La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
esaminata, per i profili di competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2007,
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con le seguenti osservazioni:
a) sia rafforzata, nel quadro dei processi decisionali comunitari, l'applicazione del principio di sussidiarietà e differenziazione, promuovendo iniziative e adottando misure tese ad estendere la presenza ed il ruolo, in ambito europeo, delle istituzioni regionali e locali;
b) siano promosse iniziative a sostegno dello sviluppo delle aree montane e rurali e del ruolo dell'agricoltura nelle politiche comunitarie e internazionali.
La I Commissione,
esaminata, per le parti di propria competenza, la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007;
rilevato che si tratta della relazione presentata il 31 gennaio 2008 dal precedente Governo e formalmente ripresentata nella legislatura in corso, il 6 ottobre 2008, dal Governo in carica;
considerato che la relazione contiene un resoconto delle attività svolte dal Governo nel 2007 nonché indicazioni sugli orientamenti che il Governo stesso avrebbe inteso seguire nel 2008 e che è pertanto un documento in gran parte superato e, in ogni caso, definito dal Governo precedente,
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La II Commissione,
esaminata la Relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007,
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La III Commissione,
esaminata per le parti di propria competenza la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007, trasmessa il 31 gennaio 2008;
premesso che tale esame è da collocare nella prospettiva dell'imminente presentazione da parte del Governo della Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2008 che non potrà non tenere conto della crisi economico-finanziaria sopravvenuta;
auspicata inoltre, sul piano del metodo, una più marcata distinzione nell'ambito della Relazione tra le indicazioni delle attività svolte nell'anno trascorso e degli orientamenti che il Governo intende assumere per il futuro, secondo quanto stabilito dal comma 2 dell'articolo 15 della legge n. 11 del 2005, per un più efficace ruolo del Parlamento soprattutto in fase ascendente;
valutata l'analisi, contenuta nella prima parte della Relazione per il 2007, dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea, alle relazioni esterne e alla cooperazione intergovernativa, ambiti che risentono attualmente della mancata entrata in vigore del Trattato di Lisbona e del conseguente carente rilancio del ruolo esterno dell'Unione europea su cui pesa anche negativamente il sostanziale fallimento della PEV (politica europea di vicinato);
rinnovato a tal proposito il convinto sostegno all'azione del Governo italiano per l'integrazione europea di tutti i Paesi dei Balcani occidentali, determinante non soltanto ai fini di una piena stabilizzazione dell'area e del consolidamento della pace e della sicurezza su tutto il continente, ma anche ai fini del complesso rapporto dell'Unione europea con la Federazione russa dopo la crisi russo-georgiana dell'agosto 2008;
espressa altresì la necessità di avviare una cooperazione virtuosa con Mosca anche con riferimento del Partenariato Orientale ed agli ulteriori strumenti della PESC, al fine di superare gli schematismi delle logiche di influenza e per promuovere la gestione comune di questioni di natura strategica quali il tema energetico o il rischio di instabilità, ancora presente nel cuore del continente europeo;
evidenziate le prospettive apertesi con il Vertice UE-Stati Uniti tenutosi a Praga il 5 aprile scorso, in cui sono state poste le premesse per una nuova fase nei rapporti euro-americani, basata su una strategia condivisa di fronte alle grandi questioni planetarie, dalla crisi economica e finanziaria globale alla lotta al cambiamento climatico ed alla sicurezza energetica;
ribadita la necessità di portare a compimento il processo che ha portato alla nascita dell'Unione per il Mediterraneo, nella consapevolezza che soltanto un convinto impegno di collaborazione tra l'Unione europea e i Paesi della sponda sud per lo sviluppo del continente africano potrà garantire nel medio termine la soluzione a questioni cruciali per tutti i Paesi membri dell'Unione europea, a partire dalla lotta contro il terrorismo fondamentalista e il fenomeno dell'immigrazione clandestina;
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con le seguenti osservazioni:
a) si ritiene opportuna una modifica dell'attuale procedura di trattazione congiunta del disegno di legge comunitaria e della Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, affinché quest'ultima possa essere esaminata autonomamente all'inizio di ogni anno, al fine di consentire ai due rami del Parlamento di esprimersi tempestivamente sugli indirizzi politici che il nostro Paese dovrà assumere in sede comunitaria,
b) si esprime il più ampio apprezzamento e sostegno all'iniziativa assunta dal Ministro degli affari esteri, in occasione dell'ultimo vertice UE-USA, per la definizione di una road map dell'integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, auspicando la realizzazione degli otto punti del relativo piano di azione nei tempi previsti;
c) si incoraggia la rinnovata intesa euro-americana al fine di contrastare congiuntamente una nuova proliferazione degli armamenti atomici, nonché di rafforzare la mutua cooperazione per il processo di pace israelo-palestinese, la rinascita dell'Afghanistan e lo sviluppo di un governo civile durevole in Pakistan;
d) si raccomanda la conclusione del negoziato con la Federazione russa per il nuovo Accordo di partenariato strategico, sulla base di una rinnovata solidarietà di intenti;
e) si sollecita una maggiore presenza politica, e non solo finanziaria, dell'Unione europea nella gestione della crisi medio-orientale, nell'ottica di un rilancio dell'Unione per il Mediterraneo;
f) si ritiene indispensabile procedere ad una verifica della congruità dell'esperienza sinora svolta dalla cosiddetta «politica di vicinato»;
g) nell'attendere la rapida definizione dei negoziati del nuovo Accordo di associazione con i Paesi dell'America centrale, si sottolinea l'esigenza che le relazioni dell'UE con tutta l'America latina siano intensificate sulla base dell'elaborazione di una nuova strategia comune;
h) nell'ambito della politica commerciale, si segnala la necessità di migliorare l'efficacia e la trasparenza degli strumenti di difesa commerciale (anti-dumping), nel quadro della conclusione del ciclo di Doha e della riforma dell'OMC.
La IV Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la «Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2007» (Doc. LXXXVII, n. 1);
valutati positivamente l'impegno profuso dall'Unione europea per la sicurezza internazionale attraverso missioni internazionali civili e militari nonché le iniziative assunte dall'Unione stessa per sviluppare le capacità militari della difesa europea, con particolare riferimento alle iniziative intraprese nel settore industriale della difesa, finalizzate alla realizzazione di un sistema industriale integrato e interdipendente a livello europeo,
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La V Commissione,
considerato che:
la relazione è stata presentata nella scorsa legislatura, nel mese di gennaio 2008, dal precedente Governo;
la relazione fa riferimento ad un quadro economico internazionale profondamente mutato;
risulta comunque opportuna l'espressione del parere sulla relazione al fine del successivo iter del provvedimento,
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sulla Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea.
La VI Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1);
rilevato in primo luogo come la Relazione sia stata presentata nella precedente legislatura, e contenga dunque un resoconto delle attività svolte dal Governo nel 2007, nonché alcune indicazioni sugli orientamenti che il Governo stesso avrebbe inteso seguire nel 2008, risultando dunque in gran parte superata;
evidenziato comunque positivamente come il Governo, ripresentando un documento predisposto dal precedente Esecutivo, abbia voluto privilegiare la continuità dell'azione politica svolta in seno agli organismi comunitari;
sottolineato come le recenti vicende che hanno condotto al grave stato di crisi, prima dei mercati finanziari, quindi dell'economia internazionale nel suo complesso, impongano all'Unione europea, ai Governi ed ai Parlamenti nazionali di spezzare il legame perverso che scarica gli effetti della turbolenza finanziaria sulla cosiddetta «economia reale», per innescare una netta inversione del ciclo economico;
evidenziato come tale condizione di emergenza ponga altresì l'esigenza di verificare approfonditamente l'adeguatezza del quadro normativo vigente in materia di mercati finanziari e di rafforzare conseguentemente l'azione normativa e di vigilanza svolta in materia dell'Unione europea;
evidenziata la necessità di un ulteriore aggiornamento della disciplina in materia di mercati finanziari, in particolare per eliminare quelle lacune del tessuto normativo che hanno consentito l'insorgere di pratiche finanziarie poco trasparenti, se non addirittura irregolari, che sono alla base dell'attuale crisi finanziaria;
sottolineata inoltre l'esigenza di rivedere gli assetti di vigilanza sui mercati finanziari, al fine di eliminare le frammentazioni tra le diverse autorità, a livello nazionale e sopranazionale, nonché per superare le segmentazioni che hanno consentito, in molti casi, ad operatori multifunzionali operanti a livello transnazionale, di concentrare le proprie attività in quei settori, o in quei Paesi, laddove più deboli si sono dimostrati i sistemi di vigilanza;
sottolineato positivamente come, anche nel corso del 2007 si sia registrata una significativa riduzione del numero delle infrazioni per mancato o non corretto recepimento della normativa comunitaria pendenti nei confronti dell'Italia;
evidenziata la necessità di proseguire ulteriormente in tale percorso di riduzione delle infrazioni aperte nei confronti dell'Italia, il quale rimane tuttora lo Stato membro nei cui confronti sussiste il più alto numero di infrazioni, al fine di rafforzare la credibilità del Paese nelle sedi europee;
sottolineato negativamente il sostanziale stallo del dibattito politico volto a definire una base imponibile comune consolidata nel settore della tassazione societaria, ovvero a perseguire una maggiore armonizzazione tra le politiche fiscali degli Stati membri, al fine di eliminare la concorrenza fiscale dannosa e di superare gli ostacoli fiscali al funzionamento del mercato interno;
ribadita l'esigenza di favorire il raggiungimento, in tutte le competenti sedi comunitarie, di un accordo tra gli Stati membri che consenta di apportare alla disciplina in materia di IVA quei correttivi utili ad introdurre più efficaci strumenti di lotta contro il fenomeno delle frodi e dell'evasione fiscale in materia, che ha ormai raggiunto livelli intollerabili;
rilevato come il compromesso politico raggiunto recentemente sulla proposta di direttiva in materia di revisione del regime delle aliquote ridotte IVA non consenta, a causa dei contrapposti veti politici tra i Paesi membri, di giungere ad una complessiva riforma del settore che superi l'attuale negativo stato di frammentazione esistente in materia, limitandosi sostanzialmente a rendere permanente l'attuale sistema di deroghe;
valutata positivamente l'azione svolta dall'Agenzia delle Dogane nella cooperazione doganale a livello comunitario ed internazionale, nonché nell'ambito della promozione di strategie di azione comune in questo settore, in particolare al fine di contrastare i fenomeni della contraffazione e del contrabbando;
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con le seguenti osservazioni:
a) si segnala l'esigenza che il Governo continui a farsi promotore, nelle opportune sedi comunitarie, di una complessiva revisione ed aggiornamento del quadro normativo relativo ai mercati finanziari e creditizi, in particolare al fine di eliminare quelle lacune del tessuto normativo che hanno consentito l'insorgere di pratiche finanziarie poco trasparenti o irregolari, che sono alla base dell'attuale crisi finanziaria;
b) in tale ambito si segnala la necessità di procedere ulteriormente ad un'incisiva revisione degli assetti di vigilanza sui mercati finanziari, al fine di eliminare le frammentazioni tra le diverse autorità, a livello nazionale e sopranazionale, di superare l'eccessivo ricorso all'autoregolamentazione che ha caratterizzato l'ultimo decennio, nonché per superare le segmentazioni che hanno consentito, in molti casi, ad operatori multifunzionali attivi a livello transnazionale, di concentrare le proprie attività in quei settori, o in quei Paesi, nei quali i sistemi di vigilanza sono risultati meno efficaci;
c) al riguardo si rileva la necessità di rendere più uniformi e rigorosi gli standard di vigilanza a livello europeo, che devono essere tradotti in atti vincolanti e puntuali e non più in generiche linee guida, riducendo i margini di discrezionalità dei singoli Stati membri o delle singole autorità di vigilanza ed eliminando dalla normativa ambiguità, opzioni ed eccezioni che possano essere utilizzate a fini elusivi;
d) in particolare appare opportuno giungere in temi rapidi all'approvazione della proposta di direttiva, recentemente elaborata dalla Commissione europea, relativa al regime di vigilanza sugli hedge fund, i quali hanno potuto finora operare in una condizione di sostanziale assenza di controlli ed hanno in molti casi costituito un fattore causante della crisi finanziaria in atto, al fine di introdurre più rigorosi principi in materia di trasparenza e di utilizzo della leva finanziaria;
e) sebbene non sia probabilmente utile puntare ad un accentramento della vigilanza a livello europeo, si evidenzia comunque l'esigenza di definire requisiti di indipendenza minimi comuni delle autorità di vigilanza, sistemi di verifica a livello europeo sulla corretta applicazione della regolamentazione nei singoli ordinamenti, nonché di definire forme di vigilanza unificata europea sugli operatori finanziari che svolgono la loro attività a livello transnazionale;
f) si sottolinea inoltre come la gravità della crisi richieda un'analisi chiara, e la definizione di una politica economica comune a livello europeo, di cui attualmente l'Unione è sotto molti aspetti priva, in particolare nel settore delle politiche tributarie, al fine di evitare che la concorrenza tra i sistemi nazionali si traduca in forme di «dumping fiscale», che minerebbero la crescita e l'occupazione;
g) in tale contesto, valuti la Commissione di merito l'opportunità di segnalare al Governo l'esigenza di farsi promotore di una revisione dell'accordo politico raggiunto recentemente sulla proposta di direttiva in materia di revisione del regime delle aliquote ridotte IVA, al fine di evitare la mera stabilizzazione dell'attuale sistema di deroghe, che si caratterizza per l'estrema frammentazione ed irrazionalità;
h) sempre nel quadro del coordinamento tra le politiche economiche, ed alla luce delle decisioni recentemente assunte in senso al G20, si rileva altresì la necessità di porre in essere tutti gli strumenti atti ad assicurare un'adeguata disponibilità di credito al sistema economico, al fine di evitare che la situazione di difficoltà o le esigenze di equilibrio finanziario degli operatori creditizi pregiudichino la stessa sopravvivenza di vasti comparti produttivi.
La VII Commissione,
esaminata per le parti di competenza la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2007;
considerato che la relazione in oggetto è stata trasmessa all'esame del Parlamento oltre il termine di riferimento, risultando di conseguenza superati il resoconto delle attività svolte nonché l'indicazione di orientamenti per il futuro,
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La VIII Commissione,
esaminata la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1);
preso atto che la Relazione è stata presentata dal precedente Governo e adottata dall'Esecutivo in carica;
richiamandosi all'approfondito dibattito svolto dalla Commissione nell'ambito dell'esame delle citate proposte di direttive comunitarie attuative del Piano d'azione globale in materia di energia, approvato dal Consiglio europeo nel marzo del 2007, con cui si è inteso fornire un quadro di riferimento comune per la definizione di una strategia europea per il rafforzamento della sicurezza energetica e della competitività dell'Europa, nonché per indirizzare i Paesi dell'Unione europea verso uno sviluppo sostenibile, con un'economia a basse emissioni di CO2 e improntata all'efficienza energetica;
ribadito il contenuto del documento approvato dalla Commissione, in occasione della discussione delle suddette proposte di atti comunitari, nella seduta dell'11 dicembre 2008, ed in particolare le valutazioni politiche relative, da un lato, al giudizio positivo espresso in ordine all'intenzione dell'Unione europea di collocarsi in posizione avanguardia nell'impegno per il conseguimento degli obiettivi concordati a livello internazionale, dall'altro, alla necessità ineludibile di tenere conto che la realizzazione degli indicati obiettivi non può prescindere da una seria analisi della loro sostenibilità, sia dal punto dal punto di vista economico e finanziario, sia da quello relativo alle specifiche caratteristiche del nostro sistema produttivo e all'impatto che sullo stesso deriverebbe a causa del processo di applicazione delle misure necessarie a conseguire gli obiettivi indicati;
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La IX Commissione,
esaminata la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1);
segnalata l'opportunità di assicurare un esame tempestivo, da parte delle Commissioni parlamentari competenti sui singoli settori su cui intervengono le politiche comunitarie, della relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea,
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La X Commissione,
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1),
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La XI Commissione,
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1);
preso atto che tale documento, pur di estremo interesse, contiene le linee di azione riferite ad un periodo temporale ormai superato (il biennio 2007-2008), divenendo - in tal modo - uno strumento di natura tendenzialmente ricognitiva piuttosto che di indirizzo;
considerato favorevolmente, in ogni caso, che la Relazione delinei alcune grandi aree di intervento di carattere generale, in particolare in materia di politiche per l'inclusione sociale, politiche per le pari opportunità e politiche per il lavoro,
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La XII Commissione,
esaminata per la parte di propria competenza la relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1);
considerato che il contenuto della relazione, essendo questa giunta all'esame della Camera ben oltre l'anno di presentazione, è obsoleto e non è pertanto suscettibile di un esame di merito;
rilevato peraltro che la relazione in esame reca, con riferimento alla sanità e alle politiche sociali, un resoconto delle attività svolte nel 2007, ma non indica sistematicamente e organicamente gli orientamenti che il Governo avrebbe inteso seguire nel 2008 in tali settori;
sottolineata l'esigenza che le prossime relazioni annuali, in coerenza con l'articolo 15 della legge n. 11 del 2005: siano trasmesse tempestivamente alle Camere, espongano in modo espresso e sintetico gli orientamenti che il Governo intende assumere per il futuro in ciascun ambito di attività dell'Unione europea e diano conto degli interventi adottati dal Governo per dare seguito agli indirizzi definiti dalle Camere sui singoli atti o progetti di atti dell'Unione europea, in particolare nell'ambito di documenti finali adottati ai sensi dell'articolo 127 del regolamento,
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La XIII Commissione,
esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2007 (Doc. LXXXVII, n. 1);
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