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PRESIDENTE. L'onorevole di Giandomenico ha facoltà di
REMO DI GIANDOMENICO. Signor Presidente, mi rivolgo al signor ministro con riferimento alla crisi che in questi ultimi mesi ha colpito il settore ittico. Tale crisi si sta trasformando in una vera e propria emergenza, a causa dei forti rincari del costo del carburante.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Di Giandomenico, il Governo è consapevole che l'aumento del costo del gasolio incide profondamente sull'intero settore della pesca, con ripercussioni sul reddito delle imprese che esercitano la pesca professionale.
pesca Borg a prendere in considerazione talune proposte di intervento che sono state avanzate per fronteggiare il problema dell'aumento del costo del gasolio.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Giandomenico ha facoltà di
REMO DI GIANDOMENICO. La ringrazio, signor ministro, della sua risposta.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Rivolgo un saluto a chi ci ha seguito dai teleschermi.
Secondo le più recenti stime, si è passati da 0,34 centesimi al litro agli attuali 0,53 centesimi. Si tratta di valori medi, che comunque sono superiori a quelli degli altri paesi europei, come la Francia, la Grecia e la Spagna, in cui il costo è addirittura pari a circa 0,48 centesimi.
I rialzi del costo del carburante, signor ministro, incidono non solo sui bilanci delle imprese, ma anche sui salari degli equipaggi, in virtù della particolare tipologia dei contratti «alla parte». I maggiori costi di esercizio sostenuti dagli armatori incidono, infatti, in maniera diretta sui salari, che vengono calcolati in maniera residuale.
La domanda è cosa intenda fare il Governo di intesa con le regioni al fine di consentire alle imprese ittiche di mantenere una redditività sufficiente per operare ancora sul mercato e salvaguardare i livelli occupazionali.
Al fine di fronteggiare tale emergenza, il Governo ha posto in essere misure compensative e sgravi sugli oneri sociali e fiscali. Si tratta di compensazioni finanziarie concesse in funzione della potenza del motore dei pescherecci e di sgravi fiscali e previdenziali sugli oneri sociali a favore delle imprese alieutiche. Tali agevolazioni (trattamento fiscale delle imprese che esercitano la pesca costiera o nelle acque interne e lagunari) sono state prorogate per l'anno 2005 dalla finanziaria 2005, così come, per il 2006, è contemplata l'ulteriore estensione dei benefici nel disegno di legge finanziaria 2006.
Inoltre, nell'ambito del regolamento comunitario relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti de minimis, con il decreto 9 marzo 2005 e con il successivo decreto attuativo del 18 aprile di quest'anno, è stato attivato a favore di tutte le imprese di pesca marittima il beneficio stesso, a parziale ristoro dell'aumento dei costi di produzione.
A fronte dello stato di crisi del settore, l'azione dei ministri dei singoli Stati membri e la mobilitazione dell'Associazione dei pescatori a livello europeo hanno indotto il commissario europeo competente per la
Le soluzioni prospettate sono dirette non solo a dare immediato sollievo alle imprese di pesca, ma anche ad affrontare in modo adeguato un problema che, dall'emergenza iniziale, ha ormai assunto caratteristiche che rischiano di essere strutturali.
Tra queste ipotesi, voglio segnalare la possibile modifica dei massimali degli aiuti de minimis per la pesca e la definizione, nell'ambito degli strumenti indicati dal regolamento n. 2792 del 1999, di un fermo temporaneo collegato a fenomeni di tipo economico, come nel caso di specie del caro-gasolio, rispetto al quale anche le regioni, con il dipartimento per l'alimentazione e il Ministero delle politiche agricole e forestali, sono chiamate ad ogni possibile sforzo nel reperimento delle necessarie risorse finanziarie.
Il Governo assicura e conferma il proprio impegno a continuare a sostenere in ambito comunitario le ragioni della nostra gente di mare in questa difficile congiuntura.
Vorrei solo sottolineare che, in realtà, lei ha posto l'accento, a nome del Governo, sulle due questioni fondamentali, ossia l'esigenza di un'iniziativa governativa per quanto riguarda un ristoro immediato e la necessità di un discorso strutturale da concordare insieme alla Comunità europea per arrivare ad una definizione su un settore particolarmente importante e delicato, quale quello della pesca, nel panorama economico nazionale. Dobbiamo arrivare a mantenere una redditività sufficiente per le imprese della pesca e salvaguardare, per quanto possibile, i livelli occupazionali.
È chiaro che, in questo quadro, bisogna fare qualcosa in più. Bisogna fare in modo che il regime speciale agricolo dell'IVA sia anche esteso al mondo della pesca. Bisogna fare in modo che, anche per quanto riguarda la riduzione dell'aliquota IRAP, vi sia un impegno ancora più pressante da parte del Governo. Il tutto va inquadrato certamente nel ristoro, come lei ha detto, previsto nella finanziaria in discussione, ma ritengo che un'occasione utile per affrontare l'emergenza sia rappresentata soprattutto dal programma nazionale triennale 2006-2008. In tale programma vanno inserite tutte le misure e le condizioni che consentano al mondo della pesca di arrivare a soluzioni strutturali.
A questo proposito, è importante che anche le regioni facciano la loro parte, in maniera tale da recuperare anche quelle risorse finanziarie rimaste finora inutilizzate o disperse. Lei sa, signor ministro, che fra il 2003 e il 2004 è stata registrata una mancata allocazione di risorse finanziarie destinate all'economia ittica per oltre 15 milioni di euro per anno.
Si tratta, allora, di compiere uno sforzo congiunto tra regioni e Stato, insieme al Parlamento, nei riguardi della Comunità europea, per arrivare ad una soluzione definitiva per un comparto fondamentale per l'economia italiana (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
Sospendo la seduta.


