Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 61 del 13/11/2001
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Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 1o ottobre 2001, n. 356, recante interventi in materia di accise sui prodotti petroliferi (1701) (ore 15,13).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 1o ottobre 2001, n. 356, recante interventi in materia di accise sui prodotti petroliferi.
Ricordo che nella seduta dell'8 novembre 2001 sono state esaminate tutte le proposte emendative riferite al decreto-legge, tranne quelle pubblicate nel fascicolo n. 2.
Avverto che la Commissione bilancio ha espresso il prescritto parere, distribuito in fotocopia, sulla nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo 8.02 (Nuova formulazione) della Commissione e sul relativo subemendamento Nicola Rossi 0.8.02.4 (vedi l'allegato A - A.C. 1701 sezione 3).


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(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 1701)

PRESIDENTE. Riprendiamo, dunque, l'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo della Commissione, identico a quello del Governo (vedi l'allegato A - A.C. 1701 sezione 1) e delle proposte emendative non ancora esaminate (vedi l'allegato A - A.C. 1701 sezione 2).

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, si è riunito ieri il Comitato dei nove ed è giunto alle conclusioni che riassumerò. Circa l'articolo aggiuntivo 1.01 originariamente dell'onorevole Sergio Rossi, poi fatto proprio dall'onorevole Innocenti, il Governo insiste nell'invito al ritiro e, qualora questo non venisse accolto, il parere sarebbe contrario. Il Governo ha però confermato, ieri, la sua disponibilità...

PRESIDENTE. Il Governo o la Commissione?

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Il Governo, davanti alla Commissione, ha confermato la sua disponibilità ad accogliere un ordine del giorno col quale si impegna a risolvere la questione posta nell'articolo aggiuntivo in questione entro il termine del completamento dell'iter della legge finanziaria.
Per quanto riguarda l'emendamento Menia 5.1, anch'esso accantonato, la Commissione ha appreso che il Senato ha approvato, nella stessa materia, anzi, di più vasto ambito, un emendamento al disegno di legge finanziaria. Per questo motivo vi è la richiesta, che credo sarà accolta dai presentatori, di ritirare questi emendamenti in quanto, su questa materia, il Senato ha già provveduto.
Infine, per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo 8.02 la Commissione ha provveduto a riformularlo e vi è parere favorevole della Commissione sul subemendamento 0.8.02.4 dell'onorevole Nicola Rossi.

PRESIDENTE. Mi spieghi meglio, onorevole La Malfa, vi è dunque un invito al ritiro per quanto riguarda gli emendamenti Menia 8.4 e gli identici emendamenti Illy 8.2 e Nicola Rossi 8.5?

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Esattamente; inoltre il parere è favorevole sul subemendamento Nicola Rossi 0.8.02.4 e contrario sull'emendamento Lettieri 9.1.

PRESIDENTE. Immagino che il relatore confermi il parere espresso dal presidente della Commissione, onorevole La Malfa.

MAURIZIO LEO, Relatore. Sì, signor Presidente, confermo il parere espresso dal presidente della VI Commissione.

PRESIDENTE. Il Governo?

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo concorda con i pareri espressi. Vorrei aggiungere, in relazione ad una richiesta del capogruppo della lega Lega nord Padania onorevole Cè, che confermo fin d'ora la disponibilità del Governo ad accettare un ordine del giorno che impegni il Governo, come ha anticipato il presidente della Commissione, ad affrontare il tema sollevato sia dall'opposizione sia dalla maggioranza entro il termine dell'iter della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 1.01, ritirato dal presentatore e fatto proprio dall'onorevole Innocenti. Chiedo all'onorevole Innocenti se intende accettare l'invito al ritiro formulato.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Il motivo per il quale rifiuto di ritirare questo articolo aggiuntivo nasce dal fatto che questo problema, lo ricordo a chi è interessato alla materia, è relativo alla necessità di porre ordine nell'applicazione di una norma che prevede la riduzione dell'aliquota delle accise sui prodotti petroliferi nelle zone montane, zone climatiche che rappresentano nel nostro paese gran parte di quei territori che già - come altri colleghi hanno sottolineato nelle sedute precedenti - vivono situazioni di svantaggio per il solo fatto di essere collocate su un territorio che si caratterizza per determinate condizioni climatiche. Era necessario - questa fu una scelta del Governo di centrosinistra - intervenire con misure di sostegno che ripristinassero in quest'ambito, per quanto possibile, una situazione di parità con gli altri cittadini. Ciò, lo ripeto, affinché non vi fosse una penalizzazione per il solo fatto di essere abitanti in territori che già molte volte «godono» di altre situazioni di svantaggio (infrastrutture, trasporti e quant'altro).
Era rimasta aperta ancora una questione, riguardante l'applicazione di tale regime di agevolazione a quei territori, quelle porzioni di comune o di frazioni che erano state metanizzate o che erano (e sono) in corso di metanizzazione. L'articolo aggiuntivo in oggetto chiarisce con precisione che l'applicazione di tali agevolazioni riguarda anche queste porzioni di frazione, di territorio, che non sono collegate all'asse centrale del sistema di distribuzione del metano per una serie di difficoltà (costi di collegamento e quant'altro). Credo che sia un diritto sacrosanto delle popolazioni che vivono nelle zone di montagna usufruire dell'ampliamento di campo di applicazione di tali agevolazioni (ciò riguarda diverse realtà del nostro paese).
Ritengo, quindi, che questo articolo aggiuntivo debba essere dibattuto con chiarezza dall'Assemblea: se vi è questa volontà, allora la maggioranza voterà a favore e, così facendo, non farà altro che andare incontro alle giuste e legittime aspettative di chi vive in zone di montagna, aspettando da mesi tale tipo di provvedimento.
Ecco perché insisto per la votazione: troppe volte il Governo si è impegnato, anche in Commissione, a risolvere la questione. Questo problema fu sollevato anche durante l'esame del precedente decreto-legge riguardante la proroga di agevolazioni in materia di accise, ed anche in quell'occasione il rappresentante del Governo ed i rappresentanti della maggioranza dissero che quella non era la sede opportuna e che si sarebbero fatti carico del problema. Ebbene, la solita «manfrina» - scusi il termine - viene ripetuta ancora oggi. Basta! Di parole la gente della montagna ne ha avute fin troppe: ora vuole i fatti. Ecco per quale motivo non ritiro l'articolo aggiuntivo al nostro esame ed insisto perché venga votato: ognuno si assumerà così le sue responsabilità.
Prima di concludere il mio intervento, vorrei anche dire che, in sede di Comitato dei nove, i rappresentanti dell'attuale opposizione hanno dichiarato la disponibilità a formulare diversamente il testo - così come nella discussione della settimana scorsa eravamo stati chiamati a fare - per rendere più compatibile l'applicazione di tale norma.
Vi era il problema della retroattività ed è stata dichiarata una disponibilità a far decorrere ex nunc tali agevolazioni, senza, quindi, porre questioni anche sotto il profilo del diritto e tenuto conto della confusione che si sarebbe creata a rifare i calcoli e così via.
È stata dichiarata una disponibilità anche sulle questioni finanziarie. Tuttavia, il Governo e la maggioranza stanno per approvare l'articolo aggiuntivo 8.02 (Nuova formulazione) della Commissione presentato all'ultimo «tuffo», che viene incontro alle esigenze - e non le chiamo aspettative legittime - delle compagnie che raffinano il petrolio, per ritardare i pagamenti delle accise che ammontano a un totale di 43 miliardi. Pertanto, i soldi per i petrolieri si trovano, mentre ciò non accade per la gente che vive in montagna.


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Credo che questo sia un esempio negativo, anziché cercare di rompere lo squilibrio che ancora persiste fra le popolazioni che vivono in zone disagiate del nostro paese ed il resto della cittadinanza.
Ecco il motivo per cui insisto per la votazione dell'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 1.01, ritirato dal presentatore e fatto proprio dal gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e rivolgo un appello all'Assemblea affinché venga approvato (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, intervengo per sottolineare la mia amarezza, perché ieri nella riunione del Comitato dei nove abbiamo cercato di trovare una via d'uscita - come ha ricordato l'onorevole Innocenti - e, soprattutto, di trovare una soluzione. Il problema non è nuovo né improvvisato ed era già stato posto in sede di conversione in legge del decreto-legge i cui effetti scadevano alla fine del mese di settembre. Anche allora il Governo aveva offerto una sua disponibilità, sostenendo che poteva essere presentato un ordine del giorno al riguardo; per tale motivo in quell'occasione non si insistette.
Di nuovo, ci ritroviamo di fronte allo stesso atteggiamento da parte del Governo che è incomprensibile, perché si parla di difficoltà a quantificare il costo di questa operazione, difficoltà che non vi sono per altri provvedimenti; ciò denota un'insensibilità.
Il Governo deve sapere che questo problema non si risolve con un ordine del giorno, ma si deve risolvere con una decisione che a noi sembra equilibrata e giusta.
Sono passati 100 giorni; nei secondi 100 giorni, dopo aver pensato ad eliminare la tassa di successione con oneri pesanti per quanto riguarda la contabilità dello Stato...

PRESIDENTE. Onorevole Benvenuto, il tempo a sua disposizione è scaduto.

GIORGIO BENVENUTO. ...si potrebbe pensare anche alle comunità montane.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, sull'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 1.01 abbiamo discusso a lungo e in maniera anche appassionata nelle sedute precedenti dell'Assemblea.
Non riesco veramente a capire: mi sembra che tutti i problemi che allora avevamo discusso oggi siano rimasti identici, nonostante il fatto che il provvedimento era stato allora accantonato, proprio per guadagnare un po' di tempo e cercare di risolvere i problemi che invece, sono rimasti immutati.
Il Governo continua a chiedere più tempo per trovare una soluzione ad un problema che doveva essere risolto nello scorso luglio e - con riguardo alla proposta emendativa che ieri in Commissione abbiamo esaminato con una certa chiarezza - continua a ipotizzare dimensioni finanziarie che, con ogni probabilità, sono spropositate.
A questo punto, francamente, non riesco a capire i colleghi della Lega, i quali qualche giorno fa si sono tanto battuti per ottenere tre o quattro giorni di proroga, rifiutando sdegnosamente l'ordine del giorno ed oggi, invece, si preparano ad accettare un ordine del giorno che non risolverà nulla, avendo sostanzialmente condotto una battaglia di cui non si capisce il significato. È una battaglia che porteremo avanti noi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, come è stato già evidenziato, nel Comitato dei nove si è tentato di giungere ad una


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soluzione ragionevole, anche sulla base di una dichiarata volontà dei colleghi della Lega di eliminare quella parte della norma che riguardava l'applicazione di queste agevolazioni al pregresso.
Nonostante ciò vi è stata insensibilità, da parte del Governo e della maggioranza. Vorrei sottolineare, ancora una volta, come queste collettività, cioè i cittadini che risiedono nelle frazioni e nelle località della montagna o della collina italiana, già siano penalizzate dalla scarsezza della rete di metanizzazione. Anche di questo il Governo dovrebbe farsi carico, affinché il piano di metanizzazione del nostro paese - e soprattutto nel mezzogiorno dove vi è un forte ritardo - venga accelerato. Tali cittadini sono penalizzati due volte: da un lato, non vengono realizzate le reti di metanizzazione, dall'altro, non si concede loro questa agevolazione giusta, legittima ed opportuna che, invece, riguarda altre parti del nostro territorio nazionale.
Non si comprende - come è già stato sottolineato - l'atteggiamento della Lega. Vorrei esprimere solidarietà al collega Sergio Rossi che interpreta bene certe esigenze però, poi, puntualmente, è costretto dal suo gruppo a ritirare le proposte emendative. Ci troviamo dinanzi al classico caso di furia francese e ritirata spagnola.
Credo che i cittadini di queste aree abbiano diritto a comportamenti di maggiore serietà da parte di tutti noi. Infatti, si tratta di cittadini che già sono coraggiosi perché vivono in certi piccoli comuni rendendo un servizio all'intero paese ed all'intera collettività. Se non ci fossero i contadini che lavorano in questi comuni, anche il territorio già degradato e soggetto al dissesto idrogeologico sarebbe ulteriormente abbandonato. Tali cittadini sono il primo presidio per quei tanti territori dell'Appennino e dell'arco alpino.
Le suddette considerazioni ci inducono ad esprimere voto favorevole sulla proposta emendativa e ad invitare i colleghi a fare altrettanto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sabattini. Ne ha facoltà.

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, vivo e sono stato eletto in un collegio di montagna. Ieri mattina, a Bologna, anche con i sindaci del centrodestra abbiamo manifestato davanti alle poste perché la ristrutturazione di queste ultime chiude gli uffici postali nelle frazioni dove, peraltro, vivono le persone più anziane. Nella discussione è stato trattato anche questo tema perché erano tutti allertati dal fatto che il Parlamento italiano sta discutendo la possibilità di reiterare la misura relativa all'agevolazione tariffaria di 300 lire per il gasolio da riscaldamento e il GPL.
Francamente, non capisco perché il Governo non sia in grado di dare una garanzia. Si tratta di una misura che esiste da tre anni e si è messa a regime con l'ultima legge finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Sabattini...

SERGIO SABATTINI. Voglio dire esplicitamente - e concludo - che verso il collega Contento ho fatto una battuta spiacevole, l'altro giorno, e me ne scuso. Tuttavia, il giudizio sul Governo non cambia. Non capisco perché il Governo non dia certezza che questa misura verrà reiterata. È un attacco alle popolazioni della montagna, non è un fatto di schieramento politico.

PRESIDENTE. Onorevole Sabattini, la prego di concludere.

SERGIO SABATTINI. Sono stupito che i colleghi della Lega non tengano una posizione che è stata trasversale nella scorsa legislatura.
Invito tutti i colleghi di centrodestra e di centrosinistra ad esprimere voto favorevole sulla proposta emendativa in esame. Il Governo, se vuole inserirla nella legge finanziaria, deve dirci con certezza se e come lo farà. Poiché questa certezza non c'è, vi invitiamo ad esprimere voto favorevole sulla proposta emendativa, soprattutto


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i parlamentari eletti nei collegi di montagna, e ricordo che la montagna costituisce il 54 per cento del territorio nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sergio Rossi. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Sergio, intervengo io.

SERGIO ROSSI. Signor Presidente, cedo volentieri la parola al mio capogruppo.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cè.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, c'è stato un disguido con lo stimato collega Sergio Rossi.

PRESIDENTE. Onorevole Cè, non si preoccupi.

ALESSANDRO CÈ. Ho seguito la discussione, ho estrema stima dei colleghi parlamentari del centrosinistra che sono intervenuti e, allo stesso modo, ho perfetta coscienza di quale sia il ruolo che la maggioranza e l'opposizione devono svolgere all'interno e all'esterno di quest'aula.
Quindi, ho estremo rispetto delle argomentazioni addotte, anche se, come nella scorsa legislatura spesso venivamo accusati di fare ricorso a atteggiamenti strumentali, così oggi devo ripetere questa definizione nei confronti dell'opposizione. Ieri sera tutti noi, maggioranza ed opposizione, abbiamo avuto in Commissione la possibilità di approfondire l'argomento che effettivamente, è molto complesso, articolato e presenta dei profili di scarsa chiarezza che devono essere precisati.
Ieri sera su questo mi pare fossimo tutti d'accordo, però, non accettiamo la critica che ci muove il centrosinistra - in particolare la muove alla Lega nord Padania - accusandoci di essere teoretici farraginosi e di non andare mai al sodo delle questioni. Non è vero, perché dopo aver approfondito l'argomento ed essere stati tutti d'accordo nel fornire una risposta a quegli utenti che, oggi, non usufruiscono delle agevolazioni, cioè gli abitanti delle frazioni parzialmente non metanizzate, ancorché queste ultime siano luogo dove risiede il municipio, abbiamo anche compreso - e ieri sera mi sembrava fossimo tutti d'accordo - la difficoltà di individuare l'utente finale che deve usufruire di questa agevolazione e anche di quantificarla in modo preciso e corretto. Oggi chiediamo e lo abbiamo anche tradotto in un ordine del giorno che - gli uffici della Camera e credo anche il Presidente possono confermare che possa essere votato successivamente anche se venisse respinto l'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 1.01, ritirato dal presentatore e fatto proprio dall'onorevole Innocenti - precisa la questione e chiede un impegno forte al Governo: non quello di rimandare alle calende greche la risoluzione del problema ma - come già ha espresso il sottosegretario Contento, che nell'altra occasione ho redarguito ma oggi ho apprezzato - impegnare il Governo sulla base di una definizione precisa delle risorse finanziarie necessarie a fornire una risposta puntuale entro la finanziaria per il 2002, cioè al massimo entro una ventina di giorni.
Di fronte a queste rassicurazioni - che precisano e sottolineano ancora una volta quello che, da sempre, sosteniamo, cioè che bisogna fornire una risposta alle giuste istanze di questi cittadini - ci sono le risorse necessarie, probabilmente, nella tabella A del fondo speciale di parte corrente per gli anni 2002-2003-2004, e ci sentiamo di accordare fiducia al Governo (perché non abbiamo motivo di pensarla diversamente) e di esprimere un voto favorevole - e speriamo lo facciate tutti voi - sull'ordine del giorno che abbiamo presentato e, a fronte di queste considerazioni, di esprimere, però, un voto contrario sull'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 1.01.
Infatti abbiamo, a posteriori, constatato che, probabilmente, in quella proposta emendativa anche noi avevamo peccato di approssimazione perché, sia la quantificazione sia l'effetto retroattivo e sia il riferimento,


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addirittura, a porzioni di edifici non allacciati, erano definizioni inappropriate, lacunose e meritavano di avere una ridefinizione e una riprecisazione che adottiamo con il nostro ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Onorevole Cè, la sua valutazione sull'ordine del giorno è fondata. La Presidenza formulerà una dichiarazione più dettagliata al momento della votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, mi pare che sul problema vi sia un accordo molto ampio ed esso va affrontato e portato a soluzione in quanto, con i provvedimenti precedenti, era stato risolto solo in parte.
Tuttavia, non è come dice l'onorevole Cè, nel senso che vi era un accordo nel rinviare. In effetti, vi era un'insistenza da parte dell'opposizione e un'incomprensione nei confronti della posizione degli amici della Lega, i quali su tale questione, non si capisce bene perché, abbandonano l'argomento.
Gli effetti pratici sono i seguenti: il primo è che l'interpretazione che ha già esteso queste misure ad una parte della popolazione della montagna potrebbe tornare indietro; il secondo è che la norma proposta dall'onorevole Sergio Rossi rende immediatamente applicabili tali misure, oggi, a tutti coloro che ne avrebbero diritto, con costi che il Governo avrebbe potuto tranquillamente coprire. Ciò l'abbiamo detto ieri e ho avuto occasione di dirlo anch'io al Governo, perché stiamo parlando di una quota-parte di un totale previsto in 75 miliardi di costo. Quota-parte significa 20, 25, massimo 30 miliardi; 40 miliardi sono stati trovati per le misure relative ai petrolieri.
Non si capisce perché una scelta prioritaria non venga fatta oggi. Caro onorevole Cè, chi si accontenta gode!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cialente. Ne ha facoltà.

MASSIMO CIALENTE. Signor Presidente, mi spiace dover iniziare, ancora una volta, questo intervento a titolo personale rassicurando gli amici della Lega nord Padania che non si tratta, da parte nostra, di interventi dovuti a strumentalità rispetto a un problema - quello della vita in certi centri delle aree di montagna - del quale il provvedimento in esame non è che un piccolissimo aspetto.
Ritengo che, da parte del Parlamento, sarebbe importante, oggi, dare a queste popolazioni un segnale di attenzione. Proprio sabato ho incontrato dieci sindaci, di tutti e due gli schieramenti, in un collegio che, tra l'altro, confina con quello di un consigliere di maggioranza della provincia dell'Aquila. Si tratta di comuni di cui si è consapevoli del fatto che, tra dieci o 15 anni, non ci saranno più; diventeranno come quei centri dove si vanno a girare i film, come sta succedendo in tante zone del nostro Abruzzo.
Credo, tuttavia, che non si stia facendo un'attività di patronato rispetto ai nostri collegi. Si tratta di difendere o meno una scelta strategica, diretta ad investire sulle popolazioni della montagna, rispetto ad un'idea che noi abbiamo di sviluppo sostenibile e di conservazione dell'ambiente (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.

FABIO CIANI. Signor Presidente, tutti noi siamo pronti a condannare lo spopolamento delle aree di montagna. Nel mio collegio ci sono due comunità montane con 41 comuni. Da una recente indagine almeno 15 di questi comuni sono destinati allo spopolamento entro dieci anni.
Due domeniche fa, a Subiaco, è andato l'onorevole Fini - il presidente di Alleanza nazionale e Vicepresidente del Consiglio -


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e ha assunto, nei confronti degli amministratori di questi comuni, impegni precisi. Uno di questi impegni riguarda proprio l'argomento di cui stiamo discutendo oggi.
Credo sia ora che la politica riprenda un minimo di serietà, almeno nelle cose serie.
Rispetto a queste popolazioni, rispetto a paesi che si spopolano, quando il Vicepresidente del Consiglio assume impegni, sarebbe opportuno che gli stessi fossero mantenuti da lui e dalla parte politica che rappresenta, altrimenti si rischia di cadere nel totale discredito da parte delle popolazioni che intendiamo rappresentare in quest'aula (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.

MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, l'articolo aggiuntivo in esame ha come obiettivo quello di fare giustizia rispetto ad una situazione paradossale che si è venuta a creare.
Cerco di fare un esempio per convincere i colleghi della maggioranza a votare favorevolmente su questa proposta emendativa. Con l'articolo aggiuntivo si riesce a risolvere un problema, in base al quale chi è abitante, in un comune svantaggiato di montagna, nella parte di territorio in cui ha sede il municipio non ha diritto all'agevolazione, a differenza degli abitanti che risiedono nelle frazioni. Voi capite che è un'ingiustizia!
Con la proposta emendativa in esame si è posto questo problema; dunque, approvandola si ottiene giustizia rispetto agli abitanti delle zone svantaggiate.
Invito, quindi, tutti i colleghi a valutare attentamente la possibilità di votare favorevolmente tale articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Sergio Rossi 1.01, ritirato dal presentatore e fatto proprio dall'onorevole Innocenti, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 445
Astenuti 5
Maggioranza 223
Hanno votato
211
Hanno votato
no 234).

Passiamo all'emendamento Menia 5.1, identico all'emendamento Menia 8.4. Ricordo che, qualora venisse approvato l'emendamento Menia 5.1, risulterebbe assorbito l'emendamento Menia 8.4 e risulterebbero preclusi gli identici emendamenti Illy 8.2 e Nicola Rossi 8.5, nonché gli emendamenti Menia 8.3 e Lettieri 9.1; se fosse respinto, l'emendamento Menia 8.4 risulterebbe precluso.
Chiedo all'onorevole Menia se accolga l'invito al ritiro formulato dal Governo.

ROBERTO MENIA. Signor Presidente, aderirò all'invito al ritiro, motivandone le ragioni, benché non sia stato molto convinto dagli argomenti di interpretazione regolamentare che mi sono stati esposti sulla questione. Se lei ricorda, la settimana scorsa avevamo discusso parecchio intorno a questo emendamento, che era stato successivamente accantonato, per essere votato nella seduta odierna. Nel frattempo, le ragioni da me addotte sono risultate talmente valide che al Senato un emendamento dal medesimo contenuto è stato inserito nel testo del disegno di legge finanziaria.
Mi si dica quale sarebbe l'interpretazione corretta: poiché il Senato ha già approvato un identico testo, il mio emendamento 5.1 sarebbe sostanzialmente irricevibile e non potrebbe essere sottoposto a votazione. Io non sono convintissimo: il decreto-legge avrà un iter più celere e sarà convertito prima, rispetto all'approvazione


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del disegno di legge finanziaria; ciò dovrebbe avvalorare la mia tesi, secondo cui si potrebbe votare il mio emendamento 5.1, approvando il principio in esso contenuto. Mi si dice che ciò non è possibile. Aderisco, dunque, all'invito al ritiro dei miei emendamenti 5.1 e 8.4 e degli eventuali altri, aventi analogo tenore, non rinunciando - come è evidente - a dichiarare la soddisfazione per il fatto che, comunque, il risultato sia stato portato a casa.

PRESIDENTE. Onorevole Menia, le ricordo che il suo emendamento 5.1 non è stato considerato inammissibile o irricevibile. Su di esso, semplicemente, è stato formulato un invito al ritiro che nasce, evidentemente - come immagino -, da valutazioni specifiche e politiche della Commissione.

NICOLA ROSSI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, ho chiesto la parola perché, come lei ha ricordato, il mio emendamento 8.5 ha una diretta correlazione con quello dell'onorevole Menia, di cui si è appena discusso.
Vorrei sottolineare un aspetto importante. L'emendamento approvato al Senato, nell'ambito dell'esame del disegno di legge finanziaria, è assai più vicino alla mia proposta, piuttosto che all'emendamento Menia 5.1, quanto a dimensione del beneficio per le popolazioni di Trieste e di Udine. Non è ben chiaro, quindi, perché l'onorevole Menia volesse praticare uno sconto, nel caso della popolazioni di Udine e di Trieste, quando, evidentemente, era possibile garantire il beneficio in toto.
In questa sede, vorrei sottolineare un secondo aspetto che credo sia di straordinaria interesse per tutti i colleghi, di maggioranza e di opposizione. La legge finanziaria non soltanto è un provvedimento cardine della politica economica del Governo, ma ha anche effetti taumaturgici, come scopriamo oggi. La copertura di questo emendamento, prevista alla Camera in 24 miliardi, è stata individuata, invece, durante l'esame del disegno di legge finanziaria, in 10 miliardi. Questo significa che una misura identica, anzi, contenente benefici ulteriori, si realizza ad un costo minore. Da oggi sappiamo che prospettive completamente nuove si aprano al disegno ed alla condotta della politica economica: basta spostare le norme di spesa in sede di discussione del disegno di legge finanziaria, per vederne ridotto a metà il costo.

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti Menia 5.1 e 8.4 sono stati ritirati.
Onorevole Lettieri, vi sono altri emendamenti su cui potrà chiedere la parola in modo appropriato.
Passiamo agli identici emendamenti Illy 8.2 e Nicola Rossi 8.5. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito a ritirarli.

RICCARDO ILLY. Insisto per la votazione, Presidente, e chiedo di parlare per motivarne le ragioni.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RICCARDO ILLY. Signor Presidente, dal momento che l'invito al ritiro non è motivato dal fatto che gli emendamenti siano stati dichiarati inammissibili, insisto perché si arrivi al voto. Infatti, il quantitativo che viene richiesto nell'emendamento da me presentato, identico a quello presentato dall'onorevole Nicola Rossi, va a soddisfare in maniera completa le necessità di gasolio a prezzo agevolato nel territorio sia della provincia di Trieste che di alcuni comuni di Udine. Se il quantitativo dovesse essere insufficiente, come ho già avuto modo di dire durante la discussione generale, i cittadini e forse anche le imprese si recherebbero all'estero (nella fattispecie in Slovenia ed eventualmente in Croazia), per fare i loro acquisti, creando un danno all'erario dello Stato italiano, nel senso che verrebbe persa sia l'accisa, che l'Iva.
L'emendamento che è stato approvato al Senato, durante l'esame della legge finanziaria, prevede invece un quantitativo


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ben inferiore a quello contenuto nel mio emendamento, quindi insufficiente: produrrebbe non solo una situazione di concorrenza sleale tra gli autotrasportatori della provincia di Gorizia, che hanno un quantitativo di carburante a prezzo agevolato non solo pluriennale, ma del tutto sufficiente, ma creerebbe anche questo danno all'erario dello Stato, perché, nel momento in cui si esaurisse il contingente, gli interessati andrebbero a rifornirsi all'estero. Pertanto, insisto per la votazione del mio emendamento, anche perché durante l'esame della legge finanziaria alla Camera si potrà con un emendamento modificare, o addirittura eliminare, il rinnovo del contingente di gasolio a prezzo agevolato già previsto.

PRESIDENTE. Prendo atto che anche i presentatori dell'emendamento Nicola Rossi 8.5 insistono per la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, il modo di procedere di questo Governo è a dir poco stravagante, perché si oppone qui alla Camera in maniera decisa all'approvazione dell'emendamento relativo alle concessioni di queste agevolazioni agli utenti della provincia di Udine e di Trieste, mentre dà parere favorevole al Senato, su un punto analogo, nell'esame della legge finanziaria. Noi siamo per il mantenimento del nostro emendamento, in primo luogo, perché riteniamo che, come sottolineava l'onorevole Illy, le agevolazioni sono maggiori di quelle approvate al Senato, e, in secondo luogo, perché i tempi dell'esame della legge finanziaria sono certamente più lunghi. Pertanto sarebbe più opportuno che noi fossimo consapevoli dell'opportunità di approvare questo emendamento che è un atto di giustizia nei confronti di questi cittadini, i quali, altrimenti, sarebbero costretti a danneggiare il proprio paese, perché per fare il pieno di benzina o di gasolio li costringiamo ad andare nei territori degli Stati confinanti, mentre concedendo loro una giusta agevolazione, facciamo gli interessi del nostro paese, oltreché di questi cittadini.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Illy 8.2 e Nicola Rossi 8.5, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 468
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
217
Hanno votato
no 251).

Passiamo all'emendamento Menia 8.3. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito a ritirarlo.

ROBERTO MENIA. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Nicola Rossi 0.8.02.4, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 471
Astenuti 3
Maggioranza 236
Hanno votato
469
Hanno votato
no 2).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 8.02 (Nuova formulazione) della Commissione.

MAURIZIO LEO, Relatore. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURIZIO LEO, Relatore. Signor Presidente, prima si è detto che questo articolo aggiuntivo favorisce le compagnie petrolifere. Per apprezzarne il contenuto tecnico è bene ripercorrere le motivazioni di fondo che hanno indotto la Commissione a porre in essere questa disposizione.
Noi sappiamo che con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, risalente al 15 gennaio 1999, sono ritornate in vita le cosìddette aliquote strutturali delle accise che avevano subito una riduzione per effetto di una serie di decreti-legge reiterati. Quindi, dal 1 novembre 2001, l'effetto connesso all'elevazione dell'aliquota dell'accisa sarebbe stato quello di far crescere il prezzo alla pompa della benzina. L'obiettivo primario che emerge da questa formulazione normativa è quello di tutelare in particolar modo i consumatori, non le compagnie petrolifere. Infatti, per effetto di questa disposizione, i consumatori non risentono dell'ulteriore aggravio derivante dall'elevazione dell'accisa nella misura strutturale prevista da questo decreto del 15 gennaio 1999.
Andando ad esaminare nel merito l'articolo aggiuntivo, bisogna vedere in che cosa consiste l'agevolazione; quest'ultima, sostanzialmente, riguarda uno slittamento dei termini di versamento per prodotti petroliferi differenziati. Per quanto riguarda il metano e l'energia elettrica, sino a quando non verrà emanato un apposito decreto ministeriale, resteranno fermi i termini che prevedono il versamento in acconto ogni mese. Invece, per quanto concerne gli altri prodotti petroliferi, ci sarà la possibilità di far slittare il versamento dell'accisa relativa alla seconda quindicina del mese al giorno 16 del mese successivo, ovviamente restando invariata la data del 27 dicembre, relativamente ai versamenti d'accisa del mese di dicembre 2002.
Vorrei fare un'altra notazione che concerne specificamente la copertura. Si è detto che la copertura finanziaria è addirittura superiore ai 40 miliardi indicati al comma 2 della disposizione. Teniamo presente che la copertura finanziaria è stata costruita quando il tasso di riferimento europeo era fissato al 3,75 per cento. Da pochi giorni detto tasso è sceso al 3,25 per cento, quindi tutto induce a ritenere che la spesa, la copertura prevista per questo slittamento del termine di versamento, è sicuramente inferiore ai 40 miliardi contemplati dall'articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, questo articolo aggiuntivo è particolarmente rilevante perché con esso invertiamo la rotta assunta in maniera decisa nella scorsa legislatura, tesa a ridurre i termini di pagamento delle accise invece che ad ampliarli. È particolarmente importante che tutti noi capiamo esattamente il perché si sta facendo tutto questo.
Il Governo sostiene - evidentemente la maggioranza è d'accordo - che questo articolo aggiuntivo sancisce un accordo con le compagnie petrolifere, in base al quale le compagnie petrolifere stesse avrebbero evitato di scaricare sui consumatori la maggiore imposta conseguente alla sospensione del beneficio che era stato concesso, fino a qualche mese fa, anche a seguito dei provvedimenti del precedente Governo.
In altre parole, le famose 50 lire di imposta, a questo punto, nel momento in cui veniva sospeso il vecchio provvedimento, non si sarebbero ritrovate sui prezzi della benzina.
Il Governo sostiene che questo accordo è centrato sull'ipotesi di allungamento dei termini di pagamento delle accise. Vorrei sottolineare il fatto, e soprattutto vorrei che tutti capissimo che non c'era motivo per concedere un trattamento di questo genere alle compagnie petrolifere.
Il prezzo del petrolio, rispetto al picco di un anno e mezzo fa, è caduto del 30 per cento, mentre il prezzo della benzina, rispetto al picco registrato più o meno


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nello stesso periodo, è caduto solo del 10 per cento. Ne segue che vi erano ampi margini affinché le compagnie petrolifere assorbissero in pieno anche la maggiore imposta. Pertanto, stiamo concedendo alle compagnie petrolifere un vantaggio del tutto indebito.
Vorrei, inoltre, sottolineare che, secondo la versione originale di tale proposta emendativa, il Governo avrebbe sospeso un beneficio per i consumatori di carattere temporaneo previsto dai precedenti governi ed attribuito un vantaggio di carattere permanente alle compagnie petrolifere. Solo dopo le nostre reiterate richieste, il Governo ha deciso - come accade con la riformulazione di tale proposta emendativa - di munirsi di armi per garantire il rispetto dell'accordo.
Tuttavia - se posso esprimere giudizi per il comportamento adottato in Commissione ed in Assemblea - il Governo non userà mai queste armi perché l'accordo era unilaterale, teso solo a rendere un favore alle compagnie petrolifere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad una situazione davvero incredibile. Per poche persone, per pochi petrolieri, 43 miliardi si trovano; per molti cittadini, quelli dei comuni ai quali abbiamo fatto riferimento poc'anzi, per i cittadini danneggiati dalle estrazioni petrolifere, come quelli della Basilicata, o per coloro che in Sicilia ne subiscono gli effetti negativi, non si trovano fondi. Per questo gruppo di privilegiati, invece, grandi detentori di ricchezze, troviamo anche 43 miliardi di agevolazioni per ritardare il pagamento delle accise che ritornano ad essere strutturali.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
PUBLIO FIORI (ore 16)

MARIO LETTIERI. Vorrei ricordare al collega Leo - ha certamente vasta competenza in materia - che, oggettivamente, una norma di questo tipo non si giustifica, se si considera l'andamento del prezzo del greggio che in un anno è calato, passando dai 30 ai 20 dollari, mentre il prezzo della benzina è diminuito - come veniva ricordato poc'anzi - di appena il 10 per cento.
Vi erano tutti i margini per contrattare in maniera più equa con i petrolieri. Non lo si è voluto fare e, quindi, si è deciso di regalare loro questi 43 miliardi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, debbo contraddire l'onorevole Leo perché, in effetti, questo provvedimento non si pone a favore dei consumatori.
Non sapevo che le compagnie petrolifere fossero da iscrivere tra i consumatori; semmai tra i produttori. Vorrei ricordare che con il provvedimento in esame viene concesso qualcosa in più ai produttori, mentre i consumatori pagheranno, a seguito della mancata prosecuzione del bonus, 2 mila e 200 miliardi su base annua. Il bonus, infatti, aveva attenuato fortemente il meccanismo, contestato nella passata legislatura, della tassa sulla tassa; si trattava praticamente di individuare un meccanismo che evitasse che l'aumento del prodotto industriale comportasse un aumento dell'IVA.
In seguito all'operazione che è stata condotta, riportiamo questa maggiore imposta da 27 a 77 lire, con un danno per i consumatori di 2 mila e 200 miliardi e con il regalo di un bonus di 43 miliardi concesso immotivatamente a poche compagnie petrolifere. Non so cosa c'entrino i consumatori; sono certamente beffati!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 8.02 (Nuova formulazione) della Commissione, nel testo subemendato, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).


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GIORGIO PANATTONI. Dobbiamo chiudere (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo consentire ai colleghi in aula di votare.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

(Presenti e Votanti 480
Maggioranza 241
Hanno votato
258
Hanno votato
no 222)

MARIDA BOLOGNESI. Li hai contati?

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Lettieri 9.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, questo emendamento pone un problema assai serio. Infatti, la copertura di questo provvedimento è stata adottata in maniera del tutto singolare. Vi sono già stati dei chiarimenti in Commissione bilancio; non mi riferisco infatti ad essi, bensì alla natura della copertura di questo provvedimento.
Si tratta di un provvedimento la cui copertura è stata ricavata dalle sanzioni pagate a seguito alle multe erogate dalla authority sulla concorrenza. Esiste una specifica norma nella precedente legge finanziaria, in base alla quale le somme ricavate dalle sanzioni sarebbero state restituite ai consumatori. Questa norma viene violata dal punto di vista politico e ciò è particolarmente grave. Infatti, una parte di queste sanzioni era stata pagata dalle assicurazioni.
Vi era stata una sanzione irrogata dalla authority sulla concorrenza per le operazioni di cartello compiute in ordine alla polizza per la responsabilità civile auto; ci troviamo alla vigilia di aumenti sostanziosi preannunciati dalle assicurazioni - si parla del 30 per cento per la polizza relativa alla responsabilità civile auto -; il Governo non interviene, o meglio, lo fa accettando ordini del giorno, promettendo riforme megagalattiche, prevedendo di modificare tutto e di venire incontro alle esigenze avanzate; in effetti, inciampa poi, giorno per giorno, in una politica che è l'esatto contrario. Si propina pertanto ai consumatori l'aumento delle assicurazioni mentre vengono sottratti i soldi previsti per compiere una politica di intervento riguardante la struttura del costo dell'assicurazione.
Altrettanto avviene nell'utilizzo delle somme ricavate dalle altre sanzioni. Vorrei far notare che gli introiti derivanti dalle sanzioni ammontano a circa 700 miliardi. Questi soldi vengono praticamente utilizzati interamente per coprire il provvedimento. Ci troviamo dinanzi ad una finanza creativa, pasticciona, contraddittoria, che mentre predica a favore del consumatore, in realtà adotta provvedimenti che tengono conto di soluzioni completamente diverse. Non si fa niente per compiere una vera politica di attenzione ai problemi dei consumatori.
Per questa ragione sosteniamo l'emendamento Lettieri 9.1 e riteniamo che questo sistema di copertura sia profondamente sbagliato, ingiusto. È profondamente contraddittorio anche rispetto alle stesse affermazioni fatte e riconfermate oggi dal ministro Tremonti.
Si dice che si va incontro ai settori più deboli; in effetti, i settori più deboli sono le compagnie petrolifere o sono il sistema delle assicurazioni nel nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, il mio emendamento 9.1, come è stato detto, riguarda la copertura finanziaria, anch'essa davvero strana. Infatti, secondo


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me, è un errore politico togliere ai consumatori, che devono essere i beneficiari del risultato delle sanzioni, che le compagnie assicurarici hanno pagato per aver violato, evidentemente, alcune norme. In quest'aula si parla spesso di tutela dei consumatori dei vari settori, e ora, che vi sarebbe la disponibilità finanziaria per intervenire a loro favore, si vuol utilizzare, invece, quella disponibilità per assicurare la copertura ad un provvedimento che dovrebbe trovare in altri fondi la sua legittima copertura finanziaria.
In quest'aula, è stato fatto riferimento alla necessità che il Governo intervenga, anche perché siamo alla vigilia di aumenti notevoli da parte delle compagnie assicuratrici. Lei, onorevole Contento, è sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, e ciò sarebbe di competenza specifica del Ministero delle attività produttive, ma il Governo, nella sua unicità, non può ignorare il dovere di intervenire presso le compagnie assicuratrici. Queste ultime, hanno minacciato un aumento indiscriminato, tanto da giungere, in una città come Napoli, a premi mensili di un milione al mese, per l'assicurazione di un'automobile di media cilindrata, per i neopatentati. Sarebbe un fatto estremamente grave, come grave è l'aumento odioso per i motocicli, che vengono utilizzati in particolare dai giovani, dai lavoratori che spesso hanno lavori occasionali e da tanta gente che, magari, vive in montagna: devono pagare il premio annuale, ma nei mesi invernali ed autunnali i motocicli, nei paesi di montagna, non sono utilizzati, così essi sono costretti a pagare un'assicurazione che sta per essere maggiorato per tutto l'anno. Sono aspetti che, in maniera molto onesta e pragmatica, il Governo deve affrontare; esso deve pretendere, dalle compagnie di assicurazione, che queste distorsioni siano rimosse. Allora sì che svolgeremmo un'azione a favore dei consumatori, altrimenti togliamo loro i fondi destinati dalla legge alla loro tutela e, allo stesso tempo, autorizziamo le compagnie assicuratrici a imporre loro un'ulteriore vessazione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, vorrei intervenire sull'emendamento Lettieri 9.1, che giudico importantissimo, perché quanto previsto nel provvedimento è del tutto inaccettabile. Infatti, nella passata legislatura, è stata svolta un'indagine conoscitiva che riguardava proprio il problema delle compagnie di assicurazione (indagine peraltro molto caldeggiata anche dallo schieramento di centrodestra), con la quale siamo arrivati ad una conclusione - anche se si trattava esclusivamente di un'indagine e non di una Commissione d'inchiesta con poteri coercitivi, ma sicuramente il problema è stato affrontato bene -, dopo di che vi fu anche l'intervento dell'authority.
L'authority ha stabilito che le compagnie d'assicurazione, sostanzialmente, avevano agito male. Sono state, dunque, comminate delle sanzioni. È naturale, è giocoforza, è scontato o avrebbe dovuto essere scontato che il ricavato ottenuto dalle sanzioni andasse a decrementare i premi assicurativi che, invece, gravano sui cittadini, sulle nostre famiglie. Non credo di dire nulla di nuovo - come, peraltro, i miei colleghi hanno già fatto - quando rilevo che moltissimi ragazzi neopatentati, oggi, ricorrono allo stratagemma di intestare l'automobile ai genitori perché, in altro modo, sarebbe loro preclusa la possibilità di gestire l'assicurazione, in quanto esageratamente costosa.
Davvero non capisco, sottosegretario Contento; abbiamo condotto una battaglia e, nella scorsa legislatura, ci avevate addirittura accusato di essere, forse, troppo amici di alcuni grandi poteri (mi riferisco alle banche e alle assicurazioni). Non credo di esserlo mai stata né che il Governo precedente abbia fatto sconti così grandi come questo provvedimento sta facendo non a favore delle assicurazioni


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ma, sicuramente, a danno delle famiglie. Penso sia giusto agire nella trasparenza e conosco anche le giustificazioni: mi viene detto «non ci sono soldi». Bene, i soldi si possano trovare - come ho già detto nel corso di altri interventi - con l'attuazione di sconti a favore, non dei più ricchi, ma delle persone che ne hanno più bisogno; mi riferisco alle migliaia di famiglie che non dispongono di redditi altissimi, ai giovani, alle donne e agli uomini che per lavorare, per necessità - oggi l'automobile è, nella gran parte dei casi, una necessità - usano la macchina, ma che non hanno la possibilità di detrarne il costo dal pagamento delle tasse perché, probabilmente, non ne fanno un uso aziendale. Bene, questi signori sono assolutamente penalizzati dal provvedimento perché non ottengono una lira di sconto, da mettere nelle loro tasche.
Come rispondiamo alle associazioni dei consumatori che, nella scorsa legislatura, si sono espresse in modo molto chiaro su questo problema annoso, non di oggi? Indubbiamente, dopo essere riuscite a vincere - me lo permetta - una piccola battaglia, quella di far pagare, con una multa, il compimento di azioni, evidentemente, poco trasparenti, ritengo che non si debbano utilizzare quei soldi per la copertura di un provvedimento che, peraltro, contiene altre profonde ingiustizie e lo sappiamo bene...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pistone.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lettieri 9.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 475
Maggioranza 238
Hanno votato
218
Hanno votato
no 257).

Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale.

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