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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5882 sezione 4 ).
Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?
UGO MARTINAT, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo non accetta l'ordine del giorno Pisa n. 9/5882/1; accoglie come raccomandazione gli ordini
del giorno Perrotta n. 9/5882/2 e Cirielli n. 9/5882/3 (Nuova formulazione); non accetta l'ordine del giorno Pistone n. 9/5882/4; accoglie, infine, come raccomandazione gli ordini del giorno Ruggeri n. 9/5882/5 e Boccia n. 9/5882/6.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Pisa n. 9/5882/1, non accettato dal Governo.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, mi sorprende che il Governo non abbia accettato l'ordine del giorno presentato dai colleghi Pisa e Minniti insieme al sottoscritto ed agli altri deputati dei Democratici di sinistra che fanno parte della Commissione difesa. Esso è volto ad impegnare il Governo a sospendere i procedimenti di recupero forzoso degli alloggi di servizio della Difesa per un periodo non inferiore a dodici mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.
Infatti, l'ordine del giorno Cirielli n. 9/5882/3 (Nuova formulazione), che pone, più o meno negli stessi termini, il medesimo tema, è stato accolto come raccomandazione. Non capisco perché il Governo non abbia espresso la stessa disponibilità anche sul nostro ordine del giorno.
Signor viceministro, lei ha proposto di riformulare l'ordine del giorno presentato dall'onorevole Cirielli, che pone sostanzialmente lo stesso tema. Se ci propone una riformulazione anche del nostro ordine del giorno, siamo disponibili a valutare la proposta, ma non capisco questa diversità di atteggiamento rispetto ai due ordini del giorno. Se c'è una disponibilità, da parte del Governo, ad esprimere la medesima valutazione su una nuova formulazione dell'ordine del giorno Pisa n. 9/5882/1, noi siamo disponibili. Il problema che riguarda gli alloggi della Difesa è reale e, quindi, siamo disponibili ad una mediazione sul testo, purché anche il nostro ordine del giorno venga accolto come raccomandazione.
UGO MARTINAT, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
UGO MARTINAT, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, desidero far presente all'onorevole Ruzzante che il testo dell'ordine del giorno Cirielli n. 9/5882/3 (Nuova formulazione) è leggermente difforme da quello dell'ordine del giorno Pisa n. 9/5882/1.
Se siete disponibili, onorevole Ruzzante, a riformularlo con le stesse caratteristiche dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Cirielli, anch'esso viene accolto come raccomandazione dal Governo.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, siamo assolutamente disponibili ad accogliere la proposta di riformulazione perché ciò è senz'altro utile per affrontare i problemi dei dipendenti della Difesa. Pertanto, accettiamo la proposta di riformulazione del nostro ordine del giorno e non insistiamo per la votazione.
PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole Ruzzante.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Perrotta non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/2, accolto come raccomandazione dal Governo.
Chiedo all'onorevole Cirielli se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/3 (Nuova formulazione), accolto come raccomandazione dal Governo.
EDMONDO CIRIELLI. Signor Presidente, intervengo per sottolineare che il tema è delicato.
Non si tratta di un tema generico o di un pourparler: soprattutto nel caso dei beni immobili cartolarizzati della Difesa, molti pensionati rischiano di essere sfrattati. Insomma, qui non viene in rilievo il problema dell'alloggio di servizio a cui è collegata un'altra persona che deve a sua volta accedervi, né si tratta di venire incontro alle esigenze di persone per lo più giovani, che lavorano e che hanno capacità di trovare rapidamente un'altra casa: si tratta di pensionati (anche d'annata) che sono in grande difficoltà.
Quindi, ci deve essere un impegno serio. Da questo punto di vista, vorrei, su questo argomento, un impegno anche personale del viceministro Martinat.
UGO MARTINAT, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Va bene.
PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Cirielli non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/3 (Nuova formulazione), accolto come raccomandazione dal Governo.
Chiedo all'onorevole Pistone se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/4, non accettato dal Governo.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, anche a nome del collega Tocci, chiedo al Governo quale sia il motivo del parere contrario, così tranchant, che il viceministro ha espresso su un ordine del giorno che si occupa di un tema assolutamente «bollente».
Informo il viceministro - non so se egli sia interessato - che oggi pomeriggio vi sarà una manifestazione davanti al Parlamento degli inquilini degli enti privatizzati. Volevo anche ricordargli che, sostanzialmente, il problema degli immobili degli enti privatizzati va approfondito.
Infatti, sia in quest'aula sia in Commissione finanze abbiamo avuto modo di affrontare la questione riguardante gli enti privatizzati. Sostanzialmente, hanno lo status di soggetti privati quando si tratta di effettuare gli sfratti o di sostenere le loro politiche «liberiste». Tuttavia, non sono soggetti privatizzati quando si tratta di ricevere agevolazioni fiscali. In questo caso, diventano soggetti aventi diritto al sostegno.
L'ex ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Tremonti, ha riconosciuto agli enti privatizzati un particolare beneficio fiscale, sostenendo che tale agevolazione veniva concessa in quanto veniva loro riconosciuto un ruolo pubblico. Allora, delle due l'una: o sono pubblici o sono privati! Se hanno diritto alle agevolazioni fiscali, poiché rivestono un ruolo pubblico e perseguono un interesse pubblico, credo che debbano ricevere un trattamento, per quanto riguarda gli inquilini, certamente non uguale a quello che riceve il singolo proprietario tout court. È questa la questione di fondo che poniamo da anni!
Bisogna attuare un'adeguata politica: non contratti a libero mercato, ma contratti a canone concordato. Chiediamo che sia impedita la politica dello sfratto, in quanto non comprendiamo l'esigenza di questi enti di rientrare in possesso dei loro alloggi (non stiamo parlando, infatti, di un singolo proprietario che vuole riavere la casa per se stesso o per il figlio).
Chiediamo al Governo di procedere ad una verifica della situazione in atto sul territorio nazionale, per promuovere il blocco degli sfratti degli immobili degli enti privatizzati, evitando l'acuirsi della già grave situazione abitativa.
Non so se il sottosegretario abbia presente la situazione della città di Roma: il prefetto Serra (nostro collega in Parlamento nelle passate legislature) ha parlato di allarme sociale per il problema degli sfratti, che coinvolge anche i numerosi alloggi degli enti privatizzati. Il collega Buontempo è a conoscenza di ciò, perché abbiamo partecipato anche insieme a mille manifestazioni di questi inquilini. Tali tematiche saranno oggetto di discussione oggi in Commissione finanze a testimonianza di tutto il lavoro finora svolto in Parlamento, che però non ha mai avuto un riscontro positivo da parte del Governo.
È questo il senso del nostro ordine del giorno e sono davvero molto amareggiata e dispiaciuta che il Governo non lo abbia accettato. Qualcuno fuori ne saprà trarre le dovute conseguenze (Applausi dei deputati dei gruppi Misto Comunisti italiani e di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Pistone insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/4, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pistone n. 9/5882/4, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 363
Votanti 357
Astenuti 6
Maggioranza 179
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 194).
Chiedo all'onorevole Ruggeri se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/5, accolto dal Governo come raccomandazione.
RUGGERO RUGGERI. Si, Signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Insisto per la votazione in quanto si tratta di una questione di principio. Stiamo compiendo una grave discriminazione distinguendo, nel caso di una famiglia sotto sfratto e con un disabile grave a carico, l'ipotesi che questa abiti in un piccolo ovvero in un grande comune, il che è inaccettabile. Il mio ordine del giorno, al contrario, vuole mettere sullo stesso piano chi ha bisogno, indipendentemente da dove risieda.
PRESIDENTE. Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Ruggeri n. 9/5882/5, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 363
Votanti 362
Astenuti 1
Maggioranza 182
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 184).
Onorevole Boccia, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5882/6, accolto come raccomandazione dal Governo?
ANTONIO BOCCIA. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ne prendo atto.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
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