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PRESIDENTE. Colleghi, vorrei far presente che all'ordine del giorno ci sono cinque interrogazioni a risposta immediata che vertono tutte sullo stesso argomento. Com'è noto, il regolamento non consente di trattarle congiuntamente ed è per questo che invito gli interroganti ed il ministro di distinguere i rispettivi interventi a seconda dei settori, per evitare ripetizioni.
Passiamo all'interrogazione Merlo n. 3-06420 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
GIORGIO MERLO. Signor Presidente, comincerò subito ponendo alcune domande specifiche al Governo. Ritengo che l'esecutivo si sia mosso bene in questa prima fase e nelle ore terribili che hanno colpito le zone alluvionate; vi è stata - questo va detto - una grande collaborazione (merito anche del ministro Bianco) ed una grande sinergia di interventi tra l'azione di allertamento operata dalla protezione civile e l'azione dei prefetti, delle province e delle regioni interessate.
PRESIDENTE. Il ministro dei lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Signor Presidente, mi consentirà di fornire, innanzitutto, alcune notizie che riguardano tutte le questioni che sono
state poste. Il magistrato delle acque del Po mi ha inviato una nota che riassumerò in fretta, riguardante la situazione ad oggi. Nella nota è scritto che il colmo di piena del Po era in transito alle ore 13, in prossimità di Casalmaggiore in provincia di Cremona, dove ha raggiunto la quota di 7 metri sullo zero idrometrico; si tratta di una quota pressoché uguale a quelle raggiunte nel 1951 e nel 1994, che furono pari a 7,64 metri; ora, invece, siamo a 7,60 metri.
PRESIDENTE. Non si preoccupi, signor ministro, l'importanza della questione è tale per cui si può ben derogare ai limiti di tempo.
NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. No, chiedo scusa per la mia stanchezza personale, ma ho passato gli ultimi tre giorni nelle zone di maggiore rischio.
pubblici al Presidente del Consiglio ed al ministro dell'interno, che ha responsabilità specifiche.
PRESIDENTE. Scusi, signor ministro, ma debbo invitarla a proseguire il suo intervento in risposta alle prossime interrogazioni.
GIORGIO MERLO. Signor Presidente, sono grato al ministro Nesi perché, come ho già dichiarato a Torino, le risposte del Governo sono incoraggianti e le parole del ministro credo lo confermino, soprattutto per quanto riguarda la tempestività e la prontezza degli interventi in questa prima fase.
PRESIDENTE. In realtà alcune questioni ricadrebbero nella competenza del ministro dell'interno, dato che è responsabile della protezione civile. Tuttavia, la risposta a queste interrogazioni viene data dal ministro dei lavori pubblici.
DARIO ORTOLANO. Signor Presidente, signor ministro, anche a mio modo di vedere le decisioni assunte dal Consiglio dei ministri sembrano corrispondere alle più urgenti necessità di primo intervento. Tuttavia, sulla base delle precedenti esperienze, sento il dovere di raccomandare al Governo, a nome del gruppo Comunista, un'azione di monitoraggio permanente, da condurre di concerto con gli enti locali, sulla rapida utilizzazione delle somme stanziate, destinandole a far fronte alle esigenze più urgenti che oggi sono rappresentate, in molte zone, dalla fornitura d'acqua e dalla possibilità delle persone di avere al più presto un'abitazione in cui poter vivere. In tale contesto chiedo se non sia opportuno valutare la possibilità di assumere misure di sospensione degli sfratti nelle zone colpite dall'alluvione.
sul piano operativo, le decisioni del Governo in questo senso.
PRESIDENTE. Il ministro dei lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Vorrei subito dire che questa mattina il Consiglio dei ministri, su proposta congiunta del ministro dell'interno e mia, ha deciso la sospensione delle misure di sfratto nelle zone considerate dal decreto del ministro dell'interno. Si è discusso molto delle modalità e il Consiglio dei ministri ha deciso di dare mandato al ministro dell'interno e a me, in qualità di ministro dei lavori pubblici, di emanare un'ordinanza comune. D'altra parte, il problema degli sfratti riguarda tutta l'Italia.
PRESIDENTE. L'onorevole Ortolano ha facoltà di replicare.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Rogna Manassero di Costigliole n. 3-06419 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Anch'io intendo affrontare il tema della recente alluvione e in particolare soffermarmi su quanto si è verificato nell'area che corrisponde proprio al mio collegio, la zona di Moncalieri, dove l'evento alluvionale ha assunto caratteristiche peggiori di quella del 1994 in quanto l'area inondata è in realtà molto più vasta.
qui presenti, cioè sia il ministro Bianco sia il ministro Nesi. Mi rivolgo quindi alla cortesia del Presidente per sapere se sia possibile ottenere una risposta in qualche modo suddivisa tra i due ministri.
PRESIDENTE. I ministri si concertano tra loro, non in aula.
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Ne prendo atto. Ho avanzato questa richiesta proprio perché intendo conoscere quali mezzi di pronto intervento siano a disposizione delle popolazioni colpite e quanti e quali fondi siano stanziati per i primi interventi e quelli messi a disposizione delle amministrazioni locali, poiché i sindaci stanno adottando interventi immediati spendendo risorse anche con procedure molto abbreviate ma estremamente utili in questa fase.
PRESIDENTE. Il ministro dell'interno Bianco ha facoltà di rispondere.
ENZO BIANCO, Ministro dell'interno. Dopo una valutazione congiunta con il ministro dei lavori pubblici, poiché una parte delle interrogazioni riguardano argomenti di protezione civile, sarò io a rispondere.
modo adeguato una tragedia di proporzioni effettivamente colossali (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
PRESIDENTE. L'onorevole Rogna Manassero di Costigliole ha facoltà di replicare.
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Signor Presidente, debbo confermare la tempestività dell'intervento; io stesso ho partecipato all'incontro con il ministro Bianco, a Torino, in cui sono state decise le prime misure. Effettivamente la prima fase, cioè quella dei soccorsi, si è svolta con modalità sicuramente enormemente migliori rispetto a quelle del 1994. L'esperienza della prima fase è sicuramente servita moltissimo; di questo dobbiamo dare atto a tantissime organizzazioni, dai vigili del fuoco ai volontari alla protezione civile, e dobbiamo a ciò il fatto che non vi sia stato un numero più alto di vittime: l'entità della tragedia è tale che la situazione avrebbe potuto essere anche peggiore.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Lucà n. 3-06421 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).
MIMMO LUCÀ. Signor Presidente, conosciamo le conseguenze drammatiche delle alluvioni che hanno colpito alcune regioni del nord. Non parlo solo del Piemonte e della Valle d'Aosta, ma anche di altre regioni che sono state colpite e che sono investite in questo momento dall'evento. In molte località sono stati interrotti servizi fondamentali ed essenziali, come il telefono, l'acqua potabile, il gas e l'energia elettrica. Intendo sottolineare le pesanti conseguenze dell'evento in regioni come il Piemonte e la Valle d'Aosta sull'apparato produttivo composto da piccole e medie imprese che è stato pesantemente danneggiato. Molti imprenditori non sono in condizione di riprendere l'attività e vi è il rischio concreto di un vero e proprio collasso economico. Vi sono interruzioni rilevanti sull'assetto stradale e sulle vie di comunicazione ferroviaria. Chiedo quali impegni si intendano assumere e quali risorse economiche si intendano impegnare per i primi interventi d'emergenza, quelli dei servizi essenziali. Spero, e vorrei sentirlo dire in maniera forte...
PRESIDENTE. Se lo vuole sentir dire, faccia la domanda velocemente, perché è molto fuori termine!
MIMMO LUCÀ. Spero che il Governo voglia escludere l'introduzione di una nuova tassa per gli italiani. Come si pensa di reperire, quindi, le somme occorrenti per gli interventi previsti?
PRESIDENTE. Il ministro dell'interno ha facoltà di rispondere.
ENZO BIANCO, Ministro dell'interno. La materia riguarda prevalentemente la protezione civile e ne abbiamo parlato questa mattina.
PRESIDENTE. L'onorevole Lucà ha facoltà di replicare.
MIMMO LUCÀ. Signor Presidente, signor ministro, il suo intervento risponde pienamente agli interrogativi che ho posto e sottolinea la responsabilità e la tempestività con le quali il Governo si è mosso in questa circostanza.
ANTONIO RIZZO. E nel 1998?
MIMMO LUCÀ ...come quelle previste nei decreti iniziali. Tra l'altro, non voglio dimenticare che allora era al Governo l'onorevole Berlusconi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
ANTONIO RIZZO. Buffone!
STEFANO LOSURDO. E non voleva fare le speculazioni elettoralistiche!
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, ricordo anzitutto che l'interrogazione è stata sottoscritta dal collega Martinat e da tutti i deputati di Alleanza nazionale del nord Italia.
migliaia di persone tuttora sfollate, senza casa, senza luce, senza servizi o ancora isolate, ed i tanti imprenditori letteralmente disperati.
PRESIDENTE. Il ministro dei lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Desidero in primo luogo rivolgere i complimenti del mio Ministero all'autorità di bacino e al magistrato del Po che, secondo tutte le osservazioni fatte dai prefetti e dai sindaci (ho ricevuto molte informazioni in questo senso), hanno operato molto bene.
PRESIDENTE. L'onorevole Zacchera, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
MARCO ZACCHERA. Presidente, mi scusi il signor ministro, che pure è venuto a vedere le zone dell'Ossola due mesi fa con me, ma io mi vergognerei a dire che bisogna elogiare il magistrato del Po. Lo chieda ai sindaci di sinistra che ieri al ministro Turco lamentavano come in Ossola da due anni non si è visto nessuno del magistrato del Po, salvo portare alcune circolari o a sbagliare clamorosamente le curve di livello di alcuni divieti. Queste sono le realtà dei fatti: io penso che dobbiamo andare a fondo di queste responsabilità!
L'onorevole Merlo ha facoltà di illustrarla.
Tuttavia, passata questa prima difficile emergenza (mi riferisco in particolare alla situazione piemontese e alla provincia di Torino) vi sono due questioni prioritarie, tra le molte altre, alle quali vanno date precise risposte. Si tratta di risposte molto attese dalle comunità locali e dalle popolazioni colpite dai tragici eventi.
Formulo, pertanto, le due specifiche domande. Innanzitutto, chiediamo come garantire oggi la certezza delle risorse per ripristinare le infrastrutture pubbliche danneggiate e porle in condizioni di sicurezza; mi riferisco, in particolare, al problema delle arginature: è sufficiente un giorno di pioggia per mettere a rischio interi paesi.
In secondo luogo, chiedo come attivare immediatamente - ripeto, immediatamente - la pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei e dei corsi d'acqua. Ritengo, infatti, che vi sia una precisa responsabilità relativamente all'atteggiamento - peraltro, positivo - del magistrato delle acque del Po nei confronti dei comuni.
La tendenza del fenomeno di propagazione della piena - si legge nella nota - è quella di attestarsi sui valori raggiunti nel 1994, ma c'è un vantaggio: ora abbiamo la disponibilità di alcune golene vicino a Mantova, che hanno una capacità complessiva di 50 milioni di metri cubi; si tratta delle golene di Tabellano, nel comune di Suzzara, e del comune di San Benedetto. Alle ore 13,30 è stata disposta l'apertura dell'argine golenale di Tabellano, mentre quella di San Benedetto verrà eventualmente attuata a fine giornata, in relazione all'andamento della piena.
Per quanto riguarda le criticità strutturali del sistema arginale, nel tratto mediano ed inferiore del Po (le sponde emiliane e lombarde del delta, che non sono ancora interessate dal colmo della piena), faccio presente che i punti di maggior rischio sono localizzati sulla sponda destra a valle della confluenza con il fiume Secchia ed in corrispondenza dell'abitato di Felonica; invece, nel delta i punti a maggior rischio sono stati individuati nei comuni di Mesola, Berra e Porto Tolle. Tuttavia, malgrado le notizie siano finora allarmanti, vi è un'attenuazione con cui si conclude la comunicazione del magistrato delle acque del Po: sulla base delle rilevazioni fino ad ora acquisite, si può ragionevolmente ritenere che l'andamento dei livelli di piena non dovrebbe superare, a Pontelagoscuro, quelli del 1994, che non determinarono eventi di particolare pericolo, se si escludono i famosi «fontanazzi» (cioè, il sorgere di acque autonomamente con modesti allagamenti della campagna). Questa è la comunicazione del magistrato del Po di mezz'ora fa.
Voglio sottolineare che quello che è successo nella confluenza del Po con il Ticino è un evento superiore - dice il magistrato del Po - a tutti quelli verificatisi nel corso dell'ultimo secolo.
Date queste notizie, vorrei rispondere all'onorevole Merlo: la risposta è rapida e mi consentirà di recuperare un po' di tempo.
Tocca a noi adesso, perché il Ministero dei lavori pubblici è parzialmente Ministero di rapido intervento: quest'ultimo spetta infatti al Ministero dell'interno, che l'ha attuato - non sta a me dirlo - in piena collaborazione con le nostre strutture.
Ho convocato per domenica mattina prossima, a Torino o a Milano, vedremo, tutti i dirigenti del mio Ministero che si occupano del coordinamento territoriale, della valutazione dei danni del suolo, del servizio dighe. Osservo che fortunatamente tutte le dighe nelle zone interessate hanno tenuto, cioè non hanno subito alcun danno. Domenica decideremo il piano globale ed io credo che questa volta dobbiamo andare incontro - e lo dico senza alcuna enfasi, consapevole delle cose di cui sto parlando - all'individuazione di un piano generale che riguardi non solo la ristrutturazione, ma anche un'applicazione globale, che finora non è stata fatta, di una legge molto importante, la legge del 1989 sulla difesa del suolo. Ho posto proprio questo problema ai miei collaboratori: stiamo un giorno insieme, domenica prossima, dopo di che, al termine della giornata, redigeremo una proposta precisa del Ministero dei lavori
L'onorevole Merlo ha facoltà di replicare.
Desidero tuttavia precisare, signor ministro, due aspetti importanti, che sono poi quelli sottolineati dalle comunità locali, affinché non ci siano equivoci. Noi tutti - coloro che vivono in quelle realtà, ma anche l'intero paese - abbiamo bisogno di certezze sul fronte delle risorse per alleviare l'emergenza, per creare le condizioni per far ripartire le infrastrutture nei territori colpiti con una procedura chiara e con un'attribuzione di competenze specifiche (e mi pare che l'incontro di domenica sia volto soprattutto a questo), senza più inutili e - mi permetta - a volte anche un po' vergognosi intralci burocratici. Abbiamo bisogno di certezza delle risorse anche per quanto riguarda il risarcimento delle attività produttive - di cui ieri ha già parlato il sottosegretario Di Nardo - colpite, se non distrutte, dall'alluvione. Voglio solo ricordare che la Coldiretti stima in oltre 250 miliardi i danni nella sola provincia di Torino.
C'è poi una seconda questione, signor ministro, a lei ben nota, ma che desidero sottolineare. Va attivato immediatamente un piano di pulizia, di arginatura e di manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d'acqua interessati, promuovendo inoltre opere di prevenzione dei rischi, coinvolgendo gli enti locali competenti o i titolari delle infrastrutture. Sotto questo profilo, secondo me, va sciolto anche il nodo del ruolo esercitato dal magistrato per il Po: abbiamo registrato troppe volte lamentele da parte degli enti locali che sono impotenti.
Su questo versante la risposta del Governo credo sia stata positiva.
Passiamo all'interrogazione Ortolano n. 3-06418 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).
L'onorevole Ortolano ha facoltà di illustrarla.
Altra questione prioritaria è il ripristino immediato dei collegamenti fondamentali, stradali e ferroviari, con Milano e la Francia. Infine, chiedo una particolare attenzione agli investimenti per la montagna: anche quest'ultima tragica esperienza ha dimostrato che, là dove gli interventi di dragaggio e di contenimento dei torrenti e dei fiumi sono stati effettuati, i risultati si sono visti. Pertanto, vanno individuati i terreni prioritari su cui operare, alla luce di queste problematiche. Vorrei quindi sapere quali siano,
Per quanto riguarda la sua seconda osservazione, mi è giunta in questa momento una nota dal Ministero dei trasporti e della navigazione con la quale mi si comunica che sono state già riattivate le linee ferroviarie Torino-Milano, Torino-Avigliana-Modane, Avigliana-Modane, mentre, purtroppo, sulla linea Torino-Modane ci sono ancora problemi.
L'ultima osservazione che vorrei svolgere - vorrei recuperare il tempo in più che ho impiegato prima, rispondendo anche ad altre interrogazioni - riguarda il fatto che il Consiglio dei ministri, questa mattina, ha cominciato a fare una valutazione globale dei danni, senza arrivare ancora ad alcuna conclusione. Oggi pomeriggio, alle ore 17, si terrà una conferenza stampa sulla questione a cui parteciperà il Presidente del Consiglio, accompagnato dal ministro dell'interno e da me. In ogni caso, abbiamo messo in evidenza che il problema degli argini è fondamentale, e mi rivolgo al collega Ortolano. Abbiamo anche valutato il problema delle casse di espansione in modo da adottare tutte le misure di ordine finanziario con grande rapidità. Su tale questione voglio essere molto chiaro: parlo anche a nome del ministro dell'interno e dell'intero Consiglio dei ministri. Abbiamo dato indicazione ai prefetti ed ai provveditori nel senso che i 100 miliardi messi a disposizione, pur rappresentando una somma minima, debbano essere utilizzati con immediatezza, senza alcun intralcio burocratico.
Esprimo soddisfazione per la risposta data dal Governo che con tempestività ci ha dato notizie aggiornate sulla situazione, con una valutazione delle scelte che vengono compiute giorno per giorno e con grande tempestività. Ho appreso che sono stati sospesi gli sfratti, che vi è già una parziale riattivazione del collegamento con Milano, mentre rimane difficile quello con la Francia.
Il punto fondamentale, come ha poc'anzi ricordato il Governo, è predisporre strutture che potremmo chiamare di fluvialità, di defluenza fluviale che permettano di dare un reale contributo perché non si ripetano fenomeni come quelli verificatesi in questi giorni.
Sono questi gli interventi fondamentali che messi in atto tempestivamente, come il Governo ha detto, ci consentiranno non solo di risanare le ferite che si sono aperte in questa circostanza nel nord del paese ma anche di impedire che esse si verifichino nuovamente.
L'onorevole Rogna Manassero di Costigliole ha facoltà di illustrarla.
Le mie domande per la verità riguardano la competenza di entrambi i ministri
Vorrei ancora ricordare che quanto è accaduto in questa alluvione è una interruzione di attività produttive in moltissime aree in cui operano piccole e medie industrie, industrie che hanno meno di 15 dipendenti e quindi hanno difficoltà per la cassa integrazione. Il provvedimento dovrà dunque anche occuparsi di questo argomento.
Lunedì, cioè a ventiquattr'ore dalla tragica vicenda che ha interessato anzitutto la Valle d'Aosta e il Piemonte, ma che in questo momento sta interessando anche la Lombardia, l'Emilia-Romagna e domani anche il Veneto, il Governo ha già dichiarato lo stato di emergenza e nello stesso pomeriggio di lunedì ho firmato l'ordinanza di protezione civile.
Le dimensioni della tragedia che si sta verificando in questi giorni sono tali che, se non ci fossero state una perfetta collaborazione ed efficienza da parte dello Stato e dei suoi corpi specializzati (corpi di polizia, protezione civile, vigili del fuoco e volontari) ma anche da parte delle regioni interessate, indipendentemente dal colore politico (mi riferisco alla Valle d'Aosta e al Piemonte) nonché degli enti locali, la tragedia avrebbe assunto dimensioni assolutamente straordinarie.
Nell'ordinanza di protezione civile sono già stati stanziati 100 miliardi per l'emergenza; tale somma sarà gestita dai prefetti, i quali autorizzano automaticamente i sindaci, in particolare, per gli interventi di emergenza.
Già domenica mi sono permesso di autorizzare i sindaci, prima dell'ordinanza di cui ho parlato, a fare quanto era necessario in attesa che fosse materialmente firmata l'ordinanza. Nella stessa ordinanza è stato previsto un primo intervento che, quando andrà a regime con l'approvazione della finanziaria, prevederà a partire da oggi 100 miliardi la copertura degli oneri sui mutui, grazie ai quali già oggi potranno essere attivati fondi per complessivi mille miliardi. È quanto ci hanno chiesto le regioni Piemonte e Valle d'Aosta per destinarli non solo alla ricostruzione di ponti, strade e reti ferroviarie, ma anche per coprire i danni, come abbiamo fatto di recente anche per le singole famiglie che devono abbandonare la propria abitazione o per le singole piccole e medie imprese che abbiano dovuto cessare l'attività. Questo lo faremo senza nominare alcun commissario, dando i poteri alle regioni, alle province e ai comuni per la loro competenza; ovviamente, abbiamo previsto un potere sostitutivo: se da parte di una qualunque delle amministrazioni non si facesse quanto necessario entro un certo periodo, è chiaro che scatterebbe un potere in capo al ministro delegato per la protezione civile di nominare un commissario ad hoc con il quale verrebbe immediatamente ricostituita la condizione della competenza.
Credo, quindi, che si possa dire francamente che, grazie a questa sinergia e collaborazione, oggi stiamo affrontando in
Per quanto riguarda, invece, il giorno dopo e la ricostruzione per far rivivere questa zona, si pone - lo voglio sottolineare ancora una volta - un problema molto serio: l'interruzione delle attività produttive e della produzione di ricchezza di una vastissima zona. Oltre ai 250 miliardi valutati per l'agricoltura circa altri mille in questo momento costituiscono una prima stima dei danni avuti da parte delle attività produttive che occorre assolutamente rimettere in funzione.
L'onorevole Lucà ha facoltà di illustrarla.
Per quanto riguarda il Piemonte e la Valle d'Aosta, abbiamo già stanziato una cifra congrua.
L'impegno del Governo era già volto a garantire la copertura degli oneri dei mutui per circa mille miliardi, una cifra particolarmente consistente che, lo ripeto, a prima vista sembrava coprire gli oneri attinenti sia alla ricostruzione di infrastrutture, sia all'intervento a sostegno dei privati cittadini, delle famiglie e del sistema produttivo.
Naturalmente, l'onere crescerà, perché già questa mattina il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza, come ho affermato in precedenza, anche per la Lombardia e l'Emilia-Romagna; probabilmente, lo stesso faremo per il Veneto nel corso della prossima riunione del Consiglio dei ministri.
Quanto sarà necessario per intervenire in queste regioni, che, voglio ricordarlo, sono decisive per lo sviluppo del paese, oggi non siamo in grado di quantificarlo; lo faremo con grandissima rapidità. Ci impegniamo, cessata l'emergenza (oggi le risorse sono impiegate ad evitare altre catastrofi nelle regioni man mano più vicine alla foce del Po), a fare immediatamente una stima delle risorse necessarie. Il Governo intende intervenire, anche attraverso la finanziaria, per fare tutto ciò di cui vi è necessità al fine di ripristinare la rete delle infrastrutture e sostenere il mondo produttivo che ha ricevuto un danno. Lo faremo evitando - ciò spetta alla competenza collegiale del Governo - che vi siano interventi attraverso imposte straordinarie. Ci si consenta di farlo, però, quando avremo un quadro esatto delle necessità.
Il Governo ribadisce, però, il suo impegno. Interverremo senza far mancare nulla di cui vi è necessità per dare, nei tempi più rapidi possibili e con procedure veloci, pieno sostegno a questa parte del paese che sta subendo un danno straordinario.
Sappiamo però - lo voglio ribadire perché non è stato ancora affermato sufficientemente - che le piogge potevano provocare conseguenze molto più gravi senza l'intervento insostituibile della protezione civile, dei sindaci, degli amministratori locali, delle tante associazioni di volontariato, dei militari, dei vigili del fuoco, delle guardie forestali, dei carabinieri, dei poliziotti, dei vigili urbani, dei tanti volontari che hanno lavorato senza sosta e senza risparmio di energie. Credo che il Parlamento debba ringraziare tali operatori.
Spero anche, signor Presidente, signor ministro, che la politica sappia evitare, in questa circostanza, l'ennesimo spettacolo del rimpallo delle responsabilità, delle polemiche, delle speculazioni elettoralistiche: è il tempo della ricostruzione. Le popolazioni colpite - concludo, signor Presidente - si aspettano misure efficaci ed in tempi rapidi. Spero si vogliano evitare, come purtroppo non si è fatto in passato (penso all'esperienza del 1994) eccessi di burocrazia, lungaggini, farraginosità di carattere burocratico, ...
Passiamo all'interrogazione Martinat n. 3-06422 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).
L'onorevole Zacchera, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
Signor Presidente, onorevole ministro, nel minuto che ho a disposizione il primo pensiero vuole andare alle vittime di questa nuova e devastante alluvione: le
Il secondo pensiero va - anch'io lo faccio volentieri - a chi sta lavorando per alleviare lo stato di calamità: migliaia di volontari, forze dell'ordine, funzionari dello Stato. Per quanto riguarda la mia provincia, per esempio, non posso non sottolineare il grande lavoro di coordinamento svolto dalla nostra prefettura del Verbano-Cusio-Ossola, nonché il lavoro informativo delle TV locali, che hanno informato la gente su cosa fare e non fare. Al Governo, però, ho posto tre quesiti chiari, ai quali chiedo altrettante risposte precise.
In primo luogo, si è già detto, finita l'emergenza, che cosa volete fare, con quali tempi, con quali mezzi per la ricostruzione? Bisogna subito pensare a riavviare economicamente zone prostrate sia nelle infrastrutture pubbliche sia per migliaia di attività commerciali, artigianali, turistiche, industriali, in zone tra le più produttive del paese. Da questo punto di vista, la concessione della cassa integrazione a questi settori mi sembrerebbe indispensabile.
In secondo luogo (e andiamo alle contestazioni, perché qui sono tutti un po' troppo contenti), il Governo che cosa vuole fare e come vuole intervenire in maniera immediata sulla questione dei disalvei dei fiumi e dei torrenti? È inutile costruire e alzare gli argini se non si ripulisce il greto dei fiumi ingombri di materiale antico e recente! Difatti, da anni lo si impedisce: è un pessimo esempio di ecologismo non intervenire e opporre trafile burocratiche assurde!
Diamo ai sindaci le responsabilità, ma anche il potere di intervenire, perché conoscono il loro territorio.
In terzo luogo, vorrei sapere quale sia la situazione organizzativa del magistrato del Po e dell'autorità di bacino, per i quali chiedo un'inchiesta approfondita e seria. È assurdo governare il territorio da Parma per tutto l'arco alpino, senza verifiche continue, con cartine geologicamente superate! Le alluvioni, pur eccezionali, diventano preannunciate quando non c'è chiarezza su queste responsabilità.
Mi riservo di approfondire e documentare ulteriormente quanto ho detto in sede di replica (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
In secondo luogo, desidero rispondere al deputato interrogante dando alcuni dati.
È certo che rimettere a posto tutto il bacino del Po avrà un costo molto forte che è impossibile stabilire in questo momento, ma che ci siamo impegnati a determinare in circa 10-15 giorni. Entro 15 giorni, pertanto, noi sapremo qual è il danno globale non soltanto per quanto riguarda le strade, le autostrade, le ferrovie e i ponti, ma anche per quanto riguarda i danni diretti alla produzione industriale e agricola. Osservo che il paese ha i mezzi per far fronte a questi danni, ma che potrà attivare anche il ricorso ai fondi strutturali comunitari, i quali - dico cose che ho già detto anche nelle riunioni interne -, ancorché non espressamente finalizzati al finanziamento di interventi di questo tipo, potranno tuttavia essere utilizzati.
Se il deputato interrogante ritiene di fare una commissione per il magistrato del Po, io sono naturalmente a sua disposizione. Per quanto mi riguarda, non posso fare altro che elogiare quello che hanno fatto tutti i miei collaboratori.
Mi auguro che si trovino i soldi per poter fare determinate cose, ma non verremo a capo del problema se non avremo il coraggio di capire che in Italia le conseguenze delle alluvioni diminuiranno se sul territorio non solo vi sarà coordinamento, ma anche qualcuno che comandi a livello locale, dove i sindaci, i presidenti delle province e i prefetti possano - senza rovinarsi il lavoro uno con l'altro - intervenire sul territorio, non mandando le circolari da Parma. Infatti, noi abbiamo visto i fiumi esondare, signor ministro, non perché mancavano gli argini, ma perché da cinque anni un certo modo di fare pseudoecologia impedisce di tirar via i massi delle alluvioni precedenti! Queste sono le responsabilità politiche che bisogna assumersi anche nei confronti dei funzionari: alcuni sono bravi ed altri non ci sono!
Quanti sono, signor ministro, i funzionari del magistrato del Po? Quanti ve ne sono per ogni regione?
Queste sono le responsabilità delle alluvioni «annunciate» che bisogna avere il coraggio, una volta per tutte, di riconoscere! E se il Governo vuole fare qualcosa, deve ricorrere al decreto-legge del 24 novembre 1994 fatto dal - per loro - famigerato Governo Berlusconi. Vi è già scritto tutto: si può migliorare sicuramente, ma non vi è da perdere molto tempo per fare in concreto delle cose.
Piuttosto, come la mettiamo con la finanziaria del Governo Amato che taglia i due terzi dei fondi per la protezione del suolo? Il magistrato del Po non ha speso il 40 per cento degli stanziamenti per le opere di difesa. Questi sono i fatti, signor ministro e non soltanto parole di risposta.
Signor ministro, sono del tutto insoddisfatto.


