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che regola l'acquisto dei farmaci non venduti in Italia;
numerosi quotidiani in questi giorni hanno riportato la notizia secondo la quale presso l'ospedale di Pontedera, dipendente dall'azienda sanitaria locale 5 di Pisa, si sarebbe iniziata la distribuzione della pillola abortiva RU 486, senza rispettare i tempi e le procedure di sperimentazione;
la direzione sanitaria dell'ospedale di Pontedera, che pratica circa 520 aborti l'anno, ha richiesto direttamente alla ditta Excelgin di Parigi una prima confezione della pillola RU 486, inoltrando la richiesta anche all'ufficio periferico del ministero della salute, come previsto dal decreto ministeriale dell'11 febbraio 1997,
altre aziende sanitarie locali della Toscana hanno richiesto l'uso di tale metodo abortivo, in particolare nelle città di Firenze, Viareggio, Pistoia, Empoli, Arezzo e Prato. In Toscana vengono praticate 8.700 interruzioni volontarie di gravidanza all'anno, ma fino ad ora sempre mediante il metodo Karmann, ossia l'intervento chirurgico;
il fenomeno di distribuzione della pillola RU 486, pare, nella maggior parte dei casi, senza aspettare gli esiti della sperimentazione e aggirando, di fatto, le disposizioni previste dalla legge n. 194 del 1978, si sta diffondendo anche in altre regioni del Centro-Nord. Dopo il Piemonte e la Toscana, anche l'azienda sanitaria locale 2 di Savona ha avviato le pratiche per la richiesta di sperimentazione e lo stesso è accaduto presso l'ospedale San Filippo Neri di Roma;
nel corso degli anni è andato crescendo il numero degli interventi per interrompere la gravidanza, in particolare effettuato da donne con cittadinanza straniera, ma risulta, altresì, in crescita il numero delle donne che si rivolgono con fiducia ai consultori familiari, divenuti nel tempo un vero e proprio centro di aiuto e supporto, innanzitutto, psicologico -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti accaduti presso l'ospedale di Pontedera, se abbia autorizzato la distribuzione della pillola abortiva e, altresì, quali misure intenda adottare per monitorare l'utilizzo della pillola RU 486, al fine di evitarne la distribuzione incontrollata prima che sia portata a termine l'adeguata sperimentazione. (3-05175)
(15 novembre 2005)