Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 714 del 30/11/2005
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(Esame dell'articolo 2 - A.C. 5835 )

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5835 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ERNESTO MAGGI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sulle proposte emendative presentate all'articolo 2.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIOVANNI RICEVUTO, Viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Bimbi 2.72.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, la contrarietà espressa sull'emendamento in esame sarebbe ridicola, se non fosse incomprensibile.
Si ritiene di riformare l'organismo in questione attribuendogli maggiore rappresentatività (immaginiamo che sia questa l'intenzione teorica del Governo e della maggioranza). Invece, con riferimento a tale questione, si è voluto punire il CUN; infatti, noi proponiamo che il ministro, qualora non ritenga di seguire le indicazioni del Consiglio, ne dia motivazione alle Commissioni parlamentari, ma il Governo e la maggioranza sono contrari all'emendamento in esame. Forse perché il CUN è stato un organismo troppo indipendente? Forse perché il CUN, pur lavorando in stretta connessione con il ministero, ha ragionato con la propria testa, tenendo in maggiore considerazione gli interessi delle università e degli studenti, sia per quel che riguarda la modifica delle classi di laurea sia per quanto concerne lo stato giuridico dei professori e dei docenti universitari? Forse perché, nel corso di questa legislatura, ha evidenziato che troppo spesso il Governo non aveva in mente il bene dell'università, procedendo a caso attraverso l'adozione di testi legislativi incongruenti e contraddittori? Ciò è dimostrato anche dal fatto che, dopo l'adozione del decreto n. 270 del 2004, il ministro si è dovuto rivolgere alla comunità universitaria e alle conferenze dei presidi per cercare di aggiustare quanto era stato imposto al CUN, al Parlamento, al paese.
Quindi, proponiamo che, in caso di difformità di pareri tra il CUN e il ministro, quest'ultimo debba riferire con precise motivazioni alle Commissioni parlamentari, in quanto non si può sostenere di riformare un organismo di rappresentanza e poi continuare a considerare la rappresentanza come una mera produzione cartacea. Ciò non è possibile, in quanto l'università non accetta più questo rapporto con l'esecutivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Martella. Ne ha facoltà.

ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, intervengo per ribadire le ragioni - già egregiamente esposte dalla collega Bimbi - che ci hanno indotto a presentare l'emendamento in esame.
Davvero non si capisce il motivo del dissenso del Governo e della maggioranza sul presente emendamento, che ha la funzione di attribuire un ruolo al Consiglio


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universitario nazionale, creando una dialettica seria tra il Governo e il Parlamento, che attribuirebbe alle Commissioni parlamentari il compito di esprimere parere sugli atti del ministro - ferma restando l'autonomia del ministero -, tenendo conto delle indicazioni del CUN.
Dunque, non si è voluto ridurre le aree scientifico-disciplinari, non si è voluto avviare una vera riforma, non si è voluto rinnovare il CUN prevedendo la possibilità di elezioni in tempi più rapidi, così come contemplato dal testo approvato dal Senato. Pertanto, non si attribuisce al CUN una reale funzione di rappresentanza, impedendo tra l'altro al Parlamento di esercitare la propria funzione.
Mi pare che tali disposizioni siano contro il Consiglio universitario nazionale, il Parlamento e le Commissioni parlamentari competenti. Per tale ragione, invito l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole sull'emendamento in esame, anche in considerazione del fatto che vi è una volontà da parte della maggioranza di modificare la parte del provvedimento relativa alla rieleggibilità. Si tratta di un emendamento attraverso il quale si attribuirebbe al CUN e alle Commissioni parlamentari competenti maggiore importanza ed efficacia nell'esercizio della propria funzione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 2.72, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 431
Votanti 430
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato
199
Hanno votato
no 231).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 2.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 426
Maggioranza 214
Hanno votato
193
Hanno votato
no 233).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 2.3 e Bulgarelli 2.60, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 428
Votanti 427
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato
192
Hanno votato
no 235).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 427
Votanti 425
Astenuti 2


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Maggioranza 213
Hanno votato
240
Hanno votato
no 185).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.

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