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PRESIDENTE. L'onorevole Labate ha facoltà di
GRAZIA LABATE. Signor Presidente, signor ministro, ieri dall'isola di Malta Jai Narain, il direttore del dipartimento malattie infettive dell'OMS, ha affermato che non è questione di diffuse preoccupazioni rispetto al virus H5N1, poiché il problema è oramai stabilire quando si diffonderà l'infezione (è questione di tempi), in concomitanza con quelle di tipo influenzale che si contraggono ogni autunno.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Storace, ha facoltà di
FRANCESCO STORACE, Ministro della salute. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Labate per l'interrogazione presentata, che mi consente di annunciare al Parlamento il provvedimento che abbiamo in animo di presentare in Consiglio dei ministri e che abbiamo posposto alla seduta di venerdì prossimo proprio per tentare di coinvolgere i gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. L'onorevole Labate ha facoltà di
GRAZIA LABATE. È vero, questo tipo di problema non trova impreparato il nostro paese, in quanto l'attenzione del Servizio sanitario nazionale alla salute animale e individuale dei cittadini si è avvalsa di una grande rete del servizio sanitario nazionale medesimo, visto che in Italia le strutture veterinarie di controllo sulla salute animale sono pubbliche. Ciò a differenza della Gran Bretagna che, in occasione della cosiddetta mucca pazza, evidenziò la notevole disparità esistente in Europa.
del fatto che l'Organizzazione mondiale della sanità evidenzia la necessità di coprire il 25 per cento della popolazione.
Signor ministro, con questa interrogazione abbiamo sollevato il problema, anche per riequilibrare la discussione nel nostro paese. Non allarmismo, ma allerta sì!
Pertanto, chiediamo a lei, avendo appreso dai mezzi di stampa che ha rinviato la presentazione del decreto in Consiglio dei ministri per confrontarsi con tutte le opinioni politiche, così come chiesto ieri in Commissione affari sociali, qual è il suo piano, cosa ha predisposto per fronteggiare questo rischio di pandemia che, effettivamente, ci deve tutti preoccupare, senza, tuttavia, scatenare facili allarmismi che non portano alla soluzione del problema.
In queste settimane, abbiamo lavorato innanzitutto per verificare se i dati diffusi siano fondati. Ieri, sui giornali, si parlava addirittura del rischio di 16 milioni di contagi e di 150 mila morti solo per quanto riguarda il nostro paese, come se l'epidemia dovesse riguardare solo l'Italia. In realtà, si tratta di cifre che vengono indicate nel caso in cui un paese fosse completamente fermo, ma per fortuna non è questa la condizione dell'Italia.
Ricordo agli interroganti i provvedimenti già adottati in via amministrativa. Penso alle disposizioni che abbiamo impartito ai posti di ispezione frontaliera e agli uffici di sanità marittima per il controllo delle importazioni di carni bianche per quanto riguarda i bagagli. Inoltre, anche i carabinieri dei NAS stanno lavorando con grande lena, per i controlli di competenza soprattutto sulle carni importate clandestinamente. È stato poi stabilito l'obbligo della quarantena, per almeno 21 giorni, nelle aziende di prima destinazione per i volatili introdotti dai paesi membri e destinati ad essere utilizzati come selvaggina da ripopolamento.
Abbiamo riscontrato un ritardo sull'acquisizione dei farmaci - l'Italia ha puntato più sul vaccino che sui farmaci -, ma su ciò interverremo attraverso il decreto all'esame del Consiglio dei ministri; infatti, è nostra intenzione allinearci alla media europea acquistando, per quanto riguarda la competenza dello Stato, il 10 per cento dei farmaci antivirali, mentre un altro 10 per cento sarà a carico del sistema delle regioni. Dunque, con un 20 per cento, pensiamo di poter fronteggiare l'eventuale primo arrivo della pandemia. Onorevole Labate, lei ha ragione quando afferma che il problema non è più individuato nell'eventuale esplosione di tale fenomeno, ma solo sul quando ciò dovrà avvenire.
Nelle decreto-legge che sottoporrò all'attenzione del Consiglio dei ministri prevederemo l'istituzione del Centro nazionale di lotta e di emergenza contro le malattie animali - ciò anche alla luce delle segnalazioni della FAO, che invita a guardare non solo alla salute dell'uomo, ma anche alle malattie degli animali - nonché del dipartimento della sanità pubblica e veterinaria. Sarà inoltre previsto il reclutamento di 60 dirigenti veterinari e di 50 operatori nel settore della prevenzione e controllo sanitario e, oltre al provvedimento sui farmaci, potenzieremo l'organico tecnico del Comando carabinieri per la tutela della salute.
Tuttavia, signor ministro, le notizie di stampa di ieri mi convincono sempre di più della necessità della sua audizione in Commissione affari sociali e di quella di infettivologi esperti della materia, in quanto il problema è assai serio. Infatti, anche se la casistica finora dimostra che solo 112 volte il virus è stato trasmesso all'uomo, oramai gli esperti affermano che questo virus sta violando la barriera di specie.
I provvedimenti da lei annunciati, signor ministro, sono senza dubbio giusti, tuttavia non mi ritengo pienamente soddisfatta della sua risposta in quanto, accanto a quelle osservazioni, mi sarei aspettata la previsione di precise risorse. Infatti, la nostra rete veterinaria ha bisogno di essere potenziata e mi auguro che il fondo sanitario nazionale si attesti nella previsione tendenziale di 95 miliardi, così come previsto nel DPEF.
Inoltre, signor ministro, lei ha affermato che, con riferimento alla questione degli antivirali, ci attesteremo intorno al 10 per cento chiedendo il restante 10 per cento alle regioni. Tuttavia, occorre tener conto
Non so bene da cosa sia dipesa la scelta del vaccino, non in contrasto, ma in parallelo con i farmaci antivirali. Le chiedo pertanto, signor ministro, di armonizzarsi alle linee dell'OMS e di fare in modo che sulle regioni non si riversi un costo che, a causa del disavanzo del 2004, esse non sarebbero in grado di sostenere.


