Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 656 del 14/7/2005
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La seduta, sospesa alle 13,50, è ripresa alle 15.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro della giustizia ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.

(Ipotesi di promozione dell'azione disciplinare nei confronti del magistrato Clementina Forleo - n. 3-04888)

PRESIDENTE. L'onorevole Dario Galli ha facoltà di illustrare l'interrogazione Gibelli n. 3-04888 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1), di cui è cofirmatario.

DARIO GALLI. Signor Presidente, da quanto si apprende dagli organi di stampa e dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate dal sindacato di polizia, in data 10 luglio 2005, durante le normali operazioni di polizia dirette al fermo di un extracomunitario nel centro di Milano, accusato di resistenza a pubblico ufficiale dovuta al tentativo di fuga per essere stato sorpreso in autobus privo di regolare titolo di viaggio, Clementina Forleo, per quanto risulta agli interroganti, qualificandosi come magistrato, intralciava le regolari procedure messe in atto dalle Forze dell'ordine.
Il caso del magistrato Clementina Forleo, intervenuta senza titolo, secondo gli interroganti, esercitando un abuso nell'esercizio delle proprie funzioni ed una pressione psicologica nei confronti delle Forze dell'ordine, ha messo in evidenza la gravità di un atteggiamento non consono ad un magistrato.
Pertanto, chiediamo al ministro competente se, in relazione ai fatti esposti nelle premesse, non ritenga opportuno, nell'esercizio delle proprie facoltà previste dalla Costituzione, promuovere un'azione disciplinare nei confronti del magistrato Clementina Forleo.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento all'interrogazione parlamentare in discussione, posso comunicare che ho provveduto a richiedere, per il tramite delle competenti articolazioni ministeriali, elementi informativi riguardanti la vicenda che, in data 8 luglio, ha visto il coinvolgimento della dottoressa Clementina Forleo, magistrato in servizio presso il tribunale di Milano.
Il presidente della corte d'appello di Milano, in data 11 luglio 2005, ha trasmesso nota con la quale il questore lamenta l'irrituale intervento del magistrato, avvenuto alla presenza di numerosi passanti. A dire del questore, l'intervento (cito testualmente) «ha offerto un'immagine dei rapporti tra autorità giudiziaria e Forze dell'ordine non corrispondente alla leale e fattiva collaborazione che nei fatti credo si riscontri quotidianamente».
In particolare, il questore ha trasmesso l'annotazione di servizio degli operanti della questura dell'8 luglio 2005, nella


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quale si riferisce che la dottoressa Forleo, intervenendo nel corso dell'operazione, che portava all'identificazione del cittadino egiziano Mohamed Soliman Sabry Saady, proferiva le seguenti frasi: «Che non ci sia la resistenza (...) Domani sono io di turno, sono testimone dei fatti. È ora di finirla: nei vostri interventi, ultimamente, c'è sempre la resistenza! Io sono un magistrato».
Nella medesima annotazione viene riferito che la stessa, invitata a consegnare un documento identificativo quale testimone, cominciava nuovamente ad agitarsi, alzando il tono della voce e pronunciando le parole: «Mi ridà il documento?». L'operante le precisava, allora, che non aveva avuto neanche il tempo di prendere la penna e che, una volta trascritti i dati, le avrebbe subito riconsegnato la tessera. La dottoressa Forleo, alzato il tono di voce, riferiva allora al compagno: «Li senti? Vedi come fanno? Io ho anche la loro scorta (...)!».
Alla luce dei fatti ora esposti, è mia intenzione, quindi, affidare all'Ispettorato generale l'effettuazione di un'inchiesta volta a procedere alla puntuale ricostruzione di quanto effettivamente accaduto e, in particolare, ad accertare se e in quale misura siano stati osservati, da parte della dottoressa Forleo, i canoni deontologici cui si deve conformare il comportamento del magistrato in ogni circostanza, anche al di fuori dell'esercizio delle proprie funzioni.
All'esito delle conseguenti valutazioni di carattere deontologico, mi riservo, ovviamente, di adottare le eventuali iniziative di competenza che si dovessero rendere necessarie. Ricordo che, comunque, ogni decisione al riguardo è rimandata al Consiglio superiore della magistratura.

PRESIDENTE. L'onorevole Dario Galli, ha facoltà di replicare.

DARIO GALLI. La ringrazio, signor ministro, per la risposta completa e soddisfacente, come sempre.
Credo non sfugga a nessuno l'enorme gravità della situazione generale, che vede i terroristi islamici impegnati in un'opera di distruzione sistematica del mondo occidentale, delle sue libertà e della sua cultura millenaria.
I recenti fatti, che hanno visto protagonisti non uomini disperati, ma persone integrate nella società inglese, dimostrano che l'odio atavico della religione islamica nei confronti del tutto quanto è ritenuto infedele non è né controllabile, né gestibile.
Sperando che il nostro paese non debba vivere analoghe drammatiche situazioni e in attesa che la classe politica occidentale - in particolare, quella italiana - si renda conto dell'assurdità dell'atteggiamento buonista nei confronti di quello che ormai è un nemico dichiarato, si dovrebbero perlomeno applicare con grande determinazione le leggi già esistenti, a partire, ovviamente, da chi è preposto ufficialmente a questa funzione.
Assistiamo, invece, ad episodi incredibili, come quelli che vedono coinvolta l'improbabile giudice Clementina Forleo. Dopo aver inventato l'istituto giuridico del «guerrigliero» ed essere stata, poco tempo fa, smentita dai suoi stessi colleghi, che hanno invece condannato per terrorismo gli extracomunitari che lei aveva fatto rilasciare, si è resa nuovamente protagonista di un episodio assolutamente inqualificabile.
Come una tardiva «figlia dei fiori» post-sessantottina, la Forleo si è scagliata contro due poliziotti che, a rischio della propria vita, stavano effettuando un fermo di un extracomunitario che, per l'atteggiamento tenuto, poteva essere tranquillamente imbottito di esplosivo e pronto ad un'azione terroristica.
Mi auguro che lei, signor ministro - ma ne sono sicuro -, abbia la possibilità di intervenire e che la stessa cosa facciano gli organi di autogoverno della magistratura, per espellere questo personaggio dalla magistratura stessa per manifesta incapacità e per tradimento nei confronti del popolo italiano.
Questo fatto denota, comunque, l'assoluta indispensabilità della riforma del sistema


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giudiziario, a partire dalla nomina di giudici che devono essere eletti dal popolo.
Che la sinistra, con le sue follie sull'immigrazione, voglia la distruzione scientifica della civiltà occidentale, posso anche capirlo, ma che i servitori dello Stato siano a fianco del nemico, francamente, è intollerabile.

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