Allegato A
Seduta n. 656 del 14/7/2005


Pag. 17


...

(Sezione 9 - Misure a favore della questura di Trento)

I)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
la notizia del pensionamento «forzato» di Francesco Cipriano, vicequestore vicario di Trento, che sostituiva il questore


Pag. 18

Nicola D'Agostino, in pensione dall'aprile 2005, ha riacceso i timori che i frequenti avvicendamenti avvenuti negli ultimi anni alla questura di Trento siano fortementedannosi per il lavoro delle istituzioni, poiché vengono a mancare i tempi necessari per pensare a lavori e contatti sul territorio di lungo respiro;
è inevitabile pensare che quest'ennesimo avvicendamento porterà ad un inutile quanto pericoloso allungamento dei tempi di trasferimento degli uffici della questura da piazza della Mostra a viale Verona. Su questo aspetto vi è da precisare che l'attuale sede della questura in piazza della Mostra non rispetta, secondo il vicequestore vicario Francesco Cipriano, la legge n. 626 del 1994 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le condizioni dello stabile non sono dignitose, né per gli oltre trecento tutori dell'ordine, né per i cittadini-utenti che frequentano gli uffici;
il vicequestore vicario Francesco Cipriano ha recentemente dichiarato pubblicamente «lo stato di abbandono in cui versa la questura di Trento: i vertici ministeriali di Roma ci hanno lasciato soli, in preda a continui valzer di dirigenti, a finanziamenti che non arrivano, al trasferimento nella nuova sede che non fa altro che slittare»; anche i sindacati hanno espresso tutta la loro preoccupazione in un recentemente esposto-denuncia alla magistratura per denunciare «la situazione ormai al limite dell'invivibilità e dell'impraticabilità in cui versa la sede di piazza della Mostra»;
due problemi che evidenziano, di fatto, la scarsa attenzione di questo Governo per la questura di Trento, malgrado sia estremamente importante, poiché svolge alcune funzioni che nelle altre città sono di competenza delle procure, e sia equiparata a città come Roma o Milano;
a parere degli interpellanti, l'atteggiamento che ha portato all'avvicendamento di ben cinque questori in tre anni lascia chiaramente intravedere che il posto diquestore a Trento sia considerato un riconoscimento alla carriera per chi si appresta ad andare in pensione o solo come il trampolino di lancio per l'ultima progressione di carriera di dirigenti ministeriali;
così facendo, assistiamo a nomine e trasferimenti di persone che non garantiscono un'adeguata continuità, interrompendo quei buoni rapporti con il territorio che un questore costruisce nel corso degli anni;
è, quindi, comprensibile la presa di posizione delle istituzioni provinciali, che, per voce del presidente Lorenzo Dellai, hanno dichiarato di «vivere con preoccupazione questo continuo turn over che non consente stabilità dei quadri di comando. Non appena un questore impara a conoscere la complessità della realtà giuridica e istituzionale del Trentino è costretto a fare le valige» -:
se sia innanzitutto a conoscenza della grave situazione in cui versa la questura di Trento, sia sotto l'aspetto della sicurezza dell'immobile, sia per quanto riguarda la precarietà data dal continuo e veloce turn over dei questori;
se non ritenga opportuno interrompere questo modo di operare in una questura importante e delicata, com'è quella di Trento;
quali iniziative intenda assumere per fare in modo che in futuro si possa dar corso a nomine «più lunghe», che tengano conto della necessità che il questore abbia il tempo necessario per conoscere a fondo il territorio e con lo stesso instaurare dei solidi legami di scambio e di collaborazione;
a che punto sia la questione del trasferimento degli uffici dalla fatiscente e fuori norma sede di piazza della Mostra alla nuova sede di viale Verona, considerando l'assenza di finanziamenti e lo stato


Pag. 19

di stallo dei lavori, che risulta agli interpellanti siano fermi perché privi di adeguati finanziamenti.
(2-01613)
«Olivieri, Stramaccioni, Michele Ventura, Zunino, Bova, Bulgarelli, Realacci, Bettini, Nigra, Carboni, Nannicini, Albonetti, Nieddu, Giacco, Rava, Bressa, Grillini, Buglio, Panattoni, Abbondanzieri, Paola Mariani, Raffaella Mariani, Quartiani, Rotundo, Zanotti, Kessler, Gambini, De Luca, Maran, Vianello, Borrelli, Bonito, Preda».