Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta nasce, in particolare, dalle gravi informazioni rese note dall'ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti d'America Timothy Geithner, nel saggio Stress Test, la cui rilevanza non può lasciare indifferente alcun cittadino italiano. Quali che siano la collocazione politica e l'orientamento culturale di ciascuno, l'unità ideale di una nazione che si vanta di appartenere al novero delle grandi liberal-democrazie si fonda sulla possibilità di riconoscersi nell'appartenenza ad una comunità sovrana, radicata nei valori di una Costituzione che, quand'anche si ritenga di voler ammodernare, costituisce comunque la grammatica comune della convivenza civile così faticosamente raggiunta.
Le notizie diffuse da Geithner sono di assoluta gravità, perché testimoniano di un «complotto» (sono parole dell'ex Segretario al Tesoro americano) ordito nei confronti di un Governo legittimato dai voti dei cittadini italiani, in totale spregio di quella Costituzione e del tutto al di fuori di qualsiasi procedura democratica. Timothy Geithner riferisce chiaramente di essere stato avvicinato, nell'autunno del 2011, da alcuni «funzionari europei» (nel testo scrive officials, parola che indica esponenti di alte burocrazie o personalità legate a Governi), che gli avrebbero proposto un piano per far cadere il Presidente del Consiglio dei ministri italiano Silvio Berlusconi.
Che non si tratti di illazioni gratuite è dimostrato, oltre che dall'autorevolezza del personaggio (che non nasconde peraltro un giudizio politico critico su Silvio Berlusconi), anche dalle ulteriori prove desumibili da una pluralità di autorevolissime fonti. Mi riferisco, tanto per citarne qualcuna, alle notizie diffuse dall'ex Primo Ministro spagnolo Zapatero nel volume Il dilemma: 600 giorni di vertigini, ove scrive: «Ci fu una cena ristretta: solo 4 primi ministri europei con i loro ministri economici, i vertici dell'UE, del FMI e il Presidente degli Stati Uniti, seduti attorno a un tavolo piccolo, rettangolare che ispirava confidenza. Una cena sull'Italia e il futuro dell'euro, quasi due ore nelle quali si mise il Governo italiano sotto un duro martellamento perché accettasse lì, a quello stesso tavolo, il salvataggio del Fondo monetario internazionale e dell'UE come già Grecia, Irlanda e Portogallo. Berlusconi e Tremonti si difesero con un catenaccio in piena regola. Tremonti ripeteva: "Conosco modi migliori per suicidarsi". Berlusconi, più casereccio, evocava la forza dell'economia reale e del risparmio degli italiani. Alla fine si arrivò a un compromesso per il quale FMI e UE avrebbero costituito un gruppo di supervisione sulle riforme promesse. Il Cavaliere spiegò in pubblico che il ruolo del FMI era di "certificare" le riforme, però il Governo italiano risultò toccato profondamente. Solo pochi giorni dopo quel G20, il 12 novembre, Berlusconi si dimetteva. E Mario Monti era eletto primo ministro. Il lettore potrà trarne le sue conclusioni».
Altra testimonianza provengono dall'articolo di Peter Spiegel pubblicato nel Financial Times di qualche giorno fa, che scrive, a proposito del G20 di Cannes dell'ottobre 2011: «Berlino spingeva per il commissariamento dell'Italia. Obama la prese per un'impuntatura irrazionale, diede ragione alle resistenze italiane e alla fine si optò per un comunicato finale vago. Risultato: gli spread continuarono a salire e Silvio Berlusconi fu costretto alle dimissioni», e dal saggio di Alan Friedman, Ammazziamo il gattopardo, fino a quanto affermato dall'Economist del 1o-7-marzo 2014, nell'articolo What is gone wrong with democracy, in cui si afferma: «During the darkest days of the euro crisis the euro-elite forced Italy and Greece to replace democratically elected leaders with technocrats».
Se fosse accertata la verità di quanto risulta da queste varie fonti, diverse e certo non interessate alle nostre dispute interne, emergerebbe un quadro allarmante di distorsione della nostra democrazia, della volontà degli elettori, della sovranità italiana.
Gli italiani non hanno certezza di quanto viene affermato, non ne conoscono alcun dettaglio, non sanno quali soggetti, organizzazioni, poteri o Stati vi siano eventualmente coinvolti, né se di ciò fossero informati o partecipi rappresentanti di istituzioni italiane ed europee o esponenti del sistema politico ed economico.
Dopo queste notizie, il silenzio e l'ignoranza non possono più essere accettati. Sono in gioco il sentimento di fiducia civile e istituzionale che lega i cittadini tra loro e alle loro istituzioni, malgrado le differenze politiche, economiche e sociali, e la dignità di un intero popolo.
Oggi non è in questione la ricostruzione di alcuni fatti di cronaca, più o meno importanti; oggi è messa a repentaglio l'unità intorno alla Costituzione e alla sovranità nazionale, senza la quale si rompe il patto civile e tutto diviene possibile.
Siamo in un particolare momento storico in cui si fronteggiano spinte, anche molto aggressive, di rifiuto radicale dell'integrazione sovranazionale, alimentate anche da pulsioni populistiche che si alimentano della sfiducia e della diffidenza dei cittadini verso chi li governa. Non possiamo permetterci, l'Italia non può permettersi che così gravi dubbi continuino ad aleggiare sulla vita politica e istituzionale nazionale.
È necessaria chiarezza ed è necessario partire perciò da un'indagine del Parlamento, centro della sovranità nazionale così gravemente ferita, in grado di farsi promotore del più completo chiarimento, spingendo le istituzioni italiane ed europee all'esercizio di un dovere di trasparenza e di lealtà verso il popolo italiano.
Il gruppo di Forza Italia - il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente chiede a gran voce la massima chiarezza, cominciando dall'istituzione di una Commissione di inchiesta. Ci auguriamo che le altre forze politiche non si oppongano, comprendendo che i valori oggi in gioco travalicano gli interessi di parte.
Ci rivolgiamo quindi a tutte le forze politiche chiedendo ad esse di operare con noi perché la dignità nazionale e la sovranità dello Stato italiano siano tutelate attraverso un completo chiarimento di queste vicende e l'individuazione degli eventuali responsabili di una macchinazione che, ove accertata, umilierebbe la democrazia e il popolo italiano.
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