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PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di
GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, premetto che il nuovo ospedale di Lentini, in provincia di Siracusa, rischia di entrare a far parte delle numerose opere pubbliche rimaste incompiute in Sicilia, che i lavori della nuova struttura, per la quale sono stati già spesi oltre 40 miliardi di vecchie lire, sono fermi da circa un anno e mezzo e che l'impresa appaltatrice ha declinato ogni responsabilità dopo la disdetta del contratto con l'azienda sanitaria locale 8 di Siracusa; da oltre dieci anni questa zona attende una struttura ospedaliera concepita con i più moderni criteri e in grado di tutelare la salute dei cittadini dei comuni dell'area nord di Siracusa.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Giuseppe Gianni.
GIUSEPPE GIANNI. ...al fine di indurla - concludo, signor Presidente - a stanziare presto la somma per completare l'ospedale. Tenga conto che, tra l'altro, in questa zona vi è un altro ospedale, anch'esso incompiuto, ad Augusta, anche per il quale sono stati spesi oltre 20 miliardi. E questo è un ospedale importante perché situato nel triangolo industriale più importante d'Europa.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al ministro, vorrei dire ai colleghi che purtroppo, non per colpa mia, sono costretto a «taglieggiare» quando si eccede nel tempo a disposizione, per ragioni legate in questa circostanza alla dimensione mediatica.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, naturalmente darò una risposta nell'ambito delle competenze dello Stato rispetto ad una regione autonoma come la Sicilia che, come è noto, ha proprie competenze specifiche.
PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di replicare.
GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la risposta tecnicamente puntuale. Tuttavia, faccio rilevare che noi, ancora una volta, ci troviamo in una situazione agghiacciante, perché i lavori di completamento dei due ospedali citati nell'interrogazione sono fermi. Ciò denota un'assenza ingiustificata e indecente da parte dell'assessore alla sanità della regione Sicilia.
Per protestare contro il mancato completamento dell'opera un gruppo di cittadini, composto tra l'altro da sindacalisti e sindaci dei comuni di Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia, nei giorni scorsi ha addirittura deciso di incatenarsi davanti ai cancelli del costruendo ospedale. Con tale gesto eclatante i manifestanti intendono lanciare un forte messaggio alla regione siciliana...
Chiedo al ministro se intenda disporre l'accesso presso le aziende sanitarie locali competenti, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge n. 37 del 1989, per verificare le cause del ritardo.
Il ministro per i rapporti per il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
Per quanto riguarda lo Stato, sono stati previsti finanziamenti nell'ambito della prima fase del programma straordinario di investimenti, di cui all'articolo 20 della legge n. 88 del 1967, con delibera CIPE. Tale delibera stanziava già da allora 30 miliardi di lire, di cui 25,5 a carico dello Stato.
Dal monitoraggio attuale trasmesso istituzionalmente dalla regione Sicilia si rileva che la percentuale spesa sul totale di questi finanziamenti è stata pari al 99 per cento. Il completamento della nuova sede ospedaliera di Lentini è inserita inoltre nell'accordo di programma con la regione Sicilia del 30 aprile 2002 per uno stanziamento complessivo di euro 17 milioni 927 mila, dei quali 17 milioni e 31 mila a carico dello Stato. Tale intervento è stato ammesso al finanziamento con provvedimento del 23 luglio del 2002. Alla data del 31 dicembre 2004, sulla base del monitoraggio annuale trasmesso dalla regione Sicilia, i lavori risultano attualmente in corso di esecuzione.
Sull'intervento di completamento citato risulta essere stato speso un importo di euro 584.166. Nell'ambito del medesimo accordo di programma sono stati programmati per il presidio ospedaliero «Muscatello» di Augusta lavori di adeguamento delle strutture degli impianti, di ristrutturazione e recupero padiglioni, per un importo di euro 3 milioni 335 mila interamente a carico dello Stato. Tale importo è stato ammesso a finanziamento del Ministero della salute in data 21 aprile 2005; inoltre, sono stati previsti lavori di manutenzione straordinaria dei prospetti del medesimo presidio per un importo di euro 472.291 a carico dello Stato, ammesso al finanziamento in data 20 gennaio 2004.
Questo è la situazione dei finanziamenti che lo Stato ha destinato a queste strutture. Questo è lo stato dell'arte per quanto riguarda la percentuale delle spese e i lavori in corso. Il Ministero della salute, qualora dovessero emergere le condizioni che la legge prevede per l'accesso presso le aziende sanitarie locali competenti, potrà anche effettuare, sulla base dei poteri citati e di quelli previsti dal Titolo V della Costituzione, una verifica sul luogo.
Signor ministro, la mia richiesta di intervento scaturisce proprio da quello che lei ha appena detto. Essendo, infatti, completa la spesa prevista per tali presidi ospedalieri messa a disposizione dal Governo nazionale - ricordo che lo Stato, sebbene la Sicilia sia una regione a statuto speciale, concorre alla spesa sanitaria regionale per oltre il 55 per cento -, è mia convinzione che si debba valutare l'opportunità di inviare un'apposita commissione di indagine per comprendere i motivi per cui i lavori di questi due ospedali non giungono a completamento. Il completamento di queste strutture ospedaliere, fra l'altro, consentirebbe di evitare il fenomeno della migrazione sanitaria (la gente non sa più dove ricoverarsi), che obbliga la regione Sicilia a sostenere una spesa di oltre 500 milioni di euro annui, con conseguente notevole appesantimento del bilancio regionale. Il perpetuarsi di questa situazione comporta il rischio di andare incontro - e ciò lo dico anche come medico - ad una bancarotta sanitaria per mancanza di strutture e mezzi, che non consentono nemmeno di verificare se, ad esempio, un esame di laboratorio è stato effettuato bene. Mi dispiace che non sia oggi presente il ministro della salute, in ogni caso ritengo sia necessario tenere conto di questa situazione.
Concludendo, ribadisco nuovamente la necessità di valutare la possibilità di inviare urgentemente in Sicilia qualcuno per effettuare delle verifiche, in modo da comprendere i motivi che impediscono il completamento dei lavori per i due ospedali citati, al fine di dare ai bisogni manifestati dalla popolazione di quell'area una risposta chiara e puntuale.


