Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 656 del 14/7/2005
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(Tempi di emanazione del decreto di proroga della concessione relativa all'autostrada A22 alla società Autostrada del Brennero - n. 3-04889)

PRESIDENTE. L'onorevole Detomas ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04889 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).

GIUSEPPE DETOMAS. Signor Presidente, la questione relativa al rinnovo della concessione all'Autostrada del Brennero va ormai avanti da circa dieci anni. Si tratta dell'unica società autostradale italiana che necessita di una proroga, ma che non l'ha ancora ottenuta.
È importante ricordare che la società Autostrada del Brennero, in virtù di una legge del 1997, ha la possibilità di accantonare (e naturalmente lo ho fatto) anche la parte prevalente dei suoi utili per la realizzazione di un'infrastruttura strategica importantissima, vale a dire il tunnel ferroviario del Brennero.
Ieri, abbiamo approvato in quest'aula il disegno di legge di ratifica dell'Accordo per la realizzazione di un tunnel ferroviario sull'asse del Brennero. Mi chiedo perché il ministro dell'economia e delle finanze non dia il via libera a questa concessione.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Detomas, si tratta di una situazione molto complessa.
L'atto del 6 maggio 2004 - più l'addendum del 16 dicembre - è un provvedimento interministeriale di competenza dei Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze.
Con riferimento a questa situazione, la Commissione europea ha mosso alcune censure, perché, in linea di principio, considera le proroghe delle concessioni autostradali come una possibile elusione dei principi di concorrenza, ma anche in considerazione dell'esistenza di un contenzioso avviato dalla società Autostrada del Brennero nei confronti del Governo. La questione è, quindi, molto complessa e controversa.
Dopo che è stato raggiunto questo accordo, lo schema del provvedimento è pervenuto al Ministero dell'economia e delle finanze, avendo esaurito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la sua funzione.
Conseguentemente, alla data dell'arrivo dell'atto (il 15 aprile), si è potuto avviare un'istruttoria di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze particolarmente complessa, in ragione di quanto sopra rappresentato, nonché in considerazione della circostanza che coinvolge profili di competenza di tre dipartimenti dell'economia e delle finanze: la Ragioneria generale dello Stato, il Dipartimento del Tesoro e il Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione, i cui uffici stanno operando in stretto e costante coordinamento allo scopo di accelerare il più possibile i tempi.
In ogni caso, come peraltro il Ministero dell'economia e delle finanze ha già rappresentato al ministro Lunardi, la questione necessita di approfondimenti su alcuni aspetti controversi, che sono di carattere tecnico-giuridico, rilevanti nell'istruttoria.
Infatti, l'esame congiunto degli atti convenzionali del relativo Piano economico-finanziario generale e del piano di convalida dei nuovi investimenti ha evidenziato la necessità di disporre di ulteriori elementi da parte del Ministero dell'economia e delle finanze su aspetti sostanziali del piano finanziario stesso, in particolare sui


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profili tariffari, sul piano degli investimenti e sulla normativa di riferimento, nonché sulla disciplina dell'accantonamento Apro ferrovia e su altri profili trattati in convenzione.
Quindi, mentre da un lato si conferma la volontà di arrivare a perfezionare l'atto, dopo la firma del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche da parte di quello dell'economia e delle finanze, dall'altro risulta un atto dovuto rispondere a rilievi che sono stati mossi per iscritto dalla Ragioneria generale dello Stato, alla quale occorre fornire controdeduzioni per consentire al ministro dell'economia e delle finanze di controfirmare l'atto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, una volta che tutti questi specifici problemi relativi alla convenzione siano stati risolti.

PRESIDENTE. L'onorevole Detomas ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE DETOMAS. Signor Presidente, naturalmente non ci nascondiamo - e, anzi, li abbiamo sottolineati nell'interrogazione in esame - tutti gli aspetti problematici che hanno portato all'accordo definitivo con il quale si chiudevano tutte le vicende, compresa quella - intervenuta nel frattempo - relativa all'autorizzazione da parte degli uffici dell'Unione europea. Quindi, da questo punto di vista, non ci dovrebbero essere problemi.
La preoccupazione non è dell'Autostrada del Brennero ma è di tutta la popolazione alpina, che vede nella realizzazione di questo tunnel una possibile soluzione ai molti problemi di carattere ambientale, economico ed infrastrutturale. Naturalmente, la realizzazione di quest'opera è legata in modo strettissimo alla convenzione ed al rinnovo della concessione all'Autostrada del Brennero. È per questo che abbiamo una grande fretta; abbiamo quindi inteso sollecitare anche con questo atto di sindacato ispettivo una accelerazione dei tempi, che non ci consentono più di rimanere in questa situazione di incertezza, che grava - lo ripeto - sulla prospettiva e anche sulle possibilità di sviluppo della società Autostrada del Brennero.
È per questo, signor ministro, che chiediamo al Governo di dare una spinta più vigorosa all'accelerazione massima dei tempi per la realizzazione definitiva di questo accordo e, naturalmente, per l'emanazione del decreto di proroga (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

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