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PRESIDENTE. Prima di iniziare, vorrei rinnovare il ringraziamento all'opposizione senza la quale questa Commissione non potrebbe tenere sedute.
L'ordine del giorno reca l'audizione del presidente del Consorzio laziale rifiuti, avvocato Manlio Cerroni, già convocata per lo scorso 11 ottobre e rinviata a causa dell'andamento dei lavori della Camera e del Senato.
L'audizione odierna rientra nell'ambito dell'approfondimento che la Commissione sta svolgendo sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella regione Lazio.
Avverto il nostro ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico.
Le darei la parola, avvocato Cerroni, chiedendole se può illustrare alla Commissione la situazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti che fanno capo alla sua società.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Il problema è semplice. Con il 31 dicembre, con la fine dell'anno, Malagrotta avrà esaurito il suo compito, indipendentemente dalle scadenze delle autorizzazioni. Già altre volte ci sono state proroghe in materia. Questa volta non è più un problema amministrativo, di autorizzazione, ma un problema fisico, di mancanza di volumetria per poter alloggiare ancora rifiuti.
In previsione di questo evento, noi del Consorzio CO.LA.RI che svolgiamo questo lavoro in Italia e nel mondo, ci siamo preoccupati perché una città come Roma capitale non può non avere, a prescindere dagli impianti, una discarica di servizio. Abbiamo presentato, quindi, alcune proposte agli uffici competenti, la direzione dell'area rifiuti e l'assessorato all'ambiente della Regione, proponendo tre siti alternativi alla chiusura di Malagrotta: Monte degli Ortacci, Pian dell'Olmo e Quadro Alto. Abbiamo sollecitato risposte ma ancora oggi non le abbiamo avute. Da ultimo, abbiamo provveduto addirittura a una diffida formale concedendo 30 giorni per l'adempimento.
Mentre si snodava questa interlocuzione tra noi e la Regione è intervenuto il commissariamento, nel presupposto che Roma si avvia verso l'emergenza e che, quindi, bisogna trovare una soluzione straordinaria. Noi abbiamo risposto attraverso un ricorso sostenendo che non ci sono le condizioni dell'emergenza e che i motivi che l'hanno addotta, a nostro avviso, sono strumentali perché basta solo seguire la procedura normale, che è stata avanzata nel rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale, per risolvere la situazione.
Questo è il tema. Il resto sono accessori. Oggi la nostra preoccupazione è che
Roma alla fine dell'anno possa andare in emergenza nello smaltimento dei rifiuti. D'altronde, abbiamo avuto un piccolo segno il 2 maggio di quest'anno, quando, per un'assemblea straordinaria, dopo il fermo della raccolta e dello smaltimento dovuto al 1o di maggio, si è fermata la catena e sono andati in tilt sia il quartiere Tuscolano che il Casilino i cui abitanti sono equivalenti a quasi due Firenze. Dio non voglia che si fermi la catena perché saranno problemi seri e andremo incontro a giorni molto bui. Dobbiamo compiere qualsiasi sforzo perché ciò non accada.
ALESSANDRO BRATTI. Che ci sia quest'eventualità purtroppo è noto. Credo che sia altrettanto indispensabile predisporre un piano veritiero e realistico da parte della Regione anche se mi sembra di capire che siamo già in ritardo, visto che il vero polmone del ciclo dei rifiuti a Roma costituito dalla discarica di Malagrotta chiuderà alla fine dell'anno.
Essendo Malagrotta una discarica piuttosto anziana ci sarà la necessità di metterla in sicurezza e/o bonificarla. Chiedo se il piano per le attività post mortem della discarica è già stato predisposto e che cosa stiate facendo in merito a tutte le preoccupazioni di carattere ambientale che si sono manifestate inevitabilmente in prossimità della discarica.
Mi incuriosiva poi il fatto che lei ha chiesto di utilizzare siti alternativi e avete fatto una proposta. Non so esattamente come sia messa la questione nel Lazio, ma non necessariamente la regione si dovrebbe rivolgere a un unico interlocutore. In teoria ci dovrebbe essere una sorta di piano e la regione dovrebbe scegliere il tipo di impianti e il tipo di obiettivi. Poi, attraverso una gara, fino a quando non cambia la normativa i gestori avanzano le loro proposte.
Vorrei sapere, inoltre, se tra la sua società e le attuali amministrazioni degli enti locali ci sono pendenze di carattere economico importanti.
Per quanto riguarda i siti alternativi, mi riferisco soprattutto a Quadro Alto e quindi alla zona di Riano, penso che una parte di quel sito sia di proprietà del consorzio o che comunque su quel sito lei abbia un'opzione che le consente di poterlo proporre come utilizzazione di una discarica.
Mi sembra di ricordare che nel 2009 o 2010 la regione abbia di fatto rigettato tale proposta adducendo motivazioni di carattere programmatorio e paesaggistico. Mi risulta, quindi, che tale sito alla sua prima domanda fosse stato scartato e che ci sia un contenzioso fra la sua società e l'amministrazione.
Ciò è molto curioso perché abbiamo sentito il prefetto Pecoraro il 11 ottobre il quale ci ha comunicato che tra i siti scelti per eventuali discariche uno era proprio questo di Riano. Quando gli abbiamo chiesto di chi era la proprietà egli ha risposto di non saperlo. A me è sembrata una risposta molto evasiva. Vorrei sapere a qui appartiene il sito.
Infine, immagino che la progettazione delle discariche presentate sia stata effettuata da voi. Avete usato tecnici interni?
CANDIDO DE ANGELIS. A mio avviso sarà molto difficile istituire una discarica entro il 31 dicembre quando Malagrotta dovrà chiudere. Il prefetto Pecoraro dava per scontato una proroga della discarica di Malagrotta. Lei ritiene che una proroga sia possibile e, se sì, per quanti mesi?
Peraltro, come sosteneva il collega Bratti, i due siti che sono stati individuati per le nuove discariche sono entrambi a rischio.
Sul sito di Riano, il cui terreno dovrebbe essere di sua proprietà, esiste un parere significativo della Direzione regionale rifiuti dell'ottobre del 2009 nel quale si esprime praticamente un diniego assoluto, senza neanche un contraddittorio con il CO.LA.RI che chiede il permesso di poter iniziare i lavori preparatori per una discarica. Il dirigente e il direttore del servizio invitano al ritiro della documentazione progettuale.
Il diniego alla discarica è motivato dal fatto che è localizzata all'interno di un'area definita dal Piano territoriale paesistico regionale (PTPR) a rischio paesaggistico per la presenza di attività antropiche
che ne hanno modificato pesantemente il paesaggio naturale e che è destinato a progetti di conservazione, recupero e riqualificazione. L'intervento viene sempre localizzato all'interno del PTPR come paesaggio naturale di continuità.
Sull'altro sito, quello di San Vittorino, si è espresso il Sottosegretario Giro, affermando che non è possibile realizzare in quel sito una discarica in quanto ci sono problemi paesaggistici. Esiste un vincolo archeologico che rende inutilizzabile l'area e anche un vincolo naturale dovuto alla vicinanza dell'Aniene ed al conseguente pericolo di esondazioni.
Mi sembra che lei vorrebbe risolvere il problema utilizzando un altro sito, quello di Monte degli Ortacci che si trova vicino a Malagrotta. Questo sito, però, è già stato scartato fondamentalmente perché è contiguo a Malagrotta.
Lei ha molta esperienza in questo settore. Le sue società hanno gestito i rifiuti a Roma negli ultimi trent'anni o quarant'anni. In questa gestione ci sono ombre e luci, anzi, vantaggi e svantaggi. Lei comunque ha consentito a Roma di pagare il conferimento in discarica la metà di quanto lo pagano tutti gli altri comuni d'Italia. Lei ha fatto tutto ciò in regime di monopolio, garantendo però una tranquillità nella gestione di questo settore.
A mio avviso qualcuno ha un asso nella manica e prima o poi dovrà tirarlo fuori. Siamo arrivati quasi a Natale e ho l'impressione che andiamo incontro a un'emergenza che sarebbe letale per la capitale d'Italia. Stamattina leggevo alcuni manifesti in giro per Roma nei quali il Sindaco Alemanno e il Presidente Polverini inneggiavano alla chiusura di Malagrotta entro il 31 dicembre. Lei continua a insistere sulla discarica vicina a Malagrotta. A me sembra che se si chiude Malagrotta sarà impossibile che si apra una discarica contigua. A meno che non si mandino, come si tenta di fare a Napoli, i rifiuti in Olanda, lei crede che la situazione possa risolversi a breve o andiamo incontro a un momento di difficoltà estreme?
Mi sembra che i siti che sono stati individuati presentano dei problemi che rendono quasi impossibile il completamento dell'iter amministrativo per poter predisporre un impianto di discarica.
GIANPIERO DE TONI. Mi sembra che l'atteggiamento del Consorzio sia di tipo monopolistico. Mi piacerebbe capire le proposte dell'avvocato Cerroni riguardo al futuro delle discariche a Roma.
Inoltre, quanti impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) sono oggi al servizio sul territorio di Roma? Quanti rifiuti sono autorizzati a trattare ogni giorno? Ed infine, da quanti anni sono attivi?
CANDIDO DE ANGELIS. Perché gli impianti di TMB non funzionano? È un problema economico-finanziario? Su quattro impianti di TMB, di cui due a Malagrotta, mi sembra che la funzionalità complessiva sia del 50 per cento.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Non è semplice rispondere a tutte queste domande. Risponderò per flash, probabilmente affastellandole.
Innanzitutto vorrei precisare la questione del monopolio perché è una voce ricorrente. Forse è un monopolio perché lo facciamo solo noi a Roma, ma è un monopolio alla rovescia, ossia a favore dell'utenza e non dell'imprenditore, a favore dei cittadini di Roma.
In una lettera del settembre dello scorso anno, io ricordavo ad Alemanno che Roma con Malagrotta ha avuto assicurato il servizio per oltre 35 anni dopo la chiusura degli impianti e ha economizzato 3 mila miliardi, riferiti all'ancoraggio sulle quotazioni che la Banca d'Italia nel 2008 ha emesso sul mercato nazionale. Se questo è uno monopolio, io vorrei vivere il regime di monopolio.
Per quanto riguarda gli impianti, innanzitutto sono quattro e non sono impianti solo del CO.LA.RI. Due sono dell'azienda pubblica e due sono privati. Fu una scelta politica degli anni 1994-95 per mettere in concorrenza questi due cavalli.
L'impianto di Malagrotta 1 ha funzionato per alcuni anni e poi si è fermato, quello di Malagrotta 2 sta funzionando per il 60 per cento. È vero, è un problema finanziario che deve essere risolto, anzi, che nei giorni scorsi l'amministrazione, almeno sulla carta, ha dato atto di risolvere.
Ci si sta organizzando perché dal 1o novembre funzionino a pieno ritmo. Gli impianti, due privati e due pubblici, funzionando a regime, sono in grado di trattare 3 mila tonnellate al giorno, 1.500 ciascuno. Essi producono circa il 30-35 per cento di combustibile CDR che deve essere destinato alla trasformazione energetica. Non ci sono gli impianti, se non uno a Colleferro e a San Vittore. Comunque gli impianti sono in condizioni di funzionare e funzioneranno.
CANDIDO DE ANGELIS. Quello di Colleferro è ampiamente capiente per bruciare CDR. Ci può spiegare bene questa faccenda? Bisogna comprendere perché ci sono impianti che non funzionano a causa di un problema finanziario.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Abbiamo sentito anche di recente che le nozze coi fichi secchi non si fanno. Speriamo adesso di recuperare qualche cosa e di andare avanti.
D'altronde, si è accennato al problema dei ritardi economici, ma non voglio approfondirlo, perché è più grave l'altro, quello di trovare una soluzione al trattamento dei rifiuti, anche in una locanda a due stelle o a tre, quattro o cinque, ma in modo tale che la sera vengano sistemati.
ALESSANDRO BRATTI. L'insolvenza delle amministrazioni pubbliche è interessante per noi. Vorrei solo capire la situazione.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Se abbiamo tempo rispondo tranquillamente su tutto fino a stasera. Non ho problemi. Se c'è bisogno ho anche le carte da consultare. Colleferro accoglie anche il CDR di Albano.
CANDIDO DE ANGELIS. Colleferro accoglie per la maggior parte combustibile da altre regioni. È un problema che insieme al presidente non riusciamo a capire. Perché quello di Albano non andava bene?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Le farò avere la documentazione che ci è stata tra gli impianti di Albano e Colleferro relativa ai milioni di tonnellate che non sono state inviate. È semplice: la regione Lazio aveva stabilito la tariffa di conferimento a Colleferro. Mentre al libero, fuori regione, data la carenza, i prezzi erano più elevati del 40-50 per cento. Questo è il problema. Nonostante questi prezzi, i conti non sono tornati al Consorzio di Colleferro, che, non a caso, sta sotto.
È stato richiesto come funzionano gli impianti, quanti sono, qual è il lavoro che da trenta o quarant'anni noi svolgiamo a Roma. A Roma, per la verità, sono 66 anni che io mi interesso di questi problemi, ma non solo a Roma. A Roma negli anni Sessanta è sorto il primo impianto TMB nel mondo e noi l'abbiamo portato in tutto il mondo, dall'Australia, all'Inghilterra, al Canada. Il nostro gruppo ha trattato ad agosto di quest'anno 150 milioni di tonnellate di rifiuti, cinque volte la produzione dell'Italia, e li ha trattati per discarica, per incenerimento, per mangime, per compost, per gassificazione. Stiamo per inaugurare, probabilmente verrà anche Sarkozy, l'impianto a Nizza, a Sagunto e a Manchester. Questo è il nostro mestiere.
Il problema vero di Roma oggi è dove finiranno i rifiuti dopo il 1o di gennaio. Non è vero che Malagrotta può avere ancora proroghe. Ci sarà sempre un presidente della provincia, un Commissario o lo stesso sindaco che avrà il potere di emanare un'ordinanza per sei mesi per la salute pubblica e nessuno può obbiettare. Ma il problema è fisico, non è più disponibile alcuna volumetria e nessuno può pensare di accavallare su Malagrotta rifiuti impropri, altrimenti il grande lavoro che è stato compiuto potrebbe naufragare. Enea non ha potuto portare via tutta Troia, si è dovuto accontentare di Anchise e di Ascanio perché di più non poteva fare.
CANDIDO DE ANGELIS. Lei dà per assolutamente impossibile un'altra proroga. Se il Commissario si trova nella necessità, emana una proroga, un decreto per sei mesi, e scarica. Che succede in quel caso?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Se Malagrotta si deve gestire razionalmente, proprio ieri, venendo qui, abbiamo pensato che la proroga può andare fino alla Befana, fino al 6 gennaio.
CANDIDO DE ANGELIS. Che succede, se è concessa una proroga per tre mesi?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Io devo dare risposta a questo enorme, immenso problema e la risposta è semplice. Credo che le autorità locali di Roma abbiano visitato la discarica di Monti dell'Ortaccio che è stata realizzata passo dopo passo dal 1989. Trattasi di una discarica all'interno di 250 ettari, dove non c'è alcun problema di conferimento.
Su Monti dell'Ortaccio è stato prelevato l'inerte per ricoprire tutti i giorni Malagrotta. Involontariamente ci sono già le buche. A Monti dell'Ortaccio nel 2002 è stata autorizzata una vasca da 500 mila metri cubi che avrebbe dovuto contenere il CDR da portare a Colleferro o ad Albano nel gassificatore. Può essere un'ipotesi in caso di emergenza.
Noi ci eravamo attrezzati perché per tempo Malagrotta avesse una soluzione alternativa. Abbiamo fatto di più, abbiamo offerto addirittura all'AMA di realizzarla insieme. Non si tratta di un monopolio. Agiamo nel rispetto della legge comunitaria nazionale e regionale, che a me, imprenditore di questo settore, dà diritto di presentare domande e di documentarle. È quello che ho fatto io. Perché non l'hanno fatto gli altri?
Su Monti dell'Ortaccio abbiamo investito 150 milioni per prendere 250 ettari. Questo è quello che facciamo noi e che consente a Roma e ai romani questa economia.
Il 9 ottobre del 2009 noi abbiamo presentato il progetto sul Corriere della Sera. Come vuole la legge abbiamo avvertito il mondo intero che avevano inizio le procedure. Abbiamo sollecitato in tutti i modi ma niente è avvenuto. Noi ce la metteremo tutta. Se Roma va in default, si dirà poi che l'avvocato diabolicamente l'avrà voluto.
Noi non escludiamo soluzioni di emergenza per fare in modo che Roma trovi collocazione per i suoi rifiuti in una locanda a due stelle anche dopo il 31 dicembre.
PRESIDENTE. Non voglio interromperla però sono state formulate domande a cui lei non sta dando risposte. Capisco il suo entusiasmo ma passiamo alle domande specifiche.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Rispondo alla domanda più importante. Quando ci si riferisce a Quadro Alto, la domanda è stata presentata e la regione immediatamente - se guardiamo i tempi, credo sia avvenuto ventiquattr'ore o quarantott'ore dopo - ha chiesto: «cosa state facendo?». Quando io ho domandato la ragione di tutta questa fretta mi è stato risposto che un'autorità somma della regione, non lontano, sulla Tiberina, a Colle Romano, aveva la sua villa e che quindi non le piaceva che gli automezzi sarebbero passati di là.
Noi comunque abbiamo fatto opposizione. Abbiamo portato il problema al TAR perché riteniamo che il sito sia più che idoneo, almeno stando alle indagini svolte dai nostri esperti. Ne abbiamo avuto conferma dalla scelta che è stata compiuta dalla Commissione. Volendo fare una passeggiata potrete vedere che è difficile trovare siti migliori.
PRESIDENTE. Chi è il proprietario del terreno di Quadro Alto?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Il Consorzio CO.LA.RI.
PRESIDENTE. Abbiamo avuto una comunicazione dal Commissario il quale ci riferisce che, dagli accertamenti effettuati, risulta proprietà della società agricola Procoio Vecchio, con sede in San Giorgio Piacentino.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. È la società del principe Boncompagni Ludovisi che a noi aveva concesso l'opzione. Nell'approssimarsi dell'evento, l'abbiamo acquistata. È ufficialmente del Consorzio CO.LA.RI, nella persona del presidente.
Io devo rispondere a proposito di che succederà con la chiusura di Malagrotta. Essa è stata decisa nel 2008 con un progetto approvato da un decreto commissariale che addirittura prevede di trasformarla in un parco naturale con 348 mila piante. Già 28 mila sono state piantate. Abbiamo inviato un documento, in data 30 marzo 2011 e avente ad oggetto «Opere di chiusura capping della discarica di Malagrotta», alla Polverini, ad Alemanno, a Zingaretti, a Bellini e, per conoscenza, al Commissario europeo, al Ministro Prestigiacomo e a tutte le autorità competenti. Più volte abbiamo sollecitato di trovarci intorno a un tavolo, ma nessuna di queste autorità ha risposto.
L'altro giorno abbiamo realizzato un plastico di 30 metri quadrati, che è stato esposto e verrà presentato alle popolazioni. Ho chiesto di portarlo in Campidoglio o alla regione per farlo conoscere ai cittadini. Abbiamo realizzato anche un opuscolo. L'ho consegnato e posso mandarne ancora altri al presidente e al segretario, perché possano essere distribuiti.
PRESIDENTE. Proprio a proposito di Malagrotta, l'onorevole Bratti ha posto una domanda relativa all'inquinamento della falda. Ci era stato assicurato nel sopralluogo che non vi era alcuna contaminazione anche in base alla cintura polder. Invece dallo studio dell'ISPRA risulta il contrario, cioè che la falda è inquinata, anche in relazione al parco pubblico di cui sta parlando adesso.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Ho portato la documentazione al riguardo. Deposito la sentenza del TAR di Roma del luglio di quest'anno che dichiara che non esiste alcun problema. È stata effettuata dal TAR una perizia attraverso i lavori pubblici e risulta che il polder tiene e che Malagrotta è una vasca da bagno. Il polder è stato realizzato più per non ricevere contaminazione dall'esterno che per dare dall'interno all'esterno. La sentenza è di due mesi fa.
Ho portato anche i valori della qualità dell'aria a Roma. Ci sono 13 centraline sotto il controllo dell'ARPA. Secondo la media dei valori dei PM10 dal 1o settembre al 30 settembre del mese scorso Malagrotta è al primo posto e dopo viene Villa Ada. Per il biossido di azoto Malagrotta è al primo posto e dopo vengono Castel di Guido e Villa Ada.
Non a caso, più volte, dopo alcune delle riunioni collegiali, soprattutto se si fumava troppo, io non ce la facevo più e andavo a Malagrotta a respirare un po' d'aria buona.
PRESIDENTE. Qui si parla dell'inquinamento della falda.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Il provvedimento afferma che non vi è alcun inquinamento della falda. È stato valutato attraverso il Consiglio superiore dei lavori pubblici.
PRESIDENTE. Vorrei tornare alla proprietà di Quadro Alto. Lei ha affermato che è stata acquistata in vista di qualcosa, ma non ha completato la frase.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. In vista di realizzare l'impianto.
PRESIDENTE. Come faceva ad avere l'assicurazione che Quadro Alto sarebbe stato scelto? Quando l'ha acquistato?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Di recente, quindici giorni fa.
PRESIDENTE. Dopo che il sito era già stato destinato?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Sì.
PRESIDENTE. È una proposta, però, non è sicuro.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Non ha importanza, l'imprenditore rischia anche....
CANDIDO DE ANGELIS. L'opzione c'era da parecchio.
PRESIDENTE. Sì, ma la si esercita quando si è certi che sia un affare.
CANDIDO DE ANGELIS. Due anni fa lei aveva già presentato la proposta.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Sì, perché noi siamo previdenti. È il nostro mestiere.
ALESSANDRO BRATTI. Se non ho capito male, loro avevano opzionato l'area, poi hanno presentato la richiesta, come CO.LA.RI, su quell'area. La regione l'ha negata e poi il Commissario tra i siti sette ha scelto quello.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. La regione l'ha vietato, ma è in causa. Verrà cancellato questo fatto e in quella sede spiegheremo perché la regione ha emanato quel provvedimento: perché Marrazzo aveva lì la sua villa. Ma scherziamo!
CANDIDO DE ANGELIS. Volevo porre una domanda di chiarimento. C'è un ricorso su questa lettera della regione, ossia sul diniego?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Certo, ci sono anche i danni.
PRESIDENTE. Lei è un fiume in piena. Se può rispondere alle domande singole, volevo capire il rapporto tra il momento dell'acquisto e il momento in cui è definitivamente stato scelto questo come il terreno su cui verrà realizzata una delle discariche. Vorrei capire i tempi, perché ci interessano anche le scelte che può aver compiuto il commissario, non lei. Voglio capire se la scelta del commissario è stata compiuta dopo che lei aveva acquistato il terreno o è prima.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. È stata compiuta prima. Non so quando.
PRESIDENTE. Lo saprà, se ha acquistato.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Quando abbiamo letto dalla stampa che Quadro Alto, contrariamente a ciò che era stato comunicato, era stato ritenuto da questa Commissione, come l'avevamo ritenuto noi, idoneo, ci siamo rivolti al principe.
PRESIDENTE. Poiché sono abituato ai processi, sono rimasto molto sorpreso del fatto che il Commissario straordinario abbia comunicato alla nostra Commissione di non sapere che il terreno fosse di sua proprietà. Sto ponendo domande in relazione al comportamento del Commissario. Ci è arrivata ieri una lettera che ci comunica che la proprietà non è sua, ma di un'altra società e volevo capire il comportamento del Commissario, non il suo.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Io faccio l'imprenditore, che in spagnolo significa «creatore».
PRESIDENTE. Lei ha affermato che la nomina del Commissario è stata effettuata per motivi strumentali, nel senso che non era affatto necessaria. Volevo capire quali sono questi motivi strumentali.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. È semplice. Poiché c'era da compiere la scelta di uno di questi
quattro siti e politicamente nessuno si sentiva di indicarne uno allora si è pensato di farlo scegliere da altri. Non vedo altri motivi.
Ieri sera ho visto Ballarò. In genere non lo vedo, ma l'ho fatto perché c'era la Polverini. Il primo intervento è stato all'insegna di «ognuno faccia il suo mestiere». Nel secondo intervento ha sostenuto che se i politici non si assumono la responsabilità delle loro decisioni, che politici sono? Io ho approvato e ho spento il televisore.
Ho presentato tre siti, uno meglio dell'altro. Uno è di 90 ettari, uno di 250 ettari e l'altro di appena 45. Ho fatto di più. Per iscritto ho fatto sapere all'AMA che ero disponibile a farlo insieme.
Vorrei chiudere questo discorso una volta per tutte. C'è stata a Piazza del Popolo una manifestazione sull'ambiente, sulla raccolta differenziata, il 1o di ottobre. Il 7 ottobre ho scritto al Sindaco Alemanno: «Signor sindaco, con riferimento alla sua dichiarazione riportata dal Tempo del 1o ottobre, per cui Malagrotta sarebbe come l'inferno di Dante... mi pare troppo evocare il sommo poeta. Forse stiamo esagerando, anzi, senza forse: un bel tacer non fu mai scritto. Lei a maggio ha avuto occasione, come migliaia di visitatori e di delegazioni italiane ed estere che da anni visitano Malagrotta, di visionarla a lungo, e come discarica, e come città dell'industria ambientale. Delegazioni e visitatori nel ringraziarci si complimentano vivamente, e dell'intero complesso, e del nostro lavoro, complimenti che lei stesso a fine visita ci ha riservato. Per la chiusura a fine anno della discarica stiamo preparando una degna conclusione: riporteremo nel marmo la lettera che le abbiamo scritto nel settembre 2010, così anche tra qualche secolo, se i marziani dovessero scendere a visitare Roma, potranno leggere sulla lapide che Malagrotta è stata la fortunata salvezza di Roma».
PRESIDENTE. È molto folkloristico, ma interessa molto poco alla Commissione. Lei è in grado di fornirci il documento di acquisto del territorio di Riano? Il rogito?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Lo farò avere alla segreteria.
CANDIDO DE ANGELIS. Dichiarazioni dell'AMA sostengono che a Roma quest'anno la raccolta differenziata raggiungerà il 25 per cento a fronte di un 16 per cento dell'anno scorso. Questo aumento esponenziale della discarica in un anno si è notato nel conferimento, nei carichi di ingresso tra l'anno scorso e quest'anno?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Non c'è dubbio che non solo a Roma, ma anche in tutto il mondo notiamo queste situazioni, anche per altre ragioni, che voi sapete bene. C'è una riduzione di rifiuti urbani e anche un incremento della raccolta. Il numero non lo conosco. Più la raccolta differenziata è spinta e più la qualità dell'indifferenziata è scadente.
CANDIDO DE ANGELIS. Le chiedo se è possibile avere i numeri di carico del 2010 e del 2011. Lei riferisce che ha due impianti fermi per problemi finanziari. I suoi impianti sono eccezionali da un punto di vista tecnico ma funzionano in maniera ridotta perché esiste un problema di natura finanziaria. Dovrebbero essere i soldi che il 1o novembre dovrebbero partire a regime. Gli impianti pubblici sono in una situazione alquanto precaria, in particolare quello di Rocca Cencia che è un vecchio impianto.
Un aumento della raccolta differenziata di tale entità richiederebbe un investimento economico rilevantissimo. Poiché il Piano regionale della regione Lazio si basa essenzialmente su due direttrici, differenziata e TMB, se il TMB non funziona e la differenziata non cresce, il Piano regionale fallisce ancor prima di partire. Per questo le pongo la domanda.
È evidente che tra il Presidente della regione, Polverini, e il sindaco di Roma,
Alemanno, non c'è armonia, perché mentre il sindaco continua a parlare di termovalorizzazione la Polverini parla di altro.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Le rispondo da esperto. Se la differenziata arriva al 35-40 per cento e aggiungiamo agli impianti in essere quelli programmati, Roma dovrà importare i rifiuti per far girare gli impianti. Mi riferisco ai quattro impianti esistenti e alla raccolta differenziata che deve arrivare ai valori del 35-40 per cento programmati.
Mi pare di aver letto che il Comune di Roma o la regione stanno chiedendo una deroga con cui passare dal 60 al 40-45 per cento. Se si realizza anche il 45 per cento in deroga e con i quattro impianti e i gassificatori di Albano e Malagrotta...
ALESSANDRO BRATTI. Ci vogliono, quindi, due gassificatori e alcuni impianti per il trattamento dell'umido. Nell'impiantistica generale per portare a regime un'idea del genere non ci sarà bisogno di ulteriori inceneritori, ma di impiantistica per la raccolta differenziata.
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. È quasi tutto da fare. Non dipende da noi. Se ce la fanno fare, la facciamo.
PRESIDENTE. Vi sono altre domande?
ALESSANDRO BRATTI. Ha contenziosi in atto con le amministrazioni pubbliche?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Più che contenziosi in atto ho minacce di contenzioso. Dovrò tornare forse una seconda o terza volta per vederne la fine.
CANDIDO DE ANGELIS. Quando ha stipulato il contratto di acquisto dell'area di Riano?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Dieci giorni fa circa.
CANDIDO DE ANGELIS. Il Commissario ci invia in data 13 ottobre un chiarimento in cui comunica che la proprietà è ancora del principe Boncompagni Ludovisi. Con la stessa lettera ci riferisce anche che l'altra futura discarica è di proprietà di Salini un noto imprenditore.
Noi abbiamo svolto due accertamenti su due discariche. Una è stata chiarita definitivamente, perché il proprietario ha dichiarato che è sua.
Sull'altra sono stati effettuati accertamenti da parte del prefetto di Roma sulla società immobiliare e agricola San Vittorino di cui è amministratore Salini Pietro. Sulla medesima insiste l'autorizzazione quale discarica per inerti rilasciata dal Commissario per l'emergenza ambientale sempre alla ditta Salini perché probabilmente doveva riportare materiale di risulta. Anche questa è passata di proprietà?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. Conosco Salini e posso riferire che ha venduto ma non so a quale società. Per quanto mi riguarda farò avere la documentazione alla segreteria, per altro posso solo riferire voci raccolte nell'ambiente.
PRESIDENTE. Di chi è la società Giovi Srl?
MANLIO CERRONI, Presidente del Consorzio laziale rifiuti. È una società che fa parte del consorzio e gestisce direttamente Malagrotta.
PRESIDENTE. La ringraziamo e dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta, sospesa alle 15, riprende alle 20,10.
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