Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 660 del 21/7/2005
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(Misure per calmierare l'aumento dei prezzi petroliferi - n. 3-04932)

PRESIDENTE. L'onorevole Benvenuto ha facoltà di illustrare l'interrogazione Nannicini n. 3-04932 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7), di cui è cofirmatario.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, ogni volta che aumenta il prezzo del petrolio, scatta una «tassa occulta», perché sull'aumento del prezzo, per i consumatori, si aggiunge l'IVA per il 20 per cento. Tale «tassa occulta» era stata controllata in maniera diversa durante i Governi del centrosinistra. Era stata, infatti, sterilizzata.
Il Governo ha cancellato tale sterilizzazione ed ha usufruito dell'aumento dell'IVA.
Sono tre anni che il Governo avverte questo problema e risponde con promesse alla richiesta di sterilizzare l'aumento dell'IVA.
Dopo tre anni, chiediamo se gli studi in proposito si siano conclusi e se il Governo intenda procedere a questa sterilizzazione, che sarebbe accompagnata certamente da una perdita di gettito, ma che produrrebbe benefici per le famiglie, riducendo l'inflazione.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo vigila sul mercato dei prodotti petroliferi, i cui prezzi sono costantemente monitorati e vengono giornalmente pubblicati sul sito del ministero. L'incremento del prezzo del carburante, purtroppo, è un fenomeno che non colpisce solo il nostro paese, in quanto deriva dalle tensioni presenti sul mercato petrolifero mondiale. Dai dati sul primo semestre 2005 risulta che le quotazioni del greggio hanno subìto un aumento del 25,9 per cento rispetto al 2004, la benzina senza piombo del 14,8 e il gasolio auto del 32,2 per cento.
Nel mercato nazionale, tuttavia, gli aumenti sono stati più contenuti, soprattutto per quanto riguarda il prezzo della benzina senza piombo, aumentato del 10,3 per cento sul dato medio del 2004, mentre il prezzo medio al consumo è salito del 4,5 per cento rispetto al 2004.
L'incremento del prezzo del gasolio auto è stato del 25,6 per cento sul prezzo industriale e del 13,3 per cento sul prezzo al consumo. Ciò, probabilmente, è dovuto al positivo andamento dei cambi valutari a favore dell'euro rispetto al dollaro.
L'adozione di iniziative per calmierare l'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi dovrebbe essere intrapresa di concerto con i paesi europei. Inoltre, il Governo è intervenuto più volte presso le compagnie petrolifere (da ultimo, nel dicembre 2004) per ottenere un raffreddamento dei prezzi.
Con il decreto interministeriale del 1o luglio 2005 si è istituita una commissione che ha il compito di esaminare la situazione dei prezzi delle materie prime energetiche sui mercati internazionali, la loro evoluzione e l'incidenza che tali prezzi hanno sui mercati nazionali del gas naturale e dei carburanti.
La commissione - che dovrà formulare analisi, proporre azioni e indicare i provvedimenti normativi che il Governo e altre amministrazioni potranno attuare, al fine di ridurre o evitare incrementi nei prezzi delle forniture al consumatore e alle imprese - concluderà l'indagine entro il 10 novembre prossimo, con la presentazione di un rapporto al Ministero delle attività produttive.
Per quanto riguarda le misure di carattere fiscale e le accise, dal 1998 ad oggi, le aliquote sono rimaste pressoché invariate: da 564 euro per mille litri di benzina e 413 euro per mille litri di gasolio si è passati a 541 euro per mille litri di benzina e a 403 euro per mille litri di gasolio.


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Quindi, il rapporto fra le citate aliquote dimostra che esse sono rimaste pressoché invariate.
Rimane il problema costituito dall'IVA e, a tal proposito, rimando le decisioni del Governo alle conclusioni della Commissione, ossia al mese di novembre.

PRESIDENTE. L'onorevole Nannicini ha facoltà di replicare.

ROLANDO NANNICINI. Signor Presidente, signor ministro, ci dichiariamo profondamente insoddisfatti, perché lei non ha dato risposte. Questa volta, però, prendo atto che, rispetto a 60 giorni fa, almeno ha discusso della tassazione e non ci ha parlato dell'energia nucleare, come allora fece nella sua risposta.
Tuttavia, vorrei prestare molta attenzione a questa riflessione, per vedere se, anche con riferimento al nostro strumento di sindacato ispettivo, riusciamo a dire la nostra con molta forza e ad influenzare anche l'azione del Governo.
L'onorevole Benvenuto precisava che il 20 per cento dell'IVA comporta entrate aggiuntive allo Stato nella variazione dei prezzi che lei, signor ministro, ricordava. A tale riguardo, non può effettuare un rinvio alla commissione (infatti, se si vuole rinviare un problema, si istituisce una commissione!). Esiste un meccanismo di calcolo automatico e semplice per rendere variabile l'accisa. Ossia, possiamo variare l'accisa per lasciare invariato il guadagno dello Stato - non dico nominale, ma tenuto anche conto dell'inflazione e del PIL nominale in aumento - derivante dall'aumento dei prezzi del mercato di riferimento.
Quando ci darà questa risposta, signor ministro? Ancora si sta studiando.
Si tratta di un provvedimento che il centrosinistra aveva adottato negli anni passati. Lo si può perfezionare, ma ci aspettiamo una risposta di questo tipo, ossia che lo Stato non prenda i soldi dalle tasche degli italiani per l'aumento del prezzo del petrolio, dal momento che si afferma continuamente che essi non sono disturbati dall'azione del Governo nazionale.
Prendo atto anche della sua conversione in euro e del fatto che giustamente lei ha ricordato che gli aumenti dei mercati internazionali sono più alti, ma l'euro ci ha difeso.

PRESIDENTE. Onorevole Nannicini...

ROLANDO NANNICINI. Ripeto, tuttavia, che aspettiamo una risposta che lasci invariati gli introiti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

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