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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 472 ed abbinate sezione 16).
Qual è il parere del Governo?
ROBERTO COTA, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Il Governo accetta gli ordini del giorno Daniele Galli n. 9/472/1, Santori n. 9/472/2, D'Agrò n. 9/472/3, Polledri n. 9/472/4 e Ruggeri n. 9/472/6; accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Paola Mariani n. 9/472/5.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno Daniele Galli n. 9/472/1, Santori n. 9/472/2, D'Agrò n. 9/472/3 e Polledri 9/472/4, accettati dal Governo.
Chiedo all'onorevole Paola Mariani se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/472/5.
PAOLA MARIANI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione del mio ordine del giorno n. 9/472/5.
Siamo tutti consapevoli che la legge che ci accingiamo ad approvare non sarà sufficiente per tutelare tutti i nostri prodotti e le nostre aziende.
Ho inserito nell'ordine del giorno, e vorrei che nel frattempo il Governo lo valutasse meglio e potesse magari rivedere il parere espresso, la possibilità per il Governo di impegnarsi fortemente a Bruxelles affinché alcuni regolamenti vengano modificati: il primo è il regolamento che vieta i marchi geografici (d'altronde, se in questa sede parliamo di incompatibilità comunitaria per taluni emendamenti o talune norme è proprio perché esiste un regolamento che vieta la denominazione di origine geografica); il secondo è quello che prevede l'istituzione dei codici doganali.
Vorrei far presente al Governo e ai colleghi che, ad esempio nel settore calzaturiero che abbiamo inteso qui tutelare, a chi lavora all'estero le tomaie (parte prevalente della calzatura, come è noto), proprio perché il codice doganale non cambia e, dunque, in presenza dello stesso codice doganale, non è vietata la possibilità di apporre il marchio made in Italy. Ci troviamo in tal modo di fronte a prodotti lavorati quasi interamente all'estero sui quali, però, in base ai codici doganali
esistenti, non può essere vietata l'apposizione del marchio made in Italy.
Chiedo che, accanto ad una legge, che riteniamo necessaria, che istituisce il marchio «100 per cento Italia», venga intrapresa una lotta nei confronti dell'Unione europea per comprendere le necessarie modifiche da apporre ai due regolamenti sopra richiamati.
Chiedo, dunque, al Governo di modificare il parere espresso sul mio ordine del giorno, altrimenti insisto per la votazione.
ROBERTO COTA, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO COTA, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il Governo conferma il parere precedentemente espresso.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è dunque contrario...?
ROBERTO COTA, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, ho detto che l'ordine del giorno può essere accolto come raccomandazione, altrimenti il parere è contrario, poiché introduce argomenti troppo complessi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Paola Mariani n. 9/0472/5, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 340
Votanti 335
Astenuti 5
Maggioranza 168
Hanno votato sì 157
Hanno votato no 178).
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Ruggero Ruggeri n. 9/0472/6.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
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