Allegato A
Seduta n. 271 del 25/2/2003


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(A.C. 2145 - Sezione 2)

QUESTIONE PREGIUDIZIALE
PER MOTIVI DI MERITO

La Camera,
premesso che:
il disegno di legge in esame, concernente la delega al Governo in materia previdenziale, presenta aspetti di grave pregiudizio per il sistema previdenziale pubblico obbligatorio del nostro Paese;
la Commissione presieduta dal sottosegretario al welfare Brambilla, costituita per valutare la riforma del sistema previdenziale introdotta con la legge n. 335 del 1995 ha dimostrato nelle sue conclusioni la validità delle misure che hanno contribuito a risanare il sistema pensionistico;
l'introduzione della decontribuzione di cui all'articolo 1, lettera g), numero 7, per i nuovi assunti mira a destrutturare il sistema previdenziale obbligatorio in netto contrasto con la legge n. 335 del 1995 che prevede il passaggio da un sistema previdenziale retributivo ad un sistema previdenziale contributivo;
tale misura rischia di porre in crisi la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale con le ripercussioni più gravi ai danni dei lavoratori più giovani, i quali vedranno la pensione calcolata sull'insieme dei contributi versati nell'arco di tutta la loro vita lavorativa;
la delega in oggetto non comporterà alcun risparmio anzi aggraverà i costi sia per il mancato prelievo derivante dalla decontribuzione, sia per la differenza che esiste tra le aliquote di computo per i nuovi assunti, sia per i benefici fiscali promessi alle imprese in cambio dello smobilizzo del trattamento di fine rapporto, i quali oneri graveranno tutti sulle finanze pubbliche;
tra le misure più contestate nel confronto con le parti sociali ed in particolar modo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative risulta quella concernente le modalità di impegno obbligatorio del trattamento di fine rapporto (TFR) in favore della previdenza complementare;
non è possibile accettare un impiego obbligatorio delle somme accantonate a titolo di trattamento di fine rapporto nei fondi pensione con l'erronea parificazione tra fondi aperti e fondi chiusi mancando una adeguata e organica politica di incentivazione fiscale in favore degli strumenti di previdenza integrativa e idonee garanzie di rendimenti minimi,

delibera

di non procedere all'esame del disegno di legge.
n. 1. Castagnetti, Violante, Boato, Intini, Rizzo, Zanella, Cordoni, Delbono, Sgobio, Widmann, Gasperoni, Guerzoni, Duilio, Michele Ventura, Pennacchi, Cusumano, Potenza, Innocenti, Boccia, Morgando.