Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: RUE - Servizio SG - Servizio per i Rapporti con l'Unione europea
Titolo: Il programma dell'Unione Europea per il 2026 - Programma di lavoro della Commissione 2026 - È ora che l'Europa si renda indipendente” - COM(2025)870 - Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all'Unione europea nell'anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4)
Serie: Documentazione per le Commissioni - Esame di atti e documenti dell'UE   Numero: 141
Data: 02/03/2026
Organi della Camera: XIV Unione Europea, I Affari costituzionali, II Giustizia, III Affari esteri, IV Difesa, V Bilancio, VI Finanze, VII Cultura, VIII Ambiente, IX Trasporti, X Attività produttive, XI Lavoro, XII Affari sociali, XIII Agricoltura, Comitato per la legislazione

IL PROGRAMMA DELL'UNIONE EUROPEA PER IL 2026

Programma di lavoro della Commissione 2026 - È ora che l'Europa si renda indipendente” - COM(2025)870

Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4)


3 marzo 2026XIX Legislaturamarzo 2018


 


loghi.gifIL PROGRAMMA DELL'UNIONE EUROPEA PER IL 2026

Programma di lavoro della Commissione 2026 - È ora che l'Europa si renda indipendente” - COM(2025)870

Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4)

 

 

 

 

 

XIX LEGISLATURA

 

Documentazione per le Commissioni
ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL’UE


SENATO DELLA REPUBBLICA
SERVIZIO STUDI
SERVIZIO DEGLI AFFARI INTERNAZIONALI
UFFICIO DEI RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI DELL’UNIONE EUROPEA
N. 165	CAMERA DEI DEPUTATI
SERVIZIO PER I RAPPORTI CON L’UNIONE EUROPEA


N. 141

 

 

Servizio Studi

Tel. 06 6706 2451 - studi1@senato.it - @SR_Studi

Dossier n. 165

 

Servizio degli Affari internazionali

Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell’Unione Europea

Tel. 06 6706 5785 – affeuropei@senato.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Servizio per i rapporti con l’Unione europea

Tel. 06 6760 2145 – rue_segreteria@camera.it - @CD_europa - europa.camera.it.

Dossier n. 141

 

 

 

 

 

La documentazione dei Servizi e degli Uffici del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati è destinata alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. Si declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.

 

 


I N D I C E

 

Introduzione. 1

La relazione programmatica del Governo.. 3

Struttura e introduzione della relazione programmatica. 4

Il programma di lavoro 2026 della Commissione europea   7

Struttura del programma. 7

Cenni al programma dei 18 mesi del Consiglio dell’UE (1° gennaio 2025- 30 giugno 2026)  8

Parte prima - Le politiche strategiche.. 11

Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività. 11

Un’Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo  33

Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura. 41

Difendere la democrazia, lo Stato di diritto e i valori dell’Unione europea. 43

Parte seconda – La dimensione esterna dell’UE. 53

1. Una nuova era per la difesa e la sicurezza europea. 53

2. Un’Europa globale. 66

Parte terza - Il coordinamento nazionale delle politiche europee.. 79

Prevenzione e soluzione delle infrazioni al diritto UE.. 79

Coordinamento della risposta in materia di aiuti di Stato. 80

Attuazione del PNRR, Semestre europeo 2026 e Fiscal Simplification Package  81

Tutela degli interessi finanziari dell’UE e lotta contro le frodi 81

Attuazione della politica di coesione. 83

Comunicazione e formazione sulle attività UE - Obblighi informativi del Governo verso il Parlamento. 83

Relazioni del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea  84

Relazione biennale TEN-T.. 85

Comunicazione e formazione sull’attività dell’UE.. 85

Parte quarta - Lo sviluppo del processo di integrazione europeo: preparare l’Unione al futuro.. 87

Nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE 2028-2034. 87

 

 

 

 

 


Introduzione

 

Il presente dossier illustra, in estrema sintesi, i contenuti della relazione programmatica del Governo sulla partecipazione dell’Italia all’UE per il 2026, nonché del programma di lavoro della Commissione europea per il medesimo anno

L'articolo 144-bis del Regolamento del Senato prevede che le relazioni annuali sulla partecipazione dell'Italia all'UE siano assegnate per l'esame in sede referente alla Commissione politiche dell'UE assieme ai disegni di legge europea e di delegazione europea (c. 1). La Commissione predispone una relazione generale per l'Assemblea (c. 3); la discussione generale in Assemblea può avere luogo congiuntamente (c. 6).

Alla Camera l’esame è attualmente disciplinato dal parere della Giunta per il regolamento del 14 luglio 2010, che ha previsto che la relazione programmatica sia oggetto di esame congiunto con i programmi legislativi delle Istituzioni europee, secondo la procedura già delineata dalla Giunta per il Regolamento il 9 febbraio 2000. In particolare, la relazione programmatica, il programma di lavoro della Commissione e il programma dei 18 mesi del Consiglio sono esaminati da tutte le Commissioni (per i profili di rispettiva competenza), che approvano un parere, e dalla XIV Commissione Politiche dell'UE, che presenta una relazione all'Assemblea per la successiva discussione con votazione di eventuali strumenti d'indirizzo.

A partire dalla prossima legislatura, per effetto della modifica del Regolamento approvata dall’Assemblea della Camera lo scorso 17 gennaio, la procedura sarà tuttavia modificata.

Il nuovo articolo 126-quater del Regolamento infatti disgiunge l’esame parlamentare degli strumenti di programmazione politica e legislativa delle istituzioni dell’Unione europea da quello della relazione programmatica.

Quest’ultima relazione, così come quella consuntiva, sarà esaminata unitamente ai disegni di legge di delegazione europea o di legge europea, ai sensi dell’articolo 126-ter del Regolamento.

 

Dopo una breve sintesi della struttura e dei contenuti di entrambi i documenti, il dossier illustrerà i contenuti di ciascuna sezione della relazione programmatica richiamando, di volta in volta, le indicazioni al riguardo del programma annuale della Commissione.

 



 

La relazione programmatica del Governo

 

La relazione programmatica, in base all’articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012, indica gli orientamenti e le priorità che il Governo intende perseguire nell’anno successivo con riferimento agli sviluppi del processo di integrazione europea. Deve essere presentata entro il 31 dicembre di ogni anno.

La relazione programmatica per il 2026 è stata trasmessa al Parlamento il 10 febbraio.

Le tabelle seguenti riportano le date di trasmissione delle relazioni programmatiche a decorrere dalla entrata in vigore della legge 234 del 2012.

 

Relazione programmatica XVII legislatura

Anno

Data di trasmissione

2013

5/06/2013

2014

10/01/2014

2015

11/03/2015

2016

23/12/2015

2017

17/01/2017

2018

22/01/2018

 

Relazione programmatica XVIII legislatura

Anno

Data di trasmissione

2019

24/12/2018

2020

24/01/2020

2021

24/06/2021

2022

16/05/2022

2023

21/06/2023

 

Relazione programmatica XIX legislatura

Anno

Data di trasmissione

2023

21/06/2023

2024

26/07/2024

2025

06/08/2025

 

La necessità del rispetto delle tempistiche di presentazione della relazione programmatica - nel più ampio contesto di un sistematico e tempestivo adempimento, da parte del Governo, degli obblighi informativi nei confronti del Parlamento, previsti dalla legge n. 234 del è stata più volte rilevata, sia nella passata che nella presente legislatura, dal Senato e dalla Camera dei deputati.

 

Struttura e introduzione della relazione programmatica

Struttura

La relazione programmatica è articolata in una introduzione e quattro parti principali.

La prima parte è dedicata alle politiche strategiche ed è strutturata in quattro sezioni, rispettivamente dedicate a “Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell'Europa”, “Un’Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo”, “Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura” e “Difendere la democrazia: lo Stato di diritto e i valori della UE”.

Tra le politiche strategiche dell’UE la relazione include il rafforzamento della base industriale europea, la modernizzazione del mercato unico e la semplificazione normativa, le politiche per il lavoro, la formazione, la ricerca, la qualità della vita e la tutela dell’ambiente, nonché la protezione dei valori democratici, dello Stato di diritto e della libertà dei media.

La seconda parte è dedicata alla dimensione esterna dell’UE ed è strutturata in due sezioni, rispettivamente dedicate a “Una nuova era per la difesa e la sicurezza europea” e a “Un’Europa globale”.

Viene descritta la dimensione esterna dell’UE, con focus sulla difesa e la sicurezza comuni, sulla gestione dei flussi migratori e sulla lotta alla criminalità transnazionale, e si illustrano inoltre i partenariati strategici con aree chiave del mondo, le relazioni con gli Stati Uniti, le iniziative nel Mediterraneo e in Medio Oriente, il sostegno ai processi di allargamento e la gestione delle crisi umanitarie, rafforzando il ruolo globale dell’Unione.

La terza parte è dedicata all’azione di coordinamento nazionale delle politiche europee, all’attuazione delle politiche di coesione, nonché alla comunicazione e alla formazione sull’attività dell’Unione europea.

La quarta parte infine riguarda lo sviluppo del processo di integrazione europea, osservato in particolare attraverso la lente del prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’UE 2028-2034.

Il contenuto delle varie parti, dopo una breve introduzione, è strutturato in 204 schede relative a “dossier” specifici – ciascuno concernente singole questioni o proposte legislative dell’UE - che descrivono gli obiettivi, le azioni e i risultati attesi riconducibili ai vari interventi e che sono aggiornate al 31 dicembre 2025.

 

Introduzione

Nell’introduzione il Governo sottolinea che le principali priorità strategiche dell’Italia individuate nella relazione sono collocate nel quadro delle iniziative previste dal Programma di lavoro della Commissione per il 2026. Da parte italiana, sono accolte con favore iniziative chiave come il 28° regime, Chips act 2.0, l’European Innovation Act, la legge sull’economia circolare e gli interventi di semplificazione normativa.

In questo contesto, l’Italia ritiene che “nuove iniziative legislative debbano essere presentate solo quando realmente necessarie, fondate su solide valutazioni di impatto e nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità”; sul fronte ambientale, “ambizione climatica e competitività devono procedere insieme”, anche con riferimento al settore dell’automotive in cui si auspica un approccio alla transizione energetica ulteriormente fondato sulla neutralità tecnologica.

Viene poi richiamata l’importanza del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034: il Governo sostiene che “l’Italia non accetterà che politiche fondamentali come la PAC e la coesione vengano indebolite o de finanziate” e che “occorrono tutele rafforzate e garanzie credibili poiché la semplice creazione di un fondo unico che metta in competizione politiche e territori non è una soluzione”.

Con riferimento alla dimensione esterna, il Governo intende continuare a sostenere l’allargamento dell’Unione, in particolare ai Balcani occidentali, ritenuti centrali per l’autonomia strategica europea, nonché l’Ucraina nel suo percorso verso una pace giusta e duratura offrendo anche il necessario sostegno tecnico nell’avanzare nel percorso di attuazione delle riforme e di adattamento all’acquis comunitario.

Il Governo intende altresì rafforzare il coordinamento nazionale delle politiche europee, intensificando l’azione nella fase ascendente del processo decisionale dell’Unione, al fine di “veicolare sin dall’avvio dei negoziati gli interessi nazionali, assicurando un coinvolgimento tempestivo e strutturato delle amministrazioni competenti e favorendo una posizione italiana unitaria, coerente ed efficace nei confronti delle istituzioni europee”. In questo contesto, il Governo ritiene prioritario anche prevenire le infrazioni e migliorare l’efficacia delle politiche di coesione.

In conclusione, l’introduzione evidenzia l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni per quanto riguarda la tempistica di presentazione della relazione. Il Governo ritiene in tal modo di aver pienamente restituito al Parlamento il ruolo e il valore che gli competono e di poter elaborare una posizione nazionale informata, condivisa e strutturata, pienamente sostenuta dal Parlamento stesso.


 

Il programma di lavoro 2026 della Commissione europea

 

Il programma di lavoro per l’anno 2026, intitolato “È ora che l'Europa si renda indipendente”, è stato presentato dalla Commissione europea il 21 ottobre 2025.

Il programma si inquadra nel contesto degli orientamenti politici presentati dalla Presidente von der Leyen nel luglio 2024 (v. dossier), delle lettere di incarico che la Presidente medesima ha indirizzato ai singoli commissari (v. dossier) e del discorso sullo stato dell'Unione del 2025. 

La Commissione parte dalla premessa che solo costruendo un'Europa più sovrana e indipendente l’Unione potrà affrontare efficacemente le sfide, attuali e future, derivanti da un contesto internazionale contraddistinto da minacce alla sicurezza e alla democrazia, conflitti e tensioni geopolitiche, rischi per l’economia e l’industria e cambiamenti climatici.

Nel delineare le principali azioni e iniziative per il 2026, la Commissione ritiene necessario l’Europa:

·        intensificare l'impegno per garantire e plasmare il proprio futuro, proteggere i cittadini dall'impatto dei cambiamenti climatici e ridurre il proprio impatto sugli ecosistemi;

·        farsi carico della propria difesa e sicurezza;

·        avere il controllo delle tecnologie e delle fonti di energia;

·        decidere in quale tipo di società e di democrazia vivere;

·        creare posti di lavoro di qualità in un'economia moderna e rafforzare il modello sociale europeo nelle mutate condizioni demografiche;

·        sviluppare il futuro dell’industria europea e sostenere le start-up, le scale-up e le piccole imprese affinché prosperino nel mercato unico;

·        mantenere gli standard sociali, digitali e ambientali;

·        garantire che gli agricoltori ricevano un prezzo equo per produrre alimenti di alta qualità e proteggerli da pratiche commerciali sleali;

·        aprirsi al mondo e scegliere partenariati con alleati, vecchi e nuovi.

 

Struttura del programma

Il programma è composto di una parte descrittiva e di cinque allegati.

La parte descrittiva è articolata in quattro capitoli. Il primo contiene una sintetica introduzione. Il secondo illustra il percorso per realizzare un'Europa libera e indipendente, perseguendo prosperità sostenibile e competitività, difesa e sicurezza europee, sostegno alle persone e rafforzamento del modello sociale europeo, mantenimento della qualità della vita (sicurezza alimentare, acqua e natura), difesa della democrazia, Stato di diritto e protezione dei valori europei, un’Europa globale e preparazione dell'Unione di domani (Quadro finanziario pluriennale e allargamento). Il terzo è dedicato alla semplificazione e alla riduzione degli oneri amministrativi, a giudizio della Commissione fondamentali per un'Europa più competitiva e attraente. Il quarto contiene un appello conclusivo all’unità e all’azione convinta e coraggiosa e un invito a Parlamento europeo e Consiglio a raggiungere rapidamente un accordo sul nuovo Quadro finanziario pluriennale e a portare avanti le priorità legislative più importanti.

I cinque Allegati contengono altrettanti elenchi, relativi a: le nuove iniziative, di carattere legislativo e non legislativo, che saranno presentate nel corso dell’anno, con indicazione del trimestre previsto di presentazione (all. I); le valutazioni da condurre nel contesto del Piano annuale di valutazioni e vagli di adeguatezza, di nuovo con indicazione dei tempi di massima previsti (all. II); le proposte legislative in sospeso (all. III); le proposte legislative da ritirare (all. IV); un testo legislativo di cui si propone l’abrogazione e la relative motivazione (all. V).

Il 18 dicembre 2025, basandosi sul programma di lavoro della Commissione per il 2026, Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea hanno adottato una Dichiarazione comune sulle priorità legislative dell'UE per il 2026, convenendo in particolare di attribuire la massima priorità ai seguenti obiettivi strategici fondamentali: 1) difesa e sicurezza europee; 2) prosperità sostenibile, competitività e semplificazione; 3) modello sociale europeo e qualità della vita; 4) gestione delle frontiere e migrazione; 5) democrazia e valori; 6) partenariati globali; 7) nuovo bilancio a lungo termine dell’UE.

Le tre istituzioni si impegnano a lavorare con rapidità ed efficienza su queste priorità condivise per il 2026 facendosi guidare dai principi di leale e reciproca cooperazione e impegnandosi ad accelerare i lavori sulle proposte legislative che stimolano la crescita economica, mirano a semplificare la legislazione, riducono gli oneri normativi e garantiscono una corretta attuazione e applicazione.

 

Cenni al programma dei 18 mesi del Consiglio dell’UE (1° gennaio 2025- 30 giugno 2026)

Il programma dei 18 mesi del Consiglio dell’UE viene predisposto a rotazione dal trio delle presidenze semestrali del Consiglio e dall’Alto rappresentante. L’attuale programma dei 18 mesi è stato predisposto dal trio delle Presidenze del Consiglio di Polonia (I semestre 2025), Danimarca (II semestre 2025) e Cipro (I semestre 2026) e individua le priorità da perseguire dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026.

Il programma si base anche sui contenuti dell'Agenda strategica 2024-2029 e costituisce a sua volta il quadro all’interno del quale si colloca il programma di ciascuna Presidenza semestrale del Consiglio.

La Presidenza cipriota (I semestre 2026) ha in particolare presentato un programma, con il titolo “Un'Unione Autonoma. Aperta al Mondo”, che intende promuovere un'UE più autonoma, che cooperi con i partner esterni quando possibile, ma che sia anche in grado di agire in modo indipendente quando necessario, nel rispetto del multilateralismo, della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, incluso il diritto internazionale del mare (per approfondimenti, si veda il seguente dossier).

Si ricorda che l’Italia eserciterà il turno di Presidenza del Consiglio nel I semestre del 2028, nell’ambito del trio delle Presidenze composto anche da Lettonia (II semestre del 2028) e Lussemburgo (I semestre del 2029).

Struttura del programma

Il programma è articolato in 3 capitoli:

1) un'Europa forte e sicura, che fa riferimento alle azioni esterne, alla sicurezza e alla difesa, alla migrazione e alla protezione delle frontiere, all'allargamento e alle riforme interne;

2) un'Europa prospera e competitiva, che affronta le diverse componenti che caratterizzano la competitività, la doppia transizione, l'innovazione, l'ambiente e gli affari sociali;

3) un'Europa libera e democratica, che contiene riferimenti ai valori dell'UE quali lo stato di diritto e i diritti umani.

Per tutto il periodo di 18 mesi il trio si impegna a mantenere un dialogo con la società civile e i cittadini, in particolare i giovani insieme alle istituzioni dell'UE nell'ambito delle loro competenze.


 


 

Parte prima - Le politiche strategiche

 

Come anticipato nell’introduzione, il dossier illustra sinteticamente i contenuti di ciascuna sezione della relazione programmatica richiamando, di volta in volta, le indicazioni al riguardo del programma annuale della Commissione. Sono poste in evidenza in appositi riquadri le posizioni che il Governo ha assunto o intende assumere in merito a specifici progetti legislativi o temi.

La prima parte della relazione, dedicata alle politiche strategiche, è strutturata in 4 sezioni, rispettivamente dedicate a “Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell'Europa”, “Un’Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo”, “Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura” e “Difendere la democrazia: lo Stato di diritto e i valori della UE”.

 

Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività

In questa sezione il Governo presenta i suoi orientamenti con riferimento ai principali dossier europei che concernono la semplificazione normativa, in particolare i pacchetti omnibus, il rafforzamento del mercato unico entro il 2028, l’Unione dell’energia e una economia circolare e resiliente.

La semplificazione normativa

La relazione sottolinea lo sforzo di semplificazione che la Commissione europea sta attuando nel corrente ciclo istituzionale europeo, al fine di ridurre gli oneri di comunicazione di almeno il 25% per tutte le imprese e di almeno il 35% per le PMI.

Nel corso del 2025 sono stati adottati dieci pacchetti omnibus di semplificazione, così denominati in considerazione dell’eterogeneità delle modifiche prospettate, nella convinzione di massimizzare gli impatti e garantire la coerenza complessiva della normativa mediante il raggruppamento degli emendamenti a diversi atti legislativi.

Gli omnibus presentati concernono la sostenibilità, la semplificazione degli investimenti, la politica agricola comune, le piccole imprese a media capitalizzazione e la digitalizzazione, la difesa, le sostanze chimiche, il quadro normativo digitale, la legislazione ambientale, il settore automobilistico e le norme su alimenti e mangimi. Nel suo programma di lavoro per il 2026, la Commissione europea ha anticipato la presentazione di ulteriori pacchetti omnibus riguardanti la fiscalità, i dispositivi medici e il settore dei prodotti energetici (v. infra).

Per approfondimenti sui singoli pacchetti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera in occasione dell’audizione dell’Ambasciatore di Cipro in Italia sulle priorità del semestre di Presidenza cipriota del Consiglio dell’UE. Sullo stato di avanzamento si veda anche la pagina web curata dal Consiglio europeo.

Nella relazione il Governo afferma di accogliere con favore la presentazione dei pacchetti omnibus. Preannuncia inoltre che appoggerà lo sforzo di razionalizzazione normativa della Commissione europea secondo un approccio “review, reduce, restrain”, come anticipato dal Presidente del Consiglio Meloni durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 ottobre 2025, in cui ha riferito di aver chiesto alla Commissione europea di accelerare la semplificazione sulla base di tre principi:

1)     la revisione dell’intero acquis regolamentare dell’UE per individuare le norme obsolete e non funzionali;

2)     la cancellazione, tramite i pacchetti omnibus, della regolamentazione non necessaria;

3)     il contenimento all’essenziale delle nuove proposte legislative, limitandosi alle sole materie delegate dove è maggiore il valore aggiunto di un intervento europeo, nell’applicazione dei principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità.

Omnibus V – Prontezza della difesa

Il 17 giugno 2025 la Commissione europea ha presentato il pacchetto omnibus sulla prontezza e la capacità difensiva dell’UE volto a semplificare e accelerare gli investimenti e la produzione industriale, oltre che a sostenere la creazione di un mercato comune dei prodotti della difesa.

Sulle proposte sono in corso i negoziati interistituzionali dopo che il Parlamento europeo e il Consiglio, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, hanno approvato le rispettive posizioni negoziali.

Omnibus VII – Digitale

La Commissione europea ha adottato, il 19 novembre 2025, il pacchetto di semplificazione digitale al fine di ridurre i costi amministrativi, sostenere l’innovazione delle imprese dell’UE e potenziare l’accesso ai dati di alta qualità. Il pacchetto prospetta la semplificazione delle norme vigenti in materia di dati, sicurezza informatica e IA, nonché l’istituzione di portafogli europei delle imprese.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

La Commissione afferma che il pacchetto rappresenta solo un primo passo verso la semplificazione dell’acquis digitale dell’UE (v. infra). Nell’ambito di tale revisione complessiva, il 20 gennaio 2026 è stato presentato un pacchetto sulla cibersicurezza al fine di rafforzare la capacità dell'UE in materia.

In riferimento agli aspetti di cybersicurezza contenuti nel pacchetto omnibus, il Governo comunica che intende: 1) garantire che l’introduzione del principio report once, share many per la segnalazione degli incidenti di sicurezza informatica comporti una reale riduzione degli oneri di notifica per gli operatori economici, in particolare per le PMI; 2) razionalizzare il più possibile gli obblighi di notifica previsti dalle diverse normative UE; 3) assicurare che il punto unico di accesso europeo non comprometta la competenza esclusiva degli Stati Membri in materia di sicurezza nazionale, né il rapporto operativo con i CSIRT (Computer Security Incident Response Team) nazionali e le autorità competenti.

In relazione alla proposta che interviene sul regolamento sull’IA, invece, afferma che si impegnerà per garantire una attuazione coerente ed efficace per fornire certezza alle imprese e perseguire la riduzione di obblighi normativi sproporzionati per le entità nazionali, in particolare PMI e piccole imprese a media capitalizzazione, in modo da rafforzare la competitività e la sovranità tecnologica del sistema economico nazionale.

Riguardo la proposta di regolamento che istituisce i portafogli europei delle imprese, il Governo seguirà da vicino i negoziati per approfondire: i) la governance dei portafogli per imprese e fornitori di servizi; ii) l’integrazione con l’IT-Wallet nazionale e con le piattaforme PagoPA; iii) la sicurezza delle attestazioni aziendali e la gestione da parte di attori pubblici e privati; iv) il coinvolgimento del settore bancario e finanziario.

Presso la Camera, in esito all’esame ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà, la Commissione Politiche dell’UE ha adottato, il 24 febbraio 2026, un documento recante una valutazione conforme.

Presso il Senato, la proposta che interviene sul regolamento sull’IA è in corso di esame presso la Commissione Politiche dell’Unione europea.

Omnibus VII – Ambiente

Il 10 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il pacchetto omnibus ambiente, con l‘obiettivo generale di semplificare la legislazione ambientale nei settori delle emissioni industriali, dell'economia circolare, delle valutazioni ambientali e dei dati geospaziali, mantenendo al contempo standard elevati di protezione dell’ambiente. Il pacchetto si compone di 6 proposte legislative e una comunicazione quadro.

Con riferimento al pacchetto, il Governo riferisce di voler portare avanti le posizioni nazionali con particolare riferimento alle seguenti misure relative all’economia circolare, alla sostenibilità dei prodotti e dei consumi e alla valutazione ambientale:

·      rispetto al regolamento sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti sostenibili (ESPR), la posticipazione delle scadenze per le aziende per conformarsi agli atti d’esecuzione relativi ai dettagli e al formato per la divulgazione delle informazioni e relativi alle possibili deroghe al divieto di distruzione dei prodotti di consumo invenduti elencati nell'allegato VII del regolamento;

·      rispetto alla direttiva quadro sui rifiuti, una modifica per chiarire il concetto di “processo di produzione” nell’ambito dell’articolo 5 sui sottoprodotti;

·      rispetto al regolamento sugli imballaggi, la posticipazione dell'applicazione della nuova definizione di produttore e dei relativi obblighi di responsabilità estesa del produttore, non più a partire dalla metà del 2026, ma dal 2027, e la proroga di due anni in relazione alle restrizioni sull'uso di determinati formati di imballaggio elencati nell'allegato V del regolamento, per favorire lo sviluppo di tecnologie che consentano di individuare soluzioni alternative a quelle soggette a restrizioni;

·      una serie di modifiche puntuali rispetto alla direttiva sulle emissioni industriali e la gestione dei rifiuti.

Presso la Camera, la Commissione Politiche dell’UE avvierà l’esame del pacchetto di proposte ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà il prossimo 4 marzo.

Omnibus IX – Automotive

Il 16 dicembre 2025, la Commissione europea ha presentato il pacchetto omnibus per il settore automobilistico, composto da una proposta di direttiva e una proposta di regolamento, con l'obiettivo generale di alleggerire gli oneri amministrativi e ridurre i costi per i produttori europei, aumentando la loro competitività globale e liberando risorse per la decarbonizzazione

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Il Governo preannuncia che, nel corso del 2026, la propria azione si svilupperà lungo due direttrici: partecipare attivamente ai negoziati, sostenendo interventi correttivi finalizzati alla riduzione degli oneri amministrative e al rafforzamento della chiarezza normativa; definire la posizione nazionale mediante un confronto strutturato con le Amministrazioni competenti e con i portatori di interessi economici, al fine di individuare priorità e criticità operative.

Presso la Camera, la Commissione Politiche dell’UE il 17 febbraio 2026 ha iniziato l’esame sia della proposta di direttiva che della proposta di regolamento, ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà.

Omnibus sui prodotti energetici e sulla fiscalità

Nel suo programma di lavoro per il 2026, la Commissione ha annunciato la presentazione di un pacchetto omnibus sui prodotti energetici e di un pacchetto sulla fiscalità per il II trimestre.

La relazione riporta che il Governo intende sostenere il rafforzamento della governance energetica europea e il suo impegno per il conseguimento degli obiettivi climatici per il prossimo decennio, promuovendo un percorso graduale e socialmente sostenibile di eliminazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili, accompagnato da misure di tutela della competitività e della coesione sociale. L’Italia supporta le iniziative europee volte allo sviluppo delle tecnologie di fusione nucleare come possibile fattore abilitante per l’indipendenza energetica dell’UE. In questo senso, assicura il proprio contributo e sostegno all’attuazione del Piano d’azione europeo per l’elettrificazione, alla definizione di un quadro europeo di sostegno al conseguimento degli obiettivi climatici per il 2030-2040 e alle iniziative dell’UE in materia di fusione nucleare.

Semplificazione normativa in ambito digitale

Nell’ambito della revisione complessiva dell’acquis digitale della Commissione europea nel 2026, il Governo identifica otto ambiti prioritari su cui si impegna a partecipare attivamente ai negoziati a livello UE, contribuire alle consultazioni pubbliche e alle valutazioni di impatto della Commissione europea in modo da orientare già dalle fasi preparatorie le proposte legislative. Gli ambiti individuati sono:

1)     Cloud and AI Development Act;

Gli obiettivi dell’Italia in relazione all’atto previsto per il I trimestre del 2026 dal programma della Commissione sono:

·        il suo allineamento con l’EU Cloud Certification Scheme, il programma di certificazione della sicurezza informatica per armonizzare la sicurezza dei servizi cloud con le normative UE, per favorire un approccio armonizzato che eviti frammentazioni e incoerenze;

·        la sua coerenza con il Cybersecurity Act al fine di limitare la frammentazione del mercato interno europeo e contribuire al rafforzamento della sovranità digitale europea;

·        garantire che sia in linea con la normativa europea già in vigore, ma ancora in fase di implementazione, in particolare con il regolamento sull’IA (AI Act) e con le iniziative nell’ambito di EuroHPC. In particolare, il Governo ritiene necessario evitare l’introduzione di disposizioni ridondanti;

·        assicurare che i servizi cloud e le soluzioni IA critiche siano basati nell’UE, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei e rafforzando la resilienza del sistema, per proteggere dati sensibili e assicurare la continuità operativa in settori strategici.

Il Governo ritiene prioritario anche consolidare la posizione nazionale in relazione all’atto ponendo l’attenzione sulle tecnologie abilitanti dell’IA tra cui: i) quantum computing e High Performance Computing di nuova generazione; ii) architetture edge e IoT a bassa latenza; iii) connettività avanzata 5G/6G e reti non terrestri; iv) cloud sovrano, software stack portabili e soluzioni open-source; v) pratiche Machine Learning Operations, interoperabilità e standard UE; vi) governance dei dati, accesso equo ai dataset industriali; vii) misure di preferenza europea e di sostegno alle PMI.

2)     il pacchetto omnibus digitale (v. supra);

3)     l’EU Quantum Act che sarà presentato, secondo quanto previsto dal programma della Commissione europea, nel II trimestre 2026.

Il 2 luglio 2025 la Commissione ha presentato la strategia quantistica europea allo scopo di posizionare l’UE come leader mondiale nel settore entro il 2030. La strategia si concentra su cinque aree: 1) consolidamento del ruolo dell’UE in ricerca e innovazione della scienza quantistica; 2) sviluppo di infrastrutture quantistiche per supportare la produzione, la progettazione e lo sviluppo di applicazioni; 3) rafforzamento dell’ecosistema quantistico mediante investimenti in startup e scaleup, proteggendo le catene di fornitura e l’industrializzazione delle tecnologie quantistiche; 4) integrazione di capacità quantistiche spaziali e a duplice uso; 5) creazione di una forza lavoro con competenze quantistiche.

La relazione afferma che l’Italia si concentrerà sui profili operativi della strategia nazionale per il Quantum adottata nel 2025 allo scopo di favorire il collegamento con i principali programmi europei e sostenere il trasferimento tecnologico alle imprese.

4)     il Digital Fairness Act, la cui presentazione è prevista dal programma della Commissione per il IV trimestre del 2026.

Il Governo individua come prioritario:

a)      contribuire a definire un equilibrio tra tutela dei consumatori e innovazione;

b)     evitare sovrapposizioni normative che aumentino oneri per le imprese;

c)      definire la posizione nazionale in sede europea;

d)     promuovere un approccio capace di contrastare le pratiche ingannevoli e preservare la competitività delle piattaforme e delle PMI digitali UE.

5)     il Digital network act. La Commissione europea ha presentato, il 21 gennaio 2026, la proposta di regolamento per la legge sulle reti digitali con l'obiettivo di modernizzare, semplificare e armonizzare le norme dell'UE sulle reti di connettività.

Le priorità nazionali identificate dal Governo da ribadire durante il negoziato includono:

a)      lo sviluppo di servizi paneuropei di connettività;

b)     la sostenibilità degli investimenti e promozione di politiche che stimolino creazione e domanda di soluzioni innovative nel settore delle telecomunicazioni;

c)      assicurare certezza regolatoria, privilegiando dove possibile la continuità con il framework attuale, anche sotto il profilo dello strumento giuridico (direttiva anziché regolamento);

d)     il mantenimento dell’attuale regime sulle reti ed in particolare delle norme in tema di wholesale-only e separazione della rete;

e)      la semplificazione dell’accesso ai servizi digitali UE e sostegno della competitività delle PMI nel contesto europeo ed internazionale.

6)     la midterm Evaluation Digital Decade Programme che, istituita dalla decisione che istituisce il programma strategico per il decennio digitale 2030, verifica l’efficacia delle politiche europee volte a conseguire i target digitali del 2030;

7)     l’istituzione dei portafogli europei delle imprese (v. omnibus digitale);

8)     l’intelligenza artificiale.

Il Governo afferma che nel 2026 il suo lavoro si concentrerà su:

a)      l’adozione dei decreti attuativi della legge 132/2025;

b)     il coordinamento con il quadro europeo, inclusi eventuali aggiornamenti tramite l’omnibus digitale;

c)      il supporto alle imprese per l’adeguamento agli obblighi dell’AI Act;

d)     la promozione dell’IA sicura ed etica nei settori strategici;

e)      la partecipazione attiva ai tavoli internazionali.

 

Rafforzamento della sovranità digitale e mercato unico digitale

In linea con gli obiettivi della Bussola per la competitività dell’UE, del Decennio digitale e dei più recenti interventi in materia di IA, tecnologie quantistiche e sviluppo del cloud, il Governo italiano intende contribuire alla costruzione di un ecosistema europeo autonomo e sicuro.

Per approfondimenti sulla Bussola si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

In riferimento al mercato unico digitale, l’Italia sostiene l’estensione degli obblighi di investimento della direttiva sui servizi dei media audiovisivi, attesa per il III trimestre del 2026 stando al programma della Commissione europea, anche alle piattaforme video-sharing.

Aggiornamento del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato

Nel programma per il 2026 la Commissione europea preannuncia, per il III trimestre 2026, un aggiornamento del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE per gli impianti marittimi, aerei e fissi e della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato.

In tale ambito il Governo intende portare avanti le posizioni nazionali.

Per quanto riguarda i piccoli emettitori, propone l’innalzamento della soglia per la loro esclusione dal sistema (da 25.000 a 50.000 tCO2), riducendo in tal modo obblighi e oneri per una pluralità di soggetti con profilo emissivo limitato.

In relazione al settore dei rifiuti, si oppone alla loro inclusione nell’ambito pieno di applicazione della direttiva, sottolineando che un eventuale incremento del costo di incenerimento dei rifiuti urbani dovuto all’inclusione nel sistema ETS potrebbe inficiare il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dello smaltimento in discarica, non risultando determinante invece al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata.

Per quanto riguarda il settore marittimo, lavorerà per portare avanti diverse proposte, concernenti in particolare: il rafforzamento del coordinamento con iniziative internazionali (IMO) per evitare sovrapposizioni e conseguire una migliore armonizzazione, salvaguardando l’integrità ambientale e la competitività; il rafforzamento dell’attività di monitoraggio delle rotte, degli scali e delle infrastrutture disponibili nei porti extra UE per minimizzare il rischio di elusione; il rafforzamento dell’enforcement, con controlli coordinati tra Stati Membri; l’introduzione di esenzioni per i collegamenti con le isole svolti con un contratto di servizio pubblico o soggetti a un obbligo di servizio pubblico, salvaguardando la connettività dei territori insulari e la coesione economica, sociale e territoriale; la semplificazione degli oneri per gli operatori marittimi;

In relazione al tema degli assorbimenti di CO2, sosterrà la limitazione alle sole casistiche di utilizzo della CO2 tramite legami chimici nella produzione di materiali che sulla base dell'attuale livello di conoscenza sembrano presentare maggiori garanzie sia in termini di contabilizzazione che di sottrazione permanente dall'atmosfera. Sosterrà inoltre l’opportunità di consentire sin da subito la possibilità di contabilizzare emissioni negative all'interno di impianti ETS che catturino CO2 di origine biogenica e, per quanto riguarda la cattura e l’utilizzo del carbonio con stoccaggio temporaneo e il trasporto di CO2, terrà alta l’attenzione affinché questi aspetti vengano tenuti in debita considerazione.

Per quanto riguarda l’assegnazione delle quote gratuite infine intende porre particolare attenzione al processo di revisione dei benchmark perché siano adeguati al contesto tecnologico di riferimento.

Rispetto alla riserva stabilizzatrice del mercato, la Commissione europea il 27 novembre 2025 ha presentato una proposta di modifica della decisione relativa ai settori dell’edilizia e del trasporto stradale e ulteriori settori

Per approfondimento si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Il 18 febbraio 2026, il Consiglio ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, il proprio mandato in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali sulla proposta.

Presso la Camera, in esito all’esame ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà, la Commissione Politiche dell’UE ha adottato, il 24 febbraio 2026, un documento recante una valutazione conforme. Successivamente, il Governo ha informato la XIV Commissione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

Presso il Senato la proposta è all’esame della Commissione Politiche dell’Unione europea.

Misure di semplificazione del nuovo EUTS2 nei settori del trasporto su strada, degli edifici e di altri comparti interessati

Il Governo riferisce di voler portare avanti istanze nazionali connesse alla semplificazione del nuovo EU ETS2 nei settori del trasporto su strada, degli edifici e di altri comparti interessati, per promuovere e sostenere la posticipazione delle scadenze annuali per la comunicazione delle emissioni e la restituzione delle quote; la revisione della soglia per l’identificazione dei soggetti regolamentati a basse emissioni; l’introduzione della nuova categoria di soggetti regolamentati a molto basse emissioni.

Il 10 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, la sua posizione in prima lettura sulla proposta di regolamento che modifica la legge sul clima e definisce il traguardo climatico dell'Unione per il 2040  (v. dossier RUE) recependo l’accordo provvisorio raggiunto con il Consiglio che rinvia di un anno, dal 2027 al 2028, l'entrata in vigore dell’ETS 2.

Sulla proposta, il 30 settembre 2025, l’Assemblea della Camera dei deputati ha confermato il parere motivato adottato il 18 settembre dalla Commissione Politiche dell’UE con il quale è stato contestato il mancato rispetto del principio di sussidiarietà, nonché del principio di proporzionalità. Successivamente, il Governo ha informato la XIV Commissione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

Presso il Senato la proposta è all’esame della Commissione Politiche dell’Unione europea.

Governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima

Nel programma per il 2026 la Commissione europea fissa al IV trimestre del 2026 la presentazione di una proposta di revisione del regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima.

Al riguardo il Governo auspica una semplificazione sia con riferimento alla redazione dei Piani nazionali integrati per l’energia e il clima, sia, in modo ancora più rilevante, con riferimento alle relazioni intermedie da presentare con cadenza biennale, i cui requisiti di dettaglio, comportano attualmente la trasmissione di un’ingente mole di dati. Con riguardo all’eventuale estensione del quadro temporale, volta a ricomprendere gli obiettivi al 2040, il Governo auspica altresì una piena coerenza con l’insieme della legislazione pertinente.

La proposta di istituzione di un 28° regime

La relazione sottolinea l’importanza della definizione della posizione italiana in merito alla proposta legislativa sul cosiddetto “28° regime”, la cui presentazione è prevista per marzo 2026, nonché della partecipazione attiva al relativo negoziato, con l’obiettivo di ottenere l’adozione di un quadro normativo armonizzato e competitivo, una riduzione dei costi amministrativi per start-up e imprese innovative, il rafforzamento della competitività del mercato unico, il potenziamento dell’accesso ai mercati dei capitali, una migliore trasparenza grazie a un registro europeo delle imprese interconnesso, nonché una maggiore uniformità giurisprudenziale grazie alla specializzazione delle sezioni competenti.

Le proposte di regolamento relative ai certificati di protezione complementare

L’introduzione del certificato protettivo complementare unitario è, secondo la relazione, una priorità per l’Italia per rispondere alle richieste e alle attese dell’industria farmaceutica, nel quadro del rafforzamento e completamento del mercato unico.

Il 27 aprile 2023 la Commissione europea ha presentato due proposte di regolamento in materia di rilascio del certificato protettivo complementare per i fitosanitari (CPC): la prima è riferita all'istituzione per tali prodotti del certificato complementare di protezione unitario; la seconda proposta concerne il rilascio del certificato protettivo complementare nazionale, rivedendo il regolamento attualmente vigente in materia.

Il Parlamento europeo ha già adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, la sua posizione in prima lettura sulle proposte. Si attende, quindi, l’adozione definitiva da parte del Consiglio.

Presso la Camera, la Commissione Politiche dell’UE il 28 settembre 2023 ha iniziato l’esame sia della prima che della seconda proposta ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà.

La proposta di direttiva che armonizza taluni aspetti del diritto in materia di insolvenza

La Commissione europea ha presentato nel 2022 una proposta di direttiva che armonizza taluni aspetti del diritto in materia di insolvenza nell’ottica di permettere un intervento tempestivo in caso di crisi. In particolare, la proposta mira ad avvicinare le norme nazionali in materia prevedendo che, tra le altre cose, tutti gli Stati membri:

·        dispongano della procedura di pre-pack, mediante cui la vendita dell'impresa del debitore è preparata e negoziata prima dell'apertura formale della procedura di insolvenza, consentendo di eseguire la vendita e di ottenere i proventi subito dopo l'apertura della procedura formale intesa a liquidare una società;

·        possano istituire, in determinate circostanze, comitati dei creditori, istituto che rafforza la posizione dei creditori poiché ne garantisce il coinvolgimento nella procedura di insolvenza.

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria, un accordo provvisorio sulla proposta il 19 novembre 2025.

Presso il Senato la Commissione Politiche dell’Unione europea ha esaminato la proposta esprimendo orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

Revisione della normativa in materia di accise gravanti sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati

La relazione si occupa anche della revisione della normativa in materia di accise gravanti sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Il Governo esprime l’impegno a raggiungere, in sede negoziale, una posizione nazionale che rispetti pienamente le indicazioni del parere motivato approvato dalla Camera dei deputati il 15 ottobre 2025 (v. infra). In linea con quest’ultimo, infatti, intende operare per assicurare un equilibrio sostenibile tra le esigenze di buon funzionamento del mercato interno e la tutela degli investimenti effettuati e in corso, il mantenimento dei livelli occupazionali nella filiera produttiva del tabacco e la competitività internazionale del settore, con particolare attenzione ai prodotti innovativi, la cui quota di mercato è in rapida crescita. Intende inoltre scongiurare il rischio che repentini e drastici aumenti delle aliquote minime determinino un aumento della diffusione di fenomeni di contrabbando e traffici illeciti ed evitare che l’applicazione del meccanismo di adeguamento automatico all’inflazione abbia effetti deleteri sull’andamento del livello dei prezzi dei prodotti del tabacco.

Si segnala che, parallelamente alle proposte, nel contesto delle iniziative per il nuovo QFP UE 2028-2034, la Commissione ha prospettato l’istituzione di una nuova risorsa propria derivante dalle accise sul tabacco che sosterrebbe gli obiettivi della politica sanitaria UE, generando nel contempo entrate per il bilancio dell'UE.

Le proposte sono esaminate secondo la procedura legislativa speciale di consultazione secondo la quale il Consiglio adotta una proposta dopo che il Parlamento ha espresso il proprio parere in proposito.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 15 ottobre 2025 ha approvato un parere motivato con cui ha ritenuto le proposte non conformi al principio di sussidiarietà e non pienamente coerenti con il principio di proporzionalità. Sono attualmente all’esame della VI Commissione Finanze ai sensi dell’art. 127 del regolamento.

Presso il Senato la Commissione politiche dell’Unione europea il 17 dicembre 2025 ha approvato una risoluzione in cui esprime l’avviso che la proposta di direttiva relativa alla struttura e alle aliquote dell’accisa applicata al tabacco e ai prodotti correlati non sia pienamente coerente con il principio di proporzionalità.

La proposta di regolamento relativa ai dispositivi medici e dispositivi medico-diagnostici in vitro

La relazione fa presente che la proposta di regolamento in esame, presentata il 16 dicembre 2025, contiene diverse criticità individuate nell’assenza, nella normativa vigente, di una definizione di “dispositivo/dispositivo medico-diagnostico in vitro breakthrough”. Tale definizione è ritenuta essenziale per strutturare percorsi di valutazione dedicati ai dispositivi altamente innovativi, favorendone la rapida introduzione nei servizi sanitari nazionali. Si tratta infatti di tecnologie che introducono innovazioni significative – non incrementali – nelle procedure cliniche e che rispondono a bisogni medici ancora insoddisfatti, soprattutto in ambiti gravi o invalidanti.

 

Il rafforzamento del mercato unico entro il 2028

La Strategia per il Mercato Unico

Nella relazione si sottolinea che l’Italia ha accolto con favore la Strategia per il Mercato Unico, presentata il 21 maggio 2025, e si rileva l’importanza di avviare un processo di riduzione e miglioramento del quadro normativo europeo per renderlo più adeguato allo scopo perseguito, più intellegibile e prevedibile. Viene inoltre sottolineata l’importanza di prevenire l’emergere di nuovi ostacoli alla libera circolazione di beni, servizi e professionisti e di garantire la corretta attuazione delle norme per proteggere il mercato interno, anche attraverso il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio dell’attuazione delle normative relative al mercato interno e di supporto.

La proposta di regolamento che istituisce il programma “Mercato Unico e dogane”

In merito alla proposta che istituisce, nell’ambito del futuro QFP, il programma “Mercato Unico e dogane”, la relazione sostiene che, pur concordando sull'importanza della necessaria flessibilità dei programmi di spesa, si ritiene preferibile una distinzione più chiara e vincolante tra gli stanziamenti delle varie componenti del programma.

La proposta di regolamento che istituisce un’interfaccia pubblica per la dichiarazione di distacco dei lavoratori (cosiddetta e-declaration)

Con riferimento alla proposta di regolamento la relazione programmatica fa presente che l’Italia sostiene la semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi, purché si garantisca un equilibrio tra la tutela dei diritti dei lavoratori, assicurata da controlli efficaci, e la libertà delle imprese di prestare servizi senza restrizioni eccessive.

Sottolinea inoltre che per garantire la piena operatività della piattaforma ed evitare la frammentazione del mercato interno, è essenziale l’adesione del maggior numero possibile di Stati Membri.

Sulla proposta sono in corso i negoziati interistituzionali dopo che il Parlamento europeo e il Consiglio, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, hanno approvato le rispettive posizioni negoziali.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 15 gennaio 2025 ha approvato un documento recante una valutazione conforme.

Presso il Senato la Commissione Politiche dell’Unione europea ha esaminato la proposta esprimendo orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

Chips Act 2.0 e modifiche al regolamento sulle materie prime critiche

In tema di resilienza e competitività delle filiere delle materie prime critiche e strategiche, il Governo sostiene l’obiettivo di un Chips Act 2.0 con una cornice più ampia orientata alla costruzione di una politica industriale europea di lungo periodo. Del resto la Commissione ha annunciato, nell’ambito del suo programma di lavoro per il 2026, una revisione del regolamento sui chip nel I trimestre per migliorare le capacità nei semiconduttori e ridurre il rischio di dipendenze strategiche.

Il Governo inoltre menziona la proposta di regolamento volta a modificare il regolamento sulle materie prime critiche al fine di migliorare la circolarità, aumentare la capacità di riciclaggio e rafforzare il mercato secondario delle materie prime critiche.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 24 febbraio 2026, ha approvato un documento recante una valutazione conforme.

Presso il Senato la Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare ha approvato il 24 febbraio 2026 una risoluzione sul merito dell’atto.

La Commissione europea, nel suo programma di lavoro, preannuncia l’istituzione, nel secondo semestre 2026, di un Centro per le materie prime critiche per monitorare, acquistare congiuntamente e stoccare tali minerali.

Proposte legislative relative all’istituzione dell’Euro digitale

La relazione dedica un paragrafo anche all’adozione dell’euro digitale.

Nel 2023 la Commissione europea ha presentato il “pacchetto moneta unica”, composto da tre proposte legislative, al fine di affermare la centralità della moneta unica e garantire un metodo di pagamento digitale semplice e sicuro.

Il Consiglio ha adottato, il 19 dicembre 2025, il proprio mandato negoziale sulle proposte. Il 10 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui afferma che l’introduzione di un euro digitale è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’UE, ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio e sostenere l’integrità e la resilienza del mercato unico.

Proposta sul quadro normativo per l’accesso ai dati finanziari (FIDAR)

La relazione richiama anche la proposta di regolamento che istituisce un quadro normativo per l’accesso ai dati finanziari (FIDAR) per promuovere la digitalizzazione dei servizi finanziari e garantire un settore finanziario più aperto e trasparente. In particolare, la proposta intende garantire un accesso effettivo ai dati da parte di operatori terzi, nel rispetto della tutela dei consumatori e dei relativi dati personali, e permettere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi a vantaggio del cliente finale.

Sulla proposta sono in corso i negoziati interistituzionali dato che il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato i rispettivi mandati negoziali, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, nel dicembre 2024. Il Governo riferisce che attualmente la discussione si trova in una fase di stallo, dopo che nel corso del 2025 entrambi i co-legislatori hanno chiesto di semplificare il testo per tenere in considerazione le preoccupazioni dell’industria. Le soluzioni prospettate non sono però state ritenute adeguate a soddisfare gli obiettivi di semplificazione e miglioramento della proposta, anche da parte italiana.

Proposte legislative relative ai servizi di pagamento

La relazione riserva specifica attenzione alle proposte legislative relative ai servizi di pagamento.

Nel 2023 la Commissione ha presentato due proposte legislative volte a ridurre gli oneri per i servizi di pagamento e rafforzare la protezione dei consumatori dalle frodi, migliorando il coordinamento con altri provvedimenti normativi mediante la revisione dell’attuale quadro giuridico. In particolare, le iniziative riguardano una proposta di direttiva e una proposta di regolamento.

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto, secondo la procedura legislativa ordinaria, un accordo provvisorio sulla proposta il 27 novembre 2025.

La proposta di regolamento relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Un altro dossier su cui sono in corso negoziati particolarmente complicati riguarda la proposta di regolamento relativo alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che sostituisce ed abroga la direttiva sui ritardi di pagamento.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

La relazione indica che l’Italia è per una revisione della direttiva, introducendo emendamenti mirati, volti a favorire una migliore applicazione delle norme e a garantire una maggiore tutela alle PMI, in particolare quando si trovano nella posizione di creditrici in rapporti commerciali con imprese di dimensioni maggiori.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata dalla Commissione Politiche dell’UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. In esito a tale verifica, la XIV Commissione ha adottato un parere motivato per violazione del principio di sussidiarietà, osservando, tra le altre cose, che “la fissazione di un termine massimo unico di pagamento di 30 giorni nei rapporti tra imprese ne pregiudicherebbe la libertà, nell’esercizio della iniziativa economica privata, di individuare condizioni di pagamento differenti”. Successivamente, il Governo ha informato la XIV Commissione sui seguiti dati al parere motivato. La posizione espressa dal Governo è sostanzialmente in linea con le osservazioni contenute nel documento della XIV Commissione.

Presso il Senato la Commissione Politiche dell’Unione europea ha adottato il 22 novembre 2023 una risoluzione in cui esprime l’avviso che la proposta non rispetti pienamente il principio di proporzionalità.

Attuazione del Patto per l’industria pulita

Il Governo sottolinea come le iniziative legislative promosse dalla Commissione europea nell’ambito del Patto per l’industria pulita devono contemperare il processo di decarbonizzazione in atto con una logica di sostenibilità socio-economica, sfruttando tutte le soluzioni disponibili con un approccio tecnologicamente neutrale.

Tra le altre, la relazione cita l’Industrial Acceleration Act, che la Commissione europea adotterà nelle prossime settimane per sostenere le industrie ad alta intensità energetica, e la legge europea sul clima.

Per approfondimenti sul Patto si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Presso la Camera, il Patto è stato oggetto di esame da parte della Commissione Attività produttive, ai sensi dell’art. 127 del Regolamento. Al termine di un ampio ciclo di audizioni, il 17 giugno 2025, la Commissione ha approvato un documento finale con il quale ha sostenuto che il piano debba essere modificato, sia dal punto di vista dell’approccio generale che delle misure particolari prospettate, per rispondere efficacemente alle necessità del settore e alle sfide di competitività che esso si trova ad affrontare e per rappresentare una vera e propria strategia industriale europea, chiara, coerente e organica, per l’intero settore automobilistico, di cui il documento ravvisa l’estrema esigenza.

Successivamente, il Governo ha trasmesso alle Camera la relazione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

Rafforzamento della base industriale europea e sostegno al settore automobilistico

Il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato un pacchetto legislativo al fine di sostenere gli sforzi del settore automobilistico nella transizione verso una mobilità pulita attraverso un quadro politico ambizioso ma pragmatico, che include tra l’altro una revisione della normativa sui livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli leggeri e una modifica mirata per i veicoli pesanti.

Per approfondimento si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Il Governo sottolinea che la decisione della Commissione europea di introdurre maggiore flessibilità sugli obiettivi per il settore automobilistico rientra nella direzione da sempre auspicata dall'Italia, e si impegna ad operare in tutte le sedi istituzionali al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione, sfruttando tutte le opportunità disponibili attraverso un approccio tecnologicamente neutrale. Il Governo intende inoltre promuovere il sostegno al processo di transizione attraverso l’impiego di soluzioni a ridotta impronta di carbonio, contribuendo al contempo a preservare la resilienza e la competitività del sistema industriale, grazie ad un piano di investimento pluriennale che combini stimoli alla domanda con sostegno agli investimenti nell’offerta, rivolto all’intera catena del valore dell'industria automobilistica. Auspica infine un approccio olistico, strutturale e di ampio respiro che contempli il duplice obiettivo della neutralità climatica/tecnologica e della competitività del sistema industriale, garantisca a tutti i cittadini un equo accesso ai mezzi di mobilità e tuteli le eccellenze della filiera industriale europea.

Presso la Camera, la proposta di regolamento sui veicoli leggeri e la proposta di regolamento sui veicoli pesanti sono state esaminate ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà dalla Commissione Politiche dell’UE che, il 24 febbraio 2026, ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Nello stesso giorno la Commissione Politiche dell’UE ha inoltre approvato un parere motivato sulla proposta di regolamento relativa ai veicoli aziendali, ritenendola non conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

 

Better regulation

In tema di Qualità della regolazione (Better regulation), il Governo intende portare avanti la già consolidata posizione nazionale con riferimento alle seguenti tematiche:

1. analisi di impatto su emendamenti sostanziali in Consiglio: si continuerà a sostenere la necessità di effettuare l’analisi di impatto sugli emendamenti sostanziali del Consiglio, in attuazione dell’Accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 2016, finora non pienamente valorizzato per quanto riguarda questo aspetto. Con riferimento agli atti normativi UE non soggetti a emendamenti dei co-legislatori (atti delegati e atti esecutivi) l’Italia sostiene l’importanza che la Commissione svolga analisi di impatto complete, in quanto tali atti sono suscettibili di incidere profondamente sul sistema economico-produttivo nazionale. Infine, la relazione informa che l’Italia ha richiesto al RSB (Regulatory Scrutiny Board), nell’ambito dell’attuale mandato quale organo di valutazione indipendente dalla Commissione, di esprimersi sulla fondatezza delle motivazioni addotte dalla Commissione per giustificare l’assenza di analisi di impatto complete (full impact assessment) sui propri atti delegati ed esecutivi;

2. consultazioni per gli Stati membri: si intende continuare a sostenere la necessità di procedure di consultazione degli Stati membri più trasparenti in tutte le fasi del processo legislativo dell’UE, inclusa quella che precede la presentazione formale di un’iniziativa legislativa;

3. riduzione degli oneri procedurali e di rendicontazione: il Governo condivide l’esigenza di garantire una ampia e piena semplificazione della normativa europea, da attuarsi attraverso l’abrogazione di regolamentazioni ridondanti e obsolete e l’eliminazione di oneri burocratici non più necessari;

4. regulatory sandbox: secondo la relazione è necessario elaborare a livello unionale un manuale ovvero delle linee guida per le “sandbox normative”, che stabilisca in modo chiaro le fasi, i ruoli, le procedure di ammissione, le disposizioni derogatorie, le attività monitoraggio da svolgere e l’articolazione delle fasi di chiusura, fornendo modelli di domanda di partecipazione, di piani dei test, di piani di gestione del rischio, schemi di informativa agli utenti.

 

L’Unione del risparmio e degli investimenti

La strategia per un’Unione del risparmio e degli investimenti (SIU), adottata il 19 marzo 2025, mira a rafforzare il sistema finanziario dell’UE attraverso l’eliminazione delle barriere al mercato interno e a migliorare il modo in cui il sistema convoglia i risparmi verso investimenti produttivi, creando opportunità finanziarie più ampie per i cittadini e le imprese europee.

Nella dichiarazione successiva al vertice informale dei leader dell'UE tenutosi in Belgio il 12 febbraio 2026, la Presidente von der Leyen si è detta disponibile, qualora non si registrassero progressi entro giugno, a considerare la possibilità di procedere mediante la cooperazione rafforzata, prevista dai Trattati, per la realizzazione dell’Unione del risparmio e degli investimenti.

La strategia prevede l’adozione di misure che incidono su varie dimensioni del sistema finanziario, che la Commissione ha ricondotto a quattro pilastri:

1)      cittadini e risparmio. Il primo pilastro mira a rafforzare la partecipazione dei risparmiatori al dettaglio all’economia dell’UE offrendo loro maggiori opportunità di risparmio nei mercati, soprattutto in vista della pensione. Inoltre, la Commissione ritiene che un settore delle pensioni più sviluppato è cruciale per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini e mobilitare gli investimenti necessari per finanziare la crescita e l’innovazione dell’UE;

Nell’ambito delle iniziative annunciate, la Commissione ha adottato il 20 novembre 2025 un pacchetto di misure volto a promuovere le pensioni integrative, tra cui una proposta di modifica della direttiva sugli enti pensionistici aziendali o professionali (c.d. direttiva EPAP II) e una proposta di modifica del regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (c.d. direttiva PEPP).

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Presso la Camera, la Commissione Politiche dell’UE ha iniziato l’esame delle proposte, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, il 17 febbraio 2026.

Sono state adottate anche la raccomandazione relativa ai sistemi di tracciamento delle pensioni e all’iscrizione automatica a regimi pensionistici integrativi; la strategia per l’alfabetizzazione finanziaria, che mira a migliorare le conoscenze finanziarie dei cittadini; e la raccomandazione sull'aumento della disponibilità di conti di risparmio, che fornisce suggerimenti per sostenere la partecipazione dei piccoli investitori ai mercati dei capitali.

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno inoltre raggiunto, il 18 dicembre 2025, un accordo provvisorio sul pacchetto per gli investimenti al dettaglio finalizzato a responsabilizzare e proteggere i consumatori quando investono.

2)      investimenti e finanziamento. La Commissione europea intende migliorare la disponibilità e l’accesso ai capitali per tutte le imprese, comprese le PMI, in quanto ritiene che la competitività economica e la sicurezza dell’UE siano strettamente connesse con la capacità delle start-up e scale-up innovative di accedere al capitale.

In tale ambito, la Commissione ha adottato, il 17 giugno 2025, due proposte di regolamento per rilanciare il quadro dell’UE sulle cartolarizzazioni, sulle quali il Consiglio ha adottato il mandato negoziale lo scorso 19 dicembre.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà dalla Commissione Politiche dell’UE che, il 24 settembre 2025, ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Successivamente, il Governo ha informato la XIV Commissione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

Il 29 ottobre 2025 sono stati inoltre adottati: una proposta di modifica del regolamento delegato (UE) 2015/35, che integra la direttiva Solvency II, al fine di rafforzare la capacità di investimento degli assicuratori, eliminare i costi prudenziali superflui per nell’investimento in cartolarizzazioni e ridurre gli oneri amministrativi; una comunicazione che fornisce orientamenti sul modo in cui le banche possono beneficiare di un trattamento prudenziale più favorevole ai sensi del regolamento sui requisiti patrimoniali (c.d. regolamento CRR).

Nel programma di lavoro per il 2026, la Commissione ha annunciato l’aggiornamento del regolamento sui fondi europei per il venture capital (c.d. regolamento EuVECA) nel III trimestre dell’anno, nell’ambito del quale ha avviato due consultazioni pubbliche in relazione ai fondi di capitale di rischio e di crescita.

3)     integrazione e scala. La Commissione intende rimuovere le cause della frammentazione dei mercati dei capitali dell’UE, tra cui gli ostacoli al consolidamento delle infrastrutture di negoziazione e post-negoziazione e dell’espansione dei fondi di investimento nell’UE. A tal fine, ha adottato, il 4 dicembre 2025, un pacchetto di misure volte a rimuovere gli ostacoli alla piena integrazione dei mercati finanziari dell’UE mediante una semplificazione del relativo quadro normativo e di vigilanza. Le proposte mirano, tra le altre cose, a:

·         armonizzare le disposizioni sul carattere definitivo del regolamento, riducendone l’incertezza giuridica legata al recepimento, mediante l’abrogazione della direttiva SFD e l’adozione di un regolamento;

·         introdurre lo status di "gestore del mercato paneuropeo" (PEMO) per i gestori delle sedi di negoziazione;

·         razionalizzare la distribuzione transfrontaliera dei fondi degli organismi collettivi di investimento;

·         favorire l’innovazione semplificando e riducendo gli oneri.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Presso la Camera, la Commissione Politiche dell’UE ha avviato l’esame del pacchetto ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà lo scorso 11 febbraio.

Nel programma di lavoro la Commissione europea ha annunciato anche l’aggiornamento della direttiva sui diritti degli azionisti nel IV trimestre del 2026, avviando l’11 febbraio scorso una consultazione pubblica.

L’adozione di una proposta legislativa su un 28° regime giuridico per le imprese innovative e di un atto legislativo europeo a favore dell’innovazione, previsti dal programma nel I semestre del 2026, avranno, secondo la Commissione, un ruolo determinante nell'eliminare la frammentazione dei mercati finanziari dell'UE, offrendo un unico insieme di norme che comprenda aspetti pertinenti di diritto societario, diritto fallimentare, diritto del lavoro e diritto tributario.

4)     vigilanza efficiente nel mercato unico. La strategia sostiene la necessità che tutti gli operatori dei mercati finanziari ricevano, indipendentemente dalla loro ubicazione nell'UE, lo stesso trattamento. Una vigilanza armonizzata consentirebbe di raggiungere una maggiore integrazione dei mercati incentivando l’attività transfrontaliera degli operatori e promuovendo la fiducia degli investitori.

Nell’ambito dell’adozione del pacchetto sui mercati finanziari (v. supra), la Commissione europea ha presentato misure volte a razionalizzare e rafforzare il quadro relativo alla vigilanza, tra cui il trasferimento all'ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) delle competenze di vigilanza su importanti infrastrutture di mercato, quali determinate sedi di negoziazione e controparti centrali, alcuni depositari centrali di titoli e tutti i prestatori di servizi per le cripto-attività, e il rafforzamento del suo ruolo di coordinamento per il settore della gestione delle attività.

Il Governo, ricorda la relazione, è promotore di iniziative mirate alla semplificazione della regolamentazione nel settore bancario e finanziario.

Nella strategia la Commissione europea annuncia che entro il II semestre del 2027 pubblicherà una revisione intermedia della SIU che presenterà lo stato di avanzamento generale dei progressi. Parallelamente, sostiene che la competitività e l’integrazione del settore bancario siano fondamentali per il successo dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Per questo motivo, la Commissione annuncia che pubblicherà nel 2026 una relazione in cui valuterà la situazione generale del sistema delle banche nel mercato unico.

Contributo italiano alla strategia industriale marittima europea

Il Governo afferma di voler concorrere alla definizione di una strategia industriale marittima europea che sia forte, ambiziosa, sostenibile, adeguata, bilanciata e olistica per mantenere il ruolo dell’Unione quale protagonista marittimo, rafforzando al contempo la sicurezza europea attraverso la garanzia dell’indipendenza strategica, della resilienza e del controllo delle catene di approvvigionamento marittime.

Sicurezza digitale dei trasporti: l’implementazione del sistema AIS

Il Governo intende promuovere una specifica modifica normativa per estendere l’obbligo della tecnologia per la localizzazione “AIS” alle unità da diporto almeno superiori ai 24 metri ai sensi della direttiva sul sistema di monitoraggio del traffico navale.

Controllo degli investimenti diretti esteri

La relazione ricorda che sono in corso i negoziati sulla proposta di regolamento sul controllo degli investimenti esteri nell’UE che abrogherebbe il regolamento (UE) 2019/452 allo scopo di rafforzare e armonizzare le procedure di screening degli investimenti esteri su base UE.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Sulla proposta sono in corso i negoziati interistituzionali. A dicembre 2025 Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 24 aprile 2024 ha approvato un documento recante una valutazione conforme, non ritenendola tuttavia pienamente conforme al principio di proporzionalità.

Presso il Senato la proposta è in corso di esame presso la Commissione politiche dell’Unione europea.

 

L’Unione dell’energia

Sviluppo delle infrastrutture e dei mercati per il trasporto della CO2

Nel programma di lavoro la Commissione europea preannuncia la presentazione nel terzo trimestre 2026 di un’iniziativa legislativa relativa allo sviluppo delle infrastrutture e dei mercati per il trasporto della CO2.

Il Governo sottolinea di aver interesse nello sviluppo della cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS), ma auspica che la Commissione tenga in considerazione la specificità di ogni Stato Membro, mantenendo un certo grado di flessibilità in virtù degli avanzamenti tecnologici del settore propri di ogni Stato e l’evoluzione normativa già implementata a livello nazionale.

Pacchetto reti europee

Il 10 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il pacchetto sulle reti europee, composto da una proposta di regolamento che, tra le altre cose, interviene sul regolamento sulle reti transeuropee dell’energia (c.d. regolamento TEN-E) e una proposta di direttiva che modifica la direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, la direttiva sulle norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e la direttiva sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno per accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti infrastrutturali.

Il Governo auspica di ottenere l’accoglimento nel corso del negoziato delle priorità italiane, quali il cofinanziamento, la cooperazione regionale e la coerenza delle procedure autorizzative.

Rafforzamento della politica europea per l’energia e il clima attraverso strumenti fiscali e di prezzo: il regolamento CBAM

Il 17 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta che modifica il regolamento sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e una proposta di regolamento che istituisce il Fondo temporaneo per la decarbonizzazione.

Presso la Camera, la Commissione Politiche dell’UE avvierà l’esame delle proposte ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà il prossimo 4 marzo.

Al riguardo il Governo auspica la creazione delle condizioni necessarie per il corretto funzionamento delle attività per il CBAM nella fase di avvio del regime definitivo (biennio 2026-2027).

Un’economia circolare e resiliente

Adozione dell’atto legislativo sull’economia circolare

Nel programma di lavoro la Commissione europea ha annunciato per il terzo trimestre 2026 la presentazione di un atto legislativo sull’economia circolare.

Per il Governo i punti chiave sono la semplificazione normativa, la chiarezza e l’armonizzazione; il mutuo riconoscimento per criteri End of Waste, specifiche tecniche per i sottoprodotti e Criteri Ambientali Minimi circolari; gli incentivi di mercato sia dal lato dell’offerta che della domanda; la trasparenza e la tracciabilità anche tramite strumenti digitali.

 

Locazioni brevi e revisione della direttiva (UE) 2015/2302 relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati

In tema di locazioni brevi, la relazione ricorda che nel corso del 2026 è prevista l’entrata in vigore del regolamento (UE) 2024/1028 sulle locazioni di alloggi a breve termine, a seguito della quale ciascuno Stato membro dovrà completare gli adeguamenti normativi nazionali e garantire la convergenza dei processi amministrativi coinvolti.

In tale prospettiva, il Governo segnala l’istituzione presso il Ministero del Turismo della Banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni. Il Governo si attende un rafforzamento della trasparenza e della tracciabilità nel settore delle locazioni turistiche, con impatti positivi sulla definizione di politiche pubbliche per la gestione dei flussi turistici e il benessere delle comunità locali, in particolare nei centri urbani.

In tema invece di revisione della direttiva 2015/2302, il Governo si impegnerà per assicurare il mantenimento di un elevato livello di tutela dei consumatori e, al contempo, garantire condizioni di concorrenza leale per gli operatori del settore.

 

Un’Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo

La scheda seguente dà sinteticamente conto, in due distinti paragrafi, delle iniziative già presentate dalla Commissione europea e di quelle di cui invece la presentazione dovrebbe essere imminente.

Iniziative adottate

Alloggio

La Relazione fa innanzitutto riferimento alla revisione della normativa in materia di aiuti di Stato, proposta dalla Commissione nel Programma di lavoro per consentire agli Stati membri di fornire sostegno rapido e semplice alla creazione, e messa a disposizione, di alloggi a prezzi accessibili.

Il Governo annuncia la propria volontà di contribuire alla revisione, ritenendo che una disciplina unionale più flessibile possa favorire la mobilitazione di risorse, anche con il coinvolgimento di capitali privati. Sottolinea la necessità di garantire un coordinamento tra le politiche per l’alloggio e quelle per il clima, al fine di massimizzare le sinergie.

Il 16 dicembre 2025 la Commissione ha adottato la decisione (UE) 2025/2630 che stabilisce le condizioni di compatibilità con il mercato interno (e quindi di esenzione dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE degli aiuti di Stato concessi, sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, in favore di imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale («SIEG»). L’esenzione si applica anche (articolo 2, par. 1, lettera d)) per la prestazione di servizi nel settore dell’edilizia sociale ai nuclei domestici o ai gruppi sociali più svantaggiati - comprese le persone senza fissa dimora - che non abbiano accesso a un alloggio a condizioni di mercato a causa di limiti a livello di solvibilità. L’Allegato, par. 1, lettera a), specifica che, al fine di evitare concentrazioni di povertà in determinate aree, i SIEG nel settore dell'edilizia sociale possono includere soltanto una quota limitata di nuclei domestici non svantaggiati.

Il Governo ritiene poi che il Piano europeo per gli alloggi accessibili, presentato dalla Commissione nel dicembre 2025, rechi riferimenti utili per una revisione del Piano casa Italia.

Il Piano nazionale per l’edilizia residenziale e sociale pubblica (“Piano Casa Italia”) mira ad individuare nuovi modelli di edilizia residenziale pubblica e sociale per fornire – anche mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e nel rispetto del criterio del contenimento del consumo di suolo – una soluzione abitativa a categorie fragili, giovani coppie, genitori separati. Disciplinato dall’articolo 1, commi 402-403, della legge di bilancio per il 2025 (legge n. 207/2024), il Piano è stato recentemente oggetto di modifica ad opera dell’articolo 1, commi 783-784, della legge di bilancio per il 2026 (legge n. 199/2025).

Per approfondimenti si rinvia ai seguenti Dossier, curati dai servizi di documentazione di Senato e Camera: sul “Piano casa Italia”: “Legge di bilancio 2026”, vol. III, pag. 1356 – 1359; sul Piano europeo per gli alloggi accessibili: “Settimana parlamentare europea”, n. 162/DE, febbraio 2026, pag. 19-20.

Protezione degli adulti

Il Governo auspica la conclusione entro l’anno 2026 del negoziato relativo alla proposta di regolamento in materia di protezione degli adulti e alla proposta di decisione che autorizza gli Stati membri a diventare o rimanere Parti della convenzione del 13 gennaio 2000 (cd. convenzione dell’Aja).

Esprime inoltre sostegno ad una “cornice normativa comune” che garantisca agli adulti vulnerabili una protezione uniforme.

La Relazione ricorda che nonostante le istituzioni dell’Ue abbiano espresso il loro sostegno alla Convenzione dell’Aja, non tutti gli Stati membri ne hanno firmato o ratificato il testo. Dall’assenza di norme di coordinamento potrebbero derivare difficoltà per gli adulti vulnerabili in situazioni transfrontaliere.

Presso la Camera dei deputati, la proposta di regolamento è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione politiche dell'UE, che il 25 ottobre 2023 ha approvato un documento recante una valutazione conforme. Il Governo ha reso noti in una specifica relazione i seguiti assicurati al documento.

Filiazione

Il Governo riferisce di divergenze di posizione tra Consiglio dell’Unione europea e Parlamento europeo sulla proposta di regolamento relativo alla competenza, alla legge applicabile e al riconoscimento delle decisioni e all'accettazione degli atti pubblici in materia di filiazione e alla creazione di un certificato europeo di filiazione. Prevede comunque che il negoziato si concluda nel 2026.

Secondo la Relazione programmatica 2025 il dibattito in Consiglio si era concentrato sulla surrogazione della maternità affinché questa potesse “essere affrontata nella proposta in maniera accettabile da parte di tutti gli Stati membri”.

Si ricorda che in Italia l’articolo 12, c. 6, della legge n. 40 del 2004 vieta la surrogazione di maternità e prevede sanzioni penali e amministrative per chiunque, in qualsiasi forma, la realizzi, organizzi o pubblicizzi; in base alla novella introdotta dall’articolo 1 della legge n. 169 , lo stesso comma 6 stabilisce la natura “universale” di tale reato: se la surrogazione è commessa all'estero, “il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana”.

Sulla proposta di regolamento la Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato ha approvato il 14 marzo 2023 una risoluzione, secondo la quale la proposta non rispetterebbe integralmente i princìpi di sussidiarietà e proporzionalità.

Lotta alla corruzione

Sulla proposta di direttiva sulla lotta contro la corruzione che mira ad aggiornare il vigente quadro giuridico, tenendo conto di possibili minacce ed obblighi giuridici derivanti dal diritto internazionale[1] – l’Italia intende contribuire all’adozione di un testo “ambizioso ed efficace”.

Presso la Camera dei deputati la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione politiche dell'UE che il 19 luglio 2023 ha approvato un parere motivato, contestando la conformità della proposta di direttiva con i princìpi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità; il parere motivato è stato confermato dall’Assemblea il successivo 26 luglio.

La Commissione politiche dell’UE del Senato ha approvato il 22 novembre 2023 una risoluzione, secondo la quale la proposta di direttiva non rispetterebbe integralmente il principio di proporzionalità. Il Governo ha trasmesso alle Camere le relazioni sui seguiti assicurati ai suddetti documenti.

Tutela delle vittime di reato

Anche sulla proposta di direttiva che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato sono state registrate divergenze tra le posizioni di Parlamento europeo e Consiglio.

Il Governo dichiara in proposito la volontà di rafforzare la tutela delle vittime “attraverso uno strumento dotato della necessaria flessibilità e nel rispetto del principio di armonizzazione minima”.

La Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato ha approvato il 13 dicembre 2023 una risoluzione, secondo la quale la proposta è suscettibile di miglioramento con riguardo al principio di proporzionalità. Il Governo ha reso noti in una specifica relazione i seguiti assicurati alla risoluzione. 

Lotta contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e il materiale pedopornografico

Il Governo sottolinea la propria continua “partecipazione attiva” al negoziato sulla proposta di direttiva relativa alla lotta contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e il materiale pedopornografico; auspica il rapido raggiungimento di un accordo “che garantisca uno strumento finale ambizioso e utile al rafforzamento della lotta contro l’abuso sessuale sui minori”.

Presso la Camera dei deputati la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione politiche dell'UE, che il 23 maggio 2024 ha approvato un documento recante una valutazione conforme. Il Governo ha trasmessa la relazione sui seguiti assicurati al documento.

Iniziative programmate

Si riporta di seguito la posizione nazionale sulle iniziative preannunciate nel Programma di lavoro e negli Orientamenti politici della Commissione.

Pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori

Il Governo esprime pieno sostegno al pacchetto, atteso per il terzo trimestre del 2026, che dovrebbe comprendere proposte legislative su:

1)   una tessera europea di sicurezza sociale (ESSPASS).

L’ESSPASS è un progetto volto a permettere a chi si trova in un altro Paese europeo di esercitare facilmente i propri diritti previdenziali. Permetterebbe di digitalizzare richiesta e ricezione dei documenti attestanti il diritto alle prestazioni, mediante una verifica in tempo reale sulla validità della documentazione a livello transfrontaliero;

2)   il rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro (ELA).

L’ELA, istituita con il regolamento (UE) 2019/1149, è incaricata di contribuire all’applicazione equa, semplice ed efficace delle norme dell'UE in materia di mobilità dei lavoratori e di coordinamento della sicurezza sociale. Coordina ispezioni congiunte, effettua analisi e valutazioni dei rischi in materia di mobilità transfrontaliera dei lavoratori e può fungere da soggetto mediatore in eventuali controversie tra i Paesi membri;

3)   la trasferibilità delle competenze, al fine di rendere agevole il trasferimento delle qualifiche e permettere ai lavoratori di cogliere nuove opportunità ovunque si trovino nell’UE.

La Relazione sottolinea l’importanza – al fine dell’agevolazione della mobilità dei lavoratori – di favorire lo scambio di informazioni e la portabilità dei documenti che si basino sull’identità digitale europea, garantendo in ogni caso protezione dei dati personali, sicurezza e efficienza delle procedure transfrontaliere.

Strategia sull’equità intergenerazionale

La Relazione fa riferimento alla “urgente necessità di garantire un adeguato rinnovamento generazione della forza lavoro”.

In proposito, la Commissione prevede, nel primo trimestre del 2026, di presentare una strategia sull’equità intergenerazionale. Tra il febbraio e il novembre del 2025 è stato promosso in merito un dibattito sulla piattaforma partecipativa dei cittadini[2] ed è stato avviato un panel europeo di cittadini.

I panel riuniscono cittadini da tutti i 27 Stati membri, selezionati casualmente, per un confronto su future proposte di interesse generale. I partecipanti lavorano in piccoli gruppi e in sessione plenaria, per formulare raccomandazioni da sottoporre alla Commissione.

A giudizio del Governo, il Piano di azione dovrebbe comprendere iniziative intese a: facilitare la mobilità professionale tra gli Stati membri; ridurre barriere burocratiche; migliorare abbinamento tra domanda e offerta di lavoro a livello europeo; promuovere il riconoscimento semplificato e armonizzato delle qualifiche professionali; sostenere l’integrazione di lavoratori stranieri qualificati semplificando le procedure di ingresso; incoraggiare l’investimento in formazione, apprendistato e orientamento professionale. 

Diritto alla disconnessione

Una proposta legislativa su diritto alla disconnessione e telelavoro è stata preannunciata negli Orientamenti politici della Commissione. Tra il luglio e l’ottobre del 2025 ha avuto luogo una consultazione.

Il Governo auspica il recepimento in tale proposta dell’Accordo quadro sull'uso della digitalizzazione nel settore del lavoro pubblico, accordo concluso il 6 ottobre 2022 in seno al Comitato UE per il dialogo sociale nelle amministrazioni del Governo centrale (SDC CGA).

Il suddetto Comitato opera con il sostegno della Commissione europea e riunisce rappresentanti di datori di lavoro e sindacati[3]. Tale istituzione è intesa a: incoraggiare e sviluppare il dialogo sociale tra organizzazioni sindacali e datoriali, anche a livello nazionale; migliorare gli standard occupazionali delle amministrazioni pubbliche centrali; contribuire all’elaborazione delle politiche europee che interessano le amministrazioni centrali. In seno al Comitato, il 6 ottobre 2022 è stato concluso un accordo quadro relativo alla gestione della digitalizzazione e alla conciliazione vita-lavoro nel settore pubblico, con riferimento anche al telelavoro, al diritto alla disconnessione e all’intelligenza artificiale.

Strategia dell’Unione europea contro la povertà

La prima strategia dell’UE contro la povertà è definita nella Relazione “un tassello essenziale” per garantire una convergenza verso l’alto delle condizioni di vita e lavoro nell’Unione.

Sulla base del programma di lavoro, la presentazione della strategia dovrebbe avere luogo nel secondo trimestre del 2026. Tra luglio e ottobre 2025 ha avuto luogo una consultazione pubblica.

Il 12 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, nella quale si chiedono maggiori finanziamenti e un adeguato coordinamento, al fine di combattere la povertà e l'esclusione sociale nell'UE.

Il Governo prevede di contribuire alla sua definizione “concentrandosi su tre elementi chiave”:

1)     centralità della persona e presa in carico multidimensionale;

2)     integrazione tra politiche sociali, educative, fiscali, economiche e occupazionali;

3)     sostenibilità e innovazione del sistema di protezione sociale in un contesto di transizioni tecnologiche e demografiche. 

Si afferma, da un lato, l’intento di richiamare l’attenzione sui temi della sostenibilità e dell’integrazione dell’obiettivo del contrasto alla povertà in ogni politica, programma e processo decisionale esistente; dall’altro, di sollecitare una governance chiara, un monitoraggio partecipativo e adeguati finanziamenti unionali.

Iniziativa sulle locazioni a breve termine

Nella Relazione, il Governo esprime l’auspicio che l’iniziativa legislativa sulle locazioni immobiliari a breve termine – preannunciata per il secondo trimestre del 2026 nel programma di lavoro – possa sostenere le zone soggette a stress abitativo.

In Italia la legge di bilancio per l’anno 2026 (legge n. 199/2025) è intervenuta sulle locazioni a breve termine, escludendo per esse la possibilità di ricorso al regime tributario della cedolare secca nei casi in cui siano stipulati contratti di locazione a breve termine per più di due unità abitative (per più di quattro nella normativa previgente); dalla terza unità (non più dalla quinta) la locazione si presume svolta in forma imprenditoriale.

Per dettagli si rinvia al Dossier, curato dai Servizi Studi di Senato e Camera, “Legge di bilancio 2026”, vol. I,  pp. 69 – 71.

 

Ricerca e innovazione

La relazione illustra le azioni del Governo al fine di: ridurre il divario tra ricerca e mercato, soprattutto per le PMI; ridurre i divari territoriali; rendere l’UE più forte nelle scienze della vita e  nel campo sanitario; aggiornare il settore delle statistiche usando nuove fonti e tecnologie; rafforzare l’ecosistema educativo e la qualità dell’apprendimento; migliorare l’alfabetizzazione digitale del personale scolastico e degli studenti; contrastare la fuga di cervelli; digitalizzare l’assistenza medica e i servizi di prevenzione favorendo lo scambio di dati amministrativi e sanitari; realizzare, in linea con il concetto di autonomia tecnologica dell’UE, un Polo strategico nazionale per le operazioni di pianificazione, programmazione e monitoraggio delle opere e dei programmi di investimento prioritari per l’Italia.

La relazione include anche una serie di dossier legislativi sui cui il Governo concentrerà la sua attenzione in sede negoziale dell’UE.

Atto legislativo europeo sulle biotecnologie (European biotech Act)

Il Governo intende monitorare il negoziato relativo alla proposta di regolamento che istituisce un quadro di misure per il rafforzamento dei settori della biotecnologia e della biofabbricazione dell'Unione, presentata dalla Commissione europea il 16 dicembre 2026[4]. La proposta mira a garantire procedure più rapide e coordinate, meno burocrazia, standard di sicurezza alti e l’uso di strumenti finanziari (con il coinvolgimento della BEI). Il Governo preparerà documenti tecnici e promuoverà le priorità italiane affinché siano inserite nel testo finale.

Nel programma di lavoro per il 2026 la Commissione europea preannuncia la presentazione di un altro atto legislativo sulle biotecnologie (biotecht Act II) nel terzo trimestre del 2026.

Programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034

Il Governo continuerà a partecipare attivamente al negoziato sulla proposta di regolamento che istituisce il  Programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034, e alla definizione degli obiettivi, delle priorità e dei criteri di partecipazione, con l’obiettivo di promuovere un accesso più ampio ed inclusivo alle opportunità offerte, rafforzare la qualità dei percorsi di istruzione e formazione. Sosterrà inoltre iniziative che favoriscano innovazione, cooperazione internazionale e sviluppo delle competenze fondamentali per le nuove generazioni.

Per approfondimenti sulla proposta di regolamento che istituisce il programma "Erasmus+" 2028-2034, si veda il dossier del Servizio RUE.

Presso la Camera dei deputati la proposta è attualmente all’esame della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione.

Al Parlamento europeo la proposta è stata deferita alla Commissione per la cultura e l'istruzione. Presso il Consiglio sono in corso discussioni tecniche avviate nel corso della precedente presidenza danese.

Atto legislativo sullo Spazio europeo della ricerca

La relazione illustra la posizione che il Governo intente seguire nei negoziati sulla proposta legislativa riguardante lo Spazio europeo per la ricerca (European Research Area Act, Era Act”) che dovrebbe essere presentata dalla Commissione nel terzo trimestre 2026, come previsto dal programma legislativo per il 2026. Obiettivo dell’atto sarà di quello di affrontare la frammentazione cronica del sistema europeo della ricerca. La proposta dovrebbe articolarsi intorno a quattro pilastri fondamentali: impegni nazionali vincolanti per raggiungere il 3% in del PIL in ricerca e sviluppo (R&D); miglioramento del coordinamento tra investimenti e politiche UE e nazionali in aree strategiche prioritarie; miglioramento delle possibilità di carriera e della mobilità dei ricercatori; rispetto dei valori fondamentali (tra cui etica, pari opportunità, uguaglianza di genere).

In sede negoziale il Governo sosterrà meccanismi vincolanti per l’obiettivo del 3% del PIL in R&D e promuoverà una clausola di eccezione fiscale che incrementi gli investimenti pubblici senza violare i vincoli di bilancio europei, incentivando anche la mobilitazione di capitali privati.

Secondo quanto affermato dalla Commissione europea nel programma di lavoro per il 2026, lo Spazio europeo per la ricerca servirà a promuovere una “quinta libertà” per la conoscenza e l’innovazione. In tal modo si renderà più facile per tutte le imprese, e soprattutto per quelle innovative, le start-up e le PMI, svolgere attività e accedere ai finanziamenti in Europa. La Commissione preannuncia anche la presentazione, nel terzo trimestre del 2026, di un atto legislativo su un 28º regime per le imprese innovative e di un atto legislativo sui quanti.

Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura

Politiche strategiche nel settore agroalimentare

Il Governo intende  garantire l’attuazione delle norme europee in materia di statistiche nel settore dell’agricoltura e parteciperà ai negoziati sulla proposta di regolamento in materia di statistiche sulla pesca e l’acqua colture (EPAS) nonché sulla nuova proposta di regolamento sulle statistiche integrate delle aziende agricole (IFS) per il 2030-2039 che la Commissione europea prevede di presentare nel quarto trimestre del 2026. Obiettivo del Governo è quello di predisporre informazioni tempestive e di qualità e a di ridurre gli oneri amministrativi nel settore agroalimentare.

Il Governo si impegnerà inoltre nell’attuazione del Piano strategico della PAC con particolare riferimento al settore rurale, in linea anche con il pacchetto di semplificazione Omnibus III presentato di recente dalla Commissione europea.

Per il pacchetto Omnibus III si rimanda al Dossier a cura del Senato e della Camera a pag 69.

La relazione illustra anche le azioni volte a sviluppare il comparto della pesca e dell’acquacoltura, in linea con quanto previsto dal documento recante la visione per il 2040 che la Commissione europea presenterà nel 2026 secondo quanto previsto dal programma di lavoro. Tale visione sarà   basata su tre vettori chiave: transizione verde, transizione digitale e innovazione sistemica.  Attraverso un Programma nazionale finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari marittimi e la pesca (FEAMPA), le azioni del Governo saranno rivolte al rafforzamento della competitività del settore agricolo e della pesca contrastando anche gli effetti negativi causati dalla crisi socioeconomica generata dalla guerra di aggressione all’Ucraina.

 

Il Governo continuerà inoltre a seguire i seguenti dossier legislativi:

Regolamento relativo alle piante ottenute mediante alcune tecniche genomiche nonché agli alimenti da esse derivati

La proposta, presentata dalla Commissione europea nel 2023,  mira a migliorare il settore, aiutando gli agricoltori a coltivare esemplari più resilienti ai cambiamenti climatici e più sostenibili, utilizzando meno fertilizzanti e pesticidi. Le nuove misure ridurranno inoltre gli oneri amministrativi, garantendo al tempo stesso standard elevati di sicurezza.

Il 4 dicembre 2025 è stato raggiunto un accordo politico provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento europeo in sede di trilogo. Una volta che il testo sarà formalmente adottato dalle due istituzioni, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore due anni dopo.

La proposta è stata esaminata in Senato dalla 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), che ha approvato una risoluzione formulando alcune osservazioni nel merito.  Nelle more della conclusione del negoziato interistituzionale, la 9ª Commissione il 30 ottobre aveva approvato un’ulteriore risoluzione.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata congiuntamente dalla Commissione Affari sociali e dalla Commissione Agricoltura che, ai sensi dell’articolo 117 del Regolamento, hanno approvato, il 31 gennaio 2024, un documento contenente una valutazione favorevole con osservazioni.

Proposta di regolamento sul materiale riproduttivo vegetale

L’iter legislativo della proposta è ancora in corso e si è in attesa dell’avvio dei negoziati di trilogo tra il Palamento europeo e il Consiglio, con l’intento di giungere all’adozione definitiva entro il 2026.

Presso il Senato la proposta  è stata esaminata dalla 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) che il 23 novembre 2023 ha approvato una risoluzione.

Presso la Camera, in esito all’esame ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà, la Commissione Politiche dell’UE ha adottato, il 6 dicembre 2023, un documento recante una valutazione conforme.

Revisione delle norme sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare

Nel programma di lavoro per il 2026 la Commissione europea ha preannunciato l’aggiornamento delle norme sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, aumentando la trasparenza, sostenendo la cooperazione e lo sviluppo di capacità e garantendo la certezza del diritto, sancendo tra l'altro il principio secondo cui gli agricoltori non devono essere costretti a vendere sistematicamente i loro prodotti a prezzi inferiori ai costi di produzione.  La proposta di revisione è calendarizzata entro il primo trimestre 2026.

Le azioni del Governo mirano a garantire che la legislazione europea, ossia la direttiva (UE) 2019/633, alla luce dell’esperienza nei primi anni di applicazione, venga adeguata alle esigenze rappresentate dalle autorità competenti nel contrasto delle pratiche sleali e dagli operatori da tutelare.

Con la revisione della suddetta normativa, l’UE intende ridurre l’asimmetria all’interno della catena alimentare tra acquirenti e fornitori, rafforzando la posizione negoziale di piccoli fornitori e agricoltori.

 

Resilienza ai cambiamenti climatici

La relazione illustra le azioni inerenti allo sviluppo e all’implementazione del Piano di resilienza delle reti di trasporto nazionali al fine di resistere ad eventi estremi e a mitigare le emissioni, puntando alle neutralità climatica entro il 2050.

Il Governo intende contribuire allo sviluppo della piattaforma europea per la resilienza idrica, portando avanti una serie di filoni che riguardano, tra l’altro, il supporto finanziario, un sistema di incentivi, la governance, il controllo dell’inquinamento, lo sviluppo di procedure di valutazione ambientale. Inoltre, si impegna ad operare in tutte le sedi istituzionali, fornendo un contributo adeguato affinché vengano individuati, a livello unionale, gli strumenti finanziari e le risorse necessarie per la piena attuazione del Regolamento europeo sul ripristino della Natura, entrato in vigore il 18 agosto 2024 e volto a dare attuazione alla Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. Infine, si impegna a migliorare la gestione degli incendi boschivi, di vegetazione, di interfaccia urbano-rurale, lavorando assieme agli altri Stati membri, a una definizione condivisa delle diverse tipologie di incendi, all’aggiornamento della relativa banca dati europea e all’individuazione degli interventi di mitigazione.

 

Nel programma di lavoro per il 2026 la Commissione europea annuncia che procederà all'attuazione della strategia sulla resilienza idrica con un piano d'azione digitale e una piattaforma per mobilitare tutti gli attori, promuovere l'efficienza idrica e rafforzare la competitività del settore. Inoltre, nel quarto trimestre del 2026 presenterà un atto non legislativo relativo ad un Quadro europeo integrato per la resilienza ai cambiamenti climatici

 

Difendere la democrazia, lo Stato di diritto e i valori dell’Unione europea

Resilienza nel mercato dei media e dell’audiovisivo

La relazione evidenzia che, anche nel corso del 2026, il Governo si adopererà per la difesa dei valori europei comuni quali la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali. In tale contesto, proseguirà il suo impegno volto a proteggere istituzioni e società democratiche contro le insidie dell’estremismo, della disinformazione, della corruzione, degli attacchi informatici e delle ingerenze straniere.

In particolare il Governo intende:

- rendere maggiormente efficaci le normative e le linee guida fissate in sedi europee e internazionali per rispondere prontamente alle nuove sfide poste dal panorama mediatico;

- proseguire i lavori della Campagna del Consiglio d’Europa per la sicurezza dei giornalisti, portando a termine gli obiettivi prefissati per il 2026.

Lo Scudo europeo per la democrazia e la Strategia per la società civile

La relazione ricorda che la comunicazione sullo Scudo europeo per la democrazia (European Democracy Shield - EUDS) - pubblicata il 12 novembre 2025 dalla Commissione europea contestualmente alla comunicazione sulla Strategia dell’UE per la società civile - prevede ambiti di intervento volti a garantire: 1) l’integrità dello spazio informativo; 2) istituzioni più forti, elezioni eque e libere e media indipendenti; 3) la resilienza della società. Fondamentale sarà a tal fine l’istituzione di un Centro europeo per la resilienza democratica.

Il Governo dichiara di voler partecipare attivamente ai negoziati per stabilire un quadro strategico che protegga la democrazia e che contrasti la manipolazione e l’ingerenza straniera nell’informazione.

La relazione fa inoltre riferimento alla risoluzione adottata dal Senato il 15 ottobre 2025 (Doc. XXIV n. 33), in merito all’Affare assegnato su “Le ingerenze straniere nei processi democratici degli Stati membri dell'Unione europea e nei Paesi candidati” (n. 620), nella quale si sottolinea fra l’altro che “le azioni di contrasto da intraprendere rientrano in un equilibrio molto delicato, nel quale collocare il cursore fra libertà e sicurezza. È compito del legislatore, quindi, trovare il giusto compromesso fra la tutela delle libertà dell’individuo e i limiti che vanno posti a queste libertà per garantire la sicurezza. È, in ogni caso, necessario un serio coordinamento internazionale”.

Per approfondimenti sullo Scudo europeo per la democrazia e sul tema della lotta alle ingerenze straniere, si rimanda ai dossier europei n. 160/DE Conferenza interparlamentare: "L'era dell'intelligenza artificiale: opportunità e sfide" - Nicosia, 14-15 gennaio 2026 e n. 148/DE Forum della democrazia parlamentare nell'Unione europea - Bruxelles, 19 novembre 2025, a cura dei Servizi del Senato e della Camera dei deputati.

Scudo europeo per la democrazia – Focus su resilienza nel mercato dei media e dell’audiovisivo

Nel contesto della comunicazione sullo Scudo europeo per la democrazia sopra citata si delineano azioni strategiche di fondamentale importanza per la salvaguardia del settore dell’informazione, fra queste vengono menzionate: il Programma sulla resilienza dei media (Media Resilience Programme); la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi e della direttiva sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale; l’introduzione di meccanismi, nell’ambito del Code of Conduct on Disinformation, atti a migliorare il rilevamento e l’etichettatura dei contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale (IA) nonché di strumenti che aiutino gli utenti a verificare se stiano interagendo con un umano o con un bot; il monitoraggio dell’applicazione degli obblighi previsti dal Digital Services Act a carico delle piattaforme che hanno implicazioni significative per l'ecosistema dell'informazione; l'aggiornamento della raccomandazione (UE) 2021/1534 relativa alla garanzia della protezione, della sicurezza e dell'empowerment dei giornalisti e degli altri professionisti dei media nell'Unione europea; il piano d'azione per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere (Foreign information manipulation and interferenceFIMI); le iniziative della Commissione per una guida sull’uso equo, trasparente, antropocentrico e responsabile dell’IA nei processi elettorali.

In tale ambito il Governo intende portare avanti azioni concrete e una revisione mirata degli atti legislativi rilevanti allo scopo di favorire una protezione dei media all'interno dell'Unione europea, affinché sia garantito ai cittadini l’accesso a un’informazione affidabile e indipendente, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e dei valori democratici.

La proposta di regolamento che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno (legge europea per la libertà dei media) modifica la direttiva 2010/13/UE (di cui vd. anche il testo consolidato, che tiene conto fra l’altro delle modifiche apportate nel 2024 con il regolamento sulla libertà dei media).

Il 30 gennaio 2023 il Governo ha inviato la sua relazione sulla proposta, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge n. 234/2012.

Al Senato, la proposta è stata esaminata dalla 4a Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea), che si è espressa con la risoluzione doc. XVIII-bis, n. 1, in cui ha ritenuto di poter esprimere un orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, pur con alcune osservazioni. La Commissione europea ha risposto in data 3 maggio 2023.

Presso la Camera, in esito all’esame ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà, la Commissione Politiche dell’UE ha adottato, il 12 dicembre 2022, un documento recante una valutazione conforme. La proposta è stata esaminata, ai sensi dell’articolo 127 del Regolamento, anche dalle commissioni riunite Cultura e Trasporti che, il 18 luglio 2023,  hanno approvato un documento contenente una valutazione favorevole con condizioni.

Protezione delle istituzioni democratiche dall’estremismo e dalla disinformazione – Protezione dei media e della stampa indipendente

In linea con quanto evidenziato dalla nuova Strategia europea di sicurezza interna, si ritiene prioritario fornire il massimo impulso alle iniziative finalizzate a rendere efficace la resilienza delle istituzioni e della società nel suo complesso agli atti ostili perpetrati da attori esteri statali e non. Si rileva inoltre che avrà un ruolo di grande rilevanza nel settore della prevenzione dell’estremismo la prossima agenda sul terrorismo, in fase di completamento. Il Governo intende altresì rafforzare le garanzie democratiche attraverso la collaborazione con l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD).

I risultati attesi sono i seguenti:

·        fornire un contributo nel rafforzamento della resilienza delle istituzioni europee e nazionali, anche dando impulso alla previsione di una nuova rimodulazione delle competenze di Europol;

·        un aumento della sensibilizzazione e della competenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine rispetto ai temi della discriminazione e della radicalizzazione;

·        la riduzione dei fenomeni discriminatori e degli atti di odio, con particolare attenzione all’antisemitismo e alla radicalizzazione jihadista;

·        la promozione di una cultura dell’inclusività all’interno delle istituzioni europee;

·        la diffusione di moduli e-learning su larga scala.

Proposta di direttiva che stabilisce requisiti armonizzati nel mercato interno sulla trasparenza della rappresentanza d’interessi esercitata per conto di Paesi terzi

Il 12 dicembre 2023 la Commissione europea ha presentato la proposta di direttiva che stabilisce requisiti armonizzati nel mercato interno sulla trasparenza della rappresentanza d’interessi esercitata per conto di Paesi terzi. La proposta intende perseguire i seguenti obiettivi generali: 1) garantire il corretto funzionamento del mercato interno per quanto concerne le attività di rappresentanza d'interessi svolte per conto di Paesi terzi; 2) contribuire alla trasparenza e all’integrità dei processi decisionali degli Stati membri e dell’Unione. La proposta fa parte di un pacchetto di misure per la difesa della democrazia, comprendente due proposte di raccomandazione sulle elezioni e la partecipazione sociale nei processi politici, e prevede, fra l’altro, l’istituzione o il mantenimento, in ciascuno Stato membro, di uno o più registri nazionali.

Il Governo intende seguirne i lavori con l’obiettivo di mantenere un bilanciamento fra l’esigenza di trasparenza delle attività di rappresentanza di interessi svolte per conto di Paesi terzi e la necessità di ridurre al minimo gli oneri amministrativi a carico delle entità e delle autorità pubbliche, nel rispetto dei principi di semplificazione, proporzionalità e ‘once only’.

Il Parlamento europeo ha approvato emendamenti alla proposta in data 27 novembre 2025. Nel mese di dicembre 2025 è stato condiviso un nuovo testo di compromesso dalla Presidenza danese al fine di ottenere un avanzamento nella definizione della posizione negoziale del Consiglio.

Presso il Senato, la proposta è stata esaminata dalla 4a Commissione Politiche dell’UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. Nella risoluzione adottata il 4 aprile 2024 si ritengono rispettati i principi di sussidiarietà e proporzionalità, con osservazioni tuttavia in merito al principio di attribuzione e alla scelta dello strumento giuridico (si sottolinea fra l’altro che “non appare adeguatamente motivata l’opzione della armonizzazione massima”). Vengono quindi forniti indirizzi al Governo per il prosieguo del negoziato.

Presso la Camera, in esito all’esame ai fini della verifica della loro conformità al principio di sussidiarietà, la Commissione Politiche dell’UE ha adottato, il 13 marzo 2024, un documento recante una valutazione conforme.

Aggiornamento della direttiva sui servizi dei media audiovisivi

Nel 2026 è prevista la revisione della direttiva sui servizi dei media audiovisivi, recante norme per la promozione delle opere europee con obblighi di programmazione e investimento a carico dei fornitori di servi media audiovisivi lineari (broadcaster) e non lineari (piattaforme).

In Italia, la direttiva è stata attuata con la Delibera 188/11/CONS.

Il Governo intende:

·        seguire attivamente i negoziati sulla revisione della direttiva per garantire un rafforzamento della promozione della diversità culturale e linguistica nel mercato digitale, come d’altra parte richiesto nell’Agenda strategica 2024-2029, così da assicurare un flusso di investimenti da parte delle piattaforme in un’ottica di complementarità con il Fondo cinema del Ministero della cultura;

·        evitare che opere prodotte principalmente da Paesi extra-UE rientrino nell’attuale definizione di opere europee ai sensi della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera;

·        dal punto di vista del quadro normativo dell'UE, ribadire il rapporto fra lex generalis (regolamento sui servizi digitali) e lex specialis (direttiva sui servizi di media audiovisivi);

·        giungere a una definizione più efficace di ‘opera europea’ e a una maggiore tutela della proprietà intellettuale;

·        giungere contestualmente a una revisione mirata della direttiva sul commercio elettronico;

·        mantenere l’esclusione dell’audiovisivo dalle norme dell’UE sul commercio elettronico.

Strumenti anti-SLAPP a protezione di istituzioni democratiche e stampa indipendente

In linea con l'obiettivo europeo di tutela dei media e della stampa indipendente, è in fase di avvio l'attività finalizzata all’individuazione delle modifiche da apportare alla normativa processuale per dare attuazione alla direttiva (UE) 2024/1069 sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi, cd. azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (Strategic Lawsuits Against Public Participation - SLAPP).

Il Governo intende determinare la tipologia di intervento normativo da adottare e individuare le modifiche da apportare alla disciplina del processo civile. Infine, provvederà a elaborare una bozza di articolato del decreto legislativo delegato di recepimento della normativa.

Nel disegno di legge di delegazione europea 2025”, approvato dalla Camera dei Deputati e ora in esame al Senato (Atto Senato n. 1737) sono fissati i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva.

 

Unione dell’uguaglianza

Strategia italiana contro la violenza maschile sulle donne

Il Governo dichiara che proseguirà la sua azione di promozione delle politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne e per la protezione delle vittime, in linea con la Convenzione di Istanbul e le politiche dell’UE, tenendo conto in particolare della Strategia europea per la parità di genere 2020-2025 e della direttiva (UE) 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

Prevenzione dei fenomeni di cyberbullismo

La relazione sottolinea che, nel quadro dello Spazio europeo dell’istruzione, il potenziamento delle competenze digitali contribuisce a fornire gli strumenti per l’esercizio di una cittadinanza attiva, anche ai fini di un uso consapevole degli strumenti di comunicazione e dei social media.

Il Governo intende pertanto continuare a promuovere, in coerenza con il Piano d’azione per l’educazione digitale, interventi strategici finalizzati a proteggere la salute mentale dei bambini e dei giovani dai danni causati dai social media.

Tutela dell’integrità delle competizioni sportive

Nella relazione si evidenzia che la tutela dell’integrità delle competizioni sportive rappresenta un elemento fondamentale delle politiche europee dedicate alla protezione delle istituzioni democratiche, alla prevenzione delle frodi e al contrasto delle interferenze che minano la fiducia dei cittadini nei sistemi sociali ed economici. Tale tema è affrontato, a livello europeo e internazionale, con particolare riferimento alla cooperazione promossa nel quadro del Consiglio d’Europa e alle iniziative sviluppate in materia di prevenzione della manipolazione delle competizioni.

In tal senso il Governo intende:

·        rafforzare la capacità degli organismi sportivi e delle istituzioni nazionali di prevenire e individuare comportamenti lesivi dell’integrità delle competizioni;

·        diffondere la cultura della legalità e della prevenzione;

·        incrementare la cooperazione fra il sistema sportivo italiano, le autorità competenti e gli organismi europei e internazionali;

·        accrescere la fiducia del pubblico e degli stakeholder attraverso una comunicazione chiara e azioni di sensibilizzazione.

Semplificazione e riordino della normativa in materia di disabilità.

È stato istituito un tavolo di lavoro interistituzionale per l'attuazione dell'articolo 16 della legge del 10 novembre 2025, n. 167 che introduce misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione. Tale articolo conferisce al Governo una delega legislativa, da esercitare entro dodici mesi, per semplificare e riordinare la normativa in materia di disabilità.

Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in tema di violenza di genere e domestica

L’Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in tema di violenza di genere e domestica è stato istituito con decreto del Ministero della giustizia del 4 ottobre 2022. In tale ambito il Governo intende:

·         valutare l’efficacia delle misure previste;

·        elaborare nuove proposte normative per innalzare la tutela delle vittime.

Revisione del codice contro le molestie sessuali sul luogo di lavoro per il personale di Polizia penitenziaria

L’art. 24 del D.P.R. 53 del 2025 ha previsto la costituzione di un Comitato unico di garanzia per lo svolgimento dei compiti affidati al Comitato pari opportunità di cui all'articolo 20 del D.P.R. n. 395 del 1995, e l'espletamento di attività propositive nelle materie concernenti le pari opportunità, la parità di genere, il benessere organizzativo e la prevenzione di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica per il rispettivo personale di polizia, i servizi socio-assistenziali in favore del predetto personale, la tutela legale e assicurativa”. Fino all’entrata in vigore di tale decreto, per il personale di Polizia penitenziaria ha operato il Comitato pari opportunità. Per il personale del Comparto funzioni centrali e della dirigenza penitenziaria del Ministero della giustizia, è in via di definizione il decreto di costituzione del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni di cui all’art. 57 del D.lgs. 165/2001.

Il Governo intende in particolare rafforzare l’operatività del “Codice di condotta contro le molestie sessuali sul luogo di lavoro e per la tutela della dignità personale, per il personale dell'amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile e di comunità”.

Strategia nazionale per la parità di genere 2021 – 2026

Coerentemente con le politiche dell’Unione e la Strategia europea per la parità di genere 2020 - 2025, il Governo dichiara che proseguirà la sua azione di promozione delle politiche per le pari opportunità, anche mediante l’attuazione della Strategia nazionale per la parità di genere 2021 - 2026.

Regolamento contro l'abuso sessuale su minori

La proposta di regolamento che stabilisce norme per la prevenzione e la lotta contro l'abuso sessuale su minori è stata presentata con l’obiettivo di introdurre norme di carattere permanente, destinate a sostituire il regolamento provvisorio, approvato nel 2021, che prevedeva misure volte all’individuazione e alla segnalazione di condotte di abuso sessuale sui minori, attuate su base volontaria dai fornitori di servizi di comunicazione interpersonale online, in deroga a talune disposizioni della cosiddetta direttiva e-privacy. In considerazione del protrarsi del negoziato in Consiglio, il regolamento adottato nel 2024 ha prorogato fino al 3 aprile 2026 il quadro giuridico temporaneo approvato nel 2021.

Il Governo intende in particolare:

·        rafforzare la lotta alla pedopornografia online e alle attività di ‘grooming(adescamento dei minori);

·        seguire l’evoluzione dei negoziati, anche al fine di valutare le implicazioni sulla privacy e sulla libertà digitale;

·        individuare tempestivamente le principali ricadute operative e giuridiche del testo in discussione, per consentire una preparazione anticipata dell’attuazione nazionale, in coerenza con i principi della normativa vigente per la protezione dei dati.

Il 19 dicembre 2025 è stata presentata una proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) 2021/1232 per quanto riguarda un’ulteriore proroga del suo periodo di applicazione, fino al 3 aprile 2028.

Il Governo ha presentato la sua relazione sulla proposta in data 11 febbraio 2026, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge n. 234/2012.

Al Senato la proposta è attualmente all’esame della 4a Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea).

Alla Camera dei deputati, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione “Politiche dell’UE” che ha approvato un documento recante una valutazione conforme.

La proposta di regolamento che stabilisce norme per la prevenzione e la lotta contro l'abuso sessuale su minori è stata adottata dalla Commissione l'11 maggio 2022 con l’obiettivo di fornire un quadro giuridico a lungo termine a livello dell'Unione. I negoziati non si sono ancora conclusi. Il Coreper ha approvato un mandato negoziale parziale il 26 novembre 2025. La Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo ha presentato un progetto di risoluzione il 16 novembre 2023 (relatore Javier Zarzalejos - EPP).

Il Governo aveva presentato la sua relazione in data 11 agosto 2022, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge n. 234/2012.

 

Per quanto concerne il tema della democrazia, nel programma di lavoro della Commissione europea si preannuncia la creazione di un ciclo annuale integrato sullo Stato di diritto e si ricorda altresì che con il prossimo bilancio a lungo termine sono state proposte garanzie sullo Stato di diritto e incentivi per le riforme, in linea con le raccomandazioni contenute nelle relazioni annuali sullo Stato di diritto.

Il programma segnala in particolare le seguenti iniziative:

- l’aggiornamento delle norme sui servizi di media audiovisivi (terzo trimestre 2026);

- un esame delle questioni riguardanti i minori e i social media, sulla base della raccomandazione del gruppo di esperti;

- il piano d'azione contro il bullismo online (adottato il 10 febbraio 2026);

- una strategia per la parità di genere 2026-2030 (primo trimestre 2026);

- una strategia aggiornata fino al 2030 per i diritti delle persone con disabilità (secondo trimestre 2026).


 


 

Parte seconda – La dimensione esterna dell’UE

 

1. Una nuova era per la difesa e la sicurezza europea

Rafforzare la capacità di difesa europea

Nell’ambito della politica di sicurezza e difesa dell’Unione europea, la relazione ricorda in particolare le seguenti iniziative: il Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030; la Tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030; i regolamenti istitutivi di SAFE (Security Action for Europe) e EDIP (European Defence Industry Programme). Entro il 30 novembre 2025, in attuazione di SAFE, 19 Stati membri, fra cui l’Italia, hanno presentato i piani nazionali di investimento per rafforzare le capacità di difesa comune (il 17 febbraio 2026 il Consiglio Ecofin ha approvato il programma SAFE per otto Paesi fra cui l'Italia, che beneficerà di un intervento di circa 14,9 miliardi di euro).

Il Governo dichiara che intende:

·        mobilitare flussi più consistenti di risorse pubbliche e private a favore dell’industria europea della difesa;

·        affermare un approccio ‘aperto’ all’autonomia strategica dell’UE, bilanciando il rafforzamento della difesa europea con la collaborazione industriale con Paesi terzi.

·        rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea (European Defence Technological and Industrial Base - EDTIB), includendo anche Stati europei non UE e alleati NATO;

·        garantire maggiore coerenza strategica dell’UE, rafforzando il ruolo politico degli Stati membri con una governance chiara e trasparente;

·        aumentare l’interoperabilità e la capacità operativa europea mediante requisiti comuni;

·        potenziare la resilienza dell’UE contro minacce ibride, cyber, spaziali e sottomarine, anche attraverso la creazione di un Centro europeo per la guerra ibrida;

·        migliorare la prontezza operativa e la sostenibilità nel lungo periodo;

·        rafforzare la complementarità UE–NATO.

Facilitazione del trasporto di equipaggiamenti, beni e personale militari attraverso l'Unione

La Commissione ha presentato una proposta di regolamento  che istituisce un quadro di misure volte ad agevolare il trasporto di materiali, merci e personale militari in tutta l'Unione. Il Governo sottolinea che tali misure hanno l’obiettivo di rendere più veloce, sicuro e coordinato il trasferimento di truppe ed equipaggiamenti militari attraverso l’Europa.

La proposta di regolamento è stata presentata il 19 dicembre 2025. Presso il Parlamento europeo, è stata assegnata congiuntamente alla Commissione per la sicurezza e la difesa e alla Commissione per i trasporti e il turismo.

In Senato, è all’esame della 3ª Commissione permanente (Affari esteri e difesa) per il merito e della 4ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea) per i profili di sussidiarietà.

La proposta è all’esame della Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati che ne ha avviato l’esame ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà il 4 febbraio 2026.

Rafforzamento del Meccanismo unionale di protezione civile e valorizzazione della partecipazione dell’Italia

Il Meccanismo di protezione civile dell’UE (EU Civil Protection Mechanism- EUCPM) è stato istituito con la decisione 1313/2013/UE, modificata dalla decisione 2019/420/UE e dal regolamento n. (EU) 2021/836. Il meccanismo mira a rafforzare la cooperazione fra i Paesi dell'UE e i 10 Stati partecipanti in materia di protezione civile al fine di migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi, naturali o antropiche, incluse le emergenze sanitarie. L’Italia partecipa allo sviluppo di capacità di risposta sia nell’ambito del pool europeo di protezione civile, con mezzi e risorse pre-impegnate dagli Stati a livello europeo, sia nell’ambito di rescEU. Inoltre, con la decisione di esecuzione (UE) 2021/1956 della Commissione è stata istituita una rete unionale della conoscenza in materia di protezione civile.

La relazione programmatica fa anche riferimento alla pubblicazione della relazione curata dall’ex Presidente finlandese Sauli Niinistö (Strengthening Europe’s civil and military preparedness and readiness), cui ha fatto seguito la Strategia dell'Unione in materia di preparazione della Commissione europea. Da tale documento strategico discende la proposta di regolamento relativo al meccanismo unionale di protezione civile e al sostegno dell'Unione alla preparazione e risposta alle emergenze sanitarie (meccanismo unionale di protezione civile), recante abrogazione della sopra citata decisione 1313/2013/UE.

Il Governo intende:

·        porre particolare attenzione all’evoluzione del negoziato sulla proposta, con l’obiettivo di garantire che le modifiche introdotte risultino pienamente coerenti con gli interessi nazionali;

·        rafforzare la disponibilità di moduli aerei per fronteggiare gli incendi boschivi e contribuire con expertise nazionale allo sviluppo di nuove risorse d’emergenza;

·        garantire il coordinamento della partecipazione nazionale ai diversi consessi europei;

·        contribuire al rafforzamento dell’Emergency Response Coordination Centre (ERCC) come Centro operativo 24/365, in riferimento ai disastri e alle crisi di origine naturale e antropica;

·        coordinare le strutture del Servizio nazionale della protezione civile e garantire il rapido dispiegamento all’estero delle risorse emergenziali quando necessario;

·        valorizzare il contributo dell’Italia nell’ambito della Rete unionale della conoscenza in materia di protezione civile;

·        promuovere il ruolo dell’Italia nel campo della formazione e nell’organizzazione di esercitazioni;

·        consolidare la leadership dell’Italia nel settore della salvaguardia del patrimonio culturale;

·        valorizzare la partecipazione del Servizio nazionale della protezione civile e di tutti gli enti e le amministrazioni che lo compongono alle iniziative in ambito EUCPM.

Presso il Parlamento europeo, la proposta sul meccanismo di protezione civile è stata assegnata congiuntamente alla Commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare e alla Commissione per la sanità pubblica.

Il Governo ha presentato la sua relazione in data 13 ottobre 2025, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge n. 234/2012.

Presso il Senato, la proposta è stata esaminata dalla 4a Commissione Politiche dell’UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. Nella risoluzione adottata il 3 dicembre 2025 si ritiene che “la proposta sia suscettibile di miglioramenti per renderla maggiormente conforme ai princìpi di sussidiarietà e proporzionalità”. Vengono quindi forniti indirizzi al Governo per il prosieguo del negoziato. La proposta è stata inoltre esaminata nel merito dalla 10ª Commissione (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), che ha approvato una risoluzione nella seduta del 16 dicembre 2025, in cui si esprime un parere complessivamente favorevole, con alcune osservazioni, da intendersi anche quale atto di indirizzo al Governo,

Il Common Information Sharing Environment (CISE)

Nel contesto della Strategia per la sicurezza marittima dell'UE (EU’s maritime security strategy - EUMSS), il 10 marzo 2023 la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno adottato una comunicazione congiunta sull'aggiornamento della strategia per la sicurezza marittima dell'UE e del relativo piano d'azione, dal titolo “Una strategia rafforzata per la sicurezza marittima dell'UE per far fronte all'evoluzione delle minacce marittime”. In tale ambito il Governo intende in particolare rafforzare la cooperazione nello scambio dati informativo fra Paesi europei, al fine di migliorare la ‘consapevolezza europea del dominio marittimo’.

Nel suo programma di lavoro, la Commissione sottolinea che la sicurezza sarà presente in tutte le attività della Commissione nel 2026. Sulla base del quadro sulla prontezza alla difesa per il 2030, la Commissione intende rafforzare l'industria della difesa dell'UE e la capacità di rispondere alle minacce, attraverso lo strumento SAFE. Tale strumento sarà integrato da una semplificazione delle norme in materia di appalti sensibili nel settore della difesa e della sicurezza.

Sulla base della tabella di marcia sulla prontezza alla difesa, la Commissione intende inoltre lavorare a iniziative faro europee per la prontezza, a partire dall'iniziativa europea di difesa antidrone, per la sorveglianza del fianco orientale, e con il programma ‘Vantaggio militare qualitativo’, che dovrebbe  garantire che l'Ucraina abbia accesso immediato a un flusso costante di attrezzature militari di alta qualità.  Iniziative previste sono:

- la semplificazione degli appalti sensibili nel settore della difesa e della sicurezza (terzo trimestre 2026);

- la comunicazione sul mercato unico della difesa (primo trimestre 2026);

- il Piano d’azione sullo Scudo spaziale europeo (secondo trimestre 2026).

 

Sicurezza e gestione delle frontiere

Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo e riforma del Codice frontiere Schengen – Inquadramento generale

La relazione programmatica sottolinea che l’adozione del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo e il lavoro di implementazione delle sue disposizioni, in vista dell’applicazione a partire da giugno 2026, nonché la riforma del Codice frontiere Schengen, stanno ridisegnando il quadro legislativo e operativo attraverso cui garantire la protezione delle frontiere esterne dell’UE. Al contempo, le proposte legislative volte a riformare il sistema dei rimpatri e rivedere il concetto di Paese terzo sicuro potranno contribuire a rendere più sostenibili i sistemi di accoglienza, permettendo l’ingresso e la permanenza nel territorio UE solamente a chi ne ha diritto. Tali iniziative dovranno accompagnarsi a partenariati strategici con i principali Paesi di origine e transito, soprattutto in Africa, anche valorizzando le sinergie con l’UE nel quadro del Piano Mattei e del Processo di Roma.

Il Governo intende quindi:

·        applicare quanto previsto nel nuovo patto sulla migrazione e l’asilo a partire da giugno 2026, con particolare attenzione alla corretta implementazione della ‘componente solidaristica’ ivi prevista;

·        far sì che vengano adottate le proposte legislative sui rimpatri e sulla revisione del concetto di Paese terzo sicuro;

·        avanzare nell’individuazione e nell’approfondimento di soluzioni innovative al fenomeno migratorio;

·        attuare gli accordi conclusi fra l’UE e i Paesi di origine e transito e negoziare ulteriori accordi con Paesi di particolare interesse per l’Italia.

Per approfondimenti sul nuovo patto per la migrazione e l’asilo, si rimanda alla sessione “Migrazione” contenuta nel dossier europeo n. 158/DE Consiglio europeo - Bruxelles, 18-19 dicembre 2025, a cura dei Servizi del Senato e della Camera. Per approfondimenti sulla proposta di regolamento relativa ai rimpatri, si rimanda al Dossier n. 116, a cura della Camera dei deputati. Si vedano anche la Nota su atti dell'UE n. 41 “Proposta di regolamento sull’applicazione del concetto di Paese terzo sicuro”, a cura del Senato della Repubblica, e il Dossier n. 115, a cura della Camera.

Attuazione del nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo

La relazione ricorda che a partire dal 12 giugno 2026 verranno applicati gli atti legislativi — una direttiva e dieci regolamenti, già in vigore dal 12 giugno 2024 — che compongono il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, destinati a sostituire e/o integrare la normativa vigente.

Si segnala che nella riunione dello scorso 11 febbraio il Consiglio dei Ministri, ha approvato, “con la previsione della richiesta alle Camere di sollecita calendarizzazione nel rispetto dei regolamenti dei due rami del Parlamento”, un disegno di legge che introduce, tra le altre, disposizioni per l’attuazione del Nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. Il ddl non è stato allo stato ancora trasmesso alle Camere.

La relazione ricorda che i nuovi regolamenti, in particolare il regolamento sugli accertamenti alle frontiere, il regolamento sulle procedure di asilo, il regolamento che stabilisce una procedura di rimpatrio alla frontiera, il regolamento concernente le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell’asilo e il regolamento che istituisce l’“Eurodac” forniscono agli Stati membri strumenti normativi e procedurali volti a rafforzare il controllo delle frontiere esterne. Per l’attuazione delle procedure di frontiera, sia in materia di asilo sia di rimpatrio, ciascuno Stato membro è tenuto ad adottare le misure necessarie per garantire una capacità adeguata; per l’Italia, tale capacità è fissata in 8.016 procedure. Con riferimento allo svolgimento delle operazioni di screening e delle procedure di frontiera, è in corso la valutazione di una revisione delle attuali zone di frontiera, come individuate dal decreto ministeriale 5 agosto 2019. Sarà inoltre necessario rendere operativo un flusso di lavoro unico, assicurando l’interoperabilità dei sistemi utilizzati dalle amministrazioni coinvolte e il corretto inserimento dei dati rilevanti nel sistema Eurodac.

Lotta alla tratta degli esseri umani - Schema di decreto legislativo necessario per il suo recepimento

A seguito dell’inserimento della direttiva (UE) 2024/1712 concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime nell’elenco di cui all’Allegato A della legge n. 91 del 2025 (legge di delegazione europea 2024), è attualmente in corso di elaborazione lo schema di decreto legislativo necessario per il suo recepimento. Le disposizioni contenute in tale decreto modificheranno il D.Lgs n. 24 del 2014, che aveva recepito la direttiva 2011/36/UE, modificata e integrata dalla direttiva del 2024. È stato pertanto costituito un gruppo di lavoro coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, cui partecipano tutte le amministrazioni interessate.

Sotto il profilo della digitalizzazione e dell’informatizzazione, il regolamento (UE) 2023/1543 e la corrispondente direttiva (UE) 2023/1544 disciplinano le condizioni in base alle quali un’autorità di uno Stato membro può, nell’ambito di un procedimento penale, emettere un ordine europeo di produzione o di conservazione di prove elettroniche. La Commissione sta sviluppando un sistema informativo decentrato basato sull’architettura e-Codex, la cui entrata in esercizio è prevista per agosto 2026.

La relazione programmatica riferisce che nel 2026 entrerà in esercizio il progetto fra Stati membri e l’agenzia eu-LISA, il cui risultato dovrebbe essere il rafforzamento della sicurezza dell’Unione e il potenziamento dei sistemi per la lotta alla criminalità organizzata. È inoltre atteso il rafforzamento di Europol e Eurojust e, a tale fine, verrà incentivata la digitalizzazione delle procedure di indagine.

Il Governo intende altresì rafforzare il sistema di accoglienza e di rimpatrio, al fine di assicurare sicurezza nelle frontiere e un accesso più equo e consapevole alla giustizia per i richiedenti asilo, anche tramite il servizio di mediazione linguistico-culturale, e instaurare rapporti di partenariato con organizzazioni internazionali (es. OIM, UNHCR, UNICEF).

Lotta alla tratta degli esseri umani – Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani 2026-2028

In linea con la Strategia europea per il contrasto alla criminalità organizzata e con la Strategia europea per la lotta alla tratta degli esseri umani, presentate dalla Commissione europea il 14 aprile 2021, il Governo avvierà l’attuazione delle misure previste dal nuovo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani 2026-2028, in corso di finalizzazione.

Inoltre, coerentemente con la direttiva (UE) 2011/36 e con la direttiva (UE) 2024/1712 che modifica la precedente disciplina concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, il Governo continuerà ad attuare il Programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale a favore degli stranieri e dei cittadini di cui al comma 6-bis dell’art. 18 del D.Lgs. n. 286 del 1998, nonché delle vittime dei reati previsti dagli articoli 600 e 601 del codice penale o che rientrano nelle ipotesi del comma 1 del medesimo articolo 18. Intende infine proseguire la collaborazione con gli organismi dell’UE e la partecipazione ai gruppi di lavoro tematici attivati presso la Commissione europea nonché presso il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE.). I risultati attesi sono: ridurre la domanda che alimenta la tratta di esseri umani, smantellare le reti operative dei trafficanti e garantire l’identificazione precoce delle vittime.

Interfaccia unica marittima europea – Istituzione del Comitato di coordinamento

Il sistema di interfaccia unica marittima europea è stato istituito con il regolamento UE 1239/2019 al fine di favorire la semplificazione dei procedimenti amministrativi connessi all’arrivo, alla sosta e alla partenza delle navi che transitano nei porti dell’Unione europea. Il Governo intende dare una completa attuazione a livello nazionale del sistema.

Interfaccia unica marittima europea – Ulteriori aspetti operativi

La relazione evidenzia che le politiche relative ai trasporti marittimi rappresentano un pilastro fondamentale per il commercio e le comunicazioni dell’Unione, sia all’interno del mercato unico sia nei rapporti con i Paesi terzi. In tale contesto, il Governo intende promuovere lo sviluppo di soluzioni tecnologiche volte a realizzare pienamente il sistema di interfaccia unica marittima europea, di cui sopra, al fine di semplificare i trasporti marittimi e ridurre gli oneri amministrativi a carico delle compagnie di navigazione.  Parallelamente, in attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e d'informazione sul traffico navale (vd. anche il testo consolidato), recepita con il D.Lgs. n.196/2005, il Governo vorrà rafforzare la sicurezza marittima e ambientale attraverso l’adozione di sistemi di identificazione automatica e di gestione del traffico marittimo.

Supporto ai Paesi interessati da flussi migratori irregolari dalle coste africane e mediorientali del Mediterraneo

Nella relazione si evidenzia che l’aumento del numero di persone che tentano di raggiungere l’Europa su imbarcazioni fatiscenti, partendo dalle coste africane e mediorientali del Mediterraneo, rende necessario fornire supporto ai Paesi interessati da tali flussi. Il Governo intende pertanto migliorare le capacità di risposta nell’ambito delle operazioni di ricerca e soccorso in mare, al fine di evitare naufragi e conseguenti perdite di vite umane.

Proposta di direttiva sulla prevenzione e il contrasto del favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali nell'Unione

La proposta di direttiva che stabilisce regole minime per la prevenzione e il contrasto del favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali nell'Unione intende sostituire la direttiva 2002/90/CE del Consiglio e la decisione quadro 2002/946/GAI del Consiglio. È stata presentata il 28 novembre 2023 contestualmente a un’altra proposta di regolamento, poi adottata il 16 dicembre 2025 come regolamento (UE) 2025/2611 che modifica il regolamento (UE) 2016/794 per quanto riguarda il potenziamento del sostegno di Europol e il rafforzamento della cooperazione di polizia per prevenire e combattere il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. Il Governo intende pervenire quanto prima alla conclusione del negoziato inter-istituzionale sulla proposta di direttiva con “un accordo soddisfacente su un testo il più possibile ambizioso”.

Sulla proposta di direttiva il 13 dicembre 2024 il Consiglio ha adottato il proprio orientamento generale in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo al fine di adottare il testo giuridico definitivo (la proposta è assegnata alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni).

Sia la proposta di regolamento che la proposta di direttiva sono state oggetto di esame da parte della 4a Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato della Repubblica, la quale si è espressa in senso favorevole nel contesto della verifica del rispetto dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità. Si vedano le sedute n. 141 del 6 marzo 2024 e n. 159 dell’8 maggio 2024.

Presso la Camera dei Deputati, la proposta di direttiva è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione politiche dell’UE che il 20 marzo 2024 ha approvato un documento recante una valutazione conforme. La proposta di regolamento è all’esame della Commissione affari costituzionali, ai sensi dell’art. 127 del R.C. (avviato il 27 marzo 2024).

Negoziati sui regolamenti relativi al rimpatrio, al concetto di Paese terzo sicuro e alla lista UE dei Paesi di origine sicuri – Solidarity pool

La relazione sottolinea il decisivo intervento dell’Italia in seno al Consiglio “Giustizia e affari interni” dell’8 dicembre 2025, che “ha contribuito ad imprimere una svolta strutturale alle politiche migratorie europee”. In tale occasione sono stati approvati la ‘riserva di solidarietà’ per il 2026 (in base alla valutazione dei criteri quantitativi e qualitativi stabiliti nel patto, l'Italia è stata riconosciuta fra i Paesi soggetti a pressioni migratorie e potrà dunque beneficiare delle misure di solidarietà) e i regolamenti sui rimpatri, sul concetto di Paese terzo sicuro e sull’elenco dei Paesi di origine sicuri. La relazione ricorda inoltre che si è ottenuta l'anticipazione dell'applicazione di alcune norme del patto, “permettendo l'uso immediato di procedure accelerate per le domande provenienti da Paesi con percentuali di riconoscimento della protezione non superiori al 20 per cento”.

In termini operativi, il Governo intende monitorare le fasi successive dell’iter legislativo e seguire la relativa implementazione dei regolamenti. Le azioni si concentreranno in particolare su:

·        il potenziamento della collaborazione con i Paesi terzi chiave lungo le rotte migratorie;

·        l’adeguamento dell’ordinamento nazionale e l’individuazione delle strutture necessarie per gestire le procedure accelerate di frontiera;

·        l’incremento dei tassi di rimpatrio (saranno revisionate e rafforzate le procedure interne per l’esecuzione rapida dei provvedimenti di allontanamento, sfruttando la nuova flessibilità operativa offerta dal regolamento rimpatri).

Il 24 febbraio 2026 sono stati adottati il regolamento (UE) 2026/464 che modifica il regolamento (UE) 2024/1348 per quanto riguarda l'istituzione di un elenco di Paesi di origine sicuri a livello dell'Unione e il regolamento (UE) 2026/463 che modifica il regolamento (UE) 2024/1348 per quanto riguarda l'applicazione del concetto di Paese terzo sicuro.

Il primo regolamento anticipa l’applicazione di alcune disposizioni chiave del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo: la possibilità di trattare nell'ambito di una procedura di frontiera o di una procedura accelerata le domande presentate da richiedenti che sono cittadini di un Paese terzo per il quale la percentuale di decisioni che concedono la protezione internazionale a livello dell'UE emesse dalle autorità accertanti è pari o inferiore al 20%; eccezioni alla designazione dei Paesi terzi sicuri e dei Paesi di origine sicuri (gli Stati membri potranno escludere regioni specifiche o categorie chiaramente identificabili di individui). Viene istituito un elenco a livello dell'UE di Paesi di origine sicuri, che comprende: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia.

Il secondo regolamento opera la revisione del concetto di Paese terzo sicuro al fine di facilitarne l'applicazione nel quadro delle politiche  in materia di asilo.

L’obiettivo principale della proposta di regolamento sui rimpatri è invece di semplificare il processo di rimpatrio e renderlo più chiaro per le autorità nazionali e per i cittadini dei Paesi terzi interessati, attraverso una combinazione di obblighi, incentivi e conseguenze in caso di mancata cooperazione.

Presso il Senato, la proposta di regolamento sui rimpatri è stata esaminata dalla 4a Commissione Politiche dell’UE che si è pronunciata il 25 giugno 2025 con la risoluzione doc. XVIII-bis, n. 25 in cui si ritiene che la proposta sia conforme al principio di sussidiarietà, ma non al principio di proporzionalità, “considerando l’esigenza di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di assicurare un equo trattamento ai cittadini di Paesi terzi e al contempo un buon funzionamento del sistema comune di rimpatrio”. Vi si afferma in particolare che “taluni aspetti della proposta rischiano di comportare un aggravio procedurale tale da compromettere il suo obiettivo di migliorare le procedure di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare nell’UE, a fronte invece di un sistema nazionale di rimpatri comunque in grado di operare con buona efficienza” (vd. anche la risposta della Commissione europea). Il Governo ha presentato la sua relazione l’11 giugno 2025, ai sensi dell’art. 6 della legge n. 234/2012.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione che, l’11 giugno 2025, ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Il documento lamenta la mancata presentazione da parte della Commissione europea di una valutazione di impatto sulla proposta.

La medesima Commissione ha esaminato le due proposte di regolamento relative all’elenco di Paesi di origine e al concetto di paese terzo sicuro, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, approvando un documento recante una valutazione conforme.

Successivamente, il Governo ha trasmesso alle Camere una relazione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nei documenti sopra richiamati.

Lotta alla criminalità organizzata e al narcotraffico

L’Italia intende rappresentare gli interessi nazionali nelle fasi di definizione degli obiettivi relativi alla nuova Strategia dell’UE in materia di droghe, al Piano d'azione dell'UE contro il traffico di droga, alla revisione della normativa sui precursori di droghe, nonché alla revisione della decisione quadro sulla cooperazione giudiziaria in materia penale, con l’obiettivo di garantire strumenti più efficaci per il contrasto operativo e investigativo, anche in relazione alle minacce tecnologiche e all’evoluzione delle reti criminali transnazionali. Si intende integrare, inoltre, la dimensione bi-regionale con i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi e il ruolo degli hub logistici e portuali nell’ambito della cooperazione UE–CLASI (Comité Latinoamericano de Seguridad Interior), anche grazie alla progressiva estensione delle misure della European Ports Alliance

La proposta di regolamento relativo al monitoraggio e al controllo dei precursori di droghe è esaminata secondo la procedura legislativa ordinaria ed è stata assegnata all'esame congiunto della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo.

Presso la Camera, il 24 febbraio 2026 è stato avviato, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, l’esame sulla proposta da parte della Commissione politiche dell’UE.

Programma Border Management and Visa Instrument (BMVI) 2021-2027

Il Programma nazionale Border Management and Visa Instrument (BMVI) 2021-2027 annovera due obiettivi specifici: la “Gestione europea integrata delle frontiere” e la “Politica comune in materia di visti”. In tale ambito il Governo intende: migliorare la gestione delle frontiere esterne, anche attraverso il rafforzamento tecnologico dell’agenzia europea Frontex e il contrasto al traffico di migranti; rendere più efficiente la politica di gestione e rilascio dei visti realizzando uno spazio Schengen pienamente funzionante.

Programma nazionale Fondo sicurezza snterna (ISF) 2021-2027

Il Programma nazionale dell'Italia del Fondo sicurezza interna (ISF) 2021 – 2027 è volto alla prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali, nell’ambito degli obiettivi specifici “Scambio di informazioni”, “Cooperazione transfrontaliera” e “Prevenzione e lotta alla criminalità”.

Per il 2026 il Governo intende: migliorare e agevolare lo scambio di informazioni fra gli Stati, gli organismi dell’UE e, quando necessario, i Paesi terzi e le organizzazioni internazionali; intensificare la cooperazione transfrontaliera per contrastare il terrorismo, i reati gravi e la criminalità organizzata internazionale; sostenere gli Stati membri nelle azioni di prevenzione e lotta alla criminalità, al terrorismo e alla radicalizzazione, attraverso una maggiore cooperazione fra le autorità pubbliche, la società civile, i partner privati e gli Stati.

Entry/Exit System (EES)

La relazione ricorda che il regolamento (UE) 2017/2226 intende migliorare l’efficacia e l’efficienza dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen mediante la creazione di un sistema di ingressi/uscite (Entry/Exit System - EES) centralizzato per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea che ne attraversano le frontiere esterne per un soggiorno di breve durata. In data 12 ottobre 2025 è stato avviato il sistema che prevede un aumento graduale delle soglie di registrazione fino a raggiungere la copertura totale entro circa 170 giorni.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione politiche dell’UE che ha approvato un documento recante una valutazione conforme.

Successivamente, il Governo ha trasmesso alle Camere la relazione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

European Travel Information and Authorisation System (ETIAS)

Il 12 settembre 2018 è entrato in vigore il regolamento (UE) 2018/1240 che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS). L’avvio del sistema è stato posticipato a fine 2026. Per la sua realizzazione, il Governo è impegnato nella partecipazione ai fori istituzionali europei, sia di natura tecnica sia di natura legislativa, nonché ai tavoli di natura operativa organizzati dall’agenzia Frontex. Vi è inoltre un impegno a livello nazionale per l’implementazione delle tecnologie e la formazione del personale della Polizia di frontiera, con il coinvolgimento dei diversi attori interessati.

Misure tecniche e operative nello spazio Schengen

La relazione evidenzia che la Polizia di frontiera è presente con propri Uffici presso i quattro confini terrestri nazionali ed è direttamente coinvolta nelle fasi di negoziazione e attuazione di accordi e protocolli inerenti alle riammissioni e ai pattugliamenti congiunti mirati al contrasto dell’immigrazione clandestina. Ricorda inoltre che il regolamento (UE) 2024/1717 ha modificato il Codice frontiere Schengen con particolare riguardo al rafforzamento delle misure nello spazio di libera circolazione e per la revisione del processo di ripristino dei controlli alle frontiere interne. Con particolare riferimento all’art. 23-bis, che ha introdotto una procedura di trasferimento degli stranieri irregolari rintracciati alle frontiere interne, il Governo intende implementare accordi di cooperazione bilaterale e riprendere le attività di pattugliamento trilaterale.

Aspetti della cooperazione in materia migratoria

Il Governo intende rafforzare le capacità dei principali Paesi di origine e transito dei flussi migratori nella gestione delle frontiere e dell’immigrazione, attraverso i programmi finanziati dall’Unione europea.

Vengono citati in particolare:

- il progetto a sostegno dell’attività di ricerca e soccorso e di gestione delle migrazioni e delle frontiere a favore delle autorità libiche, in collaborazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), della durata di quattro anni e del valore di 20 milioni di euro;

- la seconda edizione del progetto Itepa2 (International training at the egyptian Police academy), per lo svolgimento di corsi di formazione per le guardie di frontiera e le Forze di polizia di circa 20 Paesi africani presso l’Accademia della polizia egiziana a Il Cairo;

- la creazione di un organismo quadripartito (Algeria, Italia, Libia e Tunisia), denominato “Cabina di regia”, il cui scopo è quello di intensificare le operazioni di rimpatrio volontario assistito curate dall’OIM;

- iniziative di assistenza tecnica a beneficio dei Paesi partner (in particolare, oltre a quelli già citati, Nigeria e Costa d’Avorio), con l’obiettivo di rafforzarne le capacità operative nelle attività di prevenzione e contrasto delle partenze, nella lotta ai trafficanti, nelle operazioni di ricerca e soccorso (Search and Rescue – SAR) e nelle procedure di rimpatrio;

- interlocuzioni con l’agenzia Frontex per una progressiva e coordinata azione di allineamento delle procedure nazionali alle specifiche esigenze dettate dal regolamento (UE) n. 1896/2019;

- il contributo nazionale al Corpo permanente della Guardia di frontiera e costiera europea (sono in corso le procedure per l’individuazione del personale che farà parte della Cat. 2 e della Cat. 3 per il 2026 secondo le aliquote obbligatorie);

- l’impegno nell’ospitare in Italia le operazioni di controllo e di sorveglianza delle frontiere, nonché operazioni di rimpatrio, coordinate dall’agenzia Frontex;

- la partecipazione del Ministero dell’interno alle iniziative dell’Unione europea volte al corretto ed efficace funzionamento della Rete degli ufficiali di collegamento per l’immigrazione, in attuazione del regolamento UE n. 1240/2019.

Attività di rimpatrio

Il Governo evidenzia che il settore dei rimpatri riveste importanza fondamentale sia nella gestione integrata delle frontiere, sia nella più ampia cornice dell’implementazione del patto sulla migrazione e l’asilo. In tale ambito i risultati attesi sono:

·        l’incremento del numero di stranieri irregolari rimpatriati, sia in maniera forzata che volontaria;

·        l’accelerazione e la semplificazione delle procedure di rimpatrio attraverso la digitalizzazione e l’interoperabilità dei sistemi;

·        un’efficace ed efficiente gestione del fenomeno migratorio nella cornice del nuovo patto.

Nel programma di lavoro la Commissione europea dichiara che si concentrerà sulla messa in pratica del patto sulla migrazione e l'asilo. Con riferimento alla sicurezza interna dell’UE, intende:

- proporre sanzioni nei confronti di scafisti e trafficanti per congelare i loro beni, limitarne la libertà di circolazione e tagliarne i profitti;

- rafforzare il mandato e il corpo permanente di Frontex (terzo trimestre 2026);

- proporre una normativa sulla digitalizzazione del sistema comune europeo di rimpatrio (terzo trimestre 2026);

- proporre una normativa per il rafforzamento di Europol (secondo trimestre 2026);

- consolidare il quadro giuridico per la lotta alla criminalità organizzata (terzo trimestre 2026);

- adottare misure per proteggere meglio i minori dalla criminalità, sia online che offline;

- presentare nuove misure per combattere la tratta di esseri umani;

- proporre una legislazione per creare un sistema europeo di comunicazione critica (terzo trimestre 2026).


 

2. Un’Europa globale

Partenariati strategici

Inquadramento generale

Nella relazione si evidenzia che nel corso del 2025 è proseguita l’attività di espansione della rete di accordi di libero scambio e di partenariati economici dell’UE con Paesi terzi. Tale attività continuerà anche nel 2026 in ragione della possibile approvazione degli accordi di recente conclusione a livello tecnico (Mercosur, Messico e Indonesia) e dei negoziati con partner commerciali di rilievo (India, Thailandia, Filippine, Emirati Arabi Uniti e Malaysia). Particolare menzione viene fatta dell’Accordo di partenariato UE-Mercosur, rispetto al quale si sottolinea che la posizione del Governo mira a coglierne il potenziale, “a condizione che vengano tutelate le filiere agricole italiane”.

Il 17 gennaio 2026 l’UE e i quattro Stati del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno firmato ad Asunciòn, in Paraguay, l’Accordo di partenariato e l’Accordo commerciale interinale che compongono l’Accordo EU-Mercosur, volto a liberalizzare gli scambi fra l’Unione europea da un lato e i Paesi dell’Organizzazione dell’America latina dall’altro.

Il 9 gennaio 2026 il Consiglio ha adottato due decisioni di autorizzazione alla firma dell'accordo di partenariato UE-Mercosur e dell'accordo interinale sugli scambi fra l'UE e il Mercosur. Il Parlamento europeo, nella seduta plenaria del 21 gennaio, ha adottato una risoluzione recante la richiesta di un parere giuridico alla Corte di giustizia dell’UE sulla sua conformità ai Trattati. Il 27 febbraio 2026 la Commissione ha annunciato che procederà all'applicazione provvisoria dell'accordo, come autorizzato dal Consiglio europeo.

La proposta di regolamento recante attuazione della clausola di salvaguardia bilaterale dell'accordo di partenariato UE-Mercosur e dell'accordo interinale sugli scambi UE-Mercosur per i prodotti agricoli è stata presentata dalla Commissione l’8 ottobre 2025. Sulla proposta il Parlamento europeo ha approvato il 10 febbraio 2026 la posizione in prima lettura. Il risultato della votazione europeo rispecchia l'accordo di compromesso convenuto con il Consiglio, che dovrebbe quindi approvare l’atto nella prossima riunione del 5 marzo (con il voto contrario dell'Ungheria e l'astensione del Belgio e dell'Austria).

Presso il Senato, la proposta di regolamento è stata esaminata dalla 9ª Commissione (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) che, l’8 gennaio 2026, ha approvato la risoluzione doc. XVIII n. 26, in cui impegna il Governo, nella valutazione della propria posizione, a tenere conto delle risposte in sede unionale sui seguenti elementi: 1. la verifica della possibilità di sospendere l’accordo, all’interno del meccanismo della clausola di salvaguardia, qualora anche in un solo Paese dell’UE si verifichi un calo dei prezzi o un aumento delle importazioni superiore all’8 per cento; 2. lavorare per fissare adeguati e vincolanti criteri di reciprocità basati su due sostanziali azioni: il rispetto degli standard produttivi e fitosanitari che tutelino la produzione ed il mercato europei dall’ingresso di organismi nocivi.

Per approfondimenti si rimanda al dossier n. 46 L’accordo UE-Mercosur: iter decisionale e questioni aperte - Liberalizzazione commerciale e protezione dell’agricoltura dell’UE, a cura della Camera dei deputati.

Partenariati strategici – Obiettivi in ambito culturale

Il Governo proseguirà la sua azione volta a rafforzare il ruolo della cultura quale strumento privilegiato di diplomazia, di mediazione e di pace nel mondo, ponendo al servizio dei Paesi meno avvantaggiati le capacità di valorizzazione del proprio patrimonio artistico. In particolare, nel 2026 continuerà a impegnarsi nel raggiungimento degli obiettivi in ambito culturale previsti dalle intese e dagli accordi già sottoscritti, così come nel rafforzamento dei partenariati considerati strategici e dei rapporti bilaterali per le questioni di competenza. Viene in proposito citata la collaborazione culturale con Svizzera, India, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Thailandia e Filippine, che prevede obiettivi di durata pluriennale.

Dialogo e cooperazione internazionale promosse nell’ambito delle politiche regionali dell’UE – Focus su servizi/funzioni della Guardia costiera.

La relazione fa riferimento alle Capitanerie di porto – Guardia costiera, che partecipano alle iniziative di confronto, dialogo e cooperazione internazionale promosse nell’ambito delle politiche regionali dell’UE, nell’ottica della progressiva interoperabilità di servizi e funzioni. In tale contesto, si segnala che la Guardia costiera partecipa annualmente all’European Coast Guard Functions Forum (ECGFF) e al Mediterranean Coast Guard Functions Forum (MCGFF), delle quali ha assunto più volte la Presidenza. Inoltre, a partire dal 2017, a cadenza biennale, la Guardia costiera italiana ha partecipato attivamente all’assemblea plenaria del Coast Guard Global Summit (CGGS), presieduto dal Giappone. Il coinvolgimento delle Capitanerie di Porto nelle attività sopra citate dovrebbe consentire di rafforzare la cooperazione con gli Stati membri, le istituzioni e le agenzie UE in materia di ‘funzioni di guardia costiera’, nonché di sviluppare la condivisione di iniziative nelle materie di specifico interesse.

Negoziati internazionali sul clima

Nell’ambito dei negoziati internazionali sul clima, il Governo intende garantire un contributo attivo alla piena operatività all’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, adottato nel dicembre 2015, e all’azione diplomatica per assicurare che gli impegni e le azioni di riduzione delle emissioni messe in campo dagli altri Paesi siano comparabili con quelle europee.

 

L’azione del Governo sarà in particolare finalizzata a:

·        proseguire gli sforzi volti a dare attuazione agli esiti della COP28, in vista della trentunesima Conferenza delle Parti (COP31);

·        rafforzare l’ambizione nell’azione climatica, attraverso il supporto fornito all’implementazione del nuovo ciclo di impegni determinato a livello nazionale dei Nationally determined contributions (NDC);

·        rafforzare l’impegno a sostenere i Paesi in via di sviluppo nella lotta al cambiamento climatico, attraverso l’implementazione dell’iniziativa Adaptation accelerator hub, in linea con le priorità del Piano Mattei;

·        dare seguito all’iniziativa National Adaptation Plan Implementation Alliance, lanciata con il Brasile e altri partner internazionali in occasione della COP 30 di Belem, per accelerare la collaborazione fra le organizzazioni che sostengono l'attuazione dei Piani di adattamento nazionali e la mobilitazione di investimenti pubblici e privati per promuovere le priorità dei Paesi in via di sviluppo;

·        promuovere l’azione climatica del settore privato e di altri attori non governativi;

·        migliorare le capacità di valutazione della specificità climatica delle risorse finanziarie a sostegno dei Paesi in via di sviluppo da parte dell’Italia, in vista di una rendicontazione più trasparente del contributo italiano al nuovo obiettivo di finanza per il clima, concordato alla COP29;

·        rafforzare la diplomazia climatica.

In relazione al meccanismo finanziario della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in continuità con gli anni precedenti, verrà garantita la partecipazione italiana ai negoziati multilaterali e ai Consigli di amministrazione dei principali fondi multilaterali per supportare l’azione climatica, quali il Green Climate Fund, l’Adaptation Fund, la Global Environment Facility (GEF), il Fondo per rispondere alle perdite e i danni (Fund for responding to Loss and Damage - FRLD).

Il lavoro continuerà anche sugli altri contesti internazionali di azione contro i cambiamenti climatici e gli altri accordi ambientali multilaterali, quali la partecipazione ai negoziati del G7 e del G20, il Protocollo di Montreal, l’Organizzazione marittima internazionale (IMO), l’Organizzazione internazionale per l'aviazione civile (ICAO), l’Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), i negoziati per la definizione di un accordo internazionale vincolante sull’inquinamento da plastica, la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Proseguirà infine l’iniziativa “Youth4Climate”, avviata nel 2021, volta a sostenere l’azione climatica guidata dai giovani.

Cooperazione nel settore della salvaguardia della vita umana in mare e del contrasto all’inquinamento marino

La relazione evidenzia che l’incremento dei traffici marittimi, soprattutto all’interno di bacini limitati come quello del mar Adriatico, rende necessaria l’attuazione degli strumenti di cooperazione già esistenti fra Stati che si affacciano su quel tratto di mare, mediante la sottoscrizione di nuovi accordi in tema di sviluppo delle procedure di ricerca e soccorso in mare e di contrasto all’inquinamento marino eventualmente conseguente a un sinistro avvenuto in mare.

Cooperazione territoriale europea – Programma ESPON

Nell’ambito della cooperazione territoriale europea (CTE) l’Italia partecipa, nel periodo di programmazione 2021-2027, a diciannove programmi volti a promuovere la collaborazione fra i territori dei diversi Stati membri dell’UE mediante la realizzazione di azioni congiunte, scambi di esperienze e costruzione di reti. Fra questi rientra il programma ESPON (European spatial planning observation network), programma interregionale di cooperazione territoriale che fornisce evidenze territoriali a supporto degli stakeholder per il raggiungimento di una transizione verde.

Gli obiettivi che il Governo intende perseguire sono i seguenti:

·        consolidare la presenza italiana nella definizione delle attività di ricerca in ambito ESPON;

·        ottenere l’inclusione delle priorità italiane nelle linee di ricerca;

·        lavorare alla presentazione di studi su tematiche di interesse nazionale;

·        implementare l’attività del Punto di contatto nazionale;

·        partecipare alla definizione del Programma per il prossimo ciclo di programmazione CTE (2028-2034);

·        contribuire alla redazione del nuovo programma ESPON post 2027.

Nel programma di lavoro, la Commissione dichiara che continuerà a coltivare i partenariati strategici e a definire la posizione dell’UE a livello mondiale.

In particolare, a seguito della conclusione degli accordi di libero scambio con Mercosur, Messico, Svizzera e Indonesia, intende ampliare tale rete attraverso negoziati con India, Malaysia, Thailandia, Emirati arabi uniti e Filippine. Intende inoltre costruire partenariati più forti in materia di commercio, trasporti, energia e digitale sulla base di un'agenda per la connettività transregionale, anche fra l'Europa e l'Asia centrale attraverso il Mar Nero e il Caucaso meridionale.

Rapporto UE-USA

Inquadramento generale

Nella relazione si evidenzia che il rapporto con gli Stati Uniti rappresenta un “punto di riferimento imprescindibile della proiezione esterna dell’Unione e cornice fondamentale entro cui sviluppare e tutelare gli interessi e i valori europei”. Viene tuttavia osservato che “le forti innovazioni impresse dall’amministrazione USA alle relazioni transatlantiche, orientate a promuovere un’agenda ‘America first’, delineano un quadro inedito, con implicazioni sui rapporti commerciali, sul burden sharing della difesa collettiva, sulla portata dell’impegno USA per la sicurezza europea”.

In ambito specificamente economico, si ricorda la conclusione di un’intesa fra UE e USA formalizzata nella Dichiarazione congiunta sul commercio del 21 agosto 2025, che ha confermato l’introduzione di un dazio universale pari al 15 per cento per tutte le merci europee salvo alcune limitate eccezioni.

Inoltre, la Commissione europea ha presentato il 7 ottobre 2025 una proposta di regolamento che affronta gli effetti negativi sul commercio dovuti alla sovraccapacità globale nel mercato siderurgico dell'Unione.

Il Governo italiano sostiene l’impianto della misura, che ritiene rispondere alla forte domanda dell’industria siderurgica dell’Unione e nazionale. Sottolinea altresì che il provvedimento dovrà preservare le disposizioni essenziali della proposta (contingenti, il dazio extra-quota al 50 per cento), aprendo a modifiche che servano a evitare effetti controproducenti sui settori ‘a valle’ che utilizzano i prodotti siderurgici protetti, e a promuovere ampliamenti dell’elenco di tali prodotti.

La relazione ricorda anche che, in parallelo al dialogo con gli Stati Uniti sull’attuazione della Dichiarazione congiunta del 21 agosto 2025, la Commissione sta svolgendo un’azione di ricognizione delle barriere non tariffarie che ostacolano gli operatori europei nell’accesso al mercato degli Stati Uniti; tali barriere sono discusse in sedi istituzionali (in particolare, il comitato per l’accesso al mercato). La Commissione fornisce assistenza agli Stati membri nei procedimenti di adozione e riesame di misure di difesa commerciale avviati dagli Stati Uniti nei confronti di esportatori europei e, nel caso dell’Italia, è intervenuta come parte interessata nel procedimento di riesame dei dazi anti-dumping statunitensi su diversi produttori di pasta. Con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle imprese italiane e migliorarne l’accesso al mercato statunitense, il Governo dichiara che rappresenta regolarmente a livello UE le barriere non tariffarie, segnalando alla Commissione i procedimenti relativi a misure di difesa commerciale che riguardano esportatori italiani.

 

Il Governo intende in particolare:

·        consolidare il partenariato transatlantico nei settori di interesse comune, dalla difesa collettiva alla cooperazione scientifica ed energetica, dalla risoluzione dei conflitti in Europa e Medio Oriente al rilancio della competitività globale dei settori produttivi, con un’azione fra l’altro volta ad ampliare l’area delle esenzioni dal dazio del 15 per cento;

·        avviare una collaborazione che conduca all’eliminazione o mitigazione dell’attuale dazio al 50 per cento su acciaio, alluminio, rame e derivati (in particolare, si sottolinea che il miglioramento della competitività dell’industria siderurgica ha ricadute positive sui settori collegati, molti di rilievo strategico, come quelli della difesa, automobilistico, dell’energia, meccanico e delle costruzioni).

Il 16 dicembre 2025 il Consiglio ha adottato il suo mandato per i negoziati con il Parlamento europeo sulla sopra citata proposta di regolamento relativa al mercato siderurgico dell'Unione. L’11 febbraio 2026 la plenaria del Parlamento europeo ha a sua volta approvato il progetto di risoluzione legislativa presentato dalla Commissione per il commercio internazionale.

Il Governo ha presentato la sua relazione ai sensi della legge n. 234/2012.

Rapporto UE-USA - Calcolo del valore in dogana

Nel 2025 i vertici dell’UR hanno concluso accordi strategici sia con la Presidenza degli Stati Uniti sia con il Regno Unito. Inoltre, il comitato di esperti in materia di origine e il comitato di esperti in materia di valore, entrambi riuniti nell’ambito della DG TAXUD (Direzione generale della Fiscalità e dell’Unione doganale), hanno inserito alcune volte alla flessibilizzazione degli istituti doganali. Il Governo ricorda che con il Regno Unito sembra essere già stata intrapresa una strada di semplificazione e forfettizzazione delle dichiarazioni equipollenti a quelle doganali, mentre i servizi della DG TAXUD hanno rappresentato alcune difficoltà operative da affrontare nella redazione di linee guida interpretative sugli accordi transatlantici.

Nel suo programma di lavoro, la Commissione dichiara che intende tradurre il nuovo quadro commerciale UE-USA in opportunità concrete per le imprese, garantendo l'accesso continuo delle esportazioni dell'UE al mercato statunitense e preservando le catene del valore integrate, salvaguardando nel contempo i posti di lavoro e le disposizioni normative dell’Unione.

 

Patto per il Mediterraneo

Inquadramento generale

Il Governo dichiara di voler promuovere la piena attuazione del Patto per il Mediterraneo, contribuendo attivamente alla definizione del relativo Piano d’azione. Allo stesso modo, il Governo si impegnerà per un rafforzamento dei rapporti bilaterali fra l’UE e i partner del vicinato Sud, sia tramite l’attuazione dei partenariati strategici e globali già conclusi con Tunisia, Egitto e Giordania, sia favorendo l’istituzione di analoghi partenariati con altri Paesi cruciali per la stabilità del Mediterraneo.

La comunicazione +“Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito” è stata presentata il 16 ottobre 2025 dalla Commissione europea e dall’Alta rappresentante. L’iniziativa è rivolta ai dieci Paesi del Mediterraneo meridionale: (Marocco, Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Libano e Siria), al fine di instaurare un partenariato rafforzato, fondato su responsabilità condivisa e cooperazione paritaria nei settori sociale, economico, della sicurezza e della gestione della migrazione.

Le conclusioni del Consiglio del 20 novembre 2025, adottate in occasione del trentesimo anniversario della dichiarazione di Barcellona, hanno qualificato il Patto per il Mediterraneo quale priorità strategica dell’Unione. Il Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 ha a sua volta accolto con favore le conclusioni del Consiglio e ha chiesto un'attuazione rapida del patto, al fine di affrontare al più presto le sfide e le opportunità regionali comuni ivi prospettate (vd. il documento dell'Unione europea n. 17/DOCUE Conclusioni del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 e la sezione dedicata al patto del dossier europeo n. 158/DE Consiglio europeo - Bruxelles, 18-19 dicembre 2025).

La Commissione Affari esteri della Camera ha esaminato la comunicazione recante il Patto per il Mediterraneo, adottando l’11 febbraio 2026 un documento finale.  

Patto per il Mediterraneo – Aspetti di politica migratoria

Con riferimento all’istituzione e al rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine dei flussi migratori, prosegue l’impegno dell’Italia per la promozione di percorsi di mobilità regolare, sia attraverso l’implementazione di strumenti bilaterali di cooperazione in ambito migratorio (accordi e memoranda) sia con iniziative progettuali che prevedano la realizzazione di mobilità internazionale per motivi di lavoro.

Patto per il Mediterraneo – Programma “Euro-Med” per la cultura, lo sport e il turismo

In ambito culturale, il Patto per il Mediterraneo prevede il programma Euro-Med per la cultura, lo sport e il turismo, articolato in una serie di iniziative che saranno definite nel dettaglio dal Piano d’azione, il cui avvio è previsto per il primo trimestre del 2026. Il dossier riveste un interesse strategico in quanto le imprese culturali e creative, in particolare il settore cinema e audiovisivo, rappresentano un settore chiave per la cooperazione euro-mediterranea, l’innovazione culturale e lo sviluppo economico sostenibile delle comunità locali.

Patto per il Mediterraneo – Aspetti afferenti istruzione superiore, università e ricerca

La relazione sottolinea che vi è un urgente bisogno di progetti faro mirati, specifici per sito e assistiti digitalmente, che integrino le soluzioni di restauro e bioeconomia rigenerativa attualmente in corso nel Mediterraneo, così come negli sforzi in atto per prevedere, mitigare e gestire i rischi climatici locali. In tale contesto, il Governo intende svolgere un ruolo di primo piano, facendo leva sulla propria eccellenza nell’istruzione superiore, nella ricerca e nell’innovazione, sulla sua posizione strategica nel Mediterraneo e sulle sue iniziative diplomatiche e di cooperazione di lunga data nella regione.

Sostegno all’insegnamento della lingua italiana nel continente africano

Il contributo allo sviluppo di un approccio maggiormente strategico nei confronti del vicinato, anche attraverso il Patto per il Mediterraneo, costituisce una delle misure previste dal Piano di attuazione comune del patto sulla migrazione e l’asilo, presentato dalla Commissione il 12 giugno 2024. In tale ambito, il Governo evidenzia che l’istruzione costituisce il primo dei sei settori prioritari di intervento individuati dal Piano Mattei e che sono stati conclusi memoranda d’intesa con Etiopia, Egitto, Tunisia e Algeria, finalizzati allo sviluppo di una collaborazione nel settore dell’istruzione tecnica e professionale, in linea con le esigenze del mercato del lavoro e delle imprese italiane, e volte inoltre a sostenere la diffusione della lingua italiana nel continente africano. Nel 2026 un comitato paritetico sosterrà l’effettiva introduzione dell’insegnamento della lingua italiana nel settore dell’istruzione tecnica e professionale dei Paesi partner attraverso un’apposita pianificazione.

Nel programma di lavoro, la Commissione dichiara che introdurrà un patto per il Mediterraneo per costruire partenariati globali incentrati su investimenti sostenibili, stabilità economica, occupazione, energia pulita, trasporti, sicurezza, migrazione e altri settori di reciproco interesse. Promuoverà inoltre il ruolo dell'UE nel vicinato meridionale, dialogando con le comunità locali per porre in evidenza il contributo dell'UE e contrastare le narrazioni anti?UE.

 

Strategia per il Medio Oriente

Inquadramento generale

Il Governo intende prendere parte attiva agli sforzi negoziali internazionali volti alla stabilizzazione dell’area del Medio Oriente e del Mediterraneo, indirizzandone l’esito verso gli obiettivi strategici di lungo termine dell’Italia e dell’Unione europea, con ritorni in termini di sicurezza, interconnessioni economiche, affidabilità delle forniture energetiche, contenimento del fenomeno delle migrazioni illegali e promozione dei diritti umani fondamentali. Particolare attenzione sarà rivolta all’area israelo-palestinese, alla Siria e al Libano, nonché alla stabilizzazione della Libia e all’Iran, all’Iraq e allo Yemen. I risultati attesi sono i seguenti:

·        il raggiungimento di una effettiva stabilizzazione della situazione di sicurezza a Gaza, propedeutica a una governance internazionale come delineata dal Comprehensive plan to end the Gaza conflict del Presidente Donald J. Trump e dalla risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di sicurezza dell’ONU;

·        il consolidamento della situazione politica, di sicurezza ed economica in Libano;

·        progressi nella costituzione di uno Stato siriano stabile e democratico;

·        la stabilizzazione politica in Libia;

·        la prosecuzione della collaborazione con la Libia sui temi migratori;

·        canali di dialogo con l’Iran;

·        il consolidamento dell’assetto politico-istituzionale in Iraq;

·        la ripresa del processo di pacificazione intra-yemenita a guida ONU.

Strategia per il Medio Oriente - Focus sulla transizione in Siria e in Libano

La strategia per il Medio Oriente nella dimensione esterna dell’UE mira a sostenere percorsi di transizione politica e di stabilizzazione in Siria e Libano, rafforzando la resilienza degli Stati partner e la sicurezza regionale. Condividendo le politiche dell’Unione in tale ambito, il Governo intende far sì che si raggiunga una stabilità nella regione, anche attraverso una maggiore capacità delle Forze armate libanesi (Lebanese Armed ForcesLAF) e il contributo degli altri attori locali (Giordania ed Egitto).

Nel programma di lavoro della Commissione si sottolinea che in Medio Oriente l'UE continuerà a sostenere il consolidamento della stabilità nella regione. Verrà quindi presentata una strategia per il Medio Oriente, compreso il sostegno alla transizione in Siria e in Libano (secondo trimestre 2026).

L'UE riconosce inoltre che la priorità immediata a Gaza è garantire che la popolazione riceva sufficienti aiuti umanitari e contribuirà, fra l'altro, fornendo sostegno alla governance e alla riforma dell'Autorità palestinese e finanziando la ricostruzione, anche convocando il gruppo dei donatori per la Palestina e rafforzando la presenza delle missioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune dell’UE.

 

Allargamento

Il Governo continuerà a sostenere sul piano politico e tecnico tutti i Paesi candidati all’adesione, con particolare attenzione ai Paesi dei Balcani occidentali. Inoltre, si continuerà a perseguire, nelle opportune sedi europee, l’obiettivo di semplificare il processo di allargamento, garantendo parità di trattamento per tutti i candidati, e di realizzare un’ambiziosa comunicazione strategica rivolta sia agli Stati membri che ai Paesi candidati per preparare le rispettive opinioni pubbliche alle nuove adesioni.

In particolare, il Governo preannuncia che:

·        continuerà a lavorare per l’attuazione del Piano di crescita per i Balcani occidentali;

·        fornirà assistenza tecnica ai Paesi candidati e potenziali candidati attraverso gli strumenti finanziati dalla UE (Twinning e TAIEX);

·        rafforzerà il sostegno dell’Italia e dell’UE alla ricostruzione, alla ripresa e alla modernizzazione dell’Ucraina, anche attraverso il monitoraggio dello European flagship fund for the reconstruction of Ukraine e favorendo una partecipazione attiva del sistema imprenditoriale italiano.

Nel programma di lavoro, la Commissione dichiara che progredirà nel percorso di allargamento, agevolando nel contempo la graduale integrazione dei partner in diversi settori politici. Intende a tal fine presentare le revisioni strategiche pre-allargamento.

 

Assistenza finanziaria all’Ucraina

Per sostenere finanziariamente l’Ucraina, nel corso del 2025 l'Unione europea ha erogato un totale di 26,58 miliardi di euro, di cui 8,47 miliardi di euro afferenti al pillar I dello strumento per l'Ucraina’ e 18,11 miliardi di euro relativi all'assistenza macrofinanziaria straordinaria nell’ambito dell'iniziativa ERA (Extraordinary Revenue Acceleration) Loans del G7.

La relazione ricorda inoltre che dall'inizio della guerra l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno erogato aiuti per un totale di 187,3 miliardi di euro, sottolineando tuttavia che si è determinata la necessità di un’ulteriore iniziativa da parte dell’UE, al fine di soddisfare le esigenze finanziarie ucraine per gli anni 2026 - 2027.

In occasione del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 sono state assunte alcune posizioni in merito all’assistenza finanziaria per l’Ucraina, ma “non nella direzione dell’utilizzo dei beni russi immobilizzati”. Il Governo riferisce di aver indirizzato un ampio consenso circa l’impraticabilità politica e tecnica del ‘prestito di riparazioni’ basato sui fondi russi immobilizzati, che era stato presentato da Germania, Commissione europea e i cd. Stati ‘frugali’. Il Consiglio europeo ha quindi deciso nelle conclusioni “di fornire all'Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro per gli anni 2026-2027 sulla base di un prestito dell'UE sui mercati dei capitali coperto dal margine di manovra del bilancio dell'UE. Nel quadro di una cooperazione rafforzata (articolo 20 TUE) in relazione allo strumento basato sull'articolo 212 TFUE, qualsiasi mobilitazione di risorse del bilancio dell'Unione come garanzia per tale prestito non inciderà sugli obblighi finanziari di Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia”. Come si legge nel documento allegato, “tale prestito sarebbe rimborsato dall'Ucraina solo una volta ricevute le riparazioni. Fino ad allora, tali beni rimarranno bloccati e l'Unione si riserva il diritto di utilizzarli per rimborsare il prestito, in piena conformità del diritto dell'UE e internazionale”.

Supporto alla ricostruzione dell’Ucraina: la dimensione culturale

Nell’ambito della Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina, svoltasi a Roma il 10 e 11 luglio 2025, il Governo italiano ha curato l’organizzazione della sessione tematica. “Cultura come pietra angolare dello sviluppo del capitale umano”, dedicata alla protezione e valorizzazione del patrimonio culturale ucraino. A livello europeo, durante l’evento, è stata lanciata l’iniziativa “Team Europe for cultural Heritage in Ukraine”, coordinata dalla Commissione europea e con ventidue Stati membri partecipanti.

Le azioni previste per tale dossier sono di durata pluriennale e prevedono: la rigenerazione delle istituzioni culturali ucraine; la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale ucraino con la messa a disposizione di competenze e risorse umane; la realizzazione di programmi di formazione su restauro, digitalizzazione e gestione del patrimonio culturale a Odessa.

Nel programma di lavoro della Commissione, questa afferma che l'UE intende restare “saldamente al fianco dell'Ucraina, fornendo un sostegno risoluto alle sue urgenti esigenze finanziarie e militari e agli sforzi di ricostruzione, mantenendo ed estendendo nel contempo le sanzioni volte a indebolire la macchina bellica russa”. Allo stesso tempo, l'UE intende aiutare l'Ucraina a progredire nel suo percorso europeo insieme alla Moldova.

 

Estensione delle Reti transeuropee dei trasporti ai Paesi terzi e in particolare ai Balcani occidentali

Il Governo è impegnato nel seguire il processo di estensione delle Reti transeuropee dei trasporti ai Paesi terzi e in particolare ai Balcani occidentali che partecipano alla strategia di sviluppo dei corridoi di trasporto europei, grazie all’inclusione nel regolamento n.1679/2024 di un nuovo corridoio denominato “Balcani occidentali – Mediterraneo orientale” (l’Italia partecipa a tale obiettivo con le connessioni verso Est, sia via terra, da Trieste, sia via mare, da Bari).

Il Governo è, inoltre, impegnato nella partecipazione alla Strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica e riferisce di aver guidato la redazione di un master plan che include al suo interno 60 progetti. Il documento ha contribuito all’aggiornamento del Piano di azione per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) nel periodo di programmazione 2023-2027, individuando tre priorità: l'intermodalità nei trasporti, lo sviluppo dei collegamenti marittimi e la mobilità urbana sostenibile. L’Italia ha avviato l’aggiornamento dell’EUSAIR multimodal transport model che rappresenterà la base per la revisione del master plan dei trasporti che si concluderà nel 2027.

Dall’attuazione degli obiettivi previsti, si attende una maggiore interrelazione dell’Italia con i Paesi dell’area e il consolidamento della leadership italiana nella politica dei trasporti nella regione, orientata all’estensione dei corridoi europei e ai collegamenti marittimi nel bacino adriatico-ionico, con un miglioramento della connettività e sostenibilità dei trasporti, fattori chiave il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo ma anche per il rafforzamento delle relazioni commerciali.

 

Gestione delle crisi umanitarie

Azioni per il sostegno agli studenti palestinesi

L’azione del Governo volta a sostenere le studentesse e gli studenti palestinesi si inserisce nel quadro delle politiche nazionali di internazionalizzazione dell’istruzione superiore e delle iniziative di cooperazione e solidarietà internazionale. In tale contesto trova applicazione il progetto Italian Universities for Palestinian Students (IUPALS), finalizzato ad assicurare l’accesso a percorsi universitari in Italia attraverso l’erogazione di 97 borse di studio, messe a disposizione dagli atenei aderenti. Inoltre, sul piano europeo, l’azione diplomatica e tecnica dell’Italia è orientata a favorire la definizione di un possibile meccanismo unionale di supporto agli studenti palestinesi, potenzialmente modellato sulla struttura di Erasmus+.

Azione europea rapida ed efficace: il sistema di aiuti umanitari mondiale e l’iniziativa globale per la resilienza sanitaria

Nella relazione si rileva che la partecipazione dell’UE nel sistema di aiuti umanitari mondiale assume un carattere di urgenza alla luce del complicato contesto geopolitico, del cambiamento climatico e della possibilità di nuove pandemie ed emergenze sanitarie globali. Le azioni portati avanti dall’UE, come EU4Health programme 2021-2027, HERA (Health Emergency Preparedness and Response), la strategia Global Gateway, insieme all’adozione della cd. direttiva CER relativa alla resilienza dei soggetti critici (critical entities resilience) e alla Strategia dell'Unione in materia di preparazione, contribuiscono al rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari, migliorando in modo strutturale la capacità di resistere e reagire ad incidenti di varia natura.

Il Governo intende in particolare:

·        dare attuazione alle misure previste dalla direttiva CER, recepita in Italia con il D.lgs. 134/2024, per l’individuazione dei soggetti critici in ambito sanitario e per il rafforzamento delle loro capacità di resilienza;

·        definire le modalità di implementazione della strategia dell'Unione in materia di preparazione fra i vari Stati Membri sia a livello finanziario sia definendo protocolli comuni per logistica, mobilità e scorte strategiche.

Nel programma di lavoro, la Commissione afferma che intende far sì che l'Europa guidi la riforma del sistema di aiuti umanitari mondiale, garantendo un'azione collettiva più rapida ed efficace in tempi di crisi. Presenterà quindi una comunicazione sugli aiuti umanitari (secondo trimestre 2026).

Per garantire di disporre degli strumenti e dei meccanismi necessari per rispondere rapidamente a eventuali minacce sanitarie emergenti, intende adottare  una Iniziativa globale per la resilienza sanitaria secondo trimestre 2026).

 

 


 

Parte terza - Il coordinamento nazionale delle politiche europee

 

La terza parte della relazione è dedicata all'azione di coordinamento nazionale delle politiche europee.

Prevenzione e soluzione delle infrazioni al diritto UE

Tra le priorità del Governo vi è la riduzione delle procedure d'infrazione pendenti, nonché il rafforzamento delle attività di prevenzione delle infrazioni stesse.

L’obiettivo è quello dell’allineamento del numero delle infrazioni pendenti alla media europea, sia per rafforzare l’immagine dell’Italia, sia per ridurre l’impegno finanziario in termini di sanzioni. Tra le procedure d’infrazione specifica attenzione sarà dedicata a quelle che hanno riflessi sugli impegni di cui al PNNR e a quelle riguardanti la qualità dell’aria.

Al 27 febbraio 2025 risultano aperte, nei confronti dell’Italia, 75 procedure di infrazione, di cui 59 per violazione del diritto dell'Unione e 16 per mancato recepimento di direttive entro i termini previsti. Con 26 procedure aperte il settore ambientale si conferma quello cui si riferisce il maggior numero di procedure e quello in relazione al quale è significativo l’esborso di denaro a titolo di sanzioni.

L’Italia si colloca - secondo l’ordine crescente - in ventunesima posizione (si va dalle 25 procedure pendenti nei confronti della Lituania alle 100 nei confronti della Spagna).

La relazione specifica che resta prioritario assicurare, nel rispetto dello spirito collaborativo della legge n. 234/2012, l’approvazione, senza ritardi, del disegno di legge di delegazione e il disegno di legge europea, al fine di evitare l’avvio di procedure di infrazione. “Solo il pieno rispetto delle tempistiche previste dalla legge 234 consente infatti - afferma la relazione - di beneficiare appieno delle potenzialità di questi veicoli normativi, capaci di riverberare effetti virtuosi in direzione di un sistematico e corretto recepimento della normativa europea”.

In particolare, per quanto riguarda le procedure d’infrazione per mancato recepimento di direttive europee, è fondamentale, continua la relazione, proseguire nel rafforzamento dell’attività di monitoraggio centralizzato del rispetto da parte delle singole amministrazioni del termine di recepimento delle direttive nonché della correttezza e conformità del recepimento anche attraverso adeguate tabelle di concordanza tra le disposizioni nazionali e diritto UE. Tale attività è particolarmente importante giacché la Commissione ha annunciato di voler applicare rigorosamente l’art. 260, par. 3 del TFUE con riferimento alle ipotesi di “mancata comunicazione” della misura di recepimento della direttiva “legislativa”, che giustifica l’immediata richiesta di sanzione alla Corte di giustizia.

Al fine di facilitare la ricerca di soluzioni rapide ai casi di violazione del diritto dell'Unione, il Governo intende inoltre mantenere il dialogo con la Commissione europea anche attraverso lo strumento delle “riunioni pacchetto” tra le Autorità nazionali e le Direzioni generali della Commissione, per la trattazione congiunta dei casi afferenti a uno stesso settore. Inoltre, il Governo continuerà a garantire, fin dalle fasi iniziali della procedura d’infrazione, le condizioni più favorevoli per esercitare un’adeguata difesa della posizione nazionale, ove si instauri il futuro giudizio dinanzi alla Corte di giustizia. A tal fine, proseguirà a rafforzare l’azione di collaborazione con l’Avvocatura dello Stato ogni volta vi siano in discussione questioni particolarmente complesse e le Amministrazioni nazionali di settore valutino opportuno resistere alle contestazioni sollevate dalla Commissione.

Infine, con la rigorosa applicazione della legge n. 234/2012, e in particolare di quanto disposto dall'art. 15, si proseguirà nell'informativa al Parlamento sull'avvio delle procedure d'infrazione ex art. 258 e 260 TFUE.

 

Coordinamento della risposta in materia di aiuti di Stato

Nel corso del 2026 il Governo intende anche proseguire e  intensificare il ruolo di coordinamento nei confronti delle amministrazioni nazionali centrali e locali al fine di fornire supporto  per la corretta implementazione degli strumenti normativi definiti a livello europeo e per l’individuazione della disciplina europea più idonea a realizzare le misure di sostegno all’economia, comprese le misure del PNRR,  incrementando il tasso di compliance con la normativa europea in materia di aiuti di Stato

Intende inoltre proseguire il coordinamento della risposta italiana che le amministrazioni sono tenute a fornire nei casi di procedure di indagine formale e di presunti aiuti illegali, nonché nei casi di recupero pendenti in materia di aiuti di Stato, qualora vi siano più amministrazioni coinvolte.

Tra i risultati attesi dal Governo anche il contributo alla definizione dei casi di recupero pendenti in procinto di chiusura e la predisposizione della relazione trimestrale al Parlamento sulle procedure di indagine formale avviate e sui casi di recupero pendenti di aiuti di Stato dichiarati illegali e incompatibili.

 

Attuazione del PNRR, Semestre europeo 2026 e Fiscal Simplification Package

Il Governo sostiene che proseguirà il lavoro di attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR in vista sia della sua chiusura che della valutazione ex post dello stesso e del negoziato in corso sulla proposta di Piani di partenariato nazionali e regionali 2028-2034 che prevedono l’impiego di un approccio “performance based” mutuato dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (v. oltre).

Oltre a impegnarsi nell’attuazione del PNRR, il Governo riferisce che continuerà in particolare a dare piena attuazione alle raccomandazioni specifiche per paese e ad evidenziare la necessità di politiche fiscali che, pur essendo mirate alla riduzione del rapporto debito/PIL, siano anche orientate al sostegno a crescita e investimenti. Assicurerà inoltre una politica di bilancio prudente, limitando la crescita della spesa netta al di sotto di quanto previsto nel Piano strutturale di bilancio e raccomandato dal Consiglio, con l’obiettivo di riportare il rapporto deficit/PIL al di sotto del 3% e chiudere la procedura per deficit eccessivi.

Infine, la relazione richiama le tre proposte legislative - che la Commissione europea ha presentato lo scorso ottobre - che prospettano modifiche mirate alle norme della governance economica dell’UE allo scopo di garantirne la coerenza con la riforma entrata in vigore nell’aprile 2024, (Fiscal Simplification Package). Il Governo continuerà ad impegnarsi per assicurare che le proposte non introducano surrettiziamente nuovi obblighi né modifiche sostanziali al quadro della governance economica europea riformato, assicurando al contempo un corretto adeguamento dei testi oggetto di modifica e sostenendo l’eliminazione di disposizioni non più necessarie in ottica di semplificazione.

 

Tutela degli interessi finanziari dell’UE e lotta contro le frodi

In materia di tutela degli interessi finanziari dell’UE, il Governo continuerà a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto a frodi e corruzione, con particolare attenzione ai fondi del QFP corrente 2021-2027 e al PNRR. Intende anche seguire l’evoluzione e l’andamento dei lavori relativi al dossier sul processo di revisione dell’Architettura Antifrode dell’UE (AFA), con l’obiettivo di rafforzare l’attuale sistema antifrode e renderlo più efficace di fronte alle sfide emergenti, tenendo conto, in particolare, della costante evoluzione delle modalità fraudolente.

La relazione richiama altresì la possibile introduzione di un dazio doganale fisso di 3 euro per pacco per le spedizioni di piccolo valore (inferiori a 150 euro) che arrivano nell’UE a partire dal 1° luglio 2026.

Al momento della redazione della relazione sulla questione era stato raggiunto un accordo in Consiglio Ecofin che successivamente è stato confermato. L’11 febbraio 2026 il Consiglio ha infatti approvato formalmente nuove norme che consentiranno di applicare un dazio doganale forfettario provvisorio fisso di 3 euro sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro che entrano nell'UE, in gran parte attraverso il commercio elettronico. Il dazio sarà riscosso su ciascuna categoria di articolo contenuta in un piccolo pacco dal 1º luglio 2026 al 1º luglio 2028, e potrà essere eventualmente prorogato. Una volta che il nuovo centro doganale digitale dell'UE sarà operativo, il dazio sarà sostituito dalle normali tariffe doganali.

Parallelamente, il Governo seguirà i lavori sulla riforma del Codice doganale dell’Unione, compresa la costituzione di una nuova Autorità doganale europea, di cui dovrà individuarsi la sede.

In merito, il Governo ricorda che l’Autorità, una volta operativa, sarà competente per la gestione del Data Hub. Francia, Spagna, Polonia, Portogallo, Croazia, Belgio, Paesi Bassi e Italia hanno presentato la propria candidatura ad ospitare la nuova Autorità (e, di conseguenza, il Data Hub). A tale riguardo il Governo segnala, con la massima evidenza, come una eventuale assegnazione all’Italia del compito di ospitare la nuova Autorità nella città di Roma, accanto agli oneri connessi alla messa a punto della sede e dell’accoglienza ai funzionari che vi lavoreranno, comporterà un’importante posizione strategica di raccordo degli interessi delle dogane europee e degli operatori commerciali interessati al mercato interno, convogliando un indotto non indifferente e garantendo all’Italia un ruolo centrale tra i flussi commerciali di Europa, Africa e Asia.

La relazione ricorda altresì che, nell’ambito della revisione in corso dell'architettura antifrode dell'UE volta a razionalizzare i compiti, le competenze e il coordinamento tra i diversi soggetti dell'Unione responsabili della prevenzione, delle indagini e della repressione delle frodi che ledono gli interessi finanziari dell'UE, è stata presentata la proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto riguarda l'accesso della Procura europea (EPPO) e dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) alle informazioni sull'imposta sul valore aggiunto a livello dell'Unione.

Per approfondimenti sulla proposta, si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Presso la Camera dei deputati la proposta è stata esaminata dalla Commissione Politiche dell’UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. In esito a tale verifica, la XIV Commissione ha adottato un documento con cui ha ritenuto la proposta complessivamente conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, nonché coerente con la base giuridica individuata dalla Commissione.

Presso il Senato la proposta è stata esaminata dalla 4ª Commissione Politiche dell'UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. In esito a tale verifica, il 25 febbraio 2026, la 4ª Commissione ha adottato una risoluzione in cui si ritiene che la base giuridica sia correttamente individuata e che il principio di sussidiarietà sia rispettato; ritiene tuttavia che la proposta sia suscettibile di una maggiore conformità al principio di proporzionalità, in ragione delle osservazioni formulate.

 

Attuazione della politica di coesione

Nel quadro della politica di coesione, il Governo desidera in particolare impegnarsi per:

·        accelerare l’attuazione dei programmi della coesione 2021-2027, anche con riferimento alle nuove priorità introdotte con il riesame intermedio;

·        la chiusura e la rendicontazione finale dei programmi del ciclo 2014-2020;

·        l’attuazione del decreto-legge n. 60/2024, convertito dalla legge 4 luglio 2024, n. 95, che ha dato attuazione alla Riforma 1.9.1 prevista dal PNRR, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione e l’efficienza della politica di coesione 2021-2027 attraverso l’introduzione di un meccanismo di verifica dell’attuazione maggiormente orientato al risultato in alcuni settori strategici;

·        contribuire alla definizione della posizione italiana nel confronto a livello europeo sul QFP 2028-2034 per gli aspetti riguardanti la politica di coesione.

 

Comunicazione e formazione sulle attività UE - Obblighi informativi del Governo verso il Parlamento

Il Governo sottolinea gli obblighi informativi cui è soggetto in base a numerose disposizioni della legge n. 234 del 2012, volte ad assicurare al Parlamento un flusso costante, completo e tempestivo di informazioni su ciascun atto o iniziativa dell’Unione europea, a partire dalla fase iniziale di pubblicazione del relativo progetto.

É citato in particolare l’invio della  relazione (articolo 6, comma 4, della legge citata) sui progetti legislativi della Commissione europea, definita “una sorta di primo documento di posizione negoziale nazionale”, diretto a fornire elementi informativi circa: il rispetto o meno dei principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità; la valutazione complessiva del progetto e delle sue prospettive negoziali; l’impatto finanziario e gli effetti sull’ordinamento nazionale, sulle competenze regionali e locali, sull’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e sulle attività dei cittadini e delle imprese.

Il Governo ricorda, inoltre, l’obbligo di comunicare alle Camere i seguiti sugli atti di indirizzo, ritenuti idonei ad alimentare un dialogo continuo tra Parlamento e Governo lungo tutte le fasi di elaborazione delle politiche europee. Infine, nella relazione programmatica si sottolinea l’impegno del Governo a trasmettere al Parlamento i contributi presentati in risposta alle consultazioni pubbliche avviate dalla Commissione europea.

Per quanto riguarda i risultati attesi nel 2026, il Governo in tale settore prevede di:

·        intensificare il dialogo con le amministrazioni, in particolare per quanto riguarda il flusso documentale destinato al Parlamento sotto forma di relazioni governative e relativi seguiti agli atti di indirizzo;

·        garantire la costante informazione al Parlamento sui progetti di atti dell’UE, inclusi i documenti di consultazione, quali libri verdi, libri bianchi e comunicazioni;

·        assicurare la pubblicazione periodica degli strumenti di ricognizione degli atti legislativi e non legislativi dell’UE, anche quale misura di trasparenza amministrativa.

Nel 2026 il Governo prevede infine di promuovere ulteriormente la cultura della partecipazione italiana ai processi di  consultazione pubblica promossi dalla Commissione europea, quali sedi per la tempestiva segnalazione di interessi e criticità nazionali oltre che per il coordinamento dei punti di vista delle diverse amministrazioni potenzialmente interessate; si impegna da ultimo ad assicurare una costante informazione al Parlamento in merito alla partecipazione del Governo a tali consultazioni.

 

Relazioni del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea

Il Governo ricorda gli obblighi previsti dalla citata legge,  di trasmissione della  Relazione annuale programmatica (recante gli orientamenti e le priorità strategiche che intende perseguire nell’anno successivo, in coerenza con il programma legislativo della Commissione europea, con l’obiettivo di definire la posizione italiana nel processo decisionale dell’UE) e di quella consuntiva, volta a fornire al Parlamento tutti gli elementi conoscitivi necessari per valutare la partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel corso dell’anno precedente.

In tale contesto il Governo prevede nel 2026 il consolidamento di una partecipazione italiana forte e unitaria nella definizione e attuazione delle politiche dell’Unione Europea, assicurata dal pieno e consapevole coinvolgimento del Parlamento.

 

Relazione biennale TEN-T

Nel 2026, in applicazione del decreto legislativo 10 luglio 2023 n. 101, che attua la direttiva (UE) 2021/1187 in materia di razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), il Governo presenterà per la prima volta la Relazione biennale sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti. La relazione, predisposta sulla base di un coordinamento intragovernativo, dovrà essere presentata entro il 10 agosto 2026.

 

Comunicazione e formazione sull’attività dell’UE

Il Governo offre una sintetica ricognizione delle attività di comunicazione e formazione relative all’UE, distinguendo tra:

·        azioni rivolte alla cittadinanza nel suo complesso - con azioni mirate ai più giovani - agli operatori dell’informazione e, in generale, agli stakeholder con una attenzione particolare ai funzionari delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali;

·        attività (in particolare del Punto di Contatto del programma di Supporto Tecnico alle Riforme - TSI) indirizzate alle amministrazioni pubbliche potenzialmente beneficiarie di tale supporto.

Il TSI è lo strumento attraverso il quale la Commissione europea fornisce competenze su misura sul campo e sostegno agli Stati membri dell’UE per il miglioramento delle loro capacità istituzionali e amministrative volte all’elaborazione e all’attuazione di riforme.

In generale, tali attività sono riconducibili a tre ordini di finalità:

·        promozione e consolidamento, soprattutto tra i giovani, dell’informazione sull’UE, della conoscenza delle libertà fondamentali sancite nei Trattati, della cittadinanza europea, delle opportunità offerte, e del ruolo dell’Italia nell’UE;

·        coordinamento della partecipazione al citato programma TSI nello svolgimento delle funzioni di Punto di Contatto nazionale;

·        sviluppo di azioni di comunicazione e formazione, per facilitare un maggiore e più efficace uso dei fondi europei a gestione diretta anche attraverso l’attivazione del Progetto “Sistema Italia in Europa (SITE).

Tale progetto, finanziato dal Programma Operativo Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014–2020, introduce lo sviluppo e il lancio della piattaforma nazionale “Polo Italiano dei Progetti Europei” (PIPE), quale punto di accesso unico per informazioni, formazione, assistenza tecnica e networking sui fondi europei a gestione diretta, con strumenti digitali avanzati e servizi di supporto specialistico.

La relazione stila una lista di obiettivi nel 2026 in materia di strategia di comunicazione e formazione sull’UE. Sono, tra l’altro, previsti:

·        l’aumento della conoscenza e della consapevolezza delle opportunità offerte dall’UE e dalla cittadinanza europea;

·        la sensibilizzazione diretta dei cittadini, degli stakeholder e degli operatori dell’informazione attraverso iniziative di approfondimento mirate;

·        il rafforzamento, soprattutto nelle nuove generazioni, del senso di appartenenza all’UE, di adesione ai diritti fondamentali, di appropriazione e reinterpretazione del progetto europeo;

·        il rafforzamento della capacità di partecipazione ai programmi europei a gestione diretta, sia a livello centrale che territoriale e l’incremento della qualità e della quantità di progetti presentati e finanziati con partner italiani;

·        la creazione di reti e la condivisione di competenze tra amministrazioni, enti locali, scuole e stakeholder.


 

Parte quarta - Lo sviluppo del processo di integrazione europeo: preparare l’Unione al futuro

 

Il Governo dedica la quarta parte della relazione alle politiche e alle iniziative volte a rafforzare la partecipazione dell’Italia al processo di integrazione europea, presentando uno dei principali dossier in discussione, quello sul futuro Quadro finanziario pluriennale dell’UE 2028-2034.

Per approfondimenti, si rinvia al dossier del Servizio RUE della Camera.

Nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE 2028-2034

Il Governo afferma che l’Italia, come altri Stati membri, ha invocato la necessità di una chiara e diretta evidenza dei fondi allocati alla coesione e all’agricoltura, esprimendo preoccupazione per i meccanismi di governance e funzionamento dei nuovi strumenti, a partire dai piani di partenariato nazionale e regionale.

Il Governo ricorda che in tema di funzionamento dei nuovi strumenti si passa a un approccio basato sulla performance (generalizzando il modello PNRR) in cui i pagamenti non dipenderanno dall’avanzamento finanziario dei programmi ma da un sistema di tracciamento della spesa e monitoraggio dei risultati basato sul raggiungimento di milestones e targets, con evidenti implicazioni operative ed organizzative per gli Stati membri beneficiari sui relativi sistemi di gestione, rendicontazione, monitoraggio e audit. Sostiene altresì che dovranno essere approfondite con attenzione le implicazioni derivanti dalla generalizzazione dell’approccio DNSH (Do no significant harm). Se, infatti, nell’ottica della Commissione si tratterebbe di misure di semplificazione e velocizzazione della spesa, andranno tuttavia adeguatamente verificati i potenziali riflessi sull’esecuzione dei programmi.

Nei negoziati, a giudizio della relazione, sarà fondamentale garantire una valutazione sistematica e integrata delle allocazioni delle spese e dell’impatto finanziario delle proposte, assicurando che queste tengano adeguatamente conto degli interessi strategici dell’Italia. Tale analisi dovrà considerare non solo gli aspetti quantitativi della distribuzione delle risorse, ma anche la loro capacità di rispondere alle esigenze specifiche del Paese e di promuovere lo sviluppo economico, sociale e territoriale, in linea con le priorità europee e nazionali. L’Italia mira a conseguire risultati che assicurino un QFP equilibrato, sostenibile e pienamente rispondente alle priorità nazionali. In particolare, l’obiettivo è di garantire adeguate risorse per le politiche tradizionali dell’Unione - quali la PAC e la coesione - preservandone il ruolo strutturale nello sviluppo dei territori e al tempo stesso assicurare che le nuove priorità europee, tra cui sicurezza e competitività, siano finanziate in modo efficace e credibile. Un ulteriore risultato atteso concerne il rafforzamento della governance, affinché gli Stati membri possano partecipare pienamente ai processi decisionali e alla programmazione dei nuovi strumenti.

L’Italia lavorerà inoltre per promuovere una maggiore flessibilità del bilancio, senza comprometterne la stabilità pluriennale, e per garantire un assetto complessivo che renda l’Unione più capace di rispondere alle sfide emergenti e di fornire benefici tangibili ai cittadini e alle imprese.

In tale contesto, la relazione segnala i primi risultati positivi riconducibili anche all’azione dell’Italia: la creazione di una riserva agricola fino al 10% del valore dei piani, alcune misure a sostegno delle regioni e della coesione, la possibilità per gli Stati membri di destinare fino a ulteriori 45 miliardi di euro alla PAC, anticipando parte delle risorse previste per la revisione intermedia, nonché il rafforzamento degli strumenti di gestione delle crisi.

 Con specifico riferimento al Fondo europeo per la competitività, la relazione sostiene l’impegno dell’Italia a orientare le azioni verso i settori in cui l’UE può sviluppare una leadership tecnologica ed industriale, nonché salvaguardare le filiere rilevanti per il sistema-Paese, con attenzione alla introduzione del principio di neutralità tecnologica. L’Italia sostiene inoltre gli sforzi per evitare l’eccessiva centralizzazione degli strumenti finanziari e una sproporzionata discrezionalità della Commissione.

Il Governo ritiene poi prioritario sostenere e consolidare l’attuale dotazione finanziaria del programma AgoraEU, al fine di garantire un adeguato supporto alle industrie culturali e creative.

Per approfondimenti sulla proposta di regolamento che istituisce il programma "AgoraEU" 2028-2034, si veda il dossier del Servizio RUE.

Presso la Camera dei deputati la proposta è stata esaminata dalla XIV Commissione Politiche UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. In esito a tale verifica, la XIV Commissione ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Successivamente, il Governo ha informato la XIV Commissione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

In merito al programma Giustizia, il Governo considera cruciale tra l’altro il corretto funzionamento della Rete europea di formazione giudiziaria, anche dotandola di un’adeguata copertura finanziaria.

Per approfondimenti sulla proposta di regolamento che istituisce il programma "Giustizia" 2028-2034, si veda il dossier del Servizio RUE.

Presso la Camera dei deputati la proposta è stata esaminata dalla XIV Commissione Politiche UE ai fini della verifica della sua conformità al principio di sussidiarietà. In esito a tale verifica, la XIV Commissione ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Successivamente, il Governo ha informato la XIV Commissione sui seguiti dati agli indirizzi contenuti nel documento.

Il Governo afferma altresì che intende proporre l’istituzione di una priorità strategica a livello unionale dedicata alla modernizzazione e allo sviluppo sostenibile delle infrastrutture di trasporto e dei sistemi logistici e alla resilienza idrica. Chiede anche di preservare un’appropriata e coerente dotazione finanziaria necessaria e indispensabile per garantire continuità alle opere infrastrutturali, fungendo da catalizzatore per lo sviluppo e il completamento della politica TEN-T, delle priorità di investimento per la mobilità militare e la decarbonizzazione nel settore trasporti.

Con riferimento a Orizzonte Europa, per il Governo risulta essenziale garantire il mantenimento dell’incremento sostanziale del budget, tutelando l’equilibrio tra il principio dell’eccellenza e le esigenze connesse alla competitività europea.

Riguardo infine al programma Erasmus+, che integrerebbe anche il Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), il Governo ha evidenziato le criticità, chiedendo alla Commissione di riconoscere formalmente le peculiarità del programma ESC. Ha anche sottolineato l’importanza di assicurare il riconoscimento di una specifica linea di bilancio distinta per il settore gioventù, oltre ad un adeguato finanziamento per il programma Erasmus +.

Per approfondimenti sulla proposta di regolamento che istituisce il programma "Erasmus+" 2028-2034, si veda il dossier del Servizio RUE.

Presso la Camera dei deputati la proposta è attualmente all’esame della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione.

 

 

 



[1]   Il riferimento specifico è alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione del 2003, firmata e ratificata anche dall’Unione europea in base alla decisione del Consiglio 2008/801/CE del 25 settembre 2008.

[2] Sul sito Internet della Commissione europea è pubblicato il documento finale della consultazione.

[3]   Si veda anche per dettagli, il sito Internet del Dipartimento per le politiche sociali.

[4] Al momento della redazione del presente dossier la proposta non risulta ancora tradotta in italiano.