Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 706 del 16/11/2005
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(Utilizzo della pillola abortiva presso l'ospedale di Pontedera - n. 3-05175)

PRESIDENTE. L'onorevole Gianni Mancuso ha facoltà di ...

RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, in qualità di cofirmatario, illustrerò io l'interrogazione La Russa n. 3-05175.

PRESIDENTE. Nel prospetto predisposto dagli uffici è indicato il nome del collega Gianni Mancuso...

RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, siamo intercambiabili ...

PRESIDENTE. Benissimo, ne prendo atto.
L'onorevole Migliori ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-05175 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2), di cui è cofirmatario.

RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, colleghi, signor ministro Storace, noi, come gruppo di Alleanza nazionale, abbiamo presentato un'interrogazione con la quale pensiamo di dover dire che la regione Toscana, con un atto proprio, ha, di fatto, segnato la propria secessione dal resto del paese in materia di politica sanitaria.
Con una decisione unilaterale e dell'ospedale di Pontedera e dell'ASL pisana competente, si sta procedendo, di fatto, alla distribuzione sistematica della famosa pillola RU 486, che determina una sorta di «aborto fai da te», fuori dalla logica preventiva della legge n. 194 del 1978 e da ogni logica di tutela della salute della donna.
Noi chiediamo al signor ministro ed al Governo se sia possibile assistere passivamente a quello che appare un vero e proprio aggiramento della legge circa l'approvvigionamento di farmaci registrati esclusivamente all'estero e, inoltre, se sia possibile, in nome della cultura della vita, fermare quella che appare una vera e propria situazione di deriva abortista che facilita, contro la cultura della vita, la sistematicità dell'aborto nella nostra regione.

PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Storace, ha facoltà di rispondere.

FRANCESCO STORACE, Ministro della salute. Signor Presidente, voglio rassicurare i parlamentari del gruppo di Alleanza nazionale che il Ministero della salute sta seguendo con la massima attenzione quanto accade in merito alla questione della cosiddetta pillola abortiva, avendo già assunto, nella giornata di ieri - lo riferisco oggi al Parlamento -, le prime misure per evitare la proliferazione di una pratica che rischia di essere introdotta nel nostro paese aggirando, come ella ha detto, onorevole Migliori, le norme vigenti in tema di immissione di un farmaco non registrato in Italia.
Segnatamente, nella regione Toscana, a mezzo di una circolare di indirizzo dell'assessore alla sanità, si è proceduto in quello che appare un sostanziale invito (che intendiamo verificare, in merito alla competenza) a segnalare la procedura per l'acquisto all'estero del farmaco RU 486.


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In proposito, si rileva trattarsi di un farmaco di cui non è mai stata sollecitata la registrazione nel nostro paese, tanto meno presso l'Agenzia europea del farmaco; e ciò pone ovvi quesiti sulle motivazioni dell'azienda produttrice, come rilevato anche dall'onorevole Carlo Fioroni in una lucida intervista apparsa sul Corriere della Sera di lunedì scorso.
Quali ne siano le motivazioni, il tutto accade mentre è in corso una sperimentazione del farmaco in questione presso l'azienda ospedaliera Sant'Anna di Torino. Anziché attenderne l'esito, per una valutazione dell'efficacia, relativamente alla tutela della salute della donna, da Pontedera e da altre strutture sanitarie si attiva la procedura stabilita da un decreto ministeriale del 1997, che fa riferimento a casi particolari per l'acquisto di farmaci non presenti in Italia.
Pare evidente che quella che è una norma eccezionale, da utilizzare solo in assenza di una valida alternativa terapeutica, rischia di diventare la regola. Per questo, la direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute ha disposto ieri, con nota circolare diretta agli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, che ciascuna richiesta che pervenga ai nostri uffici di sanità periferica vada sottoposto alla preventiva autorizzazione ministeriale.
È in animo del ministero di valutare anche una modifica del suddetto decreto ministeriale, per specificare con ancora maggiore certezza gli ambiti di acquisto dei medicinali all'estero, considerata la rilevanza sociale e la particolare problematicità connesse all'assunzione di farmaci che consigliano una più rigorosa procedura di autorizzazione all'importazione sulla base di idonee motivazioni di carattere tecnico e scientifico.

PRESIDENTE. L'onorevole Gianni Mancuso, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
Onorevole Migliori, constato che lei e l'onorevole Gianni Mancuso vi siete alternati: l'interscambiabilità è, dunque, un dato reale...

GIANNI MANCUSO. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la risposta che, naturalmente, ci soddisfa. Tuttavia, vorrei approfittare di questi due minuti per sviluppare alcune considerazioni.
Ricordo, innanzitutto, che vengo dal Piemonte, una regione nella quale ha mosso i primi passi la sperimentazione e dove non sono stati valutati alcuni aspetti relativi all'aborto farmacologico, di cui già hanno usufruito alcune decine di donne, a partire dal 2004.
Ritengo che questo non sia altro che un metodo superficiale di affrontare le gravidanze indesiderate. Evitare l'aborto chirurgico e dare la possibilità di interrompere la gestazione ad una settimana dall'inizio della stessa banalizza un evento traumatico e drammatico per la coscienza e per la vita stessa. Questa pillola rischia di essere una «pillola scacciapensieri», come qualche collega l'ha definita. È il frutto di una politica che non rispetta la vita umana e che rischia di determinare aborti sempre più irresponsabili.
La sperimentazione della "pillola della morte" risulta essere un vero e proprio attacco alla vita embrionale, quella vita che, da sempre, il centrodestra ha sostenuto, dandogli dignità, per troppo tempo, troppo a lungo, disconosciuta. È un provvedimento contro la vita, contro la famiglia, contro la società, che non tiene minimamente conto della prevenzione e dell'educazione sessuale, nonché dei diritti fondamentali dell'uomo e dell'embrione. È un atto contrario anzitutto alla politica fino ad oggi realizzata dal Governo.
L'annosa problematica delle gravidanze indesiderate non si risolve incentivando l'aborto con la sua banalizzazione, ma promuovendo la prevenzione ed attuando una politica a favore delle famiglie, delle giovani madri e delle giovani coppie, che spesso sono costrette a ricorrere a questa estrema soluzione esclusivamente per motivi economici.
Pochi sanno che, tra la prima e la seconda somministrazione, la donna...

PRESIDENTE. Onorevole Gianni Mancuso, la invito a concludere.


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GIANNI MANCUSO. ... mantiene al suo interno l'esserino morto. Quindi...

PRESIDENTE. Onorevole Gianni Mancuso, la invito nuovamente a concludere il suo intervento.

GIANNI MANCUSO. ...per motivazioni di tipo etico e per...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gianni Mancuso.

GIANNI MANCUSO. Esprimo, comunque, soddisfazione per la risposta del ministro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo scusa ai colleghi, ma, purtroppo, i tempi televisivi sono tali per cui rischiamo di creare problemi a chi interviene successivamente.

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