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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-
legge 27 gennaio 2004, n. 16, recante disposizioni urgenti concernenti i settori dell'agricoltura e della pesca.
Ricordo che nella seduta di ieri si sono svolti gli interventi sul complesso delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge ed all'articolo unico del disegno di legge di conversione.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 4), nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 5).
Ricordo che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 6).
Ricordo altresì che sono state presentate proposte emendative all'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 7).
Avverto che prima dell'inizio della seduta è stato ritirato l'articolo aggiuntivo Franci 3.01.
Avverto altresì che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 2).
Avverto infine che la Presidenza non ritiene ammissibile (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 1), ai sensi dell'articolo 96-bis, comma 7, e dell'articolo 86, comma 1, del regolamento, in quanto non strettamente attinente al contenuto del decreto-legge, il seguente emendamento già dichiarato inammissibile in Commissione: Marcora Dis.1.21, relativo all'affidamento di beni agli enti parco.
Non sono altresì ammissibili i seguenti emendamenti: Vascon 1.01, relativo ad interventi di emergenza a favore del ripristino delle strutture produttive delle imprese agricole ed agroalimentari lombarde colpite da calamità naturali; Vascon 1.017, relativo ad interventi urgenti a favore del ripristino delle strutture produttive delle imprese agricole ed agroalimentari operanti nelle zone della regione Friuli-Venezia Giulia colpite da calamità naturali; Vascon 1.02, relativo ad interventi a sostegno di imprese agricole colpite da emergenze fitosanitarie; Vascon 1.03, relativo ad interventi a sostegno di imprese agricole operanti nelle aree colpite da infezioni di Sharka ed Erwinia Amiylovora; Vascon 1.04, relativo ad interventi per il ripristino delle normali condizioni economiche delle aziende colpite dall'epidemia di influenza aviaria; Vascon 1.05 e 1.06, relativi ad interventi a sostegno delle imprese agricole operanti nei piccoli comuni montani; Vascon 2.70, 2.71, 2.72, 2.73, 2.52, 2.53, 2.54, 2.50, 2.55, 2.56, 2.57, 2.58, 2.63, 2.64 e Vendola 2.66, relativi a diversi aspetti della disciplina delle quote latte, con riferimento alla revoca, alle riassegnazioni e all'acquisto delle stesse, alla contabilità degli acquirenti e dei produttori; Marcora 2.51 e La Grua 2.5, relativi alla cessione delle quote latte nelle regioni Sardegna e Sicilia; Franci 3.50, relativo alle modalità di attivazione degli interventi previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 72, in relazione all'arresto temporaneo dell'attività di pesca a strascico e volante; Franci 3.050, relativo all'istituzione di un fondo per l'attuazione della riforma della politica comune della pesca nel Mediterraneo.
La Presidenza dichiara, altresì, inammissibili: l'articolo aggiuntivo Franci 3.051, relativo alla previsione di un piano di promozione della qualità e per la diffusione degli strumenti di valorizzazione dei prodotti ittici; l'emendamento Bersani 5.10, nonché l'emendamento Marcora 5.22, limitatamente al comma 3, volti a modificare la disciplina a regime del fondo di garanzia dei crediti concessi alle piccole e medie imprese, istituito dalla legge 23 dicembre 1996 n. 662; gli articoli aggiuntivi Grillo 5.050 e 5.051, relativi alla non applicabilità della legge n. 287 del 1990 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato) alle cooperative agricole; gli articoli aggiuntivi Grillo 5.052 e Masini 5.053, volti a prevedere la procedura d'intesa con il ministro delle politiche agricole
e forestali oltre che per l'esecuzione del piano di ristrutturazione anche per l'eventuale cessione di beni, aziende o rami d'azienda delle grandi imprese operanti nel settore agricolo in stato di insolvenza, modificando a tal fine l'articolo 7 del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39; gli emendamenti Vascon Dis. 1.10, 1.11, 1.12 e 1.13, volti a modificare l'articolo 1 della legge 6 febbraio 2004, n. 36, che definisce la natura giuridica e i compiti istituzionali del Corpo forestale dello Stato; gli emendamenti Vascon Dis 1.14, 1.15, 1.16 e 1.17, volti a modificare l'articolo 2 della legge 6 febbraio 2004, n. 36, che disciplina le funzioni del Corpo forestale dello Stato.
GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Presidente della XIII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Presidente della XIII Commissione. Signor Presidente, poiché la Commissione bilancio è ancora al lavoro per l'espressione del prescritto parere, di conseguenza il Comitato dei nove non si è ancora potuto riunire per l'esame di tale parere. Chiederei, pertanto, la sospensione della seduta per almeno mezz'ora o tre quarti d'ora.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole de Ghislanzoni Cardoli.
Non essendovi obiezioni, sospendo, dunque la seduta, che riprenderà alle 16.
La seduta, sospesa alle 15,10, è ripresa alle 16,05.
PRESIDENTE. Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 4644 sezione 3).
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sulle proposte emendative presentate.
FILIPPO MISURACA, Relatore. Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 1 del decreto-legge, la Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Vascon 1.1 e 1.2, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Vascon 1.3, 1.4, 1.5, 1.6 e 1.7, che peraltro risulterebbero assorbiti dall'approvazione dell'emendamento Vascon 1.2. Invita altresì il presentatore a ritirare gli articoli aggiuntivi Vascon 1.012, 1.011 e 1.013.
Per quanto riguarda l'articolo 2, la Commissione esprime un orientamento favorevole sul contenuto dell'emendamento Rava 2.1, in relazione al quale la Commissione intende presentare un'ulteriore proposta emendativa; invita il presentatore a ritirare gli emendamenti Vascon 2.65, 2.3, 2.59, 2.60, 2.61, 2.62, 2.74 e 2.75, altrimenti il parere è contrario, ed esprime parere favorevole sull'emendamento Preda 2.2, a condizione che venga soppresso il comma 2-quinquies. Invita altresì il presentatore a ritirare gli emendamenti Vascon 2.76 e 2.4, del quale chiede di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno, altrimenti il parere è contrario.
Per quanto riguarda l'articolo 3, la Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Vascon 3.51, 3.52 e 3.53, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Franci 3.2.
Relativamente alle proposte emendative presentate all'articolo 3-bis, se ne propone l'accantonamento, perché è stato espresso un parere contrario da parte della Commissione bilancio.
Per quanto riguarda l'articolo 4, la Commissione invita i presentatori a ritirare, altrimenti il parere è contrario, gli emendamenti Bersani 4.8 e 4.21, Rava 4.20 e 4.22, ed esprime parere contrario sugli emendamenti Bersani 4.25, 4.24 e 4.23. Con riferimento all'emendamento Rava 4.28, la Commissione si riserva di presentare una ulteriore proposta emendativa.
La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Bersani 4.26 e Rava 4.27, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Rava 4.29.
La Commissione formula altresì un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Rava 4.30 - in ordine al quale la Commissione si riserva di presentare una proposta modificativa -, esprime parere contrario sugli emendamenti Raffaldini 4.11 e 4.35 e Rava 4.34, mentre il parere è favorevole sull'emendamento Rava 4.33, a condizione che, in fine, siano soppresse le parole: «della stessa procedura». L'approvazione di quest'ultimo emendamento determinerebbe l'assorbimento degli emendamenti Rava 4.32 e Marcora 4.18. Inoltre, il parere è contrario sugli emendamenti Rava 4.15 e 4.31, nonché sull'articolo aggiuntivo Marcora 4.01.
Con riferimento all'emendamento Marcora 5.22, la Commissione propone che sia accantonato.
La Commissione esprime parere contrario sugli identici emendamenti Bersani 5.3 e Marcora 5.26, sull'emendamento Raffaldini 5.7, sugli identici emendamenti Bersani 5.4 e Marcora 5.23 e sugli identici emendamenti Bersani 5.5 e Marcora 5.25, nonché sugli emendamenti Raffaldini 5.8, Bersani 5.6 e 5.53, Marcora 5.29, sugli identici emendamenti Bersani 5.12 e Marcora 5.30 e sugli identici emendamenti Bersani 5.13 e Marcora 5.31, sugli emendamenti Bersani 5.33, Marcora 5.50, Rava 5.51, Raffaldini 5.17, Bersani 5.15, Raffaldini 5.20 e 5.52, nonché sugli articoli aggiuntivi Bersani 5.03 e 5.02, Raffaldini 5.05 e 5.054 e Rava 5.055.
Per quanto concerne gli emendamenti riferiti all'articolo unico del disegno di legge di conversione, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Borrelli Dis.1.1 mentre, con riferimento all'emendamento Vascon Dis.1.6, si riserva di presentare una ulteriore proposta emendativa.
Infine, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Vascon Dis.1.2, Dis.1.18, Dis.1.3, Dis.1.19, Dis.1.20, Dis.1.4 - relativo ad un aspetto in ordine al quale sarà presentato un emendamento da parte del Governo -, Dis.1.5, Dis.1.22, Dis.1.7, Dis.1.8 e Dis.1.9.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIOVANNI ALEMANNO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Avverto che il Governo ha appena presentato l'emendamento Dis. 1.50.
Prendo atto che il relatore lo accetta.
LINO RAVA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LINO RAVA. Signor Presidente, la Commissione bilancio poco fa si è espressa sul decreto-legge al nostro esame stralciando alcune parti, che riteniamo estremamente importanti, introdotte a seguito del lavoro svolto in seno alla Commissione.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Rava, per essere precisi: la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, non ha stralciato parti dal provvedimento d'urgenza.
LINO RAVA. Sì, Presidente, ha espresso parere contrario su alcune disposizioni del provvedimento. Noi siamo perfettamente consapevoli dell'importanza del decreto-legge in esame per le imprese agricole e per quelle di autotrasporto coinvolte nella vicenda Parmalat; siamo però altrettanto consapevoli della necessità che questo provvedimento esca da questa aula nel miglior modo possibile e, quindi, il testo deve essere il più completo possibile.
Il lavoro svolto in Commissione, sulle cui proposte emendative la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, si inquadra in un contesto più ampio, che abbiamo avuto modo di evidenziare già nel corso della discussione sulle linee generali. Mi riferisco alla mancanza di risorse disponibili in questa fase. Ora, se affrontiamo un decreto-legge di questa rilevanza senza destinare fondi per sospendere sia il versamento dei contributi previdenziali sia il versamento dell'IVA e per allargare la platea
dei beneficiari, finiremo per non finalizzare alcuna risorsa e, conseguentemente, sarà difficile svolgere un lavoro concreto.
Sulla base dell'attuale situazione, la mia proposta è quella di fermarci un attimo a riflettere, visto e considerato che anche il ministro Alemanno è disponibile ad affrontare il tema dell'allargamento della platea al fine di tenere in considerazione, oltre alle imprese agricole in generale anche le imprese di servizio e di logistica. Pertanto, sarebbe opportuno in questa fase approfondire i temi e vedere dove si possano reperire le risorse, per poi proseguire serenamente con l'esame del decreto-legge. In questo modo renderemo questo provvedimento veramente in grado di rispondere alle esigenze delle imprese; altrimenti, si rischia di approvare un testo che sarà semplicemente «tappabuchi», sicuramente meglio di niente, ma non certo in grado di fornire quelle risposte che le imprese agricole e le altre legate al crack della Parmalat in questo momento si attendono. Ritengo opportuno, quindi, che su questo aspetto si svolga un'ulteriore riflessione.
PRESIDENTE. Vorrei acquisire l'orientamento del relatore su questo argomento.
FILIPPO MISURACA, Relatore. Signor Presidente, sarei dell'avviso di andare avanti, anche perché in seno al Comitato dei nove è prevalsa questa linea; quando sorgeranno dei problemi, li affronteremo.
GIOVANNI ALEMANNO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI ALEMANNO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Signor Presidente, gli emendamenti sui quali sono sorti dei problemi a seguito dei pareri contrari espressi dalla Commissione bilancio sono stati in parte accantonati o sono in fase di riformulazione. Pertanto, ritengo che si possa procedere con l'esame del provvedimento e sospendere i lavori solo nell'eventualità in cui non si riesca a giungere ad una formulazione valida degli emendamenti, tenuto conto che i contenuti degli stessi sono condivisi sia dalla maggioranza sia dal Governo. Conseguentemente, ritengo che si possa giungere, strada facendo, ad una positiva soluzione del problema.
LUCA MARCORA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCA MARCORA. Signor Presidente, nonostante ci si trovi di fronte ad un problema così grave e ad una crisi di notevoli dimensioni che attanaglia la Parmalat, il Governo, con questo provvedimento, stanzia solo un milione 327 mila euro. Ha ragione quindi l'onorevole Rava a sostenere che, visti i pareri contrari espressi dalla Commissione bilancio, vengono a cadere gli aiuti in ordine alla riscossione sia dei contributi sia dell'IVA (in pratica, la sospensione, rispettivamente per dodici e per tre mesi, di questi due tributi), così come vengono a cadere il rifinanziamento per il trasferimento alle regioni del Corpo forestale dello Stato e le norme previste, in termini di IVA e di contributi, per gli autotrasportatori.
Dunque, sostanzialmente si vanno ad utilizzare risorse già appartenenti agli agricoltori - quelle del Fondo interbancario di garanzia credito speciale - destinandole alla copertura dei crediti, nonché il fondo della cosiddetta legge Bersani per quanto riguarda gli autotrasportatori.
Ritengo si tratti di un modo sbrigativo e semplicistico di affrontare il caso Parmalat. Il ministro si riserva di riformulare nel corso della discussione le disposizioni che la Commissione bilancio ha ritenuto non conformi all'articolo 81 della Costituzione; tuttavia credo lo si sarebbe dovuto fare precedentemente. Non si può giungere all'esame dell'Assemblea, dopo avere svolto un lavoro proficuo in Commissione, e vedere queste disposizioni bocciate dalla Commissione bilancio, con la riserva di riformularle successivamente.
Ciò andava fatto prima: il Governo doveva sapere chiaramente che per affrontare una situazione di questo genere non può bastare uno stanziamento di 1 milione 327 mila euro, in quanto si tratta di una somma palesemente inadeguata.
Nel prosieguo della discussione ribadiremo le proposte emendative sulle quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario: al riguardo, riteniamo insufficiente e tardiva l'apertura del ministro.
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, non intendo ripetere le argomentazioni svolte dai colleghi Rava e Marcora, ma è evidente che, per poter esprimere un giudizio e una valutazione sui contenuti del decreto-legge, è necessario comprendere i contenuti dello stesso, che sono stati profondamente modificati dal parere della Commissione bilancio. Il ministro ha peraltro preannunciato la presentazione di ulteriori proposte emendative ed anche questo elemento evidenza la precarietà del testo in esame.
Tuttavia, signor Presidente, intervengo in merito all'annuncio della presentazione dell'emendamento Dis. 1.50 del Governo. Chiediamo, al riguardo, il rispetto dei termini previsti dal regolamento per la presentazione dei relativi subemendamenti, nonché per l'espressione del parere da parte della Commissione bilancio, dal momento che esso comporta conseguenze di carattere economico.
La nostra proposta non ha un intento dilatorio, ma è volta a semplificare l'esame del provvedimento da parte dell'Assemblea, una volta chiariti i contenuti delle proposte emendative del Governo, anche a seguito dell'espressione del parere della Commissione bilancio. Sottopongo pertanto alla sua attenzione la richiesta di sospendere l'esame del provvedimento per garantire il rispetto dei termini regolamentari.
LUCA MARCORA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Marcora, lei è già intervenuto. Tuttavia, se intende svolgere ulteriori brevi precisazioni le consento di intervenire nuovamente. Ne ha quindi facoltà.
LUCA MARCORA. Signor Presidente, ho appena ricevuto il testo degli emendamenti della Commissione, nonché la comunicazione che il termine per la presentazione dei relativi subemendamenti è fissato alle 16,40: mi sembra assurdo!
PRESIDENTE. Non si preoccupi, onorevole Marcora, il termine può essere prorogato: quanto tempo ritiene sia necessario?
LUCA MARCORA. Almeno fino alle 20.
PRESIDENTE. Fino alle 20 non è possibile, poiché di norma si fissa il termine di un'ora, che credo sia sufficiente; qualora non lo fosse, potrà essere ulteriormente prorogato.
FRANCESCO GIORDANO. È in corso l'esame in aula: come si fa?
PRESIDENTE. Non sarà certamente negato il tempo necessario ai colleghi per prendere atto degli emendamenti presentati. Si può orientativamente ipotizzare il termine di un'ora; se vi fossero problemi, non strozzeremo certamente il dibattito!
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale.
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