Onorevoli Colleghi! - Dall'inizio di quest'anno ad oggi il numero degli immigrati ospitati nei centri di accoglienza è aumentato in maniera esponenziale: da 17.221 a gennaio 2014 a 66.066, ultimo dato registrato a dicembre dello scorso anno.
A fronte di tale situazione, conseguente all'avvio dell'operazione Mare Nostrum, dall'ottobre dello scorso anno sono stati investiti centinaia di milioni di euro di fondi statali per aumentare la ricettività del sistema di accoglienza, a cui si sono aggiunti recentemente 187,5 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità per l'ampliamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).
Il sistema di accoglienza, ad oggi, è strutturato in differenti tipologie e strutture: CPSA (centri di primo soccorso e accoglienza), CDA (centri di accoglienza), SPRAR e CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo). Inoltre, sempre all'accoglienza sono stati destinati, snaturandoli dalla loro funzione, tre dei cinque centri di identificazione ed espulsione (CIE) rimasti in funzione.
Si tratta, dunque, di un sistema complesso e gli investimenti di denaro pubblico per la gestione di tali centri sono aumentati in tale misura da rendere necessario un aumento dei controlli sia nella fase dell'affidamento della gestione che in quella successiva della gestione stessa, secondo i parametri dell'efficienza, efficacia ed economicità.
Anche recentemente notizie di stampa hanno riportato vicende giudiziarie che coinvolgono enti, cooperative e associazioni di gestori dei centri. Ciò impone, accanto e in parallelo alla doverosa azione della magistratura, un immediato intervento del Parlamento volto a fare luce su come sono stati gestiti gli ingenti investimenti di denaro pubblico impiegati in tutto il circuito dell'accoglienza nonché a verificare l'attuazione della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, che dispone l'effettivo e immediato rimpatrio dei clandestini e per cui la stessa Unione europa stanzia ingenti finanziamenti anche in favore dell'Italia.
In un momento di grande e grave difficoltà economica occorre dunque procedere a un esame approfondito e globale dei costi delle strutture e di tutti i servizi disposti nell'ambito del fenomeno immigratorio al fine di verificare la corretta gestione dei fondi europei e nazionali, nonché la sostenibilità finanziaria delle politiche in materia di immigrazione e asilo.
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