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Seduta del 19/10/2011


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Audizione del presidente della Giunta regionale del Lazio, Renata Polverini.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del presidente della Giunta


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regionale del Lazio, onorevole Renata Polverini, già sentita in audizione presso questa Commissione lo scorso 13 luglio 2010. Noi la ringraziamo particolarmente per la sua disponibilità.
L'audizione rientra nell'ambito dell'approfondimento che la Commissione sta svolgendo sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella regione Lazio. Avverto la nostra ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico.
Noi siamo partiti dalla constatazione che vi era una situazione, rappresentata nella nostra relazione, di evidente difficoltà che avrebbe potuto aggravarsi nel tempo. Abbiamo poi preso atto dell'imminente chiusura di Malagrotta e dell'ipotetica apertura di due nuovi siti di smaltimento dei rifiuti.
Le chiederei di riferire alla Commissione se la chiusura di Malagrotta avverrà a fine anno, se saranno pronte le altre discariche, qual è la situazione per quanto riguarda sia gli impianti di separazione secco-umido sia i termovalorizzatori e la raccolta differenziata.
Le chiederei infine un quadro complessivo dello stato della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nel Lazio. Cedo la parola alla presidente della regione Lazio, Renata Polverini.

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. Ho predisposto una relazione che illustrerò brevemente per poi approfondire alcuni aspetti rispetto alle vostre domande e anche al dibattito che si è svolto oggi presso il Consiglio regionale dove si è tenuto un incontro straordinario sulla questione dei rifiuti nella nostra regione.
In merito agli approfondimenti che questa Commissione sta effettuando introduco una descrizione del sistema di gestione dei rifiuti urbani del Lazio che abbiamo ereditato.
Tale sistema è caratterizzato dal preminente ricorso alla discarica rispetto alla filiera di trattamento. Il trattamento avviene per il rifiuto urbano indifferenziato essenzialmente tramite gli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB). Il sempre maggior livello di completamento di esercizio degli impianti di TMB programmati per la regione Lazio, unitamente all'incremento di prevenzione della raccolta differenziata renderanno sempre minore, fino a ridurlo a zero, il ricorso alle discariche per il rifiuto urbano indifferenziato, pratica, peraltro, non più ulteriormente consentita dalla normativa europea e dalle norme nazionali di recepimento.
Gli impianti di trattamento meccanico-biologico generalmente prevedono in uscita un combustibile derivato dai rifiuti e una frazione organica stabilizzata, ottenuta nella stragrande maggioranza dei casi con trattamento biologico di tipo aerobico e molto più di rado con un ricorso alla digestione anaerobica con produzione di biogas.
Per il combustibile derivato dal rifiuto e la frazione organica stabilizzata sopra descritti sono definiti i rispettivi e naturali destini, la combustione o la gassificazione con recupero di energia per il primo e la valorizzazione quale materiale di riferimento nella gestione delle discariche per la seconda.
Nel territorio laziale sono presenti impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani dei quali una parte risulta già realizzata e in esercizio. Ve ne fornisco un primo elenco. Un'altra parte è programmata, e anche in merito c'è una tabella relativa, per un totale utilizzato di 2 milioni 447 mila 670 tonnellate all'anno.
Gli impianti di termovalorizzazione o gassificazione nel territorio regionale sono tre. Si specifica che abbiamo utilizzato la messa in esercizio della seconda e terza linea attualmente in fase di gestione assistita dell'impianto di San Vittore. L'impianto di Colleferro è costituito da due linee entrambe in esercizio. Il gassificatore di Malagrotta attualmente risulta non funzionante ma in corso di completamento.
La potenzialità totale indicata in tabella, pari a circa 700 mila tonnellate annue, non è al momento totalmente disponibile per il combustibile derivato da rifiuto e per il combustibile solido secondario prodotto.


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Per quanto riguarda il previsto impianto di gassificazione di Albano Laziale su di esso pende il giudizio del Consiglio di Stato che ne rende incerto il futuro.
Ci sono poi dieci discariche anch'esse dislocate in tutto il territorio del Lazio per le quali è allegata una tabella.
Per quanto riguarda la provincia di Roma e la discarica di Malagrotta è prevista la chiusura entro i prossimi mesi. Il Commissario nominato dal Governo per l'emergenza legata alla gestione della chiusura di Malagrotta, il prefetto Pecoraro, sta provvedendo, insieme al soggetto attuatore, il dottor Marotta che è seduto vicino a me, alla designazione del sito di smaltimento per Roma, Ciampino, Fiumicino e Città del Vaticano.
Per quanto attiene al sito individuato a Fiumicino, in località Pizzo del Prete, esso è stato definito con mia ordinanza del 30 giugno 2011 sito preferenzialmente idoneo per l'allestimento dell'impiantistica e della discarica a esso funzionale, occorrendo per esso almeno 36 mesi, in considerazione delle molteplici opere necessarie. Non escludo pertanto che, nel transitorio, si possa individuare un sito di smaltimento provvisorio.
A tale proposito, non escludo inoltre che il Commissario possa prevedere la realizzazione di un'ulteriore linea di trattamento dei rifiuti indifferenziati presso il sito provvisorio sopra citato.
È opportuno, infine, aggiungere la citazione dell'ordinanza Z0002 del 28 giugno 2011, che impone l'attivazione e la piena operatività dei quattro TMB, due di proprietà dell'AMA e due di Malagrotta, a dimostrazione della volontà da parte di questa Giunta regionale di trattare tutti i rifiuti, ove possibile, della capitale.
Abbiamo da AMA, che ho incontrato ieri, l'assicurazione che i suoi impianti sono già andati quasi totalmente a regime, mentre siamo in attesa di conoscere dal avvocato Cerroni entro quando metterà a sistema gli impianti di Malagrotta. Abbiamo anche rimosso la questione delle tariffe che, secondo lui, era ostativa per il funzionamento.
Non ci sono più da parte della regione atti da compiere eccetto semplicemente provvedere a ciò che la mia ordinanza prevedeva.
Per quanto riguarda il Piano di gestione rifiuti della regione Lazio è stato redatto al fine di rispondere alla procedura di infrazione di cui alla sentenza del 14 giugno del 2007 con cui la Corte di giustizia dell'Unione europea ha condannato l'Italia per la violazione della direttiva 75/442/CEE per la mancata individuazione dei «luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, in particolare per quanto riguarda i rifiuti pericolosi...».
Il nuovo Piano, che invece risponde ai dettami comunitari, è stato adottato dalla Giunta regionale da me presieduta e presentato ufficialmente alla stampa in data 19 novembre 2010.
Successivamente, a seguito dell'emissione del parere motivato rilasciato dall'Ufficio VAS, il Piano è stato aggiornato dalla stessa Giunta regionale e riadottato in data 20 maggio 2011.
Attualmente si sta lavorando affinché venga approvato in Consiglio regionale entro l'autunno. I tempi di attuazione del Piano andranno, a seconda degli interventi, da un minimo di 11 mesi fino all'anno 2017.
Vorrei precisare che in questo tempo abbiamo naturalmente anche mantenuto contatti costanti e continui con la Commissione europea per far venire meno alcune criticità che il Piano presentava rispetto alle loro indicazioni. Stiamo, dunque, andando in Consiglio con un Piano già osservato dall'Unione europea.
Il Piano rifiuti è strutturato in due sezioni: rifiuti urbani e rifiuti speciali. Sulla base della situazione attuale e dei vincoli di legge il Piano riporta le stime dell'andamento di crescita dei rifiuti, proponendo iniziative per ridurne la produzione, e gli scenari di risposta per chiudere il ciclo in maniera virtuosa.
Inoltre, allo scopo di fornire indirizzi per la pianificazione degli interventi da attuare nel caso di mancata realizzazione dello scenario di Piano viene definito lo scenario di controllo, che permette di


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tenere sotto controllo il raggiungimento degli obiettivi di Piano attraverso un monitoraggio con reportistica annuale.
Gli elementi essenziali contenuti nel Piano riguardano la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, l'utilizzo residuale delle discariche e la definizione dei confini amministrativi e di gestione dei rifiuti. La prevenzione e la riduzione dei rifiuti sono gli obiettivi primari fondamentali individuati sia dagli interventi normativi europei, sia dai loro recepimenti nazionali e regionali.
La regione Lazio, nondimeno, nel Piano della gestione dei rifiuti pone come obiettivo generale quello di operare una pianificazione sull'intero ciclo di gestione dei rifiuti, introducendo una novità assoluta, che riguarda l'attivazione di iniziative di prevenzione, recupero e riuso dei rifiuti prima ancora del loro trattamento, per cercare di ridurne la produzione rispetto alla crescita inerziale di almeno il 7 per cento su scala regionale.
Attualmente gli uffici regionali competenti stanno lavorando per procedere in tempi brevi alla prima adozione in Giunta del Piano di prevenzione dei rifiuti regionali, naturalmente collegato al Piano di gestione sopra menzionato e finalizzato alla definizione maggiormente dettagliata delle misure di prevenzione previste con i relativi obiettivi di decremento della produzione di rifiuto su base regionale.
All'interno del Piano di prevenzione si vuole affrontare il tema della riduzione della produzione di rifiuti, agendo principalmente sull'azione di regolamentazione, promozione e attuazione da parte delle pubbliche amministrazioni, iniziative volte alla riduzione dei rifiuti organici, alla razionalizzazione dell'utilizzo della carta e degli imballaggi e a minimizzare il ricorso all'usa e getta nei beni di largo consumo.
In stretta connessione con la pianificazione la Finanziaria regionale ha già previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro per l'erogazione di contributi per la realizzazione di iniziative locali di prevenzione rifiuti, i cui dettagli su modalità di partecipazione e criteri di valutazione saranno oggetto di un bando già predisposto di prossima pubblicazione sugli organi regionali di divulgazione.
Ancora, il Piano regionale di gestione dei rifiuti mira, oltre che a un indispensabile incremento, soprattutto a un miglioramento qualitativo della raccolta differenziata, obiettivi imprescindibili per sostenere con profitto la filiera del riciclo.
Proprio ieri abbiamo approfondito il tema, sempre con AMA, perché è evidente che Roma incide in maniera importante in tutte le future percentuali di raccolta differenziata, e ci pare, ma ovviamente non sta a noi in questo momento annunciarle perché sono decisioni ancora da prendere, che si stia mettendo in campo forse per la prima volta una politica che darà i risultati che tutti noi auspichiamo. Di qui a breve credo che saranno illustrati gli strumenti e le modalità che saranno messi a disposizione dei cittadini.
Nel nostro Piano viene previsto un incremento della raccolta differenziata dal 22 per cento al 65 per cento tra il 2011 e il 2012, necessariamente in linea con i dettami normativi nazionali e comunitari. Nella nuova Finanziaria regionale, inoltre, sono stati stanziati 135 milioni di euro da destinare a programmi sulla differenziata tra il 2011 e il 2013. Nei prossimi giorni, grazie al patto regionalizzato che proprio in queste ore sta passando per i criteri in Commissione bilancio al Consiglio regionale, saranno erogati i primi 25 milioni. Entro pochi giorni illustreremo come e a chi andranno queste risorse.
A questo proposito, sempre a corredo delle indicazioni del Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle azioni che in esso sono ritenute determinanti, gli uffici tecnici regionali sono al termine di un lavoro di messa a punto delle linee guida per l'attuazione della raccolta differenziata sul territorio regionale, lavoro che, pur non avendo valenza di natura prescrittiva quali i documenti di pianificazione sopra citati, vuole costituire, al termine di una serie di tavoli tecnici di concertazione con le province del Lazio,


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un vademecum al servizio delle amministrazioni locali per ragionare in termini di pianificazione, progettazione, divulgazione e implementazione di modelli differenti di raccolta differenziata il più possibile adattati alle specifiche realtà territoriali in cui vogliono operare.
Non ultimo, punto assai qualificante del Piano è considerare l'utilizzo delle discariche quali esclusivamente residuali. In altri termini, nelle discariche a servizio del ciclo di gestione rappresentato dal Piano dovranno confluire solo rifiuti trattati, così come, del resto, impongono la direttiva europea e la normativa italiana di relativo recepimento.
Non si può tuttavia ignorare che attualmente, a causa del ritardo di attuazione della politica di gestione virtuosa dei rifiuti accumulatisi negli anni, è ancora troppo alta la percentuale di rifiuti urbani indifferenziati che confluiscono in discarica. Solo nel transitorio di attuazione degli obiettivi del nuovo Piano la regione punta, durante il completamento dell'impiantistica prevista e necessaria al funzionamento razionale di tutto il sistema, a portare in discarica il minor quantitativo possibile e in misura progressivamente sempre minore.
Per quanto riguarda la definizione dei confini amministrativi nella gestione dei rifiuti urbani, il Piano individua un solo Ambito territoriale ottimale (ATO), coincidente con l'intero territorio regionale. Individua, inoltre, cinque sub ATO entro i quali organizzare i servizi di raccolta dei rifiuti urbani assimilati e garantire l'autosufficienza degli impianti di TMB dei rifiuti urbani indifferenziati.
I sub ATO corrispondono, con alcune piccole distinzioni, ai territori delle cinque province, avendo introdotto il principio di prossimità. In questo modo la regione conta di semplificare il sistema di raccolta e di smaltimento, rendendolo più efficace ed economico. Non è previsto dunque un esodo indiscriminato dei rifiuti romani per il Lazio. Quelli della capitale rimarranno nel sub ambito di pertinenza.
Per quanto riguarda, infine, il comune di Colleferro, esso ricade nel sub ATO di Roma. Il territorio del sub ATO coincide con la provincia di Roma, con l'esclusione dei comuni di Anzio e Nettuno e con l'aggiunta di due comuni di confine della provincia di Frosinone: Anagni e Paliano.
Ricordiamo che il comune di Colleferro è proprietario dei terreni su cui sorgono gli impianti del Consorzio Gaia e che la Giunta regionale ha approvato in data 13 agosto 2011 la legge n. 15 di costituzione della società per azioni denominata Lazio Ambiente SpA che correrà per l'acquisizione del suddetto Consorzio.
Lazio ambiente sarà una società completamente pubblica, inizialmente di sola proprietà regionale e successivamente aperta ai comuni eventualmente interessati. Allo stato attuale, in seguito agli incontri avvenuti in particolare con il Ministero dello sviluppo economico e con l'amministratore straordinario del Consorzio Gaia, è in fase di redazione l'offerta economica e tecnica.
Inoltre, essendo il comune di Colleferro sede di impianti di gestione rifiuti ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale 21 del 1991, ha usufruito di un contributo regionale pari a circa 182 mila euro per il rifacimento dell'illuminazione del quartiere di Santa Barbara.
Questa è una relazione sintetica di ciò che stiamo facendo. Naturalmente confermo che andiamo verso la chiusura di Malagrotta, la più grande discarica d'Europa.
Presidente, voglio puntualizzare che noi chiudiamo una discarica di circa 180 ettari e che stiamo lavorando per un impianto definitivo di soli 30 ettari. Ciò serve a indicare la differenza tra la gestione dei rifiuti per come noi l'abbiamo vissuta con Malagrotta e quella che, invece, prevede la questione del nuovo impianto.

ALESSANDRO BRATTI. Questo è il Piano che avete predisposto nel novembre scorso. Sarà aggiornato oppure rimangono le linee approvate nel novembre 2010?

RENATA POLVERINI, Presidente della giunta regionale del Lazio. È stato già sottoposto alla VAS, è stato modificato a


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maggio e adesso è in Commissione per il passaggio in Aula.

ALESSANDRO BRATTI. Mi sembra di aver capito che la scelta è basata sull'attuale impiantistica con riferimenti alla scelta del trattamento meccanico-biologico e alla produzione di CDR. Ovviamente è una scelta che ha una sua logica. Purtroppo però abbiamo visto che in Italia le due regioni che si sono basate sul CDR sono entrambe fallimentari. Nessuno vuole fare il gufo e si spera che a voi vada meglio, però la Calabria e la Campania, le due regioni che avevano puntato sul sistema del combustibile da rifiuto, non si trovano in buone condizioni. Ripeto, però, che la scelta può essere condivisibile.
Se non chiude il 31 dicembre chiuderà pochi giorni dopo, ma non credo che la discarica di Malagrotta, anche in virtù di questa attenzione da parte della Comunità europea, possa continuare a essere utilizzata.
Per quale motivo si è scelto di istituire la figura del Commissario per la gestione emergenziale? Ci siamo posti diverse volte la domanda anche perché la scelta dei siti dove poter realizzare i sei o sette eventuali impianti è stata compiuta dalla regione.
Dai colloqui avuti con il perfetto Pecoraro e con l'avvocato Cerroni emerge una situazioni che io per il momento chiamerei «di scarsa trasparenza». Può anche darsi che siano coincidenze, però mi hanno lasciato molto perplesso. Faccio riferimento soprattutto al fatto che pare che il Commissario abbia già individuato due siti, tra cui quello di Quadro Alto a Riano, dei quali ha dichiarato di ignorare chi sono i titolari della proprietà, il che ci è sembrato un po' curioso. Scegliere a priori un sito, non sapere di chi è e ammetterlo pubblicamente mi è sembrato, se non altro, molto strano.
Peraltro, oggi ci è stato consegnato da parte del Commissario un documento che dichiara che la proprietà del sito di Quadro Alto è di una certa società, mentre noi abbiamo saputo che il sito appartiene all'avvocato Cerroni che lo ha acquistato attraverso il CO.LA.RI.
Lo stesso avvocato Cerroni ci ha riferito di avere un contenzioso aperto con la regione, quando non era probabilmente gestita da lei ma dall'amministrazione precedente, perché su quel sito lui aveva già fatto richiesta per sviluppare una discarica.
Questa fase emergenziale rischia di essere molto critica perché tra il momento in cui chiuderete Malagrotta e il momento in cui il vostro Piano andrà a regime probabilmente ci sarà un periodo di transizione durante il quale ci sarà bisogno di trovare una collocazione per i rifiuti. È la fase probabilmente più delicata da gestire ed è per questo che le chiedo un chiarimento.
Rispetto alla scelta dei siti, si è avuto un confronto con i cittadini o comunque con i sindaci che li rappresentano? Chi ha svolto tecnicamente lo studio per la scelta di questi siti? Mi risulta che ci siano alcuni problemi riguardo alle distanze dai centri abitati. Se non è così, la prego di chiarire la situazione.
Ci sono contenziosi economici in atto tra l'amministrazione regionale e le società dell'avvocato Cerroni?
Inoltre, lei ha affermato che procederete all'acquisto, attraverso una società interamente pubblica, degli impianti di Colleferro. Visto che il Governo nazionale, reintroducendo nel decreto sviluppo l'articolo 4, impone la vendita obbligatoria di almeno il 40 per cento delle azioni delle società pubbliche che trattano rifiuti, come intendete procedere? Lei stessa, durante la precedente audizione, aveva manifestato il timore che la vendita di queste azioni potesse favorire, soprattutto in alcune zone a rischio, le infiltrazioni della malavita più o meno organizzata. Se effettuerete questa operazione con una società interamente pubblica, immediatamente dopo dovrete mettere sul mercato il 40 per cento delle azioni e, quindi, trovare un partner privato. Ciò dovrebbe valere per tutti i consorzi pubblici che oggi operano nel Lazio.
Siamo preoccupati, sulla base dell'esperienza e delle audizioni non troppo tranquillizzanti che abbiamo avuto col Commissario


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e con l'avvocato Cerroni, per la gestione del periodo transitorio. Dobbiamo evitare che ci sia un'emergenza nel Lazio che veda il ripetersi del fenomeno dei cumuli di rifiuti a terra, esperienza che purtroppo abbiamo visto in altre regioni.

CANDIDO DE ANGELIS. Noi abbiamo analizzato e abbiamo già svolto diverse audizioni, anche con l'assessore Di Paolo, il quale ci ha portato il Piano regionale, ce l'ha spiegato e ha spiegato le motivazioni, i perché di determinate cifre e scelte, per alcuni versi più che altro subìte.
Credo che in altre parti della Regione avremo gli stessi problemi di Malagrotta, per esempio le discariche di Latina sono in fase in completamento, almeno quella pubblica.
Abbiamo recentemente svolto le audizioni del Commissario Pecoraro e dell'avvocato Cerroni e ritengo che la commissione debba approfondire alcune tematiche emerse, quali il chiarimento della proprietà dei siti individuati per le discariche. L'avvocato Cerroni ci ha comunicato di aver acquistato l'area di Quadro Alto a Riano mentre il prefetto Pecoraro aveva attribuito la proprietà ad un'altra società. Lo stesso avvocato ha dichiarato oggi che il sito di Corcolle, che si pensava essere di proprietà della ditta Salini, ha cambiato titolare.
Lei ci ha riferito che anche su Fiumicino potrebbe essere prevista una discarica o un punto di trasferenza: potrebbe chiarire questo punto.

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. Si è parlato di un impianto.

CANDIDO DE ANGELIS. In merito alle due discariche indicate dal Commissario, su quella di Riano esiste un parere della regione che per motivi paesaggistici la ritiene non idonea.

ALESSANDRO BRATTI. Esiste anche un ricorso al TAR.

CANDIDO DE ANGELIS. Esiste un ricorso al TAR sporto dalla CO.LA.RI contro il parere regionale del 2009. Il direttore del servizio, il dottor Fegatelli, invita la CO.LA.RI a ritirare addirittura il ricorso.
Anche su Corcolle ci sono dei vincoli paesaggistici, ma la questione che più mi preoccupa è quella degli espropri dei terreni. L'esproprio è una procedura complessa che deve essere motivata dalla pubblica utilità a cui seguono, in assenza di ricorsi al TAR, i lavori di preparazione e la gara d'appalto. Vorrei sapere si ha un'effettiva consapevolezza dei tempi necessari. Mentre il prefetto prefigura comunque una proroga di Malagrotta, l'avvocato Cerroni parla di una necessaria chiusura della discarica al 31 dicembre per mancanza di spazi e ci troviamo praticamente alla fine di ottobre.
In secondo luogo passo al funzionamento dei quattro TMB che sono fondamentali per il Piano regionale. Avete elaborato un Piano, a mio avviso condivisibile, basato su TMB, raccolta differenziata e termovalorizzatori. Su quattro impianti di TMB si lavora attualmente al 50 per cento.
Oggi l'avvocato Cerroni ci ha riferito che dal 1o novembre lavoreranno a pieno regime gli impianti di Malagrotta perché è stato risolto il contenzioso economico-finanziario con la regione. Il Piano prevede che gli impianti funzionino al 100 per cento.
La raccolta differenziata è il problema più serio. Io contesto fortemente il fatto che in un anno Roma sia passata dal 16 al 25 per cento di raccolta differenziata.
L'anno scorso è venuto da noi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insieme all'amministratore dell'AMA, Franco Panzironi, e ci ha comunicato una raccolta differenziata del 16-17 per cento. Mi sembra improbabile che in un anno e mezzo si sia passati dal 16 al 25 per cento. Questa percentuale è fondamentale per la riuscita del Piano regionale. Per aumentare di un punto la raccolta differenziata ci vuole prima di tutto la convinzione dei comuni e poi un investimento consistente da parte di comuni, province e regioni che, in un momento come questo di grande difficoltà economiche, rappresenta un problema serio.


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Se io erogo un milione di euro a un comune per fare la differenziata, quel comune ci deve mettere i soldi sopra, altrimenti sballa tutto il contesto.

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. La scelta del Piano di agire principalmente su TMB e CDR è dettata da ciò che ereditiamo. Non possiamo che prendere atto di una situazione già esistente e accompagnare un processo che parte da ciò che comunque già c'è e che, nella maggior parte dei casi, ha anche richiesto importanti interventi economici pubblici. È evidente che ne devo tenere conto.
Naturalmente noi ci auguriamo di non fare, come lei giustamente non auspicava, la fine di altre due regioni del Mezzogiorno e proprio per questo motivo sul Piano abbiamo fortemente incrementato la raccolta differenziata. Abbiamo assegnato 135 milioni per la differenziata che è il più alto contributo che viene erogato nelle regioni di Centro-Sud per questo settore. Come ho già riferito i primi 25 saranno assegnati nei prossimi giorni.
Quanto a Malagrotta e al Commissario, voglio essere molto sincera e onesta. Su questa questione ho chiamato alla condivisione alla responsabilità tutte le forze del Consiglio regionale, senza guardare l'appartenenza alla maggioranza o all'opposizione, perché è una questione talmente importante che ritengo che un Consiglio regionale debba necessariamente dare una risposta quanto più unitaria possibile.
Abbiamo avuto da parte di partiti d'opposizione, i quali pur con una posizione critica su alcune scelte hanno dimostrato grande senso di responsabilità, una collaborazione che abbiamo potuto riscontrare oggi anche in Aula.
Con loro ho preso un impegno a condurre la questione dei rifiuti quanto più possibile con poteri ordinari e, quindi, con l'assoluto coinvolgimento di tutto il Consiglio regionale, fermo restando che, poiché sono presidente della regione, ho la necessità di trovare insieme al Governo, come nel caso del Commissario, soluzioni che brucino i tempi, laddove necessario, per non rischiare di finire in una situazione di emergenza.
Malagrotta era l'oggetto principale del nostro contenzioso con l'Europa e, se mi posso permettere di affermarlo, anche della scarsissima considerazione e credibilità che i rappresentanti della regione Lazio avevano in sede europea. Avevamo la necessità di consegnare un Piano e al tempo stesso di spiegare che andavamo verso il progressivo esaurimento della discarica più grande d'Europa. Per fare ciò ci siamo dovuti presentare con poteri commissariali, proprio perché per noi e anche per l'Europa ci fosse la convinzione che abbiamo gli strumenti per operare nei tempi che altrimenti con i poteri ordinari sicuramente non riusciremmo a raggiungere.
Ho chiesto al Governo di individuare un Commissario - lo ringrazio chiaramente anche qui, ma l'ho già fatto pubblicamente - che avesse un ruolo e una funzione altamente istituzionali proprio per sgomberare il benché minimo dubbio che qualcuno volesse utilizzare poteri commissariali per eludere funzioni proprie dell'Assemblea legislativa del Lazio e della Giunta.
Io credo che il fatto di avere il prefetto Pecoraro come Commissario possa e debba rappresentare un elemento di garanzia per tutti. Sicuramente lo è per noi e per la Commissione europea che ci sta guardando con soddisfazione.
Per quanto riguarda l'individuazione dei siti, è chiaro che noi abbiamo lavorato in quest'anno e mezzo, da quando siamo arrivati in regione, per non rimanere ancorati a decisioni già prese o a preconcetti che magari negli anni si erano costruiti anche nella macchina burocratico-amministrativa della regione. Abbiamo anche rinnovato la direzione regionale che segue la questione, proprio per avere la libertà mentale che ci consentisse di compiere le scelte che al momento sono, secondo noi, secondo i tecnici, secondo gli approfondimenti, più giuste e non precostituite, prive di malizia. A volte può succedere che ce ne sia.


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Abbiamo consegnato al Commissario nel momento della sua nomina l'elenco dei siti che, secondo la regione, erano i più idonei. Il Commissario che, come voi sapete, può assumere anche propri tecnici che l'aiutino oltre a basarsi sul sostegno della regione e degli altri enti locali coinvolti è arrivato alla determinazione che quei due siti potevano essere la risposta più giusta in questo momento. Sono due siti che sono di fatto al confine; uno è nella provincia di Roma e uno nel comune di Roma.
Naturalmente il Commissario ha incontrato i presidenti dell'ottavo municipio, il sindaco, e ha fatto ciò che era doveroso fare da parte sua. Noi rimaniamo disponibili a confrontarci con loro, però è evidente che dobbiamo farlo nel rispetto di quello che oggi è il ruolo del Commissario.
In merito alla proprietà, non credo che si possa sostenere che non è importante, perché è molto importante, però è evidente che il prefetto ha già comunicato, e non lo dico io, che intende renderla pubblica e, quindi, agire, se necessario, attraverso l'esproprio, con tutte le motivazioni che ovviamente l'esproprio deve mantenere.
È evidente che si può impugnare tutto, ma del resto noi possiamo fare tutto ciò che è nelle condizioni umane. Non possiamo impedire a chicchessia di muoversi in direzione giudiziaria attraverso il ricorso.
Prendo, però, atto della situazione perché oggi pomeriggio ho sentito il prefetto e mi sono fatta mandare la visura che fino a ieri risultava e la proprietà era un'altra. Dopodiché posso affermare che questa ditta, che ha lavorato quasi in regime di monopolio in questa regione, credo avesse opzionato quasi tutti i terreni che in questa regione sono disponibili per essere eventualmente utilizzati allo scopo di impianti o di discariche, anche se temporanee.
Noi siamo da un anno e mezzo in carica. Questa è una storia molto lunga. Voglio ribadire in questa sede perché credo che sia utile ai lavori della Commissione che avrò incontrato questo signor avvocato Cerroni, titolare della CO.LA.RI, forse un paio di volte in situazioni pubbliche insieme ad altre persone. Forse è per quello che non ci intendiamo un granché, però so che è una persona che lavora in questa regione, che ha operato bene, che credo abbia agito nell'interesse di un sistema. È indubbio che si è creata, non in un anno e mezzo, una situazione che oggi rischia di diventare un po' delicata.
Ha contenziosi con noi? No, o comunque sicuramente non di natura economica. Potrebbe averli con i sindaci, con i comuni. Come voi sapete, una dei motivi dell'acquisizione da parte della regione del Consorzio Gaia è che i comuni non pagano e, quindi, o si fa fallire la società o la si riporta nella pubblica utilità. La decisione di tentare l'acquisizione del Consorzio Gaia attraverso una società pubblica - anche rispetto alle osservazioni stiamo valutando che cosa succede con le nuove normative; il tema non ci è sfuggito - deriva da un lato dalla necessità di non far fallire il Consorzio e dall'altro di evitare che in un momento così delicato di cambio di passo sulla questione dei rifiuti si possa insinuare un'azienda che magari ha problemi di natura particolare.
Come ripeto, noi con lui non abbiamo contenziosi. È possibile che abbia presentato ricorsi. Ognuno nell'ambito di ciò che ritiene essere un suo diritto ricorre. A quel punto, non dipende più naturalmente da noi, ma da organismi istituzionali diversi.
Per quanto riguarda i quattro impianti, come ho riferito, su due, quelli di proprietà dell'AMA, abbiamo avuto ieri assicurazione dal neo amministratore delegato di AMA che sono già in questi giorni all'80 per cento del loro funzionamento e che, quindi, in poco tempo saranno portati alla piena operatività.
Per quanto riguarda i due dell'avvocato Cerroni e della ditta CO.LA.RI, noi abbiamo rimosso anche la questione che lui aveva sottoposto attraverso comunicazione scritta: quella delle tariffe. Abbiamo modificato le tariffe. Non c'è più alcun elemento ostativo perché lui possa iniziare i lavori. Poiché ritengo che sia stato esaudito in quella che - dobbiamo essere sinceri - era una giusta richiesta, non ho dubbi che opererà.


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C'è la questione del monopolio, che ovviamente è un problema, ma chi entra ha impianti di assoluta eccellenza, ad altissima tecnologia. Dal punto di vista industriale è un'azienda importante e non è assolutamente trascurabile.
Per quanto riguarda il resto, per Latina stiamo lavorando su un Piano regionale. Ha tutta la nostra attenzione. È di questi giorni l'aver portato ad altre 60 mila tonnellate di trattamento che ci venivano richieste. Nell'ambito del programma regionale stiamo agendo per rimuovere tutte le possibili criticità.
Mi pare che le condizioni per avviarci, sempre con cautela e sempre tenendo alta la guardia, al passaggio decisivo della chiusura di Malagrotta e alla implementazione di discariche temporanee per avere il tempo materiale di realizzare l'impianto attualmente indicato in zona Pizzo del Prete a Fiumicino, ci siano. Sappiamo benissimo che durante il percorso quasi quotidianamente potremmo avere situazioni che richiedono un'attenzione particolare o un dato comportamento.

PRESIDENTE. Non mi è chiaro, quando parla di impianto, a che cosa fa riferimento. Se non è una discarica, che impianto sarebbe?

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. È un impianto di trattamento con discarica funzionale all'impianto di trattamento. Vi viene conferito già rifiuto trattato, anche perché non sono più consentite discariche tal quale.

ALESSANDRO BRATTI. Sono tre discariche con annesso impianto di trattamento?

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. Sono due discariche temporanee in attesa dell'apertura di quella di Fiumicino. Alla sua apertura, spariranno.

PRESIDENTE. Sarà comunque una discarica solo di materiale trattato.

ALESSANDRO BRATTI. Anche le due temporanee dovrebbero avere materiale trattato, altrimenti si incorrerebbe ancora nella sanzione comunitaria.

PRESIDENTE. Noi abbiamo un dato aggiornato che ci indica che in data 13 ottobre è stato acquistato dalla CO.LA.RI il terreno su cui poi sorgerà la discarica di Quadro Alto a Riano. È stato registrato in data 14 ottobre. Adesso che vi è la proposta per questi due siti di San Vittorino e Riano, la procedura successiva qual è?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Sono sia il direttore regionale delle attività produttive e rifiuti, sia il soggetto attuatore dell'ordinanza di commissariamento per la chiusura di Malagrotta.
La procedura è stata già esplicitata dal perfetto e prevede alcune fasi. Tra queste vi è la resa pubblica dei siti. Pertanto, rispetto a quanto già affermato dalla presidente, non posso che confermare l'intenzione, secondo le procedure previste, di dichiarazione di pubblica utilità quindi di occupazione di suolo pubblico e successivamente di esproprio dei siti.

ALESSANDRO BRATTI. Le condizioni tecniche ci sono? Le distanze vanno bene?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Se mi consentite, rispondo anche alle puntuali osservazioni che prima il senatore De Angelis aveva posto.
Vi spiego la procedura: siamo arrivati a questa prima fase di resa pubblica del sito e ora si procede secondo quanto previsto nell'ordinanza di commissariamento.

PRESIDENTE. Che cosa significa «resa pubblica»?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Significa esproprio.

PRESIDENTE. Noi adesso sappiamo che c'è una proposta che viene dal Commissario di utilizzare questi due siti per tre anni. Andiamo dalla proposta alla decisione che ci interessa anche per capire


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in base a che cosa Cerroni abbia deciso di comperare.

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Verrà adottata un'ordinanza nel giorno probabilmente di venerdì o al massimo entro lunedì.

PRESIDENTE. Allo stato non c'è ancora questa decisione.

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Viene formalizzata con un atto ufficiale, un'ordinanza nella quale individuiamo le particelle. Prima di procedere all'esproprio, onde evitare il ricorso più semplice che possa essere perpetrato, si opera in questo modo.

PRESIDENTE. Volevo capire perché Cerroni abbia rischiato tanto, comperando prima di essere sicuro di avere l'affare. Ha comperato il 13, ma l'ordinanza ancora non è stata emanata.

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. A questa domanda non posso rispondere. Immagino che avesse in mente una procedura diversa rispetto a quella che, invece, il soggetto attuatore, ma soprattutto il Commissario Pecoraro, anche pubblicamente in sede di conferenza stampa, aveva già esposto. Ognuno compie i rischi imprenditoriali che ritiene più opportuni.

CANDIDO DE ANGELIS. Chi paga l'esproprio?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Evidentemente la collettività, essendo un servizio pubblico previsto all'interno della tariffa. Il costo viene traslato su TIA o TARSU, a seconda dei comuni.

CANDIDO DE ANGELIS. Paga lo Stato, la regione o il comune?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Allo stato attuale i costi di commissariamento sono a carico della regione che si è fatta parte promotrice e quindi sussidiaria rispetto ai comuni.

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. La procedura è partita nel momento in cui la regione ha stanziato a bilancio le risorse, altrimenti non si partiva.

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Per essere chiaro e ancora più esplicito, la procedura di commissariamento parte subito dopo lo stanziamento da parte della regione delle risorse necessarie per avviare le procedure. Ci si è fatti carico di competenze proprie degli enti locali, del comune di Roma capitale, di Fiumicino, di Ciampino e, per un accordo internazionale, per una parte minima, della Città del Vaticano.
Questa è la prima fase: l'esproprio. Al seguito dell'esproprio, come previsto dall'ordinanza, sono previste procedure concorsuali, gare a evidenza, ovviamente, grazie ai poteri diversi dall'ordinaria amministrazione, con una riduzione dei termini delle procedure concorsuali.
Siamo in grado, pertanto, di operare rispetto alla proposta di quei siti che sono direttamente utilizzabili in quanto si tratta di cave che hanno già dismesso l'attività estrattiva. Sono siti idonei da un punto di vista tecnico e materiale.

CANDIDO DE ANGELIS. Non ci sono cavatori dentro, vero?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. No. I siti che verranno indicati dall'ordinanza commissariale che sarà adottata nei prossimi giorni sono cave che non solo sono dismesse, senatore, ma che avrebbero dovuto essere oggetto di ripristino ambientale. Ci assumiamo la responsabilità di riempirle con un'impermeabilizzazione e di procedere, secondo la direttiva comunitaria dei rifiuti, all'utilizzo di esse per attività di discarica e, quindi, al loro capping definitivo in 36 mesi.


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Siamo certi di poter ottenere questo risultato lasciando sul territorio un'opera conclusa e non, come adesso, con un'opera che purtroppo può essere anche oggetto, come voi sapete e come questa Commissione peraltro ha rilevato agli atti, di diventare discarica abusiva. Stiamo svolgendo una doppia opera.
Voglio premettere che la presidente Polverini ha descritto quanto ereditato all'interno della gestione rifiuti, ha fatto ciò che poteva fare rispetto alle due mancanze del sistema dei rifiuti del Lazio. Da una parte vi era una mancata pianificazione e, dall'altra, il problema dei problemi, ossia Malagrotta, con abbancamento nella più grande discarica di Europa del tal quale.
La presidente ha fatto ciò che poteva fare: da una parte, proporre il Piano - ora parlo come soggetto attuatore e non direttore, altrimenti non sarei obiettivo - di gestione dei rifiuti e, dall'altra, occuparsi di Malagrotta, stabilendo per la prima volta nella storia quale fosse un sito idoneo, perché fino adesso tutti i comuni, anche quelli direttamente interessati, non ne avevano individuato uno. Ha emanato un'ordinanza. Tutto è discutibile, ma l'ha fatto.
Come ha riferito la presidente, con i poteri ordinari che la Giunta regionale ha, occorreranno 36 mesi. È inevitabile un po' per le opere, ma anche per gli atti amministrativi. Se è vero che la discarica di Malagrotta rappresenta il male, perché si abbanca il tal quale, rappresenta anche, per dichiarazione dello stesso gestore e non solo dai controlli effettuati dalla mia direzione, un problema di esaurimento progressivo. La presidente non poteva che fare ciò che ha fatto.
Alla segnalazione che è stata presentata al Governo da parte della Giunta Polverini il Governo ha deciso di intervenire in maniera concordata con la regione, cedendo poteri a un soggetto istituzionale, il prefetto, per poter avere poteri diversi da quelli ordinari che la Giunta regionale sta esercitando e sta continuando a esercitare.

PRESIDENTE. Il passaggio, dunque, è che il sito verrà espropriato e che poi verrà emanato un avviso pubblico per la gestione?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Non vorrei anticipare l'ordinanza, non mi è consentito, non sono il commissario.
Nel programma per la tempistica le fasi sono queste: espropriazione e avviso pubblico per un'attività di concessione che prevede sostanzialmente due oggetti.

CANDIDO DE ANGELIS. Ci può parlare dei tempi?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Forse lo dovrebbe fare il Commissario. Proverò a fornire alcune indicazioni di massima. Non sarebbe corretto sostituire il Commissario.
La prima fase è l'esproprio, la seconda l'avviso pubblico per la concessione, con due oggetti, la realizzazione dell'opera e la gestione per il triennio, ossia i 36 mesi di cui abbiamo parlato, e, infine, si passa all'attivazione dei primi lavori.
Qual è la scelta che abbiamo compiuto? Per la prima volta la regione Lazio ha svolto un'analisi di siting. Non era mai stata effettuata, anche perché non c'erano i siti. Per la prima volta ci sono sette siti alternativi.
Nell'ordinanza è previsto che il commissario avrebbe dovuto verificare dapprima questo documento. L'ha fatto e ha ritenuto validi due siti. Li ha ritenuti validi perché sono quelli direttamente operativi. Sono cave, ragion per cui basta compiere una buona impermeabilizzazione e procedere.

ALESSANDRO BRATTI. In uno non c'è ancora un'attività di cava?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Assolutamente no, però scoprirete la validità della mia risposta solo il giorno dopo, perché l'ordinanza prevede la particella e a Quadro


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Alto, come a San Vittorino, parliamo di aree molto grandi e vaste. Il siting prevede una verifica morfologica e solo dopo la definizione delle particelle rispetto al progetto da presentare. Parliamo di indicazioni di massima. Adesso l'ordinanza commissariale indicherà che servono tot ettari da una parte e tot dall'altra, dove non ci sono attività estrattive in corso, il che è ovvio, dove ci sono cave abbandonate che stanno diventando oggetto di discariche abusive, come proprio voi avete rilevato in altre circostanze. Penso che anche rispetto a questo punto il commissariamento stia rispondendo ai princìpi esposti.
Sui tempi, di cui chiedeva il senatore De Angelis, li fornisco come posso fornirli senza essere il Commissario. A brevissimo ci sarà l'ordinanza. Parliamo di giorni. Poi si procederà all'individuazione, e subito dopo, secondo la procedura ridotta per i poteri commissariali di esproprio, in dieci giorni avverrà l'esproprio e, con avviso pubblico immediato, perché già ci stiamo lavorando, quindi al massimo entro 30 giorni, si perverrà alla definizione definitiva della gara.
Abbiamo una riduzione di termini di oltre il 50 per cento. Potremmo adottare anche procedure ancora più brevi, ma ci siamo. Infine, occorre un mese per l'impiantistica. Siamo al 31 dicembre. Come qualcuno giustamente osserva, perché se ne intende, possono essere cinque giorni prima o cinque giorni dopo. Oggi non sono in grado di precisarlo, però i tempi rispetto alla scelta che è stata compiuta ci possono consentire di chiudere Malagrotta entro il 31 dicembre.

PRESIDENTE. I costi dell'esproprio sono già stabiliti? Questa è una Commissione di inchiesta, non ci occupiamo di ambiente soltanto. La questione che volevo capire è perché, per esempio, l'avvocato Cerroni abbia comprato il 13 ottobre e sarà poi espropriato. Volevo capire qual è il meccanismo attraverso il quale esiste un interesse economico nel compiere questa operazione. Si conoscono già i costi dell'esproprio o saranno fissati e, in tal caso, come?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Saranno fissati solo ed esclusivamente dopo l'individuazione all'interno dell'ordinanza che stiamo adottando, entro questa settimana, rispetto alle particelle che andremo a individuare.

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. Abbiamo lavorato un anno e mezzo su questa questione. Prima di arrivare al decreto che nomina Commissario il prefetto Pecoraro abbiamo tenuto molte riunioni e molti incontri anche con i tecnici, non soltanto nostri ma anche della Protezione civile, per valutare le possibili ricadute, i tempi e se effettivamente fosse possibile realizzare quest'obiettivo. Non è il frutto soltanto del nostro lavoro.
In quella sede, prima di far emettere il decreto al Consiglio dei ministri per il Commissario, ci è stato chiesto di individuare risorse da porre a bilancio per far fronte a tutte quelle che potevano essere le esigenze economiche di questa situazione. La stima è stata effettuata da noi, ma insieme a loro. Le risorse a disposizione ci indicano che siamo nelle condizioni economiche giuste perché il bilancio della regione lo prevede nella sua Finanziaria, la manovra di assestamento, per chiudere tutto questo processo al 31 dicembre.
Possiamo infilarci nelle questioni singolarmente, però la cifra che abbiamo appostato è quella che è venuta fuori dopo giorni e giorni di incontri con il prefetto Gabrielli e con i suoi dirigenti e tecnici per arrivare comunque alla definizione della questione.
Non scherziamo. Noi comunichiamo che chiudiamo Malagrotta, cioè ci apprestiamo a iniziare la chiusura di Malagrotta. È evidente che si procede gradualmente. Non c'è un solo giorno in cui si chiude Malagrotta. Prima l'abbiamo affermato con chiarezza.
Del resto, io ho visto ciò che ha dichiarato il prefetto, il quale lavorando con i tecnici della regione e della Protezione civile sostiene che, se necessario, impiegheremo due o tre mesi in più.


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PRESIDENTE. Poiché la stessa operazione è stata compiuta sia per San Vittorino, sia per Riano, comperando nell'imminenza di un esproprio, gli importi a disposizione per l'esproprio sono noti, sono pubblici?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Sono stati stimati in sede di ordinanza da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri e sono stati ritenuti congrui sia dal Ministero dell'economia e delle finanze, sia dalla Corte dei conti.

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. Su questa questione se la vedrà direttamente nei prossimi giorni il prefetto Commissario con l'Agenzia del territorio.

CANDIDO DE ANGELIS. Quant'è, 15-20 milioni o di meno?

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. Se non ci fosse stata l'approvazione del Ministero dell'economia e della Corte dei conti non si sarebbe potuto emanare il decreto.

CANDIDO DE ANGELIS. Io ho sparato una cifra però non parliamo di somme imponenti. Sono cave dismesse.

PRESIDENTE. Poiché è raro che qualcuno comperi un qualunque bene che sa che sarà poi subito dopo espropriato senza sapere se ci perde o ci guadagna...

CANDIDO DE ANGELIS. Il problema è l'esproprio. Se non ci fosse stato l'esproprio, caro presidente, è chiaro che avrebbe comprato un terreno edificabile.

PRESIDENTE. È stato comprato sei giorni fa. È una situazione nota, non ignota.

CANDIDO DE ANGELIS. L'altro giorno col prefetto non abbiamo approfondito questo ragionamento.

ALESSANDRO BRATTI. Non credo che l'avvocato Cerroni sia così ingenuo da pensare che non ci potesse essere un esproprio.

PRESIDENTE. La popolazione, sia di San Vittorino che di Riano, ha preso una posizione di contrasto sull'apertura di queste discariche. Ci sono possibilità di arrivare ad accordi con la popolazione o rischiamo di trovarci di fronte a conflitti come quelli accaduti a Napoli e da altre parti?

RENATA POLVERINI, Presidente della Giunta regionale del Lazio. In questi giorni, come ho riferito, il prefetto sta incontrando sia il sindaco di Riano, sia il presidente dell'ottavo municipio. Naturalmente la regione ha messo anche a disposizione del Commissario, la cui attività noi sosteniamo, elementi di compensazione, perché è evidente che questo è un altro problema che ci siamo posti.
Lei mi rivolge una domanda difficile. Noi ci auguriamo ovviamente di poter quanto più possibile arginare le forme di protesta. Però prima il senatore ricordava che qualsiasi decisione avessimo preso sarebbe stata quella sbagliata. Del resto, è evidente che parliamo di una questione delicata. Ciononostante, ci sono tavoli istituzionali per governare questa situazione. Noi sosteniamo l'attività del Commissario.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda, invece, l'idoneità tecnica sono stati svolti recentemente esami di natura geologica o idrogeologica?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. L'analisi di siting ha la valenza innanzitutto di una definizione di validità preventiva rispetto a un progetto, perché è il progetto a essere poi valutato. Ciò è stato fatto sulla base dei dati presenti in regione e nei comuni previsti sulla base di cartografie che nascono proprio da esami di natura idrogeologica.

PRESIDENTE. La domanda è se sono recenti.


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MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Sono relativamente recenti rispetto al panorama dei dati posseduti dalla regione Lazio e aggiornato sia in termini di aerofotogrammetrie, sia di sondaggi e carotaggi da un punto di vista tecnico piuttosto recenti. È l'unico dato oggettivo che può essere utilizzato.
I carotaggi nelle aree sono stati eseguiti anche preventivamente, sulla base dei dati posseduti dalla regione e anche, credo, con una procedura che io non conosco, perché precedente al mio arrivo, da soggetti privati interessati alla presentazione di progetti.
Il prefetto nella sede opportuna svolgerà le ulteriori valutazioni del caso.

ALESSANDRO BRATTI. Nel caso della procedura accelerata - chiamiamola così - si prevede comunque la Valutazione di impatto ambientale?

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. L'ordinanza, all'articolo 3, comma 4, prevede che non ci sia alcuna deroga alle procedure di VIA e di VAS, ma solo una decurtazione dei termini.
In termini di trasparenza amministrativa e di attivazione delle procedure necessarie si farà tutto ciò che va fatto, ovviamente con termini contratti e, quindi, con tutti gli snellimenti e le semplificazioni procedurali previsti dalle ordinanze di commissariamento che sono, con un giudizio di natura giuridica, molto più trasparenti rispetto a quelle adottate alla fine degli anni Novanta.

PRESIDENTE. Avrei un'ultima domanda per il presidente. So che ha già dato una risposta e che sarebbe stato fatto presente dal Ministro Galan una situazione di incompatibilità per Pizzo del Prete. Ci preoccupiamo di queste questioni perché, purtroppo, abbiamo visto in tante situazioni che parte un'iniziativa, si compiono alcune scelte, ma poi accade che si blocca.

RENATA POLVERINI, Presidente della giunta regionale del Lazio. Credo che Galan abbia già risposto a un'interrogazione parlamentare.

MARIO MAROTTA, Direttore regionale attività produttive e rifiuti. Innanzitutto mi soffermo sempre sul discorso delle valutazioni di carattere idrogeologico e di tutte le necessarie analisi che vengono eseguite prima.
Nel sito di Corcolle-San Vittorino sono già presenti addirittura due discariche per inerti, ragion per cui le valutazioni di questo tipo sono state già effettuate.
Nel sito di Pizzo del Prete, uno degli altri siti per i quali la Giunta Polverini per la prima volta ha dichiarato un'idoneità alla sostituzione definitiva di Malagrotta, vi è la presenza di una vincolistica che può essere tranquillamente superata.
Nel progetto che stiamo per definire nella regione Lazio, come ho spiegato prima, grazie agli atti di indirizzo della Giunta, stiamo valutando un'area su cui addirittura questi vincoli non insisterebbero.

PRESIDENTE. Ringrazio i nostri ospiti e dichiaro conclusa la seduta.

La seduta termina alle 21.

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