, di cui al decreto-legge n. 347 del 2003, il decreto di nomina del commissario straordinario è adottato dal ministro delle attività produttive (mentre, in precedenza, era adottato dal tribunale).
Il commissario straordinario nominato dal ministro per la gestione della crisi dell'impresa Volare non sembra possedere i requisiti prescritti di professionalità, ed
anche relativamente a ciò che lei ha affermato, signor sottosegretario, ossia che voi avete adottato come criterio guida, come «faro», il mantenimento della continuità produttiva dell'azienda, la persona scelta non appare essere un «campione» che ha esaltato le attività produttive delle aziende nelle quali ha operato.
Proponiamo pertanto nel nostro ordine del giorno, che alla nomina del commissario straordinario provveda l'autorità giudiziaria e che il Governo emani disposizioni specifiche per assicurare che il commissario straordinario sia scelto in base a specifici requisiti di onorabilità, professionalità ed esperienza, oltre a riconosciuti requisiti di indipendenza, tra soggetti, persone fisiche o persone giuridiche, iscritti in un istituendo albo speciale dei professionisti delle crisi di impresa, tenuto dal Ministero di grazia e giustizia e suddiviso in distinte sezioni in relazione all'entità dell'indebitamento e dei livelli occupazionali dell'impresa, nonché in relazione all'eventuale ricorso della stessa al mercato del capitale di rischio o all'emissione di strumenti finanziari diffusi tra il pubblico.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Raffaldini n. 9/5464/4, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato sì 184
Hanno votato no 205).
Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Cazzaro n. 9/5464/5, se accettino la riformulazione proposta dal Governo.
BRUNO CAZZARO. Signor Presidente, quest'ordine del giorno riprende una questione che avevamo posto in un emendamento giudicato inammissibile. Esso tratta il problema dell'impresa e della filiera, del possibile sostegno da offrire, creando agevolazioni sull'IVA. Tali aziende sono infatti costrette, per fornire servizi, ad emettere fatture, recuperando l'IVA con molto ritardo, con relativi problemi di liquidità.
Spero che quest'ordine del giorno possa essere accolto. Nella confusione che si è creata in precedenza, non ho colto la proposta di riformulazione. Chiedo se sia possibile ripeterla.
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. La proposta di riformulazione è la seguente: nel dispositivo si tratta di aggiungere, all'inizio, dopo le parole «impegna il Governo» le parole «a valutare la possibilità di». In ogni caso, si condivide nel merito la questione, pur ponendosi un problema di copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Cazzaro, accetta, dunque, tale riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/5?
BRUNO CAZZARO. Sì, signor Presidente, e non insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Agostini se accetti la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/6 proposta dal Governo.
MAURO AGOSTINI. Signor Presidente, signor sottosegretario, siccome le sue affermazioni sono state un po' vaghe, vorrei comprendere meglio la riformulazione proposta.
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, la riformulazione proposta è la seguente: nel dispositivo dell'ordine del giorno Agostini n. 9/5464/6, il primo capoverso
rimane inalterato; il secondo capoverso, invece, dovrebbe essere riformulato nel senso di impegnare il Governo ad adottare opportune iniziative volte a prevedere procedure extragiudiziarie, sostituendo così le parole da «superare» fino a «fallimentare» e lasciando immutata la restante parte.
MAURO AGOSTINI. Signor Presidente, non sono d'accordo con la riformulazione proposta dal Governo e la stessa mi stupisce. Infatti, lo spirito del mio ordine del giorno è esattamente quello che, in maniera ineccepibile, ha richiamato prima il collega Rugghia, ossia la necessità di una riforma organica del diritto fallimentare, questione di cui si discute da anni e su cui ci sono anche diverse proposte di legge, prima fra tutte quella dei Democratici di sinistra.
Le procedure extragiudiziarie, naturalmente, possono e devono essere contemplate all'interno della riforma del diritto fallimentare. Non vi è nesso tra questo e l'amministrazione straordinaria che, invece, per definizione, è una procedura di carattere amministrativo.
Colgo, però, l'occasione per svolgere ancora una piccola valutazione rispetto all'altro tema che ho sollevato. Signor sottosegretario, francamente non capisco quale debba essere la sede per discutere di questi temi, se non il Parlamento: mi riferisco alla nomina fatta dal ministro delle attività produttive. Se la sede giusta non è il Parlamento, mi chiedo quale possa essere: il circolo del golf, il circolo delle bocce, non so!
La questione che solleviamo non è riferita a requisiti formali. Signor sottosegretario, lei sa meglio di me che esiste un provvedimento del Governo, adottato in data 24 dicembre 2003, che definisce proprio i requisiti di professionalità del commissario straordinario nelle procedure di amministrazione straordinaria. Ma non sto discutendo di ciò. Noi chiediamo se i fatti di cui ho portato a conoscenza l'Assemblea siano superati o se sussistano ancora, ossia se la KPMG sia tornata sopra alle sue valutazioni sul bilancio, con la relativa certificazione ed il parere, e se le condizioni si siano modificate. In secondo luogo, chiediamo se la società in questione sia uscita dalla black list; infatti, questi elenchi non valgono per sempre. Secondo le mie informazioni, essa è inserita ancora nella black list e sarebbe interessante sapere, in questa sede, se le condizioni in questione si siano modificate o meno.
La valutazione, quindi, non riguarda le capacità, sulle quali non posso minimamente discutere non conoscendo il soggetto, bensì si tratta di una valutazione di opportunità, al fine di sapere se i fatti di cui ho portato a conoscenza l'Assemblea sono ancora esistenti. È una valutazione di opportunità importante, in considerazione del fatto - come ho già detto nel mio intervento - che ruoli di tale rilievo hanno bisogno di una indiscussa professionalità e anche di un certo prestigio, in modo che tutti i soggetti coinvolti in queste vicende (e sono tanti: dai lavoratori ai creditori, agli azionisti, agli stakeholders, come si dice in queste circostanze) possano trovarsi in una condizione di totale tranquillità e totale fiducia.
Mi sembra importante che queste risposte siano fornite prima che il decreto-legge venga approvato dalla Camera, perché è importante sapere su cosa si sta votando.
Insisto, pertanto, per la votazione del mio ordine del giorno n. 9/5464/6.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Agostini n. 9/5464/6, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 188
Hanno votato no 210).
Prendo atto che gli onorevoli Buontempo e Romoli non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Parodi non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Chiedo all'onorevole Gambini se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/7, non accettato dal Governo.
SERGIO GAMBINI. No, signor Presidente, e insisto per la votazione di questo ordine del giorno e per la sua approvazione. Esso ritorna sulla questione che più volte abbiamo affrontato nel corso della discussione di questa mattina, vale a dire sulla titolarità della procedura di amministrazione straordinaria e sulle scelte che, nel corso di questa procedura, vengono operate per ciò che riguarda il soggetto che viene chiamato a gestire l'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.
Credo che non sia inutile tornare a quanto è avvenuto nel corso degli anni - o meglio dei decenni - passati in merito alle procedure di amministrazione straordinaria. La procedura che venne varata attraverso la «legge Prodi» fu impugnata presso la Comunità europea per le caratteristiche che essa aveva di collocare in capo all'organo discrezionale amministrativo la scelta di aprire questa procedura e di nominare gli amministratori straordinari.
A seguito del parere espresso da parte dell'Unione europea, l'Italia fu costretta a rivedere questo meccanismo e, con la «Prodi-bis», fu costretta a ricollocare in mano alla magistratura (organo terzo che garantisce l'insieme degli interessi che sono in campo, sia quelli dei creditori, sia quelli dei lavoratori, sia quello dell'impresa di tutelare il patrimonio produttivo) la scelta di valutare se aprire o meno la procedura straordinaria e la nomina dell'amministratore o degli amministratori straordinari, qualora siano più di uno.
Si tratta di una codecisione perché il magistrato decide sulla base delle proposte avanzate da parte del Ministero, ma egli ha la possibilità, essendo lui il depositario della firma del decreto di nomina, di non accedere alle scelte che vengono indicate da parte del Ministero. Questo è l'aspetto delicato che vi sottoponiamo.
Innanzitutto, ci vuole un organo terzo che decide se vi siano i requisiti per poter aprire una speranza di ristrutturazione dell'impresa. Soltanto un organo terzo può decidere se gli interessi dei creditori debbano soccombere rispetto all'interesse prioritario di salvare e ristrutturare l'impresa. Non può essere il Ministero. Questo provvedimento verrà impugnato nuovamente presso l'Unione europea. Inoltre, la scelta dell'amministratore straordinario deve essere affidata a questa forma di codecisione (Ministero-magistrato).
L'esempio sottolineato dagli interventi che si sono susseguiti nel corso della nostra discussione dovrebbe preoccupare prima di tutti voi della maggioranza, voi che rappresentate il Governo di questo paese. Riteniamo che nel caso di Volare sia stata compiuta una scelta sbagliata. Voi, organo discrezionale, avete affidato nelle mani sbagliate le sorti di quell'impresa, di quel patrimonio produttivo e di quei lavoratori.
Per questo motivo deve essere approvato questo ordine del giorno, che riporta nelle mani proprie della magistratura, organo terzo, l'avvio della procedura e anche, con il meccanismo della codecisione, la scelta dell'amministratore straordinario.
Nel momento in cui abbassate il livello rispetto a quello che era stato scelto con la vicenda Parmalat, aprite la possibilità che l'azione discrezionale del Governo si eserciti su un ventaglio più ampio e, quindi, aprite la possibilità che l'impugnativa venga fatta in sede di Comunità europea. Se non riportate nella mani della magistratura l'avvio di questa procedura, mettete a rischio la stessa procedura Parmalat (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Gambini n. 9/5464/7, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato sì 185
Hanno votato no 208).
Prendo atto che gli onorevoli Giuseppe Gianni e Romoli non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Onorevole Lulli, accetta la riformulazione proposta dal Governo del suo ordine del giorno n. 9/5464/8 ?
ANDREA LULLI. Sì, Presidente, accolgo la riformulazione proposta dal Governo - anche se in tal modo si passa da un impegno ad un auspicio - e non insisto per la votazione. Vorrei però cogliere questa occasione per invitare il Governo e tutta l'Assemblea a riflettere sulla necessità di procedere alla riforma degli ammortizzatori sociali. Non è possibile che in questo paese la gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori siano privi di copertura sul piano degli ammortizzatori sociali. La nostra struttura produttiva è in gran parte formata da piccole aziende, che spesso sono coinvolte in reti con imprese anche di maggiori dimensioni. Nelle situazioni di crisi e di difficoltà si verificano quindi condizioni di disparità di trattamento dei diritti, e ciò credo non sia più ammissibile, anche perché per questa via si mettono numerose aziende contoterziste in condizione di non poter risolvere i problemi che scaturiscono da tali crisi.
Non volendo fare il puntiglioso e non volendo pretendere un impegno assoluto da parte del Governo, accolgo comunque la riformulazione proposta, ma al tempo stesso invito caldamente il Governo a valutare davvero la possibilità di adottare non strumenti temporanei, come si è fatto in alcune situazioni (penso al caso dei distretti industriali, e certamente ben vengano anche queste misure, piuttosto che niente), bensì una normativa che affronti e che risolva finalmente un problema molto delicato, che purtroppo nei prossimi tempi rischierà di avere proporzioni ancora più rilevanti.
Nell'accogliere pertanto la riformulazione proposta, invito caldamente il Governo a non «valutare» semplicemente, bensì ad effettuare ogni sforzo per andare in questa direzione. Dunque non insisto per la votazione del mio ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno Molinari n. 9/5464/9 è stato accettato dal Governo. Passiamo dunque al successivo...
MARIO LETTIERI. Chiedo di parlare, in qualità di cofirmatario dell'ordine del giorno Molinari n. 9/5464/9.
PRESIDENTE. Onorevole Lettieri, l'ordine del giorno è stato accettato. Comunque, prego.
MARIO LETTIERI. Prendo atto dell'accettazione da parte del Governo, ma voglio cogliere lo stesso questa occasione per invitare il sottosegretario...
PRESIDENTE. Onorevole Lettieri, dato che l'ordine del giorno in questione è stato accettato dal Governo, lei sta dunque chiedendo di metterlo in votazione?
MARIO LETTIERI. No, Presidente, ma vorrei comunque esprimere qualche breve considerazione. Vorrei infatti sottolineare la gravità della situazione, che si registra per quanto riguarda gli stabilimenti Parmalat interessati dalla produzione dei prodotti da forno: non soltanto gli stabilimenti di Atella e di Nusco, ma anche quelli del nord (Bovolone ed altri). Tali stabilimenti rischiano infatti di pagare pesantemente gli effetti negativi del più grande crack del secolo, quello della Parmalat. Il Governo è stato più volte sollecitato
ad intervenire presso il commissario Bondi - dato che altri ordini del giorno in materia sono stati accettati dal Governo -, ma fino ad ora l'azione dello stesso non è stata incisiva. Infatti il piano di risanamento del commissario Bondi - al quale non ho difficoltà a dare atto di un'azione valida per quanto riguarda la ristrutturazione dell'azienda di Collecchio - mi pare comporti anche la dismissione di questi stabilimenti dove si producono prodotti da forno, che pure sono validi.
Occorre dunque vigilare, affinché chi acquisirà tali stabilimenti abbia solidità economica e si impegni a mantenere comunque i livelli occupazionali.
Altrimenti, per esempio, in una realtà come quella lucana, nello stabilimento di Atella ben 163 lavoratori sarebbero a rischio, con pregiudizio per l'economia della regione e, soprattutto, per la tranquillità delle loro famiglie.
Il sottosegretario, purtroppo, non me ne voglia, non se ne può disinteressare. Non si interessa il ministro Marzano; si interessi a ciò almeno lei, onorevole sottosegretario, perché il giorno 18 scade l'avviso del commissario Bondi per valutare quali aziende sono interessate ad acquisire gli stabilimenti dei prodotti da forno. Allora, il Governo si impegni, convochi il commissario Bondi, i sindacati, discuta, si preoccupi di come salvaguardare questo pezzo importante del sistema produttivo italiano, altrimenti pagheranno sempre i lavoratori, cosa che è diventata davvero intollerabile.
L'ordine del giorno in questione ribadisce tale richiesta di impegno del Governo in questa direzione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ho dato all'onorevole Lettieri la possibilità di intervenire, però mi pongo un problema: se si interviene per dichiarazione di voto su un ordine del giorno in merito al quale non vi è richiesta di voto, che dichiarazione di voto è?
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, poiché lei oggi ha fatto una puntualizzazione sulle procedure, che possono e, secondo me, devono valere sempre, ritengo opportuno svolgere alcune considerazioni.
Proprio in base a quanto affermato dalla Presidenza, è prevista una fase (che ha una certa flessibilità) nel corso della quale si consente su un ordine del giorno non tanto, come lei ha precisato, una sorta di contrattazione per aggiungere o togliere qualcosa, quanto una dichiarazione di voto. Deve essere evidente che, a prescindere dal parere del Governo, quindi anche quando un ordine del giorno sia accettato dallo stesso, è sempre possibile chiedere che venga votato. Inoltre, per analogia, ogni volta che viene ritirato un emendamento, è sempre possibile che chi lo ritira intervenga per cinque minuti per spiegarne i motivi.
In questo caso, l'ordine del giorno è accettato e, quindi, a maggior ragione, colui che lo ha presentato può esprimere la sua opinione e chiedere che venga posto ai voti. La Presidenza della Camera non sa se si voterà o meno; è il presentatore che, nello svolgere la sua dichiarazione, esprime la sua volontà. Infatti, il collega Lettieri avrebbe potuto tranquillamente chiedere che il suo ordine del giorno, accettato dal Governo, fosse posto in votazione, ma non l'ha fatto; io, al posto suo, avrei chiesto la votazione proprio per rafforzare la volontà della Camera con un voto favorevole, atteso che il Governo sulla questione di Atella ha espresso un giudizio positivo.
Mi pare evidente che questa debba essere la prassi che, proprio grazie alla sua interpretazione, si deve instaurare.
PRESIDENTE. Ognuno resta delle sue opinioni, onorevole Boccia.
Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Pasetto n. 9/5464/10 se insistano per la votazione.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, questo ordine del giorno è stato accolto
dal Governo come raccomandazione e mi chiedo i motivi del suo orientamento, anche perché è in atto un dibattito, in particolare con il viceministro Tassone, che si è dimostrato, su tali temi, molto sensibile e attento alle sollecitazioni pervenute al Governo da tutti i gruppi dell'opposizione, attraverso risoluzioni che sono in fase di discussione presso la Commissione di merito. Riteniamo che su questo punto il Governo debba dare un segnale in ordine ai tempi che vuole adottare rispetto ai provvedimenti che sono stati annunciati.
Riteniamo che alcuni motivi delle crisi succedutesi in Italia nel settore aereo, che rientrano sicuramente in un problema di carattere internazionale relativo ai fatti dell'11 settembre e ad alcune contingenze, risiedano anche nelle condizioni del sistema nazionale. Abbiamo riepilogato tali condizioni nel nostro ordine del giorno, impegnando il Governo ad affermare la propria disponibilità ad intervenire con una certa rapidità rispetto alle tematiche in questione.
Dunque, l'accoglimento come raccomandazione del presente ordine del giorno non ci soddisfa. Chiediamo quindi al Governo di modificare il proprio parere, altrimenti insisteremo per la votazione dell'ordine del giorno in esame.
In particolare, sottolineo la necessità di giungere alla predisposizione del piano aeroportuale nazionale, che già con un provvedimento approvato dal Parlamento si è dato mandato al Governo di elaborare in tempi brevi. Chiediamo che questi tempi siano rispettati, perché di proroghe di termini su numerose materie, anche per quanto riguarda il comparto del trasporto aereo, il Parlamento ne ha già esaminate.
I poteri sanzionatori dell'ENAC costituiscono una questione sollecitata da tutti, in particolare dal presidente dell'ENAC stessa, Vito Riggio, che ha evidenziato la necessità di modificare, all'interno delle concessioni in atto, l'assetto normativo. Tuttavia, da questo punto di vista, occorre un impegno del Governo perché ciò avvenga in tempi brevi.
Quindi, invito il rappresentante del Governo a riconsiderare il parere espresso sul presente ordine del giorno, altrimenti insisteremo per la votazione dello stesso.
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Vorrei ricordare al collega Rosato che l'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno in esame è dovuto solo ad una ragione di rispetto istituzionale, essendo i punti contemplati nel dispositivo non di competenza del ministero del quale esercito la delega.
Propongo comunque una riformulazione dell'ordine del giorno in esame nel senso di sostituire, all'inizio del dispositivo, la parola: «ad» con le seguenti: «a valutare la possibilità di». Altrimenti, facendo parte del Ministero delle attività produttive e non del Ministero dei trasporti, non potrei assumere altri impegni.
PRESIDENTE. Onorevole Rosato, accetta la riformulazione proposta dal Governo?
ETTORE ROSATO. Comprendo la difficoltà, dunque accetto la riformulazione. Comunque, ritengo vi siano autorevoli esponenti della maggioranza che potrebbero sostituirsi, data la loro competenza, al viceministro Tassone in questa materia; quindi un accoglimento diverso sarebbe stato a mio avviso auspicabile e anche possibile in questa fase.
PRESIDENTE. Onorevole Ruggieri, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/11?
ORLANDO RUGGIERI. Signor Presidente, il mio ordine del giorno è motivato da una preoccupazione che non si riferisce solo alla grande impresa in crisi.
Spesso, infatti, la notevole attenzione dei media e del Governo si focalizza solo sulla crisi della grande impresa; ma tale crisi ne determina una assai più diffusa che impoverisce i territori, vale a dire quella dell'indotto delle grandi realtà industriali.
Abbiamo affrontato tale questione nelle nostre proposte emendative, soffermandoci in particolare sulla crisi della compagnia Volare e del suo indotto. Mi riferisco a compagnie e ad agenzie di imprese che operano nei settori connessi all'attività di volo. Ad esempio, nei grandi aeroscali l'attività di handling aeroportuale impegna moltissimi lavoratori che possiedono una buona professionalità.
Alcune società aeroportuali sono state colpite in maniera particolarmente grave dalla crisi della compagnia Volare. Peraltro, sono state colpite non solo le imprese, ma anche l'utenza. Pertanto, esprimo soddisfazione perché il Governo intende impegnarsi concretamente ad estendere il campo di applicazione delle norme di tutela sociale, attualmente rivolto verso le grandi imprese, includendo quelle società di dimensioni più piccole dell'Alitalia - tanto per fare un esempio - che esplicano attività di assistenza a servizi aeroportuali, di catering aereo, e comunque attività strettamente correlate alla filiera del trasporto in ogetto. I lavoratori di queste piccole società operanti nell'indotto dell'attività aeroportuale, infatti, non comprenderebbero la diversità di trattamento loro riservata rispetto ai lavoratori della nostra compagnia di bandiera.
Pertanto, accetto la riformulazione del mio ordine del giorno n. 9/5464/11 (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo ai presentatori dell'ordine del giorno Stradiotto n. 9/5464/12 se accettino la riformulazione proposta dal Governo.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, il mio ordine del giorno n. 9/5464/12 impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative di propria competenza per tutelare i livelli di occupazione delle società che svolgono un servizio di handling presso la compagnie soggette alla crisi del settore aereo.
Come ho già avuto modo di spiegare in occasione dell'esame del mio emendamento 1.3, sono moltissime in tutta Italia le aziende di handling che hanno subìto gravi ripercussioni economiche ed occupazionali in seguito alla crisi della compagnia Volare. Pertanto, è importante che il Governo abbia accolto il mio ordine del giorno perché significa riconoscere l'esistenza del problema.
Quindi, dichiaro di accettare la riformulazione proposta dal sottosegretario e, di conseguenza, invito il Governo ad attivarsi subito per risolvere un problema che riguarda tutti gli aeroporti italiani, ma in modo particolare quello di Venezia, dove è stata già attivata la procedura di mobilità per 139 lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine del giorno Stradiotto n. 9/5464/12. Mi ero già iscritto presso gli uffici...
PRESIDENTE. Onorevole Martella, parli pure, visto che ormai...
ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, molto sinteticamente vorrei sottolineare, come firmatario dell'ordine del giorno in esame, l'importanza del tema che lo stesso affronta nonché chiedere al Governo di dare effettivamente seguito a tale ordine del giorno al fine di tutelare quei livelli di occupazione e la continuità del rapporto di lavoro del personale dipendente delle società che svolgono servizi di handling. Quindi, invito il Governo a profondere ogni sforzo e a portare avanti tutte le iniziative perché possa essere assicurata al personale l'assistenza più adeguata ed efficace.
Come è stato ricordato, questo problema riguarda l'intero settore del trasporto aereo, ma in particolare vi è una situazione assai grave e complessa nell'aeroporto di Venezia, causata anche dalla
gestione degli ultimi anni. È molto grave che i lavoratori dei settori handling e catering siano esclusi dai benefici concessi grazie agli ammortizzatori sociali. Con l'ordine del giorno in oggetto chiediamo, sempre che il Governo dia allo stesso concreta applicazione, che siano salvaguardati i diritti acquisiti dai lavoratori e le relative professionalità, punti fondamentali per garantire i servizi all'utenza.
CESARE CAMPA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CESARE CAMPA. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Stradiotto n. 9/5464/12, così come riformulato. Pertanto, non solo concordo con tale riformulazione, ma lo sottoscrivo perché è opportuno dare una risposta certa ai lavoratori dell'indotto aeroportuale, che altrimenti verrebbero esclusi dai benefici che spettano al comparto aeroportuale.
Si tratta di un settore assai importante; in particolare, mi riferisco alla situazione dell'aeroporto di Venezia, verso cui non è stata prestata la dovuta attenzione. Occorre invece rivolgere una grande attenzione nei confronti di questi lavoratori, che non possono essere lasciati in balia di un mercato da regolamentare.
PRESIDENTE. Sta bene.
Onorevole Lumia, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/5464/13?
GIUSEPPE LUMIA. Signor Presidente, accetto la riformulazione proposta e non insisto per la votazione, in quanto viene mantenuta la sostanza dell'ordine del giorno, volto a garantire alla ristrutturazione dello stabilimento Emmegi Parmalat la continuità produttiva e la continuità occupazionale.
PRESIDENTE. È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Dovremmo ora passare alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per agevolare la Presidenza. Lei mi insegna che, una volta iniziate le dichiarazioni di voto finale, non è possibile sospendere la seduta prima della votazione finale, perché quest'ultima deve seguire immediatamente le dichiarazioni di voto. Dal momento che queste richiederanno certamente più di un'ora di tempo, oltrepasseremmo le 13,30, vale a dire l'ora per la quale è stato convocato il Parlamento in seduta comune.
Poiché si tratta di una questione che non riguarda soltanto i lavori della Camera, ritengo sommessamente che non si possano iniziare le dichiarazioni di voto finale. L'orario di convocazione del Parlamento in seduta comune, infatti, non riguarda soltanto la Camera dei deputati, ma anche il Senato, e, trattandosi di una seduta comune non può essere modificato.
Le chiedo pertanto, signor Presidente, di valutare quanto ho detto, perché potrebbero sorgere problemi in ordine sia ai rapporti con il Senato sia alla validità della seduta comune: a mio avviso, se questa non iniziasse alle 13,30 non sarebbe valida.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Boccia. Dal momento che vi sono diversi deputati che hanno chiesto di intervenire per dichiarazione di voto, rinvio il seguito del dibattito al termine della riunione del Parlamento in seduta comune.
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