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PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di
GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, signor ministro, dopo un settembre nero, un ottobre grigio-scuro! Ancora due morti: ieri una puerpera di 27 anni e, lunedì, un bambino diversamente abile a Siracusa. Nella sanità siciliana c'è qualcosa che non funziona!
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, in data 30 settembre, su incarico del ministro della salute, una delegazione composta da tre dirigenti medici, competente in materia di attività e servizi assistenziali, si è recata a Palermo, presso l'assessorato alla sanità, per effettuare accertamenti sui tragici eventi denunciati nell'interrogazione e sulla sanità regionale che, peraltro - occorre affermarlo per onestà -, si qualifica anche per centri di eccellenza, come l'ISMET di Palermo.
informazioni sulle iniziative che l'assessorato intende avviare; incontro con gli organi direzionali delle strutture sanitarie coinvolte negli episodi di decesso, focalizzato sull'analisi dei decessi verificatesi negli ultimi 30 giorni ai quali fa riferimento l'interrogante.
PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di
GIUSEPPE GIANNI. Signor ministro, come lei saprà, una rondine non fa primavera. Siamo convinti che l'ISMET di Palermo sia eccellente ed eccezionale, ma comunque non siamo sereni per quanto riguarda il resto della sanità in Sicilia. Lei converrà con me che si sono verificati troppi fatti negativi e che si aggiungono morti a morti, di cui uno ieri a Caltanisetta ed un altro, due giorni fa, a Siracusa.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Esiste anche l'autonomia delle regioni!
Qualche giorno fa, persino l'assessore ha avuto da ridire sui suoi direttori generali, affermando che probabilmente, se la scelta fosse stata sua, avrebbe scelto in maniera diversa e migliore.
Certo, la situazione del sistema sanitario siciliano non appare rosea: si registrano lunghe liste di attesa per le comuni prestazioni diagnostiche e ospedaliere, turni massacranti per i medici, un aumento smisurato nel piano di dismissione, una grande emigrazione sanitaria verso le regioni del nord, con dispendio di energie economiche per la regione e per le famiglie.
Chiediamo al Governo se non ritenga necessario avviare una serie di indagini, atteso che noi contribuiamo alla gestione e al mantenimento della sanità in Sicilia e se non ritenga urgente accertare le cause dello stato di decadenza del sistema sanitario siciliano, al fine di procedere al più presto ad un miglioramento dello stesso sistema.
La delegazione ha svolto le seguenti attività: partecipazione alla riunione di insediamento della commissione della regione Sicilia sulla sicurezza dei pazienti, la quale ha il compito di analizzare le procedure assistenziali e il livello di dotazione tecnologica delle strutture sanitarie; incontro con i funzionari dell'assessorato per illustrare le attività svolte dal Ministero in tema di sicurezza dei pazienti ed acquisire
Da una prima sommaria analisi sono emerse alcune criticità relative alla documentazione sanitaria, all'utilizzo delle apparecchiature, alla comunicazione e formazione del personale sanitario.
Per l'individuazione delle cause e dei fattori che possono aver determinato o concorso a produrre i cosiddetti «eventi sentinella», si è in attesa che le aziende sanitarie coinvolte diano seguito, per il tramite dell'assessorato, al completamento delle indagini, secondo le modalità previste dal protocollo per il monitoraggio degli «eventi sentinella», predisposto dal Ministero della salute.
Si sottolinea che il Ministero ha attivato, fin dal 2004, un gruppo di lavoro sul rischio clinico, proprio con l'obiettivo di promuovere il sistema di monitoraggio degli eventi avversi. Per quanto concerne la regione, sono state intraprese le seguenti iniziative: l'attivazione delle funzioni ispettive in capo al Dipartimento ispettorato regionale sanitario, con l'ispezione delle strutture sanitarie coinvolte in questi eventi; l'istituzione della commissione della regione Sicilia sulla sicurezza dei pazienti, che prevede la partecipazione anche di esperti esterni, unitamente al supporto tecnico del citato Dipartimento ispettorato e del personale delle aziende sanitarie; l'adesione immediata delle strutture sanitarie, a seguito di una nota dell'assessore alla sanità, al protocollo di monitoraggio già richiamato; la costituzione di un gruppo di lavoro misto tra il Ministero della salute e la regione Sicilia per la valutazione epidemiologica dei dati delle schede di dismissione ospedaliera; la verifica, da parte dell'assessorato, dei registri della manutenzione delle apparecchiature, anche su richiesta ministeriale.
Tutte queste attività intraprese sono state condotte in un clima di leale e piena collaborazione e di positivo interscambio tra lo Stato e la regione Sicilia, quali favorevoli presupposti per i futuri rapporti interistituzionali.
Nella sanità c'è qualcosa che non funziona. Persino in Campania si verifica l'infiltrazione camorristica ed ovunque vi è un diffuso senso di scoramento e di angoscia che questo Governo deve in qualche modo colmare. Signor ministro, comprendo il senso del suo intervento e della sua risposta; tuttavia, credo che si debba fare di più con urgenza in Sicilia, in Campania e nel resto del paese.


