Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 714 del 30/11/2005
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(Iniziative volte a sospendere i lavori dell'alta velocità in Val di Susa - n. 3-05206)

PRESIDENTE. L'onorevole Cento ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-05206 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, i Verdi chiedono al Governo di sospendere subito i lavori e di chiudere i cantieri che sono state aperti per la linea dell'alta velocità Torino-Lione.
Si tratta di un progetto antieconomico (sono stati già preventivati 20 miliardi di euro), contro l'ambiente, perché si intende attraversare le Alpi con un tunnel di 50 chilometri, in un'area a rischio di amianto. Noi siamo con i cittadini, con gli ambientalisti, con gli amministratori della Val di Susa e, dopo i fatti di ieri, chiediamo al Governo Berlusconi, al Vicepresidente del Consiglio Fini di ritirare le Forze dell'ordine, perché le opere pubbliche non si possono imporre con i manganelli!
Quanto è accaduto ieri ha esposto il nostro paese ad una persistente violazione delle regole della partecipazione democratica e rischia di creare una rottura nel rapporto democratico tra cittadini, amministratori locali e Governo centrale.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, credo che sia opportuno chiarire a chi ci ascolta che il progetto dell'alta velocità e l'attraversamento in esso previsto dell'arco alpino, che rende imprescindibile la realizzazione di opere come la linea ferroviaria Torino-Lione, rientrano in un grande quadro macroeconomico che coinvolge più paesi.
I valichi sono diventati un segmento di un itinerario su cui si sviluppa l'economia di più Stati. Basti pensare che, su 15 bacini territoriali di paesi europei leader quanto a prodotto interno lordo, 7 ricadono in Italia, con una macro regione, formata da Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Trentino, in cui si movimenta il 65 per cento delle merci e si produce il 56 per cento del PIL dell'Italia.
In quarant'anni, il trasporto merci è cresciuto del 700 per cento ed è di tutta evidenza che nei punti obbligati di passaggio tale crescita ha raggiunto livelli patologici. Basti pensare che, nel passaggio dell'arco alpino, nel corso del 2004 sono transitati 145 milioni di tonnellate di merci e che si prevede di arrivare, nel 2010, a 170 milioni di tonnellate.
In tale prospettiva, se non si attuano immediatamente politiche di trasporto, il blocco dei transiti sarà inevitabile e metterà in crisi, in maniera irreversibile, la competitività e la crescita economica dell'Italia.


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L'Europa, ma, soprattutto, il buonsenso ci chiedono di dare preferenza allo sviluppo del trasporto su ferrovia, e non su strada, perché questo sta inquinando e massacrando il nostro territorio. Qualunque cittadino italiano che si muove sulle autostrade sa cosa vuol dire il trasporto su gomma, purtroppo!
La modalità di trasporto su ferrovia ha un minore impatto ambientale rispetto a quella su gomma. Pertanto, intendiamo privilegiare il trasporto ferroviario. Mi riferisco alla legge obiettivo per quanto riguarda il Frejus, il Sempione, il Brennero, il potenziamento della linea ferroviaria Verona-Brennero; è stato, inoltre, disposto lo stanziamento di 350 milioni di euro a favore delle imprese di trasporto che trasferiscano su ferro quantità di merci oggi trasportate su strada.
In merito al collegamento Torino-Lione, oltretutto, è aperto da più di un anno un tavolo di confronto sulle fasi del progetto, che è appoggiato dalla Comunità europea, dal Governo italiano, dall'opposizione, da Prodi, dalla regione Piemonte, dal comune di Torino, forse da tutti meno che dai Verdi e da Rifondazione comunista (fa un po' meraviglia che i Verdi e la comunità montana non lo appoggino).
Per quanto riguarda le condizioni ambientali, sono completamente d'accordo con quanto affermato dal Capo dello Stato. Bisogna coniugare la volontà di non isolarsi dall'Europa, perché ciò significherebbe la catastrofe economica ed occupazionale per il nostro paese (le prospettive per il futuro, inoltre, sarebbero tragiche), con il rispetto dell'ambiente. Ma il rispetto dell'ambiente lo si garantisce con la ricerca e andando sul campo per verificare, anche con una garanzia internazionale, se i rischi paventati sono reali o meno.
Ciò va fatto tutelando la libertà di tutti, perché le manifestazioni pacifiche sono le benvenute, ma i blocchi stradali, i blocchi delle ferrovie e le violenze dei manifestanti no! Questo è uno Stato democratico che non lo può consentire.

PRESIDENTE. L'onorevole Cento ha facoltà di replicare.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, il ministro Giovanardi avrebbe fatto bene a far rappresentare il Governo dal ministro Lunardi, così avremmo evitato di ascoltare questa lezione sul trasporto su gomma o su rotaia.
Questo Governo ha incentivato, nel corso di questi quattro anni e mezzo, il trasporto delle merci sui Tir.
In particolare, con riferimento al disegno di legge finanziaria, abbiamo avanzato la proposta di tassare il trasporto delle merci sui Tir, perché è l'unico modo per incentivare il trasporto su rotaia. In realtà, già c'è una linea ferroviaria, la Torino-Modane, che è utilizzata solo al 38 per cento delle sue capacità da parte dei Tir. Perché il Governo non interviene per incentivare l'utilizzo di quella linea ferroviaria? Già vi è una linea, la Torino-Lione, che è sottoutilizzata e sulla quale non i Verdi, ma le Ferrovie dello Stato, cinque anni fa, hanno presentato un progetto di razionalizzazione e di potenziamento.
Ministro Giovanardi, noi Verdi siamo favorevoli al trasporto su rotaia. Questa è la ragione per la quale chiediamo che i 20 miliardi destinati all'alta velocità Torino-Lione siano invece destinati al potenziamento del trasporto su rotaia nelle tratte sulle quali si procede con un solo binario e nelle zone dove non esistono i treni per i pendolari. Questa è la realtà che il nostro paese vive, costringendo ogni giorno migliaia e migliaia di uomini e donne a recarsi al lavoro con l'auto, anziché con il treno.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Sono soldi europei!

PIER PAOLO CENTO. Siamo convinti che questa opera, imposta contro i sindaci e le amministrazioni locali, nell'ambito delle quali non solo i Verdi ma tutte le forze politiche hanno dichiarato la propria contrarietà, debba formare oggetto di ulteriore dialogo.
Prendendo a modello la Svizzera, nella quale domenica scorsa si è svolto un importante referendum sugli organismi geneticamente


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modificati, chiediamo che si svolga un referendum anche su questo progetto distruttivo dell'ambiente.

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