Onorevoli Colleghi! - Da anni si protrae la vicenda relativa all'Arcea Lazio Spa in relazione alla costruzione dell'autostrada Roma-Latina, che vede la regione Lazio esposta al rischio di ingenti oneri che, di fatto, nulla hanno a che fare con l'effettiva costruzione dell'autostrada.
Infatti, per questa grande opera, il cui costo era stimato in 2 miliardi e mezzo di euro, ben maggiori sembrano profilarsi gli oneri che i cittadini dovranno sopportare.
Un'opera nata male e che si complica con l'andare del tempo; non a caso denominata - in un articolo del 22 novembre 2010 di Sergio Rizzo e di Gian Antonio Stella su «Il Corriere della Sera» - «l'autostrada dei pasticci».
Nel 2001 viene costituita a questo scopo la società Arcea Lazio Spa con il 51 per cento del capitale posseduto dalla regione Lazio e il restante 49 per cento da un raggruppamento di privati.
Quando la Commissione europea si oppone evidenziando la violazione delle norme europee in quanto l'affidamento diretto dei lavori di «progettazione, realizzazione e gestione» senza gare d'appalto è consentito soltanto alle società in house, ovvero interamente pubbliche, si provvede, nel 2008, a costituire un'altra società ad hoc, paritetica tra regione ed Ente nazionale per le strade Spa, la Autostrade del Lazio Spa.
A partire da quel momento, quindi, coesistono due società, aventi entrambe l'obiettivo di realizzare l'autostrada Roma-Latina.
Questo ha determinato che i soci privati di Arcea Lazio Spa rivendicassero i loro diritti con due richieste di arbitrati per un totale di 859 milioni di euro, fondando le loro richieste su ambigue clausole scritte in patti parasociali sottoscritti lo stesso giorno in cui la società è stata costituita.
Seppur con difficoltà è ormai emerso che vi sono lati oscuri in questa vicenda e che, quantomeno per una non oculata vigilanza e per una mancata attenzione, si siano determinati e possano determinarsi sprechi ai danni dei cittadini del Lazio.
Nei giorni scorsi un primo lodo arbitrale è arrivato alla sua conclusione e ha visto la regione Lazio condannata al pagamento di 43 milioni di euro in favore del Consorzio duemilacinquanta, per violazione degli obblighi di buona fede e di correttezza.
Quest'opera, che doveva rappresentare una grande opportunità per la regione Lazio, ad oggi ha solo prodotto contenziosi legali e rischia di essere per i cittadini contribuenti l'esatto contrario di quanto auspicato.
Si ritiene, pertanto, necessario istituire una Commissione parlamentare di inchiesta monocamerale, dotata delle prerogative previste dal Regolamento della Camera dei deputati agli articoli 140 e seguenti.
L'intento della presente proposta di inchiesta parlamentare è dunque quello, come viene esplicitato negli articoli da 1 a 3, di ricostruire l'intera vicenda e di accertare le modalità di scelta dei soggetti che hanno partecipato alla costituzione dell'Arcea Lazio Spa e della Autostrade del Lazio Spa e i criteri di affidamento degli appalti.
Gli articoli 4 e 5 stabiliscono le modalità organizzative della Commissione, che sarà composta da venti deputati, e la durata dell'inchiesta, pari a sei mesi.
L'articolo 6 prevede la possibilità di adottare un regolamento interno e indica gli strumenti logistici necessari al funzionamento della Commissione, stabilendo, inoltre, che entro un anno dalla data della sua costituzione essa è tenuta a riferire i risultati della sua inchiesta alla Camera dei deputati.
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