Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 669 del 13/9/2005
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(Procedimento di infrazione avviato dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia relativo alla costruzione di una strada forestale nel parco naturale Vedrette di Ries-Aurina - n. 3-04086)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, onorevole Tortoli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Gianni Mancuso n. 3-04086 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 7).

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, in merito a quanto indicato nell'interrogazione con riferimento alla realizzazione della strada forestale Kofleralm, si riferisce che la provincia autonoma di Bolzano - ripartizione 32 Foreste - con nota del 3 febbraio 2005, ha inoltrato la documentazione comprovante l'annullamento dell'autorizzazione al progetto per la realizzazione della predetta strada forestale.
La suddetta provincia autonoma ha specificato che il tribunale regionale di giustizia amministrativa, sezione autonoma della provincia di Bolzano, con sentenza n. 157 del 7 ottobre 2003, ha accolto l'istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati (delibera della giunta provinciale di Bolzano n. 1360 del 28 aprile 2003 e decreto dell'assessore per le foreste n. 217/32.2 del 20 agosto 2003).
Nel merito, lo stesso TAR di Bolzano, con sentenza n. 377 del 26 maggio 2004 ha poi annullato la delibera della giunta provinciale di Bolzano sopra citata.
Tale sentenza è immediatamente esecutiva, anche se non è passata in giudicato, come sancito dalla legge 6 dicembre 1971, n. 1034, istitutiva dei tribunali amministrativi regionali, all'articolo 33, comma 1, e successive modificazioni.
Per quanto sopra, i lavori per la realizzazione degli interventi in argomento non sono stati avviati e non possano essere iniziati.
Nell'eventualità di un riesame del progetto, la provincia autonoma ha dichiarato che dovrà valutare nuovamente soluzioni alternative o adottare misure che garantiscano il rispetto delle direttive comunitarie disciplinanti i siti Natura 2000.

PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, anche in questo caso non posso far altro che dichiarare con estremo piacere la mia piena soddisfazione per la sua risposta con una osservazione, peraltro, piuttosto curiosa. È una risposta importante, perché elimina una certa soggezione che tutti noi abbiamo sempre avuto in materia ecologica ed in materia ambientale nei confronti dell'Alto Adige.
Noi abbiamo sempre vissuto, come se fossimo dei paria dell'ambiente, una sorta di complesso di minorità nei confronti di queste popolazioni vicine all'Austria, che abbiamo sempre ritenuto profondamente rispettose dell'integralità dell'ambiente stesso.
Ciò che aveva in animo di fare la provincia autonoma di Bolzano così non


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era, anzi era in patente violazione delle normative comunitarie.
Vi è stata una decisione significativa da parte del TAR che riduce la «sacralità» che induceva tutti noi a vedere l'Alto Adige come terra dove tutti i cittadini, e a maggior ragione le pubbliche amministrazioni, erano rigorosamente rispettosi dell'ambiente. Ciò vale soprattutto per tutti coloro che hanno sempre indicato, molto spesso a torto, il Mezzogiorno d'Italia come luogo delle devastazioni ambientali. Ora apprendiamo che anche a Bolzano non scherzano, tanto che è stato necessario l'intervento prima dell'Europa e poi del tribunale regionale amministrativo di Bolzano. Sotto tale profilo, si umanizza il rapporto che abbiamo con tale regione della nostra Repubblica. La sua risposta, con l'indicazione delle pronunce giudiziali, ci conforta e conforta tutti coloro che credono nella bellezza di quelle aree e di quell'ambiente.

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