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Seduta del 14/12/2005


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Audizione del subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania, Arcangelo Cesarano.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del professor Arcangelo Cesarano, subcommissario di Governo per le bonifiche nella regione Campania. L'audizione costituisce l'occasione per acquisire dati ed elementi informativi sullo stato di attuazione della vigente normativa in materia di gestione del ciclo dei rifiuti nella regione Campania.
La Commissione è interessata in particolare ad approfondire la conoscenza degli aspetti connessi all'esercizio dell'attività svolta dall'ufficio preposto alla struttura commissariale, con riferimento alle più urgenti problematiche che caratterizzano l'attuale situazione di crisi nella gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio campano.
Nel rivolgere un saluto e un ringraziamento per la disponibilità manifestata, darei subito la parola al professor Arcangelo Cesarano, riservando eventuali domande dei colleghi della Commissione in esito al suo intervento.
Vorrei subito aggiungere un paio di temi di sollecitazione. Innanzitutto, se può aiutarci a capire meglio la vicenda di Bagnoli (arenile, non arenile, ICRAM e i dati che ci agevolano nel percorso). Avrei poi una mia curiosità: immagino che le discariche censite e i siti da bonificare e censiti nella regione Campania, afferiscano alla sua competenza. Parlo non solo delle discariche autorizzate, ma anche di quelle abusive. Anche su questo argomento le chiedo di illustrarci la situazione.
Vorrei fare un'ultima annotazione. Dopo aver concluso l'audizione del professor Vanoli sulla Jacorossi, sarebbe utile un approfondimento.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Ci vorrà un po' di tempo.

PRESIDENTE. Noi siamo qui!

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. L'attività di bonifica, per quanto mi riguarda, è iniziata nel marzo 2001 e concerne prevalentemente la bonifica dei suoli e delle acque sotterranee. Quindi, non riguarda tutto in generale:


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ad esempio, non ci occupiamo dell'aria. L'attività si è svolta in prevalenza nei siti di interesse nazionale, nelle località che sono all'interno delle perimetrazioni: Napoli orientale, Bagnoli Coroglio e l'immenso sito del litorale domizio-flegreo e l'agro aversano. Inizialmente è stata svolta sulla base di un censimento e successivamente attraverso la progettazione di piani di caratterizzazione e prevalentemente con interventi di messa in sicurezza in emergenza.
Prima di andare avanti, vorrei sottolineare brevemente che l'attività di bonifica consta di tre fasi successive. La prima è quella di caratterizzazione, una sorta di diagnosi del sito per capire quali elementi abbiano contribuito a stabilire l'inquinamento e, possibilmente, quali siano le fonti inquinanti e se siano ancora attive. In quest'ultimo caso, si attuano degli interventi definiti «di messa in sicurezza in emergenza», che consistono nell'intervento sulla sorgente inquinante, al fine di isolarla dalle altre matrici ambientali. Questo intervento non sempre è possibile: alcune volte la sorgente inquinante è individuata con grande facilità, ma altre volte l'individuazione è molto laboriosa.
La seconda fase consiste nell'attuazione della caratterizzazione e la terza nel progetto di bonifica.
Finora abbiamo svolto prevalentemente attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza in emergenza, in gran parte del territorio campano.
Tra le attività di grande entità dal punto di vista finanziario attualmente è in atto la convenzione Jacorossi, che interviene sul litorale domizio-flegreo e sull'agro aversano e coinvolge 62 comuni. La Jacorossi è una ditta che ha una convenzione con la regione Campania, sulla base di un protocollo firmato dal Ministero del lavoro, dal Ministero dell'ambiente e dalla regione. Il commissariato è il soggetto attuatore, che emette gli ordini di servizio degli interventi e che poi controlla che vengano eseguiti a regola d'arte.

TOMMASO SODANO. Scusi, la Jacorossi è mista o interamente privata?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. È sicuramente privata. Non so poi se sia una privata-mista; francamente, dal punto di vista amministrativo non ho alcuna preparazione. Credo comunque che sia un'azienda privata.

TOMMASO SODANO. L'affidamento viene rinnovato di anno in anno, oppure si procede diversamente?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. No, c'è una convenzione firmata dal Ministero del lavoro, dal Ministero dell'ambiente e dalla regione Campania.

TOMMASO SODANO. Per cinque anni?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Sì, per cinque anni.

TOMMASO SODANO. Che scadono nel 2006?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Si tratta di 60 mesi. La convenzione è partita con 15 mesi di ritardo rispetto alla data di inizio per vari problemi. Abbiamo completato la prima fase di interventi ed è appena iniziata la seconda. Vi sono state alcune difficoltà nell'attuazione della convenzione, perché - ci fermiamo un attimo al litorale domizio-flegreo e all'agro aversano - all'interno di questo intervento erano previste varie attività. Bisognava intervenire con la rimozione di rifiuti dagli scarichi abusivi, facendo bonifiche ex legge n. 471 del 1999 sui siti inquinati; poi occorreva approntare una piattaforma per il trattamento degli ingombranti e realizzare una discarica di tipo B, in cui smaltire rifiuti speciali.
Penso che la situazione della Campania sia nota a tutti: nel momento in cui abbiamo tentato di reperire dei siti in cui realizzare la piattaforma - che è un impianto non di smaltimento rifiuti, ma di


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selezione - abbiamo avuto difficoltà. La ditta pertanto prelevava i rifiuti dalle varie zone, li metteva su questa piattaforma e doveva poi selezionarli, per poi portarli a discarica. In realtà, anche questa operazione è stata impossibile: le comunità locali si sono sempre opposte alla realizzazione della piattaforma; abbiamo fatto dei tentativi, credo nel comune di Villa Literno, Castelvolturno e Villa di Briano. Inizialmente, i sindaci sembravano favorevoli a quest'iniziativa; poi, dopo aver individuato il sito e avviato le prime pratiche per la costruzione della piattaforma, siamo stati bloccati e non è stato possibile realizzarla.
Per quanto riguarda la discarica 2B, il problema non è stato nemmeno affrontato, perché era praticamente impossibile trovare un sito per realizzare una discarica in qualsiasi parte della Campania. Tuttavia il lavoro svolto all'interno della convenzione sta andando avanti: sono stati effettuati molti ordini di servizio (credo circa 260-270); sono stati rimossi alcuni milioni di tonnellate di inerti, che sono i rifiuti delle lavorazioni edilizie e che vengono selezionati e smaltiti. Comunque si tratta di rifiuti non pericolosi che si possono smaltire in qualunque discarica. Tuttavia, sul litorale domizio ci sono molti siti di abbandono abusivo; quindi questo lavoro, che sta continuando, è stato abbastanza importante.
Vi è stato poi il progetto di rinaturalizzazione di una cava a Capua (mi sembra che si chiami cava Cavone), anch'esso abbastanza importante. Si tratta di un progetto interessante dal punto di vista ambientale. Purtroppo, al momento siamo fermi con i lavori, e lo saremo per alcuni mesi, poiché è necessario fare la valutazione di impatto ambientale. Inoltre, sono stati elaborati due progetti di bonifica inviati anche al Ministero per l'approvazione. Credo che siano in fase di approvazione, quindi stiamo aspettando. Questa è più o meno, in sintesi, l'attività della Jacorossi.
Per quanto concerne Napoli orientale, abbiamo effettuato la perimetrazione del sito, e il progetto di caratterizzazione è completo. L'attuazione del progetto di caratterizzazione sta andando avanti con degli interventi che sono molto legati alla disponibilità economica: mano a mano che ci sono i fondi procediamo con gli interventi. Particolarmente rilevanti in questa zona sono i siti ex industriali che hanno determinato un consistente inquinamento in falda e talvolta anche sul terreno. I piani di caratterizzazione per questi siti in molti casi sono già stati avviati.
Un'altra cosa da chiarire è che per la bonifica interveniamo con i fondi pubblici solo sui siti pubblici; invece, per i siti privati interviene chi ha la responsabilità dell'inquinamento, quindi il privato.
La situazione è molto complicata. In particolare il sito di interesse Napoli orientale è rilevante perché era sede di molte attività industriali in passato; attualmente, alcuni siti che prima erano occupati da stabilimenti industriali sono occupati da aziende private, che dovrebbero assumersi l'onere della bonifica. È molto difficile realizzare tutto ciò. Mi spiego meglio: se l'intervento di bonifica ha un costo elevato, l'azienda privata tende a chiudere l'attività, piuttosto che ad effettuare la bonifica, perché economicamente è un onere per essa non sostenibile.
Un altro problema è che la bonifica andrebbe fatta: per esempio, se la falda è inquinata, l'acqua a sua volta arriva inquinata al mare e Napoli orientale per gran parte è prospiciente la costa; quindi bisognerebbe intervenire, ma vi è un continuo confronto-scontro tra Ministero dell'ambiente, soggetti privati e Confindustria. Il dialogo non è facile, anzi è complicato. Tuttavia, dobbiamo dire che alcune grosse industrie stanno svolgendo la caratterizzazione e la messa in sicurezza in emergenza, mentre talune piccole imprese ancora non iniziano. Teniamo presente che questa situazione si verifica sul litorale domizio-flegreo e nell'agro aversano, in particolare nella zona di Acerra, Pomigliano e Nola, zone inquinate per attività industriali svolte sul territorio. Anche lì vi sono problemi, come ad esempio a Pomigliano, dove vi sono delle aziende e su cui abbiamo fatto uno studio approfondito.


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Credo che la zona tra Acerra e Pomigliano sia tra le più indagate dal punto di vista della caratterizzazione ambientale. Problemi vi sono anche a Bagnoli Coroglio, che è una zona in cui sono state fatte molte indagini. Quindi, la conoscenza del territorio e dell'inquinamento presente è ormai approfondita e si sa bene che cosa occorra fare. Ad esempio, nella zona tra Pomigliano e Acerra siamo intervenuti con ordinanze alle imprese che operano nella zona, in quanto la falda è inquinata. La presenza all'interno dell'acqua di falda fa riferimento ad alcuni solventi che, presumibilmente, provengono dalle stesse aziende operanti nel settore. Ho portato un dossier in cui quanto sto dicendo è documentato e ampiamente descritto. Se avrete bisogno di altre informazioni, basterà dircelo e vi invieremo il materiale necessario.
Una grossa azienda ha fatto ricorso al TAR, che ha concesso la sospensiva. Adesso che cosa accadrà? Mi aspetto che le altre aziende, semmai quelle più piccole, che dovrebbero sostenere la spesa della caratterizzazione, faranno ricorso al TAR, e otterranno la sospensiva noi rimarremo bloccati: dovremmo fare noi l'intervento in danno, perché se l'azienda non interviene è il commissariato che dovrebbe fare l'intervento. Se il TAR darà la sospensiva, si porranno dei problemi. A tale proposito abbiamo affidato la pratica agli avvocati poiché vogliamo capire cosa si potrà fare realmente e se si potrà andare avanti.

PRESIDENTE. Qual è lo studio legale che vi segue?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Nel commissariato, nel settore bonifiche e acque, disponiamo di quattro avvocati. Vi è poi anche il consulente della regione che è lo studio Soprano.

TOMMASO SODANO. Lei fa riferimento allo studio della Sogin sull'inquinamento?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Sì, agli studi della Sogin. Il più recente è stato presentato tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005.

TOMMASO SODANO. La FIAT, l'azienda più grossa che ha fatto ricorso al TAR, ha ottenuto la sospensiva. Se vi fosse la certezza che le immissioni di solventi in falda provengano dalla FIAT, non si potrebbe procedere ad un'ordinanza di chiusura dei pozzi ed agire in danno?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Purtroppo, non vi è certezza. Sappiamo che la falda è inquinata e quali sono gli inquinanti, ma non possiamo dire con certezza da quale stabilimento provengano: dovremmo in effetti fare delle prove nei pozzi che sono all'interno dell'azienda, ma ciò purtroppo non è possibile, trattandosi di un sito pubblico su cui possiamo intervenire.

TOMMASO SODANO. No, è un sito privato.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Sì, è un sito privato.

TOMMASO SODANO. Ma in un sito privato, il sottosuolo non è di proprietà del titolare della nuda proprietà del terreno?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Non la proprietà, mi scusi. Non posso fare un intervento su un sito privato a spese dello Stato. Ad Acerra, per esempio, stiamo facendo un intervento pilota sulla falda e siamo andati a cercare i pozzi esterni alle aziende: non era possibile intervenire su quelli delle aziende. La FIAT dice di aver fatto uno studio di caratterizzazione e di non essere responsabile di quell'inquinamento; mi sembra che la Alenia dica lo stesso. In realtà, abbiamo esaminato questi studi e riteniamo che non possano considerarsi delle


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caratterizzazioni. Ci sarà un contenzioso e, probabilmente, alla fine l'azienda perderà, però ci vorrà del tempo; intanto la falda continua ad essere inquinata.

TOMMASO SODANO. A fronte di un rischio così forte per le acque, per l'ambiente, per il territorio nel suo insieme...

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Senatore, se si chiudono i pozzi gli agricoltori protestano. Lo abbiamo già fatto: abbiamo chiuso 19 pozzi.

TOMMASO SODANO. Lo so, adesso c'è l'ordinanza della ASL di chiudere tutti i pozzi.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Intanto, come lei saprà, quella zona è prevalentemente agricola: se si chiudono i pozzi...

TOMMASO SODANO. Insisto. Chi non voi chi può intervenire per verificare che gli scarichi nei Regi Lagni, in quel caso specifico, siano a norma? Chi può verificare che queste industrie abbiano delle responsabilità?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Penso che siano le procure, che stanno lavorando intensamente al riguardo. Ho la sensazione che quella di Nola stia facendo un lavoro molto efficace. Vedremo cosa ne uscirà fuori; del resto è una situazione analoga a quella del Sarno, non ci sono grandi differenze. Sembra che il generale sia riuscito a risanare la situazione e speriamo di riuscirci anche noi, poco alla volta.
Per quanto riguarda Bagnoli Coroglio, si tratta è un sito di interesse nazionale e comprende la zona ex industriale di Cementir, Eternit, Italsider e ovviamente il sito di Bagnoli fino ad Agnano. Abbiamo fatto il progetto di caratterizzazione di tutto il sito, al di fuori della zona industriale di nostra competenza, che è stato curato dalla società Bagnoli Futura. Sull'Italsider interviene questa società e noi non abbiamo alcuna competenza.

PRESIDENTE. Quindi, voi intervenite sull'arenile...

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Noi interveniamo su tutto il territorio esterno.

PRESIDENTE. Città della scienza, per capirci?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Città della scienza, tutta la zona di Bagnoli, quella di Agnano, la perimetrazione esterna di Italsider, Cementir, Eternit e così via.

PRESIDENTE. Anche sulla spiaggia.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Anche sulla spiaggia. Mentre sul territorio esterno alle aziende industriali dismesse interviene la suddetta società, noi interveniamo all'esterno. In particolare, abbiamo completato il progetto del piano di caratterizzazione del sito e realizzato la caratterizzazione sulla zona degli arenili e su quella a mare antistante, per una fascia di tre chilometri dalla battigia.
La situazione dell'inquinamento poteva prevedersi dalle anticipazioni avute a luglio dall'ICRAM. Dico «poteva prevedersi» perché si tratta di un sito industriale dismesso; che sia un arenile o meno, le cose non cambiano. Nella zona degli arenili - mi dispiace non poter proiettare le immagini - vi sono due pontili: uno, di circa 800 metri, che si spinge verso il mare; l'altro è di una lunghezza più contenuta, circa un terzo del primo. Il primo pontile, quello più lungo, era destinato allo scarico delle materie prime, il secondo al trasporto dei manufatti. Dalle indagini effettuate emerge che la situazione più


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critica è quella tra i due pontili, in particolare in prossimità del primo, dove si scaricavano le materie prime. L'inquinamento è prevalentemente attribuibile ad idrocarburi policiclici aromatici; tale situazione di inquinamento si ripete sugli arenili e a mare ed è diffusa in tutta la zona.
Nel mese di luglio di quest'anno, poiché dalle anticipazioni ICRAM risultava che sugli arenili vi erano idrocarburi policiclici aromatici, e dopo aver richiesto all'Istituto superiore di sanità di effettuare un'indagine di rischio, apprendemmo che, teoricamente, vi era un rischio per chi avesse ingerito della sabbia che, per un caso su centomila, poteva comportare danni anche seri. È vero che l'ingestione di sabbia non è una cosa comune, però mettemmo lo stesso in sicurezza tutti gli arenili, attraverso dei tappeti di erba sintetica sulla sabbia. Purtroppo, si trattava di una situazione di emergenza, abbiamo dovuto farlo. In alcune zone sono state poste alcune tavole per impedire il contatto diretto con la sabbia; in altre sono stati deposti dei tappetini e la stagione balneare in qualche modo è continuata.
Questo è un tipico esempio di messa in sicurezza in emergenza; è ancora lì e a breve dovrebbe essere rimossa: il progetto di bonifica degli arenili è quasi completato. La situazione è diversa per l'arenile a nord della colmata del pontile e per quelli a sud, verso Coroglio. Per l'arenile a nord vi è un inquinamento diffuso da IPA, che si ritrova a partire dalla zona dell'arenile comunale e si estende, scendendo in profondità fino a 1,50 metri, a tutta la zona a nord dell'arenile medesimo. Per gli arenili a sud, quelli vicini a Coroglio, l'inquinamento non è oltre i valori compatibili per i siti industriali. A tale proposito, potrei citare la tabella A della legge n. 471 del 1999, ma rischierei di non essere chiaro.

PRESIDENTE. Professore, per venire a noi, che cosa si fa?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Si fa questo: sugli arenili si preleva la sabbia e si porta in un sito di stoccaggio che probabilmente sarà la superficie della colmata su cui si depositerà la sabbia. Sugli arenili si sostituirà tale sabbia con altra nuova. Occorrerà poi fare un intervento a mare, ma per questo il progetto non è ancora definito.

PRESIDENTE. Il lavoro è stato già appaltato?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Dovrebbe essere appaltato entro il 30 gennaio 2006 e consentirà di effettuare un intervento per lotti. Restano più o meno due mesi: se cominceremo a gennaio, avremo febbraio e marzo per lavorare sugli arenili, perché poi dovrebbero entrare in funzione i lidi e a quel punto dovremo interrompere. Quindi, occorrerà delimitare un lotto (non abbiamo ancora scelto quale), completarlo e, a fine stagione balneare, riprendere il lavoro.

PRESIDENTE. E per il presunto inquinamento sotto gli stabili? Penso a Città della scienza.
Mi viene questo dubbio, ovviamente privo di alcun elemento scientifico, non avendone la competenza. Se lì intorno è tutto inquinato (da IPA) o comunque vi è una condizione di inquinamento più o meno rilevante (vedremo se rientri alla tabella A), è presumibile che anche dove è stata realizzata la Città della scienza il sito sia inquinato, a meno che non sia stato fatto un precedente lavoro di bonifica. Teniamo presente che quella struttura è frequentata prevalentemente da bambini.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Non «prevalentemente», «anche» da bambini. Onorevole, per l'istituto della Città della scienza ci ponemmo il problema della caratterizzazione, poiché è un suolo come gli altri. A suo tempo dall'istituto ci dissero che avevano incaricato una ditta per fare la caratterizzazione. Non so se l'abbiano


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fatta o meno; se l'avessero fatta, dovrebbe essere disponibile sia in commissariato sia presso il Ministero dell'ambiente: dovremmo fare una verifica.

PRESIDENTE. Può fare una verifica in tal senso e poi farci sapere?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Certamente.

PRESIDENTE. Per i siti della provincia di Napoli, extra Jacorossi?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. «Extra Jacorossi» significa i siti posti al di fuori di quelli di interesse nazionale?

PRESIDENTE. Esatto.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. A tale proposito, abbiamo un piano di bonifica...

PRESIDENTE. Finanziato?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Il finanziamento di questi interventi è possibile utilizzando sia fondi regionali o nazionali sia attraverso i fondi POR.

PRESIDENTE. Avete prestato soldi ai rifiuti?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Io non ho prestato niente, credo che siano stati utilizzati dei fondi per i rifiuti.

PRESIDENTE. Immagino che vi dovranno essere restituiti.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Ci dovrebbero essere restituiti.

PRESIDENTE. Io dicevo «dovranno», lei ha detto «dovrebbero».

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Onorevole, sono «terrorizzato» dalla situazione relativa ai fondi: mi trovo a volte in condizioni per cui, se una ditta mi dice che sospende il periodo di percolato perché non viene pagata, non riesco a pagare nemmeno centomila euro. Perciò dico «dovremmo»: i fondi tolti alla bonifica acque dovrebbero infatti rientrare...

PRESIDENTE. Parliamo di decine e decine di milioni di euro.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Penso di sì, ma non ho cifre: non ho un bilancio per le bonifiche. Quando vi sono delle esigenze, le faccio presenti e mi viene risposto. Inizialmente vi era un finanziamento destinato ai siti di interesse nazionale, però è stato stanziato per un solo anno ed è abbondantemente esaurito. Le dicevo prima che adesso stiamo tentando di utilizzare i fondi POR.

PRESIDENTE. Quindi lei non ha un bilancio dal quale emerga esattamente di quanto può disporre dall'inizio alla fine dell'anno o per i prossimi due anni?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Questa situazione non mi è mai stata chiara: sono andato avanti con dei confronti con le persone che gestiscono questi interventi e questo tipo di attività a livello più elevato. Mi veniva detto, di volta in volta, quali erano le disponibilità. Ad esempio, c'era un confronto con il professor Vanoli, che avete


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audito poco fa, con il vice politico di Bassolino. Vi è comunque un budget di cui disponiamo come bonifica acque.

VINCENZO DE LUCA. Chi sono queste persone?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Ci sono dei funzionari in regione con cui interloquire quando ci presentano dei problemi.

VINCENZO DE LUCA. Ma il «vice politico» chi è?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Io lo chiamo «vice politico»; attualmente quando non è possibile dialogare con Bassolino si dialoga con Paolucci, ma non so se sia il vice politico; non mi faccia dire cose che non so.

VINCENZO DE LUCA. Può essere che sia un viandante...!

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Sicuramente no: il confronto è ripetitivo e non casuale.
Non posso emettere un decreto di pagamento se non ho la disponibilità. Io ho una disponibilità teorica nell'arco dell'anno, che è una disponibilità non di cassa ma di budget. Quindi, se debbo fare degli interventi e, per esempio, bandire delle gare di appalto per eseguire dei lavori, faccio riferimento alla disponibilità teorica. Quello che mi capita - e che mi è capitato - è che, nel momento in cui le aziende inviano la fattura, spesso la disponibilità teorica non corrisponde a quella di cassa e dunque non si può pagare. Non so se sono stato chiaro.

PRESIDENTE. È stato chiaro.

TOMMASO SODANO. Competenza e non cassa.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Penso che si dica così.

PRESIDENTE. Quindi vi è un piano di principi; ma su quello delle risorse?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Penso che riusciremo ad attuare il piano se continueremo ad avere i finanziamenti POR. Per la verità adesso stiamo impegnando 63 milioni di euro. L'intervento sugli arenili di Bagnoli è finanziato con 13 milioni di euro, però sono fondi POR. Con tali fondi POR possiamo intervenire solo su siti pubblici e non possiamo svolgere altri tipi di attività.

PRESIDENTE. La sabbia che viene tolta viene poi bonificata e trattata?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. La sabbia tolta verrà trattata.

PRESIDENTE. Viene portata a Formia? Si riferisce alla vicenda di Formia?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. No, Formia non c'entra con noi.

PRESIDENTE. C'entra con Bagnoli Futura?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Penso che come discarica riguardi il materiale trattato da Bagnoli Futura.

PRESIDENTE. Domani audiremo il sindaco.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Tratteremo la sabbia, probabilmente, in sostanza lavandola eliminando gli IPA. Lei prima ha detto che,


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poiché avevamo trovato IPA dappertutto, può darsi che ci siano pure sotto. Può darsi, ma non è detto: ad esempio, gli IPA non sono solubili in acqua e quindi non sono trasportabili attraverso l'acqua di falda. Potremmo anche non trovarne nel territorio della Città della scienza. Comunque le farò avere queste informazioni.

VINCENZO DE LUCA. Vorrei solo un chiarimento: sui fondi POR avete presentato vostri progetti?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Sì, vi sono alcuni nostri progetti.

VINCENZO DE LUCA. Per quale importo?

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Abbiamo presentato un progetto complessivo che riguardava parecchi siti presenti in Campania, prima per la subperimetrazione e poi per la caratterizzazione. L'importo complessivo dei fondi è di 63 milioni di euro circa: una parte, 13 milioni di euro, è impegnata su Bagnoli; un'altra è impegnata sul litorale domizio-flegreo e nell'agro aversano ed in altre parti.

VINCENZO DE LUCA. Diciamo fondi POR per ovviare all'emergenza.

ARCANGELO CESARANO, Subcommissario di Governo per le bonifiche della regione Campania. Sì.

PRESIDENTE. Ringraziamo il professor Cesarano per la squisita cortesia di essere intervenuto e anche per le utili indicazioni che ha fornito e che consentiranno a questa Commissione di svolgere ulteriori approfondimenti. Grazie e buon lavoro.
Dichiaro conclusa l'audizione.

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