Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 656 del 14/7/2005
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(Misure a favore della questura di Trento - n. 2-01613)

PRESIDENTE. L'onorevole Olivieri ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01613 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 9).

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, ringrazio sin d'ora il sottosegretario Giampiero D'Alia per la risposta che mi darà e sulla quale, magari, interloquiremo.
L'interpellanza urgente in esame è anteriore di circa una settimana agli attentati terroristici della scorsa settimana a Londra.
I firmatari di questo atto di sindacato ispettivo ritengono che sia ora e tempo che il Ministero dell'interno, competente per materia, si interessi fino in fondo della questione, che presenta due rilievi e che sta assumendo una gravità eccezionale, anche alla luce del dibattito svoltosi in questa sede l'altro ieri sulle comunicazioni del ministro dell'interno Pisanu - che i Democratici di sinistra hanno ritenuto pregevoli - sugli adempimenti da porre in essere per meglio tutelarci da questo grandissimo problema, il terrorismo, che ci attanaglia, creando grande insicurezza tra i nostri concittadini. Tutti abbiamo condiviso l'importanza di avere strumenti, mezzi e sedi, ma soprattutto adeguata motivazione, per le Forze di polizia, affinché queste possano svolgere il loro difficile mestiere nel migliore dei modi possibili.
Ho fatto questa premessa perché la questura di Trento non vive queste condizioni: vi sono infatti condizioni ambientali difficili, nonché difficoltà inerenti alla sede di svolgimento delle funzioni. Vi è una forte protesta - questo è il motivo dell'interpellanza urgente - da parte del vicequestore vicario, il quale una decina di giorni fa si è sentito in dovere, anticipando il suo pensionamento, di indire una conferenza stampa affinché l'opinione pubblica fosse edotta su quello che sta avvenendo in quella questura. Il problema è un eccessivo, ingiustificato ed inaccettabile, per la comunità trentina, turn over di questori: in meno di cinque anni, sono cambiati tre questori. L'ultimo è andato in pensione nell'aprile di quest'anno. Peraltro, tutte persone di pregio e capacità professionali ineccepibili.
Sempre secondo la denuncia di questo alto dirigente, confermata dai sindacati di polizia, l'attività della questura di Trento si svolge in una sede che definire obsoleta è dir poco, tant'è che lo stesso vicequestore vicario parla chiaramente di inagibilità fisica della questura e di carenza nella strutturazione della sede, che non sarebbe conforme alla normativa in tema di agibilità e di sicurezza sul lavoro; soprattutto si mette in evidenza la necessità di un pronto intervento. Tuttavia, l'aspetto ancora più paradossale è che ormai da quasi due anni sta andando avanti una barzelletta, nel senso che vi è stato l'acquisto di un'altra sede (è previsto quindi il trasferimento dall'attuale sede di piazza della Mostra alla nuova sede di viale Verona), che dovrebbe essere agevole e pregevole e che offrirebbe quindi quelle condizioni utili per una qualità della vita e del lavoro tali da consentire un pieno svolgimento delle proprie funzioni, ma per vari motivi, uno dei quali è sicuramente l'eccessivo turn over del questore, che è il massimo dirigente che dovrebbe dare spinta e forza al trasferimento di sede, tale trasferimento non avviene. Non riusciamo a capire bene il perché si rinvii di anno in anno tale trasferimento, peraltro con un indubbio problema di natura economico-finanziaria, ma soprattutto con i problemi prima richiamati, che sono eclatanti agli occhi di tutti.
Questa situazione crea grave allarme e sgomento nella popolazione, ma soprattutto non mette le Forze di polizia - in questo caso la questura di Trento, con circa 300 tra dirigenti, funzionari ed operatori del settore - nelle condizioni ottimali per svolgere il proprio lavoro. È ora e tempo che il ministro prenda in mano la questione e la risolva, sottraendo al turn over per esigenze di carriera la questura di Trento e dando così finalmente un dirigente che resti il tempo necessario quanto


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meno per definire la questione del trasferimento della sede. Relativamente a tale trasferimento, chiediamo peraltro che si sappia il motivo per cui esso non viene effettuato e dunque il motivo per il quale coloro che operano nell'attuale edificio della questura, debbano farlo in condizioni sicuramente di non conformità.
Lo stesso sindacato di polizia ha presentato una denuncia alla procura della Repubblica affinché la stessa prenda coscienza della questione ed intervenga.
È veramente deprecabile che, in una realtà come quella del Trentino Alto Adige, che non è sicuramente priva di mezzi e di capacità, vi sia una situazione di questo genere.
Vorrei sapere dal ministro dell'interno quali sono le sue intenzioni al riguardo, soprattutto se intenda porre rimedio a questa esecrabile situazione, affinché si possa lavorare compiutamente e, soprattutto, affinché gli operatori siano messi nelle condizioni di farlo nel migliore dei modi.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole D'Alia, ha facoltà di rispondere.

GIAMPIERO D'ALIA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, assicuro, in primo luogo, che alla nomina del nuovo questore di Trento si provvederà al più presto nel quadro dei prossimi movimenti dei dirigenti della polizia di Stato. Nel frattempo, a seguito del collocamento a riposo d'ufficio per raggiunti limiti di età del primo dirigente della Polizia di Stato, dottor Francesco Cipriano, già vicario presso quella questura, la continuità è stata assicurata assegnando le funzioni vicarie al primo dirigente, dottor Florio De Santis.
Rispetto alle osservazioni formulate dagli onorevoli interpellanti, evidenzio che gli avvicendamenti dei dirigenti preposti alla questura di Trento, con riferimento agli ultimi anni, sono tendenzialmente in media con gli avvicendamenti dei questori in sedi di analoghe caratteristiche e rientrano, inoltre, in un contesto generale di fisiologica mobilità dei titolari di tali funzioni, correlato, da un lato, a fattori di carattere contingente, ma anche, dall'altro, all'esigenza di valorizzare ulteriormente la professionalità degli stessi dirigenti.
Sotto il profilo delle dotazioni di personale, ricordo che, attualmente, presso la questura ed i commissariati da essa dipendenti prestano servizio 4 primi dirigenti, come d'organico, e 9 funzionari del ruolo dei commissari rispetto ai 7 previsti (con un saldo positivo di 2), mentre, per quanto concerne il personale degli altri ruoli, risulta una forza effettiva di 306 unità, a fronte di un organico di 289 unità.
Aggiungo che, in occasione dei movimenti programmati per questo mese e per agosto e ottobre, è prevista l'assegnazione di complessive 10 unità appartenenti al ruolo degli agenti e assistenti della Polizia di Stato.
Quanto al trasferimento della sede della questura di Trento nei nuovi locali di viale Verona, informo che, dopo la formale consegna di tale immobile da parte dell'Agenzia del demanio, avvenuta nel luglio del 2003, sono stati appaltati e finanziati dal Provveditorato alle opere pubbliche alcuni lavori di adattamento ed ampliamente per una spesa di 2.130.000 euro.
Successivamente, i tempi programmati per il completamento dei lavori e per la consegna dei locali sono stati differiti al fine di apportare una variante al progetto originario, a seguito di una richiesta formulata, nel maggio 2004, dalla stessa questura, concernente ulteriori opere necessarie alla funzionalità della struttura medesima.
Attesa l'impossibilità di reperire, in via immediata, i fondi occorrenti per l'esecuzione di tutte le opere richieste, si è reso necessario operare una selezione dei lavori da considerare prioritari, sulla base delle risorse finanziarie effettivamente disponibili e dell'esigenza, comunque prevalente, di non ritardare eccessivamente il trasferimento nei nuovi uffici.
Pertanto, nel mese di marzo scorso, si è giunti alla definizione della variante del progetto originario che comporta l'ulteriore finanziamento di 600.000 euro.


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La conclusione dei lavori e, quindi, il trasferimento della sede della questura nei nuovi locali è prevista entro la fine dell'anno in corso.
Quanto ai restanti interventi richiesti dalla questura, rimasti esclusi dalla variante per le ragioni di natura finanziaria di cui ho già detto, sono state avviate le procedure per inserire i relativi oneri nella programmazione finanziaria dei prossimi anni del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

PRESIDENTE. L'onorevole Olivieri ha facoltà di replicare.

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario D'Alia per la risposta, che sicuramente aiuta ad avere un atteggiamento di maggiore serenità nei confronti di questa incresciosa questione. Vi sono però alcuni problemi che rimangono sul tappeto.
Per quanto riguarda il primo, chiedo al sottosegretario e, quindi, al Ministero dell'interno il rispetto rigoroso dei tempi, come rilevato nella risposta all'interpellanza; in secondo luogo, forse il ministero non ne è a conoscenza (dovrebbe informarsi a tale riguardo), vi è da sempre un'attiva discussione con la provincia autonoma di Trento.
Inoltre, è in corso con altri Ministeri, in particolare con quello della giustizia, una convenzione nella quale si cercano di individuare le migliori soluzioni al fine di fornire una nuova sede al carcere obsoleto, riconoscendo una definizione completa al sistema giudiziario del Trentino per quanto concerne la nuova sede del tribunale e della Corte d'appello.
Probabilmente, sarebbe opportuno che il Ministero verificasse la possibilità di accordi di programma con la provincia autonoma di Trento, affinché una eventuale carenza di risorse - si parla di 600 mila euro e penso che saranno molte le opere che non potranno essere realizzate se la copertura rimarrà quella richiamata poc'anzi dal sottosegretario - possa essere superata con un intervento della suddetta provincia.
Auspichiamo che il prossimo questore - che, sicuramente, come gli altri sarà persona professionalmente capace - resti in carica perlomeno tre o quattro anni per essere egli stesso impulso e strumento di risoluzione di tali incresciose vicende.
A nostro avviso, infatti, il trascinarsi di tale situazione è dovuto anche al ripetersi di un turn over di funzionari che non ha garantito gli stimoli giusti per far sì che la questione si potesse risolvere al più presto.
Prendiamo atto della risposta fornita dal sottosegretario e chiediamo al Ministero di seguire con attenzione questa vicenda, affinché le nostre Forze di polizia possano essere poste nelle migliori condizioni per garantire la sicurezza e per consentire ai cittadini di guardare con serenità al ruolo svolto dalle stesse.

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