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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5835 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
ERNESTO MAGGI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 1.
ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Bimbi 1.84.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Martella. Ne ha facoltà.
ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, ci troviamo ad esaminare un disegno di legge di riordino del Consiglio universitario nazionale che davvero rappresenta poca cosa rispetto a quanto sarebbe stato necessario per riformare questo importante organismo della comunità universitaria.
Se c'è qualcosa che traspare da questo disegno di legge, è che ci troviamo di fronte ad una serie di norme minute, di cui sicuramente non si sentiva il bisogno.
Nuovamente, nel corso di questa legislatura, ogni volta che il CUN termina il suo mandato, ci troviamo a legiferare su una sua modifica. Allora, davvero ci domandiamo che cosa non vada in quest'organo di rappresentanza dell'università, che cosa gli impedisca di sopravvivere al suo mandato senza alcuna modifica e che cosa questo organo abbia di speciale per richiedere proroghe a vita.
Nel corso dell'esame in Commissione abbiamo provato a sottoporre all'attenzione della maggioranza una serie di
emendamenti che potessero in qualche modo trasformare davvero le funzioni del Consiglio universitario nazionale. Invece, le nostre proposte non sono state accolte e il Governo non ha previsto modifiche sostanziali che vadano al cuore delle evidenti difficoltà di questo organismo. Pertanto, la sua composizione e le sue competenze rimangono invariate e sono previste modifiche di piccolissimo conto rispetto alla vigente normativa.
Per tutte queste ragioni, abbiamo proposto una serie di emendamenti particolarmente significativi. Il più importante è sicuramente quello che ora è sottoposto alla nostra attenzione, che ridisegna il Consiglio universitario nazionale con una configurazione veramente innovativa, che gli conferirebbe maggiore rappresentatività nella comunità scientifica e una nuova legittimazione, superandone l'attuale struttura rigidamente disciplinare e categoriale.
Infatti, proponiamo di ridurre il numero delle aree scientifico-disciplinari, passando dalle attuali 14 a 6, e di ampliare la loro dimensione, in modo da poter contrastare la frammentazione disciplinare attuale, che spesso porta a opposizioni corporative, a facili monopoli di alcune discipline su tutta la rappresentanza dell'area e a sostanziali deroghe decisionali relative a singole aree, con sacrificio di una visione multidisciplinare per le aree interdisciplinari, soprattutto di confine, che sono le più dinamiche ed innovative.
ANDREA MARTELLA. Noi abbiamo proposto questo emendamento per prevedere un'innovazione profonda e coraggiosa del CUN, che ne accrescerebbe il ruolo e la rappresentatività come organo nazionale di rappresentanza del sistema universitario e, soprattutto, della comunità scientifica, rappresentando anche la necessità di andare verso una modifica davvero importante e non di dettaglio, come quella che il Governo, per ragioni che davvero è difficile comprendere, si ostina a presentare al Parlamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.
FRANCA BIMBI. Signor Presidente, questo emendamento, già illustrato dal collega Martella, ci consente di fare una precisazione importante sulla prospettiva dell'università in questo paese.
Noi vogliamo dare molto più spazio e molta più responsabilità all'autonomia dell'università. Affinché quest'ultima possa diventare davvero una autonomia governante, ovviamente all'interno di una programmazione nazionale che sia, comunque, rispettosa delle caratteristiche e del profilo di ciascun ateneo, occorre che tutti gli organismi di rappresentanza siano ripensati in maniera autorevole. Da quel punto si potrà avviare, poi, un'opera di vera e propria delegificazione. Dovrebbe essere l'ultima volta in cui si interviene sul CUN, o su un organismo analogo, attraverso una legge perché, invece, dovrebbe essere possibile cambiare in maniera adeguata, insieme alla configurazione delle necessità del sistema universitario, anche la rappresentanza. Questo emendamento di minima, con il quale proponiamo la diminuzione dei settori disciplinari, in realtà ci permette di affermare che noi vorremmo ridisegnare il CUN assegnando un unico organo di rappresentanza all'università e alla ricerca. Infatti, non è possibile intendere le discipline e le aree disciplinari nello stesso modo in cui si intendevano, grosso modo, un secolo fa e come se gli enti di ricerca dovessero continuare ad operare, rispetto alle università, nella situazione di segregazione attuale, peggiorata dalle azioni del Governo di centrodestra. In realtà, noi vogliamo proporre un percorso finalizzato alla definizione di un organo in cui le rappresentanze delle varie discipline, sia relativamente alla ricerca, sia relativamente alla didattica, possano lavorare assieme, integrando, quindi, enti ed università.
Intendiamo proporre una vera e propria riforma di questi organismi, demandando alle regole dell'autonomia universitaria ed a procedimenti di tipo amministrativo i successivi cambiamenti. Infatti, nella società della conoscenza le stesse configurazioni delle discipline e, soprattutto, delle frontiere disciplinari cambiano in maniera molto rapida. Invece, noi ci troviamo, sostanzialmente, a discutere di una finta riforma per mezzo della quale, con il bilancino, si apporta qualche ritocco ad un organo le cui competenze sono debolissime. Basti pensare che, per quel che riguarda gli importanti provvedimenti adottati da questo Governo ed assolutamente contestati sia dall'opposizione sia da tutte le componenti e da tutti gli attori delle università - mi riferisco alla ridefinizione delle classi di laurea e ai provvedimenti sullo stato giuridico dei docenti universitari - il CUN ha espresso al Governo pareri molto critici, spesso assolutamente contrari e, comunque, mirati a tenere conto di tutto il dibattito che si svolge sia nel Parlamento sia nel paese. Il ministro, puntualmente, li ha disattesi. A questo organo di rappresentanza, modificandone con il bilancino alcune attribuzioni, di sicuro non si darà maggior peso.
PRESIDENTE. Onorevole Bimbi...
FRANCA BIMBI. Questo è un emendamento di minima, ma la nostra prospettiva è di una riforma della rappresentanza affinché sia più responsabile e più governante.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 1.84, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 407
Maggioranza 204
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 220).
Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Martella 1.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Martella. Ne ha facoltà.
ANDREA MARTELLA. Con questo emendamento, riprendendo questioni poste anche in occasione dell'esame del precedente emendamento, intendiamo modificare il comma 1, lettera a), proponendo l'istituzione di sei grandi aree di settori scientifico-disciplinari e prevedendo che in ciascuna di queste aree siano eletti il professore ordinario, il professore associato ed il ricercatore che hanno ottenuto il maggior numero di voti ed i cinque professori o ricercatori che, indipendentemente dalla fascia o categoria di appartenenza, hanno ottenuto il maggior numero di voti. Come prima dicevo, si tratterebbe di ridurre il numero delle aree scientifico-disciplinari, portandole da 14 a 6. Questa sarebbe una modifica importante, che permetterebbe di contrastare quella frammentazione disciplinare che spesso porta a monopoli di alcune discipline su tutta la rappresentanza dell'area. Si tratterebbe di garantire la presenza di un rappresentante per ciascuna fascia, non facendo venire meno quel principio che si vuole assolutamente stabilire.
Questo emendamento, insieme ad altri che affronteremo più avanti, rappresenta una delle proposte emendative qualificanti, che avrebbero potuto consentire una trasformazione di questo provvedimento. Nel corso dell'esame in sede referente in Commissione, ho colto in più di un'occasione una disponibilità da parte dei commissari e del relatore ad intervenire sulla materia. Riconosco che qualche aggiustamento è stato introdotto nel corso della
discussione qui alla Camera, ma non ho capito però il motivo di questa opposizione netta e di questo dissenso radicale, soprattutto da parte del Governo, sul miglioramento della rappresentanza e dell'efficacia di un organismo che altrimenti ci limitiamo di volta in volta a prorogare, senza però attribuirgli alcun potere effettivo in più.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.
FRANCA BIMBI. Il fatto di proporre che, oltre ad un professore ordinario, un professore associato e un ricercatore per ciascuna area, vengano eletti i cinque professori e ricercatori che, indipendentemente dalla fascia o categoria di appartenenza, abbiano ottenuto il maggior numero di voti, ed inoltre il fatto di considerare che, se non c'è nessuna donna tra i tre più votati, alla donna più votata venga dato un posto aggiuntivo nel collegio, stanno a significare la nostra volontà di sottolineare non tanto una perequazione di genere della rappresentanza od un allargamento in base al puro peso numerico delle categorie e delle discipline, quanto piuttosto il fatto che se la rappresentanza è plurale essa è più sottratta a pressioni di tipo corporativo. In questo senso, essa è una rappresentanza più responsabile e più piena.
Chiedo quindi ai colleghi di prendere in considerazione questo emendamento, che ha l'obiettivo di migliorare il funzionamento del CUN, attraverso una maggiore rappresentatività della comunità universitaria.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato sì 188
Hanno votato no 230).
Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 439
Maggioranza 220
Hanno votato sì 197
Hanno votato no 242).
Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 1.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 442
Maggioranza 222
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 243).
Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 1.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 444
Maggioranza 223
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 245).
Prendo atto che gli onorevoli Falanga e Grillo non sono riusciti a votare.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Giovanni Bianchi non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 1.9, Bulgarelli 1.62 e Titti De Simone 1.64, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 407
Maggioranza 204
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 232).
Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 1.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 448
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 250).
Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tocci 1.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Martella. Ne ha facoltà.
ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, l'emendamento che voglio illustrare - insieme ad un altro emendamento che abbiamo presentato e sul quale si è svolta una discussione - è estremamente importante e meriterebbe di essere valutato con più attenzione e approvato anche da parte dei colleghi della maggioranza. Quindi, a loro mi rivolgo perché vi possa essere, in sede di approvazione degli emendamenti in quest'aula, anche un cambiamento del parere espresso dal relatore.
Si tratta di un emendamento dalla cui votazione dipenderà in qualche modo anche il nostro atteggiamento in sede di votazione finale, perché, assieme all'emendamento che proponeva di diminuire le aree scientifiche e disciplinari, stabilisce per tutti i membri nel Consiglio universitario nazionale la durata in carica di quattro anni e la non immediata rieleggibilità. Questo vale per tutti i componenti dei Consiglio universitario nazionale, indipendentemente dalla fascia di appartenenza, anche per evitare cambiamenti di settore scientifico e disciplinare finalizzati alla rielezione in questo organismo.
Inoltre, questo emendamento estende la non rieleggibilità anche agli attuali componenti del Consiglio universitario nazionale, mentre il testo in esame prevede la possibilità di conferma per gli attuali componenti del CUN i quali, a seguito di varie proroghe, sono in carica ormai da dieci anni.
Pur rimandando un giudizio positivo sull'operato dei componenti del CUN e dell'organismo nel suo complesso, e pur non avendo assolutamente nulla contro le competenze e la professionalità messe in campo nel corso di questi anni dai membri del CUN, credo che noi dovremmo fare in modo che questo organismo possa avere una reale trasformazione nonché un effettivo rinnovamento nella definizione dei suoi componenti. Il fatto di introdurre delle norme che prevedono la rieleggibilità
per i membri attualmente in carica e che lo sono da più di dieci anni, la dice davvero lunga su quanto questo provvedimento sia di poco conto, privo di qualsiasi visione strategica e finalizzato solamente a dare una risposta alle esigenze di proroga degli attuali componenti del Consiglio universitario nazionale.
Peraltro, se non ricordo male, al Senato il disegno di legge non è stato approvato in questa formulazione; quindi, noi ci troveremmo di fronte alla possibilità di un ulteriore cambiamento del testo al Senato se esso dovesse essere approvato così com'è dalla Camera. Pertanto, ci troveremmo di fronte alla possibilità, non solo di non svolgere le elezioni del CUN, ma di perdere ulteriore tempo. Allora, se è vero che si vuole dare funzionalità a questo organismo, sarebbe stato più utile approvare il testo, evitando ulteriori passaggi da una Camera all'altra. Comunque, secondo noi sarebbe stato giusto approvare il provvedimento stabilendo la durata in carica di quattro anni e la non immediata rieleggibilità per tutti i componenti del CUN, indipendentemente dalle fasce, ed estendendo la non rieleggibilità anche agli attuali componenti dell'organo in questione. Si sarebbe trattato di un intervento normativo in direzione del rinnovamento, di una maggiore operatività ed efficacia della struttura, che avrebbe avuto un significato più alto, e non di un'ulteriore proroga della scadenza del mandato dell'attuale Consiglio universitario nazionale.
Se il Governo e la maggioranza in ordine a tale questione avessero avuto maggiore coraggio, sarebbe stato un segnale positivo ed il provvedimento in esame avrebbe avuto un giudizio diverso da parte nostra e dell'intero mondo accademico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.
FRANCA BIMBI. Signor Presidente, il CUN ha svolto una funzione importantissima in questi anni sotto il profilo dell'approvazione delle classi di laurea triennale specialistiche. Ha rappresentato uno dei pilastri per il successo, almeno sul piano istituzionale, della riforma degli ordinamenti didattici delle università, permettendo alle università stesse di essere più attente rispetto ad un'applicazione della legge troppo autoreferenziale e troppo legata ad interessi o subinteressi di gruppi accademici.
Il CUN ha contribuito certamente a far decollare i due livelli di laurea, che stanno largamente coprendo tutte le componenti studentesche, le quali hanno bisogno di capire come sia stato intrapreso questo percorso e come possa essere ulteriormente migliorato. Questa è stata la funzione positiva del CUN.
La previsione, per gli attuali componenti del CUN, di rimanere in carica per altri otto anni credo non sia condivisa dalla maggior parte dei membri attuali poiché ciò diminuirebbe la qualità della rappresentanza.
Pertanto, sottoponiamo tale emendamento all'attenzione di tutti i colleghi, perché esso mira ad una valutazione positiva del lavoro svolto dal CUN in questi anni.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tocci 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 429
Astenuti 2
Maggioranza 215
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 237).
Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 436
Maggioranza 219
Hanno votato sì 248
Hanno votato no 188).
Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.
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