Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 628 del 18/5/2005
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(Adempimenti necessari a garantire l'avvio delle attività della fondazione Istituto italiano di tecnologia - n. 3-04533)

PRESIDENTE. L'onorevole Pinotti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04533, riguardante la fecondazione... ho letto erroneamente, in realtà riguarda la fondazione Istituto italiano di tecnologia (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6). È una cosa un po' diversa!


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ROBERTA PINOTTI. Parliamo di tecnologia...

PRESIDENTE. Però, aiuta...

ROBERTA PINOTTI. Signor Presidente, l'Istituto italiano di tecnologia nasce nel dicembre 2003 con l'approvazione della legge finanziaria. Ad oggi, maggio 2005, è ancora un oggetto virtuale, anche se abbiamo avuto sontuose presentazioni nella nostra città.
Pur con perplessità riguardanti il modo in cui è nata l'iniziativa - non è stata coinvolta in alcun modo la comunità scientifica -, abbiamo concesso, come opposizione, un'apertura di credito, scommettendo sull'ipotesi che l'IIT fosse una novità in grado, a fronte di carenze strutturali e dell'esiguità di risorse per la ricerca e l'università, di portare risultati significativi nel breve e medio periodo.
Abbiamo, dunque, proposto che tale novità si appoggiasse alla rete di eccellenza; lo abbiamo fatto presentando una proposta emendativa alla legge finanziaria del 2004. Infatti, al nord, al centro ed al sud, vi sono università tecnologiche e centri di ricerca che sono effettive eccellenze in Italia. In tal modo, l'operatività poteva essere immediata: il tempo e la tempestività su un tema come la ricerca sono determinanti.

PRESIDENTE. Onorevole Pinotti...

ROBERTA PINOTTI. Il programma scientifico, per quanto ampio ed attuale, invecchia presto; il contenuto innovativo che può avere, diminuisce esponenzialmente con il passare del tempo. Dunque, domando se sia vero che manchi ancora lo statuto della fondazione e se sia, altresì, vero che, su un budget disponibile di 50 milioni di euro per il 2004 e di 100 milioni per il 2005, siano stati impegnati solo 7 milioni di euro e ne siano stati spesi solo 2 milioni e 800 mila.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pinotti, per avere quasi contenuto il suo intervento nei tempi prescritti dal regolamento. Peraltro, le domande dovrebbero precedere le conclusioni così da rendere sempre chiaro cosa si chieda.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, è vero e ne spiego le ragioni.
Il dottor Vittorio Grilli, commissario della fondazione, nominato nell'aprile del 2004, in tredici mesi, a fronte dei due anni previsti come durata massima nel periodo di avvio dell'attività della fondazione, ha dato corso ad una serie significativa di azioni finalizzate al corretto avvio dell'attività di ricerca, formazione e sviluppo.
Tali iniziative sono state finalizzate all'attuazione della volontà del legislatore di costituire in Italia un centro di eccellenza di riferimento internazionale per la ricerca e la formazione scientifica. Conseguentemente, per la definizione dello statuto e del piano organizzativo della fondazione si è ritenuto indispensabile svolgere indagini comparative nelle strutture di eccellenza internazionali per individuare i principali modelli organizzativi al fine di perseguire l'ottimale posizionamento dell'ente nel panorama scientifico-internazionale.
È stato quindi necessario un approfondito lavoro di analisi e confronto, che consentirà l'elaborazione di una proposta di statuto che individui un assetto organizzativo innovativo della fondazione. Contemporaneamente, sono in fase di stesura i piani organizzativi ed i principali documenti contenenti le strategie idonee a garantire il funzionamento.
Il commissario unico, il dottor Grillo, ha informato il Ministero che, già nell'aprile 2004, si è riunito il comitato di indirizzo e regolazione, che ha individuato le linee strategiche per il programma scientifico e ha dato mandato ad un apposito sottocomitato di definire i contenuti e gli obiettivi della fondazione. In una successiva riunione dell'ottobre 2004, il comitato ha approvato il piano scientifico che prevede l'avvio di programmi di ricerca


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basati su tre diverse piattaforme tecnologiche: le neuroscienze, le biotecnologie e la robotica, nell'ambito delle quali saranno svolte attività di ricerca sinergiche fortemente interdisciplinari con l'obiettivo comune di studiare e sviluppare tecnologie umanoidi.
Successivamente, il direttore scientifico della fondazione ha sviluppato i programmi di attività in cui sono «dettagliate» le singole linee di ricerca nell'ambito delle piattaforme tecnologiche. Il programma è stato pubblicato ed è disponibile sul sito web della fondazione.
La fondazione ha poi fatto presente che è attualmente in fase di conclusione una procedura di selezione internazionale per individuare i direttori di ricerca delle tre piattaforme e, conseguentemente, il reclutamento dello staff di ricerca. I direttori di ricerca saranno incaricati, in autonomia, di realizzare e rendere immediatamente operative le strutture di ricerca attraverso l'acquisizione della strumentazione scientifica loro necessaria.
La fondazione ha altresì avviato il programma di alta formazione, in collaborazione con le università e gli istituti di ricerca di eccellenza, che prevede l'assegnazione di 35 borse di studio. Quanto sopra esposto giustifica quindi i tempi che sono stati necessari alla fondazione per avviare l'attività; conseguentemente, è stato possibile impegnare somme che, come ho osservato all'inizio, coincidono con quanto indicato nell'interrogazione ma che subiranno un significativo incremento nei prossimi mesi, non appena concluse le procedure di selezione dei direttori di ricerca.

PRESIDENTE. L'onorevole Pinotti ha facoltà di replicare.

ROBERTA PINOTTI. Ringrazio il ministro per la risposta testé resa; conoscevo il lavoro svolto, ma mi permetto di sottolineare che tutti questi studi approfonditi poc'anzi ricordati, per un istituto che doveva rispondere alla fame e all'esigenza di ricerca, cominciano ad avere tempi alquanto troppo lunghi. Sono dati ormai divenuti di senso comune: il basso tasso di investimento in ricerca in Italia - meno dell'1 per cento del PIL -, la carenza di ricercatori e, soprattutto, di giovani ricercatori. Noi abbiamo avanzato l'ipotesi di assumerne 5 mila perché, rispetto alla media europea, ne abbiamo la metà e, rispetto agli Stati Uniti, un terzo. Vi è poi la necessità di creare interazione tra ricerca e imprese nonché la perdita di competitività sui mercati internazionali delle aziende italiane, specie nei settori ad alta tecnologia.
Quindi, il tema della ricerca è centrale per la possibilità complessiva del paese di essere competitivo; al board - a quanto mi risulta - è stato presentato un progetto per far partire da subito, a febbraio, un grande laboratorio su Genova, con una spesa di 38 milioni di euro, in spazi prestigiosi forniti dal comune. È stato bloccato; perché?
L'operatività si vede da ciò, non dagli studi di fattibilità sullo statuto.
Si chiede all'Istituto italiano di tecnologia (IIT) di crescere da zero, senza una strategia scientifica di partenza. Ricordo che avevamo proposto che, per essere immediatamente operativo, si appoggiasse alla «rete» di eccellenze già esistente in Italia. Non sono state definite, inoltre, le interazioni tra l'istituto in oggetto e le fondamentali strutture di ricerca pubbliche (in primo luogo CNR ed università), nonché la comunità scientifica genovese, dove l'Istituto italiano di tecnologia avrà sede. Dunque, vi è un board di alto livello, ma la sua composizione appare un po' casuale.
Questa interrogazione a risposta immediata è stata presentata per rappresentare uno stimolo, poiché crediamo ancora che tale progetto possa decollare; sono necessari, tuttavia, tempestività (molto più di quella che vi è stata finora), il collegamento con la «rete» (senza la quale non si crea nulla da zero) e la chiarezza della missione.
Vorrei concludere il mio intervento ponendo un'ultima domanda: cosa avrebbero potuto fruttare, in due anni, 150


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milioni di euro investiti sui giovani ricercatori operanti nei centri di eccellenza già esistenti in Italia?

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