Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Controllo parlamentare - Servizio Controllo parlamentare
Titolo: Le nomine negli enti pubblici - Monitoraggio e controllo - XIX Settembre 2026
Serie: L'attività di controllo parlamentare   Numero: 16
Data: 28/09/2026
Organi della Camera: Assemblea

Camera dei deputati

XIX LEGISLATURA

MONITORAGGIO E CONTROLLO

Le nomine negli enti pubblici

 

Numero 16 — Settembre 2026

Servizio per il Controllo Parlamentare

 

 

 

 

A cura del Servizio per il Controllo Parlamentare

( 06.6760-3381/3206

* sgcp_segreteria@camera.it

La documentazione dei servizi e degli uffici della Camera è destinata alle esigenze di documentazione interna pe l’attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.

 

Indice

 

Indice. 1

In questo numero. 2

Nomine effettuate al 15 settembre 2026. 3

Cariche scadute o in scadenza entro il 31 marzo 2027. 5

Schede informative relative ai singoli enti 8

Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – ANVUR.. 8

Agenzia spaziale italiana – ASI 12

Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale. 15

Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale. 18

Autorità garante della concorrenza e del mercato – AGCM... 20

Autorità nazionale anticorruzione – ANAC. 22

Autorità per la laguna di Venezia – Nuovo magistrato delle acque. 25

Cassa di previdenza delle Forze armate. 26

Commissione nazionale per le società e la borsa – CONSOB.. 30

Ente nazionale per l’aviazione civile – ENAC. 32

Ente parco nazionale dei Monti Sibillini 34

Ente parco nazionale del Gargano. 36

Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. 38

Ente parco nazionale del Pollino. 40

Ente parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 41

Ente parco nazionale dell’Alta Murgia. 43

Ente parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. 45

Ente parco nazionale dell’Aspromonte. 46

Ente parco nazionale della Majella. 48

Ente parco nazionale della Sila. 50

Ente parco nazionale della Val Grande. 51

Ente parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi 53

Ente parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. 54

Fondazione Istituto nazionale per il dramma antico – INDA.. 56

Fondazione Ordine Mauriziano – FOM... 59

Garante per la protezione dei dati personali 61

Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – ISIN.. 63

Istituto italiano di studi germanici 66

Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS. 69

Istituto nazionale di ricerca metrologica – INRiM... 73

Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – INAIL. 76

Istituto superiore di sanità – ISS. 79

Lega navale italiana – LNI 82

Opera nazionale per i figli degli aviatori – ONFA.. 84

Organismo per la parità. 86

Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna. 89

Società italiana degli autori ed editori – SIAE. 92

Stazione zoologica “Anton Dohrn”. 95

Unione italiana tiro a segno – UITS. 97

Unità grande Pompei 102

 

 

In questo numero

Il dossier fornisce una panoramica sulle nomine di componenti degli organismi direttivi, o di commissari straordinari, effettuate o in corso di perfezionamento nel periodo 1° giugno - 15 settembre 2026, che hanno interessato 25 enti pubblici.

Sono inoltre indicate le 85 cariche – riguardanti 25 organismi – che risultano scadute e non ancora rinnovate alla data del 15 settembre 2026, o che sono in scadenza entro il 31 marzo 2027. A tali cariche se ne aggiungono ulteriori 5 concernenti un ente di nuova istituzione (Organismo per la parità) le cui nomine dovranno essere effettuate entro il 31 dicembre 2026.

L’ambito di questa ricognizione è definito sulla base della legge 24 gennaio 1978, n. 14, che disciplina il controllo parlamentare sulle nomine effettuate dal Governo, nonché di specifiche disposizioni previste per singoli enti o categorie di enti di carattere derogatorio o integrativo della disciplina generale prevista dalla medesima legge.

 

Il dossier presenta in primo luogo il quadro riassuntivo delle nomine intervenute nel periodo di riferimento e di quelle da effettuare con le relative scadenze.

Per ciascuno degli enti interessati da procedure di rinnovo sono inoltre fornite apposite schede informative recanti:

·         le principali notizie sull’attività svolta dall’ente;

·         i nominativi dei titolari delle diverse cariche;

·         il quadro delle procedure di nomina e dei requisiti previsti dalla normativa;

·         le date di scadenza o di rinnovo degli incarichi;

·         gli esiti dei pareri eventualmente espressi dalle Commissioni parlamentari competenti o l’avvenuta comunicazione alle Camere delle nomine governative.

 

Le schede informative relative a ciascun ente pubblico sono integrate da una tabella riassuntiva delle cariche in essere, ove sono evidenziate con uno sfondo colorato quelle che devono essere rinnovate. Le schede includono inoltre i collegamenti ipertestuali ai curriculum vitae dei presidenti o dei commissari straordinari, se resi disponibili sui siti istituzionali degli enti, e i riferimenti all’ultima Relazione della Corte dei conti trasmessa alle Camere sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a controllo.

In allegato al dossier è riportata un’ulteriore tabella recante il riepilogo generale degli organi di governo dei 107 enti monitorati, con le relative date di nomina e di scadenza. I dati sono aggiornati al 15 settembre 2026. La tabella è visualizzabile al seguente link.

 

Si segnala, infine, che sul Portale della documentazione della Camera dei deputati è pubblicata l’Area tematica Monitoraggio e controllo, all’interno della quale è consultabile un apposito tema web recante la ricognizione della disciplina vigente in materia di nomine in enti pubblici, con i relativi aggiornamenti normativi.

 

 

Nomine effettuate al 15 settembre 2026

Nel periodo di riferimento sono state comunicate alle Camere o comunque perfezionate e rese note 45 nomine, cui si aggiungono 4 proposte di nomina il cui iter è ancora in corso di perfezionamento alla data di aggiornamento del presente dossier, che hanno interessato 25 enti pubblici, come indicato nella seguente tabella.

 

Ente

Carica

Nome

Decorrenza nomina

Durata

Fondazione Istituto nazionale per il dramma antico – INDA

quattro consigliere di amministrazione

Marina Valensise, Monica Centanni, Caterina Barone e Francesca Bortoletti

18 giugno 2026

4 anni

Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna

commissario straordinario

Roberto Curreli

22 giugno 2026

6 mesi

Istituto nazionale di ricerca metrologica – INRiM

un consigliere di amministrazione

Marco Genovese

23 giugno 2026

4 anni

Istituto superiore di sanità – ISS

un consigliere di amministrazione

Simone Macrì

26 giugno 2026

fino alla scadenza del consiglio di amministrazione

Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale

presidente

Mirco Carloni

30 giugno 2026

4 anni

Cassa di previdenza delle Forze armate

presidente

Paolo Aceto

30 giugno 2026

3 anni

quindici consiglieri di amministrazione

per l’elenco completo si rinvia alla scheda relativa all’Ente

20 aprile 2026

Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – ANVUR

presidente

Venerando Marano

8 luglio 2026

4 anni

quattro componenti del consiglio direttivo

Giovanna Cassese, Matteo Lorito, Francesco Priolo e Aurelio Tommasetti

Autorità garante della concorrenza e del mercato – AGCM

presidente

Saverio Valentino

16 luglio 2026

(già componente del collegio dal 13 giugno 2023)

7 anni

un membro del collegio

Alberto Bagnai

22 settembre 2026

Ente parco nazionale del Gargano

commissario straordinario

Raffaele Di Mauro

16 luglio 2026

6 mesi

Ente parco nazionale dell’Alta Murgia

commissario straordinario

Nicola Fedele Loizzo

5 agosto 2026

6 mesi

Agenzia spaziale italiana – ASI

commissario straordinario

Mario Cospito

6 agosto 2026

1 anno

Commissione nazionale per le società e la borsa – CONSOB

presidente

Guido Stazi

6 agosto 2026

7 anni

Ente nazionale per l’aviazione civile – ENAC

commissario straordinario

Carlo Mearelli

6 agosto 2026

6 mesi

Ente parco nazionale dei Monti Sibillini

presidente

Corrado Perugini

6 agosto 2026

5 anni

Ente parco nazionale dell’Aspromonte

commissario straordinario

Renato Carullo

6 agosto 2026

6 mesi

Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

commissario straordinario

Patrizio Schiazza

9 agosto 2026

6 mesi

Ente parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

commissario straordinario

Giovanni Cannata

26 agosto 2026

6 mesi

Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale

commissario straordinario

Francesco Di Sarcina

31 agosto 2026

90 giorni

Ente parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano

presidente

Lucia Baracchini

1° settembre 2026

5 anni

Ente parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

presidente

Francesco Lucacci

1° settembre 2026

5 anni

Stazione zoologica “Anton Dohrn”

una consigliera di amministrazione

Teresa Romeo

10 settembre 2026

4 anni

Istituto italiano di studi germanici

una consigliera di amministrazione

Linda Di Gaetano

15 settembre 2026

4 anni

Ente parco nazionale della Majella

presidente

Lucio Zazzara

in corso di perfezionamento

5 anni

Lega navale italiana – LNI

presidente

Giuseppe De Giorgi

in corso di perfezionamento

3 anni

vicepresidente

Paolo Gregoretti

Società italiana degli autori ed editori – SIAE

presidente del consiglio di gestione

Salvatore Nastasi

in corso di perfezionamento

4 anni

 

Cariche scadute o in scadenza entro il 31 marzo 2027

 

Nelle seguenti tabelle sono indicate le 85 cariche in 25 enti pubblici, agenzie e autorità amministrative indipendenti scadute o comunque da rinnovare, nonché quelle in scadenza entro il 31 marzo 2027.

 

Cariche scadute

 

Ente

Carica

Titolari uscenti

Scadenza o cessazione

Durata

Unità grande Pompei

vicedirettore generale

carica vacante

31 dicembre 2023

non specificata

Ente nazionale per l’aviazione civile – ENAC

due consiglieri di amministrazione

cariche vacanti

11 gennaio 2025

5 anni

13 aprile 2026

Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – ISIN

un componente della consulta

carica vacante

10 giugno 2025

7 anni

Garante per la protezione dei dati personali

un componente del collegio

carica vacante

19 gennaio 2026

7 anni

Fondazione Ordine Mauriziano – FOM

presidente

carica vacante

2 maggio 2026

4 anni

Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS

presidente, vicepresidente e ventitré componenti del CIV

per l’elenco completo si rinvia alla scheda relativa all’Ente

1° luglio 2026

4 anni

Istituto nazionale di ricerca metrologica – INRiM

un consigliere di amministrazione

Giovanni Betta

6 luglio 2026

4 anni

Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – INAIL

presidente, vicepresidente e quindici componenti del consiglio di indirizzo e vigilanza (CIV)

per l’elenco completo dei titolari uscenti si rinvia alla scheda relativa all’Ente

8 luglio 2026

4 anni

Ente parco nazionale del Pollino

presidente

Luigi Lirangi (commissario straordinario)

6 settembre 2026

5 anni

Autorità nazionale anticorruzione – ANAC

presidente

Giuseppe Busia

11 settembre 2026

6 anni

quattro consiglieri

Consuelo del Balzo, Laura Valli, Luca Forteleoni e Paolo Giacomazzo

 

 

Cariche in scadenza

 

Ente

Carica

Titolari uscenti

Scadenza

Durata

Ente parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi

presidente

Ennio Vigne (commissario straordinario)

15 ottobre 2026

5 anni

Ente parco nazionale della Sila

presidente

Liborio Bloise (commissario straordinario)

24 ottobre 2026

5 anni

Lega navale italiana – LNI

presidente

Donato Marzano

24 ottobre 2026

3 anni

vicepresidente

Luciano Magnanelli

otto componenti del consiglio direttivo

Massimo Comelato, Carola De Fazio, Adele Mattioli, Marco Mazzucchelli, Flavio Musolino, Domenico Romanò, Giuseppe Tisci e Roberto Bottazzi Schenone

Opera nazionale per i figli degli aviatori – ONFA

presidente

Basilio Di Martino

24 ottobre 2026

3 anni

quattro consiglieri di amministrazione

Alberto Surace, Natalya Kucheryavenko, Roberto Massarotto e Roberto Carpentieri

3 dicembre 2026

Ente parco nazionale della Majella

presidente

Lucio Zazzara (commissario straordinario)

23 novembre 2026

5 anni

Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale

presidente

Francesco Di Sarcina

(commissario straordinario)

30 novembre 2026

4 anni

Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna

presidente

Roberto Curreli (commissario straordinario)

22 dicembre 2026

5 anni

Unità grande Pompei

direttore generale

Giovanni Capasso

31 dicembre 2026

la durata dei mandati viene specificata nel decreto di nomina

Ente parco nazionale del Gargano

presidente

Raffaele Di Mauro (commissario straordinario)

16 gennaio 2027

5 anni

Ente parco nazionale dell’Alta Murgia

presidente

Nicola Fedele Loizzo (commissario straordinario)

5 febbraio 2027

5 anni

Ente nazionale per l’aviazione civile – ENAC

presidente

Carlo Mearelli (commissario straordinario)

6 febbraio 2027

5 anni

Ente parco nazionale dell’Aspromonte

presidente

Renato Carullo (commissario straordinario)

6 febbraio 2027

5 anni

Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

presidente

Patrizio Schiazza (commissario straordinario)

9 febbraio 2027

5 anni

Ente parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

presidente

Giovanni Cannata

(commissario straordinario)

26 febbraio 2027

5 anni

Autorità per la laguna di Venezia – Nuovo magistrato delle acque

presidente

Roberto Rossetto

1° marzo 2027

3 anni

Ente parco nazionale della Val Grande

presidente

Luigi Spadone

31 marzo 2027

5 anni

Unione italiana tiro a segno – UITS

presidente

Walter De Giusti (commissario straordinario)

fino al ripristino degli organi di vertice

4 anni

 

Si segnala che entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere nominati il presidente e quattro componenti dell’Organismo per la parità (di nuova istituzione). Il mandato ha una durata di 7 anni.

 

Per gli approfondimenti concernenti i singoli enti, si rinvia alle schede informative di seguito riportate.

 

Schede informative relative ai singoli enti

Dati aggiornati al 15 settembre 2026

 

Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – ANVUR

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Venerando Marano

8 luglio 2026

8 luglio 2030

4 anni

Componenti del consiglio direttivo

Giovanna Cassese

Matteo Lorito

Francesco Priolo

Aurelio Tommasetti

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico. È dotata di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato. È sottoposta alla vigilanza del Ministro dell’università e della ricerca e opera in coerenza con le migliori prassi di valutazione dei risultati a livello internazionale e in base ai principi di autonomia, indipendenza, imparzialità, professionalità, trasparenza, efficienza, efficacia, semplificazione e pubblicità degli atti.

Sovrintende al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle università, delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici. Opera sulla base di un programma almeno annuale predisposto in coerenza con le linee di indirizzo del Ministro vigilante, che successivamente lo approva; cura la valutazione esterna della qualità delle attività delle università, delle istituzioni AFAM e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici; indirizza le attività di valutazione demandate ai nuclei di valutazione degli atenei, delle istituzioni AFAM e degli enti di ricerca, con riferimento ai corsi di studio, ivi compresi i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione, ai fini dell’accreditamento periodico degli stessi da parte del Ministro.

L’Agenzia è stata istituita dai commi 138, 139 e 140 dell’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, che rinvia ad un regolamento, emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, la struttura e il funzionamento dell’Agenzia e i requisiti e le modalità di selezione dei componenti dell’organo direttivo.

In virtù di tale disposizione è stato emanato il DPR del 1° febbraio 2010, n. 76 recante il regolamento concernente la struttura ed il funzionamento dell’ANVUR, da ultimo modificato dal DPR del 7 gennaio 2026, n. 12 di riordino dell’assetto istituzionale dell’Agenzia.

 

Cariche rinnovate e soggetti nominati

Presidente

Venerando Marano

 

Quattro componenti del consiglio direttivo

Giovanna Cassese, Matteo Lorito, Francesco Priolo e Aurelio Tommasetti

Con DPR dell’8 luglio 2026 Venerando Marano (CV) è stato nominato presidente dell’Agenzia per quattro anni. Con ulteriore DPR dell’8 luglio 2026 Giovanna Cassese, Matteo Lorito, Francesco Priolo e Aurelio Tommasetti sono stati nominati membri del consiglio direttivo per un quadriennio.

Tale procedura di nomina è stata avviata nella riunione del Consiglio dei ministri del 22 maggio 2026. Con lettera del 25 maggio 2026, il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto il parere parlamentare che le Commissioni 7ª (Cultura) del Senato e VII (Cultura) della Camera hanno espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 9 e 10 giugno 2026. Nella riunione del 2 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha deliberato le predette nomine.

Si segnala che il 18 marzo 2026 sul sito internet dell’Agenzia erano stati pubblicati gli avvisi del comitato di selezione per la raccolta delle candidature per i ruoli di presidente e di componenti del consiglio direttivo dell’Agenzia, secondo la nuova procedura indicata dagli articoli 7 e 8 del citato DPR n. 76 del 2010, così come modificato dal DPR n. 12 del 2026.

Con riferimento al precedente consiglio direttivo, si rammenta che il comma 10-ter dell’articolo 1 del decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 aveva stabilito che, al fine di garantire la continuità delle attività dell’Agenzia e di non comprometterne il regolare svolgimento nelle more della revisione del regolamento di cui al citato DPR n. 76 del 2010, l’ANVUR mantenesse la stessa composizione per un anno, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del citato decreto (25 febbraio 2025).

Il mandato dei componenti degli organi era stato pertanto prorogato per la medesima durata (per approfondimenti si veda il dossier del Servizio Studi, pagg. 32-33). Tale disposizione, di fatto, aveva trovato applicazione con riguardo al solo mandato del presidente Antonio Felice Uricchio, la cui scadenza – inizialmente prevista per il 19 giugno 2025 – era stata prorogata al 25 febbraio 2026.

Uricchio era stato nominato componente del consiglio direttivo per un quadriennio, con DPR del 3 maggio 2019, e successivamente eletto presidente il 20 dicembre 2019, con decorrenza dal 7 gennaio 2020 e fino alla scadenza del mandato.

La durata del mandato dei consiglieri in carica era stata elevata da quattro a sei anni dall’articolo 14, comma 4-bis, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36; in seguito la durata è stata ricondotta a quattro anni ai sensi del citato DPR n. 12 del 2026 (cfr. oltre).

Il precedente consiglio direttivo risultava inoltre composto da Alessandra Celletti, Marilena Maniaci e Massimo Tronci nominati con il DPR del 21 aprile 2020.

 

Decorrenza nomina

8 luglio 2026

 

Controllo parlamentare

Parere delle Commissioni parlamentari competenti sul presidente e gli altri componenti del consiglio direttivo ai sensi degli articoli 7, comma 1, e 8, comma 3, del DPR n. 76 del 2010 e dell’articolo 2, comma 140, del decreto-legge n. 262 del 2006.

 

Procedura di nomina

Il citato DPR n. 12 del 2026 ha modificato, tra l’altro, la procedura di nomina, con particolare riferimento alla composizione del comitato di selezione, e la composizione del consiglio direttivo, nonché ridefinito la durata in carica degli organi dell’Agenzia, la cui disciplina è stata a sua volta modificata.

Il presidente è nominato con DPR, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, sentite le competenti Commissioni parlamentari, nell’ambito di una terna di nomi predisposta dal comitato di selezione.

I componenti del consiglio direttivo sono nominati con DPR, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, sentite le competenti Commissioni parlamentari, all’interno di quattro terne di nomi predisposte dal comitato di selezione.

 

Requisiti

Gli articoli 7 e 8 del DPR n. 76 del 2010 – così come novellato dal citato regolamento del 2026 di riordino dell’assetto istituzionale dell’Agenzia – stabiliscono che i componenti delle terne composte dal comitato di selezione siano scelti tra personalità, anche straniere, di alta e riconosciuta qualificazione ed esperienza nel campo dell’istruzione superiore e della ricerca, nonché della valutazione di tali attività, provenienti da una pluralità di ambiti professionali e disciplinari.

Con specifico riferimento ai membri del consiglio direttivo diversi dal presidente, l’articolo 8 del citato DPR n. 76 del 2010 stabilisce che le terne siano composte favorendo un’equilibrata rappresentanza di genere e in modo da assicurare la presenza di un componente per l’insieme delle aree disciplinari individuate dal Consiglio universitario nazionale (CUN) tecnico-scientifiche (01, 02, 03, 04, 08, 09), un componente per l’insieme delle aree CUN delle scienze della vita e della salute (05, 06, 07), un componente per l’insieme delle aree CUN economico-giuridiche-umanistiche (10, 11, 12, 13, 14) ed un componente per le istituzioni AFAM. Il comitato di selezione valuta anche le indicazioni di nominativi, con relativi curricula, fornite, sulla base di bandi ad evidenza pubblica in Italia e all’estero, dagli interessati, da istituzioni, da accademie, da società scientifiche, da esperti, nonché da istituzioni e da organizzazioni degli studenti e delle parti sociali.

L’incarico di presidente – al pari di quello di componente il consiglio direttivo – è a tempo pieno ed è incompatibile, a pena di decadenza, con qualsiasi rapporto di lavoro, diretto o indiretto, anche a titolo gratuito, instaurato con le istituzioni valutate.

I componenti del consiglio direttivo possono svolgere attività di ricerca e pubblicare i risultati di tali attività, a titolo gratuito, fatti salvi gli eventuali diritti d’autore. I risultati delle predette attività di ricerca non possono, comunque, formare oggetto di valutazione da parte dell’Agenzia. I dipendenti di università italiane, di istituzioni AFAM, di enti di ricerca o, comunque, di amministrazioni pubbliche che sono nominati componenti del consiglio direttivo sono collocati, per tutta la durata del mandato, in aspettativa senza assegni, ai sensi della normativa vigente. In ogni caso, gli stessi cessano dalle cariche eventualmente ricoperte nelle università e negli enti di ricerca e non possono essere assegnatari di finanziamenti statali di ricerca, né far parte di commissioni di valutazione per il reclutamento e le conferme in ruolo dei professori e dei ricercatori universitari e del personale degli enti di ricerca.

Ai sensi del novellato comma 2 dell’articolo 6 del citato DPR n. 76 del 2010 il presidente resta in carica quattro anni e non è rinnovabile.

Anche i componenti del consiglio direttivo diversi dal presidente restano in carica per il medesimo periodo, ma possono essere rinnovati una sola volta[1].

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’ANVUR per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 29 aprile 2026, n. 80, si veda il Doc. XV, n. 571.

 

Agenzia spaziale italiana – ASI

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Mario Cospito

6 agosto 2026

6 agosto 2027

1 anno

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Agenzia, istituita nel 1988, è l’ente pubblico nazionale, assimilato agli enti di ricerca, avente il compito di promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale, con esclusione della ricerca aeronautica, e lo sviluppo di servizi innovativi, coordinando e gestendo i progetti nazionali e la partecipazione italiana a progetti europei ed internazionali.

L’Ente, indirizzato e supportato dal “Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale” (COMINT), svolge le proprie attività istituzionali in conformità con gli indirizzi del Governo, sulla base dei quali predispone il Documento strategico di politica spaziale nazionale (DSPSN) ed il Documento di visione strategica per lo spazio (DVSS).

Il COMINT è stato istituito ai sensi dell’articolo 2 della legge 11 gennaio 2018, n. 7, che, modificando il decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128 recante il riordino dell’Agenzia spaziale italiana, ristruttura organizzazione e compiti dell’ASI.

L’Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia scientifica, finanziaria, patrimoniale e contabile ed è dotata di un ordinamento autonomo in conformità al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, al decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, nonché, per quanto non previsto dalle predette disposizioni, al codice civile. L’articolo 30 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 ha inoltre provveduto ad un ulteriore riordino dell’Ente, in particolare trasferendo i poteri di indirizzo, coordinamento, programmazione e vigilanza, attribuiti all’allora Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro o al Sottosegretario di Stato delegato, che attualmente – ai sensi del DPCM del 21 novembre 2022 – è il Ministro delle imprese e del made in Italy.

In ottemperanza a quanto previsto dal citato decreto-legge l’Agenzia ha adeguato lo statuto ed i regolamenti alle nuove disposizioni.

Si segnala che la legge 13 giugno 2025, n. 89, recante disposizioni in materia di economia dello spazio, ha introdotto una disciplina organica delle attività spaziali svolte da operatori privati. In particolare, la legge affida all’ASI l’istruttoria tecnica delle domande di autorizzazione – rilasciate dal Presidente del Consiglio o dall’Autorità politica delegata, previo parere vincolante del COMINT – nonché funzioni di vigilanza e la tenuta del Registro nazionale degli oggetti spaziali.

 

Soggetto nominato

Commissario straordinario

Mario Cospito

Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 6 agosto 2026 Mario Cospito (CV) è stato nominato commissario straordinario dell’Ente fino alla data di insediamento del nuovo presidente e del nuovo consiglio di amministrazione e, comunque, per un periodo non superiore a dodici mesi. Il decreto non è stato comunicato alle Camere.

La nomina commissariale ha disposto la decadenza dei membri in carica del consiglio di amministrazione e si è resa necessaria in seguito alla prematura scomparsa del presidente, avvenuta il 16 luglio 2026, e delle dimissioni di tre membri del consiglio di amministrazione (Elda Turco Bulgherini, Stefano Gualandris e Stefano Arcifa).

In precedenza, il consiglio di amministrazione era composto:

·         dal presidente Teodoro Valente nominato con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy dell’8 giugno 2023 per un quadriennio a decorrere dalla data di insediamento del consiglio, che è avvenuto il 14 giugno 2023[2];

·         dai consiglieri di amministrazione Elda Turco Bulgherini, con funzioni di vicepresidente, e Giuseppe Basini (designati dal medesimo Ministro), Marica Branchesi (designata dal Ministro dell’università e della ricerca), Stefano Gualandris (designato dal Ministro dell’economia e delle finanze), Marco Lisi (designato dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale) e Luisa Riccardi (designata dal Ministro della difesa), nominati per un quadriennio con ulteriore decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy dell’8 giugno 2023 a decorrere dalla data di insediamento del consiglio medesimo, che – come si è detto – è avvenuto il 14 giugno 2023. Tali nomine sono state comunicate con lettera del Ministro del 3 agosto 2023;

·         dal consigliere di amministrazione Stefano Arcifa nominato con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 16 gennaio 2025 fino alla scadenza del consiglio medesimo, in sostituzione di Giuseppe Basini, che aveva rassegnato le sue dimissioni in data 22 luglio 2024. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 20 marzo 2025.

Si ricorda che il 3 maggio 2023 era scaduto il mandato di Giorgio Saccoccia quale presidente dell’ASI, nonché i mandati di Maurizio Cheli, Duilio Farina, Fabrizio Giulianini, Luisa Riccardi, Elda Turco Bulgherini e Giuseppe Basini quali componenti del consiglio di amministrazione.

 

Decorrenza nomina

6 agosto 2026

 

Controllo parlamentare

Comunicazione alle Camere per i componenti del consiglio di amministrazione, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213[3].

 

Procedura di nomina

Ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo n. 128 del 2003 e dell’articolo 30 del decreto-legge n. 36 del 2022, il presidente dell’Agenzia è nominato con DPCM e individuato d’intesa con il Ministro delegato, con le procedure di cui ai commi 1, 2 e 2-bis dell’articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, che ai fini della nomina dei presidenti e dei membri del consiglio di amministrazione di designazione governativa degli enti di ricerca prevedono la nomina di un apposito comitato di selezione – composto da un massimo di cinque persone, scelte tra esperti della comunità scientifica nazionale ed internazionale ed esperti in alta amministrazione – chiamato a proporre cinque nominativi per la carica di presidente.

Il presidente dura in carica quattro anni e può essere confermato una sola volta. In caso di assenza o impedimento è sostituito da un vicepresidente nominato dal consiglio di amministrazione tra i suoi componenti.

Il consiglio di amministrazione, nominato con DPCM o con decreto del Ministro o Sottosegretario di Stato delegato, sentito il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale, è composto dal presidente, designato dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro o Sottosegretario di Stato delegato, e da altri sei componenti. Il citato decreto-legge ha altresì confermato la permanenza in carica fino alla scadenza naturale del loro mandato dei membri del consiglio di amministrazione allora in carica.

L’articolo 5, comma 4, dello statuto dell’Agenzia precisa che la sostituzione dei componenti degli organi cessati anticipatamente dal mandato è effettuata secondo le medesime modalità previste per la nomina e la scadenza del mandato coincide con la scadenza di quello del titolare sostituito.

 

Requisiti

Il presidente è scelto tra persone di riconosciuta onorabilità e di alta qualificazione scientifica e manageriale, con una profonda conoscenza del sistema della ricerca in Italia e all’estero e con pluriennale esperienza nella gestione di enti o organismi pubblici o privati, operanti nel settore della ricerca. Ai sensi dell’articolo 6, comma 3 dello statuto dell’ente, il presidente, se professore o ricercatore universitario, può essere collocato in aspettativa ai sensi del DPR dell’11 luglio 1980, n. 382; se ricercatore o tecnologo o dipendente di pubbliche amministrazioni è collocato in aspettativa senza assegni.

I membri del consiglio di amministrazione sono scelti tra personalità di elevata e documentata qualificazione ed esperienza nel campo della ricerca e dell’industria spaziale e aerospaziale, dei quali: uno designato dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro o Sottosegretario di Stato delegato; uno dal Ministro dell’università e della ricerca; uno dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; uno dal Ministro della difesa; uno dal Ministro delle imprese e del made in Italy e uno dal Ministro dell’economia e delle finanze. La composizione del consiglio è definita altresì favorendo la presenza di entrambi i sessi. I componenti durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’ASI per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 29 aprile 2026, n. 77, si veda il Doc. XV, n. 563.

 

Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Mirco Carloni

30 giugno 2026

30 giugno 2030

4 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

All’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale è stata attribuita la gestione coordinata dei porti di Ancona, Pesaro, Falconara Marittima, San Benedetto del Tronto, Pescara, Ortona e Vasto. È stata istituita in attuazione dell’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169.

Le Autorità di sistema portuale, secondo quanto stabilito dall’articolo 6, comma 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono enti pubblici non economici di rilevanza nazionale a ordinamento speciale e sono dotate di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria. Hanno inoltre compiti di indirizzo, controllo e programmazione delle operazioni portuali, di manutenzione delle parti comuni e di mantenimento dei fondali del porto, nonché di affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura di servizi di interesse generale agli utenti portuali. Sono sottoposte ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Presidente

Mirco Carloni

 

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 30 giugno 2026 il deputato Mirco Carloni (CV) è stato nominato presidente dell’Autorità per un quadriennio. Con lettera del 15 maggio 2026, corredata della prescritta intesa con i presidenti delle Regioni Abruzzo e Marche, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina.

La proposta è stata assegnata alle Commissioni IX (Trasporti) della Camera e 8ª (Ambiente) del Senato che nelle rispettive sedute del 3 giugno 2026, previa audizione del candidato, hanno espresso parere favorevole.

Alla data di aggiornamento del presente dossier il mandato parlamentare del deputato Carloni risulta ancora in corso. Al riguardo, con riferimento ai profili di compatibilità della carica di presidente di autorità di sistema portuale con il mandato parlamentare, si segnala che:

·         l’articolo 1 della legge 13 febbraio 1953, n. 60 dispone che “i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche o uffici di qualsiasi specie in enti pubblici o privati, per nomina o designazione del Governo o di organi dell’Amministrazione dello Stato”; il successivo articolo 2 della medesima legge stabilisce che “i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente in associazioni o enti che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica Amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente”;

·         l’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 sancisce l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e l’incarico di amministratore di ente pubblico nazionale. Il successivo articolo 19 del medesimo decreto legislativo, prevede che lo svolgimento degli incarichi in una situazione di incompatibilità comporta la decadenza dall’incarico e la risoluzione del relativo contratto, decorso il termine perentorio di quindici giorni dalla contestazione all’interessato dell’insorgere della causa di incompatibilità;

·         nel caso di specie, a norma di quanto previsto dall’articolo 66 della Costituzione, le Giunte delle elezioni della Camera e del Senato sono gli organi preposti all’accertamento delle cause di incompatibilità su cui riferiscono alle rispettive Assemblee. In tal senso, nella delibera n. 8 del 2015, l’ANAC ha specificato di non aver “potere di accertamento e contestazione delle cause di incompatibilità previste dal decreto legislativo n. 39 del 2013 o da altre leggi che riguardino la permanenza in carica di un parlamentare”. Tali poteri sono infatti riservati alla competenza della Camera di appartenenza del parlamentare interessato;

·         in particolare, il procedimento per la valutazione delle incompatibilità, delle ineleggibilità e dei casi di decadenza è regolato nel Capo III (artt. 15, 16 e 17) del Regolamento della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati[4].

Si ricorda che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 29 aprile 2026, Vincenzo Garofalo era stato nominato commissario straordinario dell’Autorità fino al 30 giugno 2026. Tale nomina non risulta comunicata alle Camere.

Il 15 marzo 2026 era scaduto il mandato dello stesso Garofalo nominato presidente dell’Autorità per un quadriennio con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili del 15 marzo 2022 notificato in pari data all’interessato. Con lettera del 10 febbraio 2022, corredata della prescritta intesa con le Regioni Marche e Abruzzo, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili aveva richiesto il parere parlamentare che le Commissioni 8ª (Lavori pubblici) del Senato e IX (Trasporti) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 1° e 9 marzo 2022, dopo aver audito il candidato.

Si ricorda altresì che:

·         il 1° dicembre 2020 era scaduto l’incarico di Rodolfo Giampieri nominato presidente dell’Ente per un quadriennio con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 1° dicembre 2016. Con lettera del 2 novembre 2016 il Ministro aveva richiesto il parere parlamentare che le Commissioni 8ª (Lavori pubblici) del Senato e IX Commissione (Trasporti) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 22 e 28 novembre 2016;

·         con lettera del 7 maggio 2021, corredata della prescritta intesa con le Regioni Abruzzo e Marche, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili aveva trasmesso la richiesta di parere sulla proposta di nomina a presidente di Matteo Africano. La IX Commissione (Trasporti) della Camera si era espressa, respingendo la proposta di parere contrario del relatore, nella seduta del 16 giugno 2021, dopo aver audito il candidato. L’8ª Commissione (Lavori pubblici) del Senato nella seduta del 15 giugno 2021 aveva invece respinto la proposta di parere favorevole formulata dal relatore, dopo aver informalmente audito il candidato;

·         con decreto del medesimo Ministro del 5 luglio 2021 Giovanni Pettorino era stato nominato commissario straordinario della suddetta Autorità fino al ripristino degli ordinari organi di vertice dell’Ente. Tale nomina non risulta essere stata comunicata alle Camere.

 

Decorrenza nomina

30 giugno 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 in caso di nomina di un commissario straordinario.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il presidente o i presidenti delle regioni interessate, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, della legge n. 84 del 1994. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

Il presidente è scelto fra cittadini dei Paesi membri dell’Unione europea aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale. Resta in carica quattro anni e può essere confermato una sola volta.

Il presidente è soggetto all’applicazione della disciplina in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e a quella di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale per l’esercizio 2023, di cui alla determinazione del 19 dicembre 2025, n. 176, si veda il Doc. XV, n. 503.

 

Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Francesco Di Sarcina

31 agosto 2026

30 novembre 2026

90 giorni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale comprende i porti di Augusta, Catania, Siracusa e Pozzallo ed è stata istituita a norma dell’articolo 6 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, come novellato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169.

Le Autorità di sistema portuale, secondo quanto stabilito dall’articolo 6, comma 5, della citata legge n. 84 del 1994, sono enti pubblici non economici di rilevanza nazionale a ordinamento speciale e sono dotate di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria. Hanno inoltre compiti di indirizzo, controllo e programmazione delle operazioni portuali, di manutenzione delle parti comuni e di mantenimento dei fondali del porto, nonché di affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura di servizi di interesse generale agli utenti portuali. Sono sottoposte ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

 

Carica prorogata

Commissario straordinario

Francesco Di Sarcina

 

Carica da rinnovare

Presidente

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 31 agosto 2026 il mandato del commissario straordinario Francesco Di Sarcina (CV) è stato prorogato fino al 30 novembre 2026 ovvero sino all’avvenuto ripristino degli ordinari organi di vertice. Di Sarcina ha già svolto due mandati commissariali essendo stato nominato dapprima con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 29 aprile 2026 fino al 30 giugno 2026 e successivamente con decreto del medesimo Ministro del 30 giugno 2026 fino al 31 agosto 2026. Tali decreti di nomina non sono stati comunicati alle Camere.

Si ricorda che il 15 marzo 2026 era scaduto il mandato presidenziale di Di Sarcina, nominato con decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili del 15 marzo 2022 per un quadriennio.

Con lettera del 10 febbraio 2022, corredata della prescritta intesa con il presidente della Regione Siciliana, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili aveva richiesto il parere parlamentare su tale proposta di nomina, che le Commissioni 8ª (Lavori pubblici) del Senato e IX (Trasporti) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 22 febbraio e del 9 marzo 2022.

In precedenza, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 3 febbraio 2021 Alberto Chiovelli era stato nominato commissario straordinario dell’Autorità fino al ripristino degli ordinari organi di vertice. Tale nomina non risulta comunicata alle Camere.

Il commissariamento si era reso necessario poiché il precedente presidente Andrea Annunziata si era dimesso il 1° febbraio 2021 in quanto nominato dal giorno successivo presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale. Annunziata era stato nominato presidente per un quadriennio con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 4 aprile 2017.

Con lettera del 7 marzo 2017 il predetto Ministro aveva richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina, che le Commissioni 8ª (Lavori pubblici) del Senato e IX (Trasporti) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 21 e del 29 marzo 2017.

 

Decorrenza nomina

31 agosto 2026

 

Scadenza

30 novembre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 in caso di nomina di un commissario straordinario.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il presidente o i presidenti delle regioni interessate, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, della legge n. 84 del 1994. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

Il presidente è scelto fra cittadini dei Paesi membri dell’Unione europea aventi comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale. Resta in carica quattro anni e può essere confermato una sola volta.

Il presidente è soggetto all’applicazione della disciplina in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e a quella di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale per gli esercizi 2023 e 2024, di cui alla determinazione del 23 luglio 2026, n. 163, si veda il Doc. XV, n. 645.

 

Autorità garante della concorrenza e del mercato – AGCM

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Saverio Valentino

16 luglio 2026[5]

(già componente del collegio dal 13 giugno 2023)

 

7 anni

Componenti

Elisabetta Iossa

1° febbraio 2022

1° febbraio 2029

Alberto Bagnai

22 settembre 2026

22 settembre 2033

 

Natura e funzioni dell’ente

L’AGCM è una autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287. I suoi principali ambiti di intervento sono: garantire la tutela della concorrenza e del mercato; contrastare le pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori e delle microimprese, tutelare le imprese dalla pubblicità ingannevole e comparativa, nonché vigilare affinché nei rapporti contrattuali tra aziende e consumatori non vi siano clausole vessatorie; vigilare sui conflitti di interesse in cui possono incorrere i titolari di cariche di Governo; attribuire alle imprese che ne facciano richiesta il rating di legalità. Inoltre, le competenze dell’Autorità comprendono anche: la repressione degli abusi di dipendenza economica che abbiano rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato; la vigilanza sui rapporti contrattuali nella filiera agro-alimentare; l’applicazione della normativa nazionale relativa al ritardo nei pagamenti; il potere di vigilanza sulla commercializzazione dei diritti sportivi; i poteri consultivi previsti dal Codice delle comunicazioni elettroniche in materia di trasferimento delle radiofrequenze e di analisi dei mercati rilevanti dei prodotti e servizi relativi alle comunicazioni elettroniche.

 

Cariche rinnovate e soggetti nominati

Presidente

Saverio Valentino

Un componente del collegio

Alberto Bagnai

Con determinazione adottata d’intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati del 4 agosto 2026 il deputato Alberto Bagnai è stato nominato componente dell’Autorità. Successivamente, con lettera del 14 settembre 2026, Bagnai ha comunicato le proprie dimissioni dal mandato parlamentare in considerazione del regime di incompatibilità definito dall’articolo 10, comma 3, della citata legge n. 287 del 1990 (cfr. oltre), in vista dell’insediamento nel nuovo ruolo. A norma dell’articolo 17-bis, comma 2, del Regolamento, la Camera ha preso atto di tale incompatibilità e della conseguente cessazione dal mandato parlamentare, la quale è divenuta efficace con l’annuncio in Assemblea in data 15 settembre 2026. Bagnai si è insediato nel collegio il 22 settembre 2026.

Con determinazione adottata d’intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati del 15 luglio 2026 Saverio Valentino (CV), già componente dell’Autorità ai sensi della determinazione del 1° giugno 2023, è stato nominato presidente del collegio, che pertanto è composto dallo stesso Valentino, da Elisabetta Iossa (nominata con determinazione del 18 gennaio 2022) e da Alberto Bagnai.

Si ricorda che il 5 maggio 2026[6] era scaduto il mandato del presidente dell’Autorità Roberto Rustichelli nominato con determinazione del 20 dicembre 2018 per sette anni[7].

In precedenza, l’8 marzo 2023 era scaduto il mandato di Michele Ainis quale componente dell’Autorità, nominato con determinazione del 3 marzo 2016, per un periodo di sette anni, con decorrenza 8 marzo 2016, a seguito delle dimissioni di Salvatore Rebecchini.

 

Decorrenza nomina

16 luglio 2026 (presidente)

22 settembre 2026 (un componente del collegio)

 

Procedura di nomina

Nomina d’intesa tra i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, legge n. 287 del 1990.

 

Requisiti

I componenti dell’Autorità sono scelti tra persone di notoria indipendenza da individuarsi tra magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei conti o della Corte di cassazione, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche e personalità provenienti da settori economici dotate di alta e riconosciuta professionalità. Essi non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né possono essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici. I dipendenti statali sono collocati fuori ruolo per l’intera durata del mandato.

Il mandato dei componenti dell’AGCM dura sette anni e non può essere rinnovato.

 

Autorità nazionale anticorruzione – ANAC

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Giuseppe Busia

11 settembre 2020

11 settembre 2026

6 anni

Consiglieri

Consuelo del Balzo

Laura Valli

Luca Forteleoni

Paolo Giacomazzo

 

Natura e funzioni dell’ente

L’ANAC è un’Autorità amministrativa indipendente, la cui missione istituzionale è individuata nell’azione di prevenzione della corruzione in tutti gli ambiti dell’attività amministrativa.

L’Autorità è disciplinata dall’articolo 19 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 che ne ha stabilito le competenze, trasferendole anche quelle della preesistente Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture[8]. Ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, l’Autorità opera in posizione di indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia, in collaborazione con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, con la Ragioneria generale dello Stato ed eventualmente in raccordo con altri enti o istituzioni pubbliche.

La sua attività si esplica attraverso la vigilanza su vari fronti: applicazione della normativa anticorruzione e rispetto degli obblighi di trasparenza, conferimento degli incarichi pubblici, conflitti di interesse dei funzionari, affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici.

In particolare, ai sensi dell’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, svolge attività di controllo, prevenzione e contrasto della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. L’ANAC, in particolare, adotta il Piano nazionale anticorruzione; analizza le cause della corruzione e individua gli interventi tesi a favorirne la prevenzione e il contrasto; esprime parere obbligatorio sugli atti di direttiva e di indirizzo, nonché sulle circolari del Ministro per la pubblica amministrazione in materia di conformità di atti e comportamenti dei funzionari pubblici alla legge, ai codici di comportamento e ai contratti, collettivi e individuali, regolanti il rapporto di lavoro pubblico; esprime pareri facoltativi in materia di autorizzazioni allo svolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali; esercita la vigilanza e il controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e dell’illegalità e sul rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa.

 

Cariche da rinnovare e titolari uscenti

Presidente

Giuseppe Busia

 

Quattro consiglieri

Consuelo del Balzo, Laura Valli, Luca Forteleoni e Paolo Giacomazzo

L’11 settembre 2026 è scaduto il mandato del presidente dell’Autorità Giuseppe Busia (CV), nominato per un sessennio con DPR dell’11 settembre 2020.

In pari data è scaduto altresì il mandato dei consiglieri Consuelo del Balzo, Laura Valli, Luca Forteleoni e Paolo Giacomazzo, nominati con ulteriore DPR dell’11 settembre 2020 sempre per un sessennio.

Nella riunione del Consiglio dei ministri del 7 agosto 2020 , su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro dell’interno, erano state avviate le procedure di nomina, sulle quali, con lettera del Ministro per i rapporti con il Parlamento del 25 agosto 2020, era stato richiesto il prescritto parere parlamentare. Le Commissioni I (Affari costituzionali) della Camera e 1ª (Affari costituzionali) del Senato si erano espresse in senso favorevole e con la prescritta maggioranza dei due terzi dei componenti nelle rispettive sedute del 9 settembre 2020. Successivamente, nella riunione del 10 settembre 2020 il Consiglio dei ministri aveva deliberato in via definitiva.

Si segnala che, in precedenza, dal 24 ottobre 2019 l’Autorità era guidata dal consigliere Francesco Merloni, quale presidente facente funzioni, a seguito delle dimissioni di Raffaele Cantone, presentate il 23 luglio 2019 e divenute operative il 23 ottobre 2019.

Cantone era stato nominato con DPR del 4 aprile 2014 per un sessennio. La richiesta di parere parlamentare sulla relativa proposta di nomina era stata presentata il 19 marzo 2014 dal Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Su tale proposta avevano espresso parere favorevole con maggioranza superiore ai due terzi dei componenti le Commissioni 1ª (Affari costituzionali) del Senato e I (Affari costituzionali) della Camera nelle rispettive sedute del 27 marzo e 2 aprile 2014. La nomina di Cantone era stata infine deliberata dal Consiglio dei ministri del 4 aprile 2014.

I restanti componenti dell’Autorità, Michele Corradino, Francesco Merloni, Ida Angela Nicotra e Nicoletta Parisi erano scaduti, invece, l’11 luglio 2020, essendo stati nominati con DPR dell’11 luglio 2014. Tali nomine erano state deliberate dal Consiglio dei ministri del 10 luglio 2014.

Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, con lettera del 16 giugno 2014, aveva richiesto il parere parlamentare sulle suddette proposte di nomina, su ciascuna delle quali la 1ª Commissione (Affari costituzionali) del Senato, nella seduta del 19 giugno 2014, aveva espresso parere favorevole con la necessaria maggioranza superiore ai due terzi dei componenti. Le richieste erano state altresì assegnate alla I Commissione (Affari costituzionali) della Camera che nella seduta del 25 giugno 2014 aveva espresso parere favorevole con la prescritta maggioranza superiore ai due terzi dei componenti limitatamente alle proposte di nomina di Corradino e Nicotra; sulle proposte di nomina di Merloni e Parisi la proposta di parere favorevole era stata invece approvata senza raggiungere il quorum dei due terzi dei componenti. Quindi, il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, con lettera del 1° luglio 2014 aveva ulteriormente trasmesso le richieste di parere parlamentare sulla conferma delle proposte di nomina di Merloni e Parisi a componenti della predetta Autorità. Su tali proposte la I Commissione della Camera aveva infine espresso il parere favorevole con la richiesta maggioranza qualificata nella seduta del 2 luglio 2014.

 

Scadenza

11 settembre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti, ai sensi dell’articolo 13, comma 3, del citato decreto legislativo n. 150 del 2009.

 

Procedura di nomina

DPR previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione. Per la nomina del presidente è richiesto altresì il concerto con i Ministri della giustizia e dell’interno.

 

Requisiti

L’Autorità è organo collegiale composto dal presidente e da quattro componenti scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all’amministrazione, con comprovate competenze in Italia e all’estero, sia nel settore pubblico che in quello privato, di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione.

Il presidente e i componenti, nominati tenuto conto del principio delle pari opportunità di genere, non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina. In ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell’Autorità.

I componenti sono nominati per un periodo di sei anni e non possono essere confermati nella carica.

 

Autorità per la laguna di Venezia – Nuovo magistrato delle acque

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Roberto Rossetto

1° marzo 2024

1° marzo 2027

3 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Autorità, secondo quanto previsto dall’articolo 95 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 che l’ha istituita, è un ente pubblico non economico di rilevanza nazionale dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria, sottoposto ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. All’Autorità sono attribuite tutte le funzioni e competenze relative alla salvaguardia della città di Venezia e della sua laguna e al mantenimento del regime idraulico lagunare.

Inoltre, secondo quanto previsto dallo statuto, l’Autorità approva il programma triennale per la tutela della laguna di Venezia, il programma unico integrato e il programma di gestione e manutenzione del MOSE, tenuto conto dei programmi triennali di intervento, dei piani di gestione delle acque, dei piani di gestione del rischio di alluvioni, del progetto generale per il recupero morfologico della Laguna, nonché dei piani di gestione delle zone speciali di conservazione (ZSC).

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 12 febbraio 2026 è stata da ultimo disposta la piena operatività dell’Autorità.

 

Carica da rinnovare e titolare uscente

Presidente

Roberto Rossetto

Il 1° marzo 2027 scadrà il mandato del presidente dell’Autorità Roberto Rossetto nominato per un triennio con DPCM del 1° marzo 2024. Con lettera del 12 gennaio 2024, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina, che le Commissioni VIII (Ambiente) della Camera e 8a (Ambiente) del Senato nelle rispettive sedute del 31 gennaio 2024 hanno espresso in senso favorevole, dopo aver proceduto all’audizione del candidato.

 

Scadenza

1° marzo 2027

 

Controllo parlamentare

Parere delle competenti Commissioni parlamentari sulla nomina del presidente, ai sensi dell’articolo 95 del decreto-legge n. 104 del 2020.

 

Procedura di nomina

Il presidente è nominato con DPCM, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, d’intesa col sindaco di Venezia, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.

 

Requisiti

Il presidente è scelto tra persone che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo e dotate di alta e riconosciuta competenza ed esperienza nei settori nei quali opera l’Autorità.

L’incarico ha la durata massima di tre anni, è rinnovabile per una volta ed è incompatibile con altri rapporti di lavoro subordinato pubblico o privato e con qualsiasi altra attività professionale privata. Nel caso in cui il presidente cessi dalla carica per qualsiasi ragione prima della scadenza del mandato le competenze a questo attribuite vengono esercitate ad interim dal dirigente di livello generale cui siano state conferite le deleghe.

 

Cassa di previdenza delle Forze armate

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Paolo Aceto

30 giugno 2026

30 giugno 2029

3 anni

Consiglieri di amministrazione

Giovanni Sanzullo

20 aprile 2026

20 aprile 2029

Vito Colamorea

Enrico Maria Degni

Alessio Fraioli

Marco Randolfi

Alessandro Romano

Carlo Iannone

Gabriele Melilli

Michele Cappellari

Alessio Castellani

Luca Democratico

Marco Fallavollita

Daniele Maffei

Michele Donnarumma

Alessandro Bellini

Consiglieri supplenti

Vincenzo Tucci

Cataldo Maccuro

Roberto Massarotto

Fabio Cairo

Aldo Trovato

Alessandro Zezza

Carlo Bonsanti

Mario Conti

Callisto Ferrazza

Francesco Tieri

Emiliano Zacconi

Giuliano Falciatori

 

Natura e funzioni dell’ente

La Cassa, istituita dall’articolo 2 del DPR del 4 dicembre 2009, n. 211 (successivamente abrogato dall’articolo 2269, comma 1, n. 393, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66) che ha accorpato le sei preesistenti Casse militari di Esercito, Marina militare, Aeronautica militare e Arma dei carabinieri, è attualmente regolata dagli articoli da 73 a 80 del DPR del 15 marzo 2010, n. 90, recante il Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare. La Cassa, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, è sottoposta alla vigilanza del Ministero della difesa. Essa gestisce i fondi previdenziali secondo principi di uniformità gestionale, fatti salvi il regime previdenziale e creditizio vigente per i singoli istituti, la salvaguardia dei diritti maturati dagli iscritti, nonché la separazione e l’autonomia patrimoniale e contabile di ciascun fondo.

 

Cariche rinnovate e soggetti nominati

Presidente

Paolo Aceto

Quindici consiglieri di amministrazione

 

Con DPR del 30 giugno 2026 Paolo Aceto è stato nominato presidente della Cassa per un triennio. Nella riunione del 30 aprile 2026, il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura di nomina di Aceto. Con lettera del 5 maggio 2026 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso la richiesta di parere parlamentare, sulla quale le Commissioni 3ª (Esteri e difesa) del Senato e IV (Difesa) della Camera hanno espresso parere favorevole nelle rispettive sedute del 12 maggio e del 16 giugno 2026. Nella riunione del 22 giugno 2026, il Consiglio dei ministri ha deliberato in via definitiva la nomina.

Con decreto del Ministro della difesa del 20 aprile 2026 è stato inoltre rinnovato – a decorrere dalla data del decreto e per la durata di un triennio – il consiglio di amministrazione della Cassa, che risulta ora composto da: Giovanni Sanzullo, Vito Colamorea, Enrico Maria Degni, Alessio Fraioli, Marco Randolfi, Alessandro Romano, Carlo Iannone, Gabriele Melilli, Michele Cappellari, Alessio Castellani, Luca Democratico, Marco Fallavollita, Daniele Maffei, Michele Donnarumma, Alessandro Bellini, oltre che dal presidente Aceto. Con il medesimo decreto sono inoltre stati nominati membri supplenti: Vincenzo Tucci, Cataldo Maccuro, Roberto Massarotto, Fabio Cairo, Aldo Trovato, Alessandro Zezza, Carlo Bonsanti, Mario Conti, Callisto Ferrazza, Francesco Tieri, Emiliano Zacconi e Giuliano Falciatori. Tale decreto non risulta comunicato alle Camere.

Si ricorda che il 17 aprile 2026 era scaduto il consiglio di amministrazione della Cassa, che risultava composto dal presidente Pietro Covino (nominato con DPR del 25 maggio 2023), nonché dai membri titolari: Giovanni Balestri, Lorenzo Cherubini, Massimiliano D’Angelo, Luca Democratico, Giovanni Gagliano, Giulio Lucchetti, Daniele Maffei, Antonio Magni, Francesco Persico, Antonio Rossi, Alessandro Sedia e Massimiliano Spagnuolo (nominati con decreto del Ministro della difesa del 18 aprile 2023), nonché da Alessandro Romano (nominato con decreto del Ministro della difesa del 31 luglio 2023), Paolo Aceto (nominato con decreto del Ministro della difesa del 14 marzo 2024 in sostituzione di Mario Mochi) e Carlo Iannone (nominato con decreto del Ministro della difesa del 13 dicembre 2024, in sostituzione della dimissionaria Iside Cesarini). Erano invece membri supplenti: Francesco Olla, Massimo Martucci, Antonio Di Lella, Fabio Cairo, Fabio Migliaccio, Alessandro Zezza, Antonio Marchese, Mario Conti, Alessandro Bellini, Gaetano Nacca, Claudio Caroli e Daniele Guadagni.

Per quanto riguarda la nomina del precedente presidente Covino, si ricorda che questi era stato nominato, previa delibera del Consiglio dei ministri del 23 maggio 2023 su proposta del Ministro della difesa, fino al 17 aprile 2026, data di scadenza naturale del mandato del consiglio di amministrazione. Con lettera del 21 aprile 2023 il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva inviato alle Camere la richiesta di parere parlamentare su tale proposta di nomina. Le Commissioni IV (Difesa) della Camera e la 3ª (Affari esteri e difesa) del Senato avevano espresso parere favorevole sulla proposta nelle rispettive sedute del 9 maggio 2023.

Si ricorda che la Legge di bilancio per il 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197) ha introdotto una serie di disposizioni di riforma della disciplina della Cassa, al fine di superare difformità esistenti tra le diverse forze armate, evitare disparità tra le diverse categorie di personale e garantire la sostenibilità finanziaria nel medio-lungo periodo. In particolare, l’articolo 1, comma 655, della citata Legge di bilancio ha disposto che, nelle more dell’adeguamento del DPR n. 90 del 2010 alle disposizioni di cui ai commi da 651 a 654, il consiglio di amministrazione della Cassa di previdenza sia integrato da un membro della categoria dei graduati per ciascuna Forza armata (Esercito, Marina e Aeronautica), con diritto di voto.

Il consiglio di amministrazione della Cassa è passato così da 13 a 16 membri.

 

Decorrenza nomina

30 giugno 2026 (presidente)

20 aprile 2026 (consiglio di amministrazione)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i membri del consiglio di amministrazione.

 

Procedura di nomina e requisiti

Per quanto riguarda il presidente, la nomina è effettuata con DPR emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della difesa.

Il presidente della Cassa di previdenza è scelto tra i membri effettivi del relativo consiglio di amministrazione designati tra il personale militare in servizio attivo o tra gli ulteriori componenti di cui all’articolo 76, comma 2, lettera b), del citato DPR n. 90 del 2010 ed è nominato secondo le modalità dell’articolo 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400. Qualora tale incarico riguardi un componente del consiglio scelto tra il personale militare in servizio attivo, deve essere designato un ufficiale di grado non inferiore a generale di divisione o corrispondente, in base a un criterio di rotazione tra le Forze armate, sentito il Capo di Stato maggiore della difesa e previa intesa con gli organi di vertice delle Forze armate.

Il consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Ministro della difesa.

I Capi di Stato maggiore e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri propongono ciascuno, per ogni singolo incarico, una terna al Ministro della difesa in modo da garantire anche la piena libertà di scelta nella nomina del presidente e del vice presidente.

Compongono inoltre il consiglio di amministrazione: un magistrato contabile e un dirigente del Ministero dell’economia e delle finanze, designati dalle rispettive amministrazioni di appartenenza, un esperto del settore attuariale o previdenziale, scelto dal Ministro della difesa, nonché un rappresentante degli ufficiali in quiescenza titolari dell’assegno speciale, scelto tra il personale in congedo su proposta delle associazioni di categoria.

Il mandato del presidente e dei membri del consiglio di amministrazione dura un triennio ed è rinnovabile una sola volta.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria della Cassa di previdenza delle Forze armate per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 21 luglio 2026, n. 154, si veda il Doc. XV, n. 625.

 

Commissione nazionale per le società e la borsa – CONSOB

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Guido Stazi

6 agosto 2026

6 agosto 2033

7 anni

Commissari

Chiara Mosca

6 agosto 2021

6 agosto 2028

Carlo Comporti

7 febbraio 2022

7 febbraio 2029

Gabriella Alemanno

5 giugno 2023

5 giugno 2030

Federico Cornelli

 

Natura e funzioni dell’ente

La CONSOB, istituita dal decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, è l’autorità amministrativa indipendente la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori nonché all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. In particolare la Commissione: vigila sulle società di gestione dei mercati regolamentati, sulla trasparenza e l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e sulla trasparenza e la correttezza dei comportamenti dei soggetti che operano sui mercati finanziari; regolamenta la prestazione dei servizi e delle attività di investimento da parte degli intermediari, gli obblighi informativi delle società quotate nei mercati regolamentati e le operazioni di appello al pubblico risparmio; autorizza i prospetti relativi alle offerte pubbliche di vendita e i documenti d’offerta concernenti offerte pubbliche di acquisto; controlla dati e notizie fornite al mercato dagli emittenti quotati e dai soggetti che fanno appello al pubblico risparmio; sanziona le condotte illecite; comunica con gli operatori e il pubblico degli investitori per lo sviluppo della cultura finanziaria dei risparmiatori e collabora con le altre autorità nazionali e con gli organismi internazionali preposti al funzionamento dei mercati finanziari.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Presidente

Guido Stazi

 

Con DPR del 6 agosto 2026 Guido Stazi (CV) è stato nominato presidente della Commissione per sette anni. Nella riunione del 14 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura di nomina. Con lettera del 15 luglio 2026 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto l’espressione del parere parlamentare, che le Commissioni VI (Finanze) della Camera e 6ª (Finanze) del Senato hanno espresso in senso favorevole, previa audizione informale del candidato, nelle rispettive sedute del 29 luglio 2026. Nella riunione del 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha deliberato la nomina in via definitiva.

Si ricorda che l’8 marzo 2026 era scaduto il mandato del presidente della Commissione Paolo Savona nominato per la durata di sette anni con DPR dell’8 marzo 2019. Con lettera del 6 febbraio 2019 il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta aveva richiesto il parere parlamentare sulla nomina che le Commissioni 6a (Finanze) del Senato e VI (Finanze) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 26 febbraio e 7 marzo 2019, dopo aver audito il candidato.

Attualmente la Commissione è composta, oltre che dal presidente Stazi, da:

·         Chiara Mosca, nominata per la durata di sette anni con DPR del 6 agosto 2021; con lettera del 25 giugno 2021, il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva richiesto l’espressione del parere parlamentare che le Commissioni 6a (Finanze) del Senato e VI (Finanze) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 13 e 15 luglio 2021. A decorrere dal 9 marzo 2026 e fino alla nomina del presidente Stazi, Mosca ha svolto le funzioni di presidente in qualità di commissario con maggiore anzianità di istituto;

·         Carlo Comporti, nominato per la durata di sette anni con DPR del 25 gennaio 2022, a far data dal 7 febbraio 2022 in sostituzione di Carmine Di Noia, dimissionario a decorrere dalla medesima data; con lettera del 30 dicembre 2021, il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva richiesto l’espressione del parere parlamentare che le Commissioni 6a (Finanze) del Senato e VI (Finanze) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 19 gennaio 2022;

·         Gabriella Alemanno e Federico Cornelli nominati per la durata di sette anni con DPR del 5 giugno 2023[9]. Con lettera del 12 aprile 2023 il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva trasmesso alle Camere la richiesta di parere parlamentare sulle proposte di nomina. Il Consiglio dei ministri aveva deliberato l’avvio della procedura per la nomina dei due componenti della Commissione nella riunione dell’11 aprile 2023. Dopo aver proceduto all’audizione dei candidati nella seduta congiunta del 3 maggio 2023, la VI Commissione (Finanze) della Camera e la 6ª Commissione (Finanze) del Senato avevano espresso parere favorevole sulle proposte di nomina in questione rispettivamente nelle sedute del 3 e del 4 maggio 2023.

 

Decorrenza nomina

6 agosto 2026 (presidente)

 

Controllo parlamentare

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 95 del 1974 e dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978. Il citato comma 3 prevede che le Commissioni parlamentari competenti possono procedere all’audizione delle persone designate, quando non vi ostino i rispettivi regolamenti parlamentari. Il parere deve essere espresso anche per i componenti diversi dal presidente.

 

Procedura di nomina

DPR su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

 

Requisiti

La Commissione è composta da un presidente e da quattro membri, scelti tra persone di specifica e comprovata competenza ed esperienza e di indiscussa moralità e indipendenza. Il mandato di commissario ha una durata di sette anni.

Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1, quinto comma, del citato decreto-legge n. 95 del 1974, il presidente e i membri della Commissione non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale, neppure di consulenza, né essere amministratori, ovvero soci a responsabilità illimitata, di società commerciali, sindaci revisori o dipendenti di imprese commerciali o di enti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, né essere imprenditori commerciali.

 

Ente nazionale per l’aviazione civile – ENAC

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Carlo Mearelli

6 agosto 2026

6 febbraio 2027

6 mesi

Consiglieri di amministrazione

Giulia De Martino

11 aprile 2022

11 aprile 2027

5 anni

Antonio Giuseppe Lupoli

carica vacante

11 gennaio 2025

carica vacante

13 aprile 2026

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente nazionale per l’aviazione civile, istituito con il decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, è un ente pubblico non economico dotato di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria ed è sottoposto alla vigilanza e al controllo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Agisce come autorità unica di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia nel rispetto dei poteri derivanti dal codice della navigazione. Garantisce la sicurezza del volo e dei passeggeri trasportati sia durante le operazioni aeronautiche sia a terra in ambito aeroportuale.

È inoltre l’organismo responsabile della corretta applicazione della normativa dell’Unione europea in materia di diritti del passeggero e ha il potere di irrogare sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti inadempienti. Nell’ambito delle attività legate agli aspetti economici del trasporto aereo, svolge l’istruttoria per l’affidamento in concessione delle strutture e beni del demanio aeroportuale e dei servizi aeroportuali, che viene effettuata sulla base della valutazione del livello di affidabilità, efficienza e competitività dei soggetti economici e imprenditoriali coinvolti. Elabora e propone la pianificazione dello sviluppo del sistema aeroportuale nazionale. L’Ente rappresenta l’Italia nelle maggiori organizzazioni internazionali dell’aviazione civile, con cui intrattiene rapporti di collaborazione.

 

Soggetto nominato

Commissario straordinario

Carlo Mearelli

 

Cariche da rinnovare

Presidente

Due consiglieri di amministrazione

Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 6 agosto 2026 Carlo Mearelli (CV) è stato nominato commissario straordinario dell’Ente per sei mesi. Il secondo comma dell’articolo 2 del citato DM specifica che “restano ferme le attribuzioni dei componenti in carica del consiglio di amministrazione”, che risulta attualmente composto anche da Giulia De Martino e Antonio Giuseppe Lupoli (cfr. oltre).

Secondo quanto si legge nelle premesse del citato DM, la nomina commissariale si è resa necessaria in ragione della contingente configurazione del consiglio di amministrazione dell’Ente che non avrebbe consentito il raggiungimento del quorum costitutivo previsto dallo statuto per il regolare funzionamento dell’organo, composto da due soli membri a seguito della scadenza del mandato presidenziale di Pierluigi Umberto Di Palma.

Di Palma era stato nominato per un quinquennio con DPR del 1° luglio 2021. Nella riunione del 20 maggio 2021 il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, aveva deliberato l’avvio della procedura per la suddetta nomina, su cui era stato richiesto, con lettera del Ministro per i rapporti con il Parlamento del 24 maggio 2021, il prescritto parere, poi espresso – previa audizione del candidato – in senso favorevole dall’8ª Commissione (Lavori pubblici) del Senato e dalla IX Commissione (Trasporti) della Camera nelle rispettive sedute del 15 e del 16 giugno 2021. Successivamente il Consiglio dei ministri nella riunione del 30 giugno 2021 aveva deliberato in via definitiva.

Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, si rammenta che l’11 gennaio 2025 è deceduta la consigliera di amministrazione Maria Teresa Di Matteo, nominata per un quinquennio con DPCM dell’11 aprile 2022.

In data 13 aprile 2026 sono inoltre diventate effettive le dimissioni della consigliera di amministrazione Benedetta Fiorini, che era stata nominata – fino alla scadenza del consiglio in carica – con il DPCM del 17 giugno 2024, in sostituzione di Laura Pierallini, dimissionaria.

Oltre al commissario straordinario, i membri del consiglio di amministrazione in carica sono Giulia De Martino e Antonio Giuseppe Lupoli, nominati per un quinquennio con DPCM dell’11 aprile 2022. Tali nomine non risultano comunicate alle Camere.

 

Decorrenza nomina

6 agosto 2026 (commissario straordinario)

 

Cessazione

11 gennaio 2025 (una consigliera di amministrazione)

13 aprile 2026 (una consigliera di amministrazione)

 

Scadenza

6 febbraio 2027 (commissario straordinario)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i componenti del consiglio di amministrazione.

 

Procedura di nomina

DPR, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per il presidente.

DPCM, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per i componenti del consiglio di amministrazione.

 

Requisiti

Il presidente è scelto tra soggetti aventi particolari capacità ed esperienza riferite al trasporto aereo ed all’aviazione. Rimane in carica cinque anni ed è rinnovabile per due mandati consecutivi dopo il primo.

Il consiglio di amministrazione è composto dal presidente e da quattro membri scelti tra soggetti di comprovata cultura giuridica, tecnica ed economica nel settore aeronautico. Il consiglio rimane in carica cinque anni e la nomina dei suoi componenti è rinnovabile per una sola volta.

Si segnala che, secondo quanto previsto dallo statuto dell’Ente, come da ultimo modificato con delibera n. 10 del 2026 del consiglio di amministrazione del 2 marzo 2026, alla sostituzione di un componente degli organi collegiali si procede secondo le procedure previste, nei limiti temporali della scadenza del mandato del titolare sostituito.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Ente nazionale per l’aviazione civile per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 21 aprile 2026, n. 71, si veda il Doc. XV, n. 573.

 

Ente parco nazionale dei Monti Sibillini

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Corrado Perugini

6 agosto 2026

6 agosto 2031

5 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale dei Monti Sibillini, istituito dal DPR del 6 agosto 1993 e disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Presidente

Corrado Perugini

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 6 agosto 2026 Corrado Perugini (CV) è stato nominato presidente dell’Ente per un quinquennio. Con lettera del 16 giugno 2026 il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha richiesto l’espressione del parere parlamentare sulla nomina di Perugini. In tale lettera, si specifica che “sulla base della terna proposta, il presidente della Regione Umbria non ha comunicato la propria intesa sui candidati indicati, mentre è stata espressa la formale intesa da parte del presidente della Regione Marche”, ma che il Ministro ha comunque ritenuto di procedere ulteriormente con l’iter di nomina, considerata la decorrenza dei trenta giorni previsti dalla normativa per il raggiungimento dell’intesa con i presidenti delle regioni interessate, anche al fine di assicurare la piena funzionalità dell’Ente. Tale proposta di nomina è stata assegnata alle Commissioni VIII (Ambiente) della Camera e 8ª (Ambiente) del Senato che nelle rispettive sedute del 15 e 21 luglio 2026 hanno espresso in senso favorevole previa audizione del candidato.

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 16 giugno 2026 era stato prorogato per un semestre e comunque fino alla nomina del presidente il mandato commissariale di Perugini, che aveva già svolto un primo mandato semestrale essendo stato nominato con decreto del medesimo Ministro del 22 dicembre 2025. Tali nomine sono state comunicate alle Camere con lettere del 26 gennaio e del 29 luglio 2026.

In precedenza, il 7 novembre 2025 era scaduto il mandato di Andrea Spaterna nominato commissario straordinario dell’Ente per un trimestre con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 7 agosto 2025. Tale nomina non risulta comunicata alle Camere.

Il 21 aprile 2025 era scaduto il mandato dello stesso Spaterna in qualità di presidente dell’Ente, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’8 ottobre 2019 per un quinquennio. Secondo quanto previsto dall’articolo 64-ter del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, la durata del mandato del presidente era stata prorogata fino alla scadenza del consiglio direttivo, nominato con decreto del medesimo Ministro del 21 aprile 2020.

Con lettera del 9 agosto 2019 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina di Spaterna, acquisite le intese con i presidenti della Regione Marche e della Regione Umbria, così come prescritto dalla legge. La 13ª Commissione (Ambiente) del Senato e la VIII Commissione (Ambiente) della Camera avevano espresso parere favorevole, previa audizione del candidato, rispettivamente nelle sedute del 1° e del 2 ottobre 2019.

 

Decorrenza nomina

6 agosto 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale del Gargano

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Raffaele Di Mauro

16 luglio 2026

16 gennaio 2027

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale del Gargano, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 5 giugno 1995, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica prorogata

Commissario straordinario

Raffaele Di Mauro

 

Carica da rinnovare

Presidente

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 14 luglio 2026 è stato prorogato il mandato commissariale di Raffaele Di Mauro (CV) a decorrere dal 16 luglio 2026 per un semestre e comunque non oltre la nomina degli organi dell’Ente. Tale nomina è stata comunicata con lettera del 29 luglio 2026. Di Mauro ha già svolto due mandati commissariali semestrali essendo stato nominato dapprima con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 15 luglio 2025 e successivamente confermato con decreto del medesimo Ministro del 15 dicembre 2025. Le nomine relative ai primi due mandati commissariali non risultano comunicate alle Camere.

Con lettera del 28 aprile 2026 corredata della prescritta intesa con il presidente della Regione Puglia, il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha richiesto l’espressione del parere parlamentare sulla nomina di Vincenzo D’Errico a presidente dell’Ente. L’8ª Commissione (Ambiente) del Senato ha espresso parere favorevole nella seduta del 12 maggio 2026. Alla Camera la proposta è stata assegnata all’VIII Commissione (Ambiente) che l’8 luglio 2026, previa audizione del candidato, ha espresso parere contrario.

Si ricorda altresì che in precedenza:

·         con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 19 settembre 2024, Pasquale Pazienza era stato nominato commissario straordinario a decorrere dal 21 settembre 2024 fino al 31 dicembre 2024 e, comunque, non oltre la nomina del presidente dell’Ente. Tale decreto di nomina era stato comunicato alle Camere con lettera del 10 ottobre 2024;

·         con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 7 gennaio 2025, il mandato di Pazienza era stato prorogato dal 31 dicembre per la durata di tre mesi fino quindi al 30 marzo 2025. Tale decreto è stato comunicato alle Camere con lettera del 13 marzo 2025;

·         con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica dell’8 aprile 2025 il mandato commissariale di Pazienza era stato ulteriormente prorogato per la durata di tre mesi, con decorrenza dal 31 marzo e fino al 30 giugno 2025 e, comunque, non oltre la nomina del presidente. Tale proroga non risulta comunicata alle Camere.

Si rammenta, inoltre, che il 7 agosto 2024 era scaduto il mandato del medesimo Pazienza in qualità di presidente dell’Ente parco, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 7 agosto 2019 per un quinquennio.

L’VIII Commissione (Ambiente) della Camera e la 13a Commissione permanente (Ambiente) del Senato avevano espresso, rispettivamente nelle sedute del 31 luglio e del 1° agosto 2019, parere favorevole alla relativa proposta di nomina, trasmessa dal predetto Ministro con lettera del 25 luglio 2019.

 

Decorrenza nomina

16 luglio 2026

 

Scadenza

16 gennaio 2027

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Patrizio Schiazza

9 agosto 2026

9 febbraio 2027

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 5 giugno 1995, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica prorogata

Commissario straordinario

Patrizio Schiazza

Carica da rinnovare

Presidente

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 16 luglio 2026 il mandato del commissario straordinario Patrizio Schiazza (CV) è stato prorogato per sei mesi dalla data del 9 agosto 2026 e comunque non oltre la nomina del presidente del medesimo Ente. Tale decreto non è stato comunicato alle Camere.

Schiazza aveva già svolto un primo mandato commissariale essendo stato nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 9 febbraio 2026. Tale decreto di nomina è stato comunicato alle Camere con lettera del Ministro del 2 marzo 2026.

Il 15 dicembre 2025 era scaduto il mandato di Tommaso Navarra, nominato presidente dell’Ente con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 9 giugno 2016 per un mandato quinquennale. Il mandato di Navarra era stato poi prorogato dall’articolo 64-ter del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 fino alla scadenza del consiglio direttivo, nominato per un quinquennio con decreto del medesimo Ministro del 15 dicembre 2020.

Si rammenta che sulla proposta di nomina di Navarra, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva richiesto il parere parlamentare con lettera del 29 marzo 2016, corredata della prescritta intesa con i presidenti delle Regioni Abruzzo, Marche e Lazio. La 13a Commissione (Ambiente) del Senato e l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera avevano espresso, previa audizione del candidato, parere favorevole nelle rispettive sedute del 13 e 20 aprile 2016.

 

Decorrenza nomina

9 agosto 2026

 

Scadenza

9 febbraio 2027

 

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale del Pollino

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Luigi Lirangi

6 marzo 2026

6 settembre 2026

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale del Pollino, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 15 novembre 1993, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica da rinnovare

Presidente

Il 6 settembre 2026 è scaduto il terzo mandato del commissario straordinario Luigi Lirangi (CV) prorogato per ulteriori sei mesi, e comunque non oltre la nomina degli organi dell’Ente, con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 3 marzo 2026. Il decreto di nomina è stato comunicato alle Camere con lettera del 5 maggio 2026.

Si rammenta che Lirangi ha già svolto due mandati commissariali semestrali essendo stato nominato dapprima con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 7 marzo 2025 e poi prorogato in tale funzione con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 7 agosto 2025. Tali decreti non risultano comunicati alle Camere. Si segnala che il citato DM del 7 marzo 2025 aveva disposto lo scioglimento del consiglio direttivo in carica.

In precedenza, il 15 dicembre 2022 era scaduto il mandato di Domenico Pappaterra, nominato presidente con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 15 dicembre 2017, per un mandato di cinque anni.

Previa richiesta del Ministro con lettera del 9 settembre 2017, le Commissioni 13ª (Ambiente) del Senato e VIII (Ambiente) della Camera avevano espresso parere favorevole alla nomina di Pappaterra nelle rispettive sedute del 22 novembre e del 6 dicembre 2017.

Pappaterra aveva completato il terzo mandato, essendo stato nominato in precedenza già presidente per due quinquenni, rispettivamente con decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 31 agosto 2007 e del 12 ottobre 2012, dopo aver ricoperto la carica di commissario straordinario cui era stato nominato fino alla sua prima nomina come presidente con decreto ministeriale del 7 maggio 2007.

 

Scadenza

6 settembre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Giovanni Cannata

26 agosto 2026

26 febbraio 2027

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, istituito dall’articolo 1 del regio decreto-legge 11 gennaio 1923, n. 257, è disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394. L’Ente ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Soggetto nominato

Commissario straordinario

Giovanni Cannata

 

Carica da rinnovare

Presidente

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 10 agosto 2026 Giovanni Cannata (CV) è stato nominato commissario straordinario dell’Ente per sei mesi a decorrere dal 26 agosto e comunque non oltre la nomina degli organi. Tale decreto non è stato comunicato alle Camere.

Il 13 luglio 2026 era scaduto il mandato dello stesso Cannata come presidente dell’Ente parco, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’8 ottobre 2019 per un quinquennio. Il mandato di Cannata era stato prorogato dall’articolo 64-ter del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 fino alla scadenza del consiglio direttivo, nominato per un quinquennio con decreto del medesimo Ministro del 13 luglio 2021.

Con lettera del 28 agosto 2019, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva richiesto, sia alla Camera che al Senato, il parere parlamentare sulla relativa proposta di nomina, acquisita l’intesa dei presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio e Molise, come prescritto dalla legge. La 13ª Commissione (Ambiente) del Senato e l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera avevano espresso parere favorevole, rispettivamente, nelle sedute del 1° e del 2 ottobre 2019, alla suddetta proposta di nomina. Sia l’VIII Commissione della Camera che la 13ª Commissione del Senato avevano audito il candidato nelle rispettive sedute del 24 settembre e del 1° ottobre 2019.

Si ricorda che il 18 marzo 2019 era scaduto il mandato di presidente dell’Ente di Antonio Carrara, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 18 marzo 2014, per il successivo quinquennio.

 

Decorrenza nomina

26 agosto 2026

 

Scadenza

26 febbraio 2027

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale dell’Alta Murgia

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Nicola Fedele Loizzo

5 agosto 2026

5 febbraio 2027

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale dell’Alta Murgia, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito con DPR del 10 marzo 2004, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto, approvato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 16 ottobre 2013.

 

Carica prorogata

Commissario straordinario

Nicola Fedele Loizzo

 

Carica da rinnovare

Presidente

 

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 29 luglio 2026 il mandato del commissario straordinario Nicola Fedele Loizzo (CV) è stato prorogato a decorrere dal 5 agosto 2026 per un ulteriore semestre e comunque non oltre la nomina degli organi dell’Ente. Tale nomina non è stata comunicata alle Camere. Loizzo ha già svolto due mandati commissariali semestrali essendo stato nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 5 agosto 2025 (non comunicato alle Camere) e con decreto del medesimo Ministro del 21 gennaio 2026 (comunicato con lettera del 29 aprile 2026).

Con lettera del 28 aprile 2026 corredata della prescritta intesa con il presidente della Regione Puglia, il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha richiesto l’espressione del parere parlamentare sulla nomina di Giuseppe Colucci a presidente dell’Ente. L’8ª Commissione (Ambiente) del Senato ha espresso parere favorevole nella seduta del 12 maggio 2026. Alla Camera la proposta è stata assegnata all’VIII Commissione (Ambiente) che, dopo aver proceduto all’audizione del candidato, ha espresso parere contrario nella seduta dell’8 luglio 2026.

Si ricorda che, in precedenza, il mandato di commissario straordinario era stato svolto da Francesco Tarantini, dapprima nominato a decorrere dal 21 settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2024, con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 19 settembre 2024, e successivamente prorogato per tre mesi fino al 31 marzo 2025 con decreto del medesimo Ministro del 7 gennaio 2025. Tale ultimo decreto è stato comunicato alle Camere con lettera del 13 marzo 2025.

Si rammenta altresì che il 7 agosto 2024 era scaduto il mandato del medesimo Tarantini, quale presidente dell’Ente parco nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 7 agosto 2019 per un quinquennio.

Le Commissioni VIII (Ambiente) della Camera e 13a (Ambiente) del Senato avevano espresso, rispettivamente nelle sedute del 31 luglio e del 1° agosto 2019, parere favorevole alla proposta relativa alla suddetta nomina, trasmessa dal predetto Ministro il 25 luglio 2019. Sulla proposta di nomina era stata acquisita l’intesa del presidente della Regione Puglia.

 

Decorrenza nomina

5 agosto 2026 (commissario straordinario)

 

Scadenza

5 febbraio 2027 (commissario straordinario)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Lucia Baracchini

1° settembre 2026

1° settembre 2031

5 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 21 maggio 2001, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Presidente

Lucia Baracchini

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 1° settembre 2026 Lucia Baracchini è stata nominata presidente dell’Ente per cinque anni. Con lettera del 15 luglio 2026, corredata della prescritta intesa con i presidenti delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, il Ministro ha richiesto il parere parlamentare sulla nomina di Lucia Baracchini a presidente dell’Ente. Tale proposta è stata assegnata alle Commissioni VIII (Ambiente) della Camera e 8ª (Ambiente) del Senato, che nelle rispettive sedute del 28 e del 29 luglio 2026 hanno espresso parere favorevole, dopo aver proceduto all’audizione della candidata.

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 21 aprile 2026 Baracchini è stata nominata commissario straordinario dell’Ente per sei mesi e comunque non oltre la nomina degli organi dell’Ente medesimo. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 18 maggio 2026.

Si ricorda che, in precedenza, il 25 gennaio 2026 era scaduto il mandato di Fausto Giovanelli, nominato presidente dell’Ente per un quinquennio con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 27 giugno 2017.

Con lettera del 12 maggio 2017, corredata della prescritta intesa con i presidenti delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, il Ministro aveva richiesto il parere parlamentare che le Commissioni 13ª (Ambiente) del Senato e VIII (Ambiente) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 24 maggio e 7 giugno 2017.

Il mandato di Giovanelli sarebbe dovuto scadere il 27 giugno 2022, ma – secondo quanto previsto dall’articolo 64-ter del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 – la durata del mandato era stata prorogata fino alla scadenza del consiglio direttivo, nominato con decreto del medesimo Ministro del 26 gennaio 2021.

Il 15 marzo 2017 era scaduto il mandato dello stesso Giovanelli nominato presidente per un secondo mandato quinquennale con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 15 marzo 2012. Si rammenta, infatti, che Giovanelli aveva già ricoperto l’incarico per cinque anni ai sensi del decreto ministeriale del 20 novembre 2006.

 

Decorrenza nomina

1° settembre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale dell’Aspromonte

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Renato Carullo

6 agosto 2026

6 febbraio 2027

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale dell’Aspromonte, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e istituito dal DPR del 14 gennaio 1994, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica prorogata

Commissario straordinario

Renato Carullo

 

Carica da rinnovare

Presidente

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 5 agosto 2026 il mandato del commissario straordinario Renato Carullo (CV) è stato ulteriormente prorogato per un semestre (e comunque non oltre la nomina del presidente dell’Ente medesimo) a decorrere dal 6 agosto 2026. Tale proroga non risulta comunicata alle Camere.

Carullo in precedenza aveva già svolto cinque mandati commissariali semestrali, disposti con: i) decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 6 febbraio 2024 (con il quale è stata altresì disposta la revoca dell’incarico del presidente Leo Autelitano – precedentemente nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 12 febbraio 2020 – nonché lo scioglimento del consiglio direttivo dell’Ente), che non risulta comunicato alle Camere; ii) decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 5 agosto 2024 comunicato alle Camere con lettera del 24 settembre 2024; iii) decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 14 marzo 2025, che non risulta comunicato alle Camere; iv) decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 31 luglio 2025; v) decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 9 gennaio 2026 (comunicato alle Camere con lettera del 29 aprile 2026).

Per quanto riguarda la nomina dell’ultimo presidente Autelitano, si ricorda che l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera e la 13ª Commissione (Ambiente) del Senato avevano espresso entrambe parere favorevole, nelle rispettive sedute del 28 gennaio 2020, sulla richiesta di parere parlamentare concernente la proposta di nomina, pervenuta con lettera del Ministro proponente del 18 dicembre 2019.

 

Decorrenza nomina

6 agosto 2026

 

Scadenza

6 febbraio 2027

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale della Majella

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Lucio Zazzara

23 maggio 2026

23 novembre 2026

6 mesi

Presidente

in corso di perfezionamento

5 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale della Majella, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 5 giugno 1995, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica da rinnovare e soggetto proposto

Presidente

Lucio Zazzara

Con lettera del 9 settembre 2026, corredata della prescritta intesa con il presidente della Regione Abruzzo, il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha richiesto il parere parlamentare sulla nomina di Lucio Zazzara (CV) per un secondo mandato presidenziale. Tale proposta di nomina è stata assegnata alle Commissioni VIII (Ambiente) della Camera e 8ª (Ambiente) del Senato.

Attualmente Zazzara ricopre l’incarico di commissario straordinario che scadrà il 23 novembre 2026 essendo stato prorogato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 15 maggio 2026 per la durata di sei mesi a decorrere dal 23 maggio 2026 e comunque non oltre la nomina del presidente del medesimo Ente. Tale decreto di nomina è stato comunicato con lettera del 18 giugno 2026. Zazzara aveva già svolto due mandati commissariali, essendo stato nominato per un trimestre a decorrere dal 24 agosto 2025 con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 16 settembre 2025 e poi prorogato per ulteriori sei mesi a decorrere dal 23 novembre 2025 con decreto del medesimo Ministro del 13 novembre 2025. Tali decreti di nomina non risultano comunicati alle Camere.

In precedenza, il 9 luglio 2025 era scaduto il mandato di presidente dello stesso Zazzara, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’8 ottobre 2019 per un mandato quinquennale. Tale durata era stata in seguito prorogata in virtù di quanto disposto dall’articolo 64-ter del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77.

Si ricorda che con lettera del 9 agosto 2019, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, acquisita la prescritta intesa del presidente della Regione Abruzzo, aveva richiesto il parere parlamentare sulla relativa proposta di nomina, che le Commissioni 13a (Ambiente) del Senato e VIII (Ambiente) della Camera, dopo aver audito il candidato, avevano espresso in senso favorevole, rispettivamente nelle sedute del 1° e del 2 ottobre 2019.

 

Nomina

In corso di perfezionamento (presidente)

 

Scadenza

23 novembre 2026 (commissario straordinario)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale della Sila

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Liborio Bloise

24 aprile 2026

24 ottobre 2026

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale della Sila, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 14 novembre 2002 ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica da rinnovare

Presidente

Il 24 ottobre 2026 scadrà il mandato del commissario straordinario Liborio Bloise (CV) prorogato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 27 marzo 2026 per un semestre, e comunque non oltre la nomina del presidente del medesimo Ente, a decorrere dal 24 aprile 2026. Tale decreto è stato comunicato alle Camere con lettera del 29 aprile 2026.

Si rammenta che Bloise ha già svolto due mandati commissariali, essendo stato dapprima nominato per un semestre con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 24 aprile 2025 e poi prorogato per un secondo semestre a decorrere dal 24 ottobre 2025 con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 6 novembre 2025. La prima nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 5 giugno 2025, mentre la prima proroga non risulta comunicata alle Camere.

Si rammenta che il 4 febbraio 2025 era scaduto il mandato del presidente dell’Ente Francesco Curcio, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 7 agosto 2019, a decorrere dalla data di insediamento del consiglio direttivo, avvenuta con il successivo decreto del medesimo Ministro del 4 febbraio 2020.

Su tale proposta di nomina, l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera e la 13ª Commissione (Ambiente) del Senato avevano espresso, rispettivamente nelle sedute del 31 luglio e del 1° agosto 2019, parere favorevole. Tale parere era stato richiesto con lettera del medesimo Ministro del 25 luglio 2019.

 

Scadenza

24 ottobre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale della Val Grande

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Luigi Spadone

31 marzo 2022

31 marzo 2027

5 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale della Val Grande, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 23 novembre 1993 ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica da rinnovare e titolare uscente

Presidente

Luigi Spadone

Il 31 marzo 2027 scadrà il mandato di Luigi Spadone (CV) nominato presidente dell’Ente per un quinquennio con decreto del Ministro della transizione ecologica del 31 marzo 2022.

Con lettera del 29 giugno 2021 corredata della prescritta intesa con il presidente della Regione Piemonte, il Ministro della transizione ecologica aveva richiesto il parere parlamentare sulla nomina di Spadone. Il successivo 16 luglio 2021 il Ministro aveva inviato un’ulteriore lettera al fine di ritirare la proposta di nomina, in considerazione del parere contrario espresso dalla 13ª Commissione (Ambiente) nella seduta del 13 luglio 2021. L’VIII Commissione (Ambiente) della Camera ne aveva soltanto iniziato l’esame audendo il candidato nella seduta del 6 luglio 2021.

Con lettera del 25 novembre 2021, corredata della prescritta intesa con il presidente della Regione Piemonte, il Ministro della transizione ecologica aveva chiesto il parere sulla nomina dello stesso Spadone su cui la 13ª Commissione (Ambiente) si era nuovamente pronunciata in senso contrario nella seduta del 15 dicembre 2021, mentre l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera non aveva proceduto all’espressione del parere.

In precedenza, Massimo Bocci era stato nominato commissario straordinario per un semestre con decreto del Ministro della transizione ecologica del 21 aprile 2021, comunicato alle Camere con lettera del 27 maggio 2021[10].

 

Scadenza

31 marzo 2027

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Ennio Vigne

15 aprile 2026

15 ottobre 2026

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e istituito dal DPR del 12 luglio 1993, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica da rinnovare

Presidente

Il 15 ottobre 2026 scadrà il mandato commissariale di Ennio Vigne (CV) prorogato, da ultimo, con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 27 marzo 2026 per un semestre – e comunque non oltre la nomina del presidente del medesimo Ente – a decorrere dal 15 aprile 2026. Tale proroga è stata comunicata alle Camere con lettera del 30 aprile 2026.

Si ricorda che, in precedenza, Ennio Vigne ha già svolto tre mandati commissariali disposti: i) per un trimestre a decorrere dal 15 gennaio 2025 con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 5 febbraio 2025 (comunicato alle Camere con lettera del 31 marzo 2025); ii) per un semestre a decorrere dal 15 aprile 2025 con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 23 aprile 2025, non comunicato alle Camere; iii) per un semestre a decorrere dal 15 ottobre 2025 con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 9 ottobre 2025, non comunicato alle Camere.

Si rammenta che il 2 dicembre 2024 era scaduto il mandato dello stesso Ennio Vigne, in qualità di presidente dell’Ente parco, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 7 agosto 2019 per un quinquennio, che – secondo quanto previsto da tale decreto – decorreva dalla data di nomina del consiglio direttivo, avvenuta con successivo DM del 2 dicembre 2019. Prima di allora, Vigne era stato nominato commissario straordinario con decreto del predetto Ministro del 7 giugno 2019.

Su tale proposta di nomina a presidente, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva richiesto l’espressione del parere parlamentare con lettera del 25 luglio 2019, corredata della prescritta intesa con la Regione Veneto. L’VIII Commissione (Ambiente) della Camera e la 13a Commissione (Ambiente) del Senato avevano espresso parere favorevole nelle rispettive sedute del 31 luglio 2019.

 

Scadenza

15 ottobre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Ente parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Francesco Lucacci

1° settembre 2026

1° settembre 2031

5 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ente parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, istituito dal DPR del 12 luglio 1993 e disciplinato dall’articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’attività dell’Ente è altresì regolata dallo statuto.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Presidente

Francesco Lucacci

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 1° settembre 2026 Francesco Lucacci è stato nominato presidente dell’Ente per un quinquennio. Con lettera del 15 luglio 2026, corredata della prescritta intesa con i presidenti delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, il Ministro ha richiesto il parere parlamentare sulla nomina di Lucacci. Tale proposta è stata assegnata alle Commissioni VIII (Ambiente) della Camera e 8ª (Ambiente) del Senato, che nelle rispettive sedute del 28 e del 29 luglio 2026 hanno espresso parere favorevole, dopo aver proceduto all’audizione del candidato.

Si ricorda che l’8 ottobre 2024 era scaduto il secondo mandato di Luca Santini in qualità di presidente dell’Ente, nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’8 ottobre 2019 per un quinquennio.

Con lettera del 28 agosto 2019, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva richiesto il parere parlamentare sulla relativa proposta di nomina, acquisite le intese dei presidenti delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, come prescritto dalla legge. La 13a Commissione (Ambiente) del Senato e l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera avevano espresso parere favorevole, rispettivamente nelle sedute del 1° e 2 ottobre 2019, previa audizione del candidato.

Si ricorda che Santini aveva già svolto un primo mandato quale presidente dell’Ente scaduto il 21 giugno 2018, essendo stato in precedenza nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 21 giugno 2013.

 

Decorrenza nomina

1° settembre 2026

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.

Comunicazione alle Camere per il commissario straordinario ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, con il coinvolgimento dei presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, seguendo la procedura di cui al comma 3 dell’articolo 9 della legge n. 394 del 1991. Sul punto si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

I presidenti degli enti parco sono nominati per un quinquennio nell’ambito di soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni o nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Non può essere nominato presidente chi ha già ricoperto tale carica per due mandati, anche non consecutivi. Alla nomina si applica la disciplina in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti parco nazionale per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 14 maggio 2026, n. 88, si veda il Doc. XV, n. 583.

 

Fondazione Istituto nazionale per il dramma antico – INDA

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Francesco Italia

13 luglio 2018

fino alla scadenza del mandato di sindaco

Consigliere di amministrazione

Marina Valensise

18 giugno 2026

18 giugno 2030

4 anni

Monica Centanni

Caterina Barone

Francesca Bortoletti

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Istituto, fondato nel 1914 e già disciplinato quale ente pubblico dalla legge 20 marzo 1975, n. 70, è stato trasformato in fondazione con personalità giuridica di diritto privato dall’articolo 1 del decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 20, come modificato dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 33.

Secondo quanto previsto dallo statuto, la Fondazione è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS); non ha scopo di lucro e in ogni sua attività, principale od accessoria, persegue le proprie finalità secondo criteri di imprenditorialità e nel rispetto delle condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale, della gestione e dei vincoli di bilancio.

L’Istituto ha la finalità di coordinare a livello nazionale, anche mediante accordi con gli enti locali, l’attività teatrale presso i teatri greco-romani, promuovendo la rappresentazione del teatro classico greco e latino, nonché di altre attività culturali ed artistiche ad esso relative. Provvede alla produzione e alla rappresentazione dei testi drammatici greci e latini nel teatro greco di Siracusa, in altri teatri ed in ambienti di particolare rilievo culturale. Cura la pubblicazione dei testi classici, delle monografie, degli studi specializzati e della rivista dell’Istituto. Provvede altresì alla costituzione del Museo dell’Istituto, nonché all’organizzazione di convegni ed altre attività di studi e di ricerca sui temi della classicità greca e latina. Infine, promuove, anche in coordinamento con le università, lo studio dei testi teatrali della classicità greca e latina. L’Istituto può, previa autorizzazione del Ministero della cultura, partecipare a società di capitali, o promuoverne la costituzione, e può altresì svolgere attività commerciali ed altre attività accessorie, in conformità agli scopi istituzionali.

La Fondazione, classificata tra gli enti produttori di servizi assistenziali, ricreativi e culturali, non è più inserita, a decorrere dal 2014, nell’elenco ISTAT di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. A sostenere la Fondazione, ai sensi dell’articolo 4 dello statuto, possono essere – oltre allo Stato, alla Regione Siciliana e al Comune di Siracusa – anche soggetti privati.

L’attività di vigilanza è esercitata dal Ministero della cultura, mentre il Ministero dell’economia e delle finanze esprime il parere sui bilanci.

 

Cariche rinnovate e soggetti nominati

Quattro consigliere di amministrazione

Marina Valensise, Monica Centanni, Caterina Barone e Francesca Bortoletti

 

Con decreto del Ministro della cultura del 18 giugno 2026 è stato rinnovato per un quadriennio a decorrere dalla medesima data il consiglio di amministrazione della Fondazione che risulta ora composto, oltre che dal sindaco pro tempore del Comune di Siracusa con funzioni di presidente, da: Marina Valensise (CV, su designazione dello stesso Ministro della cultura, con funzioni di consigliere delegato), Monica Centanni (su designazione del Ministero dell’università e della ricerca), Caterina Barone (su designazione della Regione Siciliana) e Francesca Bortoletti (su designazione della Conferenza Unificata).

Con lettera del 22 maggio 2026 il Ministro della cultura ha richiesto il parere parlamentare sulla nomina dei componenti di designazione governativa. In particolare, lo stesso Ministro ha proposto di confermare Marina Valensise come consigliere delegato, mentre il Ministro dell’università e della ricerca ha designato Monica Centanni. Le Commissioni VII (Cultura) della Camera e 7ª Commissione (Cultura) del Senato hanno espresso parere favorevole nelle rispettive sedute del 3 e del 9 giugno 2026.

Il precedente consiglio di amministrazione della Fondazione era scaduto il 3 maggio 2026, essendo stato nominato per un quadriennio con decreto del Ministro della cultura del 3 maggio 2022. L’organo era composto da Marina Valensise (designata dallo stesso Ministro con funzioni di consigliere delegato), Margherita Rubino (designata dal Ministro dell’università e della ricerca) e Michele Romano (designato dalla Conferenza unificata). A questi componenti si era aggiunto Giuseppe Voza, successivamente nominato su designazione della Regione Siciliana con decreto del Ministro della cultura del 30 maggio 2022, fino alla scadenza degli altri componenti del consiglio.

Come già accennato, si ricorda che, secondo quanto disposto dall’articolo 5, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 20 del 1998, nonché dallo statuto dell’Ente, il presidente è il sindaco pro tempore del Comune di Siracusa.

Con lettera del 28 febbraio 2022 il Ministro della cultura aveva richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina dei consiglieri di designazione ministeriale Valensise e Rubino, che le Commissioni 7ª (Cultura) del Senato e la VII (Cultura) della Camera hanno espresso in senso favorevole, nelle rispettive sedute del 15 e del 16 marzo 2022.

Si ricorda che con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 7 marzo 2018 era stato nominato il consiglio di amministrazione della Fondazione, che era composto da: Giancarlo Garozzo (quale sindaco pro tempore di Siracusa), Pier Francesco Pinelli, in qualità di consigliere designato dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con funzioni di consigliere delegato, e da Margherita Rubino, consigliere designato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Emanuele Giliberti, consigliere designato dalla Regione Siciliana e Paolo Giansiracusa, consigliere designato dalla Conferenza unificata.

Successivamente, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo del 19 dicembre 2019, Marina Valensise era stata nominata componente del consiglio di amministrazione della Fondazione, in sostituzione di Maria Sgarlata (nominata con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali del 28 dicembre 2018), che a sua volta aveva nel frattempo sostituito Pier Francesco Pinelli, dimissionario.

Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo con lettera del 25 novembre 2019 aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare sulle proposte di nomina dei consiglieri di nomina ministeriale, che le Commissioni 7ª (Cultura) del Senato e la VII (Cultura) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 3 e del 4 dicembre 2019.

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo aveva richiesto i pareri sulle proposte di nomina di Pinelli e Rubino con lettera del 23 gennaio 2018, annunciata alla Camera e al Senato. Al riguardo le Commissioni 7ª (Cultura) del Senato e la VII (Cultura) della Camera avevano espresso pareri favorevoli nelle rispettive sedute del 30 gennaio e del 7 febbraio 2018.

Per effetto della nomina del consiglio era terminata la gestione commissariale alla quale la Fondazione risultava precedentemente assoggettata. Il commissario straordinario era Pier Francesco Pinelli, nominato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 5 febbraio 2016. Il mandato commissariale di Pinelli era stato poi prorogato con analoghi decreti ministeriali del 2 febbraio 2017, 27 luglio 2017 e 7 febbraio 2018, fino all’approvazione del nuovo statuto della Fondazione e alla ricostituzione dell’organo ordinario di amministrazione.

 

Decorrenza nomina

18 giugno 2026 (consiglio di amministrazione)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del citato decreto legislativo n. 20 del 1998 sulla proposta di nomina dei consiglieri di designazione del Ministro della cultura e del Ministro dell’università e della ricerca.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro della cultura su designazione del Ministro stesso, del Ministro dell’università e della ricerca, della Conferenza unificata e della Regione Siciliana.

In particolare, ai sensi dell’articolo 8 dello statuto, il consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Ministro della cultura ed è composto dal sindaco di Siracusa con funzioni di presidente, da un consigliere designato dal Ministro della cultura, con funzioni di consigliere delegato, nonché da tre ulteriori consiglieri designati rispettivamente dal Ministro dell’università e della ricerca, dalla Regione Siciliana, nonché dalla Conferenza unificata qualora non sussistano le condizioni per la nomina di un consigliere in rappresentanza di soggetti privati aventi lo status di fondatori e sostenitori.

 

Requisiti

Il componente del consiglio di amministrazione di nomina del Ministro della cultura con funzioni di consigliere delegato è individuato tra personalità di elevato profilo culturale e con comprovate capacità organizzative.

Gli altri consiglieri sono individuati tra personalità di elevato profilo culturale, con particolare riguardo al campo degli studi sul teatro antico e della letteratura classica latina e greca, e con comprovate capacità organizzative.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria della Fondazione Istituto nazionale per il dramma antico – INDA per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 21 luglio 2026, n. 141, si veda il Doc. XV, n. 639.

 

Fondazione Ordine Mauriziano – FOM

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

carica vacante

2 maggio 2026

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Carlo Alberto Biggini

9 agosto 2023

9 agosto 2027

Luigi Chiappero

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (c.d. “Ordine Mauriziano”), istituito nel 1572 con Bolla Pontificia di Gregorio XIII, nasce come ordine cavalleresco dalla fusione dell’Ordine cavalleresco e religioso di San Maurizio con l’Ordine per l’assistenza ai lebbrosi di San Lazzaro, affermandosi come ente ospedaliero.

L’Ordine è un ente previsto dalla XIV disposizione finale della Costituzione, la quale, abolendo gli ordini cavallereschi e nobiliari, dispone che esso “è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge”. Il relativo ordinamento era stato disciplinato dalla legge 5 novembre 1962, n. 1596, che ne riaffermò la conservazione come “ente ospedaliero, con gli altri suoi compiti di beneficenza, di istruzione e di culto”, attribuendogli personalità giuridica di diritto pubblico sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e la vigilanza del Ministro dell’interno.

L’articolo 2 del decreto-legge 19 novembre 2004, n. 277 ha poi istituito, a far data dal 23 novembre 2004, la Fondazione Ordine Mauriziano (FOM), alla quale è stato trasferito tutto il patrimonio dell’Ordine Mauriziano, scorporandone l’Ente ospedaliero, costituito dai presidi dell’Umberto I di Torino e dell’Istituto per la ricerca e la cura del cancro (IRCC) di Candiolo (Torino), destinati all’inserimento nell’ordinamento sanitario regionale, poi attuato con legge regionale n. 39 del 2005, e con la costituzione dell’Azienda Sanitaria Ospedaliera Ordine mauriziano (ASO). La Fondazione è subentrata all’Ente in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, ad eccezione dei rapporti di lavoro e dei contratti concernenti l’esercizio delle attività sanitarie.

Alla FOM sono attribuiti i compiti istituzionali propri di conservazione e valorizzazione del vasto patrimonio storico-culturale, nonché il compito di provvedere al ripianamento del dissesto accumulato dall’Ente ospedaliero Ordine Mauriziano sino al novembre 2004, con funzioni di commissario straordinario attribuite al legale rappresentante dell’Ente.

Poco dopo la sua istituzione, la stessa Fondazione è stata nuovamente commissariata ai sensi dell’articolo 30 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159.

In seguito, esaurite le funzioni di gestione del dissesto attribuite dal citato articolo 30 del decreto-legge n. 159 del 2007, al commissario e al vice commissario veniva assegnato il compito, tra gli altri, di redigere uno schema di statuto, che definisse gli scopi, il patrimonio e, in generale, l’organizzazione della Fondazione, alla luce del superamento della situazione emergenziale.

Da ultimo, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, il 16 aprile 2018, è stato approvato il nuovo statuto della Fondazione.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, viene stabilito che la FOM agisce quale persona giuridica di diritto pubblico, con autonomia statutaria e gestionale, perseguendo, senza fini di lucro, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale mauriziano, sia nelle sue componenti immobiliari e mobiliari, sia nella preservazione della conoscenza e della memoria e nel perseguimento degli interessi delle comunità e dei territori interessati, comprese le relative funzioni di beneficenza, istruzione e culto.

 

Carica da rinnovare e titolare uscente

Presidente

Licia Mattioli

Il 2 maggio 2026 è scaduto il mandato della presidente della Fondazione Licia Mattioli, nominata per un quadriennio con DPCM del 2 maggio 2022.

Sulla nomina della presidente Mattioli, con lettera del 30 marzo 2022, il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva richiesto l’espressione del parere parlamentare, che le Commissioni VII (Cultura) della Camera e 1ª (Affari costituzionali) del Senato avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 13 e del 21 aprile 2022.

Il consiglio di amministrazione è attualmente composto anche da Carlo Alberto Biggini e Luigi Chiappero (confermato per un secondo mandato), nominati per un quadriennio con DPCM del 9 agosto 2023 su indicazione rispettivamente del Ministro della cultura e del presidente della giunta della Regione Piemonte. Tali nomine non risultano essere state comunicate alle Camere.

Il 6 marzo 2023 erano scaduti i mandati di Paolo Biancone e dello stesso Chiappero quali componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione, nominati per un quadriennio con DPCM del 6 marzo 2019.

 

Scadenza

2 maggio 2026 (presidente)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare per il presidente, ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978.

Comunicazione alle Camere, ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i membri del consiglio di amministrazione.

 

Procedura di nomina

DPCM per il presidente.

DPCM su designazione, rispettivamente, del Ministro della cultura e del presidente della Regione Piemonte per i consiglieri di amministrazione.

 

Requisiti

Il presidente è nominato tra soggetti che abbiano maturato conoscenze in organi amministrativi e gestionali e siano in possesso di comprovata competenza ed esperienza negli ambiti della conservazione e valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura. I mandati sono tutti quadriennali e rinnovabili.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria della Fondazione Ordine mauriziano – FOM per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 9 luglio 2026, n. 135, si veda il Doc. XV, n. 622.

 

Garante per la protezione dei dati personali

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Pasquale Stanzione

29 luglio 2020

29 luglio 2027

7 anni

Vicepresidente

Ginevra Cerrina Feroni

Componenti

Agostino Ghiglia

carica vacante

19 gennaio 2026

 

 

Natura e funzioni dell’ente

Il Garante per la protezione dei dati personali è un’Autorità indipendente istituita dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675 – poi trasfusa nel Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – per assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e il rispetto della dignità nel trattamento dei dati personali.

I compiti del Garante sono definiti dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dal citato Codice, oltre che da ulteriori atti normativi italiani e internazionali.

L’Autorità vigila sulla conformità dei trattamenti di dati personali alla normativa, prescrivendo ai titolari e ai responsabili del trattamento le misure necessarie a garantire i diritti e le libertà fondamentali degli individui. In caso di violazioni può rivolgere ammonimenti, imporre limitazioni o il divieto di trattamento, ordinare la rettifica o la cancellazione dei dati e irrogare sanzioni pecuniarie. Esamina i reclami presentati dagli interessati e adotta i provvedimenti previsti dalla normativa di settore.

Svolge funzioni consultive e di impulso normativo, formulando pareri su proposte di atti normativi e amministrativi e segnalando al Parlamento e al Governo l’esigenza di interventi legislativi in materia. Collabora con le omologhe autorità europee garantendo l’applicazione coerente del Regolamento e partecipa alle attività di controllo sui principali sistemi informativi sovranazionali (Europol, Schengen, Visa Information System-VIS). Promuove la consapevolezza pubblica sulla protezione dei dati personali, con particolare attenzione alla tutela dei minori.

 

Carica da rinnovare

Un componente del collegio

Il 17 gennaio 2026 il componente del collegio del Garante Guido Scorza ha rassegnato le sue dimissioni a decorrere dal 19 gennaio 2026.

Si ricorda che il 14 luglio 2020, l’Assemblea della Camera e quella del Senato avevano eletto, con votazione a scrutinio segreto mediante schede, i quattro componenti del collegio per un mandato di sette anni. La Camera ha eletto Guido Scorza e Ginevra Cerrina Feroni, il Senato Agostino Ghiglia e Pasquale Stanzione. Il collegio si è insediato il successivo 29 luglio 2020, eleggendo Pasquale Stanzione (CV) come presidente e Ginevra Cerrina Feroni come vicepresidente.

Il 19 aprile 2019 nei siti internet della Camera, del Senato e del Garante era stato pubblicato l’avviso per la presentazione delle candidature a componente del collegio del Garante, ai fini dell’elezione di quattro componenti. Il termine per l’invio delle domande era stato fissato, in quella occasione, al 19 maggio 2019. Successivamente, il 7 ottobre 2019 sui medesimi siti internet era stato pubblicato un ulteriore avviso nel quale si invitavano gli interessati, che non avessero già provveduto entro il termine del 19 maggio 2019, ad inviare la propria candidatura dal 14 al 26 ottobre 2019.

Si rammenta che, in precedenza, il 28 luglio 2020 erano cessati gli incarichi di durata settennale del presidente Antonello Soro e dei componenti Giovanna Bianchi Clerici e Licia Califano. La vicepresidente Augusta Iannini aveva rassegnato le sue dimissioni il 25 giugno 2020. Soro e Bianchi Clerici erano stati eletti dalla Camera, mentre Iannini e Califano erano state elette dal Senato nelle rispettive sedute del 6 giugno 2012[11].

 

Cessazione

19 gennaio 2026 (un componente del collegio)

 

Procedura di nomina

Il Collegio è costituito da quattro componenti, eletti due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato, sulla base delle candidature pervenute nell’ambito di una procedura di selezione.

L’avviso relativo all’avvio della procedura deve essere pubblicato nei siti internet della Camera, del Senato e del Garante almeno sessanta giorni prima della nomina. Le candidature devono pervenire almeno trenta giorni prima della nomina e i curricula dei candidati sono pubblicati negli stessi siti. I componenti eleggono nel loro ambito il presidente, il cui voto prevale in caso di parità, e il vicepresidente.

 

Requisiti

Ai sensi dell’articolo 153 del citato decreto legislativo n. 196 del 2003:

·         le candidature possono essere avanzate da persone che assicurino indipendenza e che risultino di comprovata esperienza nel settore della protezione dei dati personali, con particolare riferimento alle discipline giuridiche o dell’informatica (comma 1);

·         la durata del mandato di componente è di sette anni non rinnovabili. Inoltre, il presidente e i componenti non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, anche non remunerata, essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire cariche elettive per tutta la durata del mandato (comma 3);

·       all’atto dell’accettazione della nomina il presidente e i componenti sono collocati fuori ruolo se dipendenti di pubbliche amministrazioni o magistrati in attività di servizio; se professori universitari di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni ai sensi dell’articolo 13 del DPR dell’11 luglio 1980, n. 382. Il personale collocato fuori ruolo o in aspettativa non può essere sostituito (comma 5).

 

Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – ISIN

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Direttore generale

Francesco Campanella

30 aprile 2024

30 aprile 2031

7 anni

Componenti della consulta

Francesco Giorgianni

Maria Siclari

carica vacante

10 giugno 2025

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – ISIN è l’autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione, indipendente ai sensi degli articoli 1 e 6 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45 che ha dato attuazione alle direttive 2009/71/Euratom e 2011/70/Euratom. L’Ispettorato – che ha personalità giuridica di diritto pubblico, opera in piena autonomia regolamentare, organizzativa, gestionale, amministrativa e contabile, con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è responsabile della sicurezza nucleare e della radioprotezione sul territorio nazionale – espleta le istruttorie connesse ai processi autorizzativi, le valutazioni tecniche, il controllo e la vigilanza delle installazioni nucleari non più in esercizio e in disattivazione, dei reattori di ricerca, degli impianti e delle attività connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, delle materie nucleari, della protezione fisica passiva delle materie e delle installazioni nucleari, delle attività d’impiego delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e di trasporto delle materie radioattive. Fornisce inoltre supporto ai ministeri competenti nell’elaborazione di atti di rango legislativo e alle autorità di protezione civile nel campo della pianificazione e della risposta alle emergenze nucleari e radiologiche; svolge le attività di controllo della radioattività ambientale previste dalla normativa vigente; assicura gli adempimenti dello Stato italiano agli obblighi derivanti dagli accordi internazionali sulle salvaguardie; assicura la rappresentanza dello Stato italiano nell’ambito delle attività svolte dalle organizzazioni internazionali e dall’Unione europea nelle materie di competenza; assicura la partecipazione ai processi internazionali e comunitari di valutazione della sicurezza nucleare degli impianti nucleari e delle attività di gestione del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi in altri paesi.

L’ISIN, infine, è punto di allertamento nazionale (national warning point) e autorità nazionale competente sulla pronta notifica e sull’assistenza in caso di un incidente nucleare o di una emergenza radiologica. Sono attribuite all’Ispettorato le funzioni ispettive per l’osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione.

 

Carica da rinnovare

Un componente della consulta

Nella riunione del 27 marzo 2026 il Consiglio dei ministri, in considerazione delle dimissioni presentate da Luca Desiata dall’incarico di componente esperto della consulta dell’Ente, ha deliberato, su proposta del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, l’avvio della procedura di decadenza dall’incarico e il contestuale avvio della procedura per la nomina di Giorgio Graditi a componente della medesima consulta.

Con lettera del 1° aprile 2026, il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto l’espressione del parere parlamentare sulla decadenza di Desiata e sulla proposta di nomina di Graditi.

 

Per quanto riguarda la decadenza, le Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) della Camera e l’8ª Commissione (Ambiente) del Senato hanno espresso parere favorevole nelle rispettive sedute del 29 aprile 2026. Nella riunione del 4 giugno 2026 il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione di decadenza di Desiata dall’incarico di componente della consulta.

Si ricorda al riguardo che Luca Desiata era stato dapprima dichiarato decaduto con delibera della consulta n. 5 del 10 giugno 2025 per sopraggiunta incompatibilità. Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 6, comma 10, del citato decreto legislativo n. 45 del 2014, i componenti della consulta decadono dall’incarico al venir meno dei requisiti. Tale circostanza viene accertata con DPR, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti.

 

Per quanto concerne la proposta di nomina di Graditi, nella seduta del 5 maggio 2026 l’8ª Commissione (Ambiente) del Senato ha espresso parere favorevole, mentre nella seduta del 7 maggio 2026 le Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) della Camera si sono pronunciate in senso contrario non essendo stata raggiunta la prescritta maggioranza assoluta dei componenti delle due Commissioni.

 

Si ricorda che, in precedenza, con distinti DPR del 30 aprile 2024, sono stati nominati, per un mandato di sette anni, Francesco Campanella (CV), quale direttore generale dell’Ispettorato, nonché i nuovi componenti della consulta Maria Siclari (con funzioni di coordinamento organizzativo), Francesco Giorgianni e lo stesso Desiata.

Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 15 aprile 2024, aveva deliberato su proposta del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica l’avvio delle procedure per la nomina. Con lettera del 16 aprile 2024 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto alle Camere il prescritto parere delle Commissioni permanenti. Le Commissioni 8ª (Ambiente) del Senato e VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) della Camera, dopo aver svolto un’audizione informale degli interessati, nelle rispettive sedute del 24 aprile 2024 hanno espresso parere favorevole con la prescritta maggioranza assoluta, ai sensi dell’articolo 6 del citato decreto legislativo n. 45 del 2014. Le nomine sono state deliberate in via definitiva dal Consiglio dei ministri nella riunione del 30 aprile 2024.

Si rammenta che il 15 novembre 2023 sarebbe dovuto scadere il mandato di Maurizio Pernice, che con DPR del 15 novembre 2016 era stato nominato direttore dell’Ispettorato per sette anni[12]. Con analogo decreto in pari data erano stati altresì nominati componenti della consulta dell’ISIN Stefano Laporta (con funzioni di coordinamento organizzativo interno), Laura Porzio e Vittorio d’Oriano, sempre per la durata di sette anni[13]. Le suddette nomine erano state deliberate in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 9 novembre 2016. Successivamente, l’articolo 12, comma 4, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215 aveva prorogato la durata degli organi dell’ISIN al 30 aprile 2024.

 

Decadenza

10 giugno 2025 (un componente della consulta)

 

Controllo parlamentare

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del decreto legislativo n. 45 del 2014.

 

Procedura di nomina

I tre componenti della consulta – al pari del direttore – sono nominati con DPR, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy, previo parere favorevole delle Commissioni parlamentari espresso a maggioranza assoluta dei componenti, in mancanza del quale – come specifica il citato comma 6 – le nomine non possono essere effettuate in nessun caso.

 

Requisiti

I mandati del direttore e dei componenti della consulta dell’Ispettorato durano sette anni e non sono rinnovabili.

Il direttore e i membri della consulta sono scelti tra persone di indiscussa moralità e indipendenza, di comprovata e documentata esperienza e professionalità ed elevata qualificazione e competenza nei settori della sicurezza nucleare, della radioprotezione, della tutela dell’ambiente e sulla valutazione di progetti complessi e di difesa contro gli eventi estremi naturali o incidentali.

Per almeno dodici mesi dalla cessazione dell’incarico, il direttore non può intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese operanti nel settore di competenza, né con le relative associazioni[14]. Se appartenente ai ruoli della pubblica amministrazione, il direttore dell’ISIN è collocato in posizione di fuori ruolo, aspettativa o analoga posizione per l’intera durata dell’incarico, anche in deroga all’ordinamento di appartenenza, mantenendo, a scelta dell’interessato, il trattamento economico complessivo in godimento.

Non può essere nominato direttore, né componente della consulta né può far parte dell’Ispettorato colui che eserciti, direttamente o indirettamente, attività professionale o di consulenza, o ricopra l’incarico di amministratore o dipendente di soggetti privati operanti nel settore ovvero incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici oppure abbia interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore o ricadenti nei casi di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.

Il direttore e i componenti della consulta decadono dall’incarico al venir meno dei requisiti testé illustrati, da accertarsi con DPR, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy, acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti.

 

Istituto italiano di studi germanici

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Luca Crescenzi

23 febbraio 2024

23 febbraio 2028

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Federico Niglia

23 febbraio 2024

23 febbraio 2028

Linda Di Gaetano

15 settembre 2026

15 settembre 2030

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Istituto italiano di studi germanici è un ente nazionale di ricerca a carattere non strumentale, disciplinato dall’articolo 1-quinquies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250. È dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia scientifica e culturale, organizzativa, patrimoniale, finanziaria e contabile in conformità al decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca.

Fondato nel 1931, l’Istituto si dedica all’Europa del Nord, promuovendo la conoscenza reciproca e la collaborazione scientifica fra l’Italia e la Germania, l’Austria, la Svizzera, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia, l’Islanda e i Paesi Bassi. Fornisce supporto e formazione ai ricercatori di area umanistica e i suoi ambiti di attività si sono estesi nel corso degli anni dalla letteratura alla linguistica, alla filosofia, alla storia, al cinema, al diritto e all’economia.

Nell’attuazione dei suoi compiti, favorisce forme di collaborazione tra gli enti di ricerca, le amministrazioni pubbliche e le strutture universitarie, promuovendo e coordinando progetti e cooperazioni a carattere nazionale ed internazionale, assumendo modelli organizzativi tendenti alla valorizzazione, partecipazione e rappresentanza dell’intera comunità scientifica di riferimento.

In particolare, secondo quanto previsto dallo statuto, ha la missione di svolgere ricerca scientifica nell’ambito delle conoscenze relative alla lingua, alla letteratura e alla cultura dei paesi di lingua tedesca e di lingue nordiche, nelle dinamiche dei vicendevoli apporti alla casa comune europea, promuovendo con metodi interculturali e interdisciplinari il confronto, nonché l’interazione fra le diverse tradizioni e prospettive di conoscenza, e in tal modo contribuendo allo sviluppo della ricerca e al progresso del sapere; promuove, realizza, coordina e concorre a iniziative e attività di studio sulla vita culturale, artistica, scientifica e socio-politica dei popoli dell’Europa centro-settentrionale e sui loro reciproci rapporti con la cultura italiana ed europea.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Una consigliera di amministrazione

Linda Di Gaetano

Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 15 settembre 2026 Linda Di Gaetano è stata nominata consigliera di amministrazione per un quadriennio in rappresentanza dei ricercatori e tecnologi dopo essere stata proclamata eletta, all’esito della relativa procedura, con decreto del presidente dell’Ente n. 2 del 19 marzo 2026. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 18 settembre 2026.

Il 31 marzo 2026 era cessato il mandato del vicepresidente del consiglio di amministrazione Bruno Berni, nominato componente dell’organo in rappresentanza dei ricercatori e dei tecnologi con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 10 agosto 2022, comunicato alle Camere con lettera dell’11 agosto 2022[15].

Per quanto riguarda gli altri membri del consiglio, si rammenta che con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 23 febbraio 2024 il mandato del presidente Luca Crescenzi (CV) è stato rinnovato e Federico Niglia è stato nominato componente del consiglio di amministrazione. Entrambi i mandati hanno durata quadriennale. Tali nomine sono state comunicate alle Camere con lettera del 26 febbraio 2024.

Il 28 novembre 2023 era scaduto il primo mandato di Luca Crescenzi, nominato presidente dell’Istituto per la durata di un quadriennio con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 28 novembre 2019, comunicato alle Camere con lettera del 17 dicembre 2019. Il 27 dicembre 2023 era altresì scaduto il mandato di Irene Bragantini, nominata componente del consiglio di amministrazione dell’Istituto con analogo DM del 27 dicembre 2019 per un quadriennio, su designazione del presidente del Consiglio universitario nazionale – CUN, previa consultazione della comunità scientifica. Tale nomina era stata comunicata alle Camere con lettera del 6 febbraio 2020.

 

Nomina

15 settembre 2026

 

Controllo parlamentare

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo n. 213 del 2009.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’università e della ricerca su designazione dello stesso Ministro, per il presidente e un consigliere, e su designazione dalla comunità scientifica o disciplinare di riferimento per un altro consigliere.

Ai fini della nomina dei presidenti e dei membri del consiglio di amministrazione di designazione governativa degli enti di ricerca, si rinvia al relativo tema web. In questa sede, si ricorda che nei consigli di amministrazione composti da tre consiglieri – come quello dell’Istituto in oggetto – due componenti, incluso il presidente, sono individuati dal Ministro, mentre il terzo è scelto direttamente dalla comunità scientifica o disciplinare di riferimento sulla base di una forma di consultazione definita negli statuti. Tutti durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.

L’articolo 7, comma 2, dello statuto dell’Istituto, così come approvato dal consiglio di amministrazione nella seduta del 30 aprile 2021, stabilisce che il terzo membro sia un ricercatore eletto dal personale di ruolo dell’Istituto medesimo, dai ricercatori appartenenti ad altri enti pubblici di ricerca che svolgono la loro attività scientifica in ambiti coerenti con le finalità scientifiche dell’Istituto e dagli associati all’Istituto stesso. La partecipazione all’elettorato attivo dei ricercatori esterni all’Ente appartenenti agli enti pubblici di ricerca e degli associati all’Istituto è subordinata alla richiesta da parte degli interessati, alla valutazione del consiglio scientifico dell’Ente e all’approvazione del consiglio di amministrazione. L’elettorato passivo spetta esclusivamente ai ricercatori e tecnologi dell’Ente. A tal proposito, si segnala che il Regolamento per la disciplina delle elezioni del rappresentante dei ricercatori e tecnologi in consiglio di amministrazione è stato emanato con delibera del consiglio medesimo n. 3 del 25 febbraio 2022.

I componenti del consiglio di amministrazione cessano dalla carica alla scadenza del mandato, fatte salve le proroghe previste dalla normativa vigente. Qualora, per qualsiasi motivo, cessino dalla carica prima della scadenza del mandato, oppure non partecipino a più di tre sedute consecutive, sono sostituiti secondo le medesime modalità previste per la nomina.

 

Requisiti

Il presidente è individuato tra persone di alta qualificazione scientifica ed esperienza ai vertici di enti o organismi pubblici o privati, operanti nel settore della cultura e della ricerca.

Per quanto riguarda i consiglieri eletti, come si è detto, l’elettorato passivo spetta esclusivamente ai ricercatori e tecnologi dell’Ente.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Istituto italiano di studi germanici per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 21 luglio 2026, n. 142, si veda il Doc. XV, n. 636.

 

Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Gabriele Fava

18 aprile 2024

18 aprile 2028

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Antonio Di Matteo

Micaela Gelera

Maria Luisa Gnecchi

Fabio Vitale

Presidente del CIV

Robertino Ghiselli

1° luglio 2022

1° luglio 2026

Vicepresidente del CIV

Guido Lazzarelli

Componenti del CIV

Francesco Rampi

Pierangelo Albini

Giorgio Cappelli

Angela Maria Caracciolo

Domenico Colaci

Ignazio Ganga

Riccardo Giovani

Fiorito Leo

Paolo Mattei

Rosario Giuseppe Meli

Giovanni Morleo

Gaetana Pagano

Valeria Picchio

Nicola Giancarlo Poggi

Gregorio Tito

Antonio Zampiga

Raffaele Lorusso

30 giugno 2022

fino alla scadenza del CIV

Anna Maria Bilato

20 ottobre 2023

Nazaro Pagano

22 marzo 2024

Domenico Proietti

9 maggio 2024

Alessandra Costante

30 settembre 2024

carica vacante

2 agosto 2024

carica vacante

22 dicembre 2025

 

Natura e funzioni dell’ente

L’INPS gestisce la quasi totalità della previdenza italiana, assicurando la maggior parte dei lavoratori autonomi e dei dipendenti del settore pubblico e privato. Svolge tale funzione provvedendo alla liquidazione e al pagamento delle pensioni e delle indennità di natura previdenziale e assistenziale. Per alcune di queste prestazioni l’INPS è coinvolto solo nella fase di erogazione, mentre per altre svolge tutto il procedimento di assegnazione.

L’INPS amministra anche la banca dati relativa al calcolo dell’ISEE, che permette di usufruire di alcune prestazioni sociali agevolate.

Per garantire il rispetto dei diritti previdenziali e assicurativi e le eque condizioni di concorrenza tra le imprese sul mercato, l’INPS ha anche compiti di vigilanza che viene svolta anche tramite le banche dati interne ed esterne.

Con l’acquisizione delle funzioni della gestione ex INPDAP, l’INPS eroga trattamenti pensionistici di fine servizio e rapporto e le prestazioni di carattere creditizio e sociale anche per dipendenti e pensionati pubblici.

 

Cariche da rinnovare

Presidente, vicepresidente e ventitré componenti del consiglio di indirizzo e vigilanza

Il 1° luglio 2026 è scaduto il mandato del consiglio di indirizzo e vigilanza (CIV) dell’Istituto, nominato per un quadriennio con DPCM del 1° giugno 2022 (successivamente integrato dal DM del 30 giugno 2022, dal DPCM del 20 ottobre 2023, nonché dai citati DPCM del 9 maggio 2024, 22 marzo 2024 e 30 settembre 2024), composto da Robertino Ghiselli (presidente), Guido Lazzarelli (vicepresidente), Pierangelo Albini, Paolo Mattei, Giorgio Cappelli, Giovanni Morleo, Angela Maria Caracciolo, Gaetana Pagano, Domenico Colaci, Valeria Picchio, Alessandra Costante, Nicola Giancarlo Poggi, Ignazio Ganga, Domenico Proietti, Riccardo Giovani, Fiorito Leo, Raffaele Lorusso, Rosario Giuseppe Meli, Antonio Zampiga, Anna Maria Bilato, Francesco Rampi, Gregorio Tito e Nazaro Pagano (per un totale di 23 membri e due vacanti).

Riguardo alle modifiche[16] nella composizione del CIV uscente, si rammenta che:

·         con DPCM del 30 settembre 2024 Alessandra Costante è stata nominata componente, su designazione della Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), in rappresentanza della categoria dei giornalisti, in sostituzione del dimissionario Tommaso Daquanno;

·         il 2 agosto 2024 è deceduta Claudia Trovato, nominata su designazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La relativa carica risulta pertanto vacante;

·         con DPCM del 9 maggio 2024, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa designazione della Unione Italiana del Lavoro (UIL), Domenico Proietti è stato nominato in sostituzione di Fabio Porcelli, dimissionario. Tale nomina è stata comunicata al Parlamento con lettera della Presidenza del Consiglio dei ministri del 20 maggio 2024;

·         con DPCM del 22 marzo 2024 Nazaro Pagano è stato nominato quale rappresentante designato d’intesa dall’Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili APS-ETS (ANMIC), dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti ETS-APS (UICI), dall’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi ETS-APS (ENS) e dall’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettiva e disturbi del neuro sviluppo ETS-APS (ANFFAS Nazionale), sulla base di quanto disposto dall’articolo 17-ter del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145[17];

·         il 22 dicembre 2025 sono diventate effettive le dimissioni della componente del consiglio Maria Magri.

Per quanto concerne il consiglio di amministrazione dell’Istituto, si rammenta che con DPR del 9 febbraio 2024 Gabriele Fava (CV) è stato nominato presidente per la durata di un quadriennio a decorrere dalla data di insediamento del consiglio di amministrazione, avvenuto il 18 aprile 2024.

Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 19 dicembre 2023, aveva avviato, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, la procedura di nomina di Fava a presidente. Con lettera del 21 dicembre 2023 il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva quindi richiesto il prescritto parere parlamentare che le Commissioni 10ª (Affari sociali) del Senato e XI (Lavoro) della Camera nelle rispettive sedute del 17 e 18 gennaio 2024, avevano espresso in senso favorevole, dopo aver proceduto all’audizione del candidato. Infine, il Consiglio dei ministri, nella riunione del 31 gennaio 2024, aveva deliberato in via definitiva la nomina di Fava.

In precedenza l’Istituto era guidato da Micaela Gelera, nominata commissario straordinario dell’Istituto con DPCM del 15 giugno 2023, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, a decorrere dalla data del medesimo decreto e per la durata necessaria all’adozione delle modifiche dell’organizzazione dell’Istituto e, in ogni caso, fino alla nomina dei nuovi organi.

Il 21 maggio 2023 era infatti scaduto il mandato del presidente Pasquale Tridico, nominato, per un quadriennio, con DPR del 22 maggio 2019. Sulla proposta di nomina la 11ª Commissione (Lavoro) del Senato e la XI Commissione (Lavoro) della Camera avevano espresso parere favorevole, rispettivamente nelle sedute del 9 e 15 maggio 2019.

Si segnala, inoltre, che con DPCM del 13 marzo 2024 erano stati nominati, per un quadriennio, componenti del consiglio di amministrazione Antonio Di Matteo, Micaela Gelera, Maria Luisa Gnecchi e Fabio Vitale a decorrere dalla data di insediamento dell’organo, avvenuto il 18 aprile 2024. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 16 aprile 2024.

Da ultimo, si rammenta che i precedenti membri del consiglio di amministrazione (insediatosi il 15 aprile 2020) erano Rosario De Luca (che ha poi rassegnato le sue dimissioni il 25 ottobre 2022), Roberto Lancellotti e Patrizia Tullini. Tali nomine, disposte con DPCM del 16 dicembre 2019 per un quadriennio, non risultano comunicate alle Camere. Era inoltre componente del consiglio anche la vicepresidente dell’Istituto, Maria Luisa Gnecchi, nominata con DPCM del 24 febbraio 2020, previo parere favorevole della XI Commissione (Lavoro) della Camera e della 11ª Commissione (Lavoro) del Senato espresso nelle rispettive sedute del 19 dicembre 2019.

 

Scadenza

1° luglio 2026 (consiglio di indirizzo e vigilanza)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 479 del 1994 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i membri del consiglio di amministrazione e del consiglio di indirizzo e vigilanza.

 

Procedura di nomina

DPR su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze per il presidente.

DPCM su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per il consiglio di amministrazione e il consiglio di indirizzo e vigilanza; quest’ultimo elegge tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti il proprio presidente.

 

Requisiti

L’articolo 3 del citato decreto legislativo n. 479 del 1994 prevede che:

·         il presidente sia individuato tra persone di comprovata competenza e professionalità, con specifica esperienza nonché di indiscussa moralità e indipendenza, nel rispetto dei criteri di imparzialità e garanzia;

·         il consiglio di amministrazione sia composto dal presidente dell’Istituto, che lo presiede, e da quattro membri, scelti tra persone di comprovata competenza e professionalità, con specifica esperienza nonché di indiscussa moralità e indipendenza, nel rispetto dei criteri di imparzialità e garanzia;

·         il presidente e i consiglieri durino in carica quattro anni a decorrere dalla data di insediamento e che possano essere rinnovati una sola volta, anche non consecutiva. Resta fermo che tali organi cessano dalle funzioni allo scadere del quadriennio, ancorché siano stati nominati nel corso di esso, in sostituzione di altri dimissionari, decaduti dalla carica o deceduti.

Per quanto riguarda invece il CIV, si tratta di un organo collegiale che individua le linee di indirizzo generale e gli obiettivi strategici dell’INPS e approva il bilancio predisposto dal presidente dell’Istituto. È composto da 24 membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi, a cui si aggiunge un membro che partecipa alle sedute aventi ad oggetto l’esame di questioni inerenti alle materie di natura assistenziale per le persone con disabilità ai sensi del citato articolo 17-ter del decreto-legge n. 145 del 2023. Resta in carica 4 anni e al suo interno nel corso della prima seduta elegge il proprio presidente individuato tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 9 febbraio 2026, n. 25, si veda il Doc. XV, n. 536.

 

Istituto nazionale di ricerca metrologica – INRiM

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Pietro Asinari

3 aprile 2025

3 aprile 2029

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Marco Genovese

23 giugno 2026

23 giugno 2030

Giovanni Betta

6 luglio 2022

6 luglio 2026

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRiM) è un ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero dell’università e della ricerca, avente il compito di svolgere e promuovere attività di ricerca scientifica nei campi della metrologia.

Istituito dal decreto legislativo 21 gennaio 2004, n. 38, svolge altresì funzioni di istituto metrologico primario, valorizza, diffonde e trasferisce le conoscenze acquisite nella scienza delle misure e nella ricerca sui materiali, allo scopo di favorire lo sviluppo del sistema Italia nelle sue varie componenti. Inoltre, realizza, mantiene e sviluppa i campioni di riferimento nazionali delle sette unità di base del Sistema internazionale di unità di misura (SI) – metro, chilogrammo, secondo, ampere, kelvin, mole e candela – e delle rispettive unità derivate. Attraverso tali campioni garantisce l’affidabilità delle misure a livello nazionale e la loro comparabilità a livello internazionale. L’Istituto opera a sostegno del Sistema nazionale di taratura, garantendo la qualità dei riferimenti metrologici e curando la disseminazione dei campioni nazionali delle unità di misura.

Secondo quanto previsto dallo statuto, l’INRiM partecipa come membro ai lavori degli organismi tecnici della Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM) contribuendo a definire le strategie e i programmi di ricerca a lungo termine della metrologia internazionale e aderisce alle associazioni costituite dagli Istituti metrologici nazionali per lo sviluppo coordinato delle attività della metrologia.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Un consigliere di amministrazione

Marco Genovese

 

Carica da rinnovare e titolare uscente

Un consigliere di amministrazione

Giovanni Betta

Il 6 luglio 2026 è scaduto il mandato del consigliere Giovanni Betta nominato per un quadriennio con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 6 luglio 2022, essendo stato ritenuto nella rosa di candidati proposta dal comitato di selezione quello più idoneo a ricoprire l’incarico. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera dell’8 luglio 2022. Si segnala che in data 1° agosto 2026 è stato pubblicato sul sito dell’Istituto un avviso per la candidatura a componente del consiglio di amministrazione.

Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 23 giugno 2026 Marco Genovese è stato nominato consigliere di amministrazione per un quadriennio. Genovese è stato eletto in rappresentanza della comunità scientifica e disciplinare di riferimento dell’Istituto. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 30 giugno 2026. Si ricorda che il 17 febbraio 2026 era stato pubblicato sul sito l’avviso pubblico per presentazione delle candidature a componente del consiglio di amministrazione dell’Ente.

L’8 aprile 2026 era scaduto il mandato del consigliere di amministrazione Vito Fernicola nominato – all’esito della procedura elettorale prevista dallo statuto in rappresentanza della comunità scientifica e disciplinare di riferimento – per un secondo mandato quadriennale con decreto del Ministro dell’università e della ricerca dell’8 aprile 2022. Tale nomina era stata comunicata con lettera del 7 settembre 2022. Fernicola aveva in precedenza svolto un primo mandato essendo stato nominato con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 27 marzo 2018.

Si rammenta che il consiglio di amministrazione è attualmente composto anche da Pietro Asinari (CV), nominato presidente dell’Istituto per un quadriennio con il decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 3 aprile 2025. Tale nomina è stata comunicata con lettera del 9 aprile 2025. Si ricorda che il 19 febbraio 2025 era scaduto il mandato del presidente Diederik Sybolt Wiersma, confermato per un quadriennio con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 19 febbraio 2021. Tale nomina era stata comunicata alle Camere con lettera del 12 aprile 2021. Wiersma era stato nominato presidente con il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 18 maggio 2016 per un primo mandato quadriennale, poi prorogato fino al 31 gennaio 2021 ai sensi del comma 2 dell’articolo 100 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 in seguito all’emergenza pandemica da Covid-19. Anche la prima nomina era stata comunicata alle Camere con lettera del 19 maggio 2016.

Si segnala che la presidenza di questo Ente rientra tra quelle per cui il Ministero vigilante aveva previsto, mediante un apposito avviso, pubblicato sul proprio sito internet il 23 dicembre 2024, la possibilità di inviare una manifestazione di interesse a ricoprire il suddetto incarico entro il 31 gennaio 2025.

 

Decorrenza nomina

23 giugno 2026 (un consigliere di amministrazione)

 

Scadenza

6 luglio 2026 (un consigliere di amministrazione)

 

Controllo parlamentare

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’università e della ricerca su designazione dello stesso Ministro per il presidente e un consigliere e su designazione dalla comunità scientifica o disciplinare di riferimento per un altro consigliere.

Lo statuto prevede inoltre che il terzo consigliere rappresentante della comunità scientifica e disciplinare di riferimento sia individuato mediante selezione effettuata da un apposito comitato di selezione composto da cinque personalità, esterne all’Istituto, di chiara fama e competenza nei settori ricompresi nel perimetro della ricerca costitutiva della metrologia. Il predetto comitato è nominato sei mesi prima della scadenza del consiglio di amministrazione con delibera del consiglio medesimo, su proposta del presidente, e provvede a individuare una rosa di candidati, non inferiore a tre e non superiore a cinque, tra i quali verrà effettuata la scelta del consigliere mediante una procedura elettorale trasparente, il cui elettorato attivo è costituito dal personale di ruolo dell’Istituto in organico alla data di nomina del comitato. Il comitato, che costituisce un collegio perfetto e i cui componenti non possono essere selezionati per la nomina a consigliere, fissa con avviso pubblico le modalità e i termini per la presentazione delle candidature, informa i propri lavori al principio di pubblicità e trasparenza.

Per approfondimenti sulla disciplina generale concernente le procedure di nomina degli organi degli enti pubblici di ricerca si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

Il comma 2 dell’articolo 6 dello statuto prevede che il presidente sia scelto tra personalità di alta qualificazione scientifica e con pluriennale esperienza nella gestione di enti e istituti complessi sia pubblici sia privati, nazionali e internazionali nel settore della ricerca.

Il comma 2 dell’articolo 7 dello statuto prevede che i membri del consiglio di amministrazione siano scelti tra personalità di alta qualificazione tecnico-scientifica nei campi di attività dell’Istituto.

Il presidente e i membri del consiglio di amministrazione durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica – INRiM per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 23 luglio 2026, n. 162, si veda il Doc. XV, n. 638.

 

Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – INAIL

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Fabrizio D’Ascenzo

24 aprile 2024

24 aprile 2028

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Danilo Battista

Nunzia Catalfo

Caterina Grillone

Maurizio Giuseppe Millico

Presidente del CIV

Guglielmo Loy

8 luglio 2022

8 luglio 2026

Vicepresidente del CIV

Fabio Pontrandolfi

Componenti del CIV

Roberto Bussolotti

Sebastiano Calleri

Roberto Caponi

Angelo Emilio Colombini

Emidio Deandri

Giulia Dongiovanni

Francesca Ferrocci

Cinzia Frascheri

Barbara Gatto

Giovanni Luciano

Romano Magrini

Giorgia Marchioro

Sabina Valentini

Laura Bernini

29 novembre 2023

fino alla scadenza del CIV

Fabrizio Potetti

25 maggio 2025

 

 

Natura e funzioni dell’ente

L’INAIL è un ente pubblico non economico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Persegue gli obiettivi di assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio e di garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro.

Per contribuire alla riduzione del fenomeno infortunistico, inoltre, l’Istituto adotta iniziative mirate al monitoraggio dell’occupazione e degli infortuni, alla formazione delle piccole e medie imprese in materia di prevenzione, al sostegno delle imprese che investono sulla sicurezza dei lavoratori, nonché alla ricerca finalizzata alla prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.

La governance dell’INAIL è regolata dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479.

 

Cariche da rinnovare

Diciassette componenti del consiglio di indirizzo e vigilanza

L’8 luglio 2026 è scaduto il mandato del consiglio di indirizzo e vigilanza (CIV) dell’Istituto nominato per un quadriennio con DPCM del 26 maggio 2022 (successivamente integrato dai DPCM del 31 ottobre 2023 e 22 maggio 2025) e che risultava composto da Guglielmo Loy (presidente), Fabio Pontrandolfi (vice presidente), Laura Bernini, Roberto Bussolotti, Sebastiano Calleri, Roberto Caponi, Angelo Emilio Colombini, Emidio Deandri, Giulia Dongiovanni, Francesca Ferrocci, Cinzia Frascheri, Barbara Gatto, Giovanni Luciano, Romano Magrini, Giorgia Marchioro, Sabina Valentini e Fabrizio Potetti.

Riguardo alle modifiche[18] nella composizione del CIV uscente, si rammenta che:

·         con DPCM del 22 maggio 2025 Fabrizio Potetti è stato nominato componente del CIV dell’Istituto, in sostituzione di Barbara Orlandi, che aveva rassegnato le proprie dimissioni a decorrere dal 1° gennaio 2025. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 29 maggio 2025;

·         con DPCM del 31 ottobre 2023 Laura Bernini è stata nominata componente del CIV in sostituzione di Marco Abatecola, che il 15 settembre 2023 aveva rassegnato le proprie dimissioni. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 10 novembre 2023.

Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, si rammenta che con DPR del 9 febbraio 2024 Fabrizio D’Ascenzo (CV) è stato nominato presidente dell’Istituto per un quadriennio a decorrere dalla data di insediamento del consiglio di amministrazione, avvenuta nella riunione del 24 aprile 2024.

Il Consiglio dei ministri nella riunione del 19 dicembre 2023 ha avviato, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, la procedura di nomina di D’Ascenzo a presidente dell’Istituto. Quindi, con lettera del 21 dicembre 2023 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto il prescritto parere parlamentare che le Commissioni 10ª (Affari sociali) del Senato e XI (Lavoro) della Camera, nelle rispettive sedute del 17 e 18 gennaio 2024, hanno espresso in senso favorevole, dopo aver proceduto all’audizione del candidato. Infine, il Consiglio dei ministri nella riunione del 31 gennaio 2024 ha deliberato in via definitiva la nomina di D’Ascenzo.

Si ricorda che, in precedenza, lo stesso D’Ascenzo era stato nominato commissario straordinario con DPCM del 15 giugno 2023, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Tale nomina, che non risulta essere stata comunicata alle Camere, è stata disposta, nelle more della riorganizzazione dell’Istituto prevista dall’articolo 1 del decreto-legge 10 maggio 2023, n. 51, per la durata necessaria all’adozione delle modifiche all’organizzazione dell’Ente e, in ogni caso, fino alla nomina dei nuovi organi.

Si segnala, inoltre, che con il DPCM del 13 marzo 2024 Danilo Battista, Nunzia Catalfo, Caterina Grillone e Maurizio Giuseppe Millico sono stati nominati componenti del consiglio di amministrazione dell’Istituto per un quadriennio. Tali nomine sono state comunicate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con lettera del 16 aprile 2024.

 

Scadenza

8 luglio 2026 (consiglio di indirizzo e vigilanza)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 e dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 479 del 1994 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i membri del consiglio di amministrazione e del consiglio di indirizzo e vigilanza.

 

Procedura di nomina

DPR su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze per il presidente.

DPCM su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per il consiglio di amministrazione e il consiglio di indirizzo e vigilanza; quest’ultimo elegge tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti il proprio presidente.

 

Requisiti

L’articolo 3 del citato decreto legislativo n. 479 del 1994 stabilisce che:

·         il presidente sia individuato tra persone di comprovata competenza e professionalità, con specifica esperienza nonché di indiscussa moralità e indipendenza, nel rispetto dei criteri di imparzialità e garanzia;

·         il consiglio di amministrazione sia composto dal presidente dell’Istituto, che lo presiede e da quattro membri scelti tra persone di comprovata competenza e professionalità, con specifica esperienza nonché di indiscussa moralità e indipendenza, nel rispetto dei criteri di imparzialità e garanzia;

·         il presidente e i consiglieri durino in carica quattro anni a decorrere dalla data di insediamento e che possano essere rinnovati una sola volta, anche non consecutiva. Resta fermo che tali organi cessano dalle funzioni allo scadere del quadriennio, ancorché siano stati nominati nel corso di esso, in sostituzione di altri dimissionari, decaduti dalla carica o deceduti.

Per quanto riguarda invece il CIV si tratta di un organo collegiale che definisce i programmi e individua le linee di indirizzo dell’Ente. I 17 componenti del CIV durano in carica quattro anni, possono essere confermati una sola volta e cessano dalle funzioni allo scadere del quadriennio, ancorché siano stati nominati nel corso di esso in sostituzione di altri membri dimissionari, decaduti o deceduti. Ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo n. 479 del 1994, uno dei componenti è nominato in rappresentanza dell’Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro (ANMIL), mentre i restanti membri sono nominati in rappresentanza delle confederazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – INAIL per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 25 marzo 2026, n. 60, si veda il Doc. XV, n. 548.

 

Istituto superiore di sanità – ISS

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Rocco Domenico Alfonso Bellantone

19 dicembre 2023

19 dicembre 2027

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Luca Brunese

22 marzo 2024

22 marzo 2028

Claudio Borghi

Luigi Genesio Icardi

Simone Macrì

26 giugno 2026

fino alla scadenza del consiglio di amministrazione

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Istituto superiore di sanità ISS, ai sensi di quanto previsto dal DPR del 20 gennaio 2001, n. 70, è un ente di diritto pubblico, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e contabile, vigilato dal Ministero della salute.

È organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale e persegue la tutela della salute pubblica, in particolare attraverso lo svolgimento delle funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, regolazione e formazione per quanto concerne la salute pubblica. Di esso si avvalgono il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. È ricompreso tra gli enti di ricerca di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218. Le funzioni e l’organizzazione dell’Istituto sono disciplinate attraverso lo statuto, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli da 1 a 8 del decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106 e dall’articolo 9 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Un consigliere di amministrazione

Simone Macrì

Con decreto del Ministro della salute del 26 giugno 2026 Simone Macrì è stato nominato consigliere di amministrazione quale rappresentante dei ricercatori e dei tecnologi in sostituzione di Maria Luisa Scattoni, decaduta per incompatibilità sopravvenuta. Il mandato di Macrì durerà fino alla naturale scadenza del consiglio di amministrazione.

Si ricorda che con decreto del Ministro della salute del 22 marzo 2024 era stato ricostituito il consiglio di amministrazione dell’Istituto per un quadriennio. Oltre al presidente Rocco Domenico Alfonso Bellantone (CV), sono stati nominati la citata Maria Luisa Scattoni e Luca Brunese (designato dal Ministro della salute), oltre a Claudio Borghi (designato dal Ministro dell’università e della ricerca) e Luigi Genesio Icardi (designato dalla Conferenza unificata). Tali nomine non risultano comunicate alle Camere.

Si rammenta altresì che in esito alla approvazione del nuovo statuto dell’Istituto, con decreto del Ministro della salute del 1° febbraio 2023 si era proceduto alla nomina dei componenti del nuovo consiglio di amministrazione. Allora furono nominati i citati Claudio Borghi e Luigi Genesio Icardi, assieme a Giovanni Zotta (designato in rappresentanza del Ministero della salute) e Francesca Cirulli (in rappresentanza dei ricercatori e tecnologi)[19].

Con DPCM del 19 dicembre 2023 Rocco Domenico Alfonso Bellantone è stato nominato presidente dell’Istituto per un quadriennio.

Il 21 settembre 2023, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina a presidente dell’Istituto di Bellantone, che era stato designato, con nota dell’11 settembre 2023, dal Ministro della salute. Le Commissioni 10ª (Affari sociali) del Senato e XII (Affari sociali) della Camera hanno espresso parere favorevole sulla suddetta proposta rispettivamente il 4 e l’11 ottobre 2023.

Si ricorda che con DM dell’11 settembre 2023 il Ministro della salute aveva nominato lo stesso Bellantone commissario straordinario dell’Istituto per un periodo di sei mesi e comunque sino alla nomina del nuovo presidente dell’Istituto.

La nomina a commissario straordinario era stata disposta ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera e), del citato decreto legislativo n. 106 del 2012, a norma del quale lo statuto dell’Istituto stabilisce che, in caso di mancata costituzione degli organi o in caso di loro impossibilità di funzionamento, il Ministro della salute nomini, con proprio decreto, un commissario straordinario, per un periodo massimo di dodici mesi, che assume i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e che, entro tale periodo, siano nominati gli organi di amministrazione.

Si rammenta inoltre che il 14 giugno 2023 sul portale istituzionale del Ministero della salute e su quello dell’ISS era stato pubblicato l’invito a presentare manifestazione di interesse per la proposta di nomina a presidente dell’Istituto. Il Ministro della salute con DM del 26 luglio 2023 aveva pertanto nominato la Commissione per l’esame delle manifestazioni di interesse pervenute per la proposta di nomina del presidente. All’esito dei propri lavori, tale Commissione aveva individuato una rosa di candidati ritenuti più idonei a ricoprire l’incarico. Con nota dell’11 settembre 2023, il Ministro della salute aveva proposto al Presidente del Consiglio il nominativo di Bellantone.

Si ricorda infine che il 29 luglio 2023 era scaduto il mandato di Silvio Brusaferro quale presidente dell’Istituto, nominato con DPCM del 29 luglio 2019 per la durata di quattro anni. Con lettera del 18 giugno 2019, il Presidente del Consiglio dei ministri aveva richiesto alle Camere il prescritto parere, che la XII Commissione (Affari sociali) della Camera e la 12ª Commissione (Igiene e sanità) del Senato, rispettivamente nelle sedute del 3 e del 4 luglio 2019, avevano espresso in senso favorevole.

 

Decorrenza nomina

26 giugno 2026 (un consigliere di amministrazione)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i membri del consiglio di amministrazione.

 

Procedura di nomina

DPCM su proposta del Ministro della salute per il presidente.

Si rammenta che il consiglio di amministrazione, che dura in carica quattro anni, è nominato dal Ministro della salute ed è composto, ai sensi dell’articolo 5 dello statuto dell’Istituto, da cinque membri. Oltre al presidente, ne fanno parte: un rappresentante dei ricercatori e tecnologi dell’Istituto, eletto dai ricercatori e tecnologi dell’Istituto medesimo secondo le modalità stabilite nell’apposito regolamento elettorale di cui alla deliberazione n. 7 della seduta del consiglio di amministrazione dell’Ente del 30 marzo 2022; tre esperti di alta e riconosciuta professionalità nelle materie tecnico-scientifiche e giuridiche che rientrano nell’ambito delle attribuzioni dell’Istituto, documentata attraverso la presentazione di curricula, designati dal Ministro della salute, dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e dal Ministro dell’università e della ricerca.

 

Requisiti

L’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo n. 106 del 2012 stabilisce che il presidente dell’Istituto sia scelto tra personalità appartenenti alla comunità scientifica e provvisto di alta e riconosciuta professionalità, documentata attraverso la presentazione di curricula, in materia di ricerca e sperimentazione nei settori di attività dell’Istituto medesimo.

La norma precisa inoltre che il nominato, se professore universitario, sia collocato in aspettativa ai sensi dell’articolo 12 del DPR del 11 luglio 1980, n. 382. Qualora sia invece dipendente di pubbliche amministrazioni è collocato in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianità di servizio.

Analoghe disposizioni sono previste all’articolo 4 dello statuto dell’Istituto.

Si ricorda inoltre che, ai sensi dell’articolo 6, commi 1 e 2, del citato decreto legislativo n. 106 del 2012, il presidente dell’Istituto non può essere amministratore o dipendente di società, né ricoprire incarichi retribuiti anche di consulenza, mentre i componenti del consiglio di amministrazione non possono essere amministratori o dipendenti di società che partecipino a programmi di ricerca nei quali è presente l’Istituto.

Il presidente dura in carica quattro anni e può essere confermato una sola volta.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria dell’Istituto superiore di sanità per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 12 maggio 2026, n. 85, si veda il Doc. XV, n. 579.

 

Lega navale italiana – LNI

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Giuseppe De Giorgi

in corso di perfezionamento

3 anni

Donato Marzano

25 ottobre 2023

24 ottobre 2026

Vicepresidente

Paolo Gregoretti

in corso di perfezionamento

Luciano Magnanelli

15 febbraio 2024

24 ottobre 2026

fino alla scadenza del mandato del presidente

Componenti del consiglio direttivo

Massimo Comelato

7 marzo 2024

Carola De Fazio

Adele Mattioli

Marco Mazzucchelli

Flavio Musolino

Domenico Romanò

Giuseppe Tisci

Roberto Bottazzi Schenone

30 novembre 2024

 

 

Natura e funzioni dell’ente

La Lega navale italiana - LNI è un ente di diritto pubblico non economico, a base associativa e senza finalità di lucro, avente lo scopo di diffondere nella popolazione, quella giovanile in particolare, lo spirito marinaro, la conoscenza dei problemi marittimi e l’impegno per la tutela dell’ambiente marino e delle acque interne. La legge 20 marzo 1975, n. 70 ha incluso l’Ente, fondato nel 1897, tra gli enti pubblici preposti a servizi di pubblico interesse. L’organizzazione interna e il funzionamento sono disciplinati dagli articoli da 65 a 72 del DPR del 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare) e dallo statuto dell’Ente (approvato con il DM del 21 maggio 2012).

La LNI è sottoposta alla vigilanza del Ministero della difesa e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i profili di rispettiva competenza.

 

Cariche da rinnovare e soggetti proposti

Presidente

Giuseppe De Giorgi

 

Vicepresidente

Paolo Gregoretti

 

Cariche da rinnovare e titolari uscenti

Presidente

Donato Marzano

 

Vicepresidente

Luciano Magnanelli

 

Otto componenti del consiglio direttivo

Con lettera del 5 agosto 2026, il Ministro della difesa ha richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina di Paolo Gregoretti a vicepresidente. Tale proposta di nomina è stata assegnata alle Commissioni 3ª (Affari esteri e difesa) del Senato e IV (Difesa) della Camera che, nelle rispettive sedute del 15 e del 23 settembre 2026, hanno espresso parere favorevole.

Nella riunione del 24 aprile 2026 il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura per la nomina di Giuseppe De Giorgi a presidente della Lega navale. Con lettera del 29 aprile 2026 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina, che le Commissioni 3ª (Affari esteri e difesa) del Senato e IV (Difesa) della Camera hanno espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 12 maggio e del 16 giugno 2026. Nella riunione del 22 giugno 2026, il Consiglio dei ministri ha deliberato in via definitiva la nomina, a decorrere dal 25 ottobre 2026.

Il 24 ottobre 2026 scadrà il consiglio direttivo nazionale dell’Ente, che risulta attualmente composto:

·         dal presidente Donato Marzano (CV) confermato per un triennio nell’incarico con DPR del 25 ottobre 2023. Con lettera del 21 settembre 2023 il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare di Marzano, sulla quale le Commissioni 3a (Affari esteri e difesa) del Senato e IV (Difesa) della Camera avevano espresso parere favorevole rispettivamente nelle sedute del 4 e del 17 ottobre 2023. La procedura per la conferma di Marzano alla presidenza della Lega è stata avviata e conclusa, rispettivamente, nelle riunioni del Consiglio dei ministri del 18 settembre e del 23 ottobre 2023;

·         dal vicepresidente Luciano Magnanelli confermato nell’incarico con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 15 febbraio 2024 fino al 24 ottobre 2026, data di scadenza del mandato del presidente. Il Ministro della difesa, con lettera del 28 dicembre 2023, aveva chiesto il parere parlamentare sulla nomina di Magnanelli, che le Commissioni 3ª (Affari esteri e difesa) del Senato e IV (Difesa) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 16 e 24 gennaio 2024;

·         dai componenti Domenico Romanò, Marco Mazzucchelli, Carola De Fazio, Giuseppe Tisci, Massimo Comelato, Adele Mattioli e Flavio Musolino nominati con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 7 marzo 2024, fino al 24 ottobre 2026, data di scadenza del mandato del presidente. Il suddetto decreto ministeriale di nomina non risulta comunicato alle Camere;

·         dal componente Roberto Bottazzi Schenone, nominato con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 9 dicembre 2024 fino al 24 ottobre 2026, in sostituzione di Giuseppe Cannatà, nominato col citato DM del 7 marzo 2024 e collocato nella riserva a decorrere dal 30 novembre 2024. Il suddetto decreto ministeriale di nomina non risulta comunicato alle Camere.

Si rammenta che l’8 luglio 2023 erano scaduti gli incarichi di Roberto Recchia, Domenico Romanò, Davide Strukelj, Umberto Verna, Raffaele Mancuso, Fabrizio Monacci, Roberto Galasso e Alfredo Vaglieco quali componenti del consiglio direttivo nazionale della Lega navale, nominati con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 14 ottobre 2020. Tutte le suddette nomine avevano durata triennale, a decorrere dall’8 luglio 2020.

 

Nomina

In corso di perfezionamento (presidente e vicepresidente)

 

Scadenza

24 ottobre 2026 (presidente, vicepresidente e consiglio direttivo)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente e il vicepresidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i componenti del consiglio direttivo.

 

Procedura di nomina

DPR, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Capo di stato maggiore della Marina militare, per il presidente.

Decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Capo di stato maggiore della Marina militare, per il vicepresidente.

Per il consiglio direttivo si provvede invece con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; i componenti sono nominati uno su designazione del Ministero della difesa e uno su designazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, mentre sei rappresentanti delle sezioni sono statutariamente eletti assicurando un’equa rappresentanza regionale.

 

Requisiti

Non sono previsti requisiti specifici per l’accesso alle cariche. Il presidente, il vicepresidente e il consiglio direttivo nazionale restano in carica tre anni e possono essere riconfermati una sola volta.

 

Opera nazionale per i figli degli aviatori – ONFA

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Basilio Di Martino

25 ottobre 2023

24 ottobre 2026

3 anni

Consiglieri di amministrazione

Alberto Surace

4 dicembre 2023

3 dicembre 2026

Natalya Kucheryavenko

Roberto Massarotto

3 giugno 2025

fino alla scadenza del consiglio di amministrazione

Roberto Carpentieri

16 marzo 2026

 

Natura e funzioni dell’ente

Gli articoli da 54 a 58 del DPR del 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare) e lo statuto (approvato con DM del 13 gennaio 2011), oltre a regolarne l’organizzazione interna e il funzionamento, stabiliscono che l’Opera nazionale per i figli degli aviatori è ente di diritto pubblico, dotato di autonomia amministrativa, finanziaria e contabile, posto sotto la vigilanza del Ministero della difesa. Provvede, nell’interesse dell’Aeronautica militare, all’assistenza a livello nazionale degli orfani del personale militare dell’Aeronautica medesima, al fine di contribuire alla piena realizzazione nei loro confronti dei diritti costituzionali. Il DPR del 1° aprile 1978, n. 243 ha dichiarato l’Opera ente necessario ai fini dello sviluppo economico, civile, culturale e democratico del Paese, includendolo nella II sezione della tabella allegata alla legge 20 marzo 1975 n. 70.

 

Cariche da rinnovare e titolari uscenti

Presidente

Basilio Di Martino

 

Quattro consiglieri di amministrazione

Alberto Surace, Natalya Kucheryavenko, Roberto Massarotto e Roberto Carpentieri

Il 24 ottobre 2026 scadrà il mandato del presidente dell’Opera Basilio Di Martino (CV), nominato presidente per un triennio con DPR del 25 ottobre 2023. Con lettera del 29 settembre 2023, il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina di Di Martino. Tale nomina era stata deliberata in via preliminare dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della difesa nella riunione del 27 settembre 2023 e in via definitiva il 23 ottobre 2023. Le Commissioni 3ª (Affari esteri e difesa) del Senato e IV (Difesa) della Camera avevano espresso parere favorevole nelle rispettive sedute dell’11 e 18 ottobre 2023.

Il 3 dicembre 2026 scadrà altresì il consiglio di amministrazione dell’Ente, che risulta attualmente composto da:

·         Alberto Surace e Natalya Kucheryavenko nominati per un triennio con decreto del Ministro della difesa del 4 dicembre 2023;

·         Roberto Massarotto nominato con decreto del Ministro della difesa del 23 giugno 2025 a decorrere dal 3 giugno 2025 e fino alla scadenza dell’organo (3 dicembre 2026). Tale nomina si è resa necessaria, come si legge nelle premesse del predetto DM, in seguito alla “destinazione ad altro incarico” di Mauro Gnutti;

·         Roberto Carpentieri nominato con decreto del Ministro della difesa del 16 marzo 2026 in sostituzione di Mario Bonaventura, nel frattempo collocato in quiescenza. Il mandato scadrà il 3 dicembre 2026, insieme a quello degli altri consiglieri.

Si rammenta che, in precedenza, il 14 agosto 2023 era scaduto il mandato del precedente consiglio di amministrazione, composto dal presidente Paolo Magro (nominato presidente per la durata di tre anni con il DPR del 14 agosto 2020), nonché dai componenti: Franca Di Rienzo (nominata con DM del 25 agosto 2020 per un triennio); Giovanni Francesco Adamo (nominato con DM del 3 novembre 2021 in sostituzione di Giovanni Balestri); Mario Bonaventura (nominato con il DM del 28 aprile 2023 al posto di Giuseppe Giannetti, che, a sua volta, era stato nominato con DM del 2 dicembre 2021 in sostituzione di Sandro Lavorgna); Alberto Surace, nominato con DM del 9 aprile 2022 in sostituzione di Fabio Sardone. Le nomine dei consiglieri di amministrazione non risultano comunicate alle Camere.

 

Scadenza

24 ottobre 2026 (presidente)

3 dicembre 2026 (consiglio di amministrazione)

 

Controllo parlamentare

Richiesta di parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i componenti del consiglio di amministrazione.

 

Procedura di nomina

Il presidente è nominato con DPR su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare.

I membri del Consiglio di amministrazione sono nominati con decreto del Ministro della difesa, su proposta del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica.

 

Requisiti

Il presidente è scelto tra i generali dell’Aeronautica militare, appartenenti a una delle categorie del congedo.

Il consiglio di amministrazione è composto da due generali dell’Aeronautica militare – che, nell’ambito dello stato maggiore dell’Aeronautica, ricoprano incarichi di capi dei reparti preposti ai settori dell’ordinamento e personale, degli affari generali e finanziario –, da un sottufficiale dell’Aeronautica militare in servizio o richiamato in servizio senza assegni dal congedo e da un genitore di assistito dell’Ente medesimo.

I mandati sono tutti triennali e possono essere rinnovati una sola volta. Ai componenti degli organi dell’Opera non è corrisposto alcun compenso.

 

Organismo per la parità

Carica

Nominativo

Data nomina

Durata mandato

Presidente

da nominare

entro il 31 dicembre 2026

7 anni

Componenti del collegio

 

Natura e funzioni dell’ente

Il decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 91[20] ha istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2027, l’Organismo per la parità, quale autorità indipendente, che subentra alla consigliera o al consigliere nazionale di parità, nonché – a decorrere dalla data di insediamento – all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), di cui il citato decreto legislativo dispone la soppressione[21].

L’Organismo ha una composizione collegiale di cinque membri e opera senza vincoli di subordinazione e di gerarchia nell’esercizio delle funzioni e dei compiti ad esso attribuiti dalla normativa vigente. È dotato di autonomia regolamentare, organizzativa, contabile e finanziaria ed è chiamato a promuovere e garantire la collaborazione con le amministrazioni e le autorità nazionali, dell’Unione europea e internazionali operanti negli ambiti di competenza. In particolare, le sue funzioni sono distinte tra quelle relative:

·         alla non discriminazione in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnica, dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale (di cui alla direttiva 2024/1499);

·         alla parità di trattamento tra uomo e donna sul lavoro (di cui alla direttiva 2024/1500).

L’Organismo esercita, inoltre, le funzioni attinenti alle materie relative alla sensibilizzazione, prevenzione e promozione; all’assistenza alle vittime; alla risoluzione alternativa delle controversie; agli accertamenti; ai pareri e alle raccomandazioni; alla tutela giurisdizionale; alle consultazioni; alla raccolta dati sulla parità di trattamento. Inoltre, svolge i compiti in materia di contrasto alle discriminazioni nei confronti dei lavoratori fondate sulla nazionalità, in precedenza attribuiti all’UNAR.

L’Organismo adotta un programma di attività ed è tenuto alla pubblicazione di una relazione annuale sulle attività svolte, contenente informazioni su bilancio, personale e gestione delle risorse, da trasmettere alle Camere entro il 30 settembre di ogni anno. È altresì prevista una relazione quadriennale sullo stato della parità di trattamento e della discriminazione.

Per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Organismo, dalla data di insediamento dello stesso è istituito l’Ufficio dell’Organismo per la parità, posto alle dipendenze dell’Autorità medesima.

Si rammenta che lo schema di decreto legislativo è stato sottoposto al parere parlamentare delle competenti commissioni parlamentari della Camera e del Senato[22].

 

Cariche da nominare

L’Organismo è composto da cinque membri (un presidente e quattro componenti) da nominarsi entro il 31 dicembre 2026 in vista della costituzione dell’Organismo medesimo prevista a decorrere dal 1° gennaio 2027 con l’insediamento dei membri.

 

Nomina

Da effettuare

 

Procedura di nomina

Determinazione adottata d’intesa dai Presidenti delle Camere, garantendo la trasparenza della procedura.

 

Requisiti

L’articolo 3 del decreto legislativo n. 91 del 2026 prevede che il presidente e i componenti del collegio siano scelti tra persone di comprovata esperienza o competenza, in particolare in materia di contrasto delle forme di discriminazione di cui alla direttiva (UE) 2024/1499 (due componenti) e in ambito lavoristico di cui alla direttiva (UE) 2024/1500 (gli altri due componenti).

Viene inoltre previsto che i membri non possano essere scelti tra persone che rivestono, all’atto della nomina, incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali: in ogni caso, non devono essere portatori di interessi in conflitto con le funzioni dell’Organismo.

Il presidente e i componenti del collegio non possono inoltre esercitare, a pena di decadenza, attività professionale, imprenditoriale o di consulenza, non possono svolgere le funzioni di amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, ricoprire uffici pubblici di qualsiasi natura o rivestire cariche elettive, assumere cariche di governo o incarichi all’interno di partiti politici o movimenti politici o in associazioni, organizzazioni, anche sindacali, ordini professionali o comunque organismi che svolgono attività in materia di contrasto delle forme di discriminazione.

I membri provenienti da pubbliche amministrazioni, magistratura o avvocatura dello Stato debbono essere collocati fuori ruolo o in aspettativa, con conservazione del posto. È inoltre stabilito un divieto triennale post-mandato di rapporti retribuiti con enti operanti nei settori di competenza.

Viene infine disposto che per un periodo di tre anni a decorrere dalla cessazione delle funzioni, il presidente, i componenti del collegio e i dirigenti del citato Ufficio dell’Organismo per la parità, non possono intrattenere rapporti retribuiti di collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese e le associazioni operanti nei settori riconducibili alla materia del contrasto ad ogni forma di discriminazione.

Infine, viene esclusa la rimozione o la destituzione dei componenti del collegio per motivi connessi allo svolgimento dei loro compiti e stabilito che gli stessi esercitano le funzioni senza vincolo di mandato. Sono altresì individuate le cause di sostituzione immediata: dimissioni, morte, incompatibilità sopravvenuta, impedimento fisico o psichico accertato, decadenza per condanna definitiva per delitti non colposi.

Il mandato del presidente e dei componenti del collegio ha una durata di sette anni non rinnovabili.

 

Controllo della Corte dei conti

Il bilancio di previsione e il rendiconto della gestione finanziaria dell’Organismo per la parità, una volta istituito, saranno soggetti al controllo della Corte dei conti.

 

Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Roberto Curreli

22 giugno 2026

22 dicembre 2026

6 mesi

 

Natura e funzioni dell’ente

Il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna è stato istituito ai sensi dell’articolo 114, comma 10, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, al fine di conservare e valorizzare anche per finalità sociali e produttive, i siti e i beni dell’attività mineraria con rilevante valore storico, culturale ed ambientale. In attuazione di tale disposizione il Parco è stato istituito e disciplinato con il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio del 16 ottobre 2001, poi modificato dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’8 settembre 2016 (qui il testo consolidato, ai fini di una più agevole lettura). Da ultimo con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 19 maggio 2026 è stato approvato il nuovo statuto del Parco.

In particolare, ai sensi dell’articolo 3 del nuovo statuto, il Parco è gestito da un Consorzio, costituito dai Ministeri dell’ambiente e della sicurezza energetica, dell’istruzione e del merito, dell’università e della ricerca e della cultura, dalla Regione Sardegna, dalle province o enti subentranti, dai comuni interessati dalla perimetrazione, dalle università di Cagliari e di Sassari e da associazioni riconosciute, nonché portatrici di interessi diffusi con finalità affini a quelle del Parco, secondo le quote di partecipazione stabilite dal medesimo statuto. Il Consorzio ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia ordinamentale, normativa, amministrativa e finanziaria. Esso è per legge assimilato agli enti di ricerca di cui alla legge 9 maggio 1989, n. 168. Ai sensi dello statuto la funzione di vigilanza è attribuita ai Ministeri consorziati e alla Regione Sardegna.

 

Carica prorogata

Commissario straordinario

Roberto Curreli

 

Carica da rinnovare

Presidente

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 23 giugno 2026, il mandato commissariale di Roberto Curreli (CV) è stato prorogato a decorrere dal 22 giugno 2026 per un secondo semestre e, comunque, non oltre la nomina del presidente. Curreli ha già svolto un mandato commissariale di sei mesi essendo stato nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 22 dicembre 2025. Sulla prima nomina risulta acquisita la prescritta intesa con il presidente della Regione Sardegna.

Si ricorda che in precedenza il 16 agosto 2024 era scaduto l’incarico di commissario straordinario di Elisabetta Anna Castelli, inizialmente conferito nel febbraio 2022 e poi più volte prorogato. Dal 5 ottobre 2021 è infatti vacante la carica di presidente.

In particolare, con il DM del 16 febbraio 2022 del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro della cultura e il Ministro dell’università e della ricerca, d’intesa con il Presidente della Regione Sardegna, erano stati nominati per la durata di sei mesi un commissario straordinario, Elisabetta Anna Castelli, e un subcommissario, Gianmaria Lai, che successivamente ha rassegnato le proprie dimissioni in data 10 giugno 2022.

Con il medesimo DM venivano revocati gli incarichi del presidente e del consiglio direttivo del Consorzio (cfr. oltre). Ciò si è reso necessario, come si legge nelle premesse del DM, alla luce di accertate criticità nell’attività gestionale e di programmazione del Parco.

Successivamente, l’incarico di commissario straordinario di Elisabetta Anna Castelli è stato prorogato: i) con il DM del 21 luglio 2022 per sei mesi (16 agosto 2022-16 febbraio 2023); ii) con il DM del 7 febbraio 2023 per altri sei mesi (16 febbraio - 16 agosto 2023); iii) con il DM del 9 agosto 2023 per ulteriori sei mesi (16 agosto 2023-16 febbraio 2024) e, da ultimo, con DM del 1° febbraio 2024 per ulteriori sei mesi (16 febbraio -16 agosto 2024) e comunque non oltre la nomina degli organi del Consorzio medesimo.

Si ricorda altresì che, prima del commissariamento del Consorzio, con il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 aprile 2018, n. 147 erano stati nominati il presidente, Tarcisio Agus, nonché i componenti del consiglio direttivo: Simone Deplano, rappresentante del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; Gianluigi Sanetti, rappresentante del Ministero dello sviluppo economico; Luca Giovanni Lioni, rappresentante del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; Giacomo Oggiani, rappresentante del Ministero dell’istruzione e dell’università e della ricerca; Giovanni Pilia e Debora Porrà, rappresentanti della Regione Sardegna; Luciano Ottelli, rappresentante della Regione Sardegna, invitato permanente senza diritto di voto; Antonio Ecca e Mario Calia, rappresentanti della Comunità del Parco; Paolo Maxia, rappresentante della Comunità del Parco, invitato permanente senza diritto di voto.

 

Decorrenza nomina

22 giugno 2026

 

Scadenza

22 dicembre 2026

 

Controllo parlamentare

Il Consorzio che gestisce il Parco è stato in via legislativa assimilato agli enti di ricerca, in relazione ai quali il controllo parlamentare, per gli enti vigilati dai Ministeri dell’istruzione e del merito e dell’università e della ricerca, dovrebbe sostanziarsi in una comunicazione alle Camere (sul punto si rinvia al relativo tema web). Tuttavia, come già rilevato nella relazione della Corte dei conti sulla gestione dell’Ente riferita al 2019, il decreto istitutivo del Consorzio non disciplina la funzione di vigilanza, che come detto è attribuita ai Ministeri consorziati e alla Regione Sardegna. La Corte ha rilevato, inoltre, come a seguito della normativa di riordino degli enti di ricerca recata dal decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, siano stati tassativamente elencati gli enti aventi la natura giuridica di “ente pubblico di ricerca”, cui si applicano le disposizioni speciali ivi contenute; la Corte ha pertanto auspicato, al fine di evitare incertezze interpretative, un intervento normativo che precisi gli esatti contenuti e i limiti di detta “assimilazione” del Consorzio agli enti di ricerca. Analoghe considerazioni sono state formulate dalla Corte dei conti anche nelle successive relazioni riferite alla gestione del Consorzio riferita agli anni 2020, 2021, 2022 e 2023.

La predetta assimilazione del Consorzio che gestisce il Parco agli enti di ricerca si riverbera anche sull’individuazione delle modalità del controllo parlamentare, atteso che i relativi obblighi nei confronti del Parlamento differiscono tra enti parco (in relazione ai quali è prescritto il previo parere parlamentare per la nomina del presidente) e gli enti di ricerca vigilati dai Ministeri dell’istruzione e del merito e dell’università e della ricerca e assoggettati alla disciplina speciale di cui decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 (in relazione ai quali è prescritta la mera comunicazione alle Camere della nomina dei presidenti e dei componenti dei consigli di amministrazione). Peraltro, come evidenzia la stessa Corte dei conti, manca nella disciplina del Consorzio qualsivoglia richiamo normativo al quadro ordinamentale che disciplina gli Enti parco nazionali (in primis, la legge 6 dicembre 1991, n. 394).

 

Procedura di nomina

Ai sensi del citato decreto istitutivo, il presidente del Consorzio del Parco è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con i Ministri dei ministeri competenti e d’intesa con il presidente della Regione Sardegna.

Il consiglio direttivo è composto dal presidente del Consorzio del Parco, che lo presiede, e da dieci componenti, di cui: quattro in rappresentanza e su proposta dei suddetti Ministeri; tre in rappresentanza e su proposta dei comuni facenti parte della comunità del Parco riuniti in assemblea dei sindaci, di cui uno invitato permanentemente, senza diritto di voto e senza oneri a carico dell’amministrazione; tre in rappresentanza e su proposta della Regione autonoma della Sardegna, di cui uno invitato permanentemente, senza diritto di voto e senza oneri a carico dell’amministrazione, ed uno dei quali può essere espressione delle associazioni che fanno parte del Consorzio. I componenti del consiglio direttivo sono nominati con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto coi Ministeri consorziati e d’intesa col Presidente della Regione Sardegna.

 

Requisiti

Il presidente del Consorzio è scelto tra persone di comprovate capacità professionali nelle materie di interesse del Parco. Il mandato è incompatibile con qualsiasi carica politico-elettiva.

I componenti del consiglio direttivo sono scelti fra persone di comprovata esperienza professionale ovvero tra amministratori degli enti locali.

Il presidente e i componenti del consiglio direttivo durano in carica cinque anni e il relativo mandato può essere rinnovato una sola volta.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna per l’esercizio 2023, di cui alla determinazione del 20 marzo 2025, n. 30, si veda il Doc. XV, n. 365.

 

Società italiana degli autori ed editori – SIAE

Carica

Nominativo

Nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente del consiglio di gestione

Salvatore Nastasi

in corso di perfezionamento

4 anni

 

Natura e funzioni dell’ente

La Società italiana degli autori ed editori – SIAE è un ente pubblico economico a base associativa ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 gennaio 2008, n. 2, che svolge le funzioni indicate nella legge 22 aprile 1941, n. 633 afferenti alla gestione dei diritti d’autore morali e patrimoniali, esercitando, altresì, le altre funzioni ad essa attribuite dalla legge. L’attività della SIAE è disciplinata da norme di diritto privato.

La Società è un organismo di gestione collettiva, che opera senza scopo di lucro per la tutela del diritto d’autore, ed è sottoposta alla vigilanza congiunta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della cultura, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze per le materie di sua specifica competenza. Con l’attuazione della c.d. “direttiva Barnier”, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35 è sottoposta anche alla vigilanza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, come gli altri organismi di gestione collettiva e entità di gestione indipendenti.

Secondo quanto previsto dallo statuto dell’Ente, approvato con DPCM del 30 settembre 2025, la SIAE esercita l’attività di intermediazione in favore dei soggetti detentori di diritto d’autore, dei loro eredi o aventi causa. Assicura la migliore tutela del diritto d’autore medesimo e la protezione e lo sviluppo delle opere dell’ingegno. Assume tutte le iniziative, anche in sede giudiziale, necessarie od opportune per la tutela degli interessi collettivi e individuali degli associati. Gestisce servizi di accertamento e riscossione di imposte, contributi e diritti, anche in base a convenzioni con pubbliche amministrazioni, regioni, enti locali o altri soggetti pubblici o privati. Inoltre, la Società eroga finanziamenti, borse di studio e altri benefici, anche a non associati, al fine di sostenere iniziative meritevoli. Infine, promuove forme di assistenza a favore degli autori.

 

Carica da rinnovare e soggetto proposto

Presidente del consiglio di gestione

Salvatore Nastasi

Con lettera del 29 luglio 2026 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto l’espressione del parere parlamentare sulla conferma di Salvatore Nastasi (CV) alla presidenza del consiglio di gestione dell’Ente. A tal riguardo, si specifica che, con nota del 28 luglio 2026, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha comunicato la designazione di Nastasi quale presidente del consiglio di gestione della SIAE da parte del consiglio di sorveglianza della medesima società. Tale richiesta di parere è stata assegnata alle Commissioni VII (Cultura) della Camera e 7ª (Cultura) del Senato che nelle rispettive sedute del 4 e del 5 agosto 2026 hanno espresso parere favorevole.

Il primo mandato di Nastasi scadrà il 2 ottobre 2026, essendo stato nominato per un quadriennio con DPR del 3 ottobre 2022.

Con lettera del 12 settembre 2022 il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva richiesto il parere sulla proposta di nomina di Nastasi[23]. Nella seduta del 15 settembre 2022 la VII Commissione (Cultura) della Camera aveva espresso parere favorevole sulla proposta di nomina. Nella seduta del 13 settembre 2022 la 7ª Commissione (Cultura) del Senato non aveva accolto la proposta del relatore di esprimere parere favorevole sulla nomina, risultando in sede di votazione 8 voti favorevoli e 8 voti contrari.

Si ricorda che il precedente presidente del consiglio di gestione era Giulio Rapetti Mogol, nominato per un quadriennio con DPR del 29 ottobre 2018.

Con lettera del 3 ottobre 2018 il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta aveva richiesto il parere sulla proposta di nomina di Rapetti Mogol, che le Commissioni 7ª (Cultura) del Senato e VII (Cultura) della Camera avevano espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 10 e 11 ottobre 2018.

 

Nomina

In corso di perfezionamento

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente del consiglio di gestione.

 

Procedura di nomina

DPR, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro della cultura e il Ministro dell’economia e delle finanze, previa designazione del consiglio di sorveglianza (articolo 23, comma 1, dello statuto).

 

Requisiti

Secondo quanto previsto dall’articolo 19 dello statuto, possono essere componenti del consiglio di gestione gli associati e i non associati in possesso dei requisiti previsti dallo statuto medesimo.

In particolare, i componenti del Consiglio di gestione devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione di una società con azioni quotate su di un mercato regolamentato. I candidati alla carica di componenti il consiglio devono essere scelti tra esperti in discipline giuridiche, economiche, aziendalistiche ovvero esperti nella materia oggetto dell’attività della Società.

Non si devono inoltre trovare nelle condizioni causa di ineleggibilità e di decadenza previste dall’articolo 2382 del codice civile, né essere stati esclusi dalla Società secondo le norme previste dallo statuto e non devono essere oggetto di un procedimento per l’applicazione di una delle misure di prevenzione previste dal Codice delle leggi antimafia di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

La funzione di componente del consiglio di gestione è incompatibile con quella di membro del consiglio di sorveglianza e delle commissioni consultive previste dallo statuto dell’Ente.

Secondo quanto previsto dall’articolo 20 dello statuto, salvo autorizzazione del consiglio di sorveglianza, i componenti il consiglio di gestione: (i) non possono assumere la qualità di soci in soggetti concorrenti o in attività commerciali in stabile conflitto di interessi (diversi da quelli di associazione o mandato per la gestione del proprio diritto d’autore) con quelli della Società, né esercitare attività concorrente (o attività commerciale in stabile conflitto di interessi con la Società) per conto proprio o di terzi, né essere amministratori o direttori generali in soggetti concorrenti o in attività commerciali in stabile conflitto di interessi (diversi da quelli di associazione o mandato per la gestione del proprio diritto d’autore) con la Società; (ii) non possono, in ogni caso, ricoprire o aver svolto nel triennio precedente (rispetto alla nomina nel consiglio di gestione della SIAE) la carica di amministratori o consiglieri (con o senza poteri di rappresentanza o esecutivi) o direttori generali in altri organismi di gestione collettiva o entità di gestione indipendenti (italiani o esteri) operanti nel settore del diritto d’autore o dei diritti connessi. In caso di inosservanza dei predetti limiti, i componenti del consiglio di gestione decadono e comunque sono revocati per giusta causa dal consiglio di sorveglianza, senza necessità di ulteriore motivazione.

Salve ulteriori procedure specificamente previste per la gestione dei conflitti di interesse, i componenti del consiglio di gestione trasmettono annualmente alla Società una dichiarazione individuale concernente eventuali situazioni di possibile conflitto di interessi.

I componenti del consiglio di gestione, ivi incluso il suo presidente, restano in carica quattro anni e possono essere rinominati nel medesimo organo una sola volta. Per mandato si intende almeno la metà più uno dei giorni costituenti i quattro esercizi. La costituzione del consiglio di gestione e la durata della relativa nomina decorrono dalla adozione del DPR di nomina del presidente dell’organo.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria della Società italiana degli autori ed editori – SIAE per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 21 luglio 2026, n. 156, si veda il Doc. XV, n. 635.

 

Stazione zoologica “Anton Dohrn”

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Presidente

Roberto Bassi

26 gennaio 2024

26 gennaio 2028

4 anni

Consiglieri di amministrazione

Francesco Loreto

27 marzo 2025

27 marzo 2029

Teresa Romeo

10 settembre 2026

10 settembre 2030

 

 

Natura e funzioni dell’ente

Ai sensi dell’articolo 1 del proprio statuto, la Stazione zoologica “Anton Dohrn” di Napoli è un Istituto nazionale di biologia, ecologia e biotecnologie marine.

Ha per fine la ricerca scientifica nel campo della biologia marina; favorisce ricerche attinenti ai problemi del territorio e partecipa ad iniziative nazionali ed internazionali volte alla soluzione dei problemi connessi alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente marino. Riconosce le sue origini nell’Istituto fondato da Anton Dohrn nel 1872 per studiare l’evoluzione attraverso ricerche sugli organismi marini.

È un ente nazionale di ricerca a carattere non strumentale, disciplinato e dichiarato persona giuridica di diritto pubblico dalla legge 20 novembre 1982, n. 886. Alla Stazione zoologica è riconosciuta autonomia statutaria nel rispetto delle sue finalità e nell’esercizio dell’autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile. L’Ente è vigilato dal Ministero dell’università e della ricerca e, in funzione delle proprie esigenze e finalità, può creare, anche in partenariato con soggetti pubblici o privati, sedi territoriali in Italia e all’estero.

 

Carica rinnovata e soggetto nominato

Un consigliere di amministrazione

Teresa Romeo

Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 10 settembre 2026 Teresa Romeo è stata nominata componente del consiglio di amministrazione dell’Ente in rappresentanza della comunità scientifica per la durata di un quadriennio, in sostituzione di Silvestro Greco nominato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 13 luglio 2022 il cui mandato era scaduto il 13 luglio 2026.

Ai fini della nomina di Romeo, comunicata alle Camere con lettera del 15 settembre 2026, l’Ente ha espletato la prevista procedura elettiva e il 30 giugno 2026 il presidente ha proclamato l’elezione con proprio decreto poi trasmesso al Ministero vigilante per l’atto di nomina.

Si rammenta che con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 27 marzo 2025 Francesco Loreto è stato nominato consigliere di amministrazione di designazione ministeriale della Stazione zoologica per un quadriennio. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 31 marzo 2025.

In precedenza, il 1° gennaio 2025 era scaduto il mandato della consigliera Simonetta Fraschetti, componente di designazione ministeriale, nominata con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 28 dicembre 2020 per un quadriennio a decorrere dal 1° gennaio 2021. Tale decreto è stato trasmesso alle Camere con lettera del 28 dicembre 2020.

Si ricorda altresì che con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 26 gennaio 2024, Roberto Bassi (CV) è stato nominato presidente dell’Ente per un quadriennio. Tale nomina è stata comunicata alle Camere con lettera del 29 gennaio 2024. In precedenza, come riportato dal sito dell’Istituto, Christopher Paul Bowler aveva rassegnato le dimissioni dall’incarico di presidente dell’Ente dal 27 ottobre 2023. Bowler era stato nominato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 5 agosto 2022, per la durata di un quadriennio.

 

Decorrenza nomina

10 settembre 2026

 

Controllo parlamentare

Comunicazione alle Camere, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo n. 213 del 2009.

 

Procedura di nomina

Decreto del Ministro dell’università e della ricerca.

Il consiglio di amministrazione dell’Istituto è composto, ai sensi dell’articolo 8 dello statuto, da tre membri, compreso il presidente designato dal Ministro dell’università e della ricerca. Gli ulteriori due componenti sono designati uno dal medesimo Ministro e un altro dal personale dell’Ente, dal personale associato e dalla restante parte della comunità scientifica nazionale di riferimento secondo quanto indicato nel medesimo statuto e nel regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Istituto che disciplina articolate modalità di elezione garantendo ai ricercatori e tecnologi interni un peso di voto maggioritario rispetto alle ulteriori componenti dell’elettorato attivo.

Per approfondimenti sulla disciplina generale concernente le procedure di nomina degli organi degli enti pubblici di ricerca si rinvia al relativo tema web.

 

Requisiti

Secondo quanto disposto dal citato regolamento di organizzazione e funzionamento, il presidente è scelto tra persone di alta qualificazione scientifica nel campo delle scienze del mare, per lo studio della biologia fondamentale ed applicata degli organismi e degli ecosistemi marini e della loro evoluzione, attraverso un approccio integrato e interdisciplinare e avente una profonda conoscenza del sistema della ricerca in Italia o all’estero.

Gli altri due membri del consiglio di amministrazione sono scelti tra personalità di alta qualificazione nel campo della ricerca tecnico-scientifica, di comprovata esperienza gestionale, riconosciuta anche a livello internazionale, di enti ed istituzioni pubbliche o private di ricerca.

Alla carica di consigliere di amministrazione scelto dal personale possono accedere ricercatori e tecnologi dell’Ente, in servizio alla data di indizione della consultazione elettorale.

L’articolo 8 dello statuto dispone che la carica di presidente o di consigliere di amministrazione designato dal Ministro dell’università e della ricerca sia incompatibile con qualsiasi rapporto di lavoro subordinato o l’associatura presso la Stazione zoologica. Ai membri del consiglio si applicano i criteri di incompatibilità previsti dalla normativa vigente e, per quanto compatibile, l’articolo 2391 del codice civile. Essi hanno l’obbligo di astensione in caso di conflitti d’interessi.

 

Ultima relazione della Corte dei conti

Con riferimento al risultato del controllo eseguito dalla magistratura contabile sulla gestione finanziaria della Stazione zoologica “Anton Dohrn” per l’esercizio 2024, di cui alla determinazione del 21 luglio 2026, n. 140, si veda il Doc. XV, n. 634.

 

Unione italiana tiro a segno – UITS

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Commissario straordinario

Walter De Giusti

13 febbraio 2026

fino all’insediamento del presidente nazionale dell’Unione, degli organi di revisione e dei membri degli organi collegiali

 

Natura e funzioni dell’ente

L’Unione italiana tiro a segno – UITS è un ente pubblico a base associativa sottoposto alla vigilanza del Ministero della difesa[24] (cfr. oltre), in quanto preposto all’organizzazione dell’attività istituzionale svolta dalle sezioni del tiro a segno nazionale (TSN) per l’addestramento di coloro che prestano servizio armato presso enti pubblici o privati e per coloro che sono obbligati ad iscriversi e frequentare una sezione di TSN ai fini della richiesta di una licenza di porto d’armi, nonché per tutti coloro che vi sono obbligati per legge. Finalità dell’Ente sono dunque l’istruzione e l’esercizio al tiro con arma da fuoco individuale o con arma ad aria compressa e il rilascio della relativa certificazione.

All’Unione sono altresì affidate la diffusione e la pratica sportiva del tiro a segno, in quanto federazione sportiva nazionale riconosciuta e vigilata dal Comitato olimpico nazionale italiano – CONI. Aderisce, in quanto unica organizzatrice dello sport del tiro a segno in Italia, all’International Shooting Sport Federation “ISSF”.

Di recente, l’assetto ordinamentale dell’UITS è stato oggetto di un rilevante riordino disposto dall’articolo 8 del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108. In particolare, l’intervento normativo ha separato, a livello organizzativo e amministrativo, le funzioni istituzionali da quelle sportive, ferma restando l’unitarietà soggettiva dell’Ente e la natura giuridica di ente pubblico di natura associativa.

A tal fine, è stata prevista una apposita Istituzione sportiva, configurata come organismo strumentale dell’UITS, dotata di autonomia patrimoniale e gestionale, che opera secondo le norme di diritto privato[25].

La citata novella ha disciplinato, inoltre, la governance, le sezioni di tiro a segno nazionale (TSN), i beni e gli impianti, il sistema contabile, le entrate e la fase transitoria, coordinando il codice dell’ordinamento militare e la normativa in materia di armi e pubblica sicurezza.

In particolare, per quanto di interesse ai fini del presente dossier, si ricorda che l’articolo 8 del decreto-legge n. 108 del 2026:

·         stabilisce che il riordino avvenga attraverso una modifica dello statuto che dovrà essere approvato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con l’Autorità politica delegata in materia di sport, previa intesa – per i profili concernenti l’ordinamento sportivo e il funzionamento dell’Istituzione sportiva – con il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI). Lo statuto dovrà disciplinare il funzionamento interno e i profili procedurali dell’Ente, in conformità alle disposizioni del citato articolo 8 e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi ivi stabiliti (comma 1). L’adeguamento dello statuto dovrà avvenire entro 90 giorni dall’entrata in vigore del citato decreto-legge (24 settembre 2026) ai fini della sua successiva approvazione (cfr. oltre);

·         prevede l’istituzione del consiglio generale quale organo di amministrazione dell’Ente. Esso ha una durata ordinaria di quattro anni, ma la sua permanenza in carica è comunque collegata al mandato del presidente nazionale dell’UITS. Tale consiglio è composto: dal presidente nazionale (che lo presiede e ha voto prevalente in caso di parità), da un rappresentante designato dal Ministro della difesa e un rappresentante designato dall’Autorità politica delegata in materia di sport; un rappresentante designato dalle sezioni di TSN tra i rispettivi legali rappresentanti, con le procedure previste dallo statuto; due rappresentanti degli enti o organismi eventualmente federati all’UITS per le finalità addestrative (comma 1, lettera d);

·         disciplina la figura del presidente nazionale dell’UITS, individuandone funzioni, modalità di nomina, durata e limiti di rinnovo. Il mandato dura quattro anni e può essere rinnovato non più di due volte (comma 2);

·         nelle more della fase transitoria di attuazione della riforma dell’UITS, proroga il mandato del commissario straordinario, nominato con decreto del Ministro della difesa del 13 febbraio 2026 (cfr. oltre), fino alla nomina del presidente nazionale. Al Commissario è attribuito il compito di provvedere all’adeguamento dello statuto dell’UITS entro novanta giorni dall’entrata in vigore del citato decreto-legge n. 108 del 2026 (comma 21);

·         abroga le norme del DPR del 15 marzo 2010, n. 90 (recante il Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare) che in precedenza regolavano l’organizzazione e l’attività dell’Ente, in quanto superate dall’intervento normativo di rango primario in oggetto (comma 16).

La normativa di riordino prevede infine che, una volta nominato il presidente nazionale, quest’ultimo curerà le attività necessarie alla costituzione degli organi collegiali previsti dal nuovo statuto. Tali attività dovranno essere completate entro il 31 dicembre 2026.

Per approfondimenti relativi agli ulteriori aspetti del riordino si veda il dossier del Servizio Studi relativo al provvedimento (pagg. 88 e seguenti).

 

Carica da rinnovare

Presidente

Il citato comma 21 del decreto-legge n. 108 del 2026 ha prorogato il mandato commissariale di Walter De Giusti (CV) sino all’insediamento del presidente nazionale dell’Unione. Analoga disposizione era già contenuta nella prima proroga disposta con decreto del Ministro della difesa del 13 febbraio 2026. Inizialmente, il mandato di De Giusti, nominato commissario straordinario con decreto del Ministro della difesa del 5 febbraio 2025, sarebbe dovuto scadere il 15 febbraio 2026.

Per quanto concerne le vicende che hanno interessato l’Ente, si rammenta che:

·         ai fini del rinnovo degli organi, il 14 gennaio 2025 il consiglio direttivo aveva proceduto alla convocazione dell’assemblea nazionale per il 15 e 16 marzo 2025, per l’elezione del presidente, del vicepresidente e dei membri dello stesso consiglio direttivo per il quadriennio olimpico 2025-2028. Il 16 febbraio 2025 erano stati conseguentemente pubblicati, sul sito istituzionale dell’Ente, gli elenchi dei candidati ammessi alle cariche oggetto di rinnovo, nonché dei soggetti esclusi;

·         con decreto del commissario straordinario del 5 marzo 2025 è stata tuttavia disposta la revoca della delibera assunta dal consiglio direttivo della UITS con la quale era stata indetta la citata assemblea nazionale elettiva. Il comunicato stampa dell’Ente precisava che tale assemblea sarebbe stata riconvocata allorquando fossero emerse per l’UITS “le migliori condizioni per poter far convivere al suo interno la duplice natura di federazione sportiva da una parte e di ente pubblico dall’altra”. Il commissario straordinario aveva infatti valutato che le elezioni non si sarebbero potute svolgere in armonia con i principi fondamentali degli statuti che regolano le federazioni sportive nazionali, a suo tempo introdotti nello statuto UITS, in quanto le procedure di scelta dei membri di tali organi risultavano disallineate tra l’ordinamento sportivo e quello tipico dell’amministrazione pubblica;

·         con sentenza del TAR Lazio n. 18966/2025[26] pubblicata il 30 ottobre 2025, il citato decreto di revoca della delibera di indizione delle elezioni è stato annullato;

·         successivamente, con comunicato stampa del 12 febbraio 2026 l’UITS ha reso noto che, in esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 2242/2026[27] del 5 febbraio 2026, il commissario straordinario – secondo quanto stabilito con proprio decreto n. 70 del 4 novembre 2025 – ha provveduto a convocare l’assemblea nazionale elettiva per il 23 e 24 maggio 2026[28];

·         da ultimo, con decreto del commissario straordinario n. 49 del 22 maggio 2026 l’assemblea nazionale elettiva è stata rinviata al 25 e, in seconda convocazione, al 26 luglio 2026, al fine di consentire la presentazione di candidature alla carica di componente supplente del collegio dei revisori dei conti e, conseguentemente, di evitare la necessità di un’ulteriore convocazione assembleare circoscritta al rinnovo di tale carica, per la quale non risultavano presentate candidature alla data di emanazione del decreto;

·         la predetta assemblea elettiva del 25 e 26 luglio 2026 ha eletto Valentina Turisini presidente dell’Istituzione sportiva costituita, come detto, dal citato decreto-legge n. 108 del 2026. Tale elezione è tuttavia da ritenersi priva di effetti poiché espletata prima dell’approvazione dello statuto, secondo quanto previsto dal comma 25 dell’articolo 8 del citato decreto-legge n. 108 del 2026 nella formulazione novellata in sede di conversione in legge[29].

Con riferimento al precedente mandato presidenziale, si ricorda che il 31 dicembre 2024 era scaduto il mandato di Costantino Vespasiano, nominato presidente dell’Ente con DPR del 14 dicembre 2021, per la durata del quadriennio olimpico 2021-2024. Alla stessa data, era scaduto il mandato dei componenti del consiglio direttivo Engelbert Zelger, Fabio Sacchetti, Barbara Creatini, Marco Billi (eletto vicepresidente il 19 febbraio 2022 e successivamente nominato con decreto del Ministro della difesa 14 giugno 2022), Roberto Brogli, Davide Brutto, Luigi Giardinieri, Sara Barbieri, Patrizia Cabras (rappresentante dei tecnici) e Martina Pica, Tiziana Ferrando e Alfredo Marconi (quali rappresentanti degli atleti).

Il Consiglio dei ministri aveva avviato la procedura di nomina di Vespasiano nella riunione del 19 ottobre 2021, su proposta del Ministro della difesa e sulla base dell’esito delle elezioni svoltesi nel corso dell’assemblea nazionale dell’UITS del 2 e 3 luglio 2021, che, oltre a Vespasiano, aveva altresì eletto i predetti componenti del consiglio direttivo, poi nominati con decreto del Ministro della difesa del 19 gennaio 2022 per la durata del quadriennio olimpico 2021-2024. Tale decreto non è stato comunicato al Parlamento. Sulla proposta di nomina di Vespasiano a presidente il Ministro della difesa, con lettera del 25 ottobre 2021, aveva richiesto il prescritto parere parlamentare. In merito, la IV Commissione (Difesa) della Camera e la 4ª Commissione (Difesa) del Senato si erano entrambe espresse in senso favorevole nelle rispettive sedute del 23 novembre 2021. Infine, il Consiglio dei ministri aveva deliberato la nomina di Vespasiano in via definitiva nella riunione del 9 dicembre 2021.

In precedenza, Igino Rugiero era stato nominato commissario straordinario dell’Unione con decreto del Ministro della difesa del 4 novembre 2019 fino alla nomina del presidente dell’Ente e comunque per non oltre un anno. Rugiero era stato quindi confermato nella carica con decreto del Ministro della difesa del 18 novembre 2020 senza soluzione di continuità fino alla nomina del nuovo presidente dell’Ente, la cui elezione – si precisava nel citato decreto – sarebbe dovuta avvenire entro il 15 marzo 2021, salvo specifica deroga autorizzata dal CONI per motivate e giustificate cause di forza maggiore. Tali decreti non sono stati comunicati al Parlamento.

 

Scadenza

Alla data di insediamento del presidente nazionale dell’Unione.

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 14 del 1978 per il presidente nazionale.

Comunicazione alle Camere ai sensi dell’articolo 9 della legge n. 14 del 1978 per i componenti del consiglio generale.

 

Procedura di nomina

DPR su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro della difesa, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, per il presidente nazionale, secondo quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, del citato decreto-legge n. 108 del 2026.

Quanto ai restanti cinque componenti del consiglio generale, la predetta disciplina di riordino (articolo 8, comma 1, lettera d) prevede che il nuovo organo, oltre al presidente, sia composto: a) da due rappresentanti designati rispettivamente dal Ministro della difesa e dall’Autorità politica delegata in materia di sport; b) un rappresentante delle sezioni di tiro a segno nazionale designato tra i legali rappresentanti delle sezioni medesime, con le procedure previste dallo statuto; c) due rappresentanti degli enti o organismi eventualmente federati all’UITS per le finalità addestrative designati dai medesimi enti o organismi, con le procedure previste dallo statuto.

Si segnala che l’intervento normativo di riordino non reca indicazioni circa la procedura di nomina, che nell’assetto previgente prevedeva, per i componenti del consiglio direttivo, appositi decreti del Ministro della difesa.

 

 

Requisiti

Il mandato del presidente nazionale dura quattro anni e può essere rinnovato per non più di due volte.

Ai sensi del comma 1, lettera d), del citato articolo 8, il consiglio generale, quale organo di amministrazione dell’UITS, dura in carica quattro anni e, comunque, sino alla cessazione, per qualunque causa, del mandato del presidente nazionale dell’Ente.

Ferma restando tale previsione, i componenti degli organi centrali dell’UITS diversi dal presidente durano in carica quattro anni e possono essere confermati (comma 2).

Il decreto-legge n. 108 del 2026 non prevede requisiti specifici per l’accesso alle cariche che saranno stabiliti dallo statuto.

 

Unità grande Pompei

Carica

Nominativo

Decorrenza nomina

Data scadenza

Durata mandato

Direttore generale

Giovanni Capasso

14 febbraio 2026

31 dicembre 2026

la durata dei mandati viene specificata di volta in volta nei relativi decreti di nomina

Vicedirettore generale

carica vacante

31 dicembre 2023

 

 

Natura e funzioni dell’ente

L’articolo 2 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34 aveva disposto l’adozione, da parte del Ministro per i beni e le attività culturali, di un programma straordinario ed urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro da realizzare nell’area archeologica di Pompei.

Il 29 marzo 2012 la Commissione europea, con decisione n. C(2012) 2154, ha finanziato il programma straordinario quale Grande Progetto Comunitario – Grande Progetto Pompei – a valere su risorse del Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” FESR 2007-2013. La data prevista per il completamento era fissata al 31 dicembre 2018.

L’articolo 1, commi da 1 a 7, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, al fine di accelerare la realizzazione del Grande Progetto Pompei, ha previsto la nomina di un direttore generale di progetto, coadiuvato da una struttura di supporto, e di un vicedirettore generale vicario. Ha previsto, altresì, la costituzione dell’Unità “grande Pompei” (cui è stato preposto il medesimo direttore generale di progetto), dotandola di autonomia amministrativa e contabile.

Successivamente, l’articolo 2, comma 5-ter, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83 – come modificato, in particolare, dalla Legge di bilancio per il 2018 (articolo 1, comma 308 della legge 27 dicembre 2017, n. 205) – aveva stabilito la proroga fino al 31 dicembre 2019 delle attività dell’”Unità grande Pompei”, poi ulteriormente prorogate: fino al 31 dicembre 2022 dall’articolo 7, commi 4 e 4-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162; fino al 31 dicembre 2023, dall’articolo 7, comma 6, del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198 e fino al 31 dicembre 2026 dall’articolo 1-quater del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44. Si segnala che tale ultimo intervento normativo ha apportato significative innovazioni, prevedendo, tra l’altro, il cambio della denominazione del direttore generale di progetto in direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi. Per approfondimenti si veda il dossier del Servizio Studi (pagg. 83 e seguenti).

Le attività dell’Unità grande Pompei sono state da ultimo ulteriormente prorogate fino al 31 dicembre 2029 dall’articolo 13-quinquies del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, inserito in sede di conversione (legge 7 agosto 2026, n. 152). Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier del Servizio Studi (pagg. 110 e seguenti).

 

 

Carica da rinnovare e titolare uscente

Direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi

Giovanni Capasso

 

Carica da nominare

Vicedirettore generale

Il 31 dicembre 2026 scadrà il mandato del direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi dell’Unità grande Pompei, Giovanni Capasso (CV) confermato nell’incarico con DPCM del 6 marzo 2026, a decorrere dal 14 febbraio fino al 31 dicembre 2026. Su tale proposta di nomina, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ha richiesto l’espressione del parere parlamentare con lettera del 5 febbraio 2026, che le Commissioni VII (Cultura) della Camera e 7ª (Cultura) del Senato hanno espresso in senso favorevole nelle rispettive sedute del 24 e del 25 febbraio 2026.

Il mandato di Capasso era già stato rinnovato con DPCM dell’8 aprile 2025 a decorrere dal 14 febbraio al 31 dicembre 2025. Sulla relativa proposta di conferma, trasmessa alle Camere con lettera del 12 marzo 2025, la 7a Commissione (Cultura) del Senato e la VII Commissione (Cultura) della Camera, avevano espresso parere favorevole nelle rispettive sedute del 18 e 20 marzo 2025.

Si ricorda, inoltre, che dal 14 febbraio al 31 dicembre 2024 Capasso aveva svolto un primo mandato conferito con DPCM del 22 febbraio 2024. Sulla relativa proposta di nomina, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri aveva richiesto il parere delle competenti Commissioni parlamentari con lettera del 12 gennaio 2024 e, nelle rispettive sedute del 24 gennaio 2024, la VII Commissione (Cultura) della Camera e la 7ª Commissione (Cultura) del Senato si erano espresse in senso favorevole.

In precedenza, l’incarico di direttore generale di progetto era stato ricoperto da Giovanni Di Blasio, nominato con DPCM del 28 aprile 2023 dal 1° gennaio al 30 giugno 2023. Con DPCM del 9 giugno 2023 Giovanni Capasso era stato nominato vicedirettore generale vicario di progetto a decorrere dal 6 marzo 2023 fino al 31 dicembre 2023. Su tali proposte di nomina il Governo aveva trasmesso alle Camere la richiesta di parere parlamentare con lettera del 14 febbraio 2023. Nelle rispettive sedute del 28 febbraio e dell’8 marzo 2023, le Commissioni 7ª (Cultura) del Senato e VII (Cultura) della Camera avevano espresso parere favorevole.

Si rammenta altresì che con DPCM del 17 marzo 2022 Di Blasio era già stato nominato direttore generale di progetto per la durata di un anno a decorrere dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022 e che nelle rispettive sedute del 22 febbraio e del 2 marzo 2022, la 7ª Commissione (Cultura) del Senato e la VII Commissione (Cultura) della Camera avevano espresso parere favorevole sulla proposta di nomina.

 

Scadenza

31 dicembre 2023 (vicedirettore generale)

31 dicembre 2026 (direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi)

 

Controllo parlamentare

Parere parlamentare ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 91 del 2013.

 

Procedura di nomina

DPCM su proposta del Ministro della cultura.

 

Requisiti

Sia il direttore generale che il vicario devono appartenere al personale di ruolo delle amministrazioni dello Stato di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ed essere in possesso di comprovata competenza ed esperienza pluriennale, nonché non aver riportato condanne passate in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione.



[1] Con riferimento alla rinnovabilità dei mandati, si rammenta quanto disposto in via generale dall’articolo 23, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, a norma del quale il presidente e i componenti delle Autorità amministrative indipendenti di cui all’elenco (ISTAT) previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 – tra le quali è annoverata l’Agenzia in oggetto – “non possono essere confermati alla cessazione dalla carica”.

[2] Secondo quanto si legge nelle premesse del citato decreto ministeriale, la procedura di nomina ha seguito l’iter previsto dal decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 (cfr. oltre). In particolare: a) con i decreti del Ministro delle imprese e del made in Italy 3 marzo 2023 e 2 maggio 2023 è stato nominato il Comitato di selezione incaricato della predisposizione dell’elenco dei nominativi da proporre al Ministro per la nomina del presidente dell’ASI; b) il 22 marzo 2023 è stato pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri l’avviso pubblico con il quale è stata indetta la procedura per la presentazione delle candidature per l’incarico; c) il predetto Comitato di selezione ha individuato una rosa di cinque candidati con verbale n. 4 dell’11 maggio 2023; d) infine, è stata acquisita l’intesa con il Ministro dell’università e della ricerca ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128 nell’ambito della seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale del 29 maggio 2023.

[3] Si segnala che l’ASI è un ente soggetto alla disciplina degli enti pubblici di ricerca – di cui al citato decreto legislativo n. 213 del 2009 e successive modificazioni e al decreto legislativo n. 218 del 2016 – che a seguito delle innovazioni introdotte dall’articolo 30 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 risulta attualmente vigilato dal Ministero delle imprese e del made in Italy, mentre il Ministero dell’università e della ricerca esercita poteri di indirizzo strategico limitatamente all’attività di ricerca scientifica svolta dall’Ente medesimo.

Sul punto si segnala che il mutamento della disciplina relativa alla titolarità della vigilanza sull’Ente – in precedenza esercitata dall’allora Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca – potrebbe incidere anche sulla base giuridica posta a fondamento del controllo parlamentare sulle nomine degli organi dell’Ente. Tale controllo, nel caso dei componenti del consiglio di amministrazione, potrebbe essere rinvenibile nella comunicazione alle Camere prevista dalla normativa generale di cui all’articolo 9 della legge n. 14 del 1978, e non già nella comunicazione da effettuare ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del richiamato decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, laddove quest’ultima disposizione s’intenda riferita esclusivamente agli organi degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione e del merito o da quello dell’università e della ricerca. In tale ipotesi, la proposta di nomina del presidente dell’Ente – diversamente da quanto previsto per altri enti di ricerca vigilati dai suddetti ministeri - andrebbe sottoposta alle Camere ai fini dell’acquisizione del parere prescritto ai sensi dell’articolo 1 della citata legge n. 14 del 1978.

[4] Il Regolamento della Giunta – così come il Codice di condotta dei deputati – prevede in primo luogo un obbligo di dichiarazione delle cariche ricoperte dai deputati in carica entro il termine di trenta giorni, decorrente dalla data della nomina o designazione formale alla carica o ufficio, ovvero dall’effettivo esercizio delle relative funzioni, qualora esso sia anteriore alla designazione formale o quest’ultima non sia prevista. Sulla base delle dichiarazioni presentate dai deputati e della documentazione esistente agli atti, la Giunta delle elezioni, per il tramite del Comitato per le incompatibilità, svolge l’istruttoria sulle cariche, gli uffici e le condizioni soggettive dei deputati, rilevanti ai fini del giudizio sulla compatibilità, ineleggibilità e la decadenza degli stessi. Il Comitato, sulla base delle dichiarazioni presentate e della documentazione agli atti, può proporre alla Giunta la presa d’atto della compatibilità con il mandato parlamentare delle cariche o degli uffici ricoperti dai deputati ovvero, ove constati l’insufficienza degli elementi documentali disponibili o ravvisi la sussistenza di elementi di dubbio, invita il deputato interessato a far pervenire, entro il termine di quindici giorni, ogni utile documentazione e valutazione in merito e, all’esito di tale accertamento, procede alternativamente alla presa d’atto della compatibilità o all’istruttoria in contraddittorio. In tal caso comunica le ragioni della ritenuta valutazione al deputato interessato, il quale può trasmettere al Comitato ogni utile controdeduzione entro il termine di quindici giorni, chiedendo eventualmente di essere ascoltato dal Comitato stesso. All’esito di tale fase il Comitato avanza la conseguente proposta alla Giunta. Le delibere di incompatibilità non possono essere oggetto di richiesta di riesame e sono comunicate immediatamente al Presidente della Camera, il quale invita il deputato interessato ad optare entro trenta giorni tra il mandato parlamentare e la carica, l’ufficio o la funzione giudicati incompatibili; trascorso inutilmente tale termine, il Presidente della Camera iscrive all’ordine del giorno dell’Assemblea la proposta di dichiarazione di incompatibilità e la conseguente decadenza dal mandato parlamentare. L’opzione tardiva è inefficace ai fini della deliberazione di decadenza.

[5] Saverio Valentino, nominato con determinazione del 15 luglio 2026, ha assunto le funzioni di presidente dal giorno successivo.

[6] Con comunicato stampa del 6 maggio 2019, è stato reso noto che il presidente Rustichelli si è insediato alla presidenza dell’Autorità in pari data, avendo ricevuto il 17 aprile 2019 dal CSM l’autorizzazione al collocamento fuori ruolo.

[7] Si segnala che tra il 5 maggio e il 15 luglio 2026 le funzioni di presidente sono state svolte dalla componente del collegio Elisabetta Iossa.

[8] Si rammenta che, ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche – CIVIT, che era già stata individuata come Autorità nazionale anticorruzione dall’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, ha assunto la denominazione di Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni – ANAC. Il comma 2 dell’articolo 19 del citato decreto-legge n. 90 del 2014 ne ha infine mutato la denominazione in Autorità nazionale anticorruzione – ANAC.

[9] Si ricorda che nel mese di marzo 2023, il commissario Paolo Ciocca (nominato con DPR del 12 febbraio 2018) aveva rassegnato le proprie dimissioni con decorrenza dal 1° aprile 2023. L’incarico settennale sarebbe dovuto scadere il 12 febbraio 2025. Inoltre, il 4 febbraio 2023 era scaduto il mandato di Giuseppe Maria Berruti, nominato componente della Commissione con DPR del 4 febbraio 2016.

[10] Nelle premesse del citato decreto ministeriale di nomina di Spadone del 31 marzo 2022 si leggeva che “il predetto incarico di commissario straordinario dell’Ente parco nazionale della Val Grande conferito al signor Massimo Bocci, per effetto del regime di proroga degli organi ordinari e straordinari di cui all’articolo 33 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 viene in scadenza in data 31 marzo 2022”.

[11] Si ricorda a tal proposito che il comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 7 agosto 2019, n. 75 aveva previsto che il presidente e il collegio in carica continuassero ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all’insediamento del nuovo Collegio e, comunque, per non oltre ulteriori sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. In sede di conversione del decreto tale termine era stato prorogato al 31 dicembre 2019. Successivamente, il comma 2 dell’articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 aveva nuovamente prorogato l’esercizio delle suddette funzioni sino al 31 marzo 2020. Infine, l’articolo 118 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, aveva ulteriormente esteso la proroga fino ai 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza relativo al rischio sanitario da agenti virali trasmissibili, dichiarato con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020.

[12] A tal proposito si segnala che, nella relazione annuale 2023 sull’attività svolta dall’ISIN nel corso del 2022 (Doc. CXCI, n. 2, pag. 14) viene evidenziato come la decorrenza del mandato dovesse iniziare – secondo quanto sostenuto dall’ISIN medesima – non dalla data del citato DPR del 15 novembre 2016, ma dalla data del DPCM del 10 novembre 2017 con il quale il neo direttore dell’Ispettorato è stato collocato fuori ruolo per lo svolgimento dell’incarico. La consulta si insediò effettivamente il 18 dicembre 2017.

[13] Tutte le proposte di nomina erano state assegnate alle Commissioni riunite 10ª (Industria) e 13ª (Territorio) del Senato, che le avevano esaminate nella seduta del 28 settembre 2016 esprimendo su ognuna parere favorevole a maggioranza assoluta dei componenti. Le richieste erano state assegnate altresì alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) della Camera, che avevano parimenti espresso su ciascuna di esse parere favorevole a maggioranza assoluta dei componenti nella seduta del 12 ottobre 2016.

[14] La violazione di tale divieto è punita, salvo che il fatto costituisca reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad una annualità dell’importo del corrispettivo percepito. All’imprenditore e all’associazione che abbiano violato tale divieto si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari allo 0,5 per cento del fatturato e, comunque, non inferiore a euro 150.000 e non superiore ad euro 10 milioni, e, nei casi più gravi o quando il comportamento illecito sia stato reiterato, la revoca dell’atto autorizzativo inerente all’attività illecitamente condotta.

[15] La nomina di Berni si era resa necessaria a seguito della nota dell’8 novembre 2021 con la quale il presidente dell’Istituto comunicava al Ministero dell’università e della ricerca il decesso del consigliere di amministrazione Luigi Reitani e la conseguente necessità di indire le elezioni per la designazione di un nuovo consigliere di amministrazione in rappresentanza dei ricercatori e dei tecnologi.

[16] Si segnala che il mandato dei membri subentrati successivamente all’insediamento dell’organo (1° luglio 2022) scadrà al termine del restante periodo del quadriennio di durata del mandato del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS (1° luglio 2026).

[17] Ai sensi del citato articolo 17-ter, Pagano partecipa, con diritto di voto, alle sedute aventi ad oggetto l’esame di questioni inerenti alle materie di natura assistenziale per le persone con disabilità. Tale nomina è stata comunicata al Parlamento con lettera del 12 aprile 2024.

[18] Si segnala che il mandato dei membri subentrati successivamente all’insediamento dell’organo (8 luglio 2022) è scaduto al termine del restante periodo del quadriennio di durata del mandato del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INAIL (8 luglio 2026).

[19] In precedenza, con decreto del Ministro della salute del 2 marzo 2020, erano stati nominati componenti del consiglio di amministrazione dell’Istituto, Sabina Nuti, designata dal Ministro della salute; Adriana Caterina Maggi, designata dal Ministro dell’università e della ricerca; Vitangelo Dattoli e Giuseppe Toffoli, quest’ultimi due designati dalla Conferenza unificata.

[20] Il citato decreto legislativo adegua l’ordinamento nazionale all’ordinamento dell’Unione europea in materia di parità di trattamento, ed in particolare alle seguenti direttive: direttiva (UE) 2024/1499 del Consiglio del 7 maggio 2024 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone; direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego.

[21] Si prevede, in particolare, che l’Organismo subentri al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio nei provvedimenti di nomina degli esperti e nei contratti di lavoro in essere presso l’UNAR, prorogati fino all’istituzione del ruolo dell’Ufficio dell’Organismo medesimo.

[22] Per approfondimenti si rinvia al dossier del Servizio Studi, con l’avvertenza che lo stesso è stato predisposto sulla base dello schema di decreto legislativo inviato alle Camere per il parere dopo la delibera preliminare del Consiglio dei ministri nella seduta dell’11 febbraio 2026 e non sul testo definitivamente deliberato dallo stesso Consiglio il 24 aprile 2026.

[23] Con riferimento alla procedura di nomina di Nastasi, si segnala che, con nota dell’8 settembre 2022 il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha comunicato la designazione di Nastasi quale presidente del consiglio di gestione della SIAE da parte del consiglio di sorveglianza della società. Il Ministro della cultura e il Capo di gabinetto del Ministro dell’economia e delle finanze, d’ordine del Ministro medesimo, hanno espresso rispettivamente con nota prot. 22413 e con nota prot. 18772 entrambe del 9 settembre 2022, il concerto al conferimento dell’incarico. In precedenza, il 5 settembre 2022, l’assemblea generale della SIAE aveva eletto il nuovo consiglio di sorveglianza, che, nella seduta dell’8 settembre 2022, aveva designato quale presidente del consiglio di gestione Salvatore Nastasi ed eletto componenti dell’organo stesso Salvatore Nastasi, Roberto Razzini, Roberto Giacomo Pischiutta, Paolo Franchini e Claudio Carboni.

[24] L’articolo 8 del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, di cui si dirà oltre, precisa che la vigilanza del Ministero della difesa sull’UITS è relativa alle sole funzioni istituzionali dell’Ente (comma 17).

[25] Nell’ambito di tale Istituzione, è stato previsto un consiglio sportivo quale organo di indirizzo della politica sportiva, composto da: i) un presidente eletto dall’assemblea nazionale, che ha la rappresentanza sportiva dell’UITS presso la federazione internazionale di riferimento, il CONI e il Comitato italiano paralimpico (CIP); ii) due rappresentanti degli atleti; iii) un rappresentante dei tecnici; iv) sette rappresentanti delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate. Al fine di rafforzare l’autonomia della componente sportiva dell’Ente, la norma prevede che la decadenza, per qualsiasi causa, del presidente dell’UITS e del consiglio generale (cfr. oltre) non comporti automaticamente anche la decadenza del consiglio sportivo (comma 1, lettere h) e i)).

[26] In particolare, il Tribunale ha accolto il ricorso presentato da quarantadue sezioni di tiro a segno nazionali (TSN) unitamente ad un candidato alla presidenza, annullando il citato decreto per violazione di legge ed eccesso di potere rispetto ai limiti del mandato commissariale.

[27] Tale sentenza si è pronunciata sul ricorso in ottemperanza relativo alla citata sentenza n. 18966/2025, accogliendo le ragioni dei ricorrenti e intimando al commissario la convocazione dell’assemblea entro il termine perentorio di 10 giorni.

[28] Nel medesimo comunicato si specifica che la convocazione dell’assemblea nazionale elettiva è stata effettuata “per mera ottemperanza”, non essendo a tale data ancora disponibili i dati finanziari delle sezioni TSN per il 2025, la graduatoria nazionale del campionato italiano società (CIS) e mancando l’approvazione del bilancio preventivo UITS 2026 da parte delle amministrazioni vigilanti. Vengono pertanto rinviati a successivi provvedimenti la comunicazione del regolamento assembleare, il relativo luogo di svolgimento, nonché la composizione della commissione di verifica dei poteri.

[29] A tal proposito, si segnala che l’elezione di Turisini è avvenuta ai sensi del comma 25 dell’articolo 8 del decreto-legge n. 108 del 2026 che, nella versione vigente alla data dell’assemblea, prevedeva che qualora nelle more del riordino fossero indette o espletate procedure elettorali per il rinnovo degli organi sportivi, l’eventuale elezione del presidente avrebbe riguardato l’Istituzione sportiva e avrebbe acquisito efficacia dopo il completamento degli adempimenti del commissario straordinario e comunque entro il 31 dicembre 2026. Il citato comma 25 è stato tuttavia oggetto di modifica in sede di conversione del decreto-legge. Nella sua nuova formulazione, esso stabilisce che le elezioni per il rinnovo degli organi dell’Istituzione sportiva siano indette successivamente all’approvazione del nuovo statuto e che eventuali procedure elettorali avviate prima di tale approvazione non producano effetti ai fini della costituzione degli organi della medesima Istituzione sportiva. Dispone infine che entro trenta giorni dal completamento degli adempimenti di adeguamento dello statuto e dei regolamenti interni siano aperti i termini per la presentazione delle candidature.

Si evidenzia come, in relazione alla nomina del presidente dell’Istituzione sportiva, non si ravvisano obblighi consultivi o di comunicazione nei confronti del Parlamento.