![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 472 ed abbinate sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
ANDREA LULLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Paola Mariani 3.20, invita al ritiro degli emendamenti Nieddu 3.24, Gambini 3.25 e Paola Mariani 3.21, esprime parere favorevole sull'emendamento Zanella 3.23 ed invita al ritiro dell'emendamento Zanella 3.22 e dell'articolo aggiuntivo Nieddu 3.02.
PRESIDENTE. Il Governo?
ROBERTO COTA, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore, tranne che sull'emendamento Zanella 3.23, sul quale si rimette all'Assemblea, e sull'articolo aggiuntivo Nieddu 3.02, sul quale esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Paola Mariani 3.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paola Mariani. Ne ha facoltà.
PAOLA MARIANI. Signor Presidente, l'emendamento in esame vuole inserire tra le modalità e i requisiti per la concessione
del marchio anche l'attestazione che al prodotto italiano siano state effettuate le necessarie analisi chimiche e meccaniche. Si tratta di un requisito molto importante perché rende possibile certificare che i nostri prodotti sono stati realizzati in conformità alle normative italiane ed europee e non contengono sostanze tossiche. Lo stesso, spesso, non si può dire per i capi e le pelletterie che vengono dall'estero i quali, essendo realizzati con coloranti e materiale di scarsa qualità, possono essere pericolosi per il consumatore. Dunque, chiediamo che nella normativa venga inserito anche tale requisito.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paola Mariani 3.20, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 315
Votanti 314
Astenuti 1
Maggioranza 158
Hanno votato sì 314).
Passiamo all'emendamento Nieddu 3.24.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
SERGIO GAMBINI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Come ricordavo in parte nell'intervento precedente, l'emendamento in esame attribuisce la titolarità del marchio ai consorzi di impresa. Ci sembra necessario, oltre che avere introdotto il meccanismo dell'autocertificazione, che la titolarità di chi attribuisce concretamente il marchio rimanga in capo alle imprese ed ai consorzi di impresa, secondo un meccanismo largamente diffuso e più moderno. Piuttosto che avere un rapporto di autorizzazione da parte dello Stato e del ministero, bisogna puntare, non solo per velocizzare ma anche per rendere più pregnante la verifica della qualità dei prodotti realizzati, su un presidio di qualità in capo alle imprese o ai consorzi di impresa.
Per tale ragione, ci sembra utile una correzione: invece di far pesare sulle spalle del ministero il suddetto ruolo, bisogna trasferirlo ai consorzi di impresa.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 3.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 314
Maggioranza 158
Hanno votato sì 141
Hanno votato no 173).
Passiamo all'emendamento Gambini 3.25.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
SERGIO GAMBINI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, non ritiriamo l'emendamento in esame per le ragioni già espresse precedentemente. Si tratta di un ulteriore tentativo: se non si vuole valorizzare il ruolo dei consorzi di impresa, si provi a valorizzare il ruolo delle camere di commercio.
Ripeto: si cerca anche di aggirare, attraverso il trasferimento della suddetta titolarità dal ministero alle camere di commercio, i divieti espressi dalla Corte europea nei confronti di altri paesi che hanno provato ad incamminarsi su tale strada. È vero che sono sentenze in qualche modo datate, risalenti a prima della scadenza, ad esempio, dell'accordo multifibre del 31 dicembre 2004, e che dunque tale scadenza ed eventi successivi hanno creato un clima differente in Europa, nonché l'assunzione di diverse iniziative da parte della Commissione europea, tuttavia ci sembra utile, per velocizzare e rendere più efficace questo provvedimento, cercare di depotenziare il ruolo del Ministero delle attività produttive, aumentando invece quello delle camere di commercio.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 325
Votanti 324
Astenuti 1
Maggioranza 163
Hanno votato sì 143
Hanno votato no 181).
Passiamo all'emendamento Paola Mariani 3.21.
Chiedo all'onorevole presentatore se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo.
PAOLA MARIANI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 3.23, accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si è rimesso all'Assemblea.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 318
Maggioranza 160
Hanno votato sì 314
Hanno votato no 4).
Passiamo all'emendamento Zanella 3.22.
Chiedo agli onorevoli presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo.
MAURO BULGARELLI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 328
Maggioranza 165
Hanno votato sì 327
Hanno votato no 1).
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Nieddu 3.02.
Chiedo agli onorevoli presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, non intendo ritirare questo articolo aggiuntivo, anche se comprendo la delicatezza della questione. In Commissione vi è stata, al riguardo, un'ampia discussione e so perfettamente che questo articolo aggiuntivo potrebbe creare qualche difficoltà
in sede europea. Tuttavia, se vogliamo combattere la nostra battaglia per salvaguardare i prodotti italiani, dobbiamo porre un argine nel modo che riteniamo più opportuno; ciò, proprio al fine di combattere la concorrenza sleale, la contraffazione e la pubblicità ingannevole.
Penso che per raggiungere tale obiettivo sia fondamentale tutelare i nostri marchi, i nostri simboli e la nostra bandiera. Per questo chiediamo, con il nostro articolo aggiuntivo, che il Ministero delle attività produttive si adoperi per la registrazione di tali marchi e che, al tempo stesso, si attivi con ogni iniziativa legale contro l'uso non corretto del nostro marchio sul mercato nazionale.
Chiedo pertanto al Governo di modificare il suo parere contrario e di considerare questa nostra proposta emendativa come un supporto fondamentale all'interno di un confronto necessario in sede europea, a tutela del prodotto italiano. Ritengo infatti che le imprese italiane necessitino di tale tutela, in particolare in un momento, come quello attuale, in cui tutti i settori della nostra produzione versano in una gravissima crisi economica (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Agrò. Ne ha facoltà.
LUIGI D'AGRÒ. Il collega Nieddu ha sottolineato la delicatezza di questo articolo aggiuntivo, che potrebbe creare dei problemi. Di questo lo abbiamo avvertito in sede di Comitato dei nove, dove peraltro abbiamo convenuto possa esservi una condivisione della sostanza dell'articolo aggiuntivo in questione. Non siamo infatti contrari in modo pregiudiziale, tuttavia non vorremmo introdurre un elemento normativo che, nel quadro di riferimento armonico che abbiamo cercato di delineare in questo testo unificato, potrebbe creare effettivamente delle difficoltà anche rispetto al successivo iter del provvedimento.
Siamo quindi ampiamente disponibili ad approvare, in materia, un ordine del giorno volto a tutelare l'indirizzo evocato in questo articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, abbiamo insistito su questo articolo aggiuntivo poiché altri paesi hanno già provveduto a tutelare il loro nome e la loro bandiera (mi riferisco, ad esempio, alla Francia, che ha tutelato su tutti i mercati il suo nome e la bandiera francese).
Qualche tempo fa una delegazione cinese ci ha fatto presente che qualsiasi impresa cinese potrebbe brevettare in Italia un marchio «Italian style» e noi non potremmo farci nulla! Sarebbe bene allora che il nostro Governo si attivasse rapidamente sui mercati internazionali nei diversi paesi per tutelare la bandiera, il nome ed i marchi del nostro paese. Si tratta, pertanto, di un emendamento più che ragionevole.
Viene affermato che, comunque, vi sono diversi provvedimenti che si muovono in questa direzione, ma nulla è stato fatto fino ad oggi.
Ci sembra, pertanto, necessaria l'approvazione della proposta emendativa in esame. Se successivamente si avrà l'intenzione di presentare un ordine del giorno in tal senso, noi apporremo la nostra firma, ma adesso insistiamo perché questo articolo aggiuntivo venga approvato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scaltritti. Ne ha facoltà.
GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, vorrei sottolineare che, a tale riguardo, in Commissione i colleghi sono stati invitati ad adottare una posizione complessiva, poiché non vi è una divergenza nella valutazione del problema. È comunque necessaria, come affermava il collega D'Agrò, una sorta di armonizzazione al riguardo con un'azione del Governo estremamente appropriata e attenta a come muoversi rispetto alle normative internazionali e nazionali.
Pertanto, proponiamo fortemente la presentazione di un ordine del giorno in tal senso sul quale spero convergano tutte le forze politiche, perché credo che ciò sia il vero percorso per tutelare i simboli della nostra Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, non concordo con l'idea di presentare un ordine del giorno, perché oggi tutti tocchiamo con mano il tipo di concorrenza che i nostri prodotti, purtroppo, stanno subendo. Con riferimento alla bandierina apposta sui vari prodotti all'estero, spesso dà fastidio vedere quella dell'Italia. Perché, allora, considerato che si tratta di un problema così importante, non esprimerci subito per aiutare le nostre imprese, soprattutto, quelle del settore del tessile? Dobbiamo tutelare il nome, la bandiera ed i simboli della Repubblica italiana. Perché, allora, non farlo adesso e perché aspettare un ordine del giorno, anche se condiviso, che si pronunzi in tal senso?
Abbiamo anche scoperto, con riferimento al mondo del web, dei siti Internet, che i primi che arrivano ottengono la proprietà, il dominio in ordine a ciò. Allora, se qualcuno, prima dell'approvazione del provvedimento o in attesa che sia data attuazione all'ordine del giorno, utilizzasse un marchio o la bandiera italiana, noi non potremmo più fare niente? Il provvedimento in esame si pone a tutela dei nostri prodotti e, pertanto, i simboli del nostro paese dovrebbero essere tutelati subito, senza aspettare domani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.
SERGIO COLA. Signor Presidente, mi pare che l'ordine del giorno ipotizzato rispecchi in buona sostanza ciò che è stato affermato dall'onorevole Ruggeri e, precedentemente, dall'onorevole Gambini.
Agli amici della maggioranza vorrei porre un problema di attualità e lo dico cognita causa, assolutamente non in termini generici, ma scontrandomi con una realtà, purtroppo, inquietante. Anche a livello di attività professionale mi è capitato di imbattermi in una serie di vicende processuali riguardanti prodotti provenienti dalla Cina, da Taiwan e recanti la scritta «Italian style».
A mio avviso, tutto questo ha già danneggiato in maniera enorme i produttori italiani e, siccome con il passare del tempo si intensifica sempre più questo modo di procedere ingannevole, per quale motivo dovremmo affidarci ad un ordine del giorno, che magari resterebbe lettera morta e potrebbe essere recepito in tempi molto lunghi, invece di affrontare immediatamente il problema?
A mio parere l'approvazione di questo articolo aggiuntivo, magari riformulato, risolverebbe i problemi, tutelando i produttori italiani che si vedono sottoposti ad una concorrenza sleale nel vero senso della parola.
Pensate ai container che quotidianamente giungono dalla Cina a Napoli, a Genova e in altre località, nei quali si rinvengono prodotti che recano la scritta «Italian style», il che tra l'altro non è perseguibile sotto il profilo penale non trattandosi di un marchio, di un brevetto, ma di una semplice indicazione diversa dal «made in Italy»! Quindi, agire subito non farebbe altro che tutelare gli italiani, che già sono bistrattati dall'Europa; non aggraviamo dunque la situazione degli imprenditori e dei produttori italiani!
LUIGI D'AGRÒ. Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agrò, mi dispiace, ma non posso darle la parola perché è già intervenuto sull'articolo aggiuntivo in esame.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Nieddu 3.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 322
Votanti 318
Astenuti 4
Maggioranza 160
Hanno votato sì 145
Hanno votato no 173).
![]() |
![]() |
![]() |