Onorevoli Colleghi! - La necessità di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta, a norma dell'articolo 82 della Costituzione, sulla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) nasce dall'esigenza di tutelare il diritto d'autore e la proprietà intellettuale delle opere dell'ingegno.
Nel panorama internazionale, la SIAE rappresenta un unicum: per legge, è un ente pubblico economico a base associativa, opera in regime monopolista e la sua attività è disciplinata da norme di diritto privato.
A fronte delle intenzioni manifestate dall'Unione europea sino dal 2012, la Società - fondata nel 1882 a Milano da un gruppo di editori e di autori al quale appartenevano Treves, Loescher, Verdi, Carducci, De Sanctis, Verga e De Amicis - continua a operare come unico soggetto di intermediazione del diritto d'autore sul territorio italiano, in virtù, da un lato, della frammentazione geografica che costringe tuttora gli utilizzatori di contenuti protetti da copyright a negoziare Paese per Paese i relativi diritti locali, invece di poterli acquistare una sola volta da un qualsiasi organismo di gestione collettiva dei diritti d'autore (dunque un monopolio di fatto) e, dall'altro, del fatto che il nostro ordinamento che stabilisce, all'articolo 180 della legge 22 aprile 1941, n. 633, che l'attività di intermediazione del diritto d'autore sia riservata in via esclusiva alla SIAE.
Inchieste giornalistiche, interrogazioni e mozioni parlamentari, nonché indagini conoscitive promosse presso la Commissione Cultura della Camera dei deputati nella scorsa legislatura hanno denunciato l'inefficienza di questo istituto.
Il bilancio previsionale della SIAE per il 2016, pubblicato nel sito internet dell'ente pubblico che tutela il diritto d'autore e ne gestisce la raccolta e la ripartizione dei proventi, torna a indicare numeri allarmanti. Gli utili finali derivanti dalla compensazione tra i ricavi (184,2 milioni di euro), i costi della gestione ordinaria (172,5 milioni di euro) e le spese di gestione strategica (9,92 milioni di euro, in questa voce confluiscono le quote di ammortamento degli investimenti, le consulenze e le attività promozionali) sono di nuovo in bilico, a poco meno di cinque anni dal commissariamento ordinato dal Governo nel marzo 2011 della Società che opera in Italia come copyright collecting agency monopolista.
Inoltre, grazie all'ultima legge di stabilità (legge n. 208 del 2015) il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) attribuirà un'ulteriore quota pari al 10 per cento del totale dell'equo compenso raccolto, da utilizzare in attività promozionali. Nel bilancio previsionale, alla voce sui ricavi dal diritto d'autore, quote sociali, provvigioni su incassi per diritto d'autore e rimborso delle spese per copia privata sono accorpati (l'aggregato vale 109 milioni di euro, con una crescita anno su anno dell'1,2 per cento), in modo che non sia possibile sapere esattamente quanto la SIAE trattiene dell'equo compenso e quanto invece ripartisce agli aventi diritto.
Secondo la Confederazione internazionale delle società degli autori e dei compositori, nel 2014 sono stati raccolti a livello mondiale 314 milioni di euro per le copie private. La relazione della Commissione parlamentare francese incaricata di rivedere la disciplina transalpina in materia afferma che in Italia la cifra corrispondente per il 2015 è di 157 milioni di euro (un dato né confermato né smentito dal MIBACT e dalla SIAE).
Un altro aspetto da tenere presente è la lentezza con cui la SIAE ripartisce i compensi agli aventi diritto, lentezza che le consente di conservare le somme raccolte, maturando cospicui interessi su esse. In questo particolare periodo di crisi economica nazionale e internazionale, il Parlamento è chiamato a vigilare sull'esercizio delle funzioni e sull'amministrazione dei beni pubblici, a tutela dell'interesse comune dei cittadini.
Tale attività è necessaria anche sulle materie oggetto della presente proposta di inchiesta parlamentare, volta ad accertare eventuali responsabilità politiche e dirigenziali riferite alla gestione dei diritti d'autore, mediante il vaglio dell'attività svolta dalla SIAE.
È necessario, inoltre, appurare gli esiti delle scelte di gestione operate dai responsabili della SIAE nonché l'operato degli organi pubblici deputati dall'ordinamento alla vigilanza dell'ente. Occorre fare chiarezza sull'intero sistema che coinvolge direttamente gli interessi degli autori di opere dell'ingegno e indirettamente quelli di tutti i cittadini.
Con la presente proposta di inchiesta parlamentare si chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta con il compito di indagare sull'attività, sulla gestione e sul funzionamento degli organi sociali della SIAE, individuando nel dettaglio i contenuti oggetto dell'inchiesta.
La Commissione è istituita per la durata della XVII legislatura e presenta una relazione all'Assemblea della Camera dei deputati entro dieci giorni dalla conclusione dei suoi lavori.
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