...
realizza il rapido avvio delle attività della Fondazione I.I.T in un periodo non superiore a due anni dalla sua istituzione» (articolo 4, comma 5);
con l'emanazione del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla legge n. 326 del 24 novembre 2003, è stata creata la Fondazione Istituto italiano di tecnologia. Come recita il comma 1 dell'articolo 4, la fondazione ha lo scopo di «promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione tecnologica, favorendo così lo sviluppo dei sistema produttivo nazionale»;
il citato articolo detta disposizioni analitiche e dettagliate sugli organi dell'istituto e le modalità per gestire ed incrementare il patrimonio. Manca totalmente, nel testo istitutivo, una qualsiasi indicazione sull'indirizzo tecnologico che dovrà assumere l'istituto. È, invece, rappresentata l'esigenza di intervenire con sollecitudine: «ai fini del rapido avvio delle attività della Fondazione I.I.T. [...] entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto-legge devono essere nominati un commissario unico, un comitato di indirizzo e regolazione ed un collegio di revisori». «Il commissario unico con i poteri dell'organo monocratico
anche sul sito dell'istituto alla voce «organizzazione» si legge: «Il periodo di start-up è il periodo di avvio delle attività di I.I.T. Si tratta di un arco di tempo della durata al massimo di ventiquattro mesi, in cui vengono definiti l'organizzazione ed il funzionamento a regime dell'istituto e al termine del quale, sulla scorta delle esperienze maturate, lo statuto assumerà l'assetto definitivo»;
alla scadenza dei due anni mancano ormai pochi mesi;
si è deciso di insediare l'Istituto italiano di tecnologia a Genova. La regione ha individuato gli spazi per i laboratori nell'ex ospedale psichiatrico di Quarto, ma sono spazi che saranno utilizzabili solo tra tre o quattro anni. Il comune ha, comunque, reso disponibili spazi ai magazzini del cotone di porto antico, immediatamente utilizzabili per insediare i laboratori;
il comitato di indirizzo e regolazione, composto da ventitrè personalità di alto livello internazionale del mondo scientifico, tecnologico, industriale e finanziario e da personalità che si sono distinte per un'alta qualità scientifica e per una profonda conoscenza delle politiche scientifiche e tecnologiche nazionali ed internazionali, aveva il compito di orientare il piano strategico ed i programmi di attività della fondazione verso i settori fondamentali della scienza e della tecnologia a livello mondiale, nonché verso i settori produttivi prioritari, e di assicurare la coerenza dei piano strategico e dei programmi di intervento con la missione della fondazione. A questo punto dovrebbe avere quasi concluso il suo compito, ma non si hanno notizie dettagliate sugli orientamenti scelti. Si sa che l'Istituto italiano di tecnologia dovrà operare su tre diverse piattaforme tecnologiche: neuroscienze, bionanotecnologie, robotica ed automazione, che dovranno sviluppare attività di ricerca sinergiche per studiare e sviluppare tecnologie umanoidi. Sono state previste 35 borse di studio, tra cui pochissime sono già state assegnate (peraltro, soltanto dieci graviteranno su Genova);
la spesa autorizzata dal decreto-legge n. 269 del 2003 era di 50 milioni di euro per l'anno 2004 e di 100 milioni per gli anni dal 2005 al 2014, una cifra rilevantissima se investita per sostenere la ricerca dei centri di eccellenza già avviati, ma che è rimasta inattiva in attesa di un'effettiva operatività dell'Istituto italiano di tecnologia -:
se risponda al vero che non sia ancora stato approvato lo statuto della fondazione e che in due anni dei 150 milioni di euro disponibili sono stati impegnati per il 2005 solo 7 milioni di euro, di cui è stata spesa solo una piccola parte per spese correnti.
(3-04533)