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PRESIDENTE. L'onorevole Ercole ha facoltà di
CESARE ERCOLE. La ringrazio signor Presidente.
CESARE ERCOLE. Non ha voluto risolvere il problema dei campi nomadi abusivi; non è intervenuto circa l'occupazione abusiva di case comunali né in situazioni di gravissima illegalità; non è intervenuto, infine, per quanto riguarda la situazione della scuola abusiva.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. La ringrazio, signor Presidente.
GABRIELE FRIGATO. Fa' il ministro!
PRESIDENTE. Scusate, per cortesia, ognuno risponde di quanto dichiara.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Ricordo, per esempio, tra le funzioni del prefetto, quella di presiedere il comitato per l'ordine pubblico e ricordo altresì tutte le decisioni che hanno interferenza con la vita locale, con i partiti, con i gruppi parlamentari o con la società.
GABRIELE FRIGATO. Cambia la legge!
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. È evidente che potrebbero essere lette, da oggi in futuro, come un condizionamento, a posteriori, di un'eventualità di presentarsi candidati. Attenzione, non presentarsi candidati ovunque in Italia, ma nella stessa sede dove si è esercitato per anni l'incarico di prefetto. E inevitabilmente, come ha fatto l'interrogante, anche l'attività precedente di un prefetto non verrà letta come un'attività
imparziale. Nel momento in cui il prefetto si candida per una parte o per l'altra, anche la sua attività precedente verrà letta come orientata a precostituirsi le condizioni per essere eletto e quindi presentarsi in uno schieramento o nell'altro.
PRESIDENTE. L'onorevole Ercole ha facoltà di
CESARE ERCOLE. Signor ministro, vorrei dirle che, anche se mi aspettavo la risposta di tipo burocratico che lei mi ha fornito, se non altro condivido le considerazioni che ha personalmente formulato.
GABRIELE FRIGATO. E Serra che ne dice?
CESARE ERCOLE. Chissà quali altri nomi usciranno nelle prossime elezioni! Forse mancano all'appello i questori, e magari arriveranno! La burocrazia ed il sindacalismo hanno avuto modo di prosperare all'ombra delle forze di sinistra: la burocrazia ne è stata l'alleata ed il sindacalismo ne ha rappresentato il forziere di voti!
PRESIDENTE. Onorevole Ercole, concluda!
CESARE ERCOLE. Ma i milanesi cosa dicono?
Onorevole ministro, è di alcuni giorni fa la notizia che l'ex prefetto di Milano verrà candidato a sindaco di quella città; la democrazia vuole, e ne dà la possibilità a chiunque, che tutti possano candidarsi per un partito politico ma, in questo caso, la situazione è molto diversa. Siamo di fronte ad un cittadino che ha occupato un importante carica dello Stato, una carica quale quella di prefetto che rappresenta per l'appunto lo Stato a livello periferico; il fatto poi che questo cittadino si schieri nel centrosinistra è a nostro avviso la dimostrazione che il suo operato a Milano lascia trasparire una certa dose di accondiscendenza verso fatti illegali ripetutamente segnalati dai cittadini milanesi ma mai risolti dal prefetto milanese.
Domandiamo dunque cosa abbia intenzione di fare il Governo.
Onorevole interrogante, dal punto di vista della legittimità, il Governo non può fare nulla perché la normativa in vigore prevede per chi si vuole candidare: le dimissioni, il trasferimento, la revoca dell'incarico o del comando ovvero il collocamento in aspettativa non retribuito non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature. Il dottor Bruno Ferrante ha rassegnato formalmente, con istanza del 4 novembre scorso, le proprie dimissioni dalla carica di prefetto di Milano a decorrere dal 14 novembre successivo. Quindi, ha rispettato le condizioni che la normativa attuale fissa per potere partecipare alle elezioni. Ma questo è un problema di legittimità mentre si pone anche un profilo di opportunità (Commenti dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo); è evidente che non sfugge a nessuno la carica devastante per le istituzioni di questa scelta in quanto d'ora in poi qualsiasi prefetto della Repubblica ...
Io credo, invece - e ne faccio una questione di opportunità -, che figure istituzionali (infatti, nella storia d'Italia non si contano precedenti di questo tipo) che rivestono ruoli importantissimi ed essenziali per la democrazia, come quello prefettizio, non debbano avere commistioni, che diventano preoccupanti nel momento in cui fanno sorgere tutti gli interrogativi possibili sulla credibilità delle istituzioni.
Ciò, naturalmente, non pregiudica il fatto che la normativa vigente contempli tale possibilità: pertanto, sotto il profilo della legittimità, non vi è nulla da eccepire.
Noi non siamo soddisfatti di questa risposta, e vorrei ricordare che non siamo mai stati teneri con i prefetti, poiché li consideriamo un elemento antitetico rispetto a quell'idea di federalismo che propugniamo; per di più, consideriamo un vero disastro un uomo con il potere di un prefetto e con le idee di sinistra.
Non vogliamo poi ricordare quanto affermò il Presidente Einaudi: «Via i prefetti!». I milanesi hanno definito questa candidatura con una battuta: una volta, era la sinistra ad occupare le prefetture, mentre oggi sono i prefetti ad occupare la sinistra!
Ma, al di là del sarcasmo racchiuso in tale affermazione, vorrei rilevare che stiamo assistendo ad un'occupazione del potere politico da parte di una certa burocrazia e di un certo sindacalismo. Abbiamo avuto, infatti, l'esempio di Cofferati a Bologna, e adesso assistiamo al caso di Ferrante a Milano.
Ecco arrivare, dunque, gli alti burocrati dello Stato, che intravedono un nuovo trampolino di lancio per la loro carriera: dagli stucchi e dai merletti stile ottocento delle prefetture alle segreterie politiche dei partiti! Un bel salto, niente da dire: da maggiordomi dello Stato a rappresentanti del popolo!
Ma, guarda caso, che popolo rappresentano? Questo signore non rappresenta certo i milanesi laboriosi, non rappresenta sicuramente i milanesi che producono, non rappresenta certamente i milanesi che vivono nella legalità, visto che, nel suo operato, la legalità è stata un optional! Rappresenta forse gli immigrati, verso i quali ha speso parole di elogio?


