Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 644 del 23/6/2005
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(Iniziative per rimuovere il blocco della spesa previsto per le Autorità portuali - n. 3-04800)

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzarello ha facoltà di illustrare, per un minuto, la sua interrogazione n. 3-04800 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, vorrei convincere il ministro dei guasti che questo provvedimento del Governo di blocco degli investimenti nei porti ha provocato in Italia. Si tratta di guasti gravi, perché la gran parte degli investimenti per i porti sono bloccati, mentre i porti devono competere con la concorrenza internazionale, dotandosi di nuovi spazi e di nuove tecnologie. Ciò, per poter vincere questa concorrenza, che fa sì, o meglio che potrebbe far sì, che i porti siano un'opportunità importante di lavoro e di sviluppo della ricchezza del paese. Invece la situazione è che sono state bloccate risorse che peraltro erano già a disposizione dei porti. Non si tratta infatti di nuovi investimenti. Siamo all'assurdo per cui in alcuni porti si pagano gli interessi sui mutui concessi dalle banche, ma quei soldi presi in prestito non possono essere spesi!
Chiediamo dunque al ministro di fornirci una risposta chiara, perché dobbiamo uscire da questa situazione gravissima per l'economia del paese e per le prospettive di lavoro e di crescita. Spero, signor ministro, che lei non mi risponda: vorrei ma non posso!

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Onorevole Mazzarello, sarebbe più opportuno che le rispondesse il ministro Siniscalco; tuttavia, cercherò di risponderle io. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti fin dai primi mesi del 2005 ha assunto tutte le iniziative necessarie a stabilire che il limite di cui al comma 57, dell'articolo 1, della legge finanziaria 2005 dovesse ritenersi applicabile alle sole spese di funzionamento e alla sola gestione di competenza.
In più occasioni, è stata altresì rilevata l'importanza degli investimenti infrastrutturali nei porti ed il peso che essi assumono sull'economia nazionale, soprattutto alla luce della rilevanza assunta dal bacino del Mediterraneo e delle decisioni assunte dall'Unione europea con riferimento al progetto dell'autostrada del mare, che oggi da slogan è diventato finalmente un'offerta trasportistica concreta in alternativa alla gomma, nonché in considerazione dei corridoi plurimodali, come l'asse Rotterdam-Genova, quello Berlino-Palermo o quello Bari-Durazzo-Varna.
In tale contesto, era stato raggiunto un accordo con il ministro dell'economia e delle finanze per emanare una circolare chiarificatrice delle disposizioni della legge finanziaria per il 2005 nel senso sopra indicato che, a tutt'oggi, non risulta essere stata ancora emanata dal ministero citato.


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Al riguardo, appare opportuno chiarire che, a parere del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, non sussisterebbe alcun problema di individuazione di nuovi fonti di finanziamento, in quanto la copertura finanziaria per la realizzazione di opere portuali, come lei ha detto, risulta già presente nel bilancio dello Stato in limiti di impegno quindicennali destinati all'ammortamento di mutui contratti dalle autorità portuali ed i relativi ricavi figurano già nelle entrate dei rispettivi bilanci corrispondentemente alle uscite destinate alla realizzazione delle infrastrutture. Tuttavia, sto verificando con grande impegno con il collega Siniscalco tutte le procedure necessarie per superare queste emergenze.

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzarello ha facoltà di replicare.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, il ministro mi ha risposto, dicendo: vorrei, ma non posso, anche se ha utilizzato un ampio giro di parole (è la stessa risposta che il Governo ha fornito all'onorevole Rosato, che ha presentato un'altra interrogazione al riguardo).
Si è risposto che risultava la sottoscrizione di un accordo che, tuttavia, non è stato applicato. Vi pare possibile che su una questione così importante, relativa alla competitività del paese, un ministro possa rispondere, dicendo: vorrei, ma non posso?
Un ministro deve rappresentare il Governo e dirci parole chiare. I porti, per conquistare quote di mercato, lavoro e ricchezza per il paese (possono farlo, perché sono infrastrutture competitive), devono attivarsi presso le grandi compagnie internazionali, delineando la loro capacità di ottenere determinati spazi in un certo lasso di tempo ed interventi tecnologici. Invece, vi è una grande incertezza in tale campo.
Signor ministro - forse, lei non lo sa -, secondo fonti di agenzia di oggi, il presidente dell'Associazione dei porti italiani ha annunciato le sue dimissioni a tutti i presidenti dei porti. Pertanto, non solo procedete ad effettuare i commissariamenti (come a Livorno) o il blocco dei fondi, ma state creando una crisi gravissima su un elemento infrastrutturale che, invece, potrebbe essere competitivo per l'Italia sotto il profilo delle prospettive di lavoro, di benessere e di sviluppo.
Non riuscite a mantenere la competizione nemmeno dove si manifesta; vi preghiamo di mantenere almeno quello che c'è e noi spingeremo tutti in questa direzione. Non vi chiediamo di fare cose stratosferiche, ma mantenete almeno quello che c'è!
I porti sono una struttura competitiva: non bloccateli e fateli lavorare! Fate in modo che rimangano una struttura importante per la vita, l'economia ed il lavoro del paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista)!

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