Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 271 del 25/2/2003
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Discussione del disegno di legge: Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all'occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria (2145) (ore 16,03).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all'occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria
Avverto che la ripartizione dei tempi è pubblicata nel vigente calendario dei lavori (vedi calendario).

(Esame di questioni pregiudiziali - A.C. 2145)

PRESIDENTE. Avverto che sono state presentate le pregiudiziali di costituzionalità Violante ed altri n. 1, Boato ed altri n. 2 e Alfonso Gianni ed altri n. 3 (vedi l'allegato A - A.C. 2145 sezione 1) e la pregiudiziale di merito Castagnetti ed altri n. 1 (vedi l'allegato A - A.C. 2145 sezione 2), preannunziate nella Conferenza dei presidenti di gruppo.
A norma del comma 4 dell'articolo 40 del regolamento, nel concorso di più questioni pregiudiziali, ha luogo un'unica discussione.
Le questioni pregiudiziali possono essere illustrate da uno solo dei proponenti per non più di dieci minuti. Può altresì intervenire un deputato per ognuno degli altri gruppi per non più di cinque minuti. Al termine della discussione, si procederà ad un'unica votazione.
L'onorevole Pennacchi ha facoltà di illustrare la questione pregiudiziale di costituzionalità Violante ed altri n. 1, di cui è cofirmataria.

LAURA MARIA PENNACCHI. Signor Presidente, colleghi, colleghe, l'articolo 81 della Costituzione, stabilisce che le coperture per le leggi che vengono approvate debbono essere indicate nell'ambito delle stesse leggi da approvare - ex ante cioè e non ex post - e stabilisce questi criteri anche per la legislazione delegata (delega alla quale siamo noi oggi di fronte, parlo della delega in materia previdenziale) e gli articoli correlati - l'articolo 76 che disciplina la legislazione delegata, l'articolo 23


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che stabilisce la riserva di legge - debbono essere rispettati sempre, a nostro parere e, credo, a parere di tutta l'Assemblea. Ma per materie a elevatissima reattività sociale, a elevatissima sensibilità sociale, come quella previdenziale, che dà luogo a diritti soggettivi, ad aspettative, che non sono la stessa cosa dei diritti soggettivi, ma che sono situazioni che il legislatore deve sempre attentamente considerare, il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione deve essere ancora più pieno e totale.
Noi siamo invece in presenza di profili finanziari assai delicati e gravi in questa delega. Io ora illustro il senso della nostra eccezione di costituzionalità in relazione soprattutto ai profili finanziari. Noi ci troviamo di fronte a norme con carattere oneroso che hanno una copertura insufficiente, a norme che avrebbero dovuto portare economie di spesa che non porteranno; al contrario, a norme contraddittorie con altre, come la decontribuzione di 0,5 punti secondo quanto dice ora il testo della delega.
Sappiamo che il Governo (il ministro Maroni) ha già annunziato di voler togliere anche questo paletto che tutta l'Assemblea, tutto il Parlamento, hanno posto a fronte di questo rischio di grandi scoperture finanziarie.
La decontribuzione è contraddittoria con gli incentivi a posticipare per chi ha già maturato i requisiti l'andata in pensione; squilibra il mercato del lavoro a danno dei cosiddetti over 45, over 55, cioè i lavoratori adulti che fanno tanta fatica a mantenere il loro lavoro o a trovarne un altro qualora abbiano perduto il precedente. Il disegno di legge contiene norme con forte carattere oneroso del tutto prive di copertura. La decontribuzione è una di queste.
La Commissione bilancio ha cercato di porre dei paletti formulando una severissima critica, già avanzata da tante istituzioni, e, in particolare da una assolutamente neutrale e indipendente come il servizio bilancio della Camera, che ha presentato un rapporto molto severo. La Commissione bilancio ha posto dei paletti ed è andata anche oltre quanto già disposto con la delega fiscale. Noi apprezziamo questo lavoro svolto dalla Commissione bilancio che esprime un grande senso di responsabilità e di vigilanza ma non lo riteniamo sufficiente perché la domanda radicale da porsi è la seguente: visto che il rinvio alla finanziaria è l'ammissione implicita ed esplicita di questa mancanza di copertura, come possiamo accettare semplicemente questo rinvio alla finanziaria? E come possiamo accettare il fatto che il rinvio alla finanziaria, di fatto, avvenga trasformando criteri precettivi in obiettivi programmatici? Siamo di fronte allo snaturamento totale del senso della delega. La fattispecie della delega programmatica non esiste nel nostro ordinamento; stiamo violando, quindi, anche l'articolo 76 della Costituzione, l'articolo 81, l'articolo 23 e li stiamo violando per raggiungere l'obiettivo di distruggere la previdenza pubblica e di favorire, invece, quella privata, danneggiando tutti i lavoratori e soprattutto quei giovani che consideriamo la pupilla dei nostri occhi.

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