![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Provera ha facoltà di
MARILDE PROVERA. Signor Presidente, signor ministro, i siti del Piemonte provvisori per il trattamento e il condizionamento dei rifiuti radioattivi di Saluggia, Trino e Bosco Marengo, della fu centrale nucleare di Trino, rischiano di diventare permanenti a causa dell'ordinanza del generale Jean, che supera qualsiasi direttiva europea di cautela e protezione della popolazione.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, in merito alle richieste dell'onorevole interrogante concernenti il progetto Cemex e la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, solidi e liquidi, già presenti oggi nel sito di Saluggia si rappresenta che, poiché l'intero progetto Cemex è scaturito dalla necessità di sistemare in condizioni di migliore sicurezza i rifiuti liquidi solidificandoli, lo stesso dovrà essere valutato da parte della commissione VIA e dall'APA. L'istruttoria è stata infatti avviata ai sensi della legge n. 62 del 1960, inquadrandola correttamente come modifica di impianto, ex articolo 6, dell'impianto Eurex di Saluggia.
PRESIDENTE. L'onorevole Provera ha facoltà di
MARILDE PROVERA. Ringrazio il ministro Giovanardi perché alcune parti della sua risposta sono rassicuranti, visto che si dovrà attendere il parere del Ministero delle attività produttive, subordinato alla valutazione di impatto ambientale.
in loco, che andranno spostati. Per fornire tale sicurezza va individuato il sito nazionale definitivo, fatto che ancora non si è riusciti a fare, dopo molto tempo, e in più non è stata operata quella dovuta informazione cautelativa alle popolazioni anche in rapporto alle eventuali misure emergenziali.
Tali rifiuti sono rischiosi per tutti gli utenti dell'acquedotto del Monferrato e per le produzioni agricole perché sono vicini alla Dora Baltea ed ai pozzi dell'acquedotto del Monferrato, che servono 105 comuni, per oltre 30 mila persone. Inoltre, sono esposti a potenziali eventi bellici o terroristici e non hanno alcuna protezione.
Il Governo deve rimuovere l'ordinanza del generale Jean, che è anche il presidente della società Sogin, interessata all'affare. Come minimo, va avviata immediatamente la procedura di valutazione di impatto ambientale e vanno emesse misure cautelative a protezione della popolazione per individuare il sito definitivo in cui collocare queste pericolose scorie.
La documentazione di riferimento è attualmente sottoposta ad analisi e valutazione da parte degli uffici dell'APA, sia con riguardo agli aspetti di sicurezza nucleare, sia per quelli di radioprotezione, al fine di verificarne adeguatezza e completezza. Solo a valle del completamento dell'iter istruttorio, che si concluderà con l'emissione del parere da parte degli uffici dell'APA, sarà possibile per la Sogin dar luogo alle attività di progettazione ed esecutiva, seguite da quelle concernenti la realizzazione e da tutte le ulteriori fasi di sviluppo imposte dal capo VII del decreto legislativo del 1995. Peraltro, la stessa commissione tecnico-scientifica istituita dalla Presidenza del Consiglio ha suggerito il perseguimento delle vie ordinarie di legge sconsigliando il ricorso a procedure di natura emergenziale.
Da quanto riferito, risulta con evidenza che l'ordinanza del 13 dicembre 2005 non può essere considerata come autorizzazione nucleare a realizzare ed esercire l'impianto Cemex, ma, al più, come autorizzazione alternativa a quella urbanistica prevista per le strutture civili.
In ogni caso, le attività realizzative non potranno iniziare prima dell'autorizzazione del Ministero delle attività produttive, che è subordinata al completamento favorevole della procedura di VIA pendente presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.
Va inoltre precisato che le strutture destinate ad accogliere i manufatti prodotti dall'attività di cementazione sono da considerare a tutti gli effetti provvisori in attesa della disponibilità del deposito nazionale, provvisorio o definitivo, e hanno la duplice finalità di migliorare le attuali condizioni di sicurezza del sito, e quindi rendere più sicuro il mantenimento delle scorie, e di costituire un volano per disaccoppiare le attività di smantellamento da quelle di costruzione del deposito nazionale.
Approfitto dell'occasione per ricordare che questo è l'ultimo question time a cui rispondo in questa legislatura; per la precisione, è la cinquecentosessantatreesima ed ultima risposta. Ringrazio i colleghi parlamentari e gli ascoltatori per l'attenzione prestata in questi anni (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).
Tale questione finora era stata esclusa per il modo in cui il generale Jean ha agito in qualità di commissario delegato dal Governo per la sicurezza dei materiali nucleari. Ciò era stato comunicato anche alla regione Piemonte oltre che alla popolazione.
Va da sé che bisogna agire non solo con molta cautela, per il tipo di materiali di cui stiamo parlando, residuati delle nefaste scelte a suo tempo operate, ma anche in un rapporto molto corretto con la popolazione, soprattutto sapendo da subito prospettare il fatto che i lavori compiuti sono di messa in sicurezza per una temporanea collocazione degli attuali residui
Il tipo di rapporto che vi è stato con la popolazione, compresa la regione Piemonte, finora è stato puramente di comunicazione nozionistica delle condizioni nelle quali si sta lavorando e non vi è stata nessuna attenzione ai problemi sottolineati dalla popolazione di preoccupazione anche futura, in rapporto anche alle non antiche questioni sollevate dalla popolazione stessa quando avvenne l'ultima esondazione, l'ultima alluvione che mise in forte pericolo tutta la popolazione di questa zona.
Pertanto, ritengo si debba agire rapidamente individuando il sito nazionale, per porre definitivamente a dimora queste pericolosissime scorie nucleari e radioattive e conclusivamente fornire le opportune informazioni alla popolazione.


