La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
esaminata, per i profili di competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2010;
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La I Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2010;
espresso apprezzamento per il fattivo impegno del Governo in sede europea, ed in particolare - per i settori di competenza di questa Commissione - del ministro dell'interno, del ministro della gioventù, del ministro per le pari opportunità e del ministro per la semplificazione normativa,
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La II Commissione,
esaminata la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2010,
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La III Commissione,
esaminata, per le parti di competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2010, trasmessa alla Camera il 19 maggio 2011;
preso atto che ancora una volta la Relazione in oggetto viene esaminata con dieci mesi di ritardo rispetto al periodo di riferimento, con evidente ricaduta negativa sull'effettivo esercizio del controllo parlamentare;
apprezzata la rilevanza dell'avvio del negoziato per l'adesione dell'UE alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo;
considerata la scarsa informazione relativa all'organizzazione del Servizio europeo per l'azione esterna;
sottolineata l'importanza della proposta di regolamento relativa all'indicazione del Paese di origine («Made in») di alcuni prodotti importati dai Paesi terzi;
osservato che il livello di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) complessivamente raggiunto dall'UE si è attestato nel 2010 allo 0,46 per cento rispetto allo 0,56 per cento previsto, anche a causa di una responsabilità dell'Italia (per una quota pari al 40 per cento),
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con le seguenti osservazioni:
a) il Governo si impegni a seguire l'evoluzione della nuova strategia dell'UE per il Mediterraneo e il Medio Oriente, favorendo concretamente lo sviluppo democratico, sociale ed economico dei Paesi dell'area;
b) siano accelerati tutti i procedimenti di adesione in corso, con particolare riguardo ai Paesi dei Balcani occidentali;
c) sia rafforzata la collaborazione dei Parlamenti nazionali in materia di PESC-PESD in vista di esercitarne un più efficace controllo democratico in sede europea;
d) sia predisposta dal Governo un'informativa ad hoc sugli sviluppi del Servizio europeo per l'azione esterna, con specifico riferimento alla partecipazione italiana.
La IV Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la «Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2010» (Doc. LXXXVII, n. 4);
rilevato positivamente che tale documento espone un consuntivo degli interventi e delle politiche varate nel 2010, in cui emerge un sempre maggiore impegno profuso dall'Unione europea per la sicurezza internazionale attraverso missioni internazionali civili e militari nonché attraverso iniziative per sviluppare le capacità militari della difesa europea;
preso atto del ruolo determinante assunto dal nostro Paese sia nella costituzione e nella gestione della nuova Direzione per la pianificazione e gestione delle crisi, sia nell'ambito della cooperazione tra l'Unione europea e la Nato e l'Unione africana,
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La V Commissione,
esaminata per le parti di propria competenza la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2010;
rilevato che la Relazione costituisce la prima applicazione delle disposizioni dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, come sostituito dal comma 1 dell'articolo 8 della legge 4 giugno 2010, n. 96, che ha previsto la sostituzione della Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea con due distinti documenti, uno di carattere programmatico, riferito all'anno di riferimento e uno di carattere consuntivo, riferito all'anno precedente;
considerato che la relazione perviene all'esame del Parlamento in una fase avanzata dell'anno e, pertanto, le informazioni in essa contenute risultano in parte superate dalle evoluzioni maturate, con riferimento alle diverse politiche di competenza della Commissione, nel corso dell'anno 2011;
ritenuto che l'esame della relazione possa comunque costituire un importante strumento di controllo a disposizione del Parlamento per valutare in sede consuntiva i risultati della partecipazione dell'Italia all'Unione europea;
rilevato che, in questa ottica, la Relazione consente di verificare a posteriori l'efficacia della partecipazione del Parlamento alla fase ascendente di formazione del diritto dell'Unione europea,
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con la seguente osservazione:
al fine di consentire una più puntuale valutazione degli esiti della partecipazione delle Camere al processo normativo dell'Unione europea, valuti il Governo l'opportunità di valorizzare, nell'ambito della relazione, le informazioni concernenti il seguito dato e le iniziative assunte in relazione ai pareri, alle osservazioni e agli atti di indirizzo delle Camere.
La VI Commissione,
esaminata la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2010 (Doc. LXXXVII, n. 4);
rilevato come la Relazione costituisca un'innovazione rispetto alle precedenti relazioni sulla partecipazione dell'Italia all'UE, in quanto, a seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 96 del 2010 (Legge Comunitaria 2009), sono stati separati nettamente, nell'informativa annuale che il Governo deve fornire al Parlamento su tali tematiche, gli orientamenti che il Governo intende perseguire rispetto ai risultati conseguiti nell'anno precedente;
evidenziato come, grazie a tali innovazioni, l'efficacia informativa e la chiarezza della Relazione risultino nettamente migliorati rispetto alle precedenti versioni, in quanto il documento, oltre a fornire dati più analitici ed esaustivi sui diversi profili delle attività europee, riferisce in merito alle posizioni politiche assunte dal Governo italiano nelle sedi istituzionali ed ai contributi forniti in tali ambiti;
ribadito come l'instaurarsi di un efficiente e continuo circuito informativo tra Parlamento e Governo in merito allo stato di avanzamento delle discussioni in sede comunitaria sui principali dossier legislativi costituisca un elemento fondamentale per migliorare la capacità del Paese nel suo complesso di rappresentare e difendere efficacemente i propri interessi nelle sedi istituzionali europee;
segnalato positivamente il netto miglioramento della posizione dell'Italia rispetto agli altri Stati membri circa il tasso di trasposizione nell'ordinamento italiano delle direttive europee riguardanti il mercato interno, che ha consentito di recuperare in parte il grave ritardo accumulato in tale ambito dal Paese;
sottolineata parimenti la significativa riduzione, pari al 15 per cento, delle procedure di infrazione avviate contro l'Italia dalla Commissione europea, il cui numero è calato da 150 alla data del 24 gennaio 2010, a 131 al 31 dicembre 2010, riduzione che ha consentito al Paese, per la prima volta in assoluto, di lasciare l'ultimo posto della classifica tra gli Stati membri per numero di infrazioni;
sottolineato positivamente il contributo fornito dall'Italia in tutte le sedi europee ed internazionali per migliorare l'efficienza dei sistemi di vigilanza sui mercati degli strumenti finanziari, nel quadro dell'attuale crisi economico-finanziaria, e salutata con favore la nomina di un esponente italiano alla guida dell'Autorità europea di vigilanza microprudenziale sul settore bancario (EBA), che consente di colmare, almeno in parte, il deficit nella rappresentanza italiana in seno alle istituzioni europee;
sottolineato, a tale ultimo riguardo, l'esigenza di completare il processo di riforma del mercato dei capitali avviato con l'istituzione del sistema europeo di regolamentazione e supervisione macro e micro-prudenziale sul settore, in particolare attraverso l'instaurazione, in tempi rapidi, di un meccanismo di prevenzione e gestione delle crisi finanziarie che sia in grado di tranquillizzare i mercati circa il comune convincimento di tutti gli Stati membri rispetto all'esigenza di assicurare la stabilità dell'Area dell'Euro;
evidenziato come tale ultimo obiettivo presupponga, nel medio periodo, la maggiore armonizzazione delle politiche economiche e fiscali degli Stati membri, rafforzando l'unitarietà delle scelte politiche europee e bandendo quei fenomeni di concorrenza dannosa che sono alla base degli squilibri di bilancio di alcuni Paesi membri;
rilevato come il miglioramento nel quadro regolamentare sulle agenzie di rating conseguente all'approvazione della proposta di revisione del Regolamento CE n. 1060/2009, non abbia ancora portato ad un assetto di vigilanza soddisfacente su tali operatori, i quali, come dimostrato dalle recenti turbolenze che stanno interessando i mercati dei titoli pubblici, sono in grado di influenzare, in modo del tutto incontrollato, l'andamento di tali mercati e, conseguentemente, di incidere profondamente sulla stabilità finanziaria degli Stati membri, nonché sulle stesse prospettive dell'Area Euro;
evidenziata la necessità di trarre finalmente le conclusioni dell'ampio dibattito da tempo in corso sui temi del contrasto all'evasione in materia IVA, che è tra l'altro oggetto delle proposte contenute nel Libro verde sul futuro di tale imposta, in particolare attraverso: l'armonizzazione a livello europeo del regime IVA sostanziale e degli adempimenti dichiarativi, documentali e di versamento; un incremento selettivo del ricorso al meccanismo dell'inversione contabile; la razionalizzazione del sistema delle deroghe e delle aliquote ridotte; l'incremento nell'utilizzo dello strumento della fatturazione elettronica; il rafforzamento della cooperazione amministrativa e dello scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali;
sottolineata la necessità di rafforzare i meccanismi della cooperazione in materia doganale tra gli Stati membri, in particolare combattendo quei meccanismi di concorrenza dannosa che hanno indotto alcuni Paesi dell'Unione europea ad attrarre traffici commerciali verso i propri punti doganali di accesso attraverso una maggiore superficialità nei controlli operati sulle merci in ingresso nel territorio dell'Unione;
rilevata l'opportunità di prendere realisticamente atto dello stallo dei negoziati politici relativi alla proposta di direttiva in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di interessi, presentata nel 2008, e di individuare conseguentemente soluzioni alternative, anche di natura bilaterale, volte a contrastare l'evasione e l'elusione in materia, attraverso il recupero a tassazione dei redditi, pregressi e futuri, derivanti dalle attività detenute all'estero da cittadini italiani;
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La VIII Commissione,
esaminata la relazione sulla partecipazione consuntiva dell'Italia all'Unione europea nel 2010 (Doc. LXXXVII, n. 4);
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La IX Commissione,
esaminata la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2010 (Doc. LXXXVII, n. 4),
premesso che:
la relazione in oggetto fornisce un quadro complessivo delle numerose iniziative assunte dal Governo nel corso dell'anno 2010 nell'ambito delle politiche europee;
per quanto riguarda il settore dei trasporti terrestri, viene ricordata l'adozione della direttiva sui trasporti intelligenti nonché l'esame in seno al Consiglio competitività di alcune proposte di regolamento, fra le quali quella relativa alla omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote;
per quanto concerne il trasporto marittimo, il Governo, nell'ambito del Gruppo Competitività e Crescita, ha seguìto l'evoluzione della crisi della cantieristica navale, evidenziando le linee di azione elaborate per un rilancio del settore, mediante il sostegno alle innovazioni tecnologiche, le agevolazioni per l'accesso al credito, con il coinvolgimento della BEI, la promozione dell'innovazione e il sostegno alla concorrenza nell'Unione;
con riferimento al trasporto aereo, nel quadro della proposta di riforma del Cielo unico europeo, già presentata nel 2009, in relazione al tema della capacità aeroportuale, il Governo ha partecipato ad una serie di incontri promossi dalla Commissione per verificare le possibilità di revisione della normativa in materia di assegnazione di slot aeroportuali;
con riguardo alle politiche per la Società dell'informazione, il Governo ha partecipato al dibattito concernente l'Agenda digitale europea, il cui obiettivo è quello di azzerare il digital divide entro il 2013, garantendo una connessione di almeno 2 megabit al secondo a tutti i cittadini;
in tema di spettro radio, inoltre, il Governo ha dato seguito al programma europeo, finalizzato all'apertura della banda 800 Mhz ai servizi di comunicazione elettronica;
con riguardo alla telefonia mobile, inoltre, l'Italia ha partecipato al dibattito in seno al Consiglio, concernente il rinnovo delle regole per le tariffe del roaming internazionale;
il Governo, infine, ha seguìto le attività concernenti lo sviluppo dell'Agenzia per la sicurezza delle reti (ENISA), con particolare riguardo al rafforzamento dell'Agenzia quale centro per la promozione della cooperazione fra Stati, per lo sviluppo delle tecnologie finalizzate alla sicurezza, nonché quale sostenitore della privacy, della stabilità e della sicurezza,
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La X Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2010 (Doc. LXXXVII, n. 4);
osservato che la relazione dà conto delle attività svolte dall'Italia nell'ambito dell'Unione nell'anno 2010;
rilevato che è la prima relazione consuntiva presentata al Parlamento, a seguito delle modificazioni introdotte dalla legge n. 96 del 2010 (comunitaria 2009) e segnalato altresì il ritardo sia nella presentazione del documento che nell'avvio dell'esame parlamentare della stessa, dati che rendono alcune informazioni suscettibili ad un'esigenza di aggiornamento;
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La XI Commissione,
esaminata la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (Doc. LXXXVII, n. 4);
preso atto che, con riferimento alle parti di interesse della XI Commissione, il documento interviene sostanzialmente su alcune grandi aree di intervento di carattere generale, tra cui occorre segnalare le politiche per la libera circolazione dei lavoratori (paragrafo 1.2), le pari opportunità (paragrafo 10.1.2) e le politiche del lavoro (paragrafo 10.2);
considerato che la Relazione illustra in modo sintetico le diverse iniziative dell'Unione europea nei predetti settori e che, trattandosi di un documento che si riferisce al consuntivo del biennio 2009-2010, riveste un interesse specifico soprattutto sotto un profilo ricognitivo delle diverse politiche comunitarie di competenza;
preso atto, comunque, che la Relazione pone l'accento sul tema delle pari opportunità uomo-donna, rafforzando il percorso avviato a livello comunitario, soprattutto sul versante della conciliazione dei tempi di lavoro e vita privata;
considerato positivamente - nel contesto delle politiche indicate dalla Relazione - il richiamo a progetti di cooperazione europea per la lotta al lavoro sommerso,
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La XII Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2010 (Doc. LXXXVII, n. 4),
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La XIII Commissione,
esaminata, per la parte di competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2010 (Doc. LXXXVII, n. 4),
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