Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 660 del 21/7/2005
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(Misure per attenuare i danni derivanti dal crollo dei prezzi del grano duro - n. 3-04933)

PRESIDENTE. L'onorevole Losurdo ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-04933 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8), di cui è cofirmatario.

STEFANO LOSURDO. Signor Presidente, con la nuova politica PAC si sono determinate conseguenze drammatiche nella produzione di questo antico elemento, il grano duro, sia in termini di superficie coltivata, sia in termini di resa. Basti pensare che la produzione è scesa da 5 milioni di tonnellate a 3 milioni e mezzo in un anno.
Quindi, vi è stato un crollo verticale della produzione, con conseguente abbandono anche della produzione di superfici estesissime, decine di migliaia di ettari, forse più di centomila. Ciò costituisce un elemento gravissimo anche in termini di costo ambientale, che costituisce una conseguenza drammatica della crisi ormai endemica di questo settore.
Il prezzo del prodotto del grano duro è crollato, in questi ultimi tempi, ossia nell'ultimo mese, da 20 euro al quintale a circa 10-11 euro.
Vorrei, quindi, ricordare la drammaticità della situazione.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.


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CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, con l'ultima riforma della politica agricola comune, adottata con il regolamento n. 1732 del 2003, il nostro paese è riuscito a mantenere per il comparto del grano duro quasi integralmente il sistema degli aiuti comunitari e, in particolare, il pagamento supplementare. Infatti, i produttori di grano duro percepiscono una compensazione unitaria complessiva che si aggira attorno ai 480 euro per ettaro. Da diverse campagne il mercato di grano duro registra quotazioni che, proprio grazie a questo premio, sono al di sopra del prezzo istituzionale di garanzia di circa il 60 per cento.
Gli attuali prezzi del mercato del grano duro registrano un andamento che si pone comunque, nel mese di giugno, al di sopra dei prezzi istituzionali di oltre il 15 per cento. Le importazione richieste fino ad oggi risultano pari a un milione e centomila tonnellate e sono decisamente inferiori a quelle registrate per lo stesso periodo dell'anno precedente. D'altra parte, tali importazioni non sono in diretta concorrenza con il nostro grano duro, in quanto esse vengono utilizzate proprio per miscelare il grano e prelevare livello qualitativo ai fini della destinazione dei pastifici.
Quanto alle iniziative che il Ministero ha posto in essere al fine di migliorare e valorizzare il comparto in esame, si ricorda il decreto ministeriale del 24 settembre 2004, che prevede la concessione di un premio ai produttori che attuano un programma di produzione rispondente a specifici requisiti tecnico-culturali. L'obiettivo è sempre quello di privilegiare l'agricoltura di qualità mediante l'uso di varietà di frumento duro oggetto di uno specifico programma di valutazione ai fini dell'accertamento del contenuto proteico, dell'indice di glutine e di altri parametri altrettanto importanti.
La medesima iniziativa, alla luce dell'esperienza maturata nel corso della campagna del 2005, si assicura verrà riesaminata e riproposta in una veste più mirata anche per l'anno 2006.
Quanto alle misure di sostegno si ricorda, infine, che fino al 30 aprile era possibile conferire il prodotto all'intervento comunitario e che tale possibilità sarà di nuovo praticabile dal prossimo 1o agosto. Tuttavia, al 30 aprile non è stata presentata alcuna richiesta di conferimento all'intervento.

PRESIDENTE. L'onorevole Losurdo ha facoltà di replicare.

STEFANO LOSURDO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto anche perché alcuni dati sono effettivamente rispondenti al vero. Però, lo stato di drammatica crisi, soprattutto nel Mezzogiorno, del settore del grano duro permane. Quindi, invochiamo che il Governo dichiari lo stato di crisi del settore.
Come misure di intervento ci permettiamo di suggerire che venga applicato l'articolo 69 del regolamento UE n. 178, concentrando soprattutto sul grano duro gli interventi proposti. Quindi, sollecitiamo contratti di filiera all'interno di questo settore con il Governo, che svolga la parte mediativa che gli compete.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16.

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