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e RUZZANTE. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la normativa, proposta dal Governo, che assoggetta le autorità portuali al blocco della spesa previsto per gli enti pubblici, senza considerare la peculiarità di questi enti, provoca un serio rischio per l'economia dell'Italia e colpisce la capacità competitiva dei nostri porti in ambito internazionale;
la portualità ed il complessivo sistema della logistica rappresentano un'importante opportunità di sviluppo per il Paese, considerate la nostra collocazione geografica e la prospettiva di crescita della domanda di movimentazione delle merci nell'area del Mediterraneo (+75 per cento fra il 2005 e il 2015) e la conseguente ricaduta sui porti;
dopo un periodo positivo per i nostri scali, dovuto alle leggi di riforma e alle politiche di sostegno degli anni '90, dal 2002 i traffici attraverso di essi crescono in misura largamente inferiore rispetto ai porti francesi e spagnoli;
gli investimenti pubblici per nuove banchine, spazi, tecnologie ed infrastrutture sono le condizioni per riaffermare la capacità competitiva dei nostri porti e cogliere un'importante opportunità di sviluppo per l'Italia;
il blocco, secondo gli interroganti, irrazionale degli investimenti deciso dal Governo e di risorse in molti casi già a disposizione dei porti, impedisce interventi i cui tempi di realizzazione sono determinanti per acquisire efficienza e capacità competitiva, provocando danni pesanti all'economia ed una gravissima incertezza dovuta anche ai diversi annunci, mai concretizzati, di azioni correttive -:
come ed in quali tempi il Governo intenda attivarsi per rimuovere il blocco della spesa previsto per le autorità portuali, con misure che permettano davvero ai porti italiani di reggere la competizione internazionale, assicurando così crescita economica nel comparto e possibili nuove occasioni di lavoro.
(3-04800)
(22 giugno 2005)