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PRESIDENTE. L'onorevole Abbondanzieri ha facoltà di
MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, l'interrogazione in esame nasce dal fatto che ai marchigiani e agli umbri ancora non è stato riconosciuto il trattamento che invece è stato riconosciuto ai siciliani e ai piemontesi, cioè la possibilità di vedersi ridotta la misura del recupero dei contributi e tributi dovuti e non versati al momento del terremoto, a seguito delle ordinanze di Protezione civile.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, è stato differito al gennaio 2006 il termine per il recupero dei tributi non corrisposti per effetto delle sospensioni
previste fino al 31 marzo 1998 e fino al 30 giugno 1999 in favore dei soggetti residenti nelle zone delle Marche e dell'Umbria, colpite dal sisma del 1997. I pagamenti potranno essere effettuati in un'unica soluzione entro 31 gennaio ovvero, a decorrere da tale mese, senza aggravio di sanzioni ed interessi, mediante rateizzazione mensile in un arco di tempo pari a cinque volte il periodo di sospensione.
PRESIDENTE. Purtroppo, signor ministro, il tempo a sua disposizione è terminato e non gliene posso concedere altro. Suggerisco quindi di ascoltare insieme la replica della collega Abbondanzieri.
MARISA ABBONDANZIERI. Ringrazio il ministro Giovanardi per la sua presenza, ma non per la qualità e il contenuto della risposta. Non è accettabile, in primo luogo, che si equiparino le imprese e i cittadini.
e da molti altri che in questi anni avete beneficiato riteniamo che sia inaccettabile.
PIETRO GASPERONI. Siete degli irresponsabili!
Poiché il problema determina una discriminazione nei confronti di tali cittadini, chiediamo al Governo di conoscere quali siano le ragioni di tale situazione e quali provvedimenti si intendano adottare per porre fine a questa discriminazione, che non è accettabile, anche in considerazione degli impegni assunti dal Governo stesso, in particolare dal sottosegretario Letta e dall'allora ministro Siniscalco.
Al momento, dunque, i beneficiari delle sospensioni non sono tenuti al versamento delle somme in questione, che, come precisato, sono dovute a partire dal gennaio 2006, con la suddetta rateizzazione. Per i contribuenti di Marche e Umbria, come è stato sottolineato, l'obbligo decorre dal gennaio 2006, mentre non vi è obbligo, per i soggetti che hanno beneficiato della sospensione prima di tale data, di effettuare gli adempimenti e i versamenti sospesi.
L'eventuale accoglimento della richiesta avanzata dagli interroganti si tradurrebbe nell'adozione di disposizioni con le quali gli enti creditori - lo Stato, le regioni, gli enti locali - dovrebbero rinunciare al credito, o ad una parte di esso, a vantaggio dei soggetti che hanno fruito della sospensione. Il Dipartimento per le politiche fiscali ha rappresentato che una norma che disponesse in tal senso potrebbe risultare in contrasto con le norme comunitarie. Infatti, fra i soggetti titolari delle posizioni debitorie collegate alla sospensione rientrano anche le imprese che alla data dell'evento sismico avevano la sede nei comuni individuati dall'articolo 1 dell'ordinanza del 1997.
Pertanto la riduzione del carico tributario per dette imprese potrebbe configurarsi come misura incompatibile con il mercato comune, in quanto diretta a falsare la concorrenza fra le imprese ai sensi dell'articolo 87 del Trattato.
Ai fini della problematica in esame interessa soprattutto sottolineare che nella predetta decisione della Commissione (la n. 3893), la Commissione medesima ha concluso che il regime previsto dalla citata normativa è incompatibile con il mercato comune, poichè non soddisfa le condizioni necessarie per poter beneficiare - in quanto aiuto destinato ad ovviare a danni causati da calamità naturali od altri eventi eccezionali - della deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 2, lettera b).
Secondo la Commissione, il presupposto per l'applicazione della suddetta deroga si concretizza quando sussiste un nesso chiaro e diretto fra aiuto concesso e danni effettivamente subiti a causa delle calamità.
Si ritiene opportuno evidenziare che l'adozione di una tale norma, intesa a ridurre il carico tributario per Marche e Umbria, avrebbe come inevitabile conseguenza la richiesta di estendere il medesimo trattamento a situazioni analoghe, quali quelle dell'Etna, per gli eventi dell'ottobre 2002, e delle province di Foggia, Campobasso e Brescia, per il novembre 2004, per le quali, come nella fattispecie in esame, sono state concesse sospensioni dei termini relativi agli adempimenti tributari.
Si tratta di situazioni - cerco di concludere, ma per una materia così complessa è pressoché impossibile farlo in tre minuti - diverse da quelle citate dagli interpellanti. Potremmo tuttavia riprendere il discorso con un'altra interrogazione parlamentare, con più tempo e più calma, perché in quel caso i provvedimenti sono avvenuti...
L'onorevole Abbondanzieri ha facoltà di
Noi naturalmente riteniamo che debbano essere trattati allo stesso modo. Tuttavia, che ci si serva delle imprese e dell'Unione europea, nonché delle questioni relative alla concorrenza, per argomentare che i cittadini di Marche e Umbria sono diversi dai siciliani, dai messinesi
Certo, sappiamo anche noi che questo apre una possibilità anche per altri territori. Il problema è che bisogna essere saggi quando è ora, ministro Giovanardi, non a futura memoria, non dopo!
I cittadini marchigiani e umbri sono uguali agli altri cittadini. Tutti i cittadini italiani sono uguali: i provvedimenti relativi alla restituzione dei tributi e contributi non versati per effetto delle ordinanze di protezione civile debbono essere estesi a tutte le popolazioni verso le quali sono state emanate queste ordinanze. Questo è l'atteggiamento di uno Stato, come dire, padre, di uno Stato che guarda ai suoi cittadini nello stesso modo. Se poi si vuole trovare l'escamotage dell'Unione europea, potremmo dire che ne vedremo i risultati nel futuro, ma forse a quell'epoca voi non governerete più, e quindi questa prova non vi consentiremo di farla (Applausi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


