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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Soda. Ne ha facoltà.
ANTONIO SODA. Signor Presidente, intervengo per fornire due risposte. La prima è indirizzata all'onorevole Gironda Veraldi. È vero che nel processo penale rilevano tanti principi: la certezza della pena, l'economia processuale, un tempo ragionevole di durata del processo, il processo come tormento per l'imputato innocente.
Dunque, proprio perché tanti sono i valori in campo nel processo penale, quando si interviene, come nella fattispecie, in maniera disorganica, occorre trovare un punto di equilibrio tra questi diversi valori. Scegliere di sacrificare indiscriminatamente la ricerca della verità processuale, l'esercizio del magistero penale, anche di fronte alle sentenze di
assoluzione, cui si perviene per l'applicazione della prescrizione o perché il vaglio dibattimentale è stato incerto, perplesso, contraddittorio, significa sacrificare uno dei valori costituzionali che devono attraversare tutto il processo penale. Non mi convincono, dunque, le sue argomentazioni sulla giustezza di questo provvedimento.
Quanto al riferimento dell'onorevole Taormina, poi, alla soluzione al di là di ogni ragionevole dubbio, vorrei ricordargli che, forse, sarebbe ora di svolgere una riflessione più approfondita e di non pensare di trasferire nel processo penale delle «formulette» che non appartengono tanto alla cultura processuale anglosassone, quanto piuttosto a quella grottesca semplificazione che della cultura del processo anglosassone si fa da parte dei mezzi di comunicazione di massa.
La cultura del processo anglosassone vive in una storia, in una tradizione e in una serie di meccanismi a volte difficilmente riconducibili alla cultura giuridica continentale. Pertanto, pretendere di «raccattare» con una miseria intellettuale quello che c'è in circolazione di questa cultura nei suoi aspetti mediatici mi sembra, dal punto vista culturale prima ancora che politico, veramente un'opera molto povera (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bottino. Ne ha facoltà.
ANGELO BOTTINO. Signor Presidente, intervengo in dissenso sull'articolo 1, relativo al provvedimento di modifica del codice di procedura penale in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento.
Facendo riferimento alle motivazioni addotte dal collega Fanfani, sarebbe stato, a mio parere, più utile un ritiro di quell'emendamento. Nel condividere le valutazioni dei colleghi del centrosinistra, ribadisco che, in un momento così particolare e difficile, sarebbe stato opportuno, a mio avviso, tenere in considerazione altre priorità ed altre esigenze per le quali si aspettano riforme e sentenze. Il settore della giustizia, che ha avuto tanto spazio nel corso di questi cinque anni di legislatura, forse...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bottino.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, il principio che si intende affermare con questa previsione normativa è, a mio avviso, abbastanza dubbio. Se, da un lato, la norma in questione potrebbe avere il pregio di ridurre il numero delle pratiche dei processi, e questo potrebbe rappresentare per la situazione italiana un aspetto positivo, dall'altro sicuramente riduce le possibilità del pubblico ministero, cioè di colui che esercita la funzione pubblica per conto di tutta la collettività. Questa linea, quella cioè di tentare comunque di impedire l'azione del pubblico ministero, è purtroppo una costante della politica del centrodestra. La figura del pubblico ministero è diventata in qualche caso ossessiva per il centrodestra, persino per i molti che all'inizio degli anni Novanta ne avevano fatto una bandiera. Ritengo che non abbia senso impedire l'appello quando, ad esempio, a seguito della concessione delle attenuanti generiche, si sia giunti all'applicazione delle prescrizioni. L'appello, infatti, potrebbe ribaltare quella decisione e, quindi, evitare che siano penalizzati i diritti delle parti civili, cioè di coloro che hanno subito un danno (le parti offese); non solo, quindi, quelle generiche del pubblico ministero, ma quelle dei cittadini che hanno subito un torto e che si rivolgono alla giustizia per avere un risarcimento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Duca. Onorevoli colleghi, gli onorevoli Ascierto, Minniti e Pasetto sono venuti al banco della Presidenza per segnalarmi un caso che era già alla mia attenzione. Faccio
riferimento all'esplosione avvenuta in una caserma a Latina che ha causato la morte di un carabiniere.
Oltre ad esprimere la nostra solidarietà alla famiglia del carabiniere deceduto, vorrei far presente all'Assemblea che sto acquisendo informazioni volte ad accertare la dinamica dell'accaduto. Proprio per questo motivo non ho fornito ancora alcuna comunicazione al riguardo. La Presidenza, anche grazie alle sollecitazioni dei colleghi prima citati, sta seguendo in prima persona l'evolversi degli accertamenti del caso.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.
MARCO LION. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato l'andamento del dibattito odierno, non credo che il Parlamento abbia offerto grandi prove al paese, nel corso di questa legislatura, in merito a questioni rilevanti per il nostro vivere civile. Mi riferisco, in generale, alla certezza del diritto.
Desidero segnalare che anche i giornali, in questi giorni, hanno segnalato il mancato rispetto, anzi la reiterata violazione di leggi che questo Parlamento ha approvato. Penso, ad esempio, alla legge sul conflitto di interessi, che questa Assemblea ha esaminato tra polemiche e forti prese di posizione da parte della minoranza. Ebbene, il Presidente Berlusconi non ha ancora consegnato alla Presidenza della Camera le informazioni sulle società da lui possedute!
Questo metodo delle forzature mediante leggi ad personam - anche attraverso una legislazione disorganica, attraverso meccanismi premiali come il condono - non produce rispetto, alla fine, nemmeno da parte di chi propone leggi che potremmo definire altamente discutibili e che non risolvono il colossale conflitto di interessi del nostro premier.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Carboni. Ne ha facoltà.
FRANCESCO CARBONI. Signor Presidente, esprimerò voto contrario sull'articolo 1 del provvedimento in esame, per le ragioni che rapidamente esporrò.
Intanto, ritengo che esso limiti i diritti dei cittadini laddove rende inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la pena dell'ammenda. Inoltre, esso pone una limitazione all'esercizio dell'azione penale allorquando limita il potere di impugnativa del pubblico ministero.
Dicevano alcuni colleghi - ed è vero - che in quattro anni di attività legislativa la maggioranza, la Casa delle libertà, è stata pervasa da una vera ossessione che l'ha indotta a tentare di limitare i poteri del pubblico ministero (si consideri, da ultimo, la proposta di legge sulle intercettazioni). Quindi, abbiamo assistito ad interventi non di sistema, ad interventi contraddittori, finalizzati, come abbiamo visto, unicamente a salvaguardare interessi e posizioni processuali particolari, ad interventi che, nell'arco di questi anni, hanno provocato soltanto un appesantimento dell'azione penale, un allungamento dei tempi del processo, una ricerca ossessiva della prescrizione.
Questa ulteriore legge, questo nuovo frammento che si vuole inserire nel codice di procedura penale non fa che aggravare ulteriormente una situazione già difficile, una situazione già pesante e che rischia di diventare ingestibile.
Per queste ragioni, il mio voto sarà decisamente contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Siniscalchi. Ne ha facoltà.
VINCENZO SINISCALCHI. Onorevoli colleghi, parliamoci chiaro: con il combinato disposto dell'articolo 1 e dell'articolo 11 del provvedimento in esame «salteranno in aria», nelle corti d'appello, processi nei quali il pubblico ministero, dopo aver chiesto, ad esempio, la condanna all'ergastolo di criminali ritenuti tali o presunti tali, ha proposto impugnazione perché la sentenza è una di quelle cosiddette con il
dubbio. L'articolo 1, infatti, non fa alcuna distinzione tra la sentenza con il dubbio e quella di pieno riconoscimento dell'innocenza, così come non fa alcuna distinzione per la sentenza che dichiara la prescrizione previa concessione delle attenuanti generiche (che non è, fino a prova contraria, un riconoscimento di innocenza).
Ai colleghi che si occupano di sicurezza vorrei domandare: con una situazione attuale caratterizzata da una tale presenza di criminalità economica e comune, possiamo concederci un lusso o un'incoscienza di questo genere? Lasciamo stare Carnelutti, che non c'entra con queste cose (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Milana. Ne ha facoltà.
RICCARDO MILANA. Signor Presidente, intervenendo anch'io in dissenso dal gruppo, desidero ricordare alcune cose.
In questi anni, soprattutto durante la roboante campagna elettorale che ha portato Berlusconi alla Presidenza del Consiglio, il tema della riforma della giustizia è stato uno dei cavalli di battaglia: si promettevano processi più rapidi, maggiore efficienza, un sistema che doveva funzionare meglio.
Il risultato, com'è avvenuto in tanti altri settori della vita pubblica, è stato quello di andare incontro ad una situazione nella quale si sono alternati i continui interventi ad personam che tutti ricordiamo e piccoli aggiustamenti in campo processuale penale volti ad indebolire l'azione del pubblico ministero e della giustizia.
Erano stati promessi sicurezza ed interventi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I tempi non si sono abbreviati. I provvedimenti che, di volta in volta, vengono proposti sono frammentari e non affrontano né risolvono il problema. Ecco perché, ancora una volta...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milana.
Colleghi, avverto che sono esauriti i tempi da utilizzare per gli interventi a titolo personale; dunque, concederò soltanto trenta secondi... Prima, però, darò la parola all'onorevole Oricchio, che ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto e che ha tre minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
ANTONIO ORICCHIO. Signor Presidente, poiché il mio gruppo ha disponibilità di tempo, intervengo non solo per creare una soluzione di continuità rispetto agli interventi a titolo personale, ma anche per tentare di svolgere osservazioni che ci inducano a riflettere maggiormente su ciò che stiamo realizzando in questa giornata in cui i lavori parlamentari indubbiamente sono caratterizzati da qualcosa che va al di là del contenuto della proposta di legge in esame.
Si tratta dell'ennesima occasione perduta. Probabilmente, si poteva volare alto e aprire un dibattito, con interventi mirati, sul codice di procedura penale, ma, ancora una volta, a causa della frammentarietà della normativa che ci viene proposta e della sovrapposizione di dissensi dovuti a ben altri argomenti forse, anzi sicuramente, più importanti come la riforma elettorale, perdiamo un'occasione di serio dibattito.
A nome dei Popolari-UDEUR, ribadisco la contrarietà a questo provvedimento, all'articolo 1 e alla modifica dell'articolo 593 del codice di procedura penale per ragioni di metodo e di merito, le stesse che giustificano la nostra contrarietà all'altro dibattito che aleggia su ciò che sta avvenendo oggi, ossia quello sulla riforma elettorale.
Ancora una volta, ci troviamo di fronte a provvedimenti caratterizzati da frammentarietà e disorganicità. Infatti, il provvedimento in esame interviene sul regime delle impugnazioni delle sentenze, ma senza tener conto degli effetti. Al riguardo, mi riallaccio alle giuste argomentazioni svolte dal collega Siniscalchi e alla difficoltà di una specificazione sul tipo di sentenza di proscioglimento, tenuto conto anche dell'attuale vigenza dell'articolo 538,
secondo comma, del codice di procedura penale.
Nella proposta di legge manca del tutto un riferimento al risultato dell'evoluzione della dottrina nel nostro paese. Nel tempo, sono state avanzate proposte per ridurre i gradi di giudizio di merito, per limitare la ricorribilità in Cassazione. Di tutto questo dibattito che si è svolto non c'è alcuna traccia in questo provvedimento che si limita ad un intervento mirato, particolare e particolaristico, sganciato da una visione organica del processo penale.
Nel caso in cui fossero approvate queste norme, avremmo seri problemi nell'ambito dell'ordinamento penale, giacché la violazione ed il contrasto con l'articolo 111 della Costituzione e l'esigenza del giusto processo mi sembra abbastanza fondata.
Ribadisco le ragioni di contrarietà a questa proposta di legge per ragioni di metodo e di merito e sottolineo l'analogia tra questo dibattito e quello che, in generale, aleggia sopra tutti i nostri interventi, perché anche per il problema della legge elettorale, si prospetta un tipo di riforma che vuole creare un vestito ad hoc per una...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oricchio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nannicini, al quale ricordo che ha trenta secondi di tempo a sua disposizione. Ne ha facoltà.
ROLANDO NANNICINI. Signor Presidente, esprimo un forte dissenso rispetto ai trenta secondi; non potrò apportare argomenti sul mio dissenso all'articolo 1. La contrarietà all'articolo 1 sta anche nel ritiro dell'emendamento Fanfani, che eventualmente avrebbe corretto alcuni aspetti negativi che altri colleghi, tra i quali l'onorevole Siniscalchi, hanno illustrato. Ma penso alla legge elettorale. Mi pongo la domanda forte: perché non si ha il coraggio di conservare le stesse regole (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Nannicini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, è stato richiamato autorevolmente Carnelutti, il quale diceva che il processo penale è già di per sé una pena: ma lo è per i «poveri cristi», in quanto i grandi truffatori, i grandi imbroglioni sanno bene che i processi si fanno durare a lungo proprio per poter poi sfuggire alla durezza della legge. Ecco perché...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.
ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, non sono in dissenso con le argomentazioni che i colleghi della Commissione giustizia hanno addotto per motivare il voto contrario a questo provvedimento; ciò che non riesco a comprendere - ma io li ammiro perché hanno tenuto un atteggiamento molto corretto - è come si possa pensare in questa situazione di avere un atteggiamento di confronto con forze politiche parlamentari che hanno presentato l'emendamento di riforma della legge elettorale con un blitz che va contro le decisioni di definire insieme le regole con le quali (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sabattini. Ne ha facoltà.
SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, penso che lei sia in difficoltà, poiché è ridotto come quei medici della mutua che compilano il ricettario: lei controlla i secondi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! Vi sono dei momenti, Presidente, in cui il problema politico è più grande anche dei poteri regolamentari suoi e di tutti noi: questo è uno di quei momenti! Vi è un problema politico. Lei mi toglierà la parola al trentesimo secondo, però alla
fine il confronto sarà più aspro, Presidente. Quindi, è necessario che in questa Camera (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tonino Loddo. Ne ha facoltà.
TONINO LODDO. Signor Presidente, intervengo brevemente per esprimere le ragioni per cui voterò contro l'articolo 1, ragioni peraltro già sottolineate da alcuni colleghi, in particolare dal collega Carboni, che rilevava come l'approvazione di questo articolo limiterebbe sicuramente più a fondo i diritti dei cittadini; ed era quanto diceva anche il collega Bonito, per il quale essa finirebbe per produrre più danni di quanti...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Marino. Ne ha facoltà.
MAURO MARIA MARINO. Signor Presidente, mi ricollego alle parole dell'onorevole Taormina quando diceva di capire le esigenze dell'ostruzionismo, rilevando tuttavia che queste ultime si scontravano con le esigenze di questo provvedimento. Chiedo: quali sono le esigenze di questo provvedimento? Forse quelle di rendere il processo meno lento e meno contraddittorio? L'onorevole Siniscalchi ha già sviluppato bene questo concetto.
Mi permetta di dire, allora, che ancora una volta registriamo il trionfo della convenienza di parte a scapito dell'interesse pubblico!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, come può immaginare, in questi giorni non mancherà il contributo dei parlamentari dell'opposizione su ogni provvedimento e in ogni occasione che sarà ritenuta possibile e praticabile. Debbo dire che questo provvedimento - lo ricordavano i colleghi Fanfani, Pisapia ed altri - si presenta con le caratteristiche di un testo che, come sempre, affronta un solo problema senza guardare al contesto. Siamo stati abituati a leggi ad personam, oggi siamo arrivati anche a leggi elettorali ad personam...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Realacci.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo onorevole Boccia?
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, avevo fatto presente agli uffici che intendevo intervenire per un richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Presidente, come lei sa, è stato annunciato un comportamento di chiaro intento ostruzionistico da parte dell'opposizione; a tale proposito debbo chiederle di applicare rigorosamente il regolamento per quanto concerne l'espressione del voto.
È da questa mattina che più volte le abbiamo segnalato il fatto che vi sono doppi voti e non mi pare che in una situazione di questo genere ciò dovrebbe accadere.
Ora, Presidente, nel corso della legislatura, più volte sono intervenuto sull'argomento; ricorderà che in diverse occasioni le ho chiesto di avvivare un'iniziativa per garantire al sistema di voto un assetto che imporrebbe un automatismo tale che ad ogni deputato corrisponda un solo voto. Le ho anche suggerito taluni sistemi basati sul riconoscimento digitale e lei ha sempre assicurato all'Assemblea che avrebbe attivato tutte le iniziative possibili per addivenire ad una qualche conclusione.
Ne abbiamo discusso anche in sede di Giunta per il regolamento e devo riconoscere che lei si è sempre impegnato nella
ricerca di una soluzione; sarebbe però opportuno che ci comunicasse al termine della legislatura a quali conclusioni sia pervenuto il Presidente ed i consulenti che l'hanno assistito.
Presidente, ci accingiamo a votare e le chiederei una particolare attenzione; vi è un sistema molto pratico, che consente di operare con trasparenza. Consiste nel mantenere ferma la schermata dopo la chiusura della votazione, in maniera che lei possa avere, insieme ai segretari, tutto il tempo di verificare se alle luci accese corrispondano le persone presenti. Le chiedo dunque formalmente di operare in tal modo, cosicché sia possibile eliminare la fase delle segnalazioni di quanto sempre accade al momento del voto, che è piuttosto convulsa ed antipatica. Anche per noi infatti è molto antipatico andare alla «caccia» dei doppi voti; correttamente, invece, i segretari dell'Ufficio di Presidenza devono riscontrare se, dove vi sia la luce accesa, vi sia anche un deputato che abbia votato.
Le chiedo di procedere in tal modo; avremo così la certezza di votazione regolari.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Boccia. Al riguardo, mi comporterò come ho sempre fatto, in quanto i voti doppi non sono ammissibili né durante una fase di ostruzionismo né in altre circostanze. L'onorevole Ruzzante sa come stamane mi sono comportato in assenza dell'opposizione dall'aula; ad ogni modo, per quanto riguarda il rispetto del regolamento, ha fatto bene, onorevole, a richiamarlo.
Vi ricordo, colleghi, proprio in ordine al rispetto del regolamento, che i tempi per gli interventi a titolo personale sono esauriti.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 402
Astenuti 2
Maggioranza 202
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 198).
Prendo atto che gli onorevoli Luigi Pepe, Potenza, Tanzilli e Duilio non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Prendo, altresì, atto che l'onorevole Zaccaria ha espresso erroneamente un voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
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